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	<title>cedu Archivi - Associazione Culturale Civiltà Laica</title>
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	<description>Per un movimento culturale volto a difendere la Laicità dello Stato.</description>
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		<title>La grande vittoria di quelli che #iostoconibambini</title>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Jan 2017 10:43:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Lasciamo perdere per una volta le facile battute del tipo che anche Don Cantini usava lo stesso slogan. Lasciamo perdere che tutti noi laici sappiamo che dei bambini a questi tizi non glie n&#8217;è mai fregato niente se non come scusa per imporre i propri dogmi medievali. E lo diciamo a ragion veduta, perché a [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/index.php/la-grande-vittoria-iostoconibambini.html/pensieribn" rel="attachment wp-att-14002"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft  wp-image-14002" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2017/01/pensieriBN-1024x671.jpg" alt="" width="422" height="276" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2017/01/pensieriBN-1024x671.jpg 1024w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2017/01/pensieriBN-300x197.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2017/01/pensieriBN-768x503.jpg 768w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2017/01/pensieriBN-244x160.jpg 244w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2017/01/pensieriBN-430x280.jpg 430w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2017/01/pensieriBN.jpg 1080w" sizes="(max-width: 422px) 100vw, 422px" /></a></p>
<p>Lasciamo perdere per una volta le facile battute del tipo che anche Don Cantini usava lo stesso slogan.</p>
<p>Lasciamo perdere che tutti noi laici sappiamo che dei bambini a questi tizi non glie n&#8217;è mai fregato niente se non come scusa per imporre i propri dogmi medievali. E lo diciamo a ragion veduta, perché a coloro che interessano i bambini si preoccupano di fargli avere informazioni corrette sulla loro sessualità e non fesserie che gli causeranno traumi nella pubertà. Coloro a cui stanno a cuore veramente i bambini si preoccuperebbero di far emanare severe leggi antibullismo invece di boicottarle. Oppure, ancora più semplicemente, se ti interessa qualcosa dei bambini fai sentire la tua protesta quando viene distrutta la scuola pubblica non quando tolgono il crocifisso o vogliono inserire l&#8217;educazione sessuale.</p>
<p>Veniamo al dunque.</p>
<p>L&#8217;altro giorno la “Grand Chambre” di Strasburgo, ovvero l&#8217;equivalente dell&#8217;appello alle decisioni della Corte Europea dei Dirtti Umani ha ribaltato la sentenza su un caso di maternità surrogata. confermando la persistente schizofrenia del sistema CEDU.</p>
<p>Il caso in esame riguardava una coppia italiana sterile che, tanto per usare il meschino vocabolario di quelli che #iostoconibambini, aveva comprato un bambino in Russia.</p>
<p>Il tribunale italiano glie lo aveva quindi tolto non sussistendo legame biologico con i genitori e affidato a un&#8217;altra famiglia.<br />
La Corte Europea aveva dato ragione alla coppia che aveva “comprato” il bambino, affermando che la giustizia italiana aveva violato l&#8217;art. 8 della Convenzione dei Diritti dell&#8217;Uomo (diritto alla vita privata e familiare, per inciso lo stesso articolo a cui quelli che #iostoconibambini si appellano quando pretendono che la scuola non deve occuparsi dell&#8217;educazione sessuale), la Grand Chambre invece da ragione al tribunale italiano che dicono “avrebbe agito nell&#8217;interesse superiore del bambino” e “posto un freno alla pratica della surrogancy”.</p>
<p>Ora lungi da noi da far capire l&#8217;ipocrisia di sostenere che se adotti un figlio pagando decine di migliaia di euro (fatturabili e non) alle varie associazioni benefiche che gestiscono de facto il business dell&#8217;adozione va tutto bene, mentre se vai in Russia e fai la pratica (peraltro legale in quel paese ) della maternità surrogata no. Per qualche strano e contorto meccanismo mentale nel primo caso si tratta di “comprare” un bimbo e quindi di “mercificare” il corpo della donna. Nel secondo caso si tratta di fare del bene adottandolo rimpinguando le casse di funzionari corrotti che gestiscono i famigerati orfanotrofi dell&#8217;est. Per non parlare dei recenti scandali nostrani <a href="http://torino.repubblica.it/cronaca/2017/01/16/news/anna_enzo_b_mi_ha_illusa_7_anni_adesso_so_che_l_adozione_promessa_non_arrivera_mai_-156118426/">riportati dai giornali</a>.</p>
<p>Insomma cosa ha stabilito in buona sostanza la Grand Chambre? Che è lo Stato e il in particolare il giudice del tribunale a stabilire cosa è “interesse superiore del bambino”. E che sempre il tribunale ha il diritto di condannare moralmente anche chi non commette reato (il reato si commette quando si viola una legge di un dato paese, nessuno può essere condannato per aver comprato droga in un coffe shop di Amsterdam, quindi nessuno può essere condannato per aver usufruito della maternità surrogata in Russia) allontanando anche la prole se questo giudice reputa che non può crescere sana (il figlio era a tutti gli effetti della prima coppia stando alla legge russa).<br />
Ovviamente in questo caso il giudice era “facilitato” dal fatto che non ci fosse legame genetico fra la coppia rientrante in Italia e il neonato, tuttavia mentre quelli che #iostoconibambini scrivono commenti entusiasti ci piacerebbe ragionare (non con loro perché è impossibile) su quali possano essere le conseguenze di questa sentenza.</p>
<p>Non troppo tempo fa, un giudice mise “nero su bianco” che un ragazzo non cresceva bene con la madre perché si era iscritto ai giovani comunisti, formazione estremista e quindi segno di disagio. Dopo la sentenza della Grande Chambre si aprono inquietanti prospettive, chissà chi saranno i prossimi ritenuti indegni dai giudici?</p>
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		<title>Sentenze Cedu e libertà religiosa</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/sentenze-cedu-e-liberta-religiosa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Apr 2013 19:47:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
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		<category><![CDATA[cedu]]></category>
		<category><![CDATA[dagoberto frattaroli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Di recente la Corte Europea per i diritti dell’uomo (Cedu), organo giurisdizionale del Consiglio d’Europa, si è pronunciata su quattro casi riguardanti presunte violazioni dei diritti umani nei confronti di alcuni cittadini di religione cristiana in Gran Bretagna. Il Consiglio d’Europa, organismo internazionale (da non confondere con l’Unione Europea) costituito da 47 Stati con il [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Di recente la Corte Europea per i diritti dell’uomo (Cedu), organo giurisdizionale del Consiglio d’Europa, si è pronunciata su quattro casi riguardanti presunte violazioni dei diritti umani nei confronti di alcuni cittadini di religione cristiana in Gran Bretagna. <span id="more-11366"></span>Il Consiglio d’Europa, organismo internazionale (da non confondere con l’Unione Europea) costituito da 47 Stati con il fine di promuovere la democrazia e i diritti dell’uomo, si è dotato di una corte di giustizia, la Cedu appunto, per decidere sui casi di presunta violazione dei diritti umani in danno di cittadini degli Stati membri.</p>
<p><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2013/04/Europa.png"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-11367" alt="Europa" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2013/04/Europa-300x249.png" width="300" height="249" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2013/04/Europa-300x249.png 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2013/04/Europa-1024x849.png 1024w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2013/04/Europa.png 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><br />
I quattro casi all’esame della Corte hanno in comune il fatto che si tratta di controversie tra lavoratori e datori di lavoro, che avrebbero applicato ingiuste sanzioni &#8211; in alcuni casi anche il licenziamento &#8211; a causa del comportamento tenuto dai dipendenti sul posto di lavoro, comunque riconducibile a motivi religiosi.<br />
Due di questi ricorsi riguardavano dipendenti che indossavano simboli religiosi mentre negli altri due casi i lavoratori hanno tenuto, in applicazione delle proprie convinzioni religiose, comportamenti in contrasto con l’incarico professionale loro assegnato.<br />
In tutti i casi, di fronte alla contestazione del datore di lavoro i lavoratori avevano reagito appellandosi alla libertà di espressione religiosa, secondo loro gravemente lesa dal comportamento discriminatorio tenuto in loro danno.<br />
Uno solo di questi ricorsi è stato accolto, mentre gli altri hanno visto soccombere il lavoratore.<br />
La Corte europea sembrerebbe non aver tenuto un atteggiamento uniforme nei confronti dei quattro casi in esame ma la contraddittorietà è solo apparente poiché le sentenze riflettono la diversità delle fattispecie sottostanti.<br />
In dettaglio, la Corte ha accolto il solo ricorso presentato da un’impiegata della compagnia aerea inglese British Airways alla quale era stato proibito di indossare i propri simboli religiosi, in particolare il crocefisso, in quanto un regolamento interno della compagnia vietata a tutti i dipendenti di indossare spille, catenine o gioielli. In tale divieto la Corte di Strasburgo ha ravvisato una violazione della Convenzione europea sui diritti dell’uomo sulla libertà di pensiero, coscienza e religione e ha dato ragione all’impiegata.<br />
Negli altri casi, uno solo era direttamente confrontabile con il precedente ed è quello di una infermiera che insisteva nell’indossare il crocefisso nonostante l’ospedale ove lavorava lo vietasse per evidenti motivi igienico-sanitari. Di fronte al persistere del comportamento l’ospedale ha preso dei provvedimenti contro i quali è ricorsa l’infermiera, vedendosi però dare torto dalla Corte europea.<br />
Gli altri due casi, anch’essi rigettati dalla Corte, erano in parte diversi perché si trattava di un ufficiale di stato civile addetto alla tenuta dei registri anagrafici che si era rifiutato di registrare una coppia omosessuale in quanto atto contrario alla sua fede personale e il caso di un assistente sociale che, nell’espletamento del suo lavoro, non aveva trattato le coppie omosessuali allo stesso modo di quelle eterosessuali.<br />
Ora resta da capire quali sono i motivi per cui la Corte europea ha deciso diversamente tra casi molto simili: qual è stato il criterio che ha fatto sì che una sentenza fosse favorevole a chi indossava simboli religiosi e le altre tre sentenze fossero invece contrarie?<br />
La posizione dei giudici europei non è stata semplicemente quella di scegliere tra due opposte e distanti posizioni: la prima che impone l’affermazione piena e incondizionata del diritto di espressione religiosa e la seconda consistente invece nell’applicazione di un principio laico stretto che fa divieto di mostrare ostentatamente nei posti di lavoro pubblico il proprio credo religioso, soprattutto quando attuato con intenti intimidatori o di proselitismo, oppure di modificare la propria mansione lavorativa in relazione al credo praticato.<br />
La scelta non è stata così semplice e tranciante, ma più articolata e sfumata.<br />
La Corte ha così ragionato: la libertà di espressione religiosa è un diritto fondamentale dell’individuo che può però trovare limitazioni in presenza di gravi ragioni e con senso della misura. Si tratta quindi di un principio non assoluto, ma applicabile caso per caso, e il giudizio può esprimersi in soluzioni diverse.<br />
La Corte ha quindi confrontato il diritto religioso della lavoratrice inglese con la necessità per la compagnia aerea di mantenere una divisa uniforme per i propri dipendenti e ha deciso che il diritto individuale fosse più importante.<br />
Viceversa nel caso dell’infermiera dove la Corte ha invece ritenuto che i rischi per la salute dei pazienti fossero ragione sufficiente per vietare monili pericolosi in corsia, come ad esempio le croci pendule, e quindi alla lavoratrice ha dato torto.<br />
Negli altri due casi, in realtà diversi dai precedenti, la Corte ha ritenuto che il dovere di espletare il proprio incarico di dipendente pubblico non permettesse al dipendente di esercitare l’obiezione di coscienza nei confronti di comportamenti ritenuti contrari alla propria fede.<br />
Delle sentenze Cedu non potrà fare a meno di tenerne conto anche la nostra magistratura ove chiamata a decidere su casi simili, perché non dobbiamo credere che le vicende giudiziarie trattate siano così lontane e diverse dalle nostre. In realtà nei casi inglesi si ritrovano i lineamenti di vicende analoghe verificatesi in casa nostra. Ricordo per esempio la valutazione derogatoria applicata da un p.m. al velo che copre il volto di una donna rispetto all’applicazione delle leggi di pubblica sicurezza e il ben più importante e diffuso fenomeno dell’obiezione di coscienza in materia di aborto che ha condotto a gravi limitazioni del servizio pubblico da parte di parecchi ospedali italiani dove non è più possibile praticare l’interruzione della gravidanza oppure farlo solo con gravi disagi.<br />
Il principio riaffermato dalla Cedu mi sembra condivisibile e andrà declinato caso per caso senza prevaricazioni e con equilibrio. Il diritto di espressione religiosa è in Italia previsto dalla Costituzione ma esso non è dogmaticamente incomprimibile ma può e deve essere temperato e contenuto laddove particolari circostanze facciano prevalere interessi collettivi o di rango più elevato.<br />
Da ultimo vorrei ricordare che prendendo lo spunto dalle sentenze Cedu le frange cattoliche più integraliste e la stampa sensazionalista hanno subito gridato alla persecuzione religiosa in danno dei cristiani, ripresentando il consueto messaggio di una emarginazione o persecuzione in atto verso la religione ed il cristianesimo anche nei paesi europei<br />
Ragionevolmente non mi pare esista alcun preconcetto attacco laicista, né in Italia né in Europa, contro i simboli religiosi, come dimostrano i milioni di persone che ostentano indisturbati una croce sul posto di lavoro e i crocefissi che, in Italia, continuano a presenziare al pubblico insegnamento nelle aule scolastiche e alle sentenze nelle aule di giustizia.<br />
Dagoberto Frattaroli</p>
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		<title>La sentenza sentenzia: l&#8217;Europa non ci salverà</title>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Mar 2011 15:41:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Noi che speravamo nell&#8217;Europa siamo costretti a fare i conti con la dura realtà: l&#8217;Europa, fondamentalmente, se ne frega del nostro paese. La sentenza definitiva di Strasburgo coglie impreparati i laici che al massimo si aspettavano una soluzione cerchiobottista che pur confermando l&#8217;impianto del primo grado (passato all&#8217;unanimità, ricordiamocelo) trovasse una soluzione che permetteva all&#8217;Italia [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Noi che speravamo nell&#8217;Europa siamo costretti a fare i conti con la dura realtà: l&#8217;Europa, fondamentalmente, se ne frega del nostro paese.<br />
La sentenza definitiva di Strasburgo coglie impreparati i laici che al massimo si aspettavano una soluzione cerchiobottista che pur confermando l&#8217;impianto del primo grado (passato all&#8217;unanimità, ricordiamocelo) trovasse una soluzione che permetteva all&#8217;Italia di cavarsela senza pagar dazio.<br />
Invece si è avuta una sentenza che ribalta in modo totale il primo grado della CEDU e riconosce come valide le argomentazioni dello stato italiano (tranne una quella sul significato culturale e non religioso del crocifisso) dicendo che: «la decisione di perpetuare o meno una tradizione dipende dal margine di discrezionalità degli Stati convenuti» e che «a Corte considera che non è suo compito prendere posizione in un dibattito tra giurisdizioni interne».<span id="more-9765"></span><br />
<span style="font-family: Tahoma,sans-serif;"><img decoding="async" style="width: 400px; height: 328px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_TluBe0EO0z0/S9Fn-vHgvXI/AAAAAAAACXA/bXCjfiFTCNQ/s1600/SINCRETISMO1+-+base.jpg" alt="" /></span></p>
<p>Il discorso dirimente infine è che quel simbolo (macabro) appeso sulle mura scolastiche non influenza gli studenti e non toglie la possibilità ai loro genitori di educarli come meglio ritengono opportuno.</p>
<p>La sentenza dice anche che la discriminazione religiosa in questo caso non c&#8217;entra perché, in buona sostanza, l&#8217;insegnamento di quella religione non è obbligatorio, perché nessuno vieta ai ragazzi di portare altri simboli religiosi, e perché in alcune scuole si festeggia la fine del ramadan (quali non è dato sapere dalla sentenza).</p>
<p>Se l&#8217;impressione che avete è quella che, di fatto, l&#8217;Europa “se ne lava le mani” del nostro paese dovreste prima domandarvi cosa vi sareste dovuti aspettare dopo le reazioni isteriche che hanno accomunato destra, sinistra e istituzioni unificando, come quasi mai accade, questo paese. Ed un altra domanda che dovreste porvi, voi laici, è “ma a noi chi ci rappresenta?”</p>
<p>Alcune considerazioni pratiche, senza aspettare gli addetti ai lavori che analizzeranno a fondo la questione.</p>
<p>Le folcloristiche sentenze italiane che arrivavano a dire che il crocifisso è un simbolo di laicità sono nei fatti superate e da riformulare, in quanto la CEDU riconosce che il significato prominente del (macabro) simbolo è quello religioso.</p>
<p>La CEDU stabilisce che i simboli appesi non influenzano l&#8217;istruzione degli alunni; quindi innanzitutto chiediamo scusa al sindaco di Adro (maltrattato da destra e sinistra) e riposizioniamo al loro posto i “soli delle Alpi” in quanto è innegabile che sono rappresentativi della cultura e delle tradizioni di quelle terre. Altrove sbizzarritevi: falci e martello, celtiche, simboli fallici&#8230;</p>
<p>Inoltre, dato che la sentenza conferma che non può essere vietato «indossare tenute a connotazione religiosa» un consiglio a tutti gli studenti atei e agnostici, andate a scuola con abiti che vi caratterizzino. Parafrasando la campagna UAAR un bel “DIO NON ESISTE E NON NE HAI BISOGNO” sulla vostra felpa/maglietta farà rispettare i vostri diritti (croci e mezzelune si, scritte filosofiche no? Ci sarebbe da ridere&#8230;).</p>
<p>Infine un ultima riflessione: come testimonia il rammarico di “Noi siamo chiesa” verso questa sentenza, il cattolicesimo italico ha perso un&#8217;altra buona occasione per diventare adulto. Quale autorevolezza ha una Chiesa che spende tutte le sue energie diplomatiche per far salvo un macabro feticcio sul muro invece che per convincere l&#8217;Europa, tanto per fare un esempio banale, ad aumentare la quota da destinare allo sviluppo dei paesi poveri?</p>
<p>Zero. O giù di li. I risultati, cari i miei cattolici, sono sotto gli occhi di tutti.</p>
<p>Alessandro Chiometti</p>
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		<title>CARDIA: UNA GARANZIA</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/cardia-una-garanzia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[civiltalaica]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Apr 2010 12:48:00 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[valerio bruschini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>1) Avendo gi&#224; parlato dell&#8217;intervista concessa al &#8220;Corriere della Sera&#8221; dal Professor Cardia (d&#8217;ora in avanti: PC) [1], passiamo al di Lui intervento&#160; a Palazzo Chigi il 26 Aprile 2010, sempre concernente la evidentemente tormentosa questione della sentenza emessa dalla Corte di Strasburgo sulla rimozione del Crocifisso dalle aule scolastiche. In maniera senz&#8217;altro dotta, Egli [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>
1) Avendo gi&agrave; parlato dell&#8217;intervista concessa al &ldquo;Corriere della Sera&rdquo; dal Professor Cardia (d&#8217;ora in avanti: PC) [1], passiamo al di Lui intervento&nbsp; a Palazzo Chigi il 26 Aprile 2010, sempre concernente la evidentemente tormentosa questione della sentenza emessa dalla Corte di Strasburgo sulla rimozione del Crocifisso dalle aule scolastiche.<br />
In maniera senz&#8217;altro dotta, Egli ha mosso non pochi rilievi, di cui ci pregiamo di fornire una selezione, quasi un florilegio:<br />
&ldquo;Ritengo che la Corte non abbia tenuto conto di alcuni elementi (giuridici e di fatto) &hellip; e sia incorsa in qualche caso in veri e propri errori &hellip;<br />
In primo luogo la Corte ha contraddetto la propria pluridecennale giurisprudenza da almeno due punti di vista. <br />
&hellip; Si tratta &hellip; del principio di sussidiariet&agrave; &hellip; che soltanto nella sentenza sul crocifisso non &egrave; stato utilizzato.<br />
&hellip; ha pretermesso (omesso, tralasciato; NdA) di valutare quanto previsto dallo Statuto del Consiglio d&#8217;Europa del 1949, e quanto scritto nell&#8217;introduzione alla Convenzione europea sulla salvaguardia dei diritti fondamentali dell&#8217;uomo (CEDU 1950)<br />
&hellip; Si tratta di un errore storico e giuridico &hellip;<br />
Altro errore si evidenzia quando la Corte afferma che il crocifisso &egrave; ragionevolmente simbolo del cattolicesimo &#8230;&rdquo; [2].</p>
<p>2) Naturalmente, non avendo alcuna cognizione giuridica, non siamo neppure tentati dal demone di obiettare alcunch&eacute; al PC ed, in ogni caso, la questione verr&agrave; definita, sempre a Strasburgo, il 30 di Giugno del 2010 dalla Grande Chambre.<br />
Nel frattempo, non possiamo non farci latori/messaggeri del grido di dolore, emesso da un nostro amico, dopo aver letto i molto circostanziati rilievi del PC; infatti, questo nostro amico, molto attento a tutto ci&ograve; che concerne il pubblico denaro, ha urlato:<br />
&ldquo;Ma, allora, noi perch&eacute; paghiamo questi incompetenti Giudici di Strasburgo?&rdquo;<br />
Noi, essendo indubbiamente molto pi&ugrave; prosaici, confessiamo che la lettura del testo del PC ci ha fatto tornare in mente un film di Sergio Leone e, pi&ugrave; precisamente, la scena in cui viene letta la sentenza nei confronti di Tuco Benedicto Pacifico Juan Maria Ramirez:<br />
&ldquo;Gi&agrave; ricercato in 14 contee di questo Stato, &egrave; riconosciuto colpevole dei reati di omicidio, rapina a mano armata contro privati, banche e servizi postali di Stato, furto di oggetti sacri, incendio doloso di una prigione di Stato, falsa testimonianza, bigamia, abbandono del tetto coniugale e incitamento alla prostituzione, rapimento a scopo di estorsione, ricettazione, spaccio di monete false, uso di carte da gioco e dadi truccati, aggressione e lesioni a danno di privati&#8230;&rdquo; [3].</p>
<p>3) Tornando dal selvaggio Far West alla civile Italia, non possiamo privare la/il lettrice/lettore delle altre pillole di saggezza dispensate dal PC:<br />
&ldquo;Infine, l&#8217;errore di prospettiva pi&ugrave; grave, nel merito della sentenza, &egrave; quando la Corte non esamina la condizione reale della scuola italiana, del suo assetto (giuridico e di fatto) pluralista, del suo aprirsi alla multiculturalit&agrave;. &#8230;&rdquo; [4].<br />
In questo caso, non abbiamo alcuna difficolt&agrave; a riconoscere che siamo d&#8217;accordo con il PC, ma non per i motivi da Lui addotti, bens&igrave; per i seguenti:<br />
&nbsp;la Corte non ha preso in esame i seguenti fatti:<br />
&#8211; nella Scuola italiana, sono presenti, naturalmente nel pieno rispetto della Legge, solo le/gli insegnanti della Religione cattolica;<br />
&#8211; Loro sono nominate/i dal Vescovo, ma vengono pagate/i dallo Stato italiano;<br />
&#8211; da qualche anno, sempre in base alla Legge, sono le/i sole/i Docenti ad essere ILLICENZIABILI, in barba ad ogni principio di uguaglianza.<br />
Noi abbiamo pure la presunzione di sapere perch&eacute; la Corte non ha esaminato: &ldquo;&#8230; la condizione reale della scuola italiana&rdquo;: per carit&agrave; di Patria, sia pure europea.&nbsp; </p>
<p>4) Infine, &egrave; molto interessante leggere le motivazioni che il PC adduce riguardo al fatto che la Scuola italiana &egrave; aperta alla multiculturalit&agrave;:<br />
&ldquo;&#8230; ammette simboli e pratiche di altre religioni [A questo punto, un ipotetico Marziano penserebbe che, nella Scuola della Repubblica, siano esposti pure i simboli di altre Religioni; errore! (NdA)].<br />
&#8230;Leggi, decreti, circolari e giurisprudenza prevedono la legittimit&agrave; del velo islamico, di altri simboli e vestimenti di derivazione religiosa [Traduciamo: si parla di &ldquo;cose&rdquo; che portano addosso gli individui, non di &ldquo;cose fissate sul muro&rdquo; per decisione dello Stato; (NdA)]<br />
&hellip; verrebbe ad essere sacrificata e discriminata proprio la religione della stragrande maggioranza degli italiani &#8230;&rdquo; [5].<br />
Quest&#8217;ultima affermazione merita un commento a parte, breve, ma deciso e, soprattutto, incontestabile:<br />
in base ad una ricerca, commissionata dalla Conferenza Episcopale Italiana, della cui esistenza il PC avr&agrave; sicuramente contezza/cognizione, i Cattolici, in Italia, sono il 33% della popolazione; tradotto: sono la minoranza pi&ugrave; numerosa, ma pur sempre una minoranza, altro che la : &ldquo;&#8230; stragrande maggioranza &#8230;&rdquo;. <br />
A noi, comunque, non dispiace che si giunga a spacciare una visione artificiale, invece di prendere atto della realt&agrave;, poich&eacute;, storicamente, questo gesto disperato ha sempre caratterizzato le Istituzioni in decadenza.<br />
Tra i molti esempi, casualmente, ci viene in mente quello dell&#8217;Imperatore degli Aztechi, Montezuma, che scambi&ograve; gli Spagnoli, peraltro campioni della Cristianit&agrave;, che stavano per sterminare il Suo popolo, per degli Dei. </p>
<div align="right"><a target="_blank" href="http://www.valeriobruschini.info">Valerio Bruschini<br />
</a></div>
<p>
NOTE<br />
[1] Si veda: <a target="_blank" href="http://civiltalaica.splinder.com/post/22639146/strasburgo-la-lingua-batte">Strasburgo: la lingua batte&#8230;</a>.<br />
[2] <a target="_blank" href="http://www.palazzochigi.it/backoffice/allegati/57343-5961.pdf">Cardia Carlo, Intervento a Palazzo Chigi, 26 Aprile 2010</a>.<br />
Consigliamo vivamente di leggere per intero il suddetto testo, anche perch&eacute; &egrave; una delle migliori dimostrazioni di come il Sapere non solo non &egrave; sempre contro il Potere, ma, anzi, pu&ograve; essere al servizio, peraltro legittimo, del Principe, in questo caso del Principe della Chiesa.<br />
[3] Leone Sergio, Il buono, il brutto, il cattivo, prodotto da Alberto Grimaldi, 1966; indimenticabili sono: Clint Eastwood, Eli Wallach, Lee Van Cleef.<br />
[4] Cardia, cit. <br />
[5] <em>Ibidem</em>.<br />
&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/cardia-una-garanzia/">CARDIA: UNA GARANZIA</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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		<title>STRASBURGO: LA LINGUA BATTE&#8230;</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/strasburgo-la-lingua-batte/</link>
		
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		<pubDate>Wed, 28 Apr 2010 15:40:00 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[crocifissi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>1) Quest&#8217;ultima decade dell&#8217;Aprile 2010 &#232; senz&#8217;altro molto impegnativa per il Professor Carlo Cardia, che insegna Diritto Ecclesiastico all&#8217;Universit&#224; di Roma Tre, poich&#233; sta dando il meglio di s&#233; nel praticare lo sport in cui eccelle: l&#8217;arrampicarsi sugli specchi [1]. Cos&#236;, comunque, Egli offre la dimostrazione migliore delle superiori capacit&#224; che la Fede insuffla/infonde nei [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/strasburgo-la-lingua-batte/">STRASBURGO: LA LINGUA BATTE&#8230;</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>
1) Quest&#8217;ultima decade dell&#8217;Aprile 2010 &egrave; senz&#8217;altro molto impegnativa per il Professor Carlo Cardia, che insegna Diritto Ecclesiastico all&#8217;Universit&agrave; di Roma Tre, poich&eacute; sta dando il meglio di s&eacute; nel praticare lo sport in cui eccelle: l&#8217;arrampicarsi sugli specchi [1].<br />
Cos&igrave;, comunque, Egli offre la dimostrazione migliore delle superiori capacit&agrave; che la Fede insuffla/infonde nei Suoi difensori.</p>
<p>2) Il Professore ha iniziato la Sua ascesa, concedendo un&#8217;intervista al &ldquo;Corriere della Sera&rdquo;, in relazione alla sentenza con cui la Corte di Strasburgo ha decretato che il Crocifisso non deve essere esposto nelle aule scolastiche.<br />
Non ci sarebbe neppure bisogno di dire che il Professor Cardia (d&#8217;ora in avanti: PC) si &egrave; subito avvalso dell&#8217;argomento principe di color che argomenti non hanno:<br />
&ldquo;(La sentenza; NdA) Non approfondisce la questione e la esamina da un punto di vista ideologico&rdquo; [2].<br />
Come &egrave; noto, da circa trent&#8217;anni, i baldi difensori di ogni potere costituito impiegano l&#8217;arma letale, consistente sia nel presentare le proprie concezioni come a-ideologiche, come naturali e perfino pi&ugrave; dei prodotti biologici, sia nello scagliare contro l&#8217;avversario quella che &egrave; diventata una delle accuse pi&ugrave; infamanti: l&#8217;essere ancora posseduti dal demone dell&#8217;ideologia.<br />
Gli &ldquo;esorcisti&rdquo; pi&ugrave; bravi riescono pure a far apparire sul loro volto (di bronzo) un&#8217;espressione di profondo disgusto interiore, mentre pronunciano, e con il dovuto ribrezzo, l&#8217;oscena parola: ideologia.<br />
Forse,&nbsp; PC ritiene che esaminare la questione da un punto di vista religioso costituisca un indicibile progresso; in ogni caso:<br />
&ldquo;Da che pulpito viene la predica!&rdquo;.</p>
<p>3) PC ha, poi, sentenziato che la Corte:<br />
&ldquo;Ha scelto un approccio vetero illuminista secondo il quale la formazione si deve svolgere in un vuoto culturale dove non esiste un passato n&eacute; un futuro da costruire&rdquo; [3].<br />
In questo caso, l&#8217;artificio retorico consiste nell&#8217;appioppare, a quella che &egrave; la bestia nera di tutti i PC di questo mondo: l&#8217;Illuminismo, la qualifica di vetero, termine che, per questa modernit&agrave; fremente per il &#8230; Nulla, emana un tanfo di stantio, fors&#8217;anche di rancido.<br />
Naturalmente, attendiamo con trepidazione che, nella prossima intervista, PC ci illumini d&#8217;immenso sulle fattezze che ha/dovrebbe avere il Neoilluminismo di Suo gradimento.<br />
Comunque, siamo rimasti veramente basiti/attoniti nell&#8217;apprendere che senza il Crocifisso si ha :<br />
&ldquo;&#8230; un vuoto culturale dove non esiste un passato n&eacute; un futuro da costruire&rdquo; [4].<br />
Le/i docenti, nonch&eacute; tutte le persone, che concorrono alla formazione delle nuove generazioni, si sentiranno senz&#8217;altro estremamente valorizzate da questa affermazione, che, inoltre, getta una luce fosca, pur se meritata, su tutte le societ&agrave; precristiane e su tutte quelle contemporanee, che, per loro immensa sfortuna, non si avvalgono del Crocifisso quale ineguagliabile aspiratore del vuoto, altrimenti imperante.<br />
Non osiamo neppure immaginare il vuoto culturale da cui sono afflitti i due miliardi abbondanti di Cinesi e di Indiani, che, nella loro &ldquo;inspiegabile&rdquo; esistenza, non sono stati riempiti dal Crocifisso [5]. <br />
L&#8217;implicita riduzione della Storia dell&#8217;Umanit&agrave; agli ultimi 2000 anni, nonch&eacute; l&#8217;altrettanto implicita &ldquo;restrizione&rdquo; della Terra al solo Occidente, presenti nel discorso di PC, sono l&#8217;equivalente di quanto si &egrave; avuto il coraggio di affermare al convegno dei Creazionisti del 23 Febbraio 2009, presso il CNR (!):<br />
&ldquo;&#8230; le datazioni al radiocarbonio rivelano che i dinosauri si estinsero tra i 20 e i 40.000 anni or sono e, quindi, l&#8217;uomo ha convissuto con loro&rdquo; [6].<br />
Sulla base di queste &ldquo;inconfutabili affermazioni scientifiche, il chimico Hugh Miller, nel numero di Giugno di &ldquo;Radici Cristiane&rdquo;, argomentava:<br />
&ldquo;Prenda per esempio un tirannosauro rex. <br />
Era una creatura terrificante, alta quattro metri.<br />
Ma bastava tenderle un agguato, per esempio con una corda tra due alberi, per farlo cadere rompendosi il collo. <br />
Ed ecco un hamburger di tirannosauro rex per qualche settimana!&rdquo; [7].</p>
<p>4) Sicuramente, la chiusa dell&#8217;intervista di PC, in quanto ad intelligenza, equivale al finale dei fuochi d&#8217;artificio, che sono pi&ugrave; scoppiettanti, fulgidi e rutilanti che pria:<br />
&ldquo;Se una ragazza, in Italia, vuole andare a scuola con il velo islamico lo pu&ograve; fare.<br />
C&#8217;&egrave; un atteggiamento tollerante nei confronti di tutti i simboli religiosi&rdquo; [8].<br />
Cos&igrave;, grazie ad un luminare dell&#8217;Universit&agrave;, scopriamo che l&#8217;individuale decisione di portare il velo, oppure la keffiyyah, &egrave; la stessa identica cosa della presenza, voluta da uno Stato, in un edificio pubblico, del Crocifisso.<br />
Questa, Lui, la chiama tolleranza.<br />
Il fatto che PC sia, interiormente, perfettamente consapevole dell&#8217;insostenibilit&agrave; di quanto da Lui stesso affermato, non rende meno pertinente, con una lieve aggiunta, quanto ebbe a dire Karl Marx, quando usc&igrave; dalla stanza del Comunista Weitling:<br />
&ldquo;L&#8217;ignoranza (voluta) non sar&agrave; mai un argomento&rdquo; [9].</p>
<div align="right"><a target="_blank" href="http://www.valeriobruschini.info">Valerio Bruschini</a></div>
<p>
NOTE<br />
[1] Infatti, il 26 Aprile 2010, ha fatto un intervento a Palazzo Chigi; il 30 dello stesso mese, presenter&agrave; il Suo sicuramente molto pregevole Saggio: &ldquo;Identit&agrave; religiosa e culturale d&#8217;Europa &ndash; La questione del Crocifisso&rdquo;; del primo di questi&nbsp; due eventi daremo conto con un altro testo, onde evitare&nbsp; che il Presidente di Civilt&agrave; Laica &ldquo;azioni la ghigliottina&rdquo;, per l&#8217;eccessiva lunghezza non consona al blog.<br />
[2] Corriere della Sera, Gioved&igrave;, 26 Aprile 2010.<br />
[3] <em>Ibidem</em>.<br />
[4] <em>Ibidem</em>.<br />
[5] Noi ci riferiamo esclusivamente al Crocifisso esposto/imposto nei pubblici edifici, non a quello che ognuno &egrave; libero di avere in casa, oppure su di s&eacute;, ancor meno a quello che le persone hanno nel cuore.<br />
[6] Dalla Casa Stefano, Hamburger di tirannosauro, L&#8217;ATEO, Catastrofi e punizioni, p.27, Marzo-Aprile 2010.<br />
[7] <em>Ibidem</em>.<br />
[8] Corriere della Sera, cit..<br />
[9] Althusser Louis, &ldquo;Elementi di autocritica&rdquo;, 1972.&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/strasburgo-la-lingua-batte/">STRASBURGO: LA LINGUA BATTE&#8230;</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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