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	<title>atei devoti Archivi - Associazione Culturale Civiltà Laica</title>
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	<description>Per un movimento culturale volto a difendere la Laicità dello Stato.</description>
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		<title>De Gregori, forse non c&#8217;è niente da capire</title>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Jul 2013 16:41:44 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sicuramente aveva ragione Luciano Ligabue quando faceva dire al suo protagonista di Radiofreccia che le canzoni non tradiscono a differenza di chi le ha scritte. Leggere Francesco De Gregori sul Corriere della Sera oggi è un dispiacere, e non per la sua dichiarazione di non voto che di certo è comprensibile ma per le motivazioni [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/de-gregori-forse-non-ce-niente-da-capire/">De Gregori, forse non c&#8217;è niente da capire</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sicuramente aveva ragione Luciano Ligabue quando faceva dire al suo protagonista di Radiofreccia che le canzoni non tradiscono a differenza di chi le ha scritte.</p>
<p>Leggere Francesco De Gregori sul Corriere della Sera oggi è un dispiacere, e non per la sua dichiarazione di non voto che di certo è comprensibile ma per le motivazioni che porta.<span id="more-11682"></span></p>
<p><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2013/07/de-gregori.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-11683" alt="de gregori" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2013/07/de-gregori-219x300.jpg" width="219" height="300" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2013/07/de-gregori-219x300.jpg 219w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2013/07/de-gregori.jpg 439w" sizes="(max-width: 219px) 100vw, 219px" /></a>Partiamo da una parola chiave: “sinistra” su questo, soltanto su questo, il cantautore romano dimostra di avere le idee chiare<i>. </i><span style="color: #464646;"><span style="font-family: Georgia, serif;"><span>«</span></span></span><i> Sono convinto che vadano tutelate le fasce sociali più deboli, gli immigrati, i giovani […]. Sono convinto che bisogna lavorare per rendere i poveri meno poveri, che la ricchezza debba essere redistribuita; anche se non credo che la ricchezza in quanto tale vada punita. E sono a favore della scuola pubblica, delle pari opportunità, della meritocrazia. Tutto questo sta più nell&#8217;orizzonte culturale della sinistra che in quello della destra</i><span style="color: #464646;"><span style="font-family: Georgia, serif;"><span>»</span></span></span><i>. </i>Tutto perfetto, ma poi aggiunge<i>: </i><span style="color: #464646;"><span>«</span></span><i>Ma secondo lei cos&#8217;è oggi la sinistra italiana? È un arco cangiante che va dall&#8217;idolatria per le piste ciclabili a un sindacalismo vecchio stampo, novecentesco, a tratti incompatibile con la modernità. Che agita in continuazione i feticci del &#8220;politicamente corretto&#8221;, una moda americana di trent&#8217;anni fa, e della &#8220;Costituzione più bella del mondo&#8221;. Che si commuove per lo slow food e poi magari, &#8220;en passant&#8221;, strizza l&#8217;occhio ai No Tav per provare a fare scouting con i grillini. Tutto questo non è facile da capire, almeno per me</i><span style="color: #464646;"><i>.</i></span><span style="color: #464646;"><span> » <br /></span></span>Calma e sangue freddo, c’è qualcosa che non torna caro Francesco De Gregori. Andiamo con ordine.<br />Innanzitutto appare completamente ingiustificato questo disprezzo per le piste ciclabili, che dovrebbe essere uno di quei punti su cui siamo tutti d’accordo, sinistra o non sinistra, fatta esclusione per i coatti portatori insani di suv.<br />Sul sindacalismo vecchio stampo, delle due l’una: o De Gregori non sa cosa era il sindacalismo novecentesco con le lotte per i diritti ad esso connesse o non sa cosa è il sindacalismo oggi con le organizzazioni ridotte ad erogatrici di servizi fiscali per i contribuenti.<br />Se poi per modernità si intende la perdita dei diritti, ci farebbe piacere, a noi di sinistra, che esistessero delle forze in grado di opporsi alla precarizzazione e alla cancellazione dei diritti dei lavoratori, ma forse il caro cantautore non ha dovuto mai fare i conti sulla sua pelle con i contratti co.co.co., le borse di studio posticce e i lavori a progetto.<br />Sullo <i>slow food</i> poi siamo senza parole, forse la sinistra che ha in mente De Gregori dovrebbe ispirarsi al Mc Donald? <br />Lasciando da parte la Costituzione e i no tav su cui legittimamente si possono avere idee diverse (ma per inciso sottolineiamo che il Pd non ha mai espresso idee no tav), è il concetto di scouting con i grillini che riserva le maggiori sorprese, infatti il meglio ha da venire nell’intervista.<br /><i>«Questo governo non piace a nessuno. Ma credo fosse l&#8217;unico possibile. Ringrazio Dio che non si sia fatto un governo con Grillo e magari un referendum per uscire dall&#8217;euro[…]Ora il Pd è di moda occuparlo, prendere la tessera per poi stracciarla. Non ne posso più di queste spiritosaggini».<br /></i>Più che Dio De Gregori dovrebbe ringraziare Grillo che preso dal suo qualunquismo-populismo ha rifiutato l’accordo con Bersani che sarebbe stata l’unica cosa che gli avrebbe consentito di cambiare realmente questo paese. E già che c’è De Gregori dovrebbe chiedersi perché il Pd ha perso voti in favore di Grillo, e perché chi voleva un cambiamento in questo paese preferisce dar fiducia a un movimento estemporaneo piuttosto che ad un partito con una storia alle spalle. Sarà forse perché questo partito, il suo partito, da tempo non è più presentabile? <br />Sorvoliamo sul resto dell’intervista in cui De Gregori parla in modo abbastanza prevedibile di Berlusconi, Renzi e conferma il suo astio verso Grillo e veniamo alla puntuale marchetta clericale che non può mancare da ogni membro dello star system che si rispetti:<span style="color: #464646;"><span style="font-family: Georgia, serif;"><span> «</span></span></span> <i>Non c&#8217;è proprio nessuno che le piaccia?</i><i><b> </b></i><span style="color: #464646;"><span style="font-family: Georgia, serif;"><span>» </span></span></span>chiede Aldo Cazzullo, e lui: <i>«Papa Francesco, la più bella notizia degli ultimi anni. Ma mi piaceva anche Ratzinger. Intellettuale di altissimo livello, all&#8217;apparenza nemico del mondo moderno e in realtà avanzatissimo, grande teologo e per questo forse distante dalla gente. Magari i fedeli in piazza San Pietro non lo capivano. Ma il suo discorso di Ratisbona fu un discorso importante». </i><br />Lasciamo perdere Papa Francesco che oramai è come la nutella, o ne parli bene o sei irrimediabilmente out, ma la riscoperta prematura di Ratzinger no, caspita! Ma quale grande intellettuale se ogni volta che apriva bocca si dimezzava il numero di cattolici? Ma la vogliamo finire con questa sudditanza psicologica nei confronti delle sacre tonache bianche? Sul discorso di Ratisbona ci limitiamo a ricordare al cantautore che finanche Ratzinger stesso ha dovuto ammettere che aveva sbagliato “politicamente”. <br />Già nel 2006 in un intervista a l’Unità Francesco De Gregori si era dimostrato uno di quei laici atei che piacciono tanto al vaticano, quelli che… non credono, ma che gli piacerebbe tanto credere perché chi crede ha una marcia in più. Quelli che… “io non credo, ma per il Papa ci vuole rispetto” che si traduce automaticamente nel fatto che il Papa non si può e non si deve criticare. Quelli che… sono ateo perché negli anni ‘70 faceva vendere più dischi, ma ora dopo che il comunismo è caduto meglio far soldi vendendo anche ai papaboys. <br />Oggi completa l’opera con questo suo outing sul Corriere… anche la scelta del media potrebbe non essere casuale. Ma forse, davvero, non c’è niente da capire.</p>
<p><b>Alessandro Chiometti</b></p>
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		<title>Perle confessionali in TV</title>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Dec 2008 15:34:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Davvero sorprendente cosa si pu&#242; apprendere nel corso di un dibattito televisivo. E poi dicono che la TV non serve a niente? Ma non scherziamo&#8230; pensate che nel corso del programma &#8220;il salotto buono&#8221; andato in onda su Teleterni mercoled&#236; 17 Dicembre 2008, i telespettatori hanno avuto modo di conoscere la sconcertante verit&#224; sul ruolo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Davvero sorprendente cosa si pu&ograve; apprendere nel corso di un dibattito televisivo. E poi dicono che la TV non serve a niente? Ma non scherziamo&#8230; pensate che nel corso del programma &ldquo;<em>il salotto buono</em>&rdquo; andato in onda su Teleterni mercoled&igrave; 17 Dicembre 2008, i telespettatori hanno avuto modo di conoscere la sconcertante verit&agrave; sul ruolo di un preside all&rsquo;interno di una scuola media superiore.</font></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Questo grazie al Prof. Giuseppe Metastasio, preside dell&rsquo;ITC &ldquo;Casagrande&rdquo; di Terni, che con stravaganti argomentazioni ha caparbiamente sostenuto, nel corso di tale dibattito televisivo che il suo ruolo all&rsquo;interno della scuola &egrave; necessariamente e obbligatoriamente quello di &ldquo;<em>rispettare la volont&agrave; degli studenti</em>&rdquo;.</font></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Ovviamente la discussione in oggetto era quella sul comportamento del Prof. Franco Coppoli che all&rsquo;interno della stessa scuola gestita dall&rsquo;impavido preside, sta portando avanti, a suo modo e assumendosene tutte le responsabilit&agrave;, quella che ritiene una battaglia in difesa della laicit&agrave;. Ovvero, com&rsquo;&egrave; ormai noto a tutti, il Prof. Coppoli rimuove durante le sue lezioni il crocifisso dalle mura dell&rsquo;aula in cui insegna, e lo riposiziona alla fine di queste. Cosa che ha mandato su tutte le furie il Prof. Metastasio che &egrave; arrivato a denunciare Coppoli alla procura della Repubblica per il suo comportamento. Questo perch&eacute;, secondo Metastasio, la decisione sul fatto che il crocifisso DEVE essere esposto in quell&#8217;aula &egrave; stata presa dagli studenti durante un assemblea di classe, e lui come preside deve far si che sia rispettata la volont&agrave; degli studenti. </font></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Vani i tentativi che il sottoscritto (presidente di Civilt&agrave; Laica) e Francesco Paoletti (segretario del circolo UAAR di Roma) hanno compiuto per farsi indicare dove mai fosse scritto tale &ldquo;dovere&rdquo; del preside, visto che a quanto ci risulta i ragazzi non hanno competenza su cosa deve essere esposto nelle aule di una scuola pubblica.</font></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Davvero un preside sui generis il Prof. Metastasio che avrebbe semplicemente potuto sostenere la necessit&agrave; della presenza del crocifisso appellandosi alle leggi in vigore e ad alcune recenti sentenze, sarebbe stata una posizione comprensibile e tutto sommato condivisibile. Ma no, questo per il Prof. Metastasio, stando a quanto da lui affermato nel corso della trasmissione, avrebbe significato banalizzare il crocifisso rendendolo un semplice suppellettile di arredo scolastico. Quindi lui ha preteso di far passare la decisione come espressione della volont&agrave; degli studenti, omettendo di dire che questa &egrave; una volont&agrave; solo di una parte di essi (la maggioranza) che impone le proprie convinzioni religiose ad una altra parte degli stessi (la minoranza). E come Tocqueville ha insegnato, questo &egrave; un classico esempio di &ldquo;dittatura della maggioranza&rdquo; che rovina la democrazia imponendo principi etici e negando diritti alle minoranze che si sentiranno escluse dalla vita sociale. Cosa ripresa, fra l&#8217;altro, nell&#8217;Art. 3 della nostra Costituzione proprio sui temi religiosi.</font></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Questa incongruenza gli &egrave; stata da me pi&ugrave; volte ricordata e ci&ograve; ha creato notevole imbarazzo alla conduttrice Livia Torre e allo stesso preside che hanno pi&ugrave; volte cercato di rimarcare il fatto che io non potevo sapere se la decisione all&rsquo;interno della classe fosse stata presa a maggioranza o all&rsquo;unanimit&agrave;.</font></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Comprensibili i motivi di questo tanto dibattere su una quisquilia del genere, i cattolici integralisti (nonch&eacute; gli atei devoti di cui il Prof. Metastasio &egrave; un ottimo esempio) non sono abituati ad essere contraddetti o a confrontarsi con un pensiero a loro non conforme, quindi cercano sempre di voler far apparire il loro operato come &ldquo;il bene della comunit&agrave; tutta&rdquo; quando &ldquo;comunit&agrave; tutta&rdquo; non lo sono mai stati. Messi di fronte all&rsquo;evidenza (il fatto che una discussione etica all&rsquo;interno di una classe comporta divisioni) hanno cercato di sminuire il fatto dicendo che la mia affermazione non poteva essere provata. Invitati quindi a dimostrare il contrario, hanno preferito cambiare discorso.</font></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Pi&ugrave; volte Francesco Paoletti ha provato a far ragionare il preside dicendogli cosa avrebbe fatto se gli studenti avessero voluto esporre simboli politici o cose futili come bandiere di una squadra di calcio, e qui &egrave; venuta fuori tutta l&rsquo;ipocrisia che comporta nascondersi dietro &ldquo;la volont&agrave; degli studenti&rdquo;, difatti il preside ha ammesso candidamente che in quel caso glie l&rsquo;avrebbe senz&rsquo;altro negato. </font></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Chiaro il concetto? Secondo il Prof. Metastasio, lui, come preside, deve rispettare la volont&agrave; degli studenti, tranne quando questa &egrave; in contrasto con la sua di volont&agrave;.</font></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Ergo il crocifisso deve rimanere esposto perch&eacute; cos&igrave; vuole Metastasio, che si &egrave; arrogato il diritto di essere anche superiore alle legislazione vigente (se cos&igrave; non fosse si sarebbe giustificato semplicemente chiamandola in causa).</font></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Questo &egrave; il concetto di democrazia secondo il bizzarro preside dell&rsquo;ITC &ldquo;Casagrande&rdquo;, ovvero un becero populismo che ricorda tanto Ponzio Pilato, se di un fatto non mi interessa niente lascio decidere al popolo cos&igrave; faccio bella figura (e magari acquisto punti politicamente parlando), se invece mi interessa decido io che sono il preside. </font></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Del resto questa non &egrave; stata certo l&rsquo;unica perla che Metastasio ci ha regalato nel corso di appena un&rsquo;ora (scarsa, a causa del suo ritardo ad arrivare in studio) di trasmissione. Tralasciandone diverse, fra cui: la sua penosa caduta di stile nel tentativo di denigrare un&rsquo;associazione di Promozione Sociale Nazionale qual&rsquo;&egrave; l&rsquo;UAAR; la sua dimostrazione di infinita arroganza a pretendere di definire quali sono le battaglie &ldquo;<em>fuori dal tempo</em>&rdquo; come le chiama lui (ignorando fra l&rsquo;altro le recenti sentenze in Europa); mi permetto in tale sede di ricordare senz&rsquo;altro la pi&ugrave; esilarante, ovvero il fatto che a suo dire la classe ha deciso LAICAMENTE con una votazione di mantenere il crocifisso in aula.</font></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Roba da chiodi, evidentemente la materia di cui &egrave; esperto il prof. Metastasio non &egrave; certo l&rsquo;Italiano, altrimenti non si sarebbe mai permesso di fare un simile scempio della nostra lingua&#8230; sembra che al suo pronunciarsi con &ldquo;<em>la classe ha votato laicamente</em>&rdquo; si siano sentiti strani rumori di protesta provenire dalla tomba di Dante!</font></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Ma che vuol dire &ldquo;<em>votare laicamente</em>&rdquo;? NIENTE. Assolutamente NIENTE!</font></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><font face="Tahoma" size="2">&Egrave; solo una frase sparata li &ldquo;ad effetto&rdquo; per impressionare l&rsquo;interlocutore o il pubblico, ma non vuol dire assolutamente niente.</font></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Si pu&ograve; infatti parlare di votazioni democratiche o meno, di votazioni regolari o irregolari, legittime o illeggittime, ma definire laico l&#8217;esito di un voto &egrave; assolutamente privo di significato. Un voto &egrave; espressione del volere di una maggioranza, non del concetto di laicit&agrave;. </font></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Anzi, se proprio vogliamo dirla tutta una votazione su temi etici che riguardano l&rsquo;individualit&agrave; personale non pu&ograve; essere laica. In quanto i principi della laicit&agrave; vorrebbero che fossero rispettati i diritti di tutti e non, invece, imposta la volont&agrave; della maggioranza. Tanto per fare un esempio, una votazione che volesse IMPORRE l&rsquo;eutanasia ad un malato terminale non pu&ograve; definirsi laica a prescindere da quale sia il suo risultato. Quello che chiede il laico su questi temi &egrave; molto diverso, ovvero che se il malato terminale richiede l&rsquo;eutanasia questa deve essergli concessa. Ma il laico non chiederebbe mai a nessuno di decidere con una votazione se al malato terminale debba essere imposta o meno l&#8217;eutanasia.</font></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Sto dicendo banalit&agrave;, cose che tutti dovrebbero sapere, basta informarsi su quali sono i principi su cui si fondano le moderne democrazie occidentali. </font></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Ma del resto, se una frase del genere esce dalla bocca di un preside di una scuola statale, &egrave; evidentemente il caso di ribadirli con forza questi concetti. </font></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Pi&ugrave; sfumate, e di certo pi&ugrave; condivisibili le parole del cattolico Mol&egrave; che ha partecipato anch&rsquo;esso alla trasmissione. A suo dire infatti, seppur mai nella sua vita avrebbe pensato che si poteva arrivare a tanto, se l&rsquo;esposizione del crocifisso genera divisioni &egrave; giusto toglierlo, tanto la sua fede non &egrave; minimamente disturbata dalla mancata esposizione su un muro di questo.</font></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><font face="Tahoma" size="2">In conclusione, non so quanto possa essere stata utile la trasmissione per difendere o promuovere le nostre idee laiche, di certo io e Paoletti abbiamo fatto del nostro meglio, ma i limiti del dibattito televisivo sono evidenti. </font></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Comunque non posso che constatare che la &ldquo;creazione&rdquo; di tanti &ldquo;atei devoti&rdquo; nel nostro paese &egrave; di certo uno dei peggiori crimini commessi dal comunismo. </font></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><font face="Tahoma" size="2"></font></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="right"><strong><font face="Tahoma" size="2">Alessandro Chiometti</font></strong></p>
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