<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	
	>
<channel>
	<title>
	Commenti a: Sperimentazione Animale &#8211; una risposta animalista	</title>
	<atom:link href="https://www.civiltalaica.it/cms/sperimentazione-animale-una-risposta-animalista/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.civiltalaica.it/cms/sperimentazione-animale-una-risposta-animalista/</link>
	<description>Per un movimento culturale volto a difendere la Laicità dello Stato.</description>
	<lastBuildDate>Tue, 15 Jan 2013 06:46:00 +0000</lastBuildDate>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	
	<item>
		<title>
		Di: Alessandro Sassolini		</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/sperimentazione-animale-una-risposta-animalista/#comment-1890</link>

		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Sassolini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Jan 2013 06:46:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.civiltalaica.it/cms/?p=11066#comment-1890</guid>

					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://www.civiltalaica.it/cms/sperimentazione-animale-una-risposta-animalista/#comment-1888&quot;&gt;AlexJC72&lt;/a&gt;.

Mi fa molto piacere che Lei abbia parlato di regolamentare diversamente e non di proibire la SA visto che lei stesso conviene che possa essere usata per sperimentare operazioni chirurgiche o la tossicità di farmaci salvavita.
La normativa che regolamenta la SA si può migliorare? sicuramente si, siamo esseri umani tutto quello che facciamo è migliorabile
Si fa uso di SA con eccessiva leggerezza? sono sicuro che spesso si, almeno tanto quanto si gestiscono i pochi soldi pubblici della ricerca con eccessiva leggerezza, gli scienziati sono esseri umani e dipendenti pubblici esattamente come gli altri
Cambiare non è proibire

Alessandro Sassolini

PS - Dai dati che Lei stesso ha postato, come avrà notato su 830000 animali da laboratorio impiegati 829000 sono topi, ratti e cavie mentre in TV vanno i cagnolini di GreenHill, vorrei vedere se la Brambilla andrebbe in TV con un ratto sul tubino ...
PPS - gli esperimenti senza anestesia sono 141 su 830000, direi che una regolamentazione c&#039;è e mi sento di dire che continuo a pensare che la mia limitatissima esperienza diretta sia più realistica della sua documentazione su internet ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/sperimentazione-animale-una-risposta-animalista/#comment-1888">AlexJC72</a>.</p>
<p>Mi fa molto piacere che Lei abbia parlato di regolamentare diversamente e non di proibire la SA visto che lei stesso conviene che possa essere usata per sperimentare operazioni chirurgiche o la tossicità di farmaci salvavita.<br />
La normativa che regolamenta la SA si può migliorare? sicuramente si, siamo esseri umani tutto quello che facciamo è migliorabile<br />
Si fa uso di SA con eccessiva leggerezza? sono sicuro che spesso si, almeno tanto quanto si gestiscono i pochi soldi pubblici della ricerca con eccessiva leggerezza, gli scienziati sono esseri umani e dipendenti pubblici esattamente come gli altri<br />
Cambiare non è proibire</p>
<p>Alessandro Sassolini</p>
<p>PS &#8211; Dai dati che Lei stesso ha postato, come avrà notato su 830000 animali da laboratorio impiegati 829000 sono topi, ratti e cavie mentre in TV vanno i cagnolini di GreenHill, vorrei vedere se la Brambilla andrebbe in TV con un ratto sul tubino &#8230;<br />
PPS &#8211; gli esperimenti senza anestesia sono 141 su 830000, direi che una regolamentazione c&#8217;è e mi sento di dire che continuo a pensare che la mia limitatissima esperienza diretta sia più realistica della sua documentazione su internet &#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: AlexJC72		</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/sperimentazione-animale-una-risposta-animalista/#comment-1888</link>

		<dc:creator><![CDATA[AlexJC72]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Jan 2013 14:16:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.civiltalaica.it/cms/?p=11066#comment-1888</guid>

					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://www.civiltalaica.it/cms/sperimentazione-animale-una-risposta-animalista/#comment-1887&quot;&gt;DagobertoFrattaroli&lt;/a&gt;.

Mi preme solo fare questa domanda, al resto risponderò con articolo apposito.
In rete ci sono centinaia di siti che propongono migliaia di articoli secondo cui l&#039;Evoluzione Biologica Darwiniana è un falso, perché in quel caso ci dovremmo affidare  agli addetti ai lavori (ovvero alla comunità scientifica) e in questo caso no?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/sperimentazione-animale-una-risposta-animalista/#comment-1887">DagobertoFrattaroli</a>.</p>
<p>Mi preme solo fare questa domanda, al resto risponderò con articolo apposito.<br />
In rete ci sono centinaia di siti che propongono migliaia di articoli secondo cui l&#8217;Evoluzione Biologica Darwiniana è un falso, perché in quel caso ci dovremmo affidare  agli addetti ai lavori (ovvero alla comunità scientifica) e in questo caso no?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: DagobertoFrattaroli		</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/sperimentazione-animale-una-risposta-animalista/#comment-1887</link>

		<dc:creator><![CDATA[DagobertoFrattaroli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Jan 2013 14:11:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.civiltalaica.it/cms/?p=11066#comment-1887</guid>

					<description><![CDATA[Il mio articolo ha suscitato più commenti di quanto mi aspettassi e leggendoli ho compreso di non essere stato abbastanza chiaro nonostante questa sia, nello scrivere, la prima delle mie preoccupazioni.
Vorrei pertanto tornare sul  mio intervento aggiungendo  qualche altra considerazione.
Ribadisco di aver volontariamente escluso qualunque considerazione di tipo etico intorno alla legittimità da parte dell’uomo di utilizzare individui di altre specie per i propri scopi, individuali e collettivi. Sono argomenti che registrano una grande ampiezza di posizioni anche del tutto contrastanti sui quali in Italia e ancora impossibile sperare di elaborare posizioni condivise. 
Le mie considerazioni intendevano riferirsi al contesto normativo e a quello scientifico-accademico della sperimentazione su animali.
Per quanto riguarda il contesto normativo, la legge che dovrebbe tutelare gli animali utilizzati per fini sperimentali e scientifici (D. Lgs. N. 116 del  27 gennaio 1992) prevede per gli sperimentatori l’obbligo di comunicare  al Ministero della Sanità  la volontà di compiere la sperimentazione indicandone la finalità. Questo è il primo punto debole poichè non siamo in presenza di una autorizzazione che viene concessa dal Ministero dopo una attenta valutazione scientifica dell’utilità dell’esperimento nell’ambito di un filone di ricerca approvato, ma di una semplice notifica dello sperimentatore che non richiede alcun nulla-osta da parte dell’autorità sanitaria. Né è previsto che qualche forma di controllo sia esercitata durante l’esecuzione dell’esperimento.  Ogni sperimentatore controlla se stesso. Con tale premessa il rispetto della legge è affidato alla sensibilità e professionalità degli operatori  e  ogni sanzione prevista dalla legge resta di fatto ininfluente.
Per quanto riguarda il contesto scientifico accademico abbiamo già detto, ma giova ripeterlo, che con  la sperimentazione si possono pubblicare sulle riviste scientifiche gli articoli che illustrano le modalità e i risultati dell’esperimento. Le pubblicazioni sono essenziali per fare carriera all’interno dell’Università e per ottenere cattedre di insegnamento. Infatti nei concorsi vengono valutate le pubblicazioni di ogni singolo concorrente e ovviamente chi ne possiede di più avrà un punteggio maggiore.    
Aggiungo infine che gran parte della ricerca avviene nei laboratori delle case farmaceutiche in cui, come è giusto che sia, è preminente la necessità di contenere i costi e questa necessità non rassicura certo sul fatto che vengano rispettate le già inadeguate norme di legge. 
E’ chiaro che in simili contest di scarsità o assenza di controlli sulla conduzione dell’esperimento, in cui accanto alla motivazione di ricerca e scientifica sussiste un interesse privato  del ricercatore,  si creano le premesse per  qualsiasi abusi e irregolarità. 
Abusi che consistono sicuramente nella tendenza a produrre esperimenti inutili o ridondanti, ripetuti intorno al medesimo obiettivo con piccole varianti, nella indifferenza della sofferenza e della morte inutilmente inflitta agli animali impiegati. Ma abusi che potrebbero anche consistere nel mancato rispetto delle norme dettate dalla legge per ridurre la sofferenza dell’animale utilizzato nell’esperimento o per assicurare  una sua corretta permanenza negli stabulari in cui sostano, anche a lungo, in attesa di dare il loro contributo al benessere dell’uomo.
Che questi abusi di fatto si realizzino lo dimostra la messe di documenti (testimonianze e filmati) facilmente accessibili a chiunque voglia consultarli  che confermano come quello che accade in alcuni laboratori, anche europei che dovrebbero sottostare alla restrittiva normativa comunitaria, siano pratiche ben lontane da quelle che la legge vorrebbe  assicurare.
Nè si può risolvere la questione affermando semplicemente che non sarebbero credibili, solo perchè reperite in rete, le testimonianze personali ed i numerosi filmati che provano questi gravissimi abusi. Ragionevolmente, non possono essere tutti finzione cinematografica o frutto dell’isteria degli animalisti. Del resto bisogna decidersi: o quello che si vede attiene alla patologia della sperimentazione e in tal caso qualcosa non va nella legge e nella sua applicazione, oppure la sperimentazione su animali è quella che i filmati ci rivelano. In ogni caso siamo ben distanti dai paradisi ovattati evocati dalle parole del Dott. Veronesi o dalle ottimistiche parole del sig. Sassolini che ha avuto la fortuna di non incontrare mai nei laboratori italiani realtà sconcertanti.    
Nel caso di ricerca finanziata con soldi pubblici dobbiamo inoltre essere consapevoli che ogni esperimento ridondante o con futili finalità è sempre uno spreco, analogamente a quello che accade per i fondi raccolti attraverso le ormai numerose campagne  di sottoscrizione lanciate tra il pubblico.  
Il fenomeno della sperimentazione con utilizzo di animali è cresciuto negli anni e ha raggiunto dimensioni gigantesche. Si stima che nel mondo vengano uccisi ogni anno nei laboratori  115 milioni di animali. 
Solo in Italia nel 2009, secondo i dati del Ministero della Salute pubblicato sulla G.U. n. 53 del 5 marzo 2011 (occorre essere precisi nel caso di notizie raccolte sul web), sono stati impiegati  830.453 animali di cui 8657 conigli, 607 cani, 502 scimmie oltre a 754.000 topi e ratti. 
Secondo la stessa fonte, i cosiddetti esperimenti in deroga, ossia quelli effettuati su animali senza anestesia, sono saliti nello stesso anno a 141. Questi esperimenti che dovrebbero costituire un fatto eccezionale, sono in costante aumento.
Stando ai numeri riportati dal Ministero della Salute sembrerebbe che la ricerca scientifica e medica sia ben lontana dall’essere così depressa come viene continuamente descritta. E’ ragionevole invece credere che gran parte di questi animali vengano sacrificati su esperimenti di rilievo scientifico scarso o nullo, perchè ridondanti o  finalizzati a testare le infinite sostanze, naturali e artificiali, con cui l’uomo può venire  a contatto.
Sono dell’avviso che occorre rivedere profondamente la normativa e la pratica del settore che mostra chiaramente distorsioni ed abusi intollerabili per una società che si dichiara civile.  Ma questo non potrà avvenire sino a quando l’opinione pubblica non si renderà conto che gli animali  sono   sacrificati solo in minima parte per testare operazioni chirurgiche salvavita o per valutare la tossicità di una sostanza prima che provochi tumori nella popolazione, mentre in troppi altri casi offrono la loro vita e il loro dolore solo per l’ambizione e la vanità dell’uomo.
Dagoberto Frattaroli
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il mio articolo ha suscitato più commenti di quanto mi aspettassi e leggendoli ho compreso di non essere stato abbastanza chiaro nonostante questa sia, nello scrivere, la prima delle mie preoccupazioni.<br />
Vorrei pertanto tornare sul  mio intervento aggiungendo  qualche altra considerazione.<br />
Ribadisco di aver volontariamente escluso qualunque considerazione di tipo etico intorno alla legittimità da parte dell’uomo di utilizzare individui di altre specie per i propri scopi, individuali e collettivi. Sono argomenti che registrano una grande ampiezza di posizioni anche del tutto contrastanti sui quali in Italia e ancora impossibile sperare di elaborare posizioni condivise.<br />
Le mie considerazioni intendevano riferirsi al contesto normativo e a quello scientifico-accademico della sperimentazione su animali.<br />
Per quanto riguarda il contesto normativo, la legge che dovrebbe tutelare gli animali utilizzati per fini sperimentali e scientifici (D. Lgs. N. 116 del  27 gennaio 1992) prevede per gli sperimentatori l’obbligo di comunicare  al Ministero della Sanità  la volontà di compiere la sperimentazione indicandone la finalità. Questo è il primo punto debole poichè non siamo in presenza di una autorizzazione che viene concessa dal Ministero dopo una attenta valutazione scientifica dell’utilità dell’esperimento nell’ambito di un filone di ricerca approvato, ma di una semplice notifica dello sperimentatore che non richiede alcun nulla-osta da parte dell’autorità sanitaria. Né è previsto che qualche forma di controllo sia esercitata durante l’esecuzione dell’esperimento.  Ogni sperimentatore controlla se stesso. Con tale premessa il rispetto della legge è affidato alla sensibilità e professionalità degli operatori  e  ogni sanzione prevista dalla legge resta di fatto ininfluente.<br />
Per quanto riguarda il contesto scientifico accademico abbiamo già detto, ma giova ripeterlo, che con  la sperimentazione si possono pubblicare sulle riviste scientifiche gli articoli che illustrano le modalità e i risultati dell’esperimento. Le pubblicazioni sono essenziali per fare carriera all’interno dell’Università e per ottenere cattedre di insegnamento. Infatti nei concorsi vengono valutate le pubblicazioni di ogni singolo concorrente e ovviamente chi ne possiede di più avrà un punteggio maggiore.<br />
Aggiungo infine che gran parte della ricerca avviene nei laboratori delle case farmaceutiche in cui, come è giusto che sia, è preminente la necessità di contenere i costi e questa necessità non rassicura certo sul fatto che vengano rispettate le già inadeguate norme di legge.<br />
E’ chiaro che in simili contest di scarsità o assenza di controlli sulla conduzione dell’esperimento, in cui accanto alla motivazione di ricerca e scientifica sussiste un interesse privato  del ricercatore,  si creano le premesse per  qualsiasi abusi e irregolarità.<br />
Abusi che consistono sicuramente nella tendenza a produrre esperimenti inutili o ridondanti, ripetuti intorno al medesimo obiettivo con piccole varianti, nella indifferenza della sofferenza e della morte inutilmente inflitta agli animali impiegati. Ma abusi che potrebbero anche consistere nel mancato rispetto delle norme dettate dalla legge per ridurre la sofferenza dell’animale utilizzato nell’esperimento o per assicurare  una sua corretta permanenza negli stabulari in cui sostano, anche a lungo, in attesa di dare il loro contributo al benessere dell’uomo.<br />
Che questi abusi di fatto si realizzino lo dimostra la messe di documenti (testimonianze e filmati) facilmente accessibili a chiunque voglia consultarli  che confermano come quello che accade in alcuni laboratori, anche europei che dovrebbero sottostare alla restrittiva normativa comunitaria, siano pratiche ben lontane da quelle che la legge vorrebbe  assicurare.<br />
Nè si può risolvere la questione affermando semplicemente che non sarebbero credibili, solo perchè reperite in rete, le testimonianze personali ed i numerosi filmati che provano questi gravissimi abusi. Ragionevolmente, non possono essere tutti finzione cinematografica o frutto dell’isteria degli animalisti. Del resto bisogna decidersi: o quello che si vede attiene alla patologia della sperimentazione e in tal caso qualcosa non va nella legge e nella sua applicazione, oppure la sperimentazione su animali è quella che i filmati ci rivelano. In ogni caso siamo ben distanti dai paradisi ovattati evocati dalle parole del Dott. Veronesi o dalle ottimistiche parole del sig. Sassolini che ha avuto la fortuna di non incontrare mai nei laboratori italiani realtà sconcertanti.<br />
Nel caso di ricerca finanziata con soldi pubblici dobbiamo inoltre essere consapevoli che ogni esperimento ridondante o con futili finalità è sempre uno spreco, analogamente a quello che accade per i fondi raccolti attraverso le ormai numerose campagne  di sottoscrizione lanciate tra il pubblico.<br />
Il fenomeno della sperimentazione con utilizzo di animali è cresciuto negli anni e ha raggiunto dimensioni gigantesche. Si stima che nel mondo vengano uccisi ogni anno nei laboratori  115 milioni di animali.<br />
Solo in Italia nel 2009, secondo i dati del Ministero della Salute pubblicato sulla G.U. n. 53 del 5 marzo 2011 (occorre essere precisi nel caso di notizie raccolte sul web), sono stati impiegati  830.453 animali di cui 8657 conigli, 607 cani, 502 scimmie oltre a 754.000 topi e ratti.<br />
Secondo la stessa fonte, i cosiddetti esperimenti in deroga, ossia quelli effettuati su animali senza anestesia, sono saliti nello stesso anno a 141. Questi esperimenti che dovrebbero costituire un fatto eccezionale, sono in costante aumento.<br />
Stando ai numeri riportati dal Ministero della Salute sembrerebbe che la ricerca scientifica e medica sia ben lontana dall’essere così depressa come viene continuamente descritta. E’ ragionevole invece credere che gran parte di questi animali vengano sacrificati su esperimenti di rilievo scientifico scarso o nullo, perchè ridondanti o  finalizzati a testare le infinite sostanze, naturali e artificiali, con cui l’uomo può venire  a contatto.<br />
Sono dell’avviso che occorre rivedere profondamente la normativa e la pratica del settore che mostra chiaramente distorsioni ed abusi intollerabili per una società che si dichiara civile.  Ma questo non potrà avvenire sino a quando l’opinione pubblica non si renderà conto che gli animali  sono   sacrificati solo in minima parte per testare operazioni chirurgiche salvavita o per valutare la tossicità di una sostanza prima che provochi tumori nella popolazione, mentre in troppi altri casi offrono la loro vita e il loro dolore solo per l’ambizione e la vanità dell’uomo.<br />
Dagoberto Frattaroli</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: AlexJC72		</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/sperimentazione-animale-una-risposta-animalista/#comment-1886</link>

		<dc:creator><![CDATA[AlexJC72]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Jan 2013 17:05:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.civiltalaica.it/cms/?p=11066#comment-1886</guid>

					<description><![CDATA[Devo dire che l&#039;intervento di Nicoletta mi è sembrato davvero di pessimo gusto e completamente fuori luogo per quello che riguarda la citazione di Upton Sinclair. Tanto per mettere i puntini sulle i il MIO stipendio non dipende dalla SA.
Per la seconda parte la citazione della filosofa di Musi e Muse l&#039;ho trovata a dir poco imbarazzante, il classico (ab)uso di parole ingarbugliate e complesse per giustificare l&#039;ingiustificabile, ovvero la propria incoerenza. In alcuni pezzi mi ha ricordato il nostro ex amico Arnaldo, tanto per dire.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Devo dire che l&#8217;intervento di Nicoletta mi è sembrato davvero di pessimo gusto e completamente fuori luogo per quello che riguarda la citazione di Upton Sinclair. Tanto per mettere i puntini sulle i il MIO stipendio non dipende dalla SA.<br />
Per la seconda parte la citazione della filosofa di Musi e Muse l&#8217;ho trovata a dir poco imbarazzante, il classico (ab)uso di parole ingarbugliate e complesse per giustificare l&#8217;ingiustificabile, ovvero la propria incoerenza. In alcuni pezzi mi ha ricordato il nostro ex amico Arnaldo, tanto per dire.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Alessandro Sassolini		</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/sperimentazione-animale-una-risposta-animalista/#comment-1885</link>

		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Sassolini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Jan 2013 16:07:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.civiltalaica.it/cms/?p=11066#comment-1885</guid>

					<description><![CDATA[Come diceva il Chiometti, ci sono due vie per discutere di sperimentazione animale, il riconoscerne i diritti o il criticare la qualità della sperimentazione, in questo caso e in molti altri si è scelto il secondo approccio. 
In genere non è una strada che ha molto senso percorrere perchè si basa sul presupposto che chiunque usi la SA nella ricerca sia disonesto e sadico e che gli animalisti siano in grado di valutare oggettivamente l&#039;utilità di risultati la cui comprensione in genere è legata a forti competenze tecniche.
Perchè non ripartire dalla altra strada? seguendo la via del filosofo Peter Singer. 
Il riconoscimento dei diritti agli animali è ormai praticamente assodato per le scimmie antropomorfe e in questo caso i risultati scientifici sono molto a favore degli animalisti, con i dati sui genomi e con i dati sul comportamento (consiglio la lettura di De Waal) che ormai riconoscono a bonobo e alle altre grandi scimmie una oggettiva contiguità con noi homo sapiens.
A partire da questa certezza si può negoziare e allargare i diritti agli altri animali e trovare un equilibrio condiviso tra animalisti e ricercatori e sopratutto tra tutti i comuni cittadini.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come diceva il Chiometti, ci sono due vie per discutere di sperimentazione animale, il riconoscerne i diritti o il criticare la qualità della sperimentazione, in questo caso e in molti altri si è scelto il secondo approccio.<br />
In genere non è una strada che ha molto senso percorrere perchè si basa sul presupposto che chiunque usi la SA nella ricerca sia disonesto e sadico e che gli animalisti siano in grado di valutare oggettivamente l&#8217;utilità di risultati la cui comprensione in genere è legata a forti competenze tecniche.<br />
Perchè non ripartire dalla altra strada? seguendo la via del filosofo Peter Singer.<br />
Il riconoscimento dei diritti agli animali è ormai praticamente assodato per le scimmie antropomorfe e in questo caso i risultati scientifici sono molto a favore degli animalisti, con i dati sui genomi e con i dati sul comportamento (consiglio la lettura di De Waal) che ormai riconoscono a bonobo e alle altre grandi scimmie una oggettiva contiguità con noi homo sapiens.<br />
A partire da questa certezza si può negoziare e allargare i diritti agli altri animali e trovare un equilibrio condiviso tra animalisti e ricercatori e sopratutto tra tutti i comuni cittadini.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Alessandro Sassolini		</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/sperimentazione-animale-una-risposta-animalista/#comment-1884</link>

		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Sassolini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Jan 2013 11:16:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.civiltalaica.it/cms/?p=11066#comment-1884</guid>

					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://www.civiltalaica.it/cms/sperimentazione-animale-una-risposta-animalista/#comment-1883&quot;&gt;Nicoletta Bernardi&lt;/a&gt;.

Ti stupirà ma le sostanze tossiche sugli animali nella stragrande maggioranza dei casi lo sono anche sugli uomini e i limiti di legge delle sostanze tossiche sugli alimenti ecc vengono da questi studi e purtroppo sono in genere confermate dalla epidemiologia. Se non ci credi puoi convincertene seguendo un corso allo ISS di tossicologia.
Poi il testo allegato io lo ho letto e ho letto sopratutto anche David Hume, grandissimo pensatore dell&#039;illuminismo, e Lecaldano (del quale ho letto i testi di bioetica) e concordo con loro che le scelte etiche siano influenzate giustamente dalla emotività oltre che dalla logica, non concordo con l&#039;autrice che da questo fatto discenda che l&#039;emotività sia oggettiva e sopratutto non concordo che si debba rinunciare alla logica e alla volontà di capire quando ci si cerca di vivere una vita retta e quindi continuerò a andare nelle botteghe del mondo per il caffè e a comprare prodotti biologici come le uova da galline allevate a terra.
Il fatto che qualcuno continui a pensare che usare un animale per testare una operazione chirurgica salvavita e per valutare la tossicità di una sostanza prima che provochi tumori nella popolazione sia eticamente lecito è di per se una falsificazione della ipotesi riportata nel testo.
Detto questo è chiaro che chi fa sperimentazione su animali debba sottostare a stretti vincoli peraltro già presenti e non possa ignorare il valore emotivo che altri gli danno ma neanche che questa emotività  sostituisca la valutazione razionale della l&#039;importanza dei dati sugli animali oggi. La vita degli animali è &quot;un valore non negoziabile&quot; non vi ricorda qualcuno? vi do un aiutino si parlava in quel caso di aborto e di staminali ...
Ciao,
Alessandro]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/sperimentazione-animale-una-risposta-animalista/#comment-1883">Nicoletta Bernardi</a>.</p>
<p>Ti stupirà ma le sostanze tossiche sugli animali nella stragrande maggioranza dei casi lo sono anche sugli uomini e i limiti di legge delle sostanze tossiche sugli alimenti ecc vengono da questi studi e purtroppo sono in genere confermate dalla epidemiologia. Se non ci credi puoi convincertene seguendo un corso allo ISS di tossicologia.<br />
Poi il testo allegato io lo ho letto e ho letto sopratutto anche David Hume, grandissimo pensatore dell&#8217;illuminismo, e Lecaldano (del quale ho letto i testi di bioetica) e concordo con loro che le scelte etiche siano influenzate giustamente dalla emotività oltre che dalla logica, non concordo con l&#8217;autrice che da questo fatto discenda che l&#8217;emotività sia oggettiva e sopratutto non concordo che si debba rinunciare alla logica e alla volontà di capire quando ci si cerca di vivere una vita retta e quindi continuerò a andare nelle botteghe del mondo per il caffè e a comprare prodotti biologici come le uova da galline allevate a terra.<br />
Il fatto che qualcuno continui a pensare che usare un animale per testare una operazione chirurgica salvavita e per valutare la tossicità di una sostanza prima che provochi tumori nella popolazione sia eticamente lecito è di per se una falsificazione della ipotesi riportata nel testo.<br />
Detto questo è chiaro che chi fa sperimentazione su animali debba sottostare a stretti vincoli peraltro già presenti e non possa ignorare il valore emotivo che altri gli danno ma neanche che questa emotività  sostituisca la valutazione razionale della l&#8217;importanza dei dati sugli animali oggi. La vita degli animali è &#8220;un valore non negoziabile&#8221; non vi ricorda qualcuno? vi do un aiutino si parlava in quel caso di aborto e di staminali &#8230;<br />
Ciao,<br />
Alessandro</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Nicoletta Bernardi		</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/sperimentazione-animale-una-risposta-animalista/#comment-1883</link>

		<dc:creator><![CDATA[Nicoletta Bernardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Jan 2013 10:38:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.civiltalaica.it/cms/?p=11066#comment-1883</guid>

					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://www.civiltalaica.it/cms/sperimentazione-animale-una-risposta-animalista/#comment-1882&quot;&gt;Alessandro Sassolini&lt;/a&gt;.

Caro Alessandro (Sassolini),
sul fatto che sostanze possano risultare non tossiche sugli animali e tossiche sull&#039;uomo, persino una ignorante come me sa che si è già verificato (ma forse tu mi garantisci che non si verificherà più...).
Sulla coerenza: quando hai tempo, leggi il testo di Agnese Pignataro che ho segnalato, così potrai commentare con qualche argomento (non superficiale) in più.

Ciao,
Nicoletta]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/sperimentazione-animale-una-risposta-animalista/#comment-1882">Alessandro Sassolini</a>.</p>
<p>Caro Alessandro (Sassolini),<br />
sul fatto che sostanze possano risultare non tossiche sugli animali e tossiche sull&#8217;uomo, persino una ignorante come me sa che si è già verificato (ma forse tu mi garantisci che non si verificherà più&#8230;).<br />
Sulla coerenza: quando hai tempo, leggi il testo di Agnese Pignataro che ho segnalato, così potrai commentare con qualche argomento (non superficiale) in più.</p>
<p>Ciao,<br />
Nicoletta</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Alessandro Sassolini		</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/sperimentazione-animale-una-risposta-animalista/#comment-1882</link>

		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Sassolini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Jan 2013 10:15:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.civiltalaica.it/cms/?p=11066#comment-1882</guid>

					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://www.civiltalaica.it/cms/sperimentazione-animale-una-risposta-animalista/#comment-1881&quot;&gt;Nicoletta Bernardi&lt;/a&gt;.

Una nota lessicale, il termine &quot;sacrificare&quot; è un termine tecnico che serve a ridurre l&#039;emotività del fatto che si tratta dell&#039;uccisione di un animale, come &quot;vivisezionare&quot; serve invece ad aumentarla.
Sarebbe più onesto usare comunque uccisione.

1) quindi non ha senso pagare per fare ricerca
2) quindi perchè non comprare prodotti da lavoro minorile anche se si è contrari al lavoro minorile? tanto non potrò mai essere sicuro di tutto ciò che c&#039;è dietro a un prodotto e la coerenza è tanto faticosa ...

PS sugli animali in genere si studia la tossicità e non la efficacia che si fa sugli umani in doppio cieco una volta che si sa i livelli di tossicità
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/sperimentazione-animale-una-risposta-animalista/#comment-1881">Nicoletta Bernardi</a>.</p>
<p>Una nota lessicale, il termine &#8220;sacrificare&#8221; è un termine tecnico che serve a ridurre l&#8217;emotività del fatto che si tratta dell&#8217;uccisione di un animale, come &#8220;vivisezionare&#8221; serve invece ad aumentarla.<br />
Sarebbe più onesto usare comunque uccisione.</p>
<p>1) quindi non ha senso pagare per fare ricerca<br />
2) quindi perchè non comprare prodotti da lavoro minorile anche se si è contrari al lavoro minorile? tanto non potrò mai essere sicuro di tutto ciò che c&#8217;è dietro a un prodotto e la coerenza è tanto faticosa &#8230;</p>
<p>PS sugli animali in genere si studia la tossicità e non la efficacia che si fa sugli umani in doppio cieco una volta che si sa i livelli di tossicità</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
	</channel>
</rss>
