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	<title>censura Archivi - Associazione Culturale Civiltà Laica</title>
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	<description>Per un movimento culturale volto a difendere la Laicità dello Stato.</description>
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		<title>Perugia Pride, le polemiche che mancavano!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Jun 2017 06:29:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Uno di quei cattolici che sono così cattolici che vogliono spiegare al Papa cosa significa essere cattolici, ci accusa di #cortocircuito (cosa che sottolinea con l&#8217;ashtag, evidentemente di cortocircuiti e contraddizioni varie è espertissimo). Ora bisognerebbe spiegargli che quando diciamo: &#8220;nella libertà di espressione non è contemplato il diritto di offendere (ne&#8217; tanto meno di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/index.php/perugia-pride-le-polemiche-mancavano.html/biondini-23-6-17" rel="attachment wp-att-14212"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft  wp-image-14212" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2017/06/biondini-23.6.17.jpg" alt="" width="299" height="366" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2017/06/biondini-23.6.17.jpg 511w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2017/06/biondini-23.6.17-245x300.jpg 245w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2017/06/biondini-23.6.17-131x160.jpg 131w" sizes="(max-width: 299px) 100vw, 299px" /></a></p>
<p>Uno di quei cattolici che sono così cattolici che vogliono spiegare al Papa cosa significa essere cattolici, ci accusa di #cortocircuito (cosa che sottolinea con l&#8217;ashtag, evidentemente di cortocircuiti e contraddizioni varie è espertissimo).<br />
Ora bisognerebbe spiegargli che quando diciamo: &#8220;nella libertà di espressione non è contemplato il diritto di offendere (ne&#8217; tanto meno di diffamare)&#8221; ci si riferisce a persone reali e non ai vari amichetti immaginari che qualcuno si porta dietro dall&#8217;infanzia più o meno inculcati con dovuta sapienza clericale. Il fatto che uno ammanti di &#8220;sacro&#8221; un&#8217;immagine qualunque non vuol dire che altri non possano rielaborare quell&#8217;immagine e finanche farci satira. E&#8217; un discorso arcinoto, ma ai clericalotti e integralisti vari confondere le acque conviene sempre.<br />
Nel caso specifico, che tanto scalpore ha destato nei politici del #comunediperugia che hanno ritirato il patrocinio al #PerugiaPride che inizia oggi non possiamo che sorridere del fatto. Ci immaginiamo quanto l&#8217;immagine di una donna (o #santiddio un trans&#8230; complimenti agli attenti occhi clericali! Per caso hanno visto anche se trattasi di trans operato o meno?) vestito/a da suora (o da Madonna che dir si voglia) che ride con un cuore in mano, il tutto intravisto e intuito appena appena dallo spazio trasparente della scritta &#8220;Perugia Pride&#8221; debba aver turbato i sonni dei politici perugini.<br />
Noi non possiamo che esprimere #soldarietà e #vicinanza ad Omphalos LGBTI e alle altre associazioni che organizzano il Pride perugino, che sono comunque abituate a certi giochetti viscidi e opportunisti della politica.<br />
Farlo è di certo ridondante tuttavia non vorremmo essere per sbaglio accomunati ai #voltairianidenoantri che tirano in ballo la sacra (e daje) nonché intoccabile libertà di espressione quando non c&#8217;entra niente come nei casi di Facci e Fanzaga dove si parla di incitamento all&#8217;odio, razziale e religioso per il primo verso una specifica persona per il secondo, e poi se ne stanno puntualmente zitti quando il politico (italiano non vaticano) applica effettivamente la censura verso il messaggio che non gradisce.<br />
E&#8217; un mondo difficile, fortuna che c&#8217;è il Pride!</p>
<p>Alessandro Chiometti</p>
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		<title>comunicato stampa 20 aprile 2016</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/comunicato-stampa-20-aprile-2016/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Apr 2016 06:18:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>  Comunicato Stampa sulla gestione dei patrocini del comune di Terni, problematica recentemente sollevata dal comitato &#8220;salviamo i nostri figli&#8221;. L’Associazione Culturale Civiltà Laica esprime fortissime perplessità in merito ai vari patrocini e collaborazioni che il Comune di Terni concede con ripetuta insistenza e continuità ad iniziative organizzate da associazioni di chiara matrice cattolica. Tali [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="gmail_default"><span style="font-family: tahoma, sans-serif;"> </span></div>
<div class="gmail_default"><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/index.php/comunicato-stampa-20-aprile-2016.html/patrocinio-gay" rel="attachment wp-att-13586"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-13586" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2016/04/patrocinio-gay-300x168.jpg" alt="patrocinio gay" width="300" height="168" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2016/04/patrocinio-gay-300x168.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2016/04/patrocinio-gay-768x431.jpg 768w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2016/04/patrocinio-gay-280x157.jpg 280w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2016/04/patrocinio-gay.jpg 960w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><span style="font-family: tahoma, sans-serif;"><i>Comunicato Stampa sulla gestione dei patrocini del comune di Terni, problematica recentemente sollevata dal comitato &#8220;salviamo i nostri figli&#8221;.</i></span><i><br />
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<p>L’Associazione Culturale Civiltà Laica esprime fortissime perplessità in merito ai vari patrocini e collaborazioni che il Comune di Terni concede con ripetuta insistenza e continuità ad iniziative organizzate da associazioni di chiara matrice cattolica.<br />
Tali associazioni organizzano spesso con la maschera di convegni, tavole rotonde e conferenze vere e proprie apologie del libro “La Sacra Bibbia” che contiene affermazioni e frasi di cui qui si riporta solo qualche esempio indicativo.</p>
<p>Istigazione al maltrattamento degli animali: “Il Signore chiamò Mosè e dalla tenda del convegno gli disse: &#8220;Parla agli Israeliti e riferisci loro: Quando uno di voi vorrà fare un&#8217;offerta al Signore, offrirete bestiame grosso o minuto. Se l&#8217;offerta è un olocausto di grosso bestiame, egli offrirà un maschio senza difetto; l&#8217;offrirà all&#8217;ingresso della tenda del convegno, per ottenere il favore del Signore. Poserà la mano sulla testa della vittima, che sarà accettata in suo favore per fare il rito espiatorio per lui. Poi immolerà il capo di grosso bestiame davanti al Signore, e i sacerdoti, figli di Aronne, offriranno il sangue e lo spargeranno intorno all&#8217;altare, che è all&#8217;ingresso della tenda del convegno. Scorticherà la vittima e la taglierà a pezzi.” (Levitico 1,6)</p>
<p>Istigazione all’omicidio: “Il Signore disse a Mosè: Prendi tutti i capi del popolo e falli impiccare davanti al Signore, alla luce del sole, affinché l’ardente ira del Signore sia allontanata da Israele.“ (Numeri 25:4)</p>
<p>Istigazione allo stupro: Dio ordinò a Mosè di uccidere ogni maschio madianita tra i bambini, e “ogni donna che ha avuto rapporti sessuali con un uomo” – “ma tutte le fanciulle che non hanno avuto rapporti sessuali con uomini, lasciatele in vita per voi. (Numeri 31: 17,18)<br />
Propaganda della pena di morte: Dio mise la città di Libna nelle mani di Giosuè. “Giosuè la mise a fil di spada con tutte le persone che vi si trovavano; non ne lasciò scampare una.“ (Giosuè, 10:30)<br />
Apologia dell’incesto: “Poi Lot partì da Zoar e andò ad abitare sulla montagna, insieme con le due figlie, perché temeva di restare in Zoar, e si stabilì in una caverna con le sue due figlie Ora la maggiore disse alla più piccola: &#8220;Il nostro padre è vecchio e non c&#8217;è nessuno in questo territorio per unirsi a noi, secondo l&#8217;uso di tutta la terra. Vieni, facciamo bere del vino a nostro padre e poi corichiamoci con lui, così faremo sussistere una discendenza da nostro padre&#8221;. Quella notte fecero bere del vino al loro padre e la maggiore andò a coricarsi con il padre; ma egli non se ne accorse, né quando essa si coricò, né quando essa si alzò. All&#8217;indomani la maggiore disse alla più piccola: &#8220;Ecco, ieri io mi sono coricata con nostro padre: facciamogli bere del vino anche questa notte e và tu a coricarti con lui; così faremo sussistere una discendenza da nostro padre&#8221;. Anche quella notte fecero bere del vino al loro padre e la più piccola andò a coricarsi con lui; ma egli non se ne accorse, né quando essa si coricò, né quando essa si alzò. Così le due figlie di Lot concepirono dal loro padre. (Genesi 19:31,38)</p>
<p>Ciò che più sconcerta è che l’organizzazione di questi eventi di propaganda mascherati da convegni, conferenze e quant’altro sono spesso patrocinate dal Comune di Terni (il cui logo campeggia sulle locandine degli eventi patrocinati), il cui riconoscimento dovrebbe andare “…a singole iniziative riconosciute idonee alla promozione dell&#8217;immagine del territorio comunale, oppure avere rilevanza sotto il profilo culturale, scientifico, educativo, sportivo, economico e sociale, celebrativo e umanitario…”</p>
<p>Ci chiediamo, seriamente preoccupati, in quale di queste categorie rientrano queste iniziative e se chi concede i riconoscimenti pubblici si sia preso la briga di verificare cosa andasse ad appoggiare e quale personaggi intendesse sponsorizzare.</p>
<p><span style="font-family: tahoma, sans-serif;"><br />
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<p>Terni, 20 Aprile 2016</p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/comunicato-stampa-20-aprile-2016/">comunicato stampa 20 aprile 2016</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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		<title>Carnevalone Liberato 2.0</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/carnevalone-liberato-2-0/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Feb 2016 07:11:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Si parla tanto di tradizioni, di radici e di rispettare la cultura popolare, ma come al solito solo quando questa fa comodo. Il Carnevalone Liberato di Poggio Mirteto che si svolge(va) la prima domenica di Quaresima per commemorare l&#8217;autoliberazione della città Sabina dallo Stato Pontificio risale all&#8217;incirca al 1870 con le prime feste in piazza [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/index.php/carnevalone-liberato-2-0.html/img_0162_new" rel="attachment wp-att-13486"><img decoding="async" class="alignleft  wp-image-13486" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2016/02/IMG_0162_NEW-1024x869.jpg" alt="IMG_0162_NEW" width="691" height="586" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2016/02/IMG_0162_NEW-1024x869.jpg 1024w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2016/02/IMG_0162_NEW-300x255.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2016/02/IMG_0162_NEW-768x652.jpg 768w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2016/02/IMG_0162_NEW-188x160.jpg 188w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2016/02/IMG_0162_NEW.jpg 1695w" sizes="(max-width: 691px) 100vw, 691px" /></a>Si parla tanto di tradizioni, di radici e di rispettare la cultura popolare, ma come al solito solo quando questa fa comodo.</p>
<p>Il Carnevalone Liberato di Poggio Mirteto che si svolge(va) la prima domenica di Quaresima per commemorare l&#8217;autoliberazione della città Sabina dallo Stato Pontificio risale all&#8217;incirca al 1870 con le prime feste in piazza in cui, sembra, correvano i cavalli in piazza.</p>
<p>Dopo la parentesi fascista e la sua ovvia censura (ovvia dopo che Mussolini aveva tradito il suo ateismo e anticlericalismo per governare meglio l&#8217;Italia con l&#8217;aiuto della &#8220;solita&#8221; Chiesa Cattolica, vedi concordato del 1929) la festa è tornata in auge e da quaranta anni a questa parte i ragazzi dell&#8217;arci di Poggio Mirteto hanno sempre organizzato una splendida festa mascherata che si concludeva con il rogo simbolico di &#8220;bammocci&#8221; di cartapesta in piazza.</p>
<p>Questa festa chiamava ogni anno dalle dieci alle ventimila persone assicurando anche lauti introiti ai bar e ai ristoranti della piccola (seimila abitanti) città, e al di là dei prevedibili piccoli inconvenienti dovuti a chi aveva bevuto troppo (niente di paragonabile a quello che avviene ogni sabato sera davanti alle discoteche della riviera o della capitale tanto per intenderci)  per quello che abbiamo potuto vedere di persone non succedeva niente di particolarmente &#8220;sopra le righe&#8221;.</p>
<p>I ragazzi di Poggio sono cresciuti, hanno avuti figli che hanno portato avanti la tradizione insieme a loro. Ma adesso si sono stancati. Si sono stancati perché non è possibile lottare contro i loro concittadini 364 giorni l&#8217;anno per poi vederli guadagnare della stessa festa di cui hanno sparlato alle loro spalle. non è possibile vedersi sequestrare lo stand gastronomico due ore prima che inizi la festa perché &#8220;il vino non è rintracciabile&#8221; nonostante da anni usino bottiglie di plastica nuove e sigillate per distribuirlo. Non è possibile che chi arrivi alla festa debba superare cinque posti di blocco e subire perquisizioni personali che neanche per entrare in zona di guerra si subiscono.</p>
<p>Lo diciamo chiaramente se le stesse &#8220;misure precauzionali&#8221; che si usano per il Carnevalone di Poggio Mirteto fossero estese a tutte le feste non esisterebbero più feste ne&#8217; concerti in piazza in questo paese. Ma forse questo è quello che si vuole.</p>
<p>Quest&#8217;anno la festa è stata ridotta a occasione di incontri culturali a cui noi di Civiltà Laica abbiamo partecipato con piacere, i ragazzi di Poggio chiedono un segno alle istituzioni e vedersi riconosciuta il valore di una festa storica. Ma si sa, le tradizioni e le radici vanno bene solo se sono cattoliche, comode e politically correct.</p>
<p><strong>Alessandro Chiometti</strong></p>
<p>(<em>nella foto il &#8220;bammoccetto&#8221; 2016</em>)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/carnevalone-liberato-2-0/">Carnevalone Liberato 2.0</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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		<title>Corrado Guzzanti: l&#8217;Aiart ritira la denuncia</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/corrado-guzzanti-laiart-ritira-la-denuncia/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Jan 2013 09:35:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>“Un enorme grazie agli amici di Articolo21 e di Change.org, per aver promosso la petizione in mia difesa e a tutti quelli che l’hanno diffusa e firmata. Con l’occasione ringrazio anche molti giornalisti che hanno preso le mie parti scrivendo della querelle tragicomica di Padre Pizzarro. Ciò detto è probabile che abbiamo sopravvalutato tutti le [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/corrado-guzzanti-laiart-ritira-la-denuncia/">Corrado Guzzanti: l&#8217;Aiart ritira la denuncia</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>“Un enorme grazie agli amici di Articolo21 e di Change.org, per aver promosso la petizione in mia difesa e a tutti quelli che l’hanno diffusa e firmata. Con l’occasione ringrazio anche molti giornalisti che hanno preso le mie parti scrivendo della querelle tragicomica di Padre Pizzarro. <span id="more-11093"></span><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/index.php/corrado-guzzanti-laiart-ritira-la-denuncia.html/padre-pizarro" rel="attachment wp-att-11094"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-11094" alt="padre-pizarro" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2013/01/padre-pizarro-300x190.jpg" width="300" height="190" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2013/01/padre-pizarro-300x190.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2013/01/padre-pizarro.jpg 490w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Ciò detto è probabile che abbiamo sopravvalutato tutti le minacce dell’Aiart, associazione che pretende di rappresentare i telespettatori cattolici, di cui né io, né voi, né i telespettatori cattolici avevamo mai sentito parlare.<br /></em><em>Vorrei innanzitutto precisare, anche se è stato già fatto altrove, che La7 non stava mandando in onda un mio nuovo programma, ma la ripresa televisiva di uno spettacolo teatrale del 2010, già replicato su Sky decine di volte, e anche in chiaro sul canale del digitale terrestre “Cielo”, pubblicato in DVD, presente da tempo su youtube etc. L’Aiart poteva legittimamente non esserne a conoscenza, o essere stato appena fondato e voler recuperare il tempo perduto, ma non lo era neanche del fatto che i reati di opinione, insieme al vilipendio ecc. sono stati fortemente ridimensionati nel nostro ordinamento. Gli attuali limiti della satira, si parli di politica o di religione, si riducono sostanzialmente alla calunnia o all’insulto personale, per i quali la legge, come è noto, prevede il diritto di querela. Dunque paradossalmente avrei più speranze io di sfidare l’Aiart in tribunale per le parole offensive che mi rivolge nei suoi comunicati, senonché l’ultimo di ieri, in cui si dice soddisfatta delle mie scuse, estorte per gioco in una gag de “Le Iene”, mi ha riempito il cuore di tenerezza.<br /></em><em>In merito all’offesa confesso di non capire esattamente cosa sia il “sentimento religioso” perché sfortunatamente non ne sono dotato. Ho sempre pensato che essere intimamente credenti non possa essere troppo diverso dall’essere intimamente liberali, o socialisti, o vegani. Si tratta di amare e riconoscersi in delle idee, in una visione della società e del mondo, e le idee non sono sacre e intoccabili solo perché noi crediamo così fortemente in esse; vivono nel dibattito pubblico, confrontandosi e dovendo convivere con idee diverse e a volte opposte. Spero di non offendere nessuno se affermo che l’esistenza di un creatore, l’inferno, il paradiso, l’immortalità dell’anima, il giorno del giudizio ecc. siano, fino a spettacolare prova contraria, soltanto delle idee, delle opinioni che si è liberissimi di sostenere purché non si tenti di imporle agli altri come un tabù inviolabile.<br /></em><em>Che il sentimento religioso non possa reclamare una superiore legittimità, perché supportato, mi dicono, da pervasiva e speciale intuizione, appare evidente dal fatto che le credenze religiose sono tante, più di quelle da cucina dell’Ikea, e producono purtroppo affermazioni contrastanti. Un buddista e un cattolico, egualmente persuasi della loro fede, saranno certi di saperla molto lunga sull’origine e il senso dell’uomo e dell’universo, ma almeno uno di loro, al momento del trapasso, avrà una sorpresa. Ciò dovrebbe suggerire che convinzione “sentimentale” profonda e verità siano sostanzialmente due cose diverse.<br /></em><em>Si obietterà, magari stavolta tra i denti, che l’unica fede valida sia la nostra (e raramente qualcuno insorge perché sia stata offeso il sentimento religioso di qualcun altro), eppure non tutti i credenti si offendono, alcuni addirittura ridono, e spero che L’Aiart non pensi che a persone di questo genere siano capitati in sorte una fede o un sentimento di serie B.<br /></em><em>Mi conforta che questa associazione limiti la sua vigilanza ai nostri canali generalisti; al confronto di ciò che osa la satira in Inghilterra, in Francia o negli Stati Uniti, il mio Padre Pizzarro fa la figura del tenero Giacomo della Settimana Enigmistica. Ma il nostro è un paese “laico e democratico” dove un presidente del consiglio che nessuno di noi ha eletto, come primo atto ufficiale va a porgere i suoi omaggi al Papa. E il motivo per cui io e i miei colleghi scriviamo e recitiamo cose come “Padre Pizzarro” è che l’Italia sembra spesso uno stato teocratico “di fatto”. Solo pochi anni fa un ministro dell’istruzione avanzava, con un certo successo, la proposta di abolire Darwin dall’insegnamento scolastico per rispetto ai creazionisti, che ancora ci devono spiegare (come diceva un noto comico americano) perché Dio prima di creare l’essere a sua immagine e somiglianza si sia gingillato per milioni di anni coi dinosauri. Dunque non mi stupisce troppo che una minoranza di ferventi religiosi, invece di limitarsi a cambiare canale, si senta in diritto di chiedere una punizione legale, e questo rende, e temo renderà ancora, iniziative come la vostra necessarie a difendere e ribadire civilmente la libertà di tutti. In molti anni di televisione non credo di essermi guadagnato la fama del provocatore seriale, a caccia di polemiche per ottenere attenzioni e notorietà, né quella di un comico particolarmente violento o volgare. Ho sempre fatto il mio lavoro seguendo il mio “sentimento satirico”, parlando di tutto e di tutti nel modo più libero che mi è stato e che mi sono concesso. So inoltre cosa significhi sentirsi indignati. Le affermazioni fatte da esponenti di quel mondo, o da politici che, più o meno sinceramente, parlano e decidono in sua difesa, delle nostre scelte in materia di sessualità, diritti, vita e morte, mi hanno offeso numerose volte e continuano ad offendere il mio sentimento laico. Per questo ogni tanto Padre Pizzarro parla ed altri oltre a lui e dopo di lui parlano e parleranno.<br /></em><em>Grazie ancora a tutti. Vi abbraccio”. </em></p>
<p><em><strong>Corrado Guzzanti <a href="http://www.articolo21.org/2013/01/la7-laiart-ritira-la-denuncia-corrado-guzzanti-ci-scrive-una-bellissima-lettera-per-le-54mila-firme-raccolte/">(presa da Articolo 21)</a></strong></em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/corrado-guzzanti-laiart-ritira-la-denuncia/">Corrado Guzzanti: l&#8217;Aiart ritira la denuncia</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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		<title>Intouchables, ovvero le eccezioni della satira</title>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 Sep 2012 17:31:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>«Se cominciamo a chiederci se abbiamo il diritto di disegnare o meno Maometto, se è pericoloso oppure no, la domanda successiva sarebbe &#8220;possiamo rappresentare dei musulmani nel giornale?&#8221;, e quindi la domanda diventerà &#8220;per caso possiamo rappresentare degli esseri umani nel giornale?&#8221; ecc. E alla fine non disegneremmo più niente, e il manipolo di estremisti [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/09/censura.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-10842" title="censura" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/09/censura-300x257.jpg" alt="" width="300" height="257" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/09/censura-300x257.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/09/censura.jpg 428w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>«Se cominciamo a chiederci se abbiamo il diritto di disegnare o meno Maometto, se è pericoloso oppure no, la domanda successiva sarebbe &#8220;possiamo rappresentare dei musulmani nel giornale?&#8221;, e quindi la domanda diventerà &#8220;per caso possiamo rappresentare degli esseri umani nel giornale?&#8221; ecc. E alla fine non disegneremmo più niente, e il manipolo di estremisti che si agitano nel mondo e in Francia avrà definitivamente vinto!». <span id="more-10841"></span><br />Non poteva dirlo meglio il direttore della rivista satirica <em>Charlie Hebdo</em>, nell&#8217;occhio del ciclone per le vignette &#8220;blasfeme&#8221; su Maometto che stanno infiammando il dibattito sulla libertà di satira in Francia e nel mondo intero.<br />Eppure, anche tra chi non appartiene ad alcuna chiesa, si levano voci di dissenso sulle pubblicazioni che offenderebbero il sentimento religioso. Bene, allora forse è il caso di stilare una classifica dei sentimenti e indicare quali possono essere sbeffeggiati dalla satira e in quale misura (stante poi il poter misurare col metro l&#8217;offesa), e quali no. Perché non si capisce come mai un politico, una star, un partito o una categoria di persone possano essere caricaturizzati mentre la religione e le sue icone sono intoccabili (<em>intouchables</em>, come dice <em>Charlie Hebdo</em>). C&#8217;è sentimento e sentimento? La satira politica non offende e quella religiosa sì?</p>
<p>Il punto, almeno tra chi non coltiva un culto, non è questo, ma piuttosto una strisciante confusione tra causa ed effetto che fa percepire la prima come deprecabile se il secondo degenera. In altri termini, se la raffigurazione di un ridicolo Maometto non scatenasse la violenza fondamentalista islamica nessuno ci troverebbe qualcosa da ridire, così come succede con le tante &#8220;profanazioni&#8221; di Cristo in croce che però difficilmente portano a bombe e stragi (conducevano alla tortura e al rogo solo fino a qualche centinaio di anni fa, ma questo è un altro discorso). I cristiani storcono il naso, si girano dall&#8217;altra parte e se offesi ricorrono ai tribunali. Idem per le eventuali denigrazioni politiche. Sarà poi la legge a giudicare se si tratta di satira o diffamazione. </p>
<p>Sembra quindi che la differenza tra satira &#8220;buona&#8221; e satira &#8220;cattiva&#8221; la faccia la reazione, non l&#8217;azione in sé. E questo a prescindere dal buon o cattivo gusto del vignettista di turno. Un po&#8217; come succedeva negli anni della rivoluzione femminista. Le minigonne erano tollerate (se pur <em>obtorto collo</em>) dai benpensanti, salvo poi venir additate come &#8220;giusta causa&#8221; in caso di violenza sessuale. &#8220;Se l&#8217;è cercata, visto come andava in giro&#8221; è l&#8217;aberrante frase che abbiamo sentito in più di un processo per stupro. <em>Mutatis mutandis</em>, lo stesso discorso lo sentiamo oggi a proposito delle violenze fondamentaliste &#8220;ingenerate&#8221; dalle pubblicazioni blasfeme, come se la brutalità possa avere una qualche forma di giustificazione dovuta alla provocazione.<br />Il discorso si sposta quindi dall&#8217;effetto, orrendo e ingiustificabile, alla causa, la libertà di satira.</p>
<p>E invece no. La libertà di espressione va difesa tanto quanto va condannata senza scusanti l&#8217;azione letale di chi si sente autorizzato alla strage in nome di dio o di qualsiasi &#8220;sentimento&#8221; sul quale si sente offeso. In questo senso le parole del nostro ministro degli Esteri Giulio Terzi non rassicurano certo: «Ci sono dei sensazionalismi irresponsabili da parte di chi utilizza spesso a proprio vantaggio personale, anche nel mondo occidentale, queste grandi sensibilità [religiose, ndr] che devono essere rispettate». C&#8217;è sensibilità e sensibilità, dunque e quella religiosa non può essere toccata pena la strage (per &#8220;irresponsabilità&#8221; di chi osa il dileggio). Il che significa dare dignità a folli gesti di pazzi scatenati colpiti nella loro &#8220;sensibilità&#8221;. Che a questo punto, per estensione, potrebbe essere non solo religiosa, ma anche politica, sessuale, di appartenenza a una qualunque categoria ideologica, sociale, di pensiero. </p>
<p>«E alla fine non disegneremmo più niente, e il manipolo di estremisti che si agitano nel mondo e in Francia avrà definitivamente vinto». Appunto. </p>
<p><strong>Cecilia Calamani</strong> &#8211; <a href="http://cronachelaiche.globalist.it/Detail_News_Display?ID=35414">Cronache Laiche</a></p>
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		<title>Darwin crocefisso (anche) in Corea</title>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Jun 2012 18:21:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Succede anche nel “nuovo mondo”. Anche in Corea del Sud i creazionisti sono riusciti a“crocifiggere Darwin” e a cacciarlo, di fatto, dalla scuola. E sì che la “tigre asiatica” vanta la maggiore percentuale di giovani laureati al mondo: nella fascia di età compresa tra 25 e 34 anni, infatti, il 63% dei coreani ha conseguito [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Succede anche nel “nuovo mondo”. Anche in <strong>Corea del Sud</strong> i creazionisti sono riusciti a“crocifiggere Darwin” e a cacciarlo, di fatto, dalla scuola.</p>
<p>E sì che la “tigre asiatica” vanta la maggiore percentuale di giovani laureati al mondo: nella fascia di età compresa tra 25 e 34 anni, infatti, il 63% dei coreani ha conseguito un titolo di studio nel terzo livello di educazione. <span id="more-10641"></span><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone" title="corea" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/0/08/Feb_2011_Heavy_Snow_on_the_Korean_Peninsula.jpg" alt="" width="214" height="243" />Pur essendo una nazione di dimensioni demografiche ed economiche medie, occupa la quinta posizione al mondo – dopo Usa, Cina, Giappone e Germania – per spesa assoluta in R&amp;S, ricerca scientifica e sviluppo tecnologico. Da molti anni, è nel novero dei quattro o cinque paesi al mondo (con Israele, Svezia, Finlandia e Giappone) che hanno centrato quello che in Europa è noto come“obiettivo di Barcellona”: un’intensità di investimenti in R&amp;S pari ad almeno il 3% del Prodotto interno lordo (Pil): di cui almeno l’1% di investimenti statali e oltre il 2% di investimenti privati. Grazie a questa scommessa sull’educazione, sulla ricerca scientifica e sull’innovazione tecnologica la Corea del Sud ha segnato performance economiche di valore assoluto. Dopo la Cina è il paese che negli ultimi 30 anni ha fatto registrare la maggiore crescita del Pil al mondo. Il reddito medio pro-capite, che nel 1980 era un quarto rispetto a quello italiano, da un paio di anni ha superato il nostro. L’indice di Gini, che misura la disuguaglianza sociale, è diminuito: oggi la distribuzione del reddito è di gran lunga più equa in Corea che in Italia. Inoltre il paese asiatico è leader al mondo della cosiddetta “green economy”.</p>
<p>Ebbene in questo paese, che è considerato a giusta ragione l’<strong>avanguardia assoluta dell’”economia della conoscenza”</strong>, una minoranza organizzata – la “Società per la revisione dei testi scolastici”, legata all’Associazione coreana per la ricerca sul creazionismo – ha lanciato una campagna per espungere dai libri di testo i riferimenti all’evoluzione biologica: no a ogni richiamo all’evoluzione biologica dell’uomo, via persino ogni riferimento all’evoluzione del cavallo, che nessuno provi a indicare nell’<em>Archaeopteryx</em> una linea evolutiva che lega i dinosauri agli uccelli.</p>
<p>Dunque, neppure i paesi emergenti – che qualcuno ha definito il “nuovo mondo” – sono immuni da <strong>forme di irrazionalismo</strong>di massa con marcati caratteri antiscientifici che si condensano quasi sempre in una “crocefissione di Darwin”. Proprio come succede negli Stati Uniti, il paese tradizionalmente leader della società della conoscenza.</p>
<p>Proprio come negli Stati Uniti, in Corea il creazionismo ha una diffusione di massa: uno su tre degli abitanti del paese asiatico non crede nell’evoluzione biologica e, tantomeno, nell’evoluzione biologica dell’uomo. E proprio come negli Stati Uniti questo sentimento trova espressione in movimenti organizzati che conseguono successi concreti: la gran parte degli editori di testi scolastici coreani, come riporta la rivista <em>Nature</em> in un recente reportage da Seul, ha aderito alla richiesta della “Società per la revisione dei testi scolastici” e ha espunto ogni riferimento all’evoluzione nei libri destinati agli studenti delle scuole medie. Il problema è che in Corea la gran parte degli insegnanti – anche degli insegnanti di biologia – non crede nell’evoluzionismo. E che persino l’Istituto Coreano di Studi Avanzati di Scienza e Tecnologia, il più importante del paese, ha display creazionisti nel suo campus e un’Associazione di professori e studenti creazionisti piuttosto numerosa e agguerrita.</p>
<p>Come mai questa contraddizione? Come mai nei paesi scientificamente e tecnologicamente all’avanguardia – dagli Stati Uniti alla Corea, appunto – c’è una <strong>cultura antidarwiniana</strong> così diffusa? A differenza che in America, gli antidarwiniani della Corea non hanno una forte connotazione religiosa. Dunque, occorre cercare spiegazioni più profonde. Una prima ipotesi è che la cultura scientifica abbia avuto occasione di produrre risultati pratici, ma non è stata ancora metabolizzata né in Corea né negli Stati Uniti (dove il 40% della popolazione non crede nell’evoluzione biologica). Un’ipotesi di spiegazione, forse più profonda, fornita anni fa dall’antropologo americano Christopher P. Toumey è che le manifestazioni di irrazionalismo si affermano e gli «scienziati di Dio»scendono in campo quando in una società tecnologicamente avanzata quando diventa egemone un preciso modello di cultura scientifica: il modello banale della scienza. Un approccio culturale, intrinsecamente «pragmatista», che guarda all’impresa scientifica solo come a una fonte di prodotti di consumo. Questo modello non ha bisogno di un’epistemologia forte, ma solo di una collezione di fatti. Non ha bisogno di senso critico e di scelte. Delega agli esperti la soluzione dei problemi, pratici, metodologici e soprattutto teorici, mentre, scrive Toumey, «invita a rispettare i simboli della scienza, piuttosto che a comprenderne i contenuti».</p>
<p>Forse è questo modello culturale di interpretazione della scienza che si sta affermando anche in Corea. E rischia di minare alla base la società globale della conoscenza. Converrebbe discuterne. E non far finta di niente.</p>
<p><strong>Pietro Greco &#8211; <a title="sir" href="http://www.scienzainrete.it/contenuto/articolo/darwin-crocefisso-anche-corea">Scienza in Rete</a></strong></p>
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		<title>Tutto è fatidico</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Apr 2012 09:30:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>“Tutto è fatidico” scriveva Stephen King che intitolava così una sua bella raccolta di racconti del 2002, e nessuna frase sembra più adatta per descrivere le strane coincidenze che da tanti anni a questa parte vanno in una sola direzione nel nostro paese. Quella sessuofobica e antiscientifica. L’ultima di questa serie di misteriose coincidenze che [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone" title="king" src="http://www.zerorelativo.it/item_files/6/3/5/8/4/th_medium_item_48536.jpg" alt="" width="200" height="200" />“<em>Tutto è fatidico</em>” scriveva Stephen King che intitolava così una sua bella raccolta di racconti del 2002, e nessuna frase sembra più adatta per descrivere le strane coincidenze che da tanti anni a questa parte vanno in una sola direzione nel nostro paese. Quella <strong>sessuofobica</strong> e <strong>antiscientifica</strong>.<span id="more-10550"></span></p>
<p>L’ultima di questa serie di misteriose coincidenze che portano l’Italia ad essere un paese culturalmente arretrato è la presunta forbice censoria che ha cancellato la parola <em><strong>preservativo</strong></em> dalla versione italiana del libretto di avvertenze che l’OMS ha diramato in occasione della vigilia degli Europei di Calcio 2012 che si svolgeranno in Ucraina e Polonia. «<em>Un banale refuso</em>» si è affrettato a rispondere il ministro Balduzzi alle proteste della Lila (Lega Italiana per la lotta all’Aids), annunciando l’ennesima verifica ministeriale che ovviamente si concluderà con un nulla di fatto. Ci vorrà ben altro per de-sacconizzare il ministero della Salute italica, purtroppo.</p>
<p>Se questo fosse l’unico evento “casuale” degli ultimi anni tutti i nostri dubbi e le nostre ironie potrebbero essere catalogate come “paranoie anticlericali”, ma purtroppo le cose non stanno così. Quanto è avvenuto è solo l’ultimo di una serie di scivoloni goffi e maldestri degli integralisti cattolici che gestiscono l’informazione televisiva e governativa e reputano questo paese come l’ultima linea Maginot dalla quale non arretrare ad alcun costo (ricordiamo a puro titolo esplicativo che non più tardi di sei mesi fa arrivò il <strong>diktat a Radio Rai</strong> secondo cui la parola <em>preservativo</em> non si poteva dire per far propaganda contro l’Aids, diktat di cui nessuno, a quanto ci è dato di sapere, ha pagato pegno), ma quello che preoccupa è ben altro.</p>
<p>Preoccupa il fatto che nelle scuole in cui vanno i nostri figli è ancora tabù proporre l’<strong>installazione di distributori automatici di preservativi</strong> a prezzi popolari, pena l’arrivo di impavidi crociati che ci ricordano i fini biblici della procreazione. Preoccupa il fatto che siamo rimasti uno degli ultimi paesi in cui l’insegnamento dell’<strong><a href="http://www.cronachelaiche.it/2010/04/educazione-sessuale-nelle-scuole-perche-si/" target="_blank">educazione sessuale a scuola</a></strong> è ancora proibito. Preoccupa il fatto che non ci sia uno straccio di partito politico che metta questi temi (insieme a molti altri) non in cima alla lista delle priorità ma neanche sul fondo di questa. Semplicemente questi temi in politica non devono esistere, pena perdere <strong>i voti dei cattolici</strong>. Dei voti dei laici, come abbiamo sempre detto non importa niente a nessuno.</p>
<p>È una situazione vergognosa, tanto per usare un blando eufemismo, ma tanto già lo sappiamo: il nostro è il paese dell’inerzia fatta ragion di stato, del “<em>finché la barca va lasciala andare</em>”, del “<em>gioca coi fanti e lascia stare i santi</em>” eccetera eccetera. E così avremo altre censure sulla parola preservativo, altri film che come Agorà o Brian di Nazareth troveranno difficoltà ad uscire per impedimenti commerciali o scuse assurde, altri baci omosessuali censurati nelle serie tv, e di fenomeni, come quello dell’eutanasia clandestina, di cui semplicemente non si deve parlare.</p>
<p>Eventi casuali o fatali, per l’appunto.</p>
<div id="cercaAutore"><strong>Alessandro Chiometti</strong></div>
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		<title>MA ANCHE IL VANGELO?!!!</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Oct 2010 19:03:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Per la serie &#8220;al peggio non c&#8217;è mai fine&#8221; sapete cosa è successo durante la visita del Papa in Sicilia? No, non lo potete sapere se non siete lettori di &#8220;Micromega&#8221; o de &#8220;il Fatto&#8221;. A Palermo durante i controlli pre-visita sono stati sequestrati dalla DIGOS e quindi rimossi dalla pubblica vista due striscioni che [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Tahoma; font-size: x-small;">Per la serie &#8220;al peggio non c&#8217;è mai fine&#8221; sapete cosa è successo durante la visita del Papa in Sicilia? No, non lo potete sapere se non siete lettori di &#8220;Micromega&#8221; o de &#8220;il Fatto&#8221;.</span></p>
<p><span style="font-family: Tahoma; font-size: x-small;">A Palermo durante i controlli pre-visita sono stati sequestrati dalla DIGOS e quindi rimossi dalla pubblica vista due striscioni che potevano urtare la sensibilità del pontefice.<span id="more-2567"></span></span></p>
<p><span style="font-family: Tahoma; font-size: x-small;">Sia ben chiaro, come ricorda P.Flores D&#8217;Arcais nell&#8217;articolo su MM, lo striscione sarebbe stato LEGITTIMO anche se sopra ci fosse stato scritto &#8220;abbasso Ratzinger&#8221;. Questo perchè, IN LINEA PURAMENTE TEORICA, siamo in una democrazia in cui la libertà di espressione è garantita dalla Carta Costituzionale.</span></p>
<p><span style="font-family: Tahoma; font-size: x-small;">Ma qui veniamo alle comiche: nel primo striscione della libreria palermitana &#8220;Altroquando&#8221; c&#8217;era scritta l&#8217;incredibile minaccia &#8220;I LOVE MILINGO&#8221;&#8230; difficile pensare che questo possa essere un insulto&#8230; ma tant&#8217;è che non c&#8217;è mai limite al ridicolo di chi vuol essere più papista del papa e quindi veniamo al secondo striscione rimosso e sequestrato, dove c&#8217;era scritta la tremenda frase: &#8220;La mia casa è casa di preghiera ma voi ne avete fatto una spelonca di ladri&#8221;. </span></p>
<p><span style="font-family: Tahoma; font-size: x-small;">Cos&#8217;è vi suona familiare? Beh, normale è puro VANGELO! Matteo 21,13 per la precisione.</span></p>
<p><span style="font-family: Tahoma; font-size: x-small;">Il tutto sotto il silenzio assordante dei cosidetti &#8220;mezzi di informazione&#8221; (eccezione fatta per il già ricordato quotidiano di Padellaro e Travaglio). </span></p>
<p><span style="font-family: Tahoma; font-size: x-small;">Stiamo assistendo a uno scempio quotidiano della nostra costituzione per la sudditanza nei confronti del Vaticano delle forze politiche che controllano quelle di sicurezza.</span></p>
<p><span style="font-family: Tahoma; font-size: x-small;">Cosa possiamo fare? Intanto firmiamo <a href="http://temi.repubblica.it/micromega-appello/?action=vediappello&amp;idappello=391188" target="_blank">l&#8217;appello di MicroMega</a></span><span style="font-family: Tahoma; font-size: x-small;">&#8230; per il resto&#8230;. &#8220;<em>non può piovere per sempre</em>&#8220;.</span></p>
<p><span style="font-family: Tahoma; font-size: x-small;"> </span></p>
<p><span style="font-family: Tahoma; font-size: x-small;"><strong>Alessandro Chiometti</strong></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/ma-anche-il-vangelo/">MA ANCHE IL VANGELO?!!!</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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