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	<title>antico testamento Archivi - Associazione Culturale Civiltà Laica</title>
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	<description>Per un movimento culturale volto a difendere la Laicità dello Stato.</description>
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		<title>Memorie storiche</title>
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		<dc:creator><![CDATA[cladmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Sep 2010 00:39:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Nel quotidiano &#34;La Repubblica&#34; di oggi (8 settembre 2010) ho letto 2 assurdit&#224; storiche, in qualche modo collegate fra loro. La prima: una pseudo esperta di islamismo afferma, a proposito della temuta lapidazione di Sakineh Mohammadi, che la pratica della lapidazione non era prevista dal Corano, essendo molto pi&#249; recente, di origine medioevale. In realt&#224; [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/memorie-storiche/">Memorie storiche</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">
	<br />Nel quotidiano &quot;La Repubblica&quot; di oggi (8 settembre 2010) ho letto 2 assurdit&agrave; storiche, in qualche modo collegate fra loro.</p>
<p>La prima: una pseudo esperta di islamismo afferma, a proposito della temuta lapidazione di <strong>Sakineh Mohammadi</strong>, che la pratica della lapidazione non era prevista dal Corano, essendo molto pi&ugrave; recente, di origine medioevale.</p>
<p>In realt&agrave; tale forma di condanna a morte &egrave; antichissima, in quanto la ritroviamo addirittura nel <strong>Pentateuco</strong>, ovvero nei primi libri dell&#39;<strong>Antico Testamento</strong>, il testo sacro degli Ebrei accettato anche da Cristiani e Islamici.</p>
<p>Quindi, se &egrave; vero che il Corano non parla di lapidare nessuno, come del resto anche il vangelo, &egrave; per&ograve; l&#39;antica legge mosaica che prescrive la lapidazione per un certo numero di comportamenti molto vari, che vanno dall&#39;adulterio al lavorare di sabato, dall&#39;omicidio alla bestemmia, dalla stregoneria all&#39;idolatria.</p>
<p>Pertanto, nel decimo secolo a.C. e probabilmente anche prima, abbiamo gi&agrave; una consolidata pratica di lapidazioni all&#39;interno del popolo di Israele e probabilmente anche nelle altre popolazioni mediorientali. Ovviamente la vita nel deserto, ove si trovano pietre in abbondanza, deve aver suggerito un tale tipo di utilizzo.</p>
<p>Seconda notizia assurda: un pastore di una chiesa americana ha dichiarato che il prossimo 11 settembre brucer&agrave; pubblicamente una copia del corano, ritenendolo probabilmente un testo che istiga alla violenza.</p>
<p>Per i motivi anzidetti, dovrebbe a maggior ragione bruciare l&#39;Antico Testamento, o quantomeno quella parte che contiene <strong>esplicite prescrizioni violente</strong>, come avviene appunto nel Pentateuco, soprattutto nel libro dell&#39;<strong>Esodo</strong>.</p>
<p>Questo pazzoide, oltre che alimentare pericolosissime tensioni sociali, &egrave; piuttosto ignorante sia dei veri contenuti della religione islamica che della sua stessa religione, altrimenti non se la prenderebbe con il corano, un semplice testo esortativo e devozionale, ma comprenderebbe che la radice storica di ogni violenza religiosa &egrave; trasversalmente presente in tutto il monoteismo giudaico-cristiano-islamico.</p>
<p>Il &quot;vero&quot; peccato originale dell&#39;umanit&agrave; sembra essere proprio questo: inventare un dio a cui attribuire leggi e comandamenti fatti per opprimere, torturare, sterminare i pi&ugrave; deboli e pi&ugrave; umili.</p>
<p style="text-align: right;">
	<strong>Luigi M Nicolai</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/memorie-storiche/">Memorie storiche</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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		<title>Memorie storiche</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/memorie-storiche-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[anatman]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Sep 2010 00:39:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Nel quotidiano &#34;La Repubblica&#34; di oggi (8 settembre 2010) ho letto 2 assurdit&#224; storiche, in qualche modo collegate fra loro. La prima: una pseudo esperta di islamismo afferma, a proposito della temuta lapidazione di Sakineh Mohammadi, che la pratica della lapidazione non era prevista dal Corano, essendo molto pi&#249; recente, di origine medioevale. In realt&#224; [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/memorie-storiche-2/">Memorie storiche</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">
	<br />Nel quotidiano &quot;La Repubblica&quot; di oggi (8 settembre 2010) ho letto 2 assurdit&agrave; storiche, in qualche modo collegate fra loro.</p>
<p>La prima: una pseudo esperta di islamismo afferma, a proposito della temuta lapidazione di <strong>Sakineh Mohammadi</strong>, che la pratica della lapidazione non era prevista dal Corano, essendo molto pi&ugrave; recente, di origine medioevale.</p>
<p>In realt&agrave; tale forma di condanna a morte &egrave; antichissima, in quanto la ritroviamo addirittura nel <strong>Pentateuco</strong>, ovvero nei primi libri dell&#39;<strong>Antico Testamento</strong>, il testo sacro degli Ebrei accettato anche da Cristiani e Islamici.</p>
<p>Quindi, se &egrave; vero che il Corano non parla di lapidare nessuno, come del resto anche il vangelo, &egrave; per&ograve; l&#39;antica legge mosaica che prescrive la lapidazione per un certo numero di comportamenti molto vari, che vanno dall&#39;adulterio al lavorare di sabato, dall&#39;omicidio alla bestemmia, dalla stregoneria all&#39;idolatria.</p>
<p>Pertanto, nel decimo secolo a.C. e probabilmente anche prima, abbiamo gi&agrave; una consolidata pratica di lapidazioni all&#39;interno del popolo di Israele e probabilmente anche nelle altre popolazioni mediorientali. Ovviamente la vita nel deserto, ove si trovano pietre in abbondanza, deve aver suggerito un tale tipo di utilizzo.</p>
<p>Seconda notizia assurda: un pastore di una chiesa americana ha dichiarato che il prossimo 11 settembre brucer&agrave; pubblicamente una copia del corano, ritenendolo probabilmente un testo che istiga alla violenza.</p>
<p>Per i motivi anzidetti, dovrebbe a maggior ragione bruciare l&#39;Antico Testamento, o quantomeno quella parte che contiene <strong>esplicite prescrizioni violente</strong>, come avviene appunto nel Pentateuco, soprattutto nel libro dell&#39;<strong>Esodo</strong>.</p>
<p>Questo pazzoide, oltre che alimentare pericolosissime tensioni sociali, &egrave; piuttosto ignorante sia dei veri contenuti della religione islamica che della sua stessa religione, altrimenti non se la prenderebbe con il corano, un semplice testo esortativo e devozionale, ma comprenderebbe che la radice storica di ogni violenza religiosa &egrave; trasversalmente presente in tutto il monoteismo giudaico-cristiano-islamico.</p>
<p>Il &quot;vero&quot; peccato originale dell&#39;umanit&agrave; sembra essere proprio questo: inventare un dio a cui attribuire leggi e comandamenti fatti per opprimere, torturare, sterminare i pi&ugrave; deboli e pi&ugrave; umili.</p>
<p style="text-align: right;">
	<strong>Luigi M Nicolai</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/memorie-storiche-2/">Memorie storiche</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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		<title>Nessuno tocchi Abele?</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/nessuno-tocchi-abele/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[anatman]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Aug 2007 02:56:00 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[antico testamento]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La nota associazione &#34;nessuno tocchi Caino&#34; ha contribuito a rendere famosa una frase del Genesi ove appunto Caino, che secondo il mito uccise il fratello Abele, fu &#34;tatuato&#34; con dei segni che ne dovevano garantire la riconoscibilit&#224; e di conseguenza una sorta di &#34;immunit&#224;&#34;, che molti interpretano come un divieto biblico di condannare a morte [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La nota associazione &quot;nessuno tocchi Caino&quot; ha contribuito a rendere famosa una frase del Genesi ove appunto Caino, che secondo il mito uccise il fratello Abele, fu &quot;tatuato&quot; con dei segni che ne dovevano garantire la riconoscibilit&agrave; e di conseguenza una sorta di &quot;immunit&agrave;&quot;, che molti interpretano come un divieto biblico di condannare a morte gli assassini.<br />
Che non &egrave; cos&igrave; lo si evince, se non altro, dal fatto che la pena di morte &egrave; non solo concessa ma addirittura ordinata in tutto l&#8217;Antico Testamento, sebbene nel Genesi non abbiamo ancora il regime legale mosaico. Abbiamo per&ograve; il diluvio, presentato come uno sterminio voluto da una volont&agrave; divina in vena di drastiche punizioni.<br />
Pu&ograve; essere interessante vedere come nasce il mito di Abele e Caino. La critica storica ha ormai stabilito che il Genesi non sia un libro originale, ma sia una raccolta di tradizioni orali effettuata intorno al 1000 a.c. per ordine di Davide. <br />
Gli ebrei prendono origine&nbsp;da trib&ugrave;&nbsp;nomadi dedite alla pastorizia, spesso predoni. Essi&nbsp;costituirono come &egrave; noto un Regno autonomo nella terra di Canaan, odierna Palestina, da loro considerata una terra data in concessione direttamente dalla loro divinit&agrave;. <br />
Circondati da popoli di alte tradizioni culturali, ovviamente gli ebrei sentirono immediatamente il bisogno di dotarsi di scritture sacre. Nacque cos&igrave; il Genesi, ottenuto scopiazzando qua e l&agrave; dalle mitologie dei popoli vicini. Non a caso, ritroviamo il racconto del diluvio nei testi babilonesi, con delle piccole differenze (No&egrave; si chiama Utnapistim, la durata del diluvio &egrave; diversa, ecc. ecc.)<br />
Anche il racconto della creazione &egrave; babilonese, con l&#8217;unica differenza che i giorni sono 10 anzich&eacute; 7. Meno male: grazie agli ebrei abbiamo un giorno festivo ogni 7!<br />
Anche il racconto di Abele e Caino era preesistente, come del resto quello di Adamo ed Eva, essendo dei miti sumeri. Peraltro anche il Genesi afferma che lo scenario di queste vicende si trova fra il Tigri e l&#8217;Eufrate, cio&egrave; il paese di Sumer, attuale Iraq.<br />
Nel racconto sumero, il &quot;cattivo&quot; era Abele. Perch&eacute; il racconto ebraico capovolge le parti? Perch&eacute; gli ebrei, essendo pastori, si identificavano con il pastore Abele (simbolo di tutti i pastori). Caino rappresentava invece i contadini. Abele che uccide Caino, o viceversa, significa che contadini e pastori erano rivali e spesso tendevano all&#8217;odio omicida.<br />
Ancora oggi, nonostante i tempi moderni, accade che i pastori incendino le foreste per avere pi&ugrave; pascolo.<br />
I sumeri con questo mito volevano semplicemente ricordare che innumerevoli volte i contadini erano vittima delle incursioni dei pastori nomadi. <br />
Date le notevoli lotte fratricide fra contadini e pastori, il Genesi raccoglie in forma mitologica l&#8217;idea secondo la quale nacque un primo rudimentale criterio per prevenire questi logoranti scrontri: tutti si sarebbero dotati di tatuaggi e segni, secondo un apposito codice, per rappresentare la propria trib&ugrave;, il proprio clan. <br />
Ancora oggi i nativi africani che vivono in modo primitivo, usano fare queste incisioni nella pelle del volto e del corpo, come segni di appartenenza ad una ben precisa identit&agrave; tribale.<br />
&quot;Nessuno tocchi Caino&quot; esprime quindi&nbsp;in forma mitologica una prassi corrispondente ad un primitivo codice di comportamento secondo il quale, se l&#8217;avversario era &quot;imparentato&quot; in qualche modo, doveva essere rispettato, sia esso pastore o contadino. Ci&ograve; poteva prevenire, almeno in parte, un certo numero di aggressioni.<br />
Non si tratta di un divieto assoluto di uccidere, ma &egrave; come se si dicesse &quot;non uccidere i membri del tuo clan&quot;. Solo pi&ugrave; tardi la legislazione mosaica viet&ograve; l&#8217;omicidio, attribuendo per&ograve; al tempo stesso ai sacerdoti&nbsp;il potere di condannare a morte coloro che non rispettavano la Legge di Mos&egrave;, oggi nota come i &quot;10 comandamenti&quot;.<br />
All&#8217;epoca, anche lavorare di sabato poteva comportare la lapidazione.<br />
Quindi, citare una frase dell&#8217;Antico Testamento per sostenere il rispetto della vita umana, &egrave; quasi come se si prendesse spunto dal libro &quot;mein kampf&quot; di Adolf Hitler per sostenere il diritto alla vita.<br />
&quot;Nessuno tocchi Caino&quot; &egrave; un motto che, secondo il significato originario, rispetta solo la vita dei propri consanguinei, ma questa regola la applicano anche i mafiosi. Tra l&#8217;altro riguarda il comportamento dei singoli, non degli Stati.</p>
<p>
</p>
<p align="right"><strong>Dr. Luigi M. Nicolai</strong></p>
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