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	<title>creazionismo Archivi - Associazione Culturale Civiltà Laica</title>
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	<description>Per un movimento culturale volto a difendere la Laicità dello Stato.</description>
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	<item>
		<title>Darwinofobia!</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/darwinofobia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Apr 2023 16:59:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[filosofia e scienza]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro chiometti]]></category>
		<category><![CDATA[antievoluzionisti]]></category>
		<category><![CDATA[creazionismo]]></category>
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		<category><![CDATA[evoluzione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Creazionismo ed evoluzionismo per me sono due facce della stessa medaglia. Il fanatismo di chi crede nei dogmi religiosi è lo stesso di quello di chi crede nella scienza!” Così, un filosofo locale, terminava qualche giorno fa la presentazione di un suo libro di poesie e riflessioni in un piccolo locale cittadino. Essendoci trovati lì [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>“<span style="font-family: Times New Roman, serif;"><i>Creazionismo ed evoluzionismo per me sono due facce della stessa medaglia. Il fanatismo di </i><i>chi</i><i> crede </i><i>nei dogmi religiosi</i><i> è lo stesso di quello </i><i>di </i><i>ch</i><i>i</i><i> crede nella scienza!</i>”</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Così, un filosofo locale, terminava qualche giorno fa la presentazione di un suo libro di poesie e riflessioni in un piccolo locale cittadino.<br />
</span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Essendoci trovati lì in una ristretta situazione quasi familiare, quasi per caso, non ce la siamo sentita di intervenire e ci siamo limitati ad alzarci con discrezione e prendere la via dell’uscio prima dello sviluppo di una discussione probabilmente inutile. </span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Avremmo potuto anche avviare un confronto socratico con un “amante della sapienza”, ma a cosa sarebbe servito?<br />
</span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Se abbiamo capito qualcosa negli ultimi tempi è che <b>il dibattito ha senso se si condividono e si rispettano le stesse regole</b><b>. </b>Altrimenti è come giocare una partita di scacchi con un avversario che vuol muovere i pedoni come se fossero regine.<br />
Quando una persona rifiuta, o ignora volutamente, i principi stessi di cui si discute, il confronto è totalmente inutile e peraltro deleterio per se stessi se non si riesce a controllare la propria arrabbiatura di fronte alle inevitabili castronerie.<br />
Se un filosofo rifiuta di riconoscere che il metodo scientifico è il migliore mezzo che abbiamo per conoscere la realtà in modo condivisibile<sup>[1]</sup>, non può esserci dialogo.</span></p>
<p>Ma perché fa ancora così paura Sir Charles Darwin? In un mondo in cui non ci spaventano le chat GPT che autoaccrescono il loro sapere possibile che la lunga barba del pacato naturalista inglese faccia ancora paura?<sup>[2]</sup></p>
<p>Sì. Perché Darwin più di ogni altro ha colto profondamente nel solco psicologico di una delle nostre più antiche paure: <b>quella di non essere la specie preferita d</b><b>a</b><b> un qualche dio</b>.</p>
<p><strong>Darwin</strong> con <b>Galileo</b> e <b>Freud</b> forma quel trittico di pensatori critici che hanno distrutto in modo pressoché irreversibile <b>l’antropocentrismo</b> e tutti i suoi dogmi assolutistici.</p>
<p><a href="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2023/04/tris.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-26201" src="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2023/04/tris.jpg" alt="" width="669" height="335" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2023/04/tris.jpg 669w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2023/04/tris-300x150.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2023/04/tris-280x140.jpg 280w" sizes="(max-width: 669px) 100vw, 669px" /></a></p>
<p>A questi andrebbero aggiunti <b>Einstein</b> che ha reso relativo e il tempo ed <b>Heisemberg,</b> in rappresentanza di tutti i fisici quantistici, che hanno reso relativa anche la materia.</p>
<p>Tuttavia la paura che sia il caso a governare, non solo le nostre vite, ma <b>la Vita stessa</b> (quella di cui non sappiamo ancora oggi dare una definizione intrinseca<sup>[3]</sup>) trova il suo concretizzarsi soprattutto nella comprensione dell’Evoluzione Biologica concepita da Darwin.</p>
<p><b>Pensateci</b>.</p>
<p>Galileo Galilei è stato ormai ampiamente accettato da qualunque teleologia e annessa cosmogonia (con eccezione dei <b>terrapiattisti,</b> ma non era nostra intenzione scrivere un articolo umoristico); <b>nessuno sano di mente </b><b>oggi</b><b> metter</b><b>e</b><b>bbe in dubbio che </b><b>sia </b><b>la terra </b><b>a </b><b>ruota</b><b>re</b><b> intorno al sole</b>. Certo, si ignora volutamente il fatto che non era quella la rivoluzione galileiana (che non a caso si chiama <b>copernicana</b>) a mettere tanta paura a <b>Bellarmino</b> ma la creazione del primo metodo scientifico della storia. <i>Transeat,</i> Galileo è sdoganato! E non è escluso che fra tre o quattro papi ce lo ritroveremo pure santo.</p>
<p>Sigmund Freud, ultimo del tritico ha tolto l’uomo anche dall’essere al “centro” di se stesso, dopo che Galileo lo aveva tolto dal centro del Cosmo e Darwin da quello della Natura. Brutta botta per ogni concezione divina. Però.<br />
Però la psicanalisi non è scienza e non essendo scienza c’è chi, andando sul mistico ha recuperato il concetto divino con essa.</p>
<p>Einstein e i fisici quantistici. Ovvio che tutto il loro lavoro renda molto difficile pensare a un dio che non governa neanche più il tempo visto che questo è funzione della velocità e della massa dei corpi o che giochi così tanto con i dadi per cui le particelle subatomiche obbediscono a leggi diverse da quelle macroscopiche. Beh… non è una cosa che piace sentir dire agli scienziati ma nessuno, al di fuori delle università, ha mai capito molto della relatività e della quantistica. E allora “<i>Stamo </i><i>a parla’ de tutto e de niente!</i>” come direbbe il guzzantiano Padre Pizzarro.</p>
<p><b>Ma con Darwin no.</b> Non ci si riesce proprio a passare oltre.</p>
<p>La sua evoluzione biologica, o per meglio dire il nucleo darwiniano di questa, variazione – adattamento – trasmissione, funziona troppo bene e, accidenti, è stato confermato da ogni scoperta scientifica successiva!<br />
E c’è di più, una volta accettato il cambio di paradigma non ci vogliono complicatissime equazioni differenziali per capirla; certo è una teoria controintuitiva, come il 99% di ciò che è scienza, ma passato il primo approccio si spiega che è una meraviglia.<br />
È rivoluzionaria, ed è per questo che affascina. <b>Noi, poveri Homo Sapiens, da soli contro una natura-universo che non solo non ci ha creati ma che non ci aveva neanche previsto! </b></p>
<p>È noto che la figura narrativa che rende meglio l’idea della Natura darwiniana è quella data dal Leopardi: il povero islandese incontra per caso la Natura e le chiede perché costringe gli umani a soffrire. La risposta di questa è atroce: “<i>Immaginavi tu forse che il mondo fosse fatto per causa vostra? </i><i>[….]</i><i> Quando io vi offendo in qualunque modo e con qual si sia mezzo, io non me n&#8217;avveggo, se non rarissime volte: come, ordinariamente, se io vi diletto o vi benefico, io non lo so; e non ho fatto, come credete voi, quelle tali cose, o non fo quelle tali azioni, per dilettarvi o giovarvi. E finalmente, se anche mi avvenisse di estinguere tutta la vostra specie, io non me ne avvedrei.”</i></p>
<p>Atroce, certo! Ma ammettiamolo, in fondo ci piace questa figura del capitano Acab che sfida le forze della natura maligna in mezzo ai flutti di un mare invincibile. Oppure quella del capitano Kirk, che invita i suoi uomini ad esplorare il misterioso universo dicendo: “<i>Seconda stella a destra e poi dritto fino al mattino!</i>”</p>
<p><a href="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2023/04/ALS3346-scaled.jpg"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-26202" src="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2023/04/ALS3346-1024x680.jpg" alt="" width="638" height="424" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2023/04/ALS3346-1024x680.jpg 1024w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2023/04/ALS3346-300x199.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2023/04/ALS3346-768x510.jpg 768w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2023/04/ALS3346-1536x1020.jpg 1536w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2023/04/ALS3346-2048x1360.jpg 2048w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2023/04/ALS3346-241x160.jpg 241w" sizes="(max-width: 638px) 100vw, 638px" /></a></p>
<p>Homo Sapiens contro qualunque cosa e che, comunque, va avanti e riesce a conquistare la Terra; poi magari l’Universo.<br />
Ecco, occorrerebbe spiegare a molti (ancora troppi purtroppo) che non è il caso distruggere il pianeta Terra per vendicarci della Natura matrigna ed indifferente&#8230; è un po’ come segare il ramo sui cui si è seduti. Bisognerebbe trovare un modo pacifico di conviverci prima di farla arrabbiare e che questa mandi i suoi leoni a sbranarci. Ma non riapriamo qui i discorsi inevitabilmente pessimisti sul futuro prossimo.</p>
<p>Però è evidente che gli uomini non sono tutti uguali, e molti non sono in grado di raccogliere questa sfida cosmica. Preferiscono consolarsi con un confortevole creazionismo o Disegno intelligente che dir si voglia; “<i>Se siamo qui c’è un motivo e un giorno lo scopriremo!</i>”, sostengono. <b>In bocca al lupo, anzi al leopardiano leone.</b></p>
<p>Però davvero non è il caso che, voi che non accettate la solitudine e la finitudine di Homo Sapiens, continuiate in modo davvero ottuso a riciclare periodicamente argomentazioni ridicole.</p>
<p>Lo diciamo perché ci è capitato di dare uno sguardo al nuovo fenomenale testo creazionista di italica produzione: <a href="https://bookstore.despar.it/Libro/2675890/einstein-non-credeva-a-darwin-il-dogma-infranto-dellevoluzionismo/peluffo/9788865882344?or=10">Einstein non credeva a Darwin.</a><br />
Verrebbe da dire: e quindi? Se è per questo Einstein non credeva, sbagliandosi, neanche a Bohr ad Heisemberg e Shroedinger. Dovrebbe essere un&#8217;argomentazione? Per l&#8217;autore lo è, ed anche la più importante. E va bene tutto caro giovine autore creazionista, uno capisce tutto, necessità di acchiappare i click, voglia di fama o paura di essere soli nell&#8217;universo. Ma <a href="https://gognablog.sherpa-gate.com/sul-fallimento-del-darwinismo/">recensirsi il libro da soli no!</a><br />
Suvvia, che almeno si usi un po’ di creazionistica creatività.</p>
<p><b>Alessandro Chiometti</b></p>
<p><a href="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-scaled.jpg"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-16678" src="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-945x1024.jpg" alt="" width="291" height="315" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-945x1024.jpg 945w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-277x300.jpg 277w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-768x832.jpg 768w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-1418x1536.jpg 1418w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-1890x2048.jpg 1890w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-148x160.jpg 148w" sizes="(max-width: 291px) 100vw, 291px" /></a></p>
<p>[1] Non è l&#8217;unico metodo per conoscere la realtà ma l&#8217;unico pienamente condivisibile. Bene ribadirlo.</p>
<p>[2] Ci informano ora che ai governanti dell&#8217;Assurdistan le Chat GPT fanno paura. Errata corrige.</p>
<p>[3] Ovvero: alla domanda &#8220;cosa è la vita&#8221; possiamo rispondere solo con una serie di caratteristiche di cui nessuna è peculiare.</p>
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		<item>
		<title>Creazionismo e Complottismo</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/creazionismo-e-complottismo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Jan 2019 11:43:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È stato rilevato un legame insolitamente comune tra complottismo e creazionismo, secondo una ricerca pubblicata su Current Biology. Nonostante possano apparire diversi in prima istanza, entrambi questi pensieri condividono quello che viene chiamato bias congnitivo (una valutazione frutto di una di una interpretazione non logica delle informazioni in proprio possesso) legata al pensiero teleologico, la tendenza ad attribuire una [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/index.php/creazionismo-e-complottismo.html/sgieghimighe" rel="attachment wp-att-15663"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-15663" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2019/01/sgieghimighe.jpg" alt="" width="428" height="308" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2019/01/sgieghimighe.jpg 428w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2019/01/sgieghimighe-300x216.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2019/01/sgieghimighe-222x160.jpg 222w" sizes="auto, (max-width: 428px) 100vw, 428px" /></a></p>
<p>È stato rilevato un legame insolitamente comune tra complottismo e creazionismo, secondo una ricerca pubblicata su <strong><a href="https://www.cell.com/current-biology/fulltext/S0960-9822(18)30863-7?_returnURL=https://linkinghub.elsevier.com/retrieve/pii/S0960982218308637?showall=true">Current Biology</a></strong>. Nonostante possano apparire diversi in prima istanza, entrambi questi pensieri condividono quello che viene chiamato <em>bias congnitivo </em>(una valutazione frutto di una di una interpretazione non logica delle informazioni in proprio possesso) legata al <em>pensiero teleologico</em>, la tendenza ad attribuire una valore finalistico a tutti gli eventi naturali e storici. Esempi di <em>bias teleologici</em> sono, ad esempio, frasi del tipo: “il sole sorge per darci la luce”, o ancora “le api sono al mondo per darci il miele”. Un’impostazione di pensiero, agli antipodi del razionalismo scientifico, che seppur screditato fin dall’’800, è ancora presente in varie forme nelle società attuali.</p>
<p>In precedenti lavori, gli stessi autori hanno constatato che per i complottisti gli eventi del mondo sono guidati da basilari relazioni causa-effetto, sempre fabbricati ad arte per degli obiettivi precisi. Nell’arrivare a queste conclusioni hanno notato molte somiglianza con il pensiero creazionista; se in effetti i due pensieri condividono lo stesso <em>bias cognitivo</em>, riflettono, devono essere in qualche misura associati l’un con l’altro.</p>
<p>Per questo esperimento, gli autori hanno sottoposto un questionario a più di 150 studenti di diverse scuole superiori svizzere. All’interno del questionario erano presenti frasi contenenti bias teleologici, teorie del complotto, ed altre strumenti utili ai ricercatori per valutare la capacità analitica e di pensiero critico, oltre all’associazione con forme di esoterismo e altre teorie antiscientifiche. I risultati ottenuti mostrano un legame abbastanza marcato tra creazionismo e teorie del complotto.</p>
<p>Successivamente, per completare e guardare con maggiore precisione al fenomeno, un campione di 700 volontari è stato reclutato on line per lo stesso questionario, rafforzando ancora il legame tra teorie del complotto e mito della creazione. “Crediamo che il messaggio che il cospirazionismo sia una sorta di  creazionismo adattato al mondo sociale e politico possa aiutarci a chiarire alcune dei fenomeni più controversi dell’era della post-verità”, sostiene Sebastian Dieguesz, uno degli autori della ricerca.</p>
<p>I ricercatori sono adesso concentrati sulla quantificazione dell’efficacia dei metodi educativi di ragazzi ed adolescenti sulla natura delle teorie del complotto e altri tipi di disinformazione. A detta loro, lo scopo ultimo di questi lavori dovrebbe essere la piena comprensione dei fattori che portano alla formazione del pensiero complottista e cospirazionista, rilevante in molti aspetti del dibattito pubblico, dallo scetticismo sul g<em>lobal warming</em>, alle avversioni ai vaccini, scopo che li ha spinti a alla ricerca di un metodo che possa far emergerei fattori più significativi.</p>
<p>Questi lavori potrebbero portare a comprendere come mai certi tipi di disinformazione si diffondano con tanta facilità: “I contenuti espressi in forma teleologica potrebbero essere più facili da comprendere e da condividere, diffondersi così più velocemente dei contenuti espressi in forme differenti. Bisognerebbe testarlo su scala più ampia”, conclude Dieguez.</p>
<p><a href="http://pikaia.eu/il-pensiero-che-accomuna-complottisti-e-creazionisti/"><strong>Simone Clemente su Pikaia</strong></a></p>
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		<title>Introduzione all’Evolution Day 2015</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/introduzione-allevolution-day-2015/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Feb 2015 22:42:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>[riportiamo l&#8217;introduzione della giornata dell&#8217;Evolution Day del 21 Febbraio 2015] Da dieci anni circa organizziamo nella nostra città i Darwin Day, giornate di incontro volte a diffondere la scienza e la consapevolezza dell’evoluzione biologica che regola la vita sul nostro pianeta. Quando abbiamo cominciato, dieci anni fa, le cose erano un po’ diverse. Il mondo accademico [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/introduzione-allevolution-day-2015/">Introduzione all’Evolution Day 2015</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>[riportiamo l&#8217;introduzione della giornata dell&#8217;Evolution Day del 21 Febbraio 2015]</em></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Da dieci anni circa organizziamo nella nostra città i Darwin Day, giornate di incontro volte a diffondere la scienza e la consapevolezza dell’evoluzione biologica che regola la vita sul nostro pianeta. </span></span>Quando abbiamo cominciato, dieci anni fa, le cose erano un po’ diverse. Il mondo accademico ancora non era sceso in piazza in modo concreto e divulgativo per contrastare il movimento neo-creazionista dell’Intelligent Design e tutto ciò che gli sta attorno.</p>
<p><span id="more-12910"></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2015/02/darwinsx.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-12911" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2015/02/darwinsx.jpg" alt="darwinsx" width="193" height="262" /></a>Gli scienziati erano ancora su piani irraggiungibili mentre in internet imperversava la disinformazione dei neo-creazionisti.</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">In questi dieci anni possiamo dire che le cose sono cambiate per quel che riguarda la divulgazione certamente in meglio. Sono scesi in campo grandi nomi del mondo accademico: Telmo Pievani, Guido Barbujani, Luigi Cavalli Sforza, e Rita Levi Montalcini finché è vissuta. Alcuni di questi li abbiamo avuti anche ospiti ai nostri Darwin Day.</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Certo ovviamente si trovano ancora i vari siti di disinformazione che portano le classiche argomentazioni creazioniste: complessità irriducibile, errori nella datazione dei fossili, anelli mancanti, interpretazioni ridicole del secondo principio della termodinamica, inspiegabilità della formazione della vita dai composti inanimati e quant’altro. </span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Ma oggi basta davvero andare su wikipedia per distinguere ciò che è scienza da ciò che non è scienza e trovare, ad esempio un intera pagina di “prove dell’evoluzione biologica”. Oltre a questo ci sono dei bellissimi siti in italiano che danno conto dello stato dei fatti come il bellissimo </span></span><span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a class="western" href="http://www.pikaia.eu/"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">www.pikaia.eu</span></span></a></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"> che costantemente aggiornato dà un ottima idea delle discussioni intorno all’evoluzione biologica. </span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Ho detto discussioni, perché come ogni teoria scientifica l’evoluzione biologica è costantemente oggetto di revisioni, aggiornamenti e correzioni. Tante sono le conoscenze in più che abbiamo da quando Darwin la promulgò che sarebbe da sciocchi pensare che sia rimasta la stessa. </span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Quello che non vogliono accettare gli anti-darwinisti è che il nocciolo della teoria oggi continua ad essere darwiniano. Nonostante tutto, verrebbe da dire. Il meccanismo mutazione-selezione-speciazione funziona bene dopo oltre centocinquant’anni.</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Ovviamente, ciò non vuol dire che non si discuta attorno a questo. Si discute dei meccanismi di selezione, si discute del nuovo ruolo dell’ambiente (epigenetica), si discute dell’estinzione di massa che stiamo vivendo, solo per fare degli esempi.</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Di tutto questo i grandi mass media non se ne sono accorti o se ne sono accorti pochissimo, continuano ad essere affezionati all’immagine della “marcia del progresso” che è una delle immagini più sbagliate per spiegare l’evoluzione biologica, continuano ad annunciare la scoperta di “anelli mancanti” laddove linea evolutiva non c’è stata (clamoroso in questo caso il recente titolo dell’articolo de “la repubblica” che annunciava la scoperta del cranio che collegava il Sapiens al Neanderthal quando lo stesso articolo parlava di ibridazione e non di evoluzione fra le due specie).</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Tornando al creazionismo e alle sue nuove definizioni, chi ci ha seguito in questi anni sa che abbiamo trattato molte volte il tema, l’ultima volta l’anno scorso con il bravissimo Dott. Michele Bellone, precedentemente anche con il Darwin Day di Giangi Poli “le prove dell’evoluzione a portata di mano”. A questo punto riteniamo che il nostro pubblico si meriti un livello più alto di informazione.</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">È anche per questo che da oggi passiamo dal Darwin Day all’Evolution Day, non per rinnegare Darwin, anzi, ma per poter parlare di scienza a 360° dando per scontato che l’Evoluzione Biologica non è in discussione. Anzi, come diceva Dobhanski e ripreso anche dalla locandina di quest’anno “nulla ha senso in biologia se non alla luce dell’evoluzione”.</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Quindi ripeto, da oggi nell’organizzazione di queste giornate diamo l’evoluzione biologica per scontata perché oggi chi è anti evoluzionista lo può fare solo per due motivi, l’ignoranza o la malafede. Mentre per la prima ormai basta aprire wikipedia e non è necessario scomodare dei professori a tenere una conferenza, per la seconda non c’è cura.</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Oggi parleremo con il Prof. Rondinini della sesta estinzione di massa che stiamo vivendo in questi giorni e con il Prof. Magnani delle ultime scoperte delle neuroscienze. Ovviamente alla fine potrete intervenire e fare domande sul tema delle conferenze. Vi anticipo però che sarò categorico nel mio ruolo di moderatore, non accetterò domande che mettano ancora in dubbio l’evoluzione biologica. Abbiamo già dato per quello. Buona giornata.</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Alessandro Chiometti</b></span></span></p>
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		<title>Buon compleanno Darwin, ancora!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Feb 2013 19:57:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>E cosi sono 204 gli anniversari della nascita di Darwin, 154 sono gli anni passati dalla pubblicazione de “L&#8217;origine della specie”, 131 gli anni dall&#8217;organizzazione dei primi incontri di divulgazioni scientifica chiamati “Darwin Day” .Parlando di numeri più modesti Civiltà Laica organizza a Terni per la nona volta il Darwin Day locale, in collaborazione con [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>E cosi sono 204 gli anniversari della nascita di Darwin, 154 sono gli anni passati dalla pubblicazione de “L&#8217;origine della specie”, 131 gli anni dall&#8217;organizzazione dei primi incontri di divulgazioni scientifica chiamati “Darwin Day” .<br />Parlando di numeri più modesti Civiltà Laica organizza a Terni per la nona volta il Darwin Day locale, in collaborazione con il circolo dell&#8217;Uaar.<span id="more-11219"></span><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2013/02/dday13.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-11220" alt="dday13" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2013/02/dday13-212x300.jpg" width="212" height="300" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2013/02/dday13-212x300.jpg 212w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2013/02/dday13.jpg 590w" sizes="auto, (max-width: 212px) 100vw, 212px" /></a> L&#8217;appuntamento è per Sabato 23 Febbraio all&#8217;auditorium di Palazzo Primavera alle ore 16.00, Guido Chiesura presenterà il suo libro “<em>Darwin e il baobab</em>” introdotto da Giangi Poli.<br />In questi anni di faticosa ma gratificante azione per diffondere la conoscenza dell&#8217;evoluzione biologica abbiamo ricevuto critiche e obiezioni molto variegate: qualcuno ci ha detto che non avevamo dato spazio alle prove secondo cui gli alieni sono intervenuti sui Sumeri per correggere il loro Dna; qualcuno è venuto alle conferenze per informarci che i nuovi studi dicono che il pianeta Terra è molto più giovane quindi l&#8217;evoluzione biologica non ha avuto il tempo per avvenire; qualcuno ha tenuto ad informarci che l&#8217;evoluzione non spiega l&#8217;origine della vita quindi celebrare Darwin è inutile; qualcuno ha scritto sul nostro blog per chiederci come spiegavamo l&#8217;assenza dell&#8217;anello mancante; qualcuno ha detto che dovevamo smetterla di dare un taglio laicista alle nostre iniziative; qualcuno ci ha informato che era Lamarck ad avere ragione e non Darwin.<br />L&#8217;osservazione più interessante ce l&#8217;ha fatta chi ha chiesto perché facevamo incontri per divulgare cose note a tutti, ovvero ci hanno chiesto perché organizzavamo incontri per divulgare (e difendere) l&#8217;evoluzione biologica quando questa è accettata da tutti, compresi i cattolici.<br />Effettivamente sappiamo tutti che almeno i due ultimi presidenti della Pontificia accademia delle scienze, Cabibbo e Arber, sono convinti evoluzionisti e che la Chiesa Cattolica a differenza di quella Anglicana non ha mai condannato apertamente Darwin e L&#8217;origine della specie, probabilmente perché nella sua storia un “caso Galileo” basta e avanza.<br />Dovremmo quindi considerare conclusa la querelle e celebrare la vittoria di Darwin sui dogmatismi religiosi? Non ci sembra davvero il caso.<br />Tralasciando l&#8217;ignoranza scientifica nel nostro paese, cosa che basterebbe a giustificare non un Darwin Day l&#8217;anno ma uno a settimana (se ne avessimo le forze), l&#8217;impressione è che siamo ben distanti dall&#8217;accettazione pacifica della realtà dell&#8217;evoluzione biologica.<br />Senza continuare a dar pubblicità a individui che hanno fatto della disinformazione e della mistificazione il loro lavoro, ricordiamo solo che l&#8217;attività dei movimenti creazionisti (o dei fautori del disegno intelligente come amano farsi chiamare ora) è viva e vegeta non solo in rete. Spesso questa attività è portata avanti da persone che dichiarano di non essere creazionisti e che vogliono solo dimostrare che “Darwin ha sbagliato”, ma per fare questo usano tutti i più classici cliché del creazionismo. Inoltre queste persone inoltre ci tengono spesso a dire che sono atee e che con la chiesa non hanno niente a che fare, però poi sui loro blog ci sono link che rimandano a tutti i siti più clericalisti e medioevalisti del web.<br />Per dare un idea della situazione basta aprire il sito del Corriere della Sera che oggi (11 febbbraio) ha osato riservare un breve articolo all&#8217;Evolution Day (ovvero l&#8217;evoluzione del Darwin Day) di Milano, risultato? Commento numero uno: <em>Volete farmi credere che c&#8217;è ancora gente che crede alla congettura darwinista?! Residuati bellici di marxismo che inquinano il mondo.</em> <br />Commento numero due: <em>Darwin ha solo offerto una spiegazione non sostanziata da prove scientifiche &#8211; e nemmeno da attendibili reperti fossili, perchè all&#8217;archeologia fossile il darwinismo è appeso per dimostrare le varie fasi del processo evolutivo delle varie speci. Darwini ha prodotto al massimo un mito creativo senza creatore, roba da menti dogmatiche (ebbene sì dogmi! come quelli della Santissima Inquisizone) come lo scienziato demagogo, ateo, neo-inquisitore Richard Dawkins. Bref, Darwin è stato ed è, visto la mostra &#8216;fighetta&#8217; di cui parlate nell&#8217;articolo, il grimaldello per introdurre il dogmatismo anti-religioso dentro l&#8217;accademia e il mondo scientifico mondiale in generale. Stiamo ancora attendendo la dimostrazione, che spetta ai darwinisti di professione, di un percorso fossile coerente e senza buchi di ere intere che dal brodo primordiale ha condotto, ad esempio, al manifestarsi della rivoluzionaria specie umana. Darwin, come ha ricordato C. S. Lewis, non ha scoperto nuovi fatti, nè ha addotto prove alle proprie supposizioni, e i suoi accoliti da un secolo a questa parte si sono alambiccati il cervello, inondando di pregiudizi il mondo scientifico e la biologia in particolare, per convincersi che Darwin sia vero perché plausibile. Ma questa non è scienza, è ideologia.</em><br />Come si vede troppo ancora c&#8217;è da lavorare perché queste esibizioni di ignoranza siano cancellate dalla nostra cultura. Certo, non possiamo pretendere che tutti accettino serenamente l&#8217;evidenza dei fatti scientifici, ci saranno sempre persone la cui irrazionalità è troppo radicata. Tuttavia la nostra attività, e quella di tutti coloro che organizzano le giornate di divulgazione scientifica, è ancora necessaria per contrasta il diffondersi dell&#8217;irrazionalità. <br />Non sappiamo per quanto tempo sarà ancora necessario organizzare i Darwin Day, ma siamo certi che quando l&#8217;evoluzione biologica sarà completamente accettata come il fatto che la Terra gira intorno al Sole ci sarà da divulgare (e difendere) qualche nuova scoperta scientifica.</p>
<p><strong>Alessandro Chiometti</strong></p>
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		<title>Darwin crocefisso (anche) in Corea</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/darwin-crocefisso-anche-in-corea/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Jun 2012 18:21:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Succede anche nel “nuovo mondo”. Anche in Corea del Sud i creazionisti sono riusciti a“crocifiggere Darwin” e a cacciarlo, di fatto, dalla scuola. E sì che la “tigre asiatica” vanta la maggiore percentuale di giovani laureati al mondo: nella fascia di età compresa tra 25 e 34 anni, infatti, il 63% dei coreani ha conseguito [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Succede anche nel “nuovo mondo”. Anche in <strong>Corea del Sud</strong> i creazionisti sono riusciti a“crocifiggere Darwin” e a cacciarlo, di fatto, dalla scuola.</p>
<p>E sì che la “tigre asiatica” vanta la maggiore percentuale di giovani laureati al mondo: nella fascia di età compresa tra 25 e 34 anni, infatti, il 63% dei coreani ha conseguito un titolo di studio nel terzo livello di educazione. <span id="more-10641"></span><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone" title="corea" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/0/08/Feb_2011_Heavy_Snow_on_the_Korean_Peninsula.jpg" alt="" width="214" height="243" />Pur essendo una nazione di dimensioni demografiche ed economiche medie, occupa la quinta posizione al mondo – dopo Usa, Cina, Giappone e Germania – per spesa assoluta in R&amp;S, ricerca scientifica e sviluppo tecnologico. Da molti anni, è nel novero dei quattro o cinque paesi al mondo (con Israele, Svezia, Finlandia e Giappone) che hanno centrato quello che in Europa è noto come“obiettivo di Barcellona”: un’intensità di investimenti in R&amp;S pari ad almeno il 3% del Prodotto interno lordo (Pil): di cui almeno l’1% di investimenti statali e oltre il 2% di investimenti privati. Grazie a questa scommessa sull’educazione, sulla ricerca scientifica e sull’innovazione tecnologica la Corea del Sud ha segnato performance economiche di valore assoluto. Dopo la Cina è il paese che negli ultimi 30 anni ha fatto registrare la maggiore crescita del Pil al mondo. Il reddito medio pro-capite, che nel 1980 era un quarto rispetto a quello italiano, da un paio di anni ha superato il nostro. L’indice di Gini, che misura la disuguaglianza sociale, è diminuito: oggi la distribuzione del reddito è di gran lunga più equa in Corea che in Italia. Inoltre il paese asiatico è leader al mondo della cosiddetta “green economy”.</p>
<p>Ebbene in questo paese, che è considerato a giusta ragione l’<strong>avanguardia assoluta dell’”economia della conoscenza”</strong>, una minoranza organizzata – la “Società per la revisione dei testi scolastici”, legata all’Associazione coreana per la ricerca sul creazionismo – ha lanciato una campagna per espungere dai libri di testo i riferimenti all’evoluzione biologica: no a ogni richiamo all’evoluzione biologica dell’uomo, via persino ogni riferimento all’evoluzione del cavallo, che nessuno provi a indicare nell’<em>Archaeopteryx</em> una linea evolutiva che lega i dinosauri agli uccelli.</p>
<p>Dunque, neppure i paesi emergenti – che qualcuno ha definito il “nuovo mondo” – sono immuni da <strong>forme di irrazionalismo</strong>di massa con marcati caratteri antiscientifici che si condensano quasi sempre in una “crocefissione di Darwin”. Proprio come succede negli Stati Uniti, il paese tradizionalmente leader della società della conoscenza.</p>
<p>Proprio come negli Stati Uniti, in Corea il creazionismo ha una diffusione di massa: uno su tre degli abitanti del paese asiatico non crede nell’evoluzione biologica e, tantomeno, nell’evoluzione biologica dell’uomo. E proprio come negli Stati Uniti questo sentimento trova espressione in movimenti organizzati che conseguono successi concreti: la gran parte degli editori di testi scolastici coreani, come riporta la rivista <em>Nature</em> in un recente reportage da Seul, ha aderito alla richiesta della “Società per la revisione dei testi scolastici” e ha espunto ogni riferimento all’evoluzione nei libri destinati agli studenti delle scuole medie. Il problema è che in Corea la gran parte degli insegnanti – anche degli insegnanti di biologia – non crede nell’evoluzionismo. E che persino l’Istituto Coreano di Studi Avanzati di Scienza e Tecnologia, il più importante del paese, ha display creazionisti nel suo campus e un’Associazione di professori e studenti creazionisti piuttosto numerosa e agguerrita.</p>
<p>Come mai questa contraddizione? Come mai nei paesi scientificamente e tecnologicamente all’avanguardia – dagli Stati Uniti alla Corea, appunto – c’è una <strong>cultura antidarwiniana</strong> così diffusa? A differenza che in America, gli antidarwiniani della Corea non hanno una forte connotazione religiosa. Dunque, occorre cercare spiegazioni più profonde. Una prima ipotesi è che la cultura scientifica abbia avuto occasione di produrre risultati pratici, ma non è stata ancora metabolizzata né in Corea né negli Stati Uniti (dove il 40% della popolazione non crede nell’evoluzione biologica). Un’ipotesi di spiegazione, forse più profonda, fornita anni fa dall’antropologo americano Christopher P. Toumey è che le manifestazioni di irrazionalismo si affermano e gli «scienziati di Dio»scendono in campo quando in una società tecnologicamente avanzata quando diventa egemone un preciso modello di cultura scientifica: il modello banale della scienza. Un approccio culturale, intrinsecamente «pragmatista», che guarda all’impresa scientifica solo come a una fonte di prodotti di consumo. Questo modello non ha bisogno di un’epistemologia forte, ma solo di una collezione di fatti. Non ha bisogno di senso critico e di scelte. Delega agli esperti la soluzione dei problemi, pratici, metodologici e soprattutto teorici, mentre, scrive Toumey, «invita a rispettare i simboli della scienza, piuttosto che a comprenderne i contenuti».</p>
<p>Forse è questo modello culturale di interpretazione della scienza che si sta affermando anche in Corea. E rischia di minare alla base la società globale della conoscenza. Converrebbe discuterne. E non far finta di niente.</p>
<p><strong>Pietro Greco &#8211; <a title="sir" href="http://www.scienzainrete.it/contenuto/articolo/darwin-crocefisso-anche-corea">Scienza in Rete</a></strong></p>
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		<title>Darwin, oltre la sfida tra fede e scienza</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/darwin-oltre-la-sfida-tra-fede-e-scienza/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 10:45:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Si può essere evoluzionisti e credenti? Un gran numero di studiosi testimonia che si, senz&#8217;altro si può. Semplicemente per il fatto che, come ormai dicono (quasi) tutti, fede e scienza operano su due piani diversi e non si devono mai confondere. Tuttavia non possiamo essere ipocriti, Darwin al di la di ogni dubbio ha fornito [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Si può essere evoluzionisti e credenti? Un gran numero di studiosi testimonia che si, senz&#8217;altro si può. Semplicemente per il fatto che, come ormai dicono (quasi) tutti, fede e scienza operano su due piani diversi e non si devono mai confondere. <span id="more-10381"></span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft" title="dna" src="http://i68.servimg.com/u/f68/11/68/43/02/dna10.jpg" alt="" width="387" height="321" />Tuttavia non possiamo essere ipocriti, <strong>Darwin</strong> al di la di ogni dubbio ha fornito all&#8217;ateismo una base scientifica e filosofica fortissima; una spiegazione materialistica del perché l&#8217;uomo è su questa Terra senza ricorrere a interventi divini e soprannaturali. Che oggi i presidenti della Pontificia Accademia delle Scienze siano convinti evoluzionisti non deve distogliere l&#8217;attenzione dal fatto che per due secoli Darwin è stato osteggiato, insultato e finanche proibito a causa della sua presunta incompatibilità con la teologia.</p>
<p>Tuttora, al di là delle posizioni prudenti degli alti gerarchi, un nutrito gruppo di integralisti religiosi continua a costringere gli scienziati a battaglie di retroguardia feroci spostandosi magari dal creazionismo classico al<strong> Disegno Intelligente</strong>, che è scientificamente improponibile quanto il primo ma tuttavia di natura più subdola e ambigua. Semplicemente il sostenitore del DI ogni qualvolta un&#8217;evoluzionista dice “non lo so” di fronte a una domanda esulta e afferma “vedi, ci vuole l&#8217;intervento divino” e se ne va tutto contento. <br />Ovviamente questo può avere presa solo sui non addetti ai lavori che non sanno che la storia della scienza è tutta un susseguirsi di “<strong>non lo so</strong>” che prima diventano “<strong>forse</strong>” e poi diventano “<strong>probabilmente è cosi</strong>”. Basta pensare che Darwin propose la sua teoria senza saper niente di genetica, eppure tutti gli studi da Mendel fino alla sequenzazione del DNA dei giorni nostri hanno confermato il nucleo evoluzionistico della sua teoria. Mentre per trovare l&#8217;azione primaria del presunto Disegno Intelligente occorre dire che la tettonica a placche è mossa dal sommo fattore che trasformando la<strong> Rift Valley</strong> ha volontariamente favorito l&#8217;evoluzione di alcuni primati rispetto ad altre specie. Oppure che ha volontariamente causato eventi geofisici tali che hanno costretto le forme di vita in “colli di bottiglia” evoluzionistici che hanno eliminato il 99,9% delle specie apparse nei milioni di anni di storia del pianeta Terra al fine di selezionarci e riservarci il ruolo di “punta di diamante dell&#8217;evoluzione”.</p>
<p>Quale sia la scientificità di tali affermazioni ognuno lo può capire facilmente da se.<br /> La realtà come dicevo è che il dibattito creazione/evoluzione è un dibattito di retroguardia e privo di scientifico interesse, le domande che oggi ci dobbiamo porre sono altre come propone <strong>Telmo Pievani</strong> sul numero<strong> 1/2012 di MicroMega</strong>. Ad esempio, essendo ormai assodato che fino a cinquantamila anni fa l&#8217;Homo Sapiens condivideva questo pianeta con almeno altre cinque specie Homo (cosa di cui nessuno parla mai, nonostante sia ancor più sconvolgente della nostra discendenza dai primati), che fine hanno fatto gli altri? Li abbiamo estinti noi o gli eventi geofisici? Com&#8217;è stata la convivenza con specie che avevano le loro emozioni, le loro empatie e i loro sentimenti? Di questo (e di molto altro) dovremmo parlare scientificamente oggi, non costringere i nostri scienziati a dover correggere le assurdità proposte nei parchi gioco per bambini da fanatici religiosi con tanti finanziamenti a loro disposizione.</p>
<p>Filosoficamente parlando l&#8217;immagine che rende più il senso dell&#8217;Evoluzione Biologica è quella che il romantico <strong>Leopardi</strong> assegnava alla Natura, nei nostri confronti totalmente indifferente e che dice  allo sventurato islandese «<em>se mi avvenisse di estinguere tutta la vostra specie, io non me ne avvedrei</em>». Perché è cosi difficile da accettare? <br /><strong>Galileo e Keplero</strong> avevano già rimesso a posto le cose, astronomicamente parlando, togliendoci la fanatica convinzione di essere al centro dell&#8217;Universo quando siamo solo uno dei pianeti che gira attorno ad una stella alla periferia di una Galassia che ne contiene miliardi (e di Galassie nell&#8217;Universo ce ne sono ancora miliardi). <br />Darwin ci ha semplicemente detto che siamo il prodotto di selezioni naturali casuali, e oggi sappiamo che queste selezioni sono dovute più agli eventi esterni che non alle caratteristiche proprie dell&#8217;essere.</p>
<p>I cattolici adulti, come ci piace definirli, accettano questi fatti ed elaborano la loro teologia tenendone conto, non nascondendosi dietro ad un dito ed esultando quando la scienza dice “questo ancora non lo sappiamo”. Prendiamo <strong>Vito Mancuso</strong> ad esempio; lui sostiene che è credente proprio grazie a Darwin, perché  ha spiegato che non è Dio a governare questo mondo ma l&#8217;Evoluzione Biologica. Semplicemente non potrebbe accettare l&#8217;immagine di un Dio onnipotente che pur governando questo mondo ha permesso le atrocità della storia. Secondo Mancuso, Dio è onnipotente e onnisciente ma non governa il mondo.<br /> Certo, Giordano Bruno è stato bruciato per molto meno, ma come insegna Darwin le cose sono in continua evoluzione, anche la Chiesa e la Religione&#8230; sebbene qualcuno vorrebbe un Medioevo immanente.</p>
<p><strong>Alessandro Chiometti</strong></p>
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		<title>W i creazionisti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Oct 2011 21:23:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Quasi ogni persona razionale sicuramente non vorrebbe più sentir parlare di creazionismo: del Paleolitico basta e avanza lo studio dei fossili. Eppure, paradossalmente, un mondo senza creazionisti sarebbe, forse, un po’ più noioso. Un po’ come un mondo senza oroscopi da poter leggere in spiaggia, o senza i sensitivi dalle marcate connotazioni dialettali che si [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Quasi ogni persona razionale sicuramente non vorrebbe più sentir parlare di creazionismo: del Paleolitico basta e avanza lo studio dei fossili. Eppure, paradossalmente, un mondo senza creazionisti sarebbe, forse, un po’ più noioso. Un po’ come un mondo senza oroscopi da poter leggere in spiaggia, o senza i sensitivi dalle marcate connotazioni dialettali che si vedono sulle TV locali.<span id="more-10121"></span><br />
Perché, anche se a volte si fatica ad ammetterlo, ogni articolo creazionista è realmente un piccolo capolavoro. Gli errori si nidificano l’uno dentro l’altro in uno splendido frattale di assurdità. Leggerne uno è un’esperienza che ha del mistico.<img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft" title="fossils" src="http://www.pikaia.eu/EasyNe2/Notizie/ThumbJpeg.ashx?Code=Pikaia&amp;FilePath=Archivi/Pikaia/Img/0006/6080.jpg&amp;Width=325&amp;Height=0" alt="" width="325" height="269" />Qui, al Parco delle bufale, non ci siamo mai soffermati molto sull’argomento, ma gli <a href="http://www.pikaia.eu/EasyNe2/Notizie/Autopsia_di_Australopithecus_sediba.aspx">ultimi studi su Australopithecus sediba </a>ci permettono di colmare la lacuna. Da sempre infatti ogni fossile, qualunque esso sia, è impugnato dai creazionisti come prova che smentisce l’evoluzione. Vuoi perché falso (nelle forme di creazionismo più primitive) vuoi per una creativa interpretazione in completo contrasto con quello che effettivamente dicono i dati (nelle forme più moderne).</p>
<p>Parliamo allora di come la notizia è stata accolta dalla <a href="http://www.uccronline.it/2011/09/12/l%E2%80%99australopithecus-sediba-contro-darwin-il-neo-darwinismo-e-il-gradualismo/">UCCR</a>, Unione dei Cristiano Cattolici Razionali.</p>
<p>La scoperta delle ossa di uno scheletro di “Australopithecus sediba” ritrovato in Sudafrica ha fatto letteralmente esultare i neo-darwinisti di mezzo mondo, proprio a conferma del grande bisogno di prove per veder confermate le loro radicali teorie (con ovvi interessi filosofici).</p>
<p>Nell’incapacità di comprendere esattamente questo pensiero (è un nostro limite), passiamo oltre.</p>
<p>La questione degli “anelli mancanti” tra la scimmia e l’uomo è in realtà un grande problema per chi sostiene che anche la macro-evoluzione abbia seguito gli stessi meccanismi della micro-evoluzione, processi che non possono essere messi minimamente in dubbio (questo per non illudere troppo il movimento creazionista). Non a caso nel novembre 2010 l’Università di New York, attraverso il geologo Michael Rampino, ha dichiarato che «l’evoluzione non è più sostenuta dalla geologia» (cfr. <a href="http://www.uccronline.it/2010/11/19/new-york-university-la-teoria-di-darwin-non-e-piu-sostenuta-dalla-geologia/">Ultimissima 19/11/10</a>), proprio perché il gradualismo formulato da Charles Darwin non è oggi più compatibile con la storia geologica. E questo è un altro dato di fatto.</p>
<p>Ovviamente siamo di fronte alla forma più recente di Creazionismo, quella che cioè a volte aborrisce il termine stesso preferendo definirsi antievoluzionismo, o con altre declinazioni ugualmente vuote. Per quanto riguarda gli anelli mancanti, la questione è già stata affrontata nel nostro articolo sul fossile: non esistono, e pertanto non sono né un piccolo né un grande problema. Accanto alla storia che ci raccontano i genomi, abbiamo molte forme di transizione che ci testimoniano i passaggi evolutivi che hanno preparato il terreno alla nostra specie, ma sappiamo che non potremo mai averle tutte (e non certo abbastanza da convincere un qualsiasi creazionista). Rampino: come questi sia diventato portavoce dell’intera comunità scientifica con una pubblicazione su una <a href="http://www.tandfonline.com/doi/abs/10.1080/08912963.2010.523948">rivista di storia della biologia</a> è un mistero degno di Voyager, in ogni caso, naturalmente, Rampino non ha detto nulla del genere, ma questo non ha impedito ai “veri” creazionisti americani di <a href="http://www.answersingenesis.org/articles/2010/11/13/news-to-note-11132010">citarlo</a>, come da prassi consolidata, a vanvera.</p>
<p>Il gradualismo è da sempre terreno di discussione in biologia, ma ciò che esalta in particolare l’intellighenzia creazionista è il fatto che nei decenni scorsi alcuni paleontologi sono saliti alla ribalta dipingendo le grandi modificazioni morfologiche che a volte troviamo nel record fossile come incompatibili con una visione dell’evoluzione vicina a quella a quella di Darwin, ovvero lenta, costante e graduale. I fossili ci raccontano una storia diversa, fatta di lunghi periodi di stasi e rapidissimi (su scala geologica) cambiamenti morfologici, in un’altalena di estinzioni di massa e successive radiazioni adattative.</p>
<p>In realtà persino Darwin era consapevole che la velocità dell’evoluzione non era una costante (anche se attribuiva le discontinuità nel record fossile principalmente alla sua intrinseca incompletezza), ma anche i sostenitori della <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Punctuated_equilibrium#The_multiple_meanings_of_gradualism">Teoria degli equilibri punteggiati</a> non hanno mai messo in dubbio che i grandi cambiamenti, anche quando repentini, avvengano in modo graduale, cioè di generazione in generazione. Malgrado le mistificazioni creazioniste secondo le quali non abbiamo idea di cosa sia successo tra un “salto” (nella loro visione) e l’altro, di fatto è tutto nei confini dell’odiato neo-darwinismo.</p>
<p>L’analisi, quindi non certo originale, di Rampino è appunto che il record fossile mal si adatti al gradualismo ipotizzato da Darwin, mentre è più vicino all’interpretazione data da <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Patrick_Matthew">Patrick Matthew</a>, che abbozzò la selezione naturale prima dello stesso Darwin ma che, in quanto catastrofista, riteneva che i viventi venissero comunque spazzati via da grandi estinzioni alle quali seguivano nuove creazioni. Quello che potrebbe passare inosservato, e che vale la pena di sottolineare, è che la selezione naturale alla fine esce indenne da questo macello, ovvero è bastato attaccare il gradualismo per attaccare l’intero impianto della sintesi neodarwiniana, e infatti si prosegue con:</p>
<p>La scoperta dello scheletro di cui stanno parlando oggi i quotidiani, utilizzando pure titoloni imbarazzanti come “L’anello mancante nell’evoluzione umana” (cfr. <a href="http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/11_settembre_09/fossile-sediba-sudafrica_b2dd9486-dabf-11e0-9c9b-7f60b377ee16.shtml">Il Corriere della Sera 9/11/11</a>), è paradossalmente un’ennesima prova contro la tesi gradualista, e quindi contro il perno dell’evoluzionismo darwiniano.</p>
<p>Su una cosa, almeno, siamo d’accordo: i titoli che si sono visti sono imbarazzanti.</p>
<p>Come riporta correttamente Enzo Pennetta dal<a href="http://www.enzopennetta.it/wordpress/2011/09/evoluzione-trovato-l%E2%80%99anello-mancante/"> suo sito web</a>, la notizia innanzitutto è vecchia, se n’era già parlato nel 2010.</p>
<p>Forse si tratta di un complotto ordito dai media materialisti, ma per semplicità segnaliamo che nel 2010 era uscita la notizia del <a href="http://www.sciencemag.org/content/328/5975/195.abstract">ritrovamento con le primissime analisi,</a> mentre la copertina del 9 settembre 2011 su Science A. sediba se l’è guadagnata con cinque nuovi paper. Per quanto ad alcuni possa sembrare incomprensibile la ricerca scientifica si ostina a proseguire, il più delle volte gradualmente.</p>
<p>Ad esempio su “<a href="http://www.pikaia.eu/easyne2/LYT.aspx?Code=Pikaia&amp;IDLYT=425&amp;SQL=ID_Documento?5302">Pikaia</a>”, il portale dell’evoluzione di Telmo Pievani, si informava della presenza di pareri discordanti. Tim White, paleoantropologo dell’University della California e tra i più esperti in materia, ha considerato questo scheletro solo un esponente tardivo di Australopithecus africanus e ne spiega la motivazione. La stessa posizione <a href="http://johnhawks.net/weblog/fossils/sediba/malapa-berger-description-2010.html">pare averla presa</a> anche John Hawks, antropologo dell’Università del Wisconsin-Madison. Dunque l’A. sediba non sarebbe affatto un anello di congiunzione con l’uomo.</p>
<p>A parte il solito anello di congiunzione, il resto viene da Pikaia ed è ovviamente è corretto. Anche noi abbiamo parlato della controversia.</p>
<p>Ma se questi scienziati si sbagliassero, andrebbe ancora peggio per i neodarwinisti. Come riporta un equilibrato articolo apparso su “Le Scienze” i risultati di questa ricerca «pongono così in dubbio la teoria di un graduale ampliamento del cervello durante la transizione da Australopithecus a Homo». Dove sembrava di vedere la definitiva consacrazione del meccanismo neo-darwiniano, emerge invece un grande ostacolo: si allontana l’ipotesi di uno sviluppo gradualistico del cervello. E i biologi, ricorda Pennetta, sanno che il gradualismo è un punto centrale del neo-darwinismo.</p>
<p>Purtroppo l’algoritmo creazionista, per quanto meraviglioso nella sua inanità, ha delle falle. Il campo visivo era qui totalmente occupato dalla parola “graduale”, e i colleghi di <a href="http://lescienze.espresso.repubblica.it/articolo/Au._sediba:_un_po__australopiteco,_un_po__uomo/1349356">Le Scienze </a>ne hanno fatto le spese. Un conto è l’organizzazione del cervello, un conto sono le sue dimensioni. Nel dubbio, sarebbe bastato leggere l’abstract per avere un’idea più precisa di quanto proposto dagli autori:</p>
<p>These results are consistent with gradual neural reorganization of the orbitofrontal region in the transition from Australopithecus to Homo, but given the small volume of the MH1 endocast, they are not consistent with gradual brain enlargement before the transition.</p>
<p>Il mosaico di caratteri moderni e arcaici indicherebbe una gradualità nello sviluppo di una struttura cerebrale di tipo umano, cosa che però cozza con l’ipotesi piuttosto quotata che questo sviluppo sia andato di pari passo con un aumento graduale delle dimensioni del cranio. A ogni modo (ma c’è da specificarlo?) il significato di “graduale” qui inteso dai ricercatori è molto diverso da quello che assume nel pensiero creazionista, e non c’entra nulla coi processi alla base dell’evoluzione. La controversia è sui rapporti filogenetici e sulla significatività di alcuni dettagli anatomici. Come alcune innovazioni morfologiche debbano inserirsi nel quadro dell’evoluzione umana è un quesito che è ancora senza una risposta definitiva, e questo nuovo fossile ha riacceso il dibattito.</p>
<p>Sintetizzando: 1) l’Australopithecus sediba è una specie di A. Africanus, e allora niente “anello” di congiunzione con Homo. 2) l’Australopithecus sediba è un anello di congiunzione con Homo, e allora la sua scoperta comporta molte difficoltà per l’evoluzionismo neo-darwiniano a causa del suo cervello che non mostra un’evoluzione graduale.</p>
<p>Come sempre si deve porre l’accento sul fatto che esistono diversi tipi di evoluzionismo, in particolare due: quello “ortodosso” e quell’altro là, qualunque esso sia. Ma è nelle pennellate finali che si rivela il genio: una specie che è una specie di un’altra specie, misteriosamente sottratta alle regole di Linneo.</p>
<p>W i Creazionisti.</p>
<p><strong>Stefano Dalla Casa</strong> (<a href="http://www.pikaia.eu/EasyNe2/Notizie/W_i_creazionisti.aspx">da Pikaia</a>)</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/w-i-creazionisti/">W i creazionisti</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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		<title>Sconfitte legali e vittorie scolastiche del creazionismo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Feb 2011 19:21:00 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">	<span style="font-family: tahoma, geneva, sans-serif"><span style="font-size: 14px">Il caso Kitzmiller vs. Dover di cinque anni fa sembrava aver affermato per l&rsquo;ennesima volta che il creazionismo non &egrave; scienza: la sentenza stabil&igrave; cosa l&rsquo;intelligent design sembri ma non sia (scienza) e cosa invece sia ma non sembri (religione), una forma di mimetismo ideologico capace di permettere la sua insinuazione nei curriculum scolastici, in piena violazione della costituzione americana in materia.</span></span></p>
<p>	<span style="font-family: tahoma, geneva, sans-serif"><span style="font-size: 14px">Un breve articolo di <strong><a href="http://www.sciencemag.org/content/331/6016/404.summary">Science</a></strong>, riporta per&ograve; alla dura realt&agrave;, la vittoria c&rsquo;&egrave; s&igrave; stata, ma &egrave; stata come minimo incompleta, al massimo del tutto formale. Un nuovo sondaggio, basato su un campione di 926 insegnanti di biologia delle scuole superiori ha rivelato la serpeggiante riluttanza degli insegnanti stessi a insegnare l&rsquo;evoluzione. I dati non sono certo incoraggianti: il 13% sostiene il creazionismo, il 28% l&rsquo;evoluzione e il restante 60% nessuno dei due. &Egrave; proprio in questo 60% che si gioca la peggiore guerra ideologica: gli insegnanti di questa categoria evitano coscientemente quella ormai nota come &ldquo;controversia&rdquo;, seppure inesistente. Alcuni insegnano l&rsquo;evoluzione solo a livello molecolare, tralasciando la macroevoluzione; altri difendono il creazionismo come un &ldquo;male necessario&rdquo;. Negli esami diviene necessario conoscere l&rsquo;evoluzione senza &ldquo;crederci&rdquo; dimostrando quindi un&rsquo;errata impostazione logica (e chi ci &ldquo;crede&rdquo; nell&rsquo;evoluzione?). I curriculum scolastici vengono quindi organizzati &ldquo;come se&rdquo; l&rsquo;evoluzione fosse vera, poco pi&ugrave; di un gioco intellettuale. Infine, molti insegnano &ldquo;tutte le posizioni&rdquo; tra creazionismo e evoluzione, facendo erroneamente pensare le teorie scientifiche materia di opinione personale.</span></span></p>
<p>	<span style="font-family: tahoma, geneva, sans-serif"><span style="font-size: 14px">Tutto ci&ograve; non fa che canalizzare l&rsquo;insegnamento verso il creazionismo, costantemente minando le basi dell&rsquo;insegnamento dell&rsquo;evoluzione. Meno gli insegnanti conoscono l&rsquo;evoluzione meno gli studenti la conosceranno, e cos&igrave; via per spirali di ragionamento circolare. Che fare dunque? Gli autori dell&rsquo;articolo suggeriscono di concentrare gli sforzi educativi negli insegnanti in formazione, prima che diventino di ruolo. Ruolo primario dovrebbe essere svolto dagli insegnanti che vogliono essere aiutati a conoscere di pi&ugrave;. A insegnanti pi&ugrave; preparati corrisponderanno studenti pi&ugrave; preparati, interrompendo cos&igrave; ciclo di ignoranza sul quale si basa il successo del creazionismo.</span></span></p>
<p></p>
<p style="text-align: justify">	<a href="http://www.pikaia.eu/EasyNe2/Notizie/Via_dalle_aule_solo_del_tribunale.aspx" target="_blank"><span style="font-family: tahoma, geneva, sans-serif"><span style="font-size: 14px"><strong>Giorgio Tarditi Spagnoli &#8211; Pikaia</strong></span></span></a></p>
<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/sconfitte-legali-e-vittorie-scolastiche-del-creazionismo/">Sconfitte legali e vittorie scolastiche del creazionismo</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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