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	<title>avvenire Archivi - Associazione Culturale Civiltà Laica</title>
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	<description>Per un movimento culturale volto a difendere la Laicità dello Stato.</description>
	<lastBuildDate>Sun, 31 Jan 2021 23:52:02 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Il giornalismo surrogato</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/il-giornalismo-surrogato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 31 Jan 2021 18:56:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro chiometti]]></category>
		<category><![CDATA[avvenire]]></category>
		<category><![CDATA[femminista]]></category>
		<category><![CDATA[maternità surrogata]]></category>
		<category><![CDATA[surrogacy]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; Parlare di come si sia ridotto il giornalismo italiano contemporaneo significa esplorare in continuazione i nuovi limiti della decadenza intellettuale. Ed è un esercizio che ormai cerchiamo di evitare per evitare di cadere in depressione. Ma a volte proprio non si può far finta di nulla, altrimenti a forza di lasciar passare castronerie e [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/il-giornalismo-surrogato/">Il giornalismo surrogato</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.civiltalaica.it/cms/index.php/il-giornalismo-surrogato.html/maria-sole-2-2" rel="attachment wp-att-19643"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-19643" src="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2021/01/maria-sole-2.jpg" alt="" width="720" height="960" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2021/01/maria-sole-2.jpg 720w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2021/01/maria-sole-2-225x300.jpg 225w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2021/01/maria-sole-2-120x160.jpg 120w" sizes="(max-width: 720px) 100vw, 720px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Parlare di come si sia ridotto il giornalismo italiano contemporaneo significa esplorare in continuazione i nuovi limiti della decadenza intellettuale. Ed è un esercizio che ormai cerchiamo di evitare per evitare di cadere in depressione.</p>
<p>Ma a volte proprio non si può far finta di nulla, altrimenti a forza di lasciar passare castronerie e insensatezze qualcuno potrebbe pensare anche di aver ragione.</p>
<p>Capita così, per l&#8217;ennesima volta, che ci cada l&#8217;occhio in un nuovo tentativo dell&#8217;Avvenire di occuparsi di scienza ed etica. È un articolo che comincia a far ridere (amaramente) fin dal titolo: <a href="https://www.avvenire.it/famiglia-e-vita/pagine/il-mio-no-allutero-in-affitto-solidale-la-riproduzione-non-mai-un-dirit?utm_medium=Social&amp;utm_source=Facebook&amp;fbclid=IwAR3hCmhZvA8DDHWpCtJ8ysqUoome9QR45kDmBfaTQSpn4v5hSYmLPrnDKSQ#Echobox=1611932151">“<b>Corradi: no all&#8217;utero in affitto &#8216;solidale&#8217;. La riproduzione non è un diritto”.</b></a></p>
<p>Cavolo, vien da dire, è recentemente cambiato il Presidente della Repubblica Italiana e non lo sapevamo? O forse Corradi è il/la nuovo/a Primo/a Ministro/a che ha risolto la recente crisi? O forse è il/la nuovo/a presidente della Corte Costituzionale?<br />
Sapete com&#8217;è, al giorno d&#8217;oggi uno si distrae un attimo ed è un disastro, si rimane subito indietro.</p>
<p>Verifichiamo e no, non ci eravamo persi nulla. “Sociologa e Femminista” sono i titoli della Sig.ra Corradi necessari affinché L&#8217;Avvenire la ritenga capace di decidere cosa sia un diritto o meno.</p>
<p>Dopo una forte tentazione di liquidare tutto facendo fluire nel nostro corpo <i>l&#8217;esticazzi universale</i> è la seconda qualifica della Sig.ra Corradi che ci convince, ancora una volta a intraprendere un&#8217;autopsia del pezzo proposto. “<b>Femminista</b>”.</p>
<p>Ora verrebbe da chiedersi se la Sig.ra abbia un pezzo di carta che testimoni questa sua seconda qualifica al pari della laurea in Sociologia; non è escluso! Abbiamo notizie anche di gente che dava patenti di “veri democratici” e di “veri comunisti” quindi la cosa non ci meraviglierebbe.</p>
<p>Ma al di là di questa e altre facili battute, sappiamo che questo è un classico atteggiamento per rafforzare le proprie posizioni presentando come sponsor di esse qualcuno che, almeno in teoria, non dovrebbe far parte dei propri schieramenti.</p>
<p>E l&#8217;Avvenire, quotidiano dei vescovi CEI, lo fa spesso, quando deve negare qualche diritto, chiama in ballo chi non è vescovo e magari neanche cattolico e magari è anche ateo. Perché da tempo loro, a differenza di altri, hanno imparato che tutto fa brodo pur di portare a casa “la pagnotta”.</p>
<p>Ma autopsia dell&#8217;articolo sia, affondiamo il bisturi nei dettagli delle argomentazioni dell&#8217;intervista alla sociologa femminista che a questo punto dovrebbero essere universali e illuminanti e definitive.</p>
<p>Nella prima parte scritta in grassetto dovrebbe essere (niente è certo in questo mondo, specialmente nel web) la giornalista Antonella Mariani a “parlare”.</p>
<p>L&#8217;argomento è la battaglia per la “<b>Gravidanza Per Altri</b>” (ah quindi i termini li conoscete, chissà come mai però nel titolo è usata ancora l&#8217;espressione troglodita “utero in affitto” ah già il <b>clickbyte</b>, dimenticavamo) dell&#8217;associazione Luca Coscioni con la testimonial Maria Sole Giardini. Arriviamo alla quinta riga e occhio, già suonano le trombe dello scoop!</p>
<p>“<i>C’è chi vorrebbe legalizzarla con la tattica già collaudata col suicidio assistito, protagonista dj Fabo: un caso singolo, umanamente toccante, che diventa emblematico per ottenere in via di eccezione una prima breccia, attraverso la quale poi – di ricorso in sentenza – creare col tempo le condizioni per una legittimazione senza più limiti.</i>”<br />
Indicate alla giornalista dove ci sono supermercati con i kleenex in offerta, sarà tutta sudata dopo un&#8217;indagine così complicata. Ci dispiace quasi farle notare che sono le prassi consuete della disobbedienza civile verso le leggi che si ritengono ingiuste. Cappato, del “caso dj Fabo” come dice lei, era pronto a pagare in prima persona delle conseguenze delle sue azioni disobbedienti. A differenza dei medici cattolici che fanno pagare le conseguenze della loro sedicente “obiezione di coscienza” ai pazienti e ai colleghi.</p>
<p>Ma andiamo avanti: “<i>È chiaro che l’obiettivo vero è l’approdo a una normativa che superi il divieto di Gpa contenuto nella legge 40 sulla procreazione assistita, grazie al &#8216;cavallo di Troia&#8217; dell’altruismo.</i>”</p>
<p>Wow! Abbiamo i brividi. Ci sarà arrivata da sola la giornalista scoprire il bieco complotto per superare il divieto contenuto nella legge 40 o sarà stata aiutata da illuminazioni divine? Al di là dell&#8217;altruismo definito “cavallo di Troia” (auguriamo alla Mariani che questa definizione non arrivi agli occhi di Papa Francesco I che non sembra di buonissimo umore in questo periodo) ci sembra giusto contribuire a questo scoop ricordando che della<b> Legge 40/2004</b> quello della Gpa è proprio uno degli ultimissimi divieti ancora in essere, perché grazie alla Ragione Giuridica e alla Costituzione Italiana tutte le altre assurdità sono finite nella spazzatura.</p>
<p>“<i>Da lì a far cadere tutti gli argini il passo è breve: se la surrogazione di maternità verrà autorizzata per Maria Sole (che ha trovato tramite una selezione di candidature una donna disposta ad affrontare una gravidanza per lei), perché non dovrebbero averne diritto anche altre donne? E perché non un uomo?”</i></p>
<p>Già perché? Chissà cosa non ha capito la giornalista quando delle sue stesse parole che ha scritto lei all&#8217;inizio dell&#8217;articolo: “<i>È lei la testimonial della nuova iniziativa dell’Associazione radicale Luca Coscioni per la regolamentazione della Gravidanza per altri”. </i>Cara giornalista Mariani, vuole un disegnino che le spieghi che la campagna per la regolamentazione non significa il diritto esclusivo di Maria Sole (che sarebbe un&#8217;eccezione) ma il diritto di tutte le donne nelle sue condizioni?</p>
<p>Sul perché <i>“non un uomo” </i>invece<i> </i>cara Mariani la cosa diventa sinceramente imbarazzante&#8230; cosa facciamo? Iniziamo delle api e dai fiori o diamo per assodato che voleva scrivere “e perché non per i gay?” ma non l&#8217;ha scritto per non rendere evidente la sua omofobia, ma mettendo così una pezza peggio del buco?</p>
<p>Insomma prima parte tra l&#8217;imbarazzante e il deludente, ma ecco arrivare in soccorso il pezzo forte dell&#8217;articolo: l&#8217;intervista alla Sociologa Femminista Corradi che illuminerà noi mortali. Aprite bene le orecchie, mortali!</p>
<p><i>«La riproduzione è una possibilità, non un diritto ». Quindi non hanno fondamento le battaglie per garantire un figlio con la Gravidanza per altri &#8216;solidale&#8217; a chi per vari motivi non può averne. </i><i><b>Parola di Laura Corradi, saggista, sociologa all’Università della Calabria, femminista ecologista.</b></i></p>
<p>Caspita! Avete anche contattato un marmista per incidere queste parole come memento per l&#8217;umanità?</p>
<p>La riproduzione è una possibilità non è un diritto. E chi lo dice. La Corradi? E quindi?<br />
Respirare è una possibilità non un diritto. Chi lo diceva? Lo strangolatore di Copenaghen alle sue vittime. E quindi?</p>
<p>Ma fra intervistatrice e intervistata avete mai sentito parlare del fatto che cosa sia un diritto non lo potete stabilire voi con un&#8217;intervista? E no, non basta neanche una laurea in Sociologia. E no, neanche l&#8217;attestato di “vera femminista”.</p>
<p><b>Professoressa Corradi, perché è così critica nei confronti della Gpa in generale?</b></p>
<p><i>La Gpa commerciale e altruistica hanno in comune di essere nocive per la salute delle donne e dei nascituri/e. Decine di studi medici lo dimostrano: oltre all’alta percentuale di aborti e nati morti (per i quali la gestante per altro non viene pagata) c’è un tasso sproporzionato di malformazioni e incidenza di tumori nei bambini e nelle bambine. Ne accennavo già nel primo libro che scrissi su questo tema, quando gli studi erano ancora pochi (&#8216;Nel ventre di un’altra&#8217;, Castelvecchi 2017, pagg. 95, euro 13.50). Oggi non si possono ignorare i molti risultati di ricerche internazionali pubblicati su riviste scientifiche prestigiose, di cui scrivo in &#8216;Odissea Embrionale&#8217; (Mimesis 2019, pagg. 168, euro 16).</i></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La Gpa è nociva per le donne e i nascituri! Questo sì che è uno scoop! Complimenti! Un attimo che avvisiamo subito la giuria del Pulitzer vi porteranno di certo il premio a casa! Ecco&#8230; è partita la telefonata&#8230; siamo in linea, come? Mi chiedono delle fonti! Ah già&#8230; le fonti&#8230;. ebbè “<i>molti risultati di ricerche internazionali</i>” Come? Uff&#8230; che pignoli , mi chiedono “quali”! Ah e già che ci sono mi chiedono <a href="https://www.associazionelucacoscioni.it/wp-content/uploads/2019/06/Advisory-opinion.pdf">come mai questi studi la CEDU non li ha neanche nominati quando ha dato il primo parere consultivo nel 2019</a>&#8230; aspettate, gli giro gli studi che avete indicato&#8230; ma&#8230; ma&#8230; che fa Sig,ra Corradi mi cita i suoi stessi libri come fonti? Vabbè, no niente, scusate amici del Pulitzer, niente è che siamo in Italia e&#8230; ah lo sapete. Grazie della comprensione.</p>
<p>Andiamo avanti? Ma sì.</p>
<p><i><b>A parte le questioni di salute, </b></i>(ecco lasciamole stare che è meglio ndr)<i><b> perché la Gpa &#8216;solidale&#8217; non è accettabile?</b></i><i><br />
La Gpa &#8216;solidale&#8217; è tale quando non ci sono incentivi economici di alcun tipo: ad esempio in India è ammessa ma solo tra sorelle – per cui chi nasce resta nel contesto famigliare, con due mamme nel certificato di nascita, non viene portato/a via dai compratori – ovvero non ci sono quelle fratture dolorose previste tra partoriente e neonato/a. Chi nasce cerca il seno di chi l’ha partorito/ a, e dovrebbe aver diritto a una relazione, così come colei che ha generato. Non è solo un legame genetico, biologico, ma anche un legame generativo, emotivo importantissimo. I ripensamenti in queste situazioni sono frequenti.</i></p>
<p>In genere in un&#8217;intervista si risponde alle domande, non è questo il caso evidentemente. A meno che, la sig.ra Corradi non sta seriamente portando come argomentazione che il figlio di Maria Sole cercherà il seno della madre che l&#8217;ha partorito e non il suo (sic). Quindi diamo per scontato che la Sociologa Femminista Corradi sia fermamente contraria ad ogni tipo di adozione. Si chiama logica.</p>
<p><i><b>Cosa ne pensa della campagna dell’Associazione Coscioni per portare nei tribunali la richiesta di accesso alla Gpa &#8216;solidale&#8217; da parte di una donna nata senza utero?</b></i></p>
<p><i>Ho molto rispetto per alcune battaglie dell’Associazione Coscioni, ma la riproduzione non è un diritto: è una possibilità, e molte di noi non l’hanno avuta, per motivi biologici, o economici. Pensiamo alle tante precarie che non possono fare figli e delle quali non si parla mai! Perché non ci impegniamo in una campagna affinché lo Stato garantisca un salario alle donne che decidono di fare figli, come succede in altri Paesi? E per quelle che non ne possono avere, perché non mobilitarci affinché diventi più semplice adottare? Io vedo (e vivo) la maternità come un sentimento non egoistico, non legato ai propri geni e alla consanguineità, ma a una relazione di scelta di parentela, di crescita e affetto reciproco. Altrimenti corriamo il rischio di medicalizzare i nostri sentimenti e nutrire le &#8216;cliniche della fertilità&#8217; che promettono doni avvelenati. Non è solo la Gpa a essere nociva e problematica: dal 2014 stanno nascendo i primi bambini da utero trapiantato da &#8216;donatrice&#8217; vivente – si tratta di vendita di organi –. Dove vogliamo fermarci?</i></p>
<p>Nel medioevo, a giudicare dalle ultime righe. E lasciamo stare il fatto che la Logica sia appena morta con il contrasto fra la richiesta di facilitare le adozioni e quello che la sociologa ha dichiarato prima.<br />
“Io&#8230;io&#8230;io”. Ecco Per l&#8217;appunto.</p>
<p>Lei, individuo.</p>
<p>Io, individuo.</p>
<p>Maria Sole, individuo.</p>
<p>La giornalista Mariani, individuo.<br />
Maria Sole non le sta dicendo di non semplificare le pratiche per l&#8217;adozione.</p>
<p>Io non le sto dicendo di non mettere un salario per le mamme.</p>
<p>E soprattutto né io né Maria Sole ci permettiamo di convincerla di geni e di consanguineità e di altre cose che c&#8217;entrano in questa discussione come il giornalismo con i giornali italiani.</p>
<p>Un diritto non esclude l&#8217;altro e una richiesta di diritti non esclude le altre richieste per altri diritti. Quando si vuole invece affermare che un diritto non esiste (in questo caso lei sta negando che il diritto di Maria Sole e di molte altre donne) bisogna portare prove e argomenti scientifici condivisi e accertati.</p>
<p>Dopo di ché bisogna legiferare <i>Etsi deus non daretur</i>, e cioè in modo laico. E prestarsi a fare la femminista da comodino per il giornale dei vescovi non aiuta.</p>
<p><strong>Alessandro Chiometti</strong></p>
<p><a href="https://www.civiltalaica.it/cms/index.php/the-new-pope-e-il-solito-sorrentino.html/alessandro" rel="attachment wp-att-16678"><img decoding="async" class="alignleft wp-image-16678" src="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-scaled.jpg" alt="" width="291" height="315" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-scaled.jpg 2363w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-277x300.jpg 277w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-945x1024.jpg 945w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-768x832.jpg 768w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-1418x1536.jpg 1418w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-1890x2048.jpg 1890w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-148x160.jpg 148w" sizes="(max-width: 291px) 100vw, 291px" /></a></p>
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			</item>
		<item>
		<title>L’Avvenire scopre Wallace e ne approfitta per infangare Darwin</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/lavvenire-scopre-wallace-ne-approfitta-infangare-darwin/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Sep 2017 13:31:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[filosofia e scienza]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro chiometti]]></category>
		<category><![CDATA[avvenire]]></category>
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		<category><![CDATA[evoluzione biologica]]></category>
		<category><![CDATA[simone paliaga]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ci piacerebbe davvero sapere quanti libri su Darwin e l’evoluzione biologica ha letto Simone Paliaga, spregiudicato articolista dell’Avvenire prima di scrivere questo piccolo capolavoro di ignoranza scientifica e storica. Viene da chiedersi se, almeno, la pagina di wikipedia italia dedicata ad Alfred Russel Wallace naturalista inglese contemporaneo di Sir Charles Darwin, l’abbia per lo meno [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/lavvenire-scopre-wallace-ne-approfitta-infangare-darwin/">L’Avvenire scopre Wallace e ne approfitta per infangare Darwin</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/index.php/lavvenire-scopre-wallace-ne-approfitta-infangare-darwin.html/scotland-467bis" rel="attachment wp-att-14360"><img decoding="async" class="alignleft  wp-image-14360" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2017/09/SCOTLAND-467bis-1024x690.jpg" alt="" width="336" height="226" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2017/09/SCOTLAND-467bis-1024x690.jpg 1024w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2017/09/SCOTLAND-467bis-300x202.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2017/09/SCOTLAND-467bis-768x518.jpg 768w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2017/09/SCOTLAND-467bis-237x160.jpg 237w" sizes="(max-width: 336px) 100vw, 336px" /></a></p>
<p>Ci piacerebbe davvero sapere quanti libri su Darwin e l’evoluzione biologica ha letto Simone Paliaga, spregiudicato articolista dell’Avvenire prima di scrivere<a href="https://www.avvenire.it/agora/pagine/darwin-wallace-origine-specie"> questo piccolo capolavoro di ignoranza scientifica e storica.</a></p>
<p>Viene da chiedersi se, almeno, la pagina di wikipedia italia dedicata ad Alfred Russel Wallace naturalista inglese contemporaneo di Sir Charles Darwin, l’abbia per lo meno sbirciata. Non ci sembra.</p>
<p>L’articolo sul “caso Wallace” (ma quale caso?) pubblicato sulla versione on line del giornale dei vescovi italiani, esce in ritardo di quattro anni (nel 2013, centenario della morte di Wallace molti Darwin Day ed Evolution Day sono stati dedicati al naturalista che ebbe la stessa intuizione di Darwin); questo articolo pseudo-scientifico e sicuramente non storico, comincia facendo l’ipotesi ridicola che il lavoro di Darwin  sia stato scelto a posto di quello di Wallace per ragioni alfabetiche (sic) “<em>Chi mai metterebbe in discussione la precedenza della lettera d sulla w?</em>” scrive ritenendosi spiritoso il Paliaga, e fin qui potremmo anche ridere dell’ignoranza del giornalista, ma già che c’è insinua che Darwin abbia copiato il lavoro di Wallace e allora la voglia di ridere ci passa, perché di questi giochetti ne abbiamo colme le tasche.</p>
<p>Scrive infatti il Paliaga:  “<em>Era da anni che Darwin ci lavorava eppure l’idea nella sua mente non era ancora chiara e distinta. […] Non riusciva a trovare una risposta definitiva e soprattutto a darle quella sistemazione compiuta che arriverà solo nel 1859. Forse solo dopo avere letto il lavoro di Wallace.”</em></p>
<p>Wallace quindi descritto come un concorrente, derubato o per lo meno sfortunato, o forse vittima di pregiudizio sociale in quanto appartenente ad una famiglia più povera di quella di Darwin, dice il Paliaga riprendendo quel Tom Wolfe che si è abbondantemente coperto di ridicolo l’anno scorso attaccando Darwin per motivi probabilmente legati alla propria senilità.</p>
<p>Tutte fesserie ovviamente, tant’è vero che a tale proposito anche la pagina di wiki è abbastanza chiara. “<em>Darwin accettò di pubblicare, insieme all&#8217;importante articolo di Wallace, alcuni estratti dei propri scritti inediti. La lettura pubblica dell&#8217;articolo congiunto di Darwin e Wallace, avvenuta il 1º luglio 1858 alla Linnean Society, rappresentò l&#8217;enunciazione ufficiale della teoria della selezione naturale al consesso del mondo scientifico. L&#8217;anno successivo, spronato dall&#8217;articolo di Wallace, Darwin si decise a pubblicare un ampio &#8220;riassunto&#8221; del proprio lavoro ventennale, inviando all&#8217;Editore Murray di Londra L&#8217;Origine delle specie”</em></p>
<p>Quindi le cose sono chiare, Darwin da venti anni  lavorava alla sua Teoria dell’evoluzione, Wallace aveva avuto una buona intuizione giungendo a comprendere gli stessi meccanismi che Darwin aveva cominciato a studiare venti anni prima. Ma Wallace (peraltro fuori dall’Inghilterra mentre si leggeva l’articolo congiunto alla Linnean Society, nel lontano arcipelago malese, come racconta Telmo Pievani nel suo bellissimo libro “Introduzione a Darwin”, ma non pretendiamo che il Paliaga arrivi a tanto) era interessato all’evoluzione ma aveva molti altri progetti in testa (fra cui lo spiritismo e altre cose esoteriche) e si rifiutava di accettare che l’evoluzione non avesse una guida divina per lo meno per ciò che riguardasse l’uomo.</p>
<p>Darwin invece aveva fatto del completamento della Teoria Evoluzionistica la sua ragione di vita, ci aveva lavorato venti anni e aveva ritrosia a pubblicarla solo perché sapeva di suscitare le ire della Chiesa e di tutti i bigotti reazionari.</p>
<p>Spronato dai suoi amici più stretti e dall’amicizia con il collega Wallace, il quale ebbe l’onestà intellettuale (cosa che spesso manca a certi “giornalisti”) di riconoscere che i meccanismi descritti da Darwin funzionavano meglio dei suoi, pubblicò il sunto dei suoi lavori l’anno dopo quella prima lettura dell’articolo a firme congiunte. L’Origine della Specie per l’appunto di cui, ne siamo ragionevolmente certi, il Paliaga non ha mai guardato neanche le figure.</p>
<p>Ma perché un giornale come l’Avvenire deve dare spazio a queste tristi e ridicole figure che non sanno neanche di cosa stanno parlando? Di certo ha le finanze necessarie a comprare i diritti di qualche antidarwinista quasi presentabile… ad esempio lo stesso Tom Wolfe o quel Thomas Nagel che di recente ha rimescolato il brodo antidarwinista/antievoluzionista/creazionista, brodo ormai stracotto ed insipido, per vendere qualche copia in più.</p>
<p>Forse perché questi non arriverebbero al livello di confondere (ancora) la teoria evoluzionista con l’eugenetica? Per lo spregiudicato Simone Paliaga invece non c’è problema ed ecco, nel bel mezzo dell’articolo la frase “buttata là” come si direbbe in gergo altamente scientifico: “<em>La teoria dell’evoluzione in sé non era una novità. C’erano già stati il geologo scozzese James Hutton e anche Erasmus Darwin, nonno di Charles e di Francis Galton, ideatore dell’eugenetica</em>”.</p>
<p>A parte il fatto che Galton (insieme a Spencer) scrive le prime ipotesi eugenetiche dopo l’uscita dei lavori di Darwin (&#8220;<em>manco le basi padre… manco le basi!&#8221;</em>), infatti il loro lavoro viene definito  Darwinismo Sociale (erroneamente, perché Darwin di quella schifezza non voleva saperne niente), è chiaro l’intento del Paliaga e del giornale dei vescovi. Anche stavolta è stata messa la pulce nell&#8217;orecchio che Evoluzione Biologica ed eugenetica (e quindi il razzismo) siano collegate. Al resto ci penserà il primo Fusaro che passa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Alesssandro Chiometti</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/lavvenire-scopre-wallace-ne-approfitta-infangare-darwin/">L’Avvenire scopre Wallace e ne approfitta per infangare Darwin</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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		<title>Omofobia: la propaganda “ritardata” di “Avvenire”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Oct 2012 21:05:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Avvenire pubblica oggi un articolo in cui sostiene che i figli di coppie gay sono portati a essere affetti da malattie sessualmente trasmissibili, al suicidio e al ricorso a terapia psicologica. Il problema, oltre alla solita omofobia strisciante, è che il quotidiano propaganda la scientificità di questo studio di Mark Regnerus, professore di sociologia all’Università del Texas. Il [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Avvenire </em>pubblica oggi <a href="http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/getPDFarticolo.asp?currentArticle=1KZJY2">un articolo</a> in cui sostiene che i figli di coppie gay sono portati a essere affetti da malattie sessualmente trasmissibili, al suicidio e al ricorso a terapia psicologica. Il problema, oltre alla solita omofobia strisciante, è che il quotidiano propaganda la scientificità di questo studio di Mark Regnerus, professore di sociologia all’Università del Texas.<span id="more-10870"></span><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/10/lotus.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-10871" title="lotus" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/10/lotus-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/10/lotus-300x200.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/10/lotus-1024x685.jpg 1024w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/10/lotus.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a> Il giornale dei vescovi (lautamente sovvenzionato dai contributi pubblici) parla di “ritardo”. Ma è proprio la testata cattolica ad arrivare in ritardo. O forse ha voluto far uscire dal cassetto una notizia ad hoc proprio ora che si parla di estendere i diritti anche alle coppie gay.</p>
<p>Perché già a giugno <a href="http://www.slate.com/articles/double_x/doublex/2012/06/gay_parents_are_they_really_no_different_.single.html"><em>Slate</em> pubblicò un articolo</a> in cui Regnerus illustrava il suo studio. E il giorno dopo <a href="http://www.slate.com/articles/health_and_science/human_nature/2012/06/new_family_structures_study_is_gay_parenthood_bad_or_is_gay_marriage_good_.html">arrivò la “smentita”</a>, con un’analisi critica della ricerca che ne rivelò alcuni evidenti difetti nel metodo. Lo studio, per quanto basato  su un ampio campione statistico, catalogava per esempio come “omosessuale” un genitore in base a questa domanda, fatta al figlio ormai adulto: <em>“Dalla tua nascita fino a 18 anni, hai mai saputo di un rapporto romantico di tuo padre/tua madre con una persona dello stesso sesso?”</em>.</p>
<p>Ovvero, si includevano volutamente genitori che avevano avuto relazioni con altre persone, lasciando per di più ai figli questa ’schedatura’ inappropriata dell’omosessualità dei loro genitori. Prevedibile che nel calderone finissero etichettati come “figli di omosessuali” non quelli di coppie gay stabili e serene, ma ragazzi provenienti da coppie vacillanti. E in cui possono esserci figli con maggiori disagi, a prescindere dal fatto che si tratti di coppie gay o eterosessuali. Non c’è dunque molto da stupirsi che non sia esattamente l’ambiente ideale in cui crescere, ma la causa diretta non risiede nel fatto che quel genitore è gay. Aggiungiamoci che la ricerca risulta commissionata con lauto finanziamento da <a href="http://thenewcivilrightsmovement.com/opinion-how-anti-gay-regnerus-study-was-corrupted-by-nom-from-beginning-to-end/marriage/2012/06/13/41324">esponenti di gruppi conservatori anti-gay</a>.</p>
<p>È vero che gli studi sulle famiglie Lgbt non sono (ancora) <a href="http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0049089X12000580">statisticamente molto solidi</a>, come ha rilevato Loren Marks su <em>Social Science Research. </em>Infatti il problema è che, essendo le coppie gay ancora non riconosciute, o riconosciute da poco tempo, non è possibile analizzare migliaia di casi omogenei in un arco di tempo ampio come si vorrebbe e dovrebbe.</p>
<p>Nello stesso volume che ha pubblicato la ricerca di Regnerus l’editore ha però incluso <a href="http://www.elsevier.com/wps/find/authored_newsitem.cws_home/companynews05_02356">tre commenti di altri ricercatori</a> che ridimensionavano molto i risultati, pur apprezzando il tentativo di creare una statistica ampia. Il prof. Paul Amato dell’Università della Pennsylvania scrive: “Se crescere con genitori gay e lesbiche fosse così catastrofico, il problema emergerebbe anche da studi fatti su campioni ridotti. È probabile che le differenze siano piccole, paragonabili forse con quelle di figli di divorziati”. A questo punto, diamo un’idea per la prossima campagna di <em>Avvenire</em>: abolire il divorzio.</p>
<p>Non è la prima volta che i detrattori religiosi degli omosessuali, non potendoli più seriamente dipingere di fronte all’opinione pubblica come dei debosciati o dei peccatori sulla base di vecchi stereotipi di fede, tentano di usare alcuni studi per avvalorare le proprie tesi. Sostenendo ora che i figli di coppie gay crescono con spaventosi traumi e disagi: sebbene non sembri proprio così, come rilevato ad esempio da Chiara Lalli nel suo libro <em><a href="http://www.uaar.it/ateismo/opere/chiara-lalli-buoni-genitori.html">Buoni genitori</a></em>.  Non è quindi un caso che questo studio di Regnerus sia stato cavalcato mesi fa soprattutto da blog di integralisti cattolici, dopo essere stato commentato laconicamente su <em><a href="http://www.lastampa.it/2012/06/12/blogs/san-pietro-e-dintorni/adozioni-omo-studio-usa-VJdIVyEB95FcE4p9ds2j0N/index.html">La Stampa</a>.</em> Come rileva <em><a href="http://malvinodue.blogspot.it/2012/06/siamo-alle-solite.html">Malvino</a></em>, che evidenzia le stesse remore di Regnerus. Fa però specie constatare come il più importante giornale cattolico italiano sia ormai al traino dei siti più fanatici. Succede del resto alla stessa Chiesa, ormai succube dei nuovi movimenti ecclesiali, dall’Opus Dei a Comunione e liberazione.</p>
<p>Di fronte alla crescita delle famiglie omosessuali e alla loro domanda di riconoscimento sociale gli integralisti religiosi giocano dunque la carta della delegittimazione. Il metodo-Betulla fa scuola. Ammantato, in questo caso, di una parvenza di scientificità. Peccato che le apparenze spesso ingannino. Perché l’unico vero ritardo in questa vicenda è quello che la Chiesa cattolica sta accumulando nei confronti della società moderna, e non sarà certo ridotto con l’utilizzo di espedienti di questo tipo.</p>
<p><a href="http://www.uaar.it/news/2012/09/28/omofobia-propaganda-ritardata-avvenire/"><strong>dal sito dell&#8217;UAAR</strong></a></p>
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		<title>L’Avvenire, Pisapia e la Costituzione: un triangolo made in Italì</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/lavvenire-pisapia-e-la-costituzione-un-triangolo-made-in-itali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 17:49:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Ci risiamo: gli strali di Avvenire si abbattono collerici – come il dio che la redazione crede evidentemente di rappresentare – su ogni timido accenno, da parte dell’inginocchiatissima classe politica italiana, ad aperture in senso laico e progressista. Questa volta, bersaglio delle sacre ire del giornale dei vescovi, per mezzo della penna di Francesco Riccardi, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ci risiamo: gli strali di <em>Avvenire </em>si abbattono collerici – come il dio che la redazione crede evidentemente di rappresentare – su ogni timido accenno, da parte dell’inginocchiatissima classe politica italiana, ad aperture in senso laico e progressista.<span id="more-10383"></span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone" title="pisapia" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2012/01/Pisapia-Diavolo.jpg" alt="" width="284" height="178" />Questa volta, bersaglio delle sacre ire del giornale dei vescovi, per mezzo della penna di Francesco Riccardi, è il sindaco di Milano, <strong>Giuliano Pisapia</strong>, e  tutta la sua giunta comunale. Di quale peccato si è macchiata? La giunta milanese, nelle persone dell’assessore al Welfare, <strong>Pierfranceso Majorino</strong>, e di  quello del Lavoro, <strong>Cristina Tajani</strong>, che ne sono i firmatari, ha varato una delibera con la quale si mettono a disposizione dei milanesi che vivono al di  sotto di un determinato reddito i <strong>Fondi Anticrisi</strong> del comune. La nefandezza consiste nel fatto che a tali fondi potranno attingere persone «<em>sposate o coabitanti nello stato di famiglia per sussistenza di vincolo affettivo al primo gennaio 2012</em>». Quindi anche le coppie di fatto. Orrore. E quindi anche quelle dello stesso sesso. Mostruoso.</p>
<div id="attachment_35149">Tale macchia si va ad aggiungere ad un ben noto precedente: l’intento programmatico, espresso da Pisapia già in campagna elettorale e di recente  ribadito, di voler  istituire entro questo anno un registro delle Unioni Civili. Tanto basta per spiegare l’ira del quotidiano cattolico, il quale però, evita questa volta di brandire i soliti argomenti – vedi “sacralità-della-famiglia&amp;Co”, evidentemente percepiti démodé persino dagli stessi cattolici – per lanciarsi piuttosto in accuse nientemeno che di <strong>incostituzionalità del provvedimento</strong>. E sì, perché non è la Bibbia che sancisce che l’unione del matrimonio è solo quella (santificata da dio) tra un uomo e una donna, ma è la nostra stessa Carta Costituzionale. Così l’Avvenire sposta la polemica – stanca, retriva e spossante al punto che farebbe perdere la pazienza anche a Giobbe – sul piano del diritto e, Costituzione alla mano, cita: «<em>all’articolo 29 è inequivocabile nel riconoscere “i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio”. E all’articolo 31 impegna la Repubblica ad agevolare “con misure economiche e altre provvidenze la formazione della famiglia e l’adempimento dei compiti relativi, con particolare riguardo alle famiglie numerose</em>». Spiegando poi che: «<em>Porre sullo stesso piano coppie che – sposandosi civilmente o religiosamente – assumono un preciso impegno pubblico e persone che – per scelta, o per impossibilità – non rendono vincolanti i propri legami “affettivi”, significa violare la lettera e lo spirito della nostra Carta fondamentale</em>». Ma l’incontenibile Riccardi non si ferma qui, e per dribblare in anticipo le possibili accuse di discriminazione, parte anche in difesa preventiva: «<em>qui non ci sono discriminazioni da sanare, ma condizioni e scelte oggettivamente diverse. La peggiore ingiustizia, lo insegnava anche don Lorenzo Milani, è trattare in maniera uguale situazioni differenti</em>». Amen.</div>
<p>Ora, vorremmo ricordare al Riccardi e, se ci è consentito, ai vescovi, solo un paio di cose. La costituzionalità di un provvedimento è sacrosanta, siam d’accordo. Ma perché mai allora nessuno tra i vescovi o tra quanti ne fanno le (mediatiche) veci, insorge di fronte all’incostituzionalità dei centinaia di provvedimenti con i quali ogni giorno si elargisce denaro pubblico alle scuole confessionali? Non è forse un articolo dello stesso documento, ci pare il 33, che recita che «<em>Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, </em><em><em>senza oneri per lo Stato</em></em><em>»?</em> Ma forse alcuni articoli sono più costituzionali di altri, chissà.</p>
<p>Nell’assistere a questo estenuante teatrino delle parti, vien da chiedersi fino a quando i manovratori del pensiero debole pensano di riuscire ancora ad imporre agli italiani la logica dell’uno contro l’altro? Sposati contro conviventi, etero contro gay, e giù a recitare il mantra che l’estensione dei diritti civili ed economici porterebbe al collasso la famiglia tradizionale. Gli italiani non se la bevono più questa storia, e hanno capito ormai che certi steccati servono solo a difendere lo <em>status quo</em> e i privilegi di ben altre categorie, non certo quello di chi, sposato o convivente, etero o gay che sia, non ce la fa davvero più ad arrivare a fine mese. Tuttavia, se davvero ci fossero ancora degli italiani che ci credono, basterà che diano un’occhiata alla cartina dell’Europa – o a quella del mondo intero, se si sentono particolarmente in forma – per accorgersi che il “fattore Unioni Civili” non gioca alcun ruolo nella floridezza economica di un paese. Quale relazione esiste infatti tra l’economia di paesi come la Germania e la Spagna, il Portogallo e la Gran Bretagna, la Svezia e l’Irlanda? Oppure, al di fuori dell’UE, tra l’Australia e la Colombia, il Canada e il Messico, Uruguay e Israele? Sono tutti paesi in cui le unioni di fatto e/o dello stesso sesso sono riconosciute.</p>
<p>Estendere i diritti civili – e fiscali – alle coppie di fatto, siano esse etero o omosessuali, non manderà in bancarotta la famiglia “tradizionale” della porta accanto. Gli italiani l’hanno capito. E i vescovi si rassegnino: non potranno tenere ancora a lungo la storia e il progresso fuori dai confini di questo paese, la cui Carta Costituzionale ha stabilito essere <strong>laico</strong>.</p>
<div id="cercaAutore"><strong>Alessandra Maiorino &#8211; <a href="http://www.cronachelaiche.it/">Cronache Laiche</a></strong></div>
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		<title>La secolarizzazione avanza anche in Italia ma l&#8217;Avvenire capisce il contrario</title>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Nov 2011 18:17:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Su Avvenire odi oggi un articolo di Umberto Folena dal titolo Voglia di sacro, l’Italia resiste commenta in maniera trionfalistica i risultati degli studi di Franco Garelli sulla religiosità in Italia, pubblicati in Religione all’italiana. L’anima del Paese messa a nudo, da domani nelle librerie. Le domande sono simili a quelle della precedente ricerca di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/la-secolarizzazione-avanza-anche-in-italia-ma-lavvenire-capisce-il-contrario/">La secolarizzazione avanza anche in Italia ma l&#8217;Avvenire capisce il contrario</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Su <em>Avvenire </em>odi oggi un articolo di Umberto Folena dal titolo <em>Voglia di sacro, l’Italia resiste</em> commenta in maniera trionfalistica i risultati degli studi di Franco Garelli sulla religiosità in Italia, pubblicati in <em>Religione all’italiana. L’anima del Paese messa a nudo</em>, da domani nelle librerie. Le domande sono simili a quelle della precedente<span id="more-10140"></span> ricerca di Garelli condotta con altri studiosi, pubblicata nel 1995 nel libro <em>La religiosità in Italia</em>. Folena scrive sul quotidiano della Cei che “gli italiani costituiscono un’eccezione nell’Occidente” dal punto di vista della secolarizzazione e che “si dichiarano, e si dimostrano, altrettanto e più credenti” rispetto agli anni passati. Ma confrontando proprio il testo del 1995 di Garelli&#8230; – consultabile <a href="http://www.uaar.it/uaar/biblioteca">presso la biblioteca UAAR</a> – e i risultati recenti, ci si rende conto che le cose non stanno proprio così. La secolarizzazione, sebbene in maniera più lenta anche a causa della pervasività del cattolicesimo, sembra avanzare, come emerge da un confronto critico dei dati. Basti analizzare i dati forniti da Garelli ieri e oggi su alcune questioni chiave come l’esistenza di Dio, la credenza nella vita dopo la morte, la frequenza ai riti religiosi e la pratica della preghiera.</p>
<p>Secondo i dati recenti, il 6,6% afferma che “Dio non esiste”, mentre il 6,2% si dichiara “indifferente”: quindi gli atei e gli agnostici ammonterebbero al 12,8%. Il 4,5% crede in qualche forma di “potere superiore”, l’11,7% crede in Dio “in alcuni momenti, non in altri”, il 25,1% nonostante risponde che “sebbene abbia dei dubbi, sento di credere in Dio”. Il restante 45,8% non ha dubbi sull’esistenza di Dio. Nel libro precedente le opzioni contemplate erano diverse, ma si nota una crescita dei non credenti. Alla domanda ‘<em>Lei si considera personalmente credente?</em>‘ il 53,5% si identificava con gli insegnamenti della Chiesa, il 30,5% credeva in Dio ma solo in parte negli insegnamenti della Chiesa, il 2,2% era credente ma non cattolico, il 6,4% non apparteneva ad una religione specifica sebbene credesse in Dio o in una “realtà superiore”. Quelli che negavano l’esistenza di un Dio o affini erano solo il 2,8%, il 2,7% si dichiarava “in ricerca” e l’1,8% aveva risposto “non ci ho mai pensato, non mi interessa, non saprei”.</p>
<p>Anche per quanto riguarda la credenza su cosa vi sia dopo la morte, lo scenario è simile. Il 14,6% risponde ora che non c’è “nulla”, il 21,4% non lo sa, il 22,5% sostiene di non poterlo sapere, il 36,3% crede che esista “un’altra vita”, il 3,5% crede ci si reincarni e l’1,7% restante risponde “altro”. Ma nel libro precedente il 10,40% aveva risposto “nulla”, il 21% di non saperlo, il 22,3% che non era possibile sapere, il 41,5% che c’è un’altra vita. Stabile il dato su coloro che credevano alla reincarnazione e l’1,1% aveva risposto “altro”.</p>
<p>La frequenza alle messe (esclusi matrimoni e funerali) è pure in calo. Il 21,8% risponde che non ci va mai, il 35,9% una o più volte l’anno, il 15,8% da una a tre volte al mese, il 26,5% ogni settimana o più. Nella ricerca del 1995 invece il 13% aveva risposto di non andarci mai, il 17,6% una o due volte l’anno, il 19,7% più volte l’anno, il 6,8% una volta al mese “circa”, l’11,7% due o tre volte al mese, il 25,6% ogni settimana, il 5,5% più volte a settimana.</p>
<p>Aumentano inoltre coloro che non pregano. Il 23,7% oggi risponde di non pregare mai, il 16,8% di farlo qualche volta all’anno, l’11,2% qualche volta al mese, il 15,8 lo fa più volte alla settimana e il 32,5% almeno una volta al giorno. Nella precedente ricerca, il 17,1% diceva di non pregare mai, il 13,5% qualche volta l’anno, il 10,9% qualche volta al mese, il 17,3% qualche volta alla settimana, il 29,2% “circa” una volta al giorno e il 12,1% più volte al giorno.</p>
<p><strong><a href="http://www.uaar.it/news/2011/11/02/avvenire-commenta-ricerca-garelli-religiosita-italiani-piu-credenti-dati-mostrano-calo/">Valentino Salvatore &#8211; UAAR</a></strong></p>
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		<title>Dai nemici mi guardo io, dagli amici mi guardi iddio</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/dai-nemici-mi-guardo-io-dagli-amici-mi-guardi-iddio/</link>
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		<pubDate>Fri, 04 Sep 2009 13:41:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#160;&#34;Da sette giorni la mia persona &#232; al centro di una bufera di proporzioni gigantesche che ha invaso giornali, televisioni, radio, web, e che non accenna a smorzarsi, anzi. La mia vita e quella della mia famiglia, le mie redazioni, sono state violentate con una volont&#224; dissacratoria che non immaginavo potesse esistere. L&#8217;attacco smisurato, capzioso, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span class="Apple-style-span" style="WORD-SPACING: 0px; FONT: 16px 'Times New Roman'; TEXT-TRANSFORM: none; COLOR: rgb(0,0,0); TEXT-INDENT: 0px; WHITE-SPACE: normal; LETTER-SPACING: normal; BORDER-COLLAPSE: separate; orphans: 2; widows: 2; -webkit-border-horizontal-spacing: 0px; -webkit-border-vertical-spacing: 0px; -webkit-text-decorations-in-effect: none; -webkit-text-size-adjust: auto; -webkit-text-stroke-width: 0px"><span class="Apple-style-span" style="FONT-SIZE: 13px; FONT-FAMILY: arial; BORDER-COLLAPSE: collapse"></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><cite><span style="FONT-SIZE: 9.5pt; COLOR: rgb(68,68,68); FONT-FAMILY: Tahoma"><font size="2">&nbsp;</font></span></cite><cite><span style="FONT-FAMILY: Tahoma"><font size="2">&quot;Da sette giorni la mia persona &egrave; al centro di una bufera di proporzioni gigantesche che ha invaso giornali, televisioni, radio, web, e che non accenna a smorzarsi, anzi. La mia vita e quella della mia famiglia, le mie redazioni, sono state violentate con una volont&agrave; dissacratoria che non immaginavo potesse esistere. L&#8217;attacco smisurato, capzioso, irritualmente feroce che &egrave; stato sferrato contro di me dal quotidiano &#8216;Il Giornale&#8217; guidato da Feltri e Sallusti, e subito spalleggiato da &#8216;Libero&#8217; e dal &#8216;Tempo&#8217;, non ha alcuna plausibile, ragionevole, civile motivazione: un opaco blocco di potere laicista si &egrave; mosso contro chi il potere, come loro lo intendono, non ce l&#8217;ha oggi e non l&#8217;avr&agrave; domani&quot;</font></span></cite></p>
<p></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><cite><span style="FONT-FAMILY: Tahoma"><font size="2">&nbsp;</font></span></cite></p>
<p></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><cite><span style="FONT-STYLE: normal; FONT-FAMILY: Tahoma"><font size="2">Questo l&rsquo;incipit della lettera di dimissioni di Dino Boffo pubblicata oggi sull&rsquo;Avvenire e ripresa dalla maggiorparte dei quotidiani italiani. Il resto &egrave; una lunga panoramica su quanto successo, nuove giustificazioni, propositi per il futuro che lasciano il tempo che trovano.</font></span></cite></p>
<p></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><cite><span style="FONT-STYLE: normal; FONT-FAMILY: Tahoma"><font size="2">Quello che &egrave; interessante lo leggiamo in queste righe.</font></span></cite></p>
<p></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><cite><span style="FONT-STYLE: normal; FONT-FAMILY: Tahoma"><font size="2">Il Sig. Dino Boffo si sarebbe dimesso poich&eacute; attaccato, colpito e affondato da un &ldquo;opaco blocco di potere laicista&rdquo;.</font></span></cite></p>
<p></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><cite><span style="FONT-STYLE: normal; FONT-FAMILY: Tahoma"><font size="2">Di&nbsp;questo blocco capitanato da &ldquo;il Giornale&rdquo; di Vittorio Feltri&nbsp;farebbero parte &ldquo;Il Tempo&rdquo; e &ldquo;Libero&rdquo;. Ovvero quasi tutte le forze opinioniste su carta stampata della Destra che governa questo paese.</font></span></cite></p>
<p></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><cite><span style="FONT-STYLE: normal; FONT-FAMILY: Tahoma"><font size="2">Ah ah ah.</font></span></cite></p>
<p></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><cite><span style="FONT-STYLE: normal; FONT-FAMILY: Tahoma"><font size="2">Va bene, prendiamolo sul serio, questo Sig. Dino Boffo e scriviamogli una lettera aperta.</font></span></cite></p>
<p></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><cite><span style="FONT-STYLE: normal; FONT-FAMILY: Tahoma"><font size="2">&nbsp;</font></span></cite></p>
<p></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><cite><span style="FONT-STYLE: normal; FONT-FAMILY: Tahoma"><font size="2">Egregio ex direttore dell&rsquo;Avvenire, le &egrave; mai capitato di leggere &ldquo;l&rsquo;Unto del Signore&rdquo; di Ferruccio Pinotti? evidentemente no, perch&eacute; altrimenti prima di etichettare come laicisti dei giornali&nbsp;che sostengono&nbsp;Silvio Berlusconi ci penserebbe non una, ma quattro volte. Sappia caro Sig. Boffo che il Silvio nazionale ha fatto la sua fortuna grazie al supporto incessante di organizzazioni non certo laiche, come l&rsquo;Opus Dei, tanto per fare un esempio; supporto che l&rsquo;ha reso la stella polare della cosiddetta &ldquo;Finanza Bianca&rdquo;. Quindi evitiamo di sconfinare nel ridicolo, tutti sanno perch&eacute; l&rsquo;attacco de &ldquo;il Giornale&rdquo; &egrave; avvenuto adesso e con questa veemenza.</font></span></cite></p>
<p></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><cite><span style="FONT-STYLE: normal; FONT-FAMILY: Tahoma"><font size="2">&Egrave; semplicemente l&rsquo;ennesimo capitolo delle VOSTRE lotte intestine, di una chiesa oramai profondamente lacerata fra quella &ldquo;Celeste&rdquo; come la definisce Vito Mancuso e quella di potere, che fa capo allo IOR e al Vaticano.</font></span></cite></p>
<p></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><cite><span style="FONT-STYLE: normal; FONT-FAMILY: Tahoma"><font size="2">Quindi non vada a cercare chiss&agrave; dove i suoi&nbsp;nemici&#8230; ne ha cos&igrave; tanti vicini!</font></span></cite></p>
<p></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><cite><span style="FONT-STYLE: normal; FONT-FAMILY: Tahoma"><font size="2">In secondo luogo, egregio ex direttore dell&rsquo;Avvenire, parliamo dei &ldquo;modi&rdquo; con cui &egrave; avvenuto quest&rsquo;attacco, che tanto ha turbato la sua vita.</font></span></cite></p>
<p></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><cite><span style="FONT-STYLE: normal; FONT-FAMILY: Tahoma"><font size="2">Scusi ma non &egrave; stato proprio sotto la sua direzione che l&rsquo;Avvenire definiva Beppino Englaro &ldquo;giudice e boia di sua figlia&rdquo;?</font></span></cite></p>
<p></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><cite><span style="FONT-STYLE: normal; FONT-FAMILY: Tahoma"><font size="2">Cos&rsquo;&egrave;, ha forse perso la memoria? Si &egrave; gi&agrave; scordato con quale vergognosa violenza avete condotto la campagna in nome dei vostri assurdi dogmi medioevali negli ultimi giorni di Eluana Englaro?</font></span></cite></p>
<p></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><cite><span style="FONT-STYLE: normal; FONT-FAMILY: Tahoma"><font size="2">E ora proprio lei si lamenta della violenza della carta stampata? Certo che ci vuole una bella faccia tosta.</font></span></cite></p>
<p></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><cite><span style="FONT-STYLE: normal; FONT-FAMILY: Tahoma"><font size="2">Guardi non voglio sapere niente delle sue disavventure giudiziarie avvenute nella mia citt&agrave;, come si suol dire non me ne pu&ograve; fregare di meno, e sa perch&eacute;? Perch&eacute; da laico-laicista quale sono, so bene che gli uomini sono imperfetti, nella loro vita possono sbagliare e non per questo vanno dannati in eterno.</font></span></cite></p>
<p></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><cite><span style="FONT-STYLE: normal; FONT-FAMILY: Tahoma"><font size="2">Quindi se lei ha commesso o meno quell&rsquo;errore qualche anno fa, a mio modo di vedere non &egrave; un problema, visto che per di pi&ugrave; ne ha gi&agrave; pagato le conseguenze. Chi l&rsquo;attacca per questo motivo &egrave; un poveraccio che non ha altri argomenti e a cui non resta altro che sguazzare nel fango (per non dire altro).</font></span></cite></p>
<p></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><cite><span style="FONT-STYLE: normal; FONT-FAMILY: Tahoma"><font size="2">Il suo problema, come le ho gi&agrave; detto, &egrave; che lei non ha contro dei laicisti. Altrimenti non si troverebbe come ora&nbsp;ricoperto da fango (per non dire altro), &egrave; un modo di fare che non ci appartiene e non ci apparterr&agrave; mai.</font></span></cite></p>
<p></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><font size="2"><cite><span style="FONT-STYLE: normal; FONT-FAMILY: Tahoma">Come dice il proverbio, si guardi pure dai nemici (ovvero noi laicisti) ma si affidi al suo dio per quel che riguarda i suoi amici, che non ha delle&nbsp;belle frequentazioni.</span></cite><span style="FONT-FAMILY: Tahoma"></span></font></p>
<p></p>
<div align="justify"><font face="Tahoma" size="2">&nbsp;</font></div>
<p></p>
<div align="right"><font face="Tahoma" size="2"><strong>Alessandro Chiometti</strong></font></div>
<p></span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/dai-nemici-mi-guardo-io-dagli-amici-mi-guardi-iddio/">Dai nemici mi guardo io, dagli amici mi guardi iddio</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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		<title>la scarsa memoria dell&#8217;avvenire</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/la-scarsa-memoria-dellavvenire/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Feb 2009 12:52:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[avvenire]]></category>
		<category><![CDATA[beppino boia]]></category>
		<category><![CDATA[boffo]]></category>
		<category><![CDATA[redazione]]></category>
		<category><![CDATA[travaglio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>E&#8217;&#160;evidente che il direttore dell&#8217;Avvenire, Dino Boffo, non&#160;legge gli articoli che pubblica sul suo giornale, altrimenti in primo luogo forse eviterebbe che certe oscenit&#224; vengono pubblicate, in secondo luogo eviterebbe&#160;di coprirsi di ridicolo. Dalla rubrica di Travaglio &#34;Carta Canta&#34; su www.repubblica.it&#160; Boia chi molla</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217;&nbsp;evidente che il direttore dell&#8217;Avvenire, Dino Boffo, non&nbsp;legge gli articoli che pubblica sul suo giornale, altrimenti in primo luogo forse eviterebbe che certe oscenit&agrave; vengono pubblicate, in secondo luogo eviterebbe&nbsp;di coprirsi di ridicolo.</p>
<p>Dalla rubrica di Travaglio &quot;Carta Canta&quot; su <a href="http://www.repubblica.it">www.repubblica.it</a>&nbsp;</p>
<p><strong>Boia chi molla</strong></p>
<p>
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		<title>Un ottima analisi</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/un-ottima-analisi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Sep 2008 14:50:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[avvenire]]></category>
		<category><![CDATA[libertà]]></category>
		<category><![CDATA[libertà religiosa]]></category>
		<category><![CDATA[redazione]]></category>
		<category><![CDATA[uaar]]></category>
		<category><![CDATA[voltaire]]></category>
		<category><![CDATA[volterriani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dal sito dell&#8217;UAAR, una perfetta replica alle solite farneticazioni dell&#8217;Avvenire. Chiunque sia l&#8217;autore, i nostri complimenti! redazione[at]civiltalaica.it I volterriani, la violenza anticristiana in India e la libert&#224; religiosa Continuano le violenze anticristiane in India: nei giorni scorsi, a Jabalpur, &#232; andata a fuoco la cattedrale cattolica. L&#8217;altro ieri, su Avvenire, il quotidiano dei vescovi italiani, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Dal sito <a target="_blank" href="http://www.uaar.it">dell&#8217;UAAR</a>, una perfetta replica alle solite farneticazioni dell&#8217;Avvenire.</p>
<p>Chiunque sia l&#8217;autore, i nostri complimenti!</p>
<p align="right"><strong>redazione[at]civiltalaica.it</strong></p>
<div class="navigation"><font color="#800080"><a target="_blank" href="http://www.uaar.it/news/2008/09/22/volterriani-violenza-anticristiana-india-liberta-religiosa/#comment-192240">I volterriani, la violenza anticristiana in India e la libert&agrave; religiosa</a></font></div>
<div class="post" id="post-12346">
<div class="entry">
<p><em>Continuano le violenze anticristiane in India: nei giorni scorsi, a Jabalpur, &egrave; andata a fuoco la cattedrale cattolica. L&rsquo;altro ieri, su</em> <a onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/article/http://www.avvenire.it');" href="http://www.avvenire.it/" target="_blank"><font color="#800080">Avvenire</font></a>, <em>il quotidiano dei vescovi italiani, Andrea Lavazza ha preso spunto proprio da quest&rsquo;ultimo fatto per denunciare come l&rsquo;Occidente sia rimasto senza voce di fronte a tanta violenza. Anzi, ha rincarato la dose sostenendo che &ldquo;i mille volenterosi volterriani, pronti a battersi fino alla morte affinch&eacute; chiunque possa esprimere le proprie idee, anche se non le condividono, [sembra che] nutrano con il filosofo illuminista lo stesso pregiudizio anti-cattolico, in base al quale si possa fare un&rsquo;eccezione rispetto al proclamato diritto universale di esprimere liberamente le proprie opinioni. E, di conseguenza, di poter manifestare in piena sicurezza la propria fede religiosa&rdquo;.<br />
Sull&rsquo;edizione di ieri Luigi Geninazzi ha parlato di &ldquo;cristianofobia&rdquo;, di &ldquo;globalizzazione&rdquo; dell&rsquo;&rdquo;odio anti-cristiano&rdquo;, definito un &ldquo;nuovo antisemitismo&rdquo;, che contraddistinguerebbe &ldquo;vari paesi del mondo&rdquo;. Gli esempi di Geninazzi sono India, Turchia, Iraq, Indonesia, Pakistan, Algeria, striscia di Gaza.<br />
Ecco, proprio gli esempi forniti da Geninazzi permettono di inquadrare bene il problema: non si tratta infatti di paesi dove i volterriani abbondano. E anche laddove, per ragioni storiche, lo stato &egrave; laico, sono i partiti religiosi, l&rsquo;AKP islamico in Turchia come il BJP induista in India, a soffiare sul fuoco. E soffiano proprio partendo da valori quali la &ldquo;tradizione&rdquo;, &ldquo;le radici religiose&rdquo; della loro nazione, la sottolineatura che cambiare religione &ldquo;&egrave; male&rdquo;. Sono le stesse argomentazioni, avanzate, sicuramente senza violenza, ma non con minor determinazione, dagli ultimi due papi nei confronti dele autorit&agrave; politiche occidentali.<br />
I volterriani, e pi&ugrave; in generale i sostenitori della Dichiarazione Universale dei Diritti dell&rsquo;Uomo, ritengono invece che il diritto di cambiare convinzione, religiosa o no, per assumerne un&rsquo;altra, religiosa o no, sia un diritto inalienabile dell&rsquo;uomo. I leader religiosi non la pensano cos&igrave;. Volterrianamente siamo solidali con i cristiani perseguitati in India, e volterrianamente siamo per la libert&agrave; di coscienza per tutti e ovunque: altrettanto volterrianamente, per&ograve;, invitiamo i cattolici a non invocare laicit&agrave; e libert&agrave; di coscienza solo laddove si trovano in minoranza. Sar&agrave; pi&ugrave; facile, per i loro correligionari che vivono nei paesi a rischio, dimostrare la propria buona fede.</em> </p>
</div>
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<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/un-ottima-analisi/">Un ottima analisi</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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