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	<title>articolo 21 Archivi - Associazione Culturale Civiltà Laica</title>
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	<description>Per un movimento culturale volto a difendere la Laicità dello Stato.</description>
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		<title>Corrado Guzzanti: l&#8217;Aiart ritira la denuncia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Jan 2013 09:35:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Un enorme grazie agli amici di Articolo21 e di Change.org, per aver promosso la petizione in mia difesa e a tutti quelli che l’hanno diffusa e firmata. Con l’occasione ringrazio anche molti giornalisti che hanno preso le mie parti scrivendo della querelle tragicomica di Padre Pizzarro. Ciò detto è probabile che abbiamo sopravvalutato tutti le [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/corrado-guzzanti-laiart-ritira-la-denuncia/">Corrado Guzzanti: l&#8217;Aiart ritira la denuncia</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>“Un enorme grazie agli amici di Articolo21 e di Change.org, per aver promosso la petizione in mia difesa e a tutti quelli che l’hanno diffusa e firmata. Con l’occasione ringrazio anche molti giornalisti che hanno preso le mie parti scrivendo della querelle tragicomica di Padre Pizzarro. <span id="more-11093"></span><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/index.php/corrado-guzzanti-laiart-ritira-la-denuncia.html/padre-pizarro" rel="attachment wp-att-11094"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-11094" alt="padre-pizarro" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2013/01/padre-pizarro-300x190.jpg" width="300" height="190" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2013/01/padre-pizarro-300x190.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2013/01/padre-pizarro.jpg 490w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Ciò detto è probabile che abbiamo sopravvalutato tutti le minacce dell’Aiart, associazione che pretende di rappresentare i telespettatori cattolici, di cui né io, né voi, né i telespettatori cattolici avevamo mai sentito parlare.<br /></em><em>Vorrei innanzitutto precisare, anche se è stato già fatto altrove, che La7 non stava mandando in onda un mio nuovo programma, ma la ripresa televisiva di uno spettacolo teatrale del 2010, già replicato su Sky decine di volte, e anche in chiaro sul canale del digitale terrestre “Cielo”, pubblicato in DVD, presente da tempo su youtube etc. L’Aiart poteva legittimamente non esserne a conoscenza, o essere stato appena fondato e voler recuperare il tempo perduto, ma non lo era neanche del fatto che i reati di opinione, insieme al vilipendio ecc. sono stati fortemente ridimensionati nel nostro ordinamento. Gli attuali limiti della satira, si parli di politica o di religione, si riducono sostanzialmente alla calunnia o all’insulto personale, per i quali la legge, come è noto, prevede il diritto di querela. Dunque paradossalmente avrei più speranze io di sfidare l’Aiart in tribunale per le parole offensive che mi rivolge nei suoi comunicati, senonché l’ultimo di ieri, in cui si dice soddisfatta delle mie scuse, estorte per gioco in una gag de “Le Iene”, mi ha riempito il cuore di tenerezza.<br /></em><em>In merito all’offesa confesso di non capire esattamente cosa sia il “sentimento religioso” perché sfortunatamente non ne sono dotato. Ho sempre pensato che essere intimamente credenti non possa essere troppo diverso dall’essere intimamente liberali, o socialisti, o vegani. Si tratta di amare e riconoscersi in delle idee, in una visione della società e del mondo, e le idee non sono sacre e intoccabili solo perché noi crediamo così fortemente in esse; vivono nel dibattito pubblico, confrontandosi e dovendo convivere con idee diverse e a volte opposte. Spero di non offendere nessuno se affermo che l’esistenza di un creatore, l’inferno, il paradiso, l’immortalità dell’anima, il giorno del giudizio ecc. siano, fino a spettacolare prova contraria, soltanto delle idee, delle opinioni che si è liberissimi di sostenere purché non si tenti di imporle agli altri come un tabù inviolabile.<br /></em><em>Che il sentimento religioso non possa reclamare una superiore legittimità, perché supportato, mi dicono, da pervasiva e speciale intuizione, appare evidente dal fatto che le credenze religiose sono tante, più di quelle da cucina dell’Ikea, e producono purtroppo affermazioni contrastanti. Un buddista e un cattolico, egualmente persuasi della loro fede, saranno certi di saperla molto lunga sull’origine e il senso dell’uomo e dell’universo, ma almeno uno di loro, al momento del trapasso, avrà una sorpresa. Ciò dovrebbe suggerire che convinzione “sentimentale” profonda e verità siano sostanzialmente due cose diverse.<br /></em><em>Si obietterà, magari stavolta tra i denti, che l’unica fede valida sia la nostra (e raramente qualcuno insorge perché sia stata offeso il sentimento religioso di qualcun altro), eppure non tutti i credenti si offendono, alcuni addirittura ridono, e spero che L’Aiart non pensi che a persone di questo genere siano capitati in sorte una fede o un sentimento di serie B.<br /></em><em>Mi conforta che questa associazione limiti la sua vigilanza ai nostri canali generalisti; al confronto di ciò che osa la satira in Inghilterra, in Francia o negli Stati Uniti, il mio Padre Pizzarro fa la figura del tenero Giacomo della Settimana Enigmistica. Ma il nostro è un paese “laico e democratico” dove un presidente del consiglio che nessuno di noi ha eletto, come primo atto ufficiale va a porgere i suoi omaggi al Papa. E il motivo per cui io e i miei colleghi scriviamo e recitiamo cose come “Padre Pizzarro” è che l’Italia sembra spesso uno stato teocratico “di fatto”. Solo pochi anni fa un ministro dell’istruzione avanzava, con un certo successo, la proposta di abolire Darwin dall’insegnamento scolastico per rispetto ai creazionisti, che ancora ci devono spiegare (come diceva un noto comico americano) perché Dio prima di creare l’essere a sua immagine e somiglianza si sia gingillato per milioni di anni coi dinosauri. Dunque non mi stupisce troppo che una minoranza di ferventi religiosi, invece di limitarsi a cambiare canale, si senta in diritto di chiedere una punizione legale, e questo rende, e temo renderà ancora, iniziative come la vostra necessarie a difendere e ribadire civilmente la libertà di tutti. In molti anni di televisione non credo di essermi guadagnato la fama del provocatore seriale, a caccia di polemiche per ottenere attenzioni e notorietà, né quella di un comico particolarmente violento o volgare. Ho sempre fatto il mio lavoro seguendo il mio “sentimento satirico”, parlando di tutto e di tutti nel modo più libero che mi è stato e che mi sono concesso. So inoltre cosa significhi sentirsi indignati. Le affermazioni fatte da esponenti di quel mondo, o da politici che, più o meno sinceramente, parlano e decidono in sua difesa, delle nostre scelte in materia di sessualità, diritti, vita e morte, mi hanno offeso numerose volte e continuano ad offendere il mio sentimento laico. Per questo ogni tanto Padre Pizzarro parla ed altri oltre a lui e dopo di lui parlano e parleranno.<br /></em><em>Grazie ancora a tutti. Vi abbraccio”. </em></p>
<p><em><strong>Corrado Guzzanti <a href="http://www.articolo21.org/2013/01/la7-laiart-ritira-la-denuncia-corrado-guzzanti-ci-scrive-una-bellissima-lettera-per-le-54mila-firme-raccolte/">(presa da Articolo 21)</a></strong></em></p>
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		<title>Parole al vento</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/parole-al-vento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[civiltalaica]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Jul 2007 08:46:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro chiometti]]></category>
		<category><![CDATA[articolo 21]]></category>
		<category><![CDATA[costituzione italiana]]></category>
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		<category><![CDATA[frequenze radiofoniche]]></category>
		<category><![CDATA[laboratorio diritti pace ambient]]></category>
		<category><![CDATA[libertà di stampa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; Costituzione Italiana Art. 21 Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non pu&#242; essere soggetta ad autorizzazioni o censure. Si pu&#242; procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell&#8217;autorit&#224; giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/parole-al-vento/">Parole al vento</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0cm;"><strong><a href="http://www.quirinale.it/costituzione/costituzione.htm" target="_blank">Costituzione Italiana Art. 21 </a></strong></p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0cm;"><a href="javascript:void(0);/*1184744416203*/"><br />
</a></p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0cm;"><em><a href="javascript:void(0);/*1184744416203*/"><strong><u>Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione</u></strong>. </a></em></p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0cm;"><em><u><strong><a href="javascript:void(0);/*1184744416203*/">La stampa non pu&ograve; essere soggetta ad autorizzazioni o censure.</a></strong></u></em></p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0cm;"><em><a href="javascript:void(0);/*1184744416203*/">Si pu&ograve; procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell&#8217;autorit&agrave; giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l&#8217;indicazione dei responsabili.</a></em></p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0cm;"><em><a href="javascript:void(0);/*1184744416203*/">In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell&#8217;autorit&agrave; giudiziaria, il sequestro della stampa periodica pu&ograve; essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all&#8217;autorit&agrave; giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s&#8217;intende revocato e privo di ogni effetto. </a></em></p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0cm;"><em><a href="javascript:void(0);/*1184744416203*/">La legge pu&ograve; stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.</a></em></p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0cm;"><em><a href="javascript:void(0);/*1184744416203*/">Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni</a>.</em></p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0cm;">
</p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;">Non c&#8217;&egrave; alcun dubbio, la Costituzione Italiana &egrave; una gran bella costituzione.</p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;">Peccato che poi, nei fatti venga puntualmente disattesa. </p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;">&Egrave; forse difficile capire il significato della frase &ldquo;la stampa non pu&ograve; essere soggetta ad autorizzazioni o censure&rdquo;? Personalmente ritengo di no&#8230; ma allora mi spiegate come pu&ograve; ancora sussistere nel Codice Penale del nostro paese il reato di &ldquo;<a href="http://www.interlex.it/testi/l48_47.htm#663" target="_blank">stampa clandestina</a>&rdquo;? </p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;">Se non c&#8217;&egrave; bisogno di autorizzazioni non possono esistere stampe clandestine&#8230; mi pare ovvio no? Invece esistono, in quanto per iniziare a pubblicare in forma anche totalmente amatoriale (come facciamo noi) una rivista periodica ci sono molti cavilli legislativi a cui bisogna ottemperare: primo fra tutti e il pi&ugrave; difficile da superare &egrave; l&#8217;individuazione del <a href="http://www.interlex.it/testi/l48_47.htm" target="_blank">Direttore Responsabile</a>. </p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;">Questa persona deve essere un giornalista iscritto all&#8217;albo dei giornalisti&#8230; cosa vuol dire? Vuol dire che anche chi decide di fare 100 copie di un giornalino dell&#8217;associazione da spedire ai soci deve trovare un giornalista professionista che presti il suo nome per il ruolo di Direttore Responsabile&#8230; cosa per cui i professionisti si fanno pagare profumatamente.</p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;">In alternativa, per giornali monotematici che si occupino di argomenti specifici (su cosa questo voglia dire sarebbe da discutere a lungo) &egrave; possibile iscrivere agli albi speciali dell&#8217;Ordine dei Giornalisti una persona della redazione&#8230; cosa che per&ograve; costa all&#8217;incirca 1000 euro l&#8217;anno&#8230; e di certo chi non ha risorse si trova la strada molto in salita.</p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;">Tutte queste difficolt&agrave; la nostra associazione ha dovuto superare prima di iniziare la pubblicazione della sua rivista, ed &egrave; per questo <a href="http://www.civiltalaica.it/web/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=503&amp;Itemid=115" target="_blank">che ne siamo particolarmente orgogliosi</a>; tuttavia, mi chiedo come mai in 60 anni di &ldquo;repubblica&rdquo; &ldquo;&rdquo;democratica&rdquo;&rdquo; nessuno ha mai notato la palese incostituzionalit&agrave; di questa legge sulla stampa che con pochissime variazioni e nonostante gli enormi cambiamenti di tecnologia (oggi chiunque pu&ograve; stamparsi il suo giornalino) &egrave; rimasta in vigore, con pochissime variazioni, dal 1948 (una delle leggi pi&ugrave; obsolete dell&#8217;intero impianto legislativo). Nonostante il credo liberista e liberalizzante si diffonda in quasi tutte le nostre forze politiche nessuno ha mai notato quanto sia illiberale l&#8217;esistenza di questa legge.</p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;">Ma c&#8217;&egrave; di peggio.</p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;">Come molti di voi che ci seguono sanno, la nostra associazione cura una trasmissione radio chiamata &ldquo;<a href="http://www.civiltalaica.it/web/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=43&amp;Itemid=45" target="_blank">la befana non esiste</a>&rdquo; grazie all&#8217;ospitalit&agrave; di <a href="http://www.radiogalileo.it" target="_blank">radio Galileo</a>. Visto il buon successo della trasmissione che ci ha fatto conoscere a molte persone, in una riunione del <a href="http://www.dirittipaceambiente.org/" target="_blank">Laboratorio Diritti Pace Ambiente</a>&nbsp; (struttura interassociativa del comune di Terni di cui Civilt&agrave; Laica fa parte) ho proposto che per aumentare la comunicativit&agrave; della struttura ci dotassimo di una radio propria in cui ogni associazione poteva avere uno spazio settimanale.</p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;">Sapevo gi&agrave; che non &egrave; pi&ugrave; il (bel) tempo delle radio libere, quando una persona poteva iniziare le trasmissioni dal bagno di casa propria&#8230; per&ograve; pensavo che le difficolt&agrave; fossero limitate in quei (circa) diecimila euro annui che costa l&#8217;autorizzazione per l&#8217;inizio delle trasmissioni&#8230; invece la sorpresa pi&ugrave; amara doveva ancora arrivare.</p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;">Quello che &egrave; incredibile &egrave; che nel nostro &ldquo;democratico&rdquo; paese non ci sono pi&ugrave; frequenze libere per le trasmissioni radiofoniche.. com&#8217;&egrave; possibile se ci sono interi campi di Mhz su cui si sente solo statica? A quanto sembra (il condizionale &egrave; d&#8217;obbligo), nel nostro &ldquo;democratico&rdquo; paese le frequenze sono state tutte acquistate da qualcuno e per iniziare una trasmissione radiofonica bisogna comprare la frequenza a prezzo di mercato&#8230; il che vale a dire che per un bacino di utenza di centomila abitanti circa il costo della frequenza &egrave; di circa un milione (1.000.000) di Euro.</p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;">Sottolineando che le cifre riportate sono attendibili solo per avere un idea della situazione e possono variare moltissimo da citt&agrave; a citt&agrave; (e sinceramente non so se in qualche parte d&#8217;Italia vi siano frequenze &ldquo;libere&rdquo; senza incorrere alla vessazione di chi approfitt&ograve; della confusione generata dalla legge Mamm&igrave; negli anni 80 per garantirsi un futuro roseo e redditizio comprando a man bassa frequenze a prezzi stracciati), quello che mi preme sottolineare e su cui stimolare la riflessione &egrave;: pu&ograve; un paese che ha la pretesa di definirsi democratico disattendere in continuazione i principi costituzionali su cui si basa? Come possono i ragazzi (i &ldquo;giovani&rdquo; <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ecce_Bombo" target="_blank">eccebombiana</a> memoria) sentirsi stimolati ad associarsi, ad avere iniziative, idee, a produrre materiale culturale se lo stesso stato che dovrebbe incentivarli si preoccupa solo di mettere i bastoni fra le ruote con burocrazie kafkiane che fanno si che gli unici che possono muoversi sono coloro che hanno milioni di euro alle spalle?</p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;">Invece di far convegni e pubblicit&agrave; progresso i nostri politici dovrebbero pensare a rimuovere gli ostacoli all&#8217;applicazione dei diritti costituzionali&#8230; e forse in Italia la cultura non andrebbe cos&igrave; a rotoli.</p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;">
</p>
<p align="right" style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;"><strong>Alessandro Chiometti</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/parole-al-vento/">Parole al vento</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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