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	<title>cattolicesimo Archivi - Associazione Culturale Civiltà Laica</title>
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	<description>Per un movimento culturale volto a difendere la Laicità dello Stato.</description>
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		<title>Quel che resta dei cattolici</title>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Nov 2012 17:35:09 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[alessandro chiometti]]></category>
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		<category><![CDATA[Chiesa Cattolica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si può dire che il saggio di Marco Marzano (Ed. Feltrinelli 2012), sociologo dell’università di Bergamo, apre il vaso di Pandora sulla situazione reale del cattolicesimo in Italia e lo fa nel modo meno confutabile, ovvero riportando dati raccolti sul campo e interviste ai diretti interessati. Il libro illustra una condizione che dovrebbe rappresentare per [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Si può dire che il saggio di Marco Marzano (Ed. Feltrinelli 2012), sociologo dell’università di Bergamo, apre il vaso di Pandora sulla situazione reale del cattolicesimo in Italia e lo fa nel modo meno confutabile, ovvero riportando dati raccolti sul campo e interviste ai diretti interessati.<span id="more-10936"></span></p>
<p><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/11/Quel-che-resta-dei-cattolici.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-10937" title="Quel-che-resta-dei-cattolici" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/11/Quel-che-resta-dei-cattolici-191x300.jpg" alt="" width="191" height="300" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/11/Quel-che-resta-dei-cattolici-191x300.jpg 191w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/11/Quel-che-resta-dei-cattolici.jpg 216w" sizes="(max-width: 191px) 100vw, 191px" /></a>Il libro illustra una condizione che dovrebbe rappresentare per le gerarchie vaticane, casomai ne prendessero atto, un brusco risveglio dai già poco confortanti dati dei censimenti Istat. I fatti parlano di un paese ben lontano dall’essere una roccaforte che resiste alla secolarizzazione europea come qualcuno continua a proporre, ma che sta seguendo l’inevitabile flusso di secolarizzazione del continente. Solo che, semplicemente, parte da un livello di partecipazione più alto ai rituali del cattolicesimo rispetto ai paesi “fratelli”.</p>
<p>Il lavoro di Marzano si compone di tre parti. La prima è un’analisi dettagliata di quanto sia effettivamente partecipato il cattolicesimo in Italia prendendo in esame tre punti fondamentali: la presenza alla messa domenicale, i rituali dei matrimoni e quelli dei funerali. La seconda è una disamina di quelle figure sacerdotali che riescono in qualche modo a tener duro alla inequivocabile crisi del cattolicesimo nel nostro paese. La terza è un’indagine sul movimento neocatecumenale che sta prendendo sempre più piede all’interno della Chiesa cattolica.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La prima parte è impietosa nel mostrare come, dati alla mano, la partecipazione alle messe domenicali si attesta su valori che non superano mai il 10% degli abitanti delle diocesi esaminate con età media dei partecipanti molto alta. A questo dato, che ridimensiona e ridefinisce molto il concetto di “cattolico praticante” nel nostro paese, si aggiungono i numeri su chi partecipa ai corsi prematrimoniali obbligatori (ma anche no) per sposarsi in chiesa. Anche qui i dati raccolti sul campo parlano di due tipi di partecipanti: quelli della serie “sbrighiamoci a toglierci questo dente”, che partecipano distratti e assenti alle “sedute” e anzi vanno a cercare le parrocchie che propongono il minor numero di incontri, e quelli fortemente critici verso ciò che viene raccontato durante gli incontri dal parroco e dai catechisti in particolar modo per quanto riguarda i temi della convivenza prematrimoniale e dei figli avuti al di fuori del matrimonio. I cattolici praticanti convinti della correttezza del catechismo della Chiesa cattolica sono un’esigua e trascurabile minoranza.</p>
<p>Per i funerali poi, nonostante la Chiesa mantenga il privilegio di una posizione ultradominante nel settore, ci sono da registrare le continue lamentale dei parroci verso l’atteggiamento dei loro fedeli che hanno pretese da “reality show” per la cerimonia di addio completamente aliene dalla cultura cattolica («Perché non se le vanno a fare al bar queste cerimonie?» commenta desolato un prete). Segno evidente che anche in questo campo le cose si fanno per una consuetudine che niente ha a che vedere con la fede; probabilmente, dice Marzano, se si consolideranno le figure di celebranti “alternativi” vedremo presto un crollo verticale della partecipazione a questi riti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La seconda parte del saggio illustra le due figure dei preti che resistono («in un fortino assediato» come metaforizza l’autore) a questo sfacelo e sono ancora in grado di mantenere comunità vive e coinvolgere i ragazzi: sono «il prete progressista» e il «prete carismatico». Mentre il primo riesce a coinvolgere la comunità delegando ai laici le funzioni organizzative, il secondo accentra sul suo carisma tutto il peso della comunità che si regge solamente sulla sua figura.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La terza e ultima parte del libro parla dei neocatecumeni di Kiko Argüello che hanno un peso sempre maggiore nella Chiesa. Senza entrare nei dettagli dei racconti dei fuoriusciti e dei riti propri del movimento, possiamo dire che questo rientra perfettamente nella definizione sociologica di “setta religiosa” come del resto altre indagini hanno dimostrato per l’Opus Dei e i Legionari di Cristo e chi più ne ha più ne metta. Quello che lascia l’autore al lettore alla fine di questa parte (e delle conclusioni del libro) è al tempo stesso una constatazione e una domanda. La Chiesa cattolica in grave e forse irreversibile crisi di vocazioni e di partecipazione cerca di riprendere fiato dando sempre più spazio a movimenti in crescita che però sono a tutti gli effetti sette religiose (l’unica differenza con quelle non cattoliche è che le prime prestano un giuramento di ubbidienza al papa e alle gerarchie). Ma la Chiesa che ha la pretesa di essere “universale” è per definizione antitetica a una setta religiosa, e quindi cosa succederà a causa di questa sua settarizzazione?</p>
<p>Per l’autore i benefici (per la Chiesa cattolica) sono superiori ai rischi; possiamo condividere il suo parere se limitato a una visione a breve termine; nel lungo, a nostro avviso, si aprono scenari davvero imprevedibili.</p>
<p><strong> Alessandro Chiometti</strong></p>
<p><em> il libro verrà presentato con l&#8217;autore Sabato 1 Dicembre a Terni presso la libreria Feltrinelli</em></p>
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		<title>Donna e religioni: una convivenza impossibile?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[civiltalaica]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Mar 2011 09:58:00 +0000</pubDate>
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	<a href="http://www.valeriobruschini.info/documenti/img/locandina 12-3-2011.pdf" target="_blank"><img decoding="async" alt="Locandina 12 Marzo 2011" src="http://www.valeriobruschini.info/documenti/img/locandina 12-3-2011 small.jpg" /></a></p>
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		<title>La Cresima a otto anni e buonanotte al Cattolicesimo adulto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 2010 15:24:00 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[alessandro chiometti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#39;ho gi&#224; detto in altre occasioni&#8230; a volte viene da pensare che certe fuoriuscite pubbliche qui a Terni vengono fatte per saggiare il senso dell&#39;umorismo di noi cattivoni di Civilt&#224; Laica. Viene cos&#236;, sinceramente, da sorridere quando si compra il &#8220;Giornale dell&#39;Umbria&#8221; del 27 Novembre u.s. con titolone in pompa magna a occupare tutte le [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify">	<span style="font-family: tahoma, geneva, sans-serif"><span style="font-size: 14px">L&#39;ho gi&agrave; detto in altre occasioni&#8230; a volte viene da pensare che certe fuoriuscite pubbliche qui a Terni vengono fatte per saggiare il senso dell&#39;umorismo di noi cattivoni di Civilt&agrave; Laica.</p>
<p>	Viene cos&igrave;, sinceramente, da sorridere quando si compra il &ldquo;Giornale dell&#39;Umbria&rdquo; del 27 Novembre u.s. con titolone in pompa magna a occupare tutte le colonne cartacee occupabili: &ldquo;<i>Cresima a 8 anni, la rivoluzione di Paglia</i>&rdquo;.</p>
<p>	Il nostro potente nonch&eacute; vulcanico Vescovo cittadino, consigliere spirituale della comunit&agrave; di S. Egidio, ha intenzione fin dal prossimo 2011 di cresimare i piccolissimi membri della comunit&agrave; cattolica ternana che avrebbero dovuto fare solo la Comunione.</p>
<p>	Il tutto, come si legge dalle righe firmate dal nostro amico Arnaldo Casali, perch&eacute; &egrave; ora di dire &ldquo;<i>basta con il modello scolastico della catechesi che finisce con i sacramenti, la formazione deve durare tutta la vita e la messa domenicale tornare al centro della vita cristiana</i>&rdquo;.</p>
<p>	Ora, premesso che il Vescovo ha tutto il dovere di preoccuparsi delle pecorelle che perde man mano che queste crescono e diventano adulte, nonch&eacute; di mettere in campo le contromisure necessarie a colmare il divario enorme fra numero di battezzati e presenti in chiesa la domenica, la domanda legittima &egrave;: quand&#39;&egrave; che la Chiesa Cattolica e i suoi esponenti gerarchici la smetteranno di essere ossessionati dall&#39;infanzia?</p>
<p>	&Egrave; pleonastico, che in pieno marasma dello scandalo pedofilia le battutacce potrebbero piovere a dismisura quindi le evito, ma se davvero Mons. Paglia ha a cuore le sue parrocchie vuote e l&#39;abbandono della retta via da parte delle sue pecorelle dovrebbe prendere misure in esatta antitesi con quella promulgata.</p>
<p>	Ovvero, tanto per fare un esempio, dovrebbe far avviare all&#39;interno della sua Chiesa una riflessione seria su quanto convenga in un mondo che non crede pi&ugrave; alle favolette del Limbo (i Cattolici per primi non ci credono visto che l&#39;hanno recentemente &ldquo;cancellato&rdquo;), continuare a portare avanti la barbara usanza di marchiare gli infanti con un atto &ldquo;indissolubile&rdquo; come il battesimo. &Egrave; ovvio che una Chiesa a cui appartengono solo battezzati adulti e quindi consapevoli perderebbe statisticamente molto, ma &egrave; altrettanto ovvio che quel che perderebbe in termini numerici lo acquisirebbe in autorevolezza.</p>
<p>	Tuttavia il nostro Monsignore va in direzione esattamente opposta; spostando i Sacramenti all&#39;et&agrave; dell&#39;infanzia forse vuol far perdere importanza all&#39;atto di per se facendolo riacquistare all&#39;importanza della catechesi durante tutta la vita (dice il Monsignore che non vuole pi&ugrave; che la Cresima sia il &ldquo;sacramento dell&#39;addio&rdquo;), ma non &egrave; certo anticipando i tempi di educazione che si pu&ograve; ottenere un riavvicinamento del mondo adulto.</p>
<p>	Quale senso pu&ograve; avere un catechismo impartito ad et&agrave; inferiori ad otto anni?</p>
<p>	Insomma &egrave; ora di intenderci, o la religione&nbsp;&egrave; considerata una cosa di fondamentale importanza per la vita dell&#39;uomo, e quindi come tutte le scelte di fondamentale importanza va fatta&nbsp;in et&agrave; adulta o quanto meno tardo adolescenziale (e quindi a tale et&agrave; insegnata), oppure &egrave; una cosa priva di importanza al pari delle favolette di Pierino e il lupo e allora insegnatela pure ad otto anni, tanto poi come tutte le altre favole viene dimenticata e ignorata.</p>
<p>	Se Paglia &egrave; una voce importante all&#39;interno della CCAR (come noi riteniamo che &egrave;) possiamo dire che per l&#39;ennesima volta questa &egrave; sorda alle richieste dei teologi pi&ugrave; illuminati di diventare una religione adulta e consapevole, mentre continua a privilegiare meccanismi puerili di messaggi da impiantare nel subconscio infantile nella speranza che condizionino tutta la vita da adulti.</p>
<p>	Come dimostra il sempre minor numero di Cattolici praticanti nel mondo moderno, non &egrave; pi&ugrave; una scelta vincente.</span></span></p>
<p>	<span style="font-family: tahoma, geneva, sans-serif"><span style="font-size: 14px"><strong>Alessandro Chiometti</strong></span></span></p>
<p></p>
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		<title>La messa sta finendo?</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Sep 2010 22:10:01 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[cattolicesimo]]></category>
		<category><![CDATA[cattolici]]></category>
		<category><![CDATA[messa]]></category>
		<category><![CDATA[sandro magister]]></category>
		<category><![CDATA[valerio bruschini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>1) L&#8217;inizio &#232; tale che, forse, non l&#8217;avrebbe scritto neppure un Cardinale: &#8220;L&#8217;Italia cattolica come &#171;eccezione&#187; nel panorama secolarizzato dell&#8217;Europa occidentale e come modello per le altre Chiese del continente &#232; un punto di riferimento capitale degli ultimi due papi. &#8230; Uno dei dati che proverebbero la tenuta e la validit&#224; del cattolicesimo in Italia [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">1) L&rsquo;inizio &egrave; tale che, forse, non l&rsquo;avrebbe scritto neppure un Cardinale:</p>
<p>&ldquo;L&rsquo;Italia cattolica come &laquo;eccezione&raquo; nel panorama secolarizzato dell&rsquo;Europa occidentale e come modello per le altre Chiese del continente &egrave; un punto di riferimento capitale degli ultimi due papi.</p>
<p>&hellip; Uno dei dati che proverebbero la tenuta e la validit&agrave; del cattolicesimo in Italia &egrave; la frequenza alla messa domenicale.</p>
<p>Da pi&ugrave; di trent&rsquo;anni tutte le rilevazioni registrano livelli di frequenza alla messa molto alti rispetto ad altri paesi dell&rsquo;Europa occidentale: circa il 30 per cento della popolazione dice di andarci tutte le domeniche, un altro 20 per cento da una a tre volte al mese e un altro 30 per cento a Natale, a Pasqua e nelle grandi festivit&agrave;.</p>
<p>Basti pensare, per un confronto, che in Francia quelli che dicono di andare a messa tutte le domeniche sono meno del 5 per cento della popolazione&rdquo; [1].</p>
<p>Pensiamo che bisogna possedere un talento veramente magistrale per occultare il dato fondamentale: in Italia, Paese che ha l&rsquo;&ldquo;invidiabile privilegio&rdquo; di ospitare il Papa da circa 2.000 anni, il 70% della popolazione non va a Messa neppure la Domenica.</p>
<p>Non essendo dei Maestri, ma soltanto dei signori, sorvoliamo su alcune storiche &ldquo;quisquilie&rdquo;: per secoli, il Lazio, l&rsquo;Umbria, le Marche e buona parte dell&rsquo;Emilia Romagna sono state sotto il dominio politico del Pontefice, che, evidentemente, non ha seminato molta fede.</p>
<p>Per secoli, la presenza dei pi&ugrave; diversi Ordini religiosi &egrave; stata asfissiante;</p>
<p>per secoli, i Governanti, con rare eccezioni, hanno fatto pi&ugrave; genuflessioni che respiri.</p>
<p>Per vent&rsquo;anni, il Fascismo ha colmato di privilegi la Chiesa cattolica; per oltre quarant&rsquo;anni, ha imperversato un Partito, che, molto disinteressatamente, si era denominato Democrazia Cristiana.</p>
<p>Da decenni, gli esponenti delle Gerarchie Ecclesiastiche intervengono in tutte le problematiche, dall&rsquo;Astrologia alla Zoologia; ogni giorno, membri del clero sono presenti nei mass media, magari per esporre il loro indispensabile parere sui rapporti tra il lancio dei satelliti e l&rsquo;ascesa delle anime in cielo.</p>
<p>E dopo questo bimillenario ed incessante lavorio, il 30% di persone, che dicono di andare a Messa tutte le Domeniche, renderebbe il nostro Paese l&rsquo; &ldquo;eccezione&rdquo; nel &ldquo;&hellip; panorama secolarizzato dell&rsquo;Europa occidentale&rdquo;?</p>
<p>Forse, il miglior commento sarebbe il detto popolare,coniato proprio a Roma:</p>
<p>&ldquo;Ariconsolete co&rsquo; l&rsquo;ajetto!&rdquo; [2].</font></p>
<p></p>
<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">2) Pure nel confronto con la Francia, si omette un altro dato storico essenziale: questo Paese ha fatto quattro Rivoluzioni [3], che hanno avuto tra i loro bersagli pure i privilegi e le ingerenze della Chiesa nella vita politica e sociale, l&rsquo;Italia neppure una.</p>
<p>Da un lato, questo spiega il divario esistente tra i due Stati; dall&rsquo;altro, conferisce quasi un maggior valore a quel 70% di Italiane/i, che comunque ha maturato il distacco dalle prediche del clero, rispetto al 95% di Francesi, che ha usufruito degli effetti prodotti dalle Rivoluzioni in ogni ambito della societ&agrave;.</p>
<p>Infine, nel 1976, pur se sembra trascorso un secolo, il Partito Comunista Italiano consegu&igrave; il 34,37% dei voti espressi dall&rsquo;elettorato, senza per questo riuscire ad entrare a far parte del Governo; avrebbe avuto senso consolarsi con il confronto con il Partito Comunista Francese, che aveva una percentuale di consensi decisamente inferiore?</font></p>
<p></p>
<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">3) Comunque, nei capoversi successivi, Magister si riprende e fornisce dei dati estremamente interessanti, anche perch&eacute;, come i precedenti, di fonte ecclesiastica, sul divario tra la frequenza dichiarata alla Messa:</p>
<p>&ldquo;&hellip; cio&egrave; quella che si ricava dalla risposta alle indagini&rdquo; [4] e la frequenza reale, verificata:&ldquo;&hellip; contando quanti vanno effettivamente in chiesa&rdquo; [5].</p>
<p>Fino ad oggi, sono stati effettuati due conteggi di questo tipo, entrambi in una Domenica di Novembre; il primo, nel 2005, nel territorio del Patriarcato di Venezia, il secondo, nel 2009, nella Diocesi di Piazza Armerina, in Sicilia:</p>
<p>&ldquo;&hellip; mentre nelle indagini a campione i cattolici che dicono di andare a messa tutte le domeniche sono il 30 per cento, quelli effettivamente visti in chiesa sono stati il 18,5 per cento&rdquo; [6].</p>
<p>Non essendo nostra abitudine sparare sulla Croce Rossa, ci limitiamo a constatare che solo il 60% dei fedeli dimostra nei fatti di essere fedele, per lo meno, alla parola data e che, come di consueto:</p>
<p>&ldquo;Tra il dire ed il fare c&rsquo;&egrave; di mezzo il mare (della malafede, intesa come cattiva fede, soprattutto agli occhi di chi &egrave; religioso in maniera autentica)&rdquo;.</p>
<p>Naturalmente, vi &egrave; chi, come il Professor Introvigne, interpreta diversamente questi dati, ma di questo parleremo nel prossimo articolo.</font></p>
<p></p>
<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Forse, il commento migliore al testo di Magister sarebbe stato quello suggerito da un nostro amico, Laicista all&rsquo;ultimo stadio:</p>
<p>&ldquo;</font><font size="2"><font face="Tahoma"><em>La Messa sta finendo</p>
<p>e un&rsquo;era se ne va</p>
<p>tu (l&rsquo;ex fedele) stai diventando grande</p>
<p>lo sai che non mi va.</p>
<p>In chiesa di fedeli</p>
<p>non ce ne sono pi&ugrave;</p>
<p>c&rsquo;&egrave; il solito rituale</p>
<p>ma ora manchi tu &hellip;</em>&rdquo; [7].</font></font></p>
<p></p>
<p align="right"><strong><font face="Tahoma" size="2">Valerio Bruschini</font></strong></p>
<p></p>
<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">NOTE</p>
<p>[1] Magister Sandro, Chi va a messa e chi no. L&rsquo;incerto domani dell&rsquo;Italia cattolica, www.chiesa.espressonline.it, Roma, 6 Agosto 2010.</p>
<p>[2] &ldquo;Consolati con l&rsquo;aglio&rdquo;, che rimane rosolato nella padella, dopo che gli altri hanno mangiato tutto ci&ograve; che vi era di buono.</p>
<p>[3] La Rivoluzione del 1789, del 1830, del 1848, del 1871; quest&rsquo;ultima &egrave; nota come La Comune.</p>
<p>[4] Magister Sandro, cit..</p>
<p>[5] <em>Ibidem</em>.</p>
<p>[6] <em>Ibidem</em>.</p>
<p>[7] Nel 1985, i fratelli Righeira lanciarono, provocando non pochi feriti, la canzone: &ldquo;L&rsquo;estate sta finendo&rdquo;.</font></p>
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		<title>Un po&#8217; di storia, per non dimenticare</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Apr 2009 14:35:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; Il 1&#176; settembre 1939 scoppia la sciagurata seconda guerra mondiale. Io sarei per commemorare il 70&#176; anniversario, naturalmente come occasione di riflessione sulla Storia, sugli errori del passato, su ci&#242; che tali errori ci insegnano per il presente e per il futuro. Non mi riferisco solo ai soliti temi del&#160;nazismo,&#160;del razzismo,&#160;del fanatismo politico, ma [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">&nbsp;</p>
<p>Il 1&deg; settembre 1939 scoppia la sciagurata seconda guerra mondiale.</p>
<p>Io sarei per commemorare il 70&deg; anniversario, naturalmente come occasione di riflessione sulla Storia, sugli errori del passato, su ci&ograve; che tali errori ci insegnano per il presente e per il futuro. </p>
<p align="justify">Non mi riferisco solo ai soliti temi del&nbsp;nazismo,&nbsp;del razzismo,&nbsp;del fanatismo politico, ma alla umana idiozia, la rinuncia a pensare, il bisogno di credere servilmente, che &egrave; l&#8217;<em>humus</em> da cui nascono le peggiori degenerazioni morali e sociali. </p>
<p align="justify">Nel maggio 1939, 4 mesi prima dell&#8217;inizio della tragedia, il cavalier Benito Mussolini (questi cavalieri sono un tema tristemente ricorrente nella storia d&#8217;Italia!) conduceva serafico i suoi bagni di folla fra il popolino osannante e riconoscente (altro tema piuttosto ricorrente nella storia d&#8217;Italia!).</p>
<p align="justify">I pi&ugrave; entusiasti erano i cattolici (ne avevano ben donde) che con maggior impeto degli stessi fascisti riconoscevano nel Duce non solo il &quot;fondatore dell&#8217;impero&quot; ma anche colui &quot;che ha consacrato l&#8217;Italia a Dio&quot; (traduzione: che ha fatto col Vaticano quel patto scellerato del Concordato che &egrave; tuttora causa di discriminazioni per i laici e privilegi per il clero).</p>
<p align="justify">Leggiamo le cronache dell&#8217;epoca e facciamoci due risate (amare) nel constatare come il servilismo italico odierno somigli molto a quello dell&#8217;italietta fascista,&nbsp;sebbene sia meno enfatico, ma anche meno ingenuo e, in fondo, ancora pi&ugrave; codardo ed ipocrita.</p>
<p align="justify">Il 17 maggio 1939 &quot;L&#8217;Eusebiano&quot; (che ha titolato &quot;Salve o Duce! Vercelli Romana, Cristiana, Sabauda, Fascista Ti saluta!!&quot;) pubblica il saluto della Giunta diocesana a Mussolini: </p>
<p><em>&quot;I cattolici vercellesi che nelle ore gioiose e trepide della storia furono presenti sempre in generosa offerta di preghiere e di opere, muoveranno domani incontro al Duce acclamanti e riconoscenti verso colui che ha rifatto l&#8217;Italia una di spiriti e di cuori, consacrandola a Dio con gli storici patti del Laterano, circondando di attenzione l&#8217;istituto divino della famiglia con la campagna demografica e la giusta valorizzazione del lavoro e della produzione, procurando alle nuove generazioni un benessere materiale e la possibilit&agrave; di una profonda coscienza religiosa. Dio benedica il Duce! Possa la nostra preghiera ottenerGli lumi per la Sua colossale fatica, alla quale offriamo oggi &#8211; come offrimmo ieri e sempre &#8211; la nostra devota e sincera collaborazione&quot;.</em> </p>
<p>Il giorno precedente su &quot;Il Biellese&quot; era apparso il saluto della Giunta diocesana dell&#8217;Azione cattolica di quella zona: </p>
<p align="justify"><em>&quot;Cattolici biellesi, nella esultanza di tutto il nostro popolo per la desiderata visita di Colui che tanto fortemente governa le sorti del nostro Paese, noi cattolici siamo fieri di salutare in Lui il Fondatore dell&#8217;Impero e il restauratore dei valori spirituali della Nazione. La visione e la comprensione dei grandi meriti che il Duce reca nella Sua diuturna e titanica fatica per l&#8217;Italia s&#8217;aggiunge in noi al precetto cristiano che ci ispira i sensi di devota fedelt&agrave; all&#8217;Autorit&agrave; che ci governa. Porgiamo al Duce il nostro fervido saluto con la volont&agrave; sincera di continuare a mettere al servizio del bene comune, nella profonda coscienza del nostro dovere, le nostre migliori energie mentre invochiamo sopra di Lui e sulla diletta Patria nostra le divine benedizioni&quot;.</em> </p>
<p align="justify">Pochi mesi dopo la pubblicazione di questo articolo, per colpa dei milioni di imbecilli che sostenevano le dittature nazista e fascista, cadranno in Europa non benedizioni ma bombe. <br />
Non &egrave; un caso. <br />
Stiamo attenti a chi invoca Dio e le benedizioni.</p>
<p align="right"><strong>Luigi M Nicolai</strong></p>
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		<title>Grazie Papa</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/grazie-papa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Dec 2008 10:57:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Da:il manifesto Dobbiamo essere grati a Joseph Ratzinger. Non passa giorno che il pontefice non ci ricordi quanto fu giusta e indispensabile la lotta per la libert&#224; di religione e dalla religione. Intorno al letto di vita morente in cui da 17 anni giace Eluana Englaro, da mesi le istituzioni danzano un macabro balletto al [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div align="justify">Da:<a target="_blank" href="http://www.ilmanifesto.it/il-manifesto/argomenti/numero/20081221/pagina/01/pezzo/237800/">il manifesto</a></div>
<div align="justify"></div>
<div align="justify">Dobbiamo essere grati a Joseph Ratzinger. Non passa giorno che il pontefice non ci ricordi quanto fu giusta e indispensabile la lotta per la libert&agrave; di religione e dalla religione. Intorno al letto di vita morente in cui da 17 anni giace Eluana Englaro, da mesi le istituzioni danzano un macabro balletto al ritmo del Vaticano. Ministri guaiscono e saltellano, cagnolini ammaestrati a bacchetta dal porporato di turno. &Egrave; insopportabile questo clero che, contro le leggi dello stato, contro la volont&agrave; della famiglia, contro le sentenze in pi&ugrave; alto grado della magistratura, s&#8217;intrufola persino nel sudario, s&#8217;impiccia delle scelte pi&ugrave; dolorose e silenti, quando l&#8217;affetto tra cari si strazia sul filo da tagliare.<br />
Se in regime di laicit&agrave; e di separazione tra stato e chiesa &egrave; possibile una tale invadenza, immaginiamo che inferno era quando tutta la tua vita sociale era appesa all&#8217;arbitrio di un curato. Ancora nel 1968, per ottenere il passaporto era necessario un certificato di buona condotta vincolato al parere del parroco (e del portiere). Un prete poteva vietarti di andare all&#8217;estero. E se convivevi con un/a partner, il vescovo vi scomunicava e vi tuonava &laquo;pubblici concubini!&raquo; dal pulpito di una cattedrale. Quando non s&#8217;impiccia d&#8217;Eluana, il Vaticano manda a quel paese persino un benpensante come Gianfranco Fini, solo perch&eacute; ha osato dire quello che a Roma sanno anche le pietre, in particolare le pietre del ghetto, abolito solo qualche papa fa: e cio&egrave; che la Chiesa non si oppose allo stremo contro le leggi razziali emanate da Benito Mussolini nel 1938. Cos&igrave; la Santa sede riscrive la storia, si assolve dai propri peccati, col solo dichiarare di non averli commessi, si arroga quel potere che Pier Damiani concedeva solo a Dio, e cio&egrave; di poter fare in modo che quel che &egrave; stato non sia stato. Quando non si ricrea un&#8217;innocenza razziale, la curia s&#8217;inventa la geniale categoria di &laquo;statolatria&raquo; e attacca la Spagna di Jos&eacute; Zapatero: con le sue leggi vuole controllare ogni ambito della vita e &laquo;obbliga le famiglie a scegliere determinate materie non d&#8217;istruzione, ma d&#8217;indottrinamento&raquo; (sic dixit Monsignor Angelo Amato).<br />
Non paga, la Santa sede apre anche un altro fronte, trova il modo d&#8217;infilarsi nella nostra biancheria intima (perch&eacute; non vuole affatto controllare ogni aspetto della nostra esistenza) e a proposito dei gay spara ad alzo zero sulle Nazioni unite &#8211; e sulla Francia del conservatore Nicholas Sarkozy per soprammercato. Quest&#8217;attacco dell&#8217;Osservatore romano &egrave; un gioiello di paralogismo che cos&igrave; ragiona: garantire la libert&agrave; di matrimonio ai gay mette in pericolo la libert&agrave; di espressione religiosa perch&eacute; allora la religione non sarebbe pi&ugrave; in grado di condannare i matrimoni gay. Come dire che garantire la libert&agrave; di pensiero mina la libert&agrave; religiosa perch&eacute; impedisce al papa d&#8217;imporre il principio di autorit&agrave;. Non stupisce che sofisti tanto virtuosi scoprano che nella nostra Italia papalina &laquo;&egrave; in atto una persecuzione anticristiana&raquo;.<br />
Viene da chiedersi il perch&eacute; di tanto nervosismo &#8211; ormai scomposto, persino sguaiato &#8211; proprio quando il Vaticano ha ritrovato in Italia uno strapotere che non conosceva da secoli. Invettive e anatemi si moltiplicano. Nessuno &egrave; risparmiato (tranne forse qualche pellegrino polacco per la Madonna nera di Czestochowa).<br />
Insomma, della modernit&agrave; non gli va bene nulla. Dai, per Natale regaliamo un viaggio a tutta la Curia: offriamo un biglietto charter di sola andata per l&#8217;alto Medioevo. Cos&igrave; si ritroveranno nell&#8217;epoca dei loro sogni. </p>
</div>
<div align="right">redazione[at]civiltalaica.it
</div>
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		<title>Sull&#8217;indisponibilità della vita</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/sullindisponibilita-della-vita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Dec 2008 14:32:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Continuano le prese di posizione a favore dell&#8217;autodeterminazione dell&#8217;individuo&#160;dentro il mondo cattolico. Un importante articolo de &#34;il foglio&#34; redazione[at]civiltalaica.it</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Continuano le prese di posizione a favore dell&#8217;autodeterminazione dell&#8217;individuo&nbsp;dentro il mondo cattolico.</p>
<p>Un <a target="_blank" href="http://www.ilfoglio.it/soloqui/1551">importante articolo de &quot;il foglio&quot;</a></p>
<p align="right">redazione[at]civiltalaica.it</p>
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		<title>Dagli all&#8217;untore!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[civiltalaica]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Nov 2008 15:05:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Mi ero illuso che la sentenza della cassazione potesse mettere un freno all&#8217;incivilt&#224; degli integralisti religiosi nel nostro paese. Insomma, ritenevo che il parere definitivo del nostro sistema giudiziario, come dovrebbe essere in un paese civile, fosse un punto di riferimento per tutti per stabilire non cosa &#232; giusto ma cosa &#232; consentito dai nostri [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="left"><font face="Tahoma, sans-serif" size="2">Mi ero illuso che la sentenza della cassazione potesse mettere un freno all&rsquo;incivilt&agrave; degli integralisti religiosi nel nostro paese.</font></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><font face="Tahoma, sans-serif" size="2">Insomma, ritenevo che il parere definitivo del nostro sistema giudiziario, come dovrebbe essere in un paese civile, fosse un punto di riferimento per tutti per stabilire non cosa &egrave; giusto ma cosa &egrave; consentito dai nostri ordinamenti giuridici.</font></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><font face="Tahoma, sans-serif" size="2">In questo senso le sentenze emesse sono chiare, in Italia &egrave; vietata l&rsquo;eutanasia ma &egrave; possibile rifiutare le cure. Semplice e lineare.</font></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><font face="Tahoma, sans-serif" size="2">Il giorno dopo la sentenza definitiva della cassazione la macchina catto-integralista si &egrave; attivata immediatamente mostrando che in tutta questa vicenda, nonostante i numerosi atteggiamenti di dubbio gusto gi&agrave; messi in mostra nei sedici anni precedenti, non aveva ancora mostrato il peggio di se.</font></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><font face="Tahoma, sans-serif" size="2">Si &egrave; cominciato con il rifiuto della sentenza della cassazione e il ricorso alla Corte Europea per i Diritti dell&rsquo;Uomo di Strasburgo presentato da trentaquattro associazioni &ldquo;per la vita&rdquo; (quale vita? Quella che dicono loro ovviamente). Ricorso di cui gi&agrave; &egrave; stata cassata, dalla Corte, la pretesa di urgenza (buon segno).</font></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><font size="2"><font face="Tahoma, sans-serif">I catto-integralisti hanno poi, con supremo sprezzo del buon gusto, cominciato a far circolare e-mail e appelli con il seguente titolo (cito le testuali parole): &ldquo; </font><font face="Tahoma, sans-serif"><span>ELUANA CONDANNATA A MORTE: L&rsquo;ESECUZIONE SIA PUBBLICA, CON TESTIMONI E VIDEO&rdquo;. Roba che dovrebbe disgustare per primi i cattolici, che vengono inevitabilmente accomunati con gente di questo stampo. E invece, i cattolici integralisti (ma comincio a stancarmi di dover fare distinzioni, se tenete al buon nome della vostra fede dissociatevi pubblicamente da questi fanatici e costringeteli a non abitare nella vostra stessa &ldquo;casa&rdquo;) della ben nota attivissima associazione &ldquo;Scienza &amp; Vita&rdquo; (Scienza: non pervenuta, Vita: la solita, a loro uso e consumo personale) ne vanno fieri di questo bell&rsquo;esempio di incivilt&agrave;.</span></font></font></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><font face="Tahoma, sans-serif" size="2"><span>Poi ci ha pensato mamma RAI ad attaccare il povero Beppino Englaro, non esplicitamente certo, ma presentando una fiction (ah, la casualit&agrave; dell&#8217;ottima tempistica, che c&#8217;entri la divina provvidenza?) ispirata a un fatto realmente accaduto, ovvero un bambino che si risveglia dal coma (dopo soli quaranta giorni e non certo in Stato Vegetativo Permanente, ma si sa per gli integralisti cattolici questi son dettagli ininfluenti), sul TG1 delle 20.00 di Domenica 15 Novembre, con un&#8217;intervista alla vera madre di questo bambino durante la quale fa allusioni pesanti riferendosi a chi non ha la forza di andare avanti in queste situazioni.</span></font></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><font face="Tahoma, sans-serif" size="2"><span>Poi &egrave; stato il turno del Dott. Cuccurullo, presidente del Consiglio Superiore di Sanit&agrave;, che parlando a titolo personale (sia chiaro), &egrave; andato contro ogni codice deontologico e convenzione medica dichiarando che quello di Eluana &egrave; un caso di eutanasia. Notizia riportata dai mass media cercando di far passare questo parere personale come la posizione ufficiale del CSS.</span></font></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><font face="Tahoma, sans-serif" size="2"><span>E oggi, come se non bastasse, anche &ldquo;La Repubblica&rdquo;, quotidiano che ospita prestigiose firme laiche, pensa bene di sanare lo spazio concesso finora a quest&rsquo;ultime con un commovente servizio giornalistico sul caso della sig.ra Fernanda che da 47 anni cura con amore struggente il figlio Giorgio, colpito dall&rsquo;encefalopatia all&rsquo;et&agrave; di sei mesi (vedere pagina 17 del quotidiano in edicola oggi, Venerdi 21 Novembre, ripreso anche dal sito internet dello stesso quotidiano). Articolo comparso a tutta pagina, sotto la notizia dell&rsquo;apertura da parte della Corte Europea di un fascicolo su Eluana, quindi evidentemente pubblicato per paragonare i due diversi comportamenti dei genitori.</span></font></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><font face="Tahoma, sans-serif" size="2"><span>Pleonastico, ma necessario, dire che lo sfortunato Giorgio &egrave; in una condizione completamente differente da quella di Eluana, basta ricordare che non &egrave; ne&rsquo; alimentato ne&rsquo; idratato artificialmente. Altrettanto pleonastico sottolineare come l&rsquo;articolo fa confusione sui termini medici, Giorgio viene definito in &ldquo;stato vegetativo&rdquo; da 47 anni, poi si pubblicano foto in cui guida un automobilina e dalla stessa intervista si capisce che gioca attivamente&#8230; evidentemente non &egrave; un caso di Stato Vegetativo.</span></font></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><font face="Tahoma, sans-serif" size="2"><span>Viene da chiedersi chi &egrave; che ha avuto la bella pensata di paragonare i due casi&#8230; ma non hanno un consulente medico a &ldquo;La Repubblica&rdquo;? Forse l&rsquo;hanno perso con i recenti tagli all&rsquo;editoria di Tremonti? Bell&rsquo;esempio di giornalismo spazzatura sul pi&ugrave; diffuso quotidiano nazionale, complimenti.</span></font></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><font size="2"><font face="Tahoma, sans-serif"><span>Ma &egrave; ancora niente, la sig.ra Fernanda conclude l&rsquo;articolo del giornalista Mauro Rancati con queste belle parole per commentare i casi di Welby ed Eluana: &ldquo;</span></font><font face="Tahoma, sans-serif"><em><span>Per me hanno tutti diritto di vivere cos&igrave; come sono, non vanno mai sospese le cure, se no &egrave; come se li ammazzassero</span></em></font><font face="Tahoma, sans-serif"><span>&rdquo;.</span></font></font></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><font face="Tahoma, sans-serif" size="2"><span>Ora, dato che la sig.ra Fernanda (per colpa di un giornalismo spazzatura certo) si &egrave; sentita in diritto di emettere il suo giudizio morale sul Beppino Englaro e i parenti di Welby, la domanda sorge spontanea: quante volte, cara signora, &egrave; stata importunata da laicisti che volevano convincerla a far smettere di soffrire il suo amato figlio Giorgio? </span></font></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><font face="Tahoma, sans-serif" size="2"><span>Posso azzardare la risposta? Mai, ovviamente. Noi laicisti, in genere, non ci permettiamo di dare giudizi sulla moralit&agrave; e l&#8217;etica altrui. </span></font></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><font face="Tahoma, sans-serif" size="2"><span>Invece a lei chi glie l&#8217;ha dato il diritto di giudicare moralmente chi ha il solo torto di avere una concezione della vita diversa dalla sua?</span></font></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><font face="Tahoma, sans-serif" size="2"><span>Non me ne voglia signora, so che lei non ha colpe ed &egrave; stata strumentalizzata da fanatici religiosi che non hanno rispetto per niente se non per i loro dogmi medievali e che, a quanto sembra, sono presenti anche nel prestigioso quotidiano fondato da un laico doc come Eugenio Scalfari. Ma il clima che questi fanatici stanno creando attorno a Beppino Englaro &egrave; cos&igrave; disgustoso che non si pu&ograve; assistere senza reagire.</span></font></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><font face="Tahoma, sans-serif" size="2"><span>Gi&agrave; Beppino Englaro, che ancora una volta da lezioni di stile, scegliendo la via del silenzio ora che il suo caso resta, comunque, giuridicamente concluso.</span></font></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><font face="Tahoma, sans-serif" size="2"><span>Ma noi, non dobbiamo restare in silenzio, non dobbiamo permettere che i fanatici integralisti brucino il povero Beppino sul rogo mediatico (nell&rsquo;attesa di poter riaccendere quelli veri, ovvio).</span></font></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><font face="Tahoma, sans-serif" size="2"><span>L&rsquo;unica vera notizia, come al solito sapientemente occultata dai mass media, &egrave; che tutti i sondaggi danno una realt&agrave; italiana completamente diversa da quella che vorrebbero i fanatici religiosi. L&rsquo;ultimo sondaggio presentato &egrave; quello di Mannheimer, che ha gelato Bruno Vespa in diretta (dopo mezzanotte sia ben chiaro) costringendolo a cambiare in fretta e furia argomento. Pensate: ben il 65% degli italiani vorrebbe che sia resa legale l&rsquo;eutanasia! Le percentuali scendono per il testamento biologico (al 59%, sempre in salda maggioranza) ma solo perch&eacute; sono di meno le persone che sanno di cosa si tratta.</span></font></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><font face="Tahoma, sans-serif" size="2"><span>Ma al solito, i sondaggi vengono diffusi in modo ampio solo se fanno comodo a qualcuno&#8230;</span></font></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><font size="2"><br />
</font></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="right"><strong><font face="Tahoma, sans-serif" size="2">Alessandro Chiometti</font></strong></p>
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