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	<title>anime Archivi - Associazione Culturale Civiltà Laica</title>
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	<description>Per un movimento culturale volto a difendere la Laicità dello Stato.</description>
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		<title>Goldrake, dove sei dopo quarant&#8217;anni?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Apr 2018 10:49:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sono passati quarant’anni da quando i robot giapponesi apparirono per la prima volta sulla tv italiana. “Goldrake”, presentato come “Atlas Ufo Robot” irruppe nella scena dei programmi per bambini spazzando via tutto il resto. Facile per un ragazzone come lui. Ma per il pubblico italiano che non era abituato a quel genere di “anime” creò [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/index.php/goldrake-dove-sei-dopo-quarantanni.html/goldrake-alieni" rel="attachment wp-att-14968"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft  wp-image-14968" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2018/04/goldrake-alieni-286x300.jpg" alt="" width="363" height="381" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2018/04/goldrake-alieni-286x300.jpg 286w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2018/04/goldrake-alieni-153x160.jpg 153w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2018/04/goldrake-alieni.jpg 710w" sizes="(max-width: 363px) 100vw, 363px" /></a></p>
<p>Sono passati quarant’anni da quando i robot giapponesi apparirono per la prima volta sulla tv italiana.</p>
<p>“Goldrake”, presentato come “Atlas Ufo Robot” irruppe nella scena dei programmi per bambini spazzando via tutto il resto. Facile per un ragazzone come lui. Ma per il pubblico italiano che non era abituato a quel genere di “anime” creò una vera crisi di rapporti fra i bambini che lo adoravano e i genitori che volevano proibirlo.</p>
<p>Le polemiche per la violenza del cartone animato divamparono, si pensò addirittura di istituire un apposito ministero dedicato alla censura dei cartoni animati. Poi fortunatamente l’intervento di alcuni intellettuali (fra cui Gianni Rodari) che ricordarono come i bambini non dovevano essere considerati delle mere spugne assorbenti pronti a ripetere tutto ciò che gli veniva mostrato, bensì ragionavano e rielaboravano le storie che vedevano anche secondo il sistema di valori che gli era stato dato, scongiurò l’oscurantismo e le generazioni dal ’70 in poi hanno potuto vedere tutti i  capolavori giapponesi.</p>
<p>Goldrake in realtà era il terzo capitolo di una trilogia formata da “Mazinga Z” e poi dal “Grande Mazinga”, anche se per lunghi anni (fino alla pubblicazione dei manga originali) gli spettatori italiani non potevano cogliere i collegamenti visto i cambiamenti di nome dei protagonisti (ad esempio Koji Kabuto, pilota di Mazinga Z che viene chiamato Ryo nel “Grande Mazinga” e Alcor su “Goldrake”).</p>
<p>Poi da allora l’invasione di robot a altri prodotti fantascientifici nipponici è stata quasi inarrestabile, basta pensare a Jeeg Robot, a Daitarn III, a Kyashan, Star Blazers, Capitan Harlock, fino forse all’ultimo a nostro avviso degno di nota, ovvero Kenshiro in cui già si avvertiva il passaggio ad anime molto diversi e che probabilmente eravamo già troppo grandi per comprendere.</p>
<p>Se è ovvio e naturale, per noi che ai quaranta ci siamo arrivati qualche anno fa, pensare con nostalgia a quei tempi, meno naturale è pensare che quei futuri che ci parlavano di un Pianeta  Terra con una  sola razza umana unita nel combattere per la propria  libertà.</p>
<p>Certo, in quel caso (senza chiamare in causa l’analisi sociologica fatta poi da Alan Moore con il suo fumetto-manifesto Watchmen) si era facilitati nella necessità di far fronte ad un nemico comune quasi sempre alieno.</p>
<p>Ma forse basterebbe guardarsi intorno e osservare com’è ridotto il nostro pianeta per capire che il nemico comune ce l’abbiamo già.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Alessandro Chiometti </strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/goldrake-dove-sei-dopo-quarantanni/">Goldrake, dove sei dopo quarant&#8217;anni?</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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		<title>Capitan Harlock</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/capitan-harlock/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Jan 2014 14:29:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[anime]]></category>
		<category><![CDATA[capitan harlock]]></category>
		<category><![CDATA[Film]]></category>
		<category><![CDATA[fumetti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un pirata tuttonero che per casaha solo il ciel [&#8230;]Il suo teschio e&#8217;una bandiera chevuol dire liberta&#8217;[&#8230;]Fammi volarecapitano senza una meta,tra i pianeti sconosciutiper rubare a chi ha di più.  La canzone di Albertelli-Tempera ripescata grazie all&#8217;onnisciente youtube ci riporta inevitabilmente alla nostra gioventù alla fine degli anni &#8217;70 e inizio degli &#8217;80, quando le [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><i>Un pirata tutto<br /></i><i style="line-height: 1.5em;">nero che per casa<br /></i><i>ha solo il ciel [&#8230;]<br /></i><i>Il suo teschio e&#8217;<br /></i><i>una bandiera che<br /></i><i>vuol dire liberta&#8217;[&#8230;]<span id="more-12008"></span><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2014/01/01-space-pirate-captain-harlock.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-12009" alt="01-space-pirate-captain-harlock" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2014/01/01-space-pirate-captain-harlock-300x197.jpg" width="300" height="197" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2014/01/01-space-pirate-captain-harlock-300x197.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2014/01/01-space-pirate-captain-harlock.jpg 586w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><br /></i><i>Fammi volare<br /></i><i>capitano senza una meta,<br /></i><i>tra i pianeti sconosciuti<br /></i><i>per rubare a chi ha di più.</i> </p>
<p>La canzone di Albertelli-Tempera ripescata grazie all&#8217;onnisciente youtube ci riporta inevitabilmente alla nostra gioventù alla fine degli anni &#8217;70 e inizio degli &#8217;80, quando le tv non ancora berlusconizzate facevano passare anche messaggi non proprio consoni ai dogmi del liberismo economico.</p>
<p>Probabilmente Leiji Matsumoto (mitico autore di anime giapponesi di cui solo il nome meriterebbe un approfondimento a parte, ricordiamo fra le altre sue opere Star Blazers e Galaxy Express 999) della versione italiana della sigla che accompagnava la sua opera più celebre non ha mai sentito parlare, tuttavia ci piace ricordarla ora che esce il remake, sempre in versione anime, di Capitan Harlock.</p>
<p>Il lungometraggio animato vale molto più del prezzo del biglietto e consente di iniziare bene, cinematograficamente parlando questo 2014.</p>
<p>La trama è complessa al punto giusto senza affaticare troppo lo spettatore. Dopo le cosiddette guerre di “Come home” in cui l&#8217;umanità che aveva colonizzato la galassia voleva tornare sul suo pianeta natale ma sono stati respinti dai governatori terrestri che non potevano accogliere tutti i 500 miliardi di umani della galassia la Terra è stata definita come “spazio inviolabile” e tutto lo spazio è controllato dalla Gaia Section. Tutto lo spazio tranne, ovviamente la mitica Arcadia governata da Capitan Harlock che grazie a un potentissimo motore a Dark Matter eredità dei Nibelunghi (unica altra specie incontrata nella galassia) è praticamente imbattibile.</p>
<p>Per questo la Gaia section infiltra a bordo dell&#8217;astronave Yama, una giovane recluta dall&#8217;animo tormentato. Yama però invece di uccidere Harlock ne abbraccia la causa e lo aiuta portare a termine la missione che si è prefisso, ovvero far saltare i “nodi temporali” che farebbero ripartire da zero l&#8217;universo in modo da cancellare tutti gli errori della razza umana.</p>
<p>Una volta arrivati sulla Terra, anch&#8217;essa nodo temporale, però viene alla luce il passato oscuro del capitano e l&#8217;inganno della Gaia Section che continua a mostrare un pianeta azzurro che non esiste più in quanto distrutto dallo stesso Harlock durante la guerra di Come Home.</p>
<p>Il finale lo lasciamo da scoprire, riproponendo al nostro lettore l&#8217;interrogativo che viene proposto dalla voce narrante del film “Cosa spinge quell&#8217;uomo ad andare avanti?”. Domanda che non troverà una risposta, ma tante quanti saranno gli spettatori di Capitan Harlock.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>J. Mnemonic</b></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/capitan-harlock/">Capitan Harlock</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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