{"id":632,"date":"2006-05-24T20:59:37","date_gmt":"2006-05-24T20:59:37","guid":{"rendered":""},"modified":"2011-01-26T10:03:42","modified_gmt":"2011-01-26T10:03:42","slug":"la-deriva-dei-continenti-e-la-guerra-delle-vignette-eretica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.civiltalaica.it\/cms\/la-deriva-dei-continenti-e-la-guerra-delle-vignette-eretica\/","title":{"rendered":"La deriva dei continenti e la guerra delle vignette [Eretica]"},"content":{"rendered":"<p>* Articolo di <a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.kelebekler.com\/\">Miguel Mart\u00ednez<\/a> &#8211; che ringraziamo per averlo condiviso con noi &#8211;<br \/>apparso sul n.1\/2006 della rivista trimestrale &quot;Eretica&quot;<\/p>\n<p><em>La vicenda delle vignette olandesi che deridono il profeta dell&#39;Islam \u00e8 una sorta di lapsus planetario, che ci rivela cose importanti sulla natura del nostro mondo.<\/em><br \/>&#160;<\/p>\n<p><!--more--><br \/>Tra i piromani che parlano di scontro di civilt\u00e0, e i pompieri che si affannano a negarlo, voglio sostenere una terza tesi.<\/p>\n<p>Che esiste una deriva dei continenti, cio\u00e8 una spaccatura sempre maggiore tra il complesso dei paesi dominanti che chiamiamo &quot;Occidente&quot; [1] e la grande variet\u00e0 dei paesi dominati. Una spaccatura non solo economica, ma che riguarda lo stesso modo in cui gli esseri umani vivono la propria vita.<\/p>\n<p>Nella sua famosa opera, Samuel Huntington dedica pi\u00f9 spazio alla &quot;civilt\u00e0 islamica&quot; che alla stessa &quot;civilt\u00e0 occidentale&quot;. La domanda principale che lui si pone, dunque \u00e8, &quot;perch\u00e9 loro sono strani, e come possiamo controllarli?&quot;<\/p>\n<p>Mentre l&#39;idea della deriva pone l&#39;accento proprio sul continente che si muove di pi\u00f9, e quindi si allontana di pi\u00f9 dagli altri: il continente Occidente. La domanda fondamentale diventa cos\u00ec l&#39;unica che ci competa: &quot;perch\u00e9 noi siamo strani, e come possiamo controllarci?&quot;<\/p>\n<p>La deriva dei continenti \u00e8 inseparabile dal grande rimosso, cio\u00e8 dalla questione dell&#39;imperialismo. Ma \u00e8 anche inseparabile &#8211; e qui sorgono problemi con i marxisti &quot;tradizionali&quot; [2] &#8211; da tutto l&#39;immaginario che l&#39;accompagna, e cio\u00e8 da elementi mitici, mediatici, religiosi e comportamentali.<\/p>\n<p><strong>Lo scandalo senza contenuto<\/strong><\/p>\n<p>La faccenda delle vignette \u00e8 grottesca, e questo non \u00e8 casuale.<\/p>\n<p>Gli sciocchi ci incitano a confrontare la &quot;libert\u00e0 di stampa dell&#39;Occidente&quot; con &quot;le dittature del Terzo Mondo&quot;.<\/p>\n<p>Hanno ragione, ma la cosa non ha nulla a che vedere con un modello superiore di civilt\u00e0. Semplicemente, noi viviamo nell&#39;era del capitalismo totalitario, dove sono le imprese, e non pi\u00f9 i politici, a decidere del nostro destino.<\/p>\n<p>Ora, i media sono tra le principali imprese dei nostri tempi. E quindi la libert\u00e0 di cui gode oggi chi ha la fortuna di possedere i media \u00e8 uguale alla libert\u00e0 di cui gode chi oggi ha la fortuna di possedere una finanziaria.<\/p>\n<p>La questione non \u00e8 la libert\u00e0 di espressione, ma quella completamente diversa, della libert\u00e0 dell&#39;impresa mediatica.<\/p>\n<p>Tolto il freno della politica, la concorrenza tra prodotti mediatici genera un ottundimento della sensibilit\u00e0 e una ricerca di forme sempre pi\u00f9 elementari &#8211; e quindi infantili &#8211; per attirare l&#39;attenzione.<\/p>\n<p>Siamo passati cos\u00ec in meno di quindici anni dal piano ancora nobile della letteratura, con lo scandalo Rushdie, a ci\u00f2 che <a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.ilcircolo.net\/lia\/\">il blog Haramlik<\/a> definisce, fare pappappero a Maometto.<\/p>\n<p>Ogni sistema economico genera un proprio tipo umano. Quello dei media, ha prodotto la casta dei guitti che sanno conciliare l&#39;infantilismo scandalistico con la predicazione moralistica.<\/p>\n<p>Lo scandalo senza contenuto \u00e8 la sua forma tipica di espressione: la televisione ha creato la colorita presenza di Vladimir Luxuria [3], i pruriti erotici del Grande Fratello e l&#39;amante di Amedeo d&#39;Aosta che ogni settimana a Domenica In racconta come procede la sua gravidanza.<\/p>\n<p>Nel ciclo dell&#39;industria culturale, lo scandalo crea l&#39;illusione della trasgressione, e quindi diventa una falsa ribellione. Perci\u00f2, sono spesso le persone che si ritengono di sinistra a gettarsi a difesa dello scandalo senza contenuto, contro i presunti bigotti che lo criticano.<\/p>\n<p>In realt\u00e0, lo scandalo senza contenuto \u00e8 trasgressivo quanto un bordello per soldati gestito dall&#39;esercito: mentre si raggiungono vette sempre pi\u00f9 immaginifiche di pratiche sessuali, la disciplina generale non viene mai messa in dubbio.<\/p>\n<p><strong><br \/>Vignette e imprese mediatiche<\/strong><\/p>\n<p>Possiamo capire cos\u00ec alcuni aspetti della vicenda delle vignette.<\/p>\n<p>Prima di tutto, \u00e8 assurdo proporre un confronto tra la &quot;libert\u00e0 di stampa&quot; in Europa e nei paesi islamici.<\/p>\n<p>Secondo,&#160; i media hanno la necessit\u00e0 strutturale di creare scandalo.<\/p>\n<p>Terzo, questo scandalo deve essere senza contenuti, per non intaccare minimamente il dominio.<\/p>\n<p>Quarto, la macchina dello scandalo che non pu\u00f2 offendere i valori del consenso, finir\u00e0 inevitabilmente per aggredire i valori di chi \u00e8 fuori dal consenso, e cio\u00e8 &#8211; in questi tempi &#8211; dei musulmani .<\/p>\n<p>Quinto, questa spaventosa creatura ultima del capitalismo sar\u00e0 inevitabilmente difesa da molte voci di sinistra.<\/p>\n<p>Sesto, la retorica contesa tra &quot;rispetto&quot; e &quot;libert\u00e0&quot; \u00e8 una mistificazione. Le imprese mediatiche, per loro natura intrinseca, cercano il massimo di profitto e quindi il massimo di scandalo. Gli unici freni che conoscono sono di tipo oggettivo: multe, boicottaggi, bombe, sequestri o interessi politici dei loro padroni.<\/p>\n<p><strong>Il Luogo Comune e il culto della modestia<\/strong><\/p>\n<p>La trasgressione apparente delle vignette suscita in tutto l&#39;Occidente reazioni stereotipate e trasversali. Basti ascoltare qualunque salotto televisivo o leggere qualunque editoriale per sentire, all&#39;incirca, questo discorso:<\/p>\n<p>&quot;Certo, le vignette erano di cattivo gusto, ma i musulmani dovevano rispondere civilmente e all&#39;interno delle istituzioni e comunque la libert\u00e0 di espressione \u00e8 sacra&quot;. [4]<\/p>\n<p>L&#39;Occidente ha conosciuto conflitti tremendi. Ma ormai i comportamenti standardizzati prevalgono di gran lunga sulle differenze, che sono diventate sempre pi\u00f9 differenze di gusti personali o di tifo sportivo-politico.<\/p>\n<p>La differenza vera esiste quando manca un luogo comune, cio\u00e8 parametri condivisi che permettono di capirsi. \u00c8 inimmaginabile una discussione a tre tra Goering, Trotzky e Pio XI . \u00c8 perfettamente proponibile un dibattito televisivo a tre tra Fini, <a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.kelebekler.com\/occ\/bertinotti.htm\">Bertinotti<\/a> e Ratzinger.<\/p>\n<p>Questo vuol dire che esiste, in sostanza, un&#39;unica ideologia occidentale. Questa ideologia, che unisce Fini, Bertinotti e Ratzinger, \u00e8 considerata talmente evidente, da non richiedere alcuna teorizzazione. Sono i nostri valori e basta, in genere definiti solo in contrasto con qualche &quot;Altro&quot; caricaturale: Stalin, Hitler, Bin Laden.<\/p>\n<p>L&#39;ideologia del neo-Occidente \u00e8 il buon senso condiviso di una frazione dell&#39;umanit\u00e0 che sa intimamente di essere dominante, o si consola sentendosi salva almeno in questo. La mentalit\u00e0 del dominante non penetra solo tra chi partecipa davvero al saccheggio imperiale del mondo. No, la ritroviamo anche tra le tifoserie calcistiche, i disoccupati del Sud o gli operatori dei call center del Nord.<\/p>\n<p>Tanto \u00e8 sicuro il suo dominio, che l&#39;occidentale sa godere &#8211; come i veri signori &#8211; anche della propria modestia. Ecco che si vanta non solo della forza delle sue armi, ma anche e forse soprattutto della propria tolleranza e ragionevolezza.<\/p>\n<p>Questo culto della modestia \u00e8 il prodotto di due grandi processi paralleli. Da una parte, un capitalismo sempre pi\u00f9 virtuale ha portato allo smantellamento delle grandi istituzioni, chiese, fabbriche, eserciti, partiti. Ha posto fine al modello dell&#39;uomo del Novecento: quella figura incisa su migliaia di statue grigie sotto regimi liberali, sovietici, fascisti. L&#39;Uomo del Novecento era anonimo, solenne, pronto a uccidere e a sacrificarsi; era un milite.<\/p>\n<p>Dall&#39;altra parte, il gigantesco e sempre crescente processo della persuasione occulta, la bolla di immagini, di logo e di musica in cui viviamo immersi ormai sin dalla prima infanzia &#8211; tutto questo lavora sulla nostra intimit\u00e0, ed \u00e8 sostanzialmente un processo di seduzione, che sfrutta i sette tradizionali vizi capitali, superbia, invidia, ira, avarizia, accidia, gola, lussuria: esattamente ci\u00f2 a cui l&#39;uomo-milite opponeva resistenza.<\/p>\n<p>Inoltre, la seduzione delle merci si rivolge soprattutto a due categorie trascurate ai tempi dei militi, ma decisive per gli acquisti: le donne e i bambini.<\/p>\n<p>Il bambino che riesce a ricattare i genitori perch\u00e9 gli comprino il giocattolo appena visto in televisione, la moglie che riesce a imporre al marito di contrarre un mutuo che non si potr\u00e0 mai pagare, sono entrambi parassiti rassegnati, perch\u00e9 sfruttano un bonario padre-padrone che &quot;porta in casa lo stipendio&quot;, e soprattutto sono servi perch\u00e9 recitano il ruolo assegnato loro dal dominio. Ma quel ruolo \u00e8 un ruolo di apparente protagonista, per cui l&#39;asservimento \u00e8 vissuto come liberazione illusoria.<\/p>\n<p>La violenza del sistema non cambia, ma viene meccanizzata, delegata ai mercenari e ai disperati, goduta come videogioco; mentre la coscienza di s\u00e9 che ha il dominante passa da quella del soldato delle Termopoli, a quella del bambino capriccioso e vittimista. Mentre i suoi eserciti devastano il mondo, egli deve, incredibilmente, dire, &quot;loro ci attaccano&quot;.<\/p>\n<p><strong>La Grande Nave dei Popoli Civili<\/strong><\/p>\n<p>Questa riflessione ci aiuta a capire altre cose sulla guerra delle vignette.<\/p>\n<p>Prima di tutto, l&#39;occidentale \u00e8 strutturalmente incapace (fatti salvi gli individui) di mettersi in discussione, perch\u00e9 ha interiorizzato la propria posizione dominante. Invece i non occidentali si mettono in discussione in ogni momento, proprio perch\u00e9 sono coscienti della propria subordinazione. Mentre i media arabi si dedicano incessantemente a domandarsi dove abbiamo sbagliato noi, i media occidentali si chiedono, perch\u00e9 loro sono malati, e come possiamo schiacciarli (a destra) o come possiamo curarli (a sinistra).<\/p>\n<p>Nella vicenda delle vignette, i media occidentali hanno guardato soprattutto ai musulmani &#8211; &quot;perch\u00e9 e quanto sono matti&quot;. Sull&#39;Occidente, hanno promosso una contesa barocca sul tema, &quot;il Rispetto deve prevalere sulla Libert\u00e0?&quot; Un dilemma che d\u00e0 un&#39;idea impressionante dell&#39;autoesaltazione mistica di un mondo che si immagina guidato da principi assoluti ed eterni: trovata la maniera pi\u00f9 nobile di conciliare tali principi, la Grande Nave dei Popoli Civili virer\u00e0 in quella direzione.<\/p>\n<p>La contesa di Rispetto e Libert\u00e0 maschera l&#39;unica vera domanda onesta &#8211; fino a che punto la necessit\u00e0 vitale delle imprese mediatiche di lanciare prodotti-scandalo sempre pi\u00f9 arditi, e quella dell&#39;Occidente di sentirsi unito nell&#39;odio verso gli altri, si pu\u00f2 conciliare con l&#39;esigenza di evitare che gli immigrati diano fuoco alle citt\u00e0 in cui viviamo?<\/p>\n<p>Secondo, la retorica dell&#39;Occidente \u00e8, oggi, di &quot;sinistra&quot; e non di &quot;destra&quot;. Fa appello all&#39;individuo standardizzato e non al milite. Quindi, giustifica il culmine della violenza del capitalismo &#8211; dalle vignette fino all&#39;annientamento di Fallujah &#8211; parlando di tolleranza, di democrazia, di diritti delle donne, di libert\u00e0 di stampa.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 vero anche da parte di coloro che esaltano un&#39;improbabile cristianit\u00e0 che avrebbe dato all&#39;umanit\u00e0 la libert\u00e0 di coscienza e il libero mercato; una forma di falsificazione storica che ha raggiunto il suo apice umoristico nella recente sentenza del Consiglio di Stato che dichiara il crocifisso simbolo di laicit\u00e0. [5]<\/p>\n<p>Il distacco antropologico tra il milite e l&#39;individuo standardizzato \u00e8 strettamente legato ai modi di produzione e di consumo, diversi tra dominanti e dominati.<\/p>\n<p>Infatti, nella periferia del mondo, il milite sopravvive ancora. L&#39;immagine dei giovani di Hezbollah, come quella del guerrigliero colombiano, ricorda certe immagini del passato, e si possono associare al fascismo. In realt\u00e0, il milite non era certo solo quello fascista: basti pensare all&#39;immagine dei soldati americani che innalzano la bandiera a Iwo Jima, o alle statue che affollano Israele, per non parlare di un&#39;immenso e rimosso repertorio comunista.<\/p>\n<p>Ma sfruttando la deriva dei continenti, \u00e8 facile creare l&#39;associazione visiva tra resistenza antimperialista e fascismo, e ci\u00f2 permette di neutralizzare con grande efficacia quelli che dovrebbero essere gli alleati dei resistenti in Occidente.<\/p>\n<p>Ecco che la maggioranza della sinistra occidentale ha interiorizzato l&#39;identificazione con l&#39;Occidente, ovviamente con un Occidente &quot;buono&quot; che non dovrebbe esportare bombe, ma &quot;non violenza&quot;, spingendo i popoli del Terzo Mondo ad agitare bandiere arcobalene davanti ai carri armati.<\/p>\n<p><strong>Uomini cattivi<\/strong><\/p>\n<p>Da parte pacifista, si insiste sulle strumentalizzazioni che accompagnano la guerra delle vignette.<\/p>\n<p>Qualcuno parla di una deliberata intenzione da parte dell&#39;ambiente neocon americano e in particolare di Daniel Pipes, personaggio vicino all&#39;editore del Jyllands Post, di precipitare uno scontro planetario, rafforzando l&#39;unit\u00e0 dell&#39;Occidente. E sicuramente, in ogni angolo del mondo, c&#39;\u00e8 chi ci ha marciato.<\/p>\n<p>Come Roberto Calderoli che al costo di undici morti, guadagna qualche migliaio di voti alla Lega. O il governo fantoccio della Cecenia, massacratore di musulmani, che ha colto furbescamente l&#39;occasione per cacciare l&#39;unica ONG che segue la questione dei diritti umani nella zona, con il pretesto che \u00e8 danese.<\/p>\n<p>Per\u00f2 questa lettura, se diventa esclusiva, pu\u00f2 essere fuorviante.<\/p>\n<p>I pacifisti vogliono dimostrare che i conflitti nel mondo vengono creati da malvagi politici e preti (&quot;Bush uguale Bin Laden&quot;, &quot;Bin Laden creatura di Bush&quot;), e che gli esseri umani qui come l\u00ec ne sono le innocenti vittime.<\/p>\n<p>Si trascura poi il fatto che la strumentalizzazione \u00e8 parte inevitabile di ogni processo mediatico. Se <a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.kelebekler.com\/occ\/fallaci.htm\">Ferruccio de Bortoli<\/a> ha creato, impacchettato e venduto il Prodotto Fallaci, quell&#39;infame merce si \u00e8 diffusa nella societ\u00e0 italiana anche grazie a una serie infinita di microstrumentalizzazioni, come l&#39;artista sconosciuto diventato famoso semplicemente informando la stampa di aver dipinto un quadro in cui si vedeva decapitata la miliardaria fiorentina, o i politici locali che si sono creati una nicchia mediatica denunciando proprio questo artista.<\/p>\n<p>Ma un cerino acceso su un ghiacciaio ha un effetto ben diverso che su una polveriera: si possono strumentalizzare con successo solo forze che esistono realmente.<\/p>\n<p>Il Prodotto Fallaci ha avuto un successo straordinario, perch\u00e9 \u00e8 stato accesa nella polveriera della n\u00e9oconnarderie di massa, cio\u00e8 dei luoghi comuni, dei risentimenti, delle angosce dell&#39;individuo standardizzato occidentale.<\/p>\n<p>Ma esiste anche una grande forza dall&#39;altra parte.<\/p>\n<p>&#160;<br \/><strong>La dialettica del Servo e del Padrone<\/strong><\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.kelebekler.com\/occ\/gilad.htm\">Gilad Atzmon<\/a>, musicista jazz palestinese di lingua ebraica, ci ha offerto una lettura della <a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.gilad.co.uk\/html%20files\/conflict.html\">parabola di Hegel<\/a> sul padrone e il servo, nel contesto dello scontro israelo-palestinese.<\/p>\n<p>Il Padrone gode con la forza del riconoscimento del Servo, che per\u00f2 proprio perch\u00e9 forzato, gli lascia l&#39;amaro in bocca; mentre il Servo si impegna continuamente nella ricerca, proprio per ottenere, con ogni mezzo, il riconoscimento della propria umanit\u00e0.<\/p>\n<p>La ribellione del Servo non \u00e8 solo un tentativo di cambiare la situazione: la violenza delle sue rivolte ha anche il chiaro intento di mandare un messaggio.<\/p>\n<p>Da qui, l&#39;intelligenza, o l&#39;astuzia degli oppressi; e l&#39;ottusit\u00e0 degli oppressori.<\/p>\n<p>Il Terzo Mondo \u00e8 ovviamente pieno di padroni, come il cosiddetto Occidente \u00e8 pieno di servi; ma nel complesso, il rapporto simbolico tra i due mondi \u00e8 quello tra padrone e servo.<\/p>\n<p>Non \u00e8 solo questione di sfruttamento economico, ma anche dell&#39;arroganza che si dimostra nel fatto che non si dichiarano pi\u00f9 guerre: i servi si puniscono, non si combattono. Il servo in armi non \u00e8 un nemico, ma una canaglia. A porre fine alla punizione, non c&#39;\u00e8 il trattato, ma il trionfo romano.<\/p>\n<p>Che in versione moderna, \u00e8 la foto dell&#39;umiliazione di Saddam Hussein, con barba e capelli incolti come li aveva certamente Vercingetorige, contro un asettico muro di piastrelle &#8211; le piastrelle di tutte le carceri, scuole e manicomi del pianeta &#8211; mentre una figura dalla testa pelata gli esplora la bocca con una lampadina.<\/p>\n<p>La vicenda delle vignette sono il discorso che il Padrone rivolge al Servo:<\/p>\n<p>&quot;io ti posso insultare, gratuitamente, come e quando voglio.<\/p>\n<p>Tu non mi potrai fare nulla, perch\u00e9 su di te vegliano bombardieri e satelliti e telecamere e leggi speciali e Centri di permanenza temporanei e Guant\u00e1namo e i marines e milioni di spie.<\/p>\n<p>E io ti ho messo in una situazione tale, che ogni tua reazione potr\u00e0 solo rendere pi\u00f9 strette le catene che ti legano&quot;.<\/p>\n<p>E&#39; un gesto di libert\u00e0, della libert\u00e0 che d\u00e0 il dominio. E mentre la polizia, da Benghazi a Kabul&#160; alla Somalia abbatte i manifestanti, il Padrone con sorriso innocente, commenta, &quot;ma era solo una vignetta! Lo sapevo che i servi non hanno il senso dell&#39;umorismo&quot;.<br \/>&#160;<\/p>\n<p><strong>La Vergine e l&#39;ira del Servo<\/strong><\/p>\n<p>L&#39;ira del Servo esplode con una tremenda carica emotiva, con un intenso coinvolgimento dei corpi, delle mani, delle voci, della memoria, dei sentimenti. Ed esplode attorno a un nucleo centrale di sacro.<\/p>\n<p>Su questo argomento, \u00e8 facile cadere in due errori opposti. I sostenitori dello scontro delle civilt\u00e0 devono rimuovere ogni ragione storica, per mascherare la realt\u00e0 dell&#39;imperialismo. Per questo motivo, dicono che \u00e8 tutto religione. Isolano l&#39;Islam come se fosse sempre perfettamente uguale a se stesso, nel tempo e nello spazio, da Muhammad a oggi, dalle foreste delle Filippine alle fabbriche di Birmingham. Ora, un ente che \u00e8 al di sopra delle persone che vi credono \u00e8 un ente metafisico: in questo senso sono pi\u00f9 conseguenti quei gruppi marginali di cristiani che ritengono che Allah esista, e sia un demone in guerra eterna contro il vero Dio.<\/p>\n<p>Al contrario, altri cadono nell&#39;errore speculare di dire che \u00e8 tutto politica, che la religione \u00e8 un mero pretesto occasionale, di cui \u00e8 sgradevole parlare, e che inquina lotte che sarebbero altrimenti giuste. I palestinesi vanno benissimo, purch\u00e9 senza Hamas&#8230;<\/p>\n<p>\u00c8 utile uscire qui dal chiuso del discorso sull&#39;Islam, spostandoci in Messico. La Virgen de Guadalupe, la Madonna dal volto indio che sarebbe apparsa al contadino Juan Diego Cuauhtlatoatzin (&quot;Colui che parla come l&#39;aquila&quot;) pochi anni dopo la conquista del Messico da parte degli spagnoli [7], divenne simbolo totale della nazione. Da una parte indicava che la cristianizzazione del Messico, la sua sottomissione al doppio dominio della Chiesa e della Spagna, era voluta da Dio; e gli stendardi con le immagini della Virgen, che accompagnavano gli eserciti conquistatori, venivano insigniti di titoli militari.<\/p>\n<p>Allo stesso tempo, la Virgen divenne il simbolo dei proprietari terrieri e preti, bianchi ma nati in Messico, contro i funzionari spagnoli. E ancora, la Virgen \u00e8 oggi il punto di forza di una gerarchia sempre pi\u00f9 legata ai Legionari di Cristo, esaltatori del capitalismo, della potenza militare americana e dello scontro di civilt\u00e0.<\/p>\n<p>Eppure, la Virgen de Guadalupe \u00e8 Tonantzin, &quot;Nostra Piccola Madre&quot;, dea precolombiana della terra e del grano, il cui principale santuario si trovava esattamente dove la Madonna sarebbe apparsa a Juan Diego, sulla collina di Tepeyac: &quot;io sono la Madre di tutti voi che vivete in questa terra&quot;, dice la Signora all&#39;anziano indio.<\/p>\n<p>Nel 1810, il parroco Miguel Hidalgo y Costilla, lanci\u00f2 una delle pi\u00f9 grandi e terribili insurrezioni contadine di tutti i tempi, sotto lo stendardo della Virgen. L&#39;insurrezione di Hidalgo fu molte cose: una rivolta contro gli &quot;atei e massoni&quot; che comandavano a Citt\u00e0 del Messico &#8211; con qualche affinit\u00e0 con le Vandee e le insorgenze europee -, una rivolta in nome dell&#39;uguaglianza radicale che si avvicinava al comunismo, una ribellione razziale degli esclusi, ispirata allo stesso illuminismo che negava, un tentativo di ritornare alla mitica democrazia medievale della Spagna, una rivincita indigena che mirava a restaurare la gloria azteca.<\/p>\n<p>Si possono trarre paralleli con tutti quei movimenti che creano dubbio, diffidenza e tremore di mani alla sinistra italiana &#8211; i movimenti maoisti dell&#39;India, Hamas, le rivolte delle bainlieues, il movimento di Ollanta Humala in Per\u00f9.<\/p>\n<p>Chiunque sia stato a Citt\u00e0 del Messico nei giorni della festa della Virgen, osservando centinaia di migliaia di giovani contadini, vestiti con le magliette e le scarpe da ginnastica di scarto che caratterizzano tutta la periferia dell&#39;Impero, che corrono, con candele in mano, di notte, verso il santuario, certamente non sotto l&#39;influsso di un clero ormai in via di estinzione demografica, non pu\u00f2 non cogliere come la religione sia tutto questo. Manipolazione, ostentazione, controllo sociale, falsificazione certamente, ma anche identit\u00e0 profonda, vincolo di comunit\u00e0, ribellione, dignit\u00e0 e &#8211; perch\u00e9 no &#8211; anche religione e mistica.<\/p>\n<p>Non dobbiamo avere paura, quindi, di definire anche religiosa la reazione alle vignette danesi.<\/p>\n<p>Santificando in nome del flusso mediatico i marines di Fallujah, i turisti sessuali di Phuket, i truffatori multilevel di Parigi, i Testimoni di Geova di Catania, gli spacciatori di coca di Berlino, gli speculatori alla borsa di Wall Street, i fabbricanti di mine della Val Trompia, David Brooks scrive in un editoriale del New York Times (9 febbraio 2006):<\/p>\n<p>&quot;Noi nell&#39;Occidente siamo nati in un mondo che rispecchia l&#39;eredit\u00e0 di Socrate e dell&#39;agor\u00e0. Nel nostro mondo, le immagini, le statistiche e gli argomenti si affollano attorno a noi in tutte le direzioni. Ci sono film e blog, libri e prediche. C&#39;\u00e8 il profondo e il volgare, l&#39;alto e il basso. Crediamo nel progresso e nella crescita personale. Nuotando tra questa folla di prospettive, affrontando i fatti sgradevoli, ci avviciniamo sempre di pi\u00f9 alla comprensione&#8230; La nostra struttura mentale \u00e8 progressiva e razionale. La vostra struttura mentale \u00e8 preilluminista e mitologica&quot;.<\/p>\n<p>La verit\u00e0 \u00e8 esattamente il contrario. Il Padrone nello specchio pu\u00f2 vedere solo se stesso, mentre il Servo \u00e8 costretto a vedere ovunque il volto del Padrone. L&#39;italiano medio ignora praticamente tutto dell&#39;Islam, tranne i frammenti che gli provengono, in maniera pi\u00f9 o meno strumentale, dalla sua bolla virtuale. Molto semplicemente, il Padrone parla solo l&#39;inglese, mentre il Servo parla sia l&#39;inglese che l&#39;arabo; la giovane italiana non \u00e8 mai tentata dal hij\u00e2b, mentre ogni giovane immigrata deve sempre rapportarsi con la minigonna.<\/p>\n<p>Al Servo, il Padrone sa solo dire, taci oppure obbedisci.<\/p>\n<p>Il Servo invece cerca perennemente di dire qualcosa al Padrone. Agitandosi, anche incendiando macchine nelle bainlieues, vuole mandare un messaggio. Che per\u00f2 non ha destinatari, perch\u00e9 il Padrone gode della libert\u00e0 suprema, quella di non dover ascoltare.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 forse particolarmente vero per l&#39;Italia, paese profondamente clericale, ma pochissimo religioso. D&#39;altronde, chi \u00e8 di destra disprezza ugualmente tutte le religioni, tranne quella in cui un fortunato caso lo ha fatto nascere. Chi \u00e8 di sinistra disprezza per principio le religioni, ma riserva di solito un certo rispetto per quella cattolica, perch\u00e9 sostanzialmente svuotata di sacralit\u00e0 e perch\u00e9 ha &quot;imparato a convivere con altre culture&quot;.<\/p>\n<p>Quindi il giudizio alla fine coincide, da destra a sinistra: che il cattolicesimo sia l&#39;unica religione perch\u00e9 vera, o sia l&#39;unica religione accettabile perch\u00e9 quasi priva oggi di sacralit\u00e0, alla fine \u00e8 comunque la pietra di paragone per l&#39;Islam. E siccome l&#39;Islam non \u00e8 il cattolicesimo postconciliare, l&#39;Islam deve solo tacere.<\/p>\n<p>&#160;<br \/><strong>La bolla immaginale<\/strong><\/p>\n<p>Questa \u00e8 una guerra di immagine. Innanzitutto nel senso di icona, raffigurazione. Poi, nel senso di immaginazione e di immaginario. Infine, nel senso contemporaneo, come nell&#39;espressione, &quot;lo pago perch\u00e9 curi la mia immagine&quot;.<\/p>\n<p>L&#39;occidentale postindustriale e postnazionale vive in una sorta di bolla impenetrabile di immagine &#8211; nei tre sensi appena accennati &#8211; che si accompagna al sottofondo incessante di muzak, la colonna sonora dei centri commerciali scientificamente studiata per indurre dipendenza semi-ipnotica.<\/p>\n<p>I sensi vengono stimolati fino all&#39;ottundimento dalla contemplazione di un flusso visivo-uditivo-emotivo, privo di ogni nesso di causa ed effetto: il Grande Papa sta morendo tra il pianto della gente, la casalinga scoppia in lacrime quando scopre di aver vinto un milione di euro per aver indovinato che il presidente d&#39;Italia si chiama Carlo Azeglio Ciampi, la famiglia del Mulino Bianco sorride allegra con i suoi vestiti impeccabilmente stirati, sfilano truci gli aspiranti kamikaze di Hamas, l&#39;Inter segna, Schwarzenegger annienta gli extraterrestri che si sciolgono in orridi liquami&#8230; tutto appare e poi scompare, come l&#39;andirivieni di bizzarri, inspiegabili pesci sott&#39;acqua.<\/p>\n<p>Tutto \u00e8 cos\u00ec perch\u00e9 \u00e8 cos\u00ec, consiste in grandi quadri onirici in continua mutazione e distorsione, ma molto semplici, accompagnati da inequivocabili istruzioni riguardanti l&#39;emozione da provare riguardo a ciascuno: si pu\u00f2 ridere quando la famiglia di Nonno Libero va in vacanza, ma non si deve stappare la champagne, quando i nostri ragazzi muoiono a Nassiriya.<\/p>\n<p>Questo &quot;affollarsi di immagini&quot; esaltato da David Brooks \u00e8 la negazione radicale dell&#39;agor\u00e0 di Socrate, assai pi\u00f9 di qualunque madrasa pakistana.<\/p>\n<p>Le parabole che occupano ogni tetto nei paesi islamici, rendono anche i musulmani partecipi di questa sorta di ipnosi collettiva planetaria. Ma lo stato di trance \u00e8 pi\u00f9 lieve, perch\u00e9 i musulmani possiedono comunque un riferimento ulteriore, una sorta di \u00e0ncora che permette loro di galleggiare senza annegare.<\/p>\n<p>Ogni religione definisce se stessa in maniera astratta: la teologia nasconde molto pi\u00f9 di quanto riveli. Sottile e ambigua, la religione si intreccia con le tradizioni familiari, la psicologia individuale, l&#39;influsso prepotente dell&#39;Occidente che invade ogni sfera della vita, gli interessi politici ed economici, i ruoli di classe&#8230;<\/p>\n<p>Chiunque abbia spezzato la bolla occidentale, sa per\u00f2 per esperienza inconfutabile una cosa molto semplice. Tra le infinite miserie della periferia imperiale e della stessa umanit\u00e0, l&#39;Islam pu\u00f2 produrre persone straordinarie, santi della quotidianit\u00e0 che non verranno mai canonizzati, milioni di sconosciuti scaricatori di casse ai mercati di Rabat o di dentisti del Cairo, che vivono &#8211; per citare la bella frase di una nostra amica <a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/talib.splinder.com\/\">sul suo blog<\/a> [6] &#8211; &quot;un passo al di l\u00e0 di se stessi&quot;.<\/p>\n<p>&#160;<br \/><strong>Il teologo e l&#39;immagine<\/strong><\/p>\n<p>Che l&#39;Islam respinga il culto delle immagini, come il giudaismo, \u00e8 un&#39;asserzione teologica astratta. Ma cosa significa realmente?<\/p>\n<p>Chi pensa che i musulmani non accettino le immagini del Profeta &quot;perch\u00e9 lo vieta la loro teologia&quot;, resta confuso nell&#39;apprendere che esistono bellissime rappresentazioni persiane e non solo del Profeta. La confusione dura poco, perch\u00e9 proprio questo, come al solito, permette di lanciare un&#39;ulteriore e appagante accusa di ipocrisia nei confronti dei musulmani.<\/p>\n<p>Chi ragiona cos\u00ec non ha capito nulla della funzione della teologia. In ogni religione, la teologia \u00e8 straordinariamente elastica e pu\u00f2 permettere quasi tutto, tenendo presente per\u00f2 due limiti. Da una parte, gli interessi reali delle persone che si rivolgono al teologo. Dall&#39;altra, alcuni principi fondamentali, invalicabili, che non stanno scritti da nessuna parte. Sappiamo che un teologo cattolico (almeno di quelli ufficialmente approvati) potr\u00e0 trovare un appiglio per giustificare qualunque cosa, anche la bomba atomica, ma non un matrimonio omosessuale. Eppure il divieto di matrimoni omosessuali non sta scritto nel credo o nel catechismo.<\/p>\n<p>L&#39;istituzione cattolica ha sempre giocato in maniera geniale con le immagini. E anche sulle loro trasformazioni, le innovazioni, che potevano andare da un pinnacolo ardito sul Duomo, ai giochi di oro e marmo venato sugli altari, alle processioni e alla trasformazione delle stesse piazze in teatri, durante la Controriforma. Tanto \u00e8 il compiacimento, la voglia di stupire e di innovare, di suscitare lacrime e fantasie, che qualcuno ha potuto dire che il cattolicesimo non conosce l&#39;arte sacra, ma solo lo spettacolo profano. L&#39;attore Karol Wojtyla aveva alle spalle una lunga tradizione.<\/p>\n<p>L&#39;Islam non ha registi n\u00e9 teatranti. E il senso che prevale sempre \u00e8 l&#39;udito.<\/p>\n<p>I cattolici lo potranno negare vigorosamente perch\u00e9 va contro l&#39;astrazione teologica, ma nel loro immaginario Dio \u00e8 sicuramente il severo anziano barbuto: \u00e8 oggetto quindi di una visione, \u00e8 un quadro. Per i musulmani (anche se lo negherebbero con uguale vigore) Allah \u00e8 oggetto di un&#39;audizione. Rappresentarlo visivamente non \u00e8 tanto vietato, quanto semplicemente assurdo. Un cattolico non ha problemi a parlare di God quando usa l&#39;inglese e di Dio quando usa l&#39;italiano; mentre molti musulmani preferiscono usare il nome di Allah anche quando parlano lingue che non hanno una tradizione islamica.<\/p>\n<p>Questo ci pu\u00f2 aiutare a capire, con un certo sforzo, come le vignette sul Profeta possano avere una valenza totalmente diversa, in occidente l&#39;unica realt\u00e0 \u00e8 quella ipnotica del flusso incessante dell&#39;immagine subita, e un&#39;altra realt\u00e0 in cui sopravvivono ancora grumi di umanit\u00e0 viva.<\/p>\n<p><strong>&quot;Potete andarvene tutti quanti a quel paese&#8230;&quot;<\/strong><\/p>\n<p>Lontani dalla bolla, l\u00e0 dove ululano i venti e si aggirano famelici leoni, iniziano a parlare un&#39;altra lingua. L&#39;antropologo Wilson Garc\u00eda M\u00e9rida ci parla cos\u00ec dell&#39;elezione di Evo Morales alla presidenza della Bolivia, riferendosi al pachacuti, che in lingua aymar\u00e1 significa il &quot;ritorno alla terra&quot;, uno sconvolgimento dell&#39;ordine cosmico come quello con cui il dio Tunupa apr\u00ec nel mondo il fiume che scorre dal lago di Tiahuanaco.<\/p>\n<p>&quot;I riti della Stella, o Mosoq Karpay, i riti del &quot;Tempo che deve Venire&quot;, carichi dell&#39;incenso delle k&#39;hoa che costituiscono evocazioni agli spiriti dei defunti, sono cruciali per il compimento storico delle profezie. I karpay (i riti) piantano il seme del conoscimento, il seme del Pachacuti, nel corpo luminoso del recipiente che lo contiene.&quot;<\/p>\n<p>Lo spiega in altre parole Gilad Atzmon, parlando degli elettori palestinesi che hanno votato per Hamas:<\/p>\n<p>&quot;Ci hanno presentato il pi\u00f9 eroico spirito di resistenza. Hanno detto all&#39;Occidente, e a Israele, e all&#39;Unione Europea, e al mondo arabo, e ai Davidsson e altri custodi della porta [un riferimento agli &quot;amici della Palestina&quot; europei di sinistra], &quot;Potete andarvene tutti quanti a quel paese. Noi sappiamo quello che vogliamo. Siamo stanchi della vostra falsa bont\u00e0. Siamo stanchi della vostra ipocrita disponibilit\u00e0 ad aiutare. Siamo nauseati dalla vostra solidariet\u00e0. Non vogliamo che voi ci diciate pi\u00f9 chi siamo o cosa dobbiamo essere. Non ci liberate e non salvate le nostre donne. Da ora in poi, ci pensiamo noi. Lasciateci in pace&quot;.<\/p>\n<p><strong>NOTE<\/strong><\/p>\n<p>[1] Il termine Occidente \u00e8 un banale luogo comune, ma comodo per definire il complesso dei paesi dominanti. Tutti sanno a pelle che la Francia \u00e8 &quot;occidentale&quot;, e il Marocco, che pure sta molto pi\u00f9 a ovest, non lo \u00e8.<\/p>\n<p>[2] Normalmente si dice marxisti &quot;ortodossi&quot;, ma dovrebbe essere chiaro che non esiste alcuna &quot;ortodossia&quot; in quello che, almeno nelle intenzioni del fondatore, non era una dottrina religiosa.<\/p>\n<p>[3] Vladimir Luxuria non solo \u00e8 uno scandalo senza contenuto, ma \u00e8 uno scandalo che sostituisce il contenuto. Infatti \u00e8 stata cooptata in politica da Fausto Bertinotti per coprire l&#39;esclusione delle unioni civili dal programma dell&#39;Unione.<\/p>\n<p>[4] I musulmani danesi e i diplomatici dei paesi musulmani hanno cercato di seguire i &quot;canali istituzionali&quot;. Il Primo Ministro si \u00e8 rifiutato di riceverli, i tribunali hanno respinto i loro ricorsi. Considerando poi la vastit\u00e0 e la variet\u00e0 del mondo islamico, le reazioni sono state complessivamente pacifiche; il sangue versato \u00e8 stato in massima parte quello degli stessi manifestanti.<\/p>\n<p>[5] C&#39;\u00e8 chi teme un quasi inesistente &quot;integralismo cattolico&quot;, con i suoi dogmi e inferni. Il vero pericolo invece \u00e8 costituito dal sottile potere benedicente e avvolgente di un&#39;istituzione clericale, presentato con la fumosa vaghezza postconciliare che si adatta perfettamente al Luogo Comune mediatico.<\/p>\n<p>[6] Esistono forti motivi per dubitare della storicit\u00e0 dell&#39;episodio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>* Articolo di Miguel Mart\u00ednez &#8211; che ringraziamo per averlo condiviso con noi &#8211;apparso sul n.1\/2006 della rivista trimestrale &quot;Eretica&quot; La vicenda delle vignette olandesi che deridono il profeta dell&#39;Islam \u00e8 una sorta di lapsus planetario, che ci rivela cose importanti sulla natura del nostro mondo.&#160;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[238],"tags":[34],"class_list":["post-632","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-articoli","tag-altra-periodicita"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.1.1 - 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