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	<title>contraccezione Archivi - Associazione Culturale Civiltà Laica</title>
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	<description>Per un movimento culturale volto a difendere la Laicità dello Stato.</description>
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		<title>La contraccezione di emergenza e il mistero dei “criptoaborti”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Nov 2024 06:49:49 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[filosofia e scienza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sono 65.703 le interruzioni volontarie di gravidanza registrate dall’ISTAT nel 2022 in Italia. Il numero è calato progressivamente dal 1978, quando è entrata in vigore la legge 194, che regolamenta l’aborto nel nostro Paese. Un comitato di ginecologi e attivisti dell’Associazione ProVita e Famiglia, però, non è d’accordo: sostiene che sono molte di più, perché [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2024/11/133739099-36b9d882-7c06-4b39-b2f2-c54305b9c60d.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-31532" src="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2024/11/133739099-36b9d882-7c06-4b39-b2f2-c54305b9c60d.jpg" alt="" width="710" height="400" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2024/11/133739099-36b9d882-7c06-4b39-b2f2-c54305b9c60d.jpg 710w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2024/11/133739099-36b9d882-7c06-4b39-b2f2-c54305b9c60d-300x169.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2024/11/133739099-36b9d882-7c06-4b39-b2f2-c54305b9c60d-280x158.jpg 280w" sizes="(max-width: 710px) 100vw, 710px" /></a></p>
<p>Sono 65.703 le interruzioni volontarie di gravidanza registrate dall’ISTAT nel 2022 in Italia. Il numero è calato progressivamente dal 1978, quando è entrata in vigore la legge 194, che regolamenta l’aborto nel nostro Paese. Un comitato di ginecologi e attivisti dell’Associazione ProVita e Famiglia, però, non è d’accordo: sostiene che sono molte di più, perché aggiunge al computo 38.140 fantomatici “criptoaborti” provocati dall’assunzione dei contraccettivi ormonali di emergenza, la pillola del giorno dopo e quella dei cinque giorni dopo. In una conferenza ospitata lo scorso 29 ottobre nella sala stampa del Senato, i ginecologi del comitato hanno affermato che, all’insaputa delle donne che ne fanno uso, questi farmaci in realtà non sono contraccettivi ma abortivi e interrompono gravidanze già in corso.</p>
<p><a href="https://osservatorioaborto.it/">Osservatorio permanente sull’aborto</a>, questo è il nome del comitato che dal 2022 pubblica un rapporto annuale sull’attuazione della legge 194, in contrapposizione con quello istituzionale, redatto dall’Istituto superiore di sanità e pubblicato dal ministero della Salute. Lo scorso 29 ottobre, l’Opa ha presentato ufficialmente il terzo di questi rapporti, intitolato <em>Tra clandestinità e indifferenza</em>. Tra i dati bizzarri riportati nel documento, c’è il conto di quanto avrebbero fruttato tutti i soldi spesi dal Servizio sanitario nazionale dal 1978 a oggi per attuare la legge 194, se invece fossero stati investiti in titoli di Stato: ben 16 miliardi e 616 milioni di euro. Chissà quanto avrebbero fruttato i soldi spesi dal Ssn per le appendicectomie nello stesso arco di tempo… Il ragionamento sui “criptoaborti” che sarebbero provocati dai contraccettivi di emergenza è particolarmente preoccupante. “C’è una perdurante incertezza”, si legge nel rapporto, “sulla modalità di azione di questi farmaci, cioè se sia contraccettiva o piuttosto abortiva”. In realtà, oggi la comunità scientifica internazionale ha perfettamente chiaro il meccanismo d’azione della pillola del giorno dopo.</p>
<h2>Come funziona la pillola del giorno dopo</h2>
<p>A differenza dei contraccettivi ormonali ordinari, quelli di emergenza si assumono dopo un rapporto a rischio e servono a prevenire una gravidanza indesiderata nei casi in cui non sia stato utilizzato nessun sistema contraccettivo ordinario, oppure il sistema usato abbia fallito, per esempio in caso di dimenticanza della pillola o rottura del preservativo. Due sono i contraccettivi orali post-coitali in commercio oggi. Il primo, a base di levonorgestrel, è la cosiddetta pillola del giorno dopo. Deve essere assunto prima possibile entro 72 ore dal rapporto a rischio. Il secondo, a base di ulipristal acetato, è la cosiddetta pillola dei 5 giorni dopo e deve essere assunto prima possibile entro 120 ore dal rapporto a rischio.</p>
<p>Entrambi i farmaci agiscono ritardando l’ovulazione se vengono assunti prima di questo evento e quindi prevengono l’incontro tra lo spermatozoo e l’ovocita, e il concepimento. Sono inefficaci se al momento della somministrazione l’ovulazione è appena avvenuta e sono inefficaci se la fecondazione dell’ovocita è già avvenuta. Non sono in grado di <a href="https://www.amicacontraccezioneaborto.it/linee-guida/contraccezione/position-paper-contraccezione-emergenza-orale/">interrompere una gravidanza</a> già iniziata, quindi non sono farmaci abortivi.</p>
<p>Sia il levonorgestrel che l’ulipristal acetato interferiscono con l’azione del progesterone, l’ormone naturale che prepara l’ambiente uterino per la gravidanza. Entrambi quindi agiscono anche sul rivestimento interno dell’utero, ma questa azione, al dosaggio dei farmaci previsto per la contraccezione di emergenza, non è tale da impedire l’impianto dell’ovocita eventualmente già fecondato. Lo affermano chiaramente, sulla scorta di abbondante letteratura scientifica, sia l’<a href="https://www.who.int/news-room/fact-sheets/detail/emergency-contraception">Organizzazione mondiale della sanità</a>, sia l’<a href="https://www.ema.europa.eu/en/medicines/human/EPAR/ellaone">Agenzia Europea del Farmaco</a>.</p>
<p>La disponibilità in farmacia dei contraccettivi di emergenza senza obbligo di prescrizione né per le maggiorenni né per le minorenni ha determinato un calo netto delle interruzioni volontarie di gravidanza, soprattutto tra le più giovani, come hanno evidenziato le <a href="https://www.salute.gov.it/portale/donna/dettaglioContenutiDonna.jsp?lingua=italiano&amp;id=4476&amp;area=Salute%20donna&amp;menu=societa">relazioni al Parlamento</a> del ministro della Salute sull’attuazione della legge 194 negli ultimi anni.</p>
<h2>I “criptoaborti”</h2>
<p>Contro il parere unanime delle società scientifiche nazionali e internazionali del settore, dell’Oms e delle agenzie regolatorie del farmaco, gli autori del rapporto presentato il 29 ottobre affermano che «la contraccezione di emergenza ha talvolta una azione anti ovulatoria, impedisce cioè il concepimento, ma in presenza di un embrione già concepito ha sempre una azione antinidatoria, rendendo l’endometrio inospitale al suo annidamento. In assenza di annidamento l’embrione non può svilupparsi e la gravidanza appena iniziata si interrompe. Si verifica quello che possiamo definire un criptoaborto». A sostegno di questa affermazione, in bibliografia il rapporto cita pochi studi che descrivono l’azione di levonorgestrel e ulipristal acetato sull’ambiente uterino, ma non concludono che ai dosaggi indicati per la contraccezione di emergenza questo effetto possa provocare un aborto.</p>
<p>Sulla base dell’ipotetico effetto abortivo, il movimento per la Vita Italiano, ProVita e Famiglia e altre associazioni anti-scelta hanno tentato ripetutamente di bloccare la vendita dei contraccettivi di emergenza senza obbligo di ricetta nel nostro Paese. Prima hanno presentato un ricorso al Tar del Lazio contro la determina dell’Aifa, rigettato dai giudici con la <a href="https://www.aogoi.it/notiziario/archivio-news/tar-contraccezione-emergenza/">motivazione</a> che «la tesi delle ricorrenti si basa unicamente su uno studio di un esperto che di fatto esprime un mero giudizio di non condivisione, o comunque una diversa opinione, se non addirittura un semplice dubbio, rispetto a quanto affermato dal competente organo tecnico». In seguito hanno impugnato la sentenza del Tar davanti al Consiglio di Stato, che nel 2022 <a href="https://i2.res.24o.it/pdf2010/Editrice/ILSOLE24ORE/QUOTIDIANI_VERTICALI/Online/_Oggetti_Embedded/Documenti/2022/04/21/Cds_2928.pdf">ha confermato le ragioni</a> del Tar.</p>
<p>Tutte queste evidenze non minano la determinazione degli attivisti dell’Osservatorio permanente sull’aborto, che da tre anni nei loro rapporti continuano a sostenere l’esistenza dei “criptoaborti” provocati dai contraccettivi di emergenza. Nel documento presentato lo scorso 29 ottobre, hanno persino stimato il numero di queste presunte interruzioni di gravidanza. «È stata assunta una percentuale di gravidanze a seguito di un rapporto non protetto del 20% e un tasso del 25% di casi in cui l’effetto antinidatorio dei contraccettivi di emergenza provoca l’interruzione di una gravidanza appena iniziata. Ne risulta una percentuale del 5% dei casi in cui l’uso della pillola post-coitale si risolve, di fatto, in un aborto molto precoce». Partendo dunque dal dato che nel 2022 sono state vendute in Italia 762.796 confezioni di contraccettivi di emergenza, si arriva a 38.140 “criptoaborti”.</p>
<h2>L’attacco alla contraccezione</h2>
<p>Quale motivo spinge gli attivisti dei movimenti anti-aborto, tra le cui fila militano diversi ginecologi con decenni di esperienza, a ignorare un corpo abbondante di pubblicazioni, andare contro la posizione consensuale della comunità scientifica internazionale e continuare a sostenere che i contraccettivi di emergenza provocano aborti? Sicuramente lo scopo della conferenza stampa del 29 ottobre era quello di amplificare queste affermazioni attraverso i media, per instillare il dubbio nelle persone. In effetti, diverse testate nazionali hanno titolato “La pillola del giorno dopo è come un aborto”, oppure “Aborti in aumento in Italia per le pillole del giorno dopo”.</p>
<p>Va detto, poi, che i ripetuti attacchi dei pro-life contro levonorgestrel e ulipristal acetato si collocano all’interno di una nuova campagna che queste associazioni stanno muovendo contro tutti i contraccettivi ormonali, non solo quelli di emergenza. Basta cercare l’argomento sul sito di ProVita e Famiglia per trovare diversi articoli pubblicati negli ultimi mesi che accusano anche i contraccettivi ordinari di provocare aborti. Per esempio, nell’<a href="https://www.provitaefamiglia.it/blog/i-rischi-della-contraccezione-ormonale">articolo</a> <em>I rischi della contraccezione ormonale</em>, pubblicato sul sito il 27 agosto 2024, si legge: «Molte donne pensano che l’azione dei contraccettivi ormonali sia quella di impedire l’ovulazione e di sfavorire il passaggio degli spermatozoi tramite l’ispessimento del muco cervicale. In realtà tutti i contraccettivi ormonali (pillola combinata, minipillola, spirale, inclusa quella al rame, cerotto, anello, bastoncino, iniettabili, così come tutti i contraccettivi d’emergenza) assottigliano o sfaldano anche il rivestimento dell’utero. Ciò significa che, poiché non esiste un metodo in grado di impedire al cento per cento il concepimento, se una donna dovesse ovulare e concepire durante l’uso del contraccettivo l’essere umano appena formato potrebbe non impiantarsi nell’endometrio ed essere espulso. Molte donne non sapranno mai se avranno precocemente abortito uno o più figli a causa dell’uso dei contraccettivi ormonali ordinari o d’emergenza».</p>
<p>Della necessità di impegnarsi contro la contraccezione per favorire la natalità in Italia hanno parlato i vertici dell’Associazione ProVita e Famiglia il 25 e 26 ottobre scorsi ad Assisi, nel corso del <a href="https://tavolediassisi.it/">convegno</a> “Le Tavole di Assisi”, a cui hanno preso parte diversi nomi del panorama politico e culturale della destra italiana, dal parlamentare europeo Roberto Vannacci al giornalista Francesco Borgonovo. Il pubblico del convegno ha potuto assistere a una presentazione in anteprima del rapporto dell’Osservatorio permanente sull’aborto, commentato dai presenti.</p>
<p>Nel suo intervento, il filosofo Tommaso Scandroglio ha osservato che la denatalità non è un fenomeno mondiale, dal momento che la popolazione globale continua ad aumentare, ma europeo e in particolare italiano e deve essere contrastata non tanto per le sue ricadute economiche, ma perché è funzionale a una sostituzione etnica, culturale e religiosa che rischia di far collassare la civiltà occidentale cristiana.</p>
<p>L’economista Ettore Gotti Tedeschi ha rincarato la dose, sostenendo che lo spopolamento dell’Europa per favorire l’immigrazione e la sostituzione etnica non è un disegno umano, ma il piano di un’entità spirituale avversaria che dobbiamo combattere con ogni mezzo. Ha detto inoltre che non sono le difficoltà economiche a impedire alle coppie italiane di avere più figli, ma la volontà, che deve essere contrastata.</p>
<p>La vittoria di Donald Trump alle elezioni presidenziali Usa ha galvanizzato i sostenitori di queste posizioni. «Il risultato delle elezioni americane incoraggia Pro Vita e Famiglia a continuare in Italia l’impegno per il diritto universale a nascere e per tutelare bambini e adolescenti dai danni dell’ideologia gender, senza farci intimidire dall’assordante propaganda trans-femminista e LGBTQ, minoranza nell’opinione pubblica», si legge in un comunicato dell’associazione. «Il cambio di rotta negli Usa deve infondere ora più coraggio politico al Governo italiano sul fronte di misure più decise per la vita, la famiglia e la libertà educativa». Tempi duri in vista per chi si impegna nella difesa dei diritti riproduttivi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><a href="https://www.scienzainrete.it/articolo/contraccezione-di-emergenza-e-mistero-dei-%E2%80%9Ccriptoaborti%E2%80%9D/maria-cristina-valsecchi/2024-11">Maria Cristina Valsecchi </a></strong><br />
<strong>(pubblicato originariamente su Scienza In Rete) </strong></p>
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		<title>Contraccezione, le donne italiane sotto attacco del fondamentalismo cattolico</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/contraccezione-le-donne-italiane-sotto-attacco-del-fondamentalismo-cattolico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Jan 2015 18:27:29 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[cecilia calamani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A distanza di qualche anno dal via libera alla sua commercializzazione in Italia, si riaccende il dibattito sulla pillola dei cinque giorni dopo, alias Ellaone, un contraccettivo di emergenza da assumere entro 120 ore da un rapporto sessuale a rischio. Vale la pena fare un rapido excursus. Dopo un iter burocratico a dir poco travagliato [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/contraccezione-le-donne-italiane-sotto-attacco-del-fondamentalismo-cattolico/">Contraccezione, le donne italiane sotto attacco del fondamentalismo cattolico</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>A distanza di qualche anno dal via libera alla sua commercializzazione in Italia, si riaccende il dibattito sulla pillola dei cinque giorni dopo, alias Ellaone, un contraccettivo di emergenza da assumere entro 120 ore da un rapporto sessuale a rischio. <span id="more-12810"></span><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2014/12/democrazia-italia_530X0_90.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-12738" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2014/12/democrazia-italia_530X0_90-300x198.jpg" alt="democrazia-italia_530X0_90" width="300" height="198" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2014/12/democrazia-italia_530X0_90-300x198.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2014/12/democrazia-italia_530X0_90.jpg 530w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><br />Vale la pena fare un rapido excursus. Dopo un iter burocratico a dir poco travagliato &#8211; tre anni di rimpalli tra commissioni parlamentari, Consiglio superiore di sanità e Agenzia italiana del farmaco (Aifa) -, nell&#8217;aprile 2012 la pillola arriva finalmente nelle farmacie italiane. Ma quello che può sembrare un successo, nonostante il clamoroso ritardo rispetto alle decine di Paesi in cui è già in uso, cela un inghippo a scapito della salute delle donne: sarà possibile acquistarla con prescrizione medica, recita il verdetto finale dell&#8217;Aifa, solo dopo aver effettuato un test di gravidanza ematico con esito negativo. Questo, in sostanza, il dazio da pagare a quell&#8217;ala parlamentare che, supportata dal Vaticano e dalle varie associazioni di medici prolife, accusa Ellaone di essere un farmaco abortivo e non anticoncezionale nonostante il suo principio attivo (ulipristal acetato) abbia l&#8217;effetto di ritardare o inibire l&#8217;ovulazione. Si arriva così all&#8217;assurdo di rendere quasi inutile la sua entrata in commercio. Più è tempestiva l&#8217;assunzione della pillola, maggiore è la sua efficacia, ma i tempi tecnici che intercorrono tra il rapporto a rischio e l&#8217;acquisto del farmaco vengono allungati dal test (e dalla ricerca di un medico non obiettore), scoraggiando qualsiasi donna a ricorrervi. Va anche notato che l&#8217;Italia è l&#8217;unico Paese al mondo in cui l&#8217;acquisto di un contraccettivo di emergenza viene subordinato all&#8217;esclusione di una gravidanza.</p>
<p>Ma veniamo a oggi. L&#8217;Unione europea, dietro parere dell&#8217;Agenzia europea del farmaco, ha decretato in questi giorni che Ellaone può essere acquistato in farmacia senza prescrizione medica. Il che, tradotto in Italia, elimina anche il test di gravidanza. La reazione, oggi come ieri, non si è fatta attendere: alle invettive della Pontificia accademia per la vita si sono unite le associazioni di medici e farmacisti cattolici che gridano all'&#8221;aborto facile&#8221; (in sostanza all&#8217;omicidio) e annunciano una causa legale minacciando anche di fare obiezione di coscienza. C&#8217;è da scommettere che, come tre anni fa, tutto ciò approderà in parlamento, come se fosse competenza della politica discutere le evidenze scientifiche. <br />Perché è chiaro che non può esistere una &#8220;medicina cattolica&#8221; il cui nome è già un ossimoro. La medicina ufficiale non può essere mediata dal dogmatismo, altrimenti perde l&#8217;attendibilità oggettiva che contraddistingue ogni branca della scienza. Lo sanno bene gli oscurantisti nostrani, che pretestuosamente le attribuiscono un valore etico che non ha. Il fine, come sempre, è quello di limitare la libertà di autodeterminazione dell&#8217;individuo &#8211; e nel caso in particolare della donna &#8211; sulla base dei &#8220;principi non negoziabili&#8221; stabiliti dalla loro chiesa. Non ci sarebbe neanche bisogno di ricordare, in un Paese normale, che più è diffusa e accessibile la contraccezione di emergenza, minore è il numero dei ricorsi all&#8217;interruzione di gravidanza, a tutto vantaggio della salute fisica e psichica delle donne.</p>
<p>Niente di cui stupirsi in Italia, ma in questi giorni segnati dall&#8217;orrore per il sanguinario attacco fondamentalista a <i>Charlie Hebdo</i> poteva aleggiare la speranza che i cattolici oltranzisti nostrani, improvvisati sostenitori della libertà al grido &#8220;Je suis Charlie&#8221;, avessero almeno letto l&#8217;invettiva del suo fondatore, François Cavanna, contro i proseliti di tutte le religioni: «Voi, oh, tutti voi non rompeteci i coglioni! Fate i vostri salamelecchi nella vostra capanna e chiudete bene la porta». Libertà non è solo quella di pensiero e di parola. Libertà è poter decidere della propria vita. E chi dice di sostenerla condannando le stragi nel nome di un dio altrui mentre nega il diritto di scelta nel nome del proprio, mente.</p>
<p><b>Cecilia M. Calamani &#8211; <a href="http://cronachelaiche.globalist.it/Detail_News_Display?ID=114595&amp;typeb=0&amp;Contraccezione-le-donne-italiane-sotto-attacco-del-fondamentalismo-cattolico">Cronache Laiche</a></b></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/contraccezione-le-donne-italiane-sotto-attacco-del-fondamentalismo-cattolico/">Contraccezione, le donne italiane sotto attacco del fondamentalismo cattolico</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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		<title>L&#8217;istigazione all&#8217;aborto dei pro-life</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/listigazione-allaborto-dei-pro-life/</link>
		
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		<pubDate>Wed, 15 May 2013 17:04:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Con la benedizione del nuovo papa, i pro-life sono tornati ad alzare la voce. La nuova edizione della Marcia per la vita, andata in scena domenica 12 maggio nella capitale, ha visto sfilare noti volti politici (Alemanno, Roccella, Giovanardi, Gasparri, Meloni, Sacconi, Binetti) accanto ad altrettanto note associazioni cattoliche e fasciste (Opus Dei, Forza Nuova, Militia Christi, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/listigazione-allaborto-dei-pro-life/">L&#8217;istigazione all&#8217;aborto dei pro-life</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Con la benedizione del nuovo papa, i <i>pro-life</i> sono tornati ad alzare la voce. La nuova edizione della Marcia per la vita, andata in scena domenica 12 maggio nella capitale, ha visto sfilare noti volti politici (Alemanno, Roccella, Giovanardi, Gasparri, Meloni, Sacconi, Binetti) accanto ad altrettanto note associazioni cattoliche e fasciste (Opus Dei, Forza Nuova, Militia Christi, Movimento per la vita, Legionari di Cristo). <span id="more-11464"></span><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/10/4-rid-ignoranza.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-10888" alt="4-rid-ignoranza" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/10/4-rid-ignoranza-300x279.jpg" width="300" height="279" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/10/4-rid-ignoranza-300x279.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/10/4-rid-ignoranza.jpg 331w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Sotto a una croce di legno disseminata di feti di plastica, si è consumato l&#8217;ennesimo attacco non solo alla libertà delle donne, ma anche alla ragione, una qualità propria della specie umana che, tra le altre capacità, ha anche quella di saper riconoscere una verità da una menzogna. A iniziare dal marchio dell&#8217;iniziativa: &#8220;per la vita&#8221;. <br />È davvero &#8220;per la vita&#8221; chi vorrebbe abolire la legge 194 sull&#8217;interruzione di gravidanza che «regolamenta l&#8217;uccisione deliberata dell&#8217;innocente nel grembo materno»? Supponiamo di sì e proviamo, se non altro come utile esercizio logico, a credere che chi vuole vietare l&#8217;aborto abbia titolo per proclamarsi sostenitore di un valore universale come quello della vita. Ci si aspetterebbe, nel caso, che sulla croce al posto dei feti si inchiodino preservativi e pillole contraccettive. Ci si aspetterebbe di vedere, invece di cartelli inneggianti all'&#8221;omicidio&#8221; dell&#8217;aborto, striscioni di protesta per chiedere più consultori, corsi di educazione sessuale nelle scuole, accesso alla contraccezione gratuita per gli adolescenti e per le fasce più disagiate della popolazione. Ci si aspetterebbero, insomma, forti richieste di prevenzione per far diminuire realmente il numero di aborti. </p>
<p>Se coloro che si dichiarano <i>pro-life</i> fossero davvero per la vita e «la sua assoluta intangibilità dal concepimento alla morte naturale» come dichiarano, dovrebbero preoccuparsi di ciò che avviene prima di un concepimento non desiderato, reclamando a gran voce tutte le misure sociali e sanitarie possibili per evitarlo. Invece no. I <i>pro-life</i>non solo si schierano contro l&#8217;aborto (come se chi difende la legge 194 sia pro), ma anche contro ogni misura per prevenire il concepimento, che sia la diffusione dei contraccettivi, ordinari o d&#8217;emergenza, o le campagne di informazione ed educazione a una sessualità consapevole e responsabile. Il che porta in una sola direzione, che è quella del ritorno all&#8217;aborto clandestino, ai ferri da calza e alle mammane, magari ammantate oggi, rispetto a quarant&#8217;anni fa, di un camice bianco e &#8211; forse &#8211; di un titolo di dottore che a caro prezzo presta illegalmente e senza controllo i suoi servigi alle donne che possono permettersi di rischiare la salute e la vita (appunto). Perché i <i>pro-life</i> non sono &#8220;per la vita&#8221;, bensì contro la libertà di una scelta diversa da quella cattolica. Condannando la contraccezione insieme all&#8217;aborto, danno un&#8217;unica via d&#8217;uscita: l&#8217;astinenza, come Santa Romana Chiesa prescrive. Se la formula &#8220;sesso uguale peccato&#8221; non ha funzionato in tempi più oscuri e cattolicizzati di questo, il suggerimento non appare solo anacronistico, ma semplicemente ridicolo.<br />I veri antiabortisti, dunque, non sono quelli che vorrebbero abolire il diritto all&#8217;interruzione di gravidanza, ma quelli che difendono l&#8217;applicazione della legge 194 e si battono per la diffusione capillare dei consultori e delle campagne informative. Sono i ginecologi che non obiettano, incoraggiano l&#8217;uso dei contraccettivi, prescrivono la pillola del giorno dopo o dei cinque giorni dopo, secondo i fondamentalisti della Marcia «nuovi strumenti di morte» perché «minacciano la sopravvivenza stessa del genere umano» (sic!). </p>
<p>Sotto al richiamo della &#8220;vita&#8221; si celano dunque un inganno e una tragica beffa. Al punto che anche un progressista come il candidato sindaco della capitale Ignazio Marino, cattolico ma da sempre schierato in difesa dei diritti, così ha commentato la macabra iniziativa romana: «Non sono alla Marcia per la vita perché non voglio strumentalizzare politicamente un&#8217;iniziativa giusta. Io sono per la difesa della vita in ogni suo stadio». Ma chi può dirsi, in effetti, &#8220;contro la vita&#8221;? <br />E allora cominciamo a chiamare le cose con il loro nome invece di ricorrere a stucchevoli quanto menzogneri slogan. Questi esempi di virtù che sfilano nelle Marce per la vita, organizzano veglie di preghiera per i &#8220;bambini uccisi dall&#8217;aborto&#8221; istituendo, laddove presenti nelle amministrazioni locali, cimiteri per i &#8220;bambini mai nati&#8221;, si dichiarassero per quello che sono: contro la vita e la salute delle donne, contro la loro possibilità di scelta. La smettano di insultarci, oltre che con i loro veti fondamentalisti, anche con i loro scippi lessicali. I veri antiabortisti non sono loro. </p>
<p><b>Cecilia M. Calamani &#8211; <a href="http://cronachelaiche.globalist.it/Detail_News_Display?ID=74592&amp;typeb=0&amp;L-istigazione-all-aborto-dei-pro-life">Cronache Laiche</a></b></p>
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		<title>La corsa a ostacoli della contraccezione d’emergenza</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/la-corsa-a-ostacoli-della-contraccezione-demergenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 18:18:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[cecilia calamani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Non è ancora giunta a termine la tortuosa strada di EllaOne, la pillola dei cinque giorni dopo. Approdata nelle farmacie italiane alla fine dello scorso novembre dopo tre anni di rimpalli tra commissioni parlamentari, Consiglio Superiore di Sanità e Aifa (Agenzia italiana del farmaco), il contraccettivo di emergenza da assumere entro 120 ore da un [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Non è ancora giunta a termine la tortuosa strada di <strong>EllaOne</strong>, la pillola dei cinque giorni dopo. Approdata nelle farmacie italiane alla fine dello scorso novembre dopo tre anni di rimpalli tra commissioni parlamentari, Consiglio Superiore di Sanità e Aifa (Agenzia italiana del farmaco), il contraccettivo di emergenza da assumere entro 120 ore da un rapporto a rischio è ancora oggetto di veti e strali, ricatti e minacce. <span id="more-10403"></span> <a href="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/02/contraccezione_orale.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-10404" title="contraccezione_orale" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/02/contraccezione_orale.jpg" alt="" width="300" height="252" /></a>Al punto da aver condizionato, a fine dicembre, la fuoriuscita di scena della <strong>liberalizzazione dei farmaci di fascia C</strong> (quelli con obbligo di ricetta ma economicamente a carico del paziente) dal decreto Salva Italia. Già, perché accanto ai farmacisti con gli scudi alzati contro una norma che avrebbe tolto loro il monopolio di un business del valore di più di <strong>3 miliardi di euro l’anno </strong>(dati 2010), è scesa in campo l’influente Chiesa, rappresentata dal <strong>Movimento per la vita</strong>, che ha chiesto ai «<em>parlamentari dichiaratamente sensibili ai valori “non negoziabili” di agire per modificare questi aspetti della manovra</em>», come riporta la rubrica <em>Vatican Insider</em> de <em>LaStampa.it</em>. Richiesta naturalmente accolta dal governo Monti.</p>
<p>Il rischio paventato dal Vaticano era che sia della pillola del giorno dopo sia di quella dei cinque giorni dopo, in quanto farmaci di fascia C, venisse<strong> liberalizzata la vendita</strong>. Il che non avrebbe significato eliminare l’obbligo di prescrizione medica come temevano i porporati, ma solo vendere i contraccettivi d’emergenza anche nelle parafarmacie e nei supermercati e comunque alla presenza di un farmacista. Ma si sa, quando si parla di libertà le gerarchie ecclesiastiche confondono fischi per fiaschi.  Per ora, quindi, tutti contenti. I farmacisti perché non rinunciano al lucroso monopolio e il Vaticano perché ha scongiurato i sedicenti pericoli di una diffusione più capillare della vendita delle diaboliche pillole. Il che, unito alla campagna pressante affinché anche i farmacisti agiscano “secondo coscienza” e possano rifiutare di vendere alcuni farmaci – nonostante sia per legge interruzione di pubblico servizio – rassicura abbastanza chi cerca di tenere in scacco la vita e la libertà altrui.</p>
<p>Per ora, appunto, perché non è detta l’ultima parola. L’<strong>Aifa</strong> sta definendo proprio in questi giorni i criteri secondo cui alcuni farmaci di fascia C perderanno l’obbligo della prescrizione medica e potranno quindi essere venduti come farmaci da banco. «<em>Abbiamo appena ottenuto</em> – ha dichiarato Luca Pani, direttore generale dell’Aifa – <em>le liste di farmaci da banco di tutti i Paesi del mondo. L’Aifa ha bisogno di documentarsi, perché la parte scientifica è la più importante per noi, e la scienza ha i suoi tempi</em>». Ci piacerebbe credere che sia davvero così, e che magari EllaOne possa essere venduta, come negli Stati Uniti, alle maggiorenni senza obbligo di ricetta. Ma i pregressi ci rendono scettici: è stata l’Aifa stessa, qualche mese fa, a stabilire che la pillola dei cinque giorni dopo potesse essere prescritta solo a valle della presentazione di<strong> test di gravidanza ematico negativo</strong>, rendendo l’Italia l’unico paese al mondo in cui un anticoncezionale di emergenza viene prescritto <strong><a href="http://www.cronachelaiche.it/2011/10/la-pillola-dei-cinque-giorni-dopo-arriva-tre-anni-dopo-e-solo-se-non-ce-n%E2%80%99e-bisogno/">solo se non serve</a></strong>.</p>
<p><em>Dulcis in fundo</em>, un altro attacco all’autodeterminazione delle donne è in agguato: il Movimento per la vita ha presentato al Tar del Lazio un <strong>ricorso contro l’Aifa</strong> chiedendo l’annullamento del via libera alla commercializzazione di EllaOne. «<em>Sotto accusa</em> – si legge nella comunicazione ufficiale del Movimento – <em>è soprattutto la definizione di </em><em>“contraccettivo d’emergenza da assumersi entro centoventi ore (cinque giorni) da un rapporto sessuale non protetto o dal fallimento di altro metodo contraccettivo” che quindi non può </em>“<em>costituire un metodo concezionale regolare</em>“». Ci risiamo. La pillola dei cinque giorni dopo è ritenuta – dalla comunità scientifica mondiale, mica solo dall’Aifa – un farmaco contraccettivo perché inibisce la fecondazione e impedisce l’impianto nell’utero di un eventuale ovulo fecondato. Ma ciò non basta ai “sostenitori della vita”, che affermano: «<em>La scienza moderna ha determinato che il concepimento di un nuovo individuo vivente appartenente alla specie umana e di conseguenza l’inizio della gravidanza che ne consente lo sviluppo avviene nel momento in cui il gamete maschile si unisce ad un ovocita materno</em>». Ergo, EllaOne è un farmaco <strong>abortivo</strong> e non <strong>contraccettivo</strong> secondo una non meglio definita «<em>scienza moderna</em>» che avrebbe assunto come portavoce ufficiale proprio il Movimento per la vita. Ma allora, ci chiediamo, perché non dire direttamente che il «<em>concepimento di un nuovo individuo» </em>avviene nell’attimo stesso dell’insorgere del desiderio sessuale visto che la sua unica motivazione è, secondo questi signori, la procreazione?</p>
<div id="cercaAutore"><strong>Cecilia Maria Calamani &#8211; <a href="http://www.cronachelaiche.it/2012/02/la-corsa-a-ostacoli-della-contraccezione-d%e2%80%99emergenza/">Cronache Laiche</a></strong></div>
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		<title>La pillola dei cinque giorni dopo arriva tre anni dopo. E solo se non serve</title>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Oct 2011 17:50:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[in evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[aifa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quella della pillola dei cinque giornidopo è una storia emblematica per il nostro paese, sempre così attento, al di là di chi lo governa, a non calpestare la sensibilità di quei pochi che vorrebbero convertire in legge l’oscurantismo della loro religione. Partiamo dall’inizio. È il maggio 2009 quando l’Emea, l’agenzia europea del  farmaco, autorizza la [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Quella della <em><strong>pillola dei cinque giorni</strong></em>dopo è una storia emblematica per il nostro paese, sempre così attento, al di là di chi lo governa, a non calpestare la sensibilità di quei pochi che vorrebbero convertire in legge l’oscurantismo della loro religione.</p>
<p>Partiamo dall’inizio. È il <strong>maggio 2009</strong> quando l’Emea, l’agenzia europea del  farmaco, autorizza la commercializzazione di <strong>EllaOne</strong> (<em>ulipristal acetato</em>), un contraccettivo d’emergenza che ritarda o inibisce l’ovulazione se assunto entro 120 ore da un rapporto a rischio. Nel <strong>gennaio 2010</strong> la casa produttrice fa richiesta all’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) per ottenere i relativi permessi su suolo italiano, ma il ministro della Salute <strong>Ferruccio Fazio</strong> interrompe l’iter per chiedere che il Consiglio superiore di sanità chiarisca se Ellaone è davvero un farmaco contraccettivo o non, piuttosto, <strong>abortivo</strong>.<span id="more-10111"></span> Per circa un anno cala il silenzio sulla vicenda, tant’è che la maggior parte della popolazione italiana non sa neanche cosa sia la pillola dei cinque giorni dopo, già usata con successo dalle donne di molti paesi europei. Finché i senatori <strong>Poretti</strong> e <strong>Perduca</strong> (Radicali italiani), nel <strong>maggio 2011</strong>, presentano al ministro della Salute un’<a href="http://www.cronachelaiche.it/2011/05/ellaone-la-pillola-dell%E2%80%99anno-e-mezzo-dopo/">interrogazione parlamentare</a> e la vicenda comincia finalmente ad acquisire un minimo di visibilità. Si arriva così al <strong>luglio scorso</strong>, quando il Consiglio superiore di sanità esterna  finalmente il suo parere (non vincolante): EllaOne <strong>non è un farmaco abortivo </strong>e quindi non può essere somministrato in caso di gravidanza accertata. Bisognerebbe perciò prescriverlo solo dietro presentazione di test di gravidanza ematico negativo. Nonostante gli evidenti paletti posti dal Consiglio superiore di sanità, qualche solerte <strong>cattoparlamentare bipartisan</strong> ha comunque da ridire e <a href="http://www.cronachelaiche.it/2011/07/giu-le-mani-dal-corpo-delle-donne/">redige una nota</a> in cui chiede al governo di fermare immediatamente l’introduzione della pillola dei cinque giorni dopo perché «<em>il via libera da parte del Consiglio superiore di sanità a questa pillola per la contraccezione d’emergenza è un ulteriore passo verso la trasformazione dell’aborto in contraccezione</em>». La probabilità di successo della richiesta è scarsa, ma intanto si mette qualche altro bastone tra le ruote del progresso in modo tale da ritardare la discesa agli inferi di tutto il paese.</p>
<p>Arriviamo così all’inizio di<strong> ottobre 2011</strong>, quando la Commissione tecnico-scientifica dell’Aifa dà finalmente il via libera alla commercializzazione pur recependo in<em> toto</em> il parere (non vincolante!) del Consiglio superiore di sanità. EllaOne, dunque, potrà essere prescritto esclusivamente dietro presentazione di <strong>test di gravidanza ematico negativo</strong>. Della serie: ti diamo la pillola solo se non ne hai bisogno.  Ora dovremo aspettare la pubblicazione in Gazzetta ufficiale e tutti i tempi burocratici connessi. EllaOne arriverà nelle farmacie italiane non prima della primavera del 2012, ossia esattamente <strong>tre anni dopo il <em>placet</em> europeo</strong>.</p>
<p>A parte il vergognoso ritardo di civiltà che costerà una quantità non stimabile di aborti (presumibilmente chirurgici, visto lo stato in cui versa una parente stretta di EllaOne, la <a href="http://www.cronachelaiche.it/2011/09/pillola-ru486-essenzialmente-eretica/">pillola abortiva Mifegyne</a> – ex Ru486), rimane l’assurda misura del test di gravidanza, non richiesto da alcuno dei paesi in cui la pillola è già in commercio (tanto per avere un’idea: America, Belgio, Francia, Germania, Lussemburgo, Gran Bretagna, Olanda, Finlandia, Svezia, Lituania, Ungheria, Repubblica Ceca, Slovacchia, Danimarca, Norvegia, Spagna, Austria, Grecia, Polonia, Lettonia, Lettonia, Portogallo e Romania). L’efficacia della contraccezione di emergenza è direttamente proporzionale alla sua <strong>tempestività. </strong>Se nelle 120 ore seguenti al rapporto a rischio ci devono rientrare il prelievo venoso, i tempi di analisi, il ritiro del referto, la ricerca di un medico non obiettore che prescriva la pillola e quella di un farmacista non obiettore che la venda (a Vaticalia ne abbiamo a iosa, anche se fuorilegge), la probabilità di successo del farmaco <strong>diminuisce considerevolmente</strong>.</p>
<p>Così commenta la decisione dell’Aifa <strong>Silvio Viale</strong>, ginecologo di Torino che si è battuto per l’introduzione della pillola abortiva (Ru486) e presidente dei Radicali italiani: «<em>Il test di gravidanza per assumere la contraccezione di emergenza ha l’unico obiettivo di ritardare l’intervento e renderlo meno efficace, con la conseguenza di aumentare le gravidanze indesiderate. Quello ematico è ridicolo, poiché allunga i tempi e non ha alcun vantaggio rispetto al test sulle urine. È una disposizione contro le donne e la loro salute che non verrà rispettata, tranne da chi la userà come pretesto per non prescriverla</em>». E continua: «<em>E’ una figuraccia, che mi auguro che il CdA dell’Aifa abbia il coraggio di rimettere in discussione: non vi è nessun Paese e non vi è alcuna agenzia del farmaco che abbiano subordinato la contraccezione di emergenza a un test di gravidanza, meno che mai ematico</em>».</p>
<p>Tra un premier che ha creato un sistema di potere sulla mercificazione del corpo femminile e i continui veti oscurantisti sulla loro salute e i loro diritti (fatti salvi quelli di vendersi al miglior offerente), questo non è proprio un paese per donne.</p>
<p><a href="http://www.cronachelaiche.it/2011/10/la-pillola-dei-cinque-giorni-dopo-arriva-tre-anni-dopo-e-solo-se-non-ce-n%e2%80%99e-bisogno/">Cecilia M. Calamani</a></p>
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		<title>Catholics for choice</title>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Jul 2008 12:07:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[blog]]></category>
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		<category><![CDATA[contraccezione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In occasione del 40&#176; anniversario dell&#8217;enciclica papale Humanae Vitae, l&#8217;organizzazione statunitense Catholics for Choice, insieme a pi&#249; di 50 organizzazioni di tutto il mondo, ha pubblicato una lettera aperta a Papa Benedetto XVI, chiedendogli di revocare la pericolosa proibizione della contraccezione da parte del Vaticano. La Humanae Vitae, il fondamento della politica della gerarchia cattolica [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="BACKGROUND: white; MARGIN-BOTTOM: 7.5pt" align="justify"><span style="FONT-SIZE: 7.5pt; FONT-FAMILY: Verdana"><font face="Tahoma" size="2">In occasione del 40&deg; anniversario dell&rsquo;enciclica papale <strong><strong><em><span style="FONT-STYLE: italic; FONT-FAMILY: Verdana">Humanae Vitae</span></em></strong></strong>, l&rsquo;organizzazione statunitense </font><a onclick="return top.js.OpenExtLink(window,event,this)" target="_blank" href="http://www.aidos.it/ita/news/www.catholicsforchoice.org"><em><em><font face="Tahoma" color="#006cbd" size="2"><span style="COLOR: #006cbd; FONT-FAMILY: Verdana">Catholics for Choice</span></font></em></em></a><font face="Tahoma" size="2">, insieme a pi&ugrave; di 50 organizzazioni di tutto il mondo, ha pubblicato una lettera aperta a Papa <strong><strong><span style="FONT-FAMILY: Verdana">Benedetto XVI</span></strong></strong>, chiedendogli di revocare la pericolosa proibizione della contraccezione da parte del Vaticano. La <strong><strong><em><span style="FONT-STYLE: italic; FONT-FAMILY: Verdana">Humanae Vitae</span></em></strong></strong>, il fondamento della politica della gerarchia cattolica contro la contraccezione, ha avuto effetti catastrofici sui poveri e i deboli di tutto il mondo, mettendo in pericolo la vita delle donne e esponendo milioni di persone al rischio di contrarre l&rsquo;Hiv. La lettera aperta dice: &ldquo;Quando Papa<br />
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