{"id":537,"date":"2009-02-11T14:48:27","date_gmt":"2009-02-11T14:48:27","guid":{"rendered":""},"modified":"2011-01-26T09:36:48","modified_gmt":"2011-01-26T09:36:48","slug":"i-duecento-anni-di-darwin-repubblica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.civiltalaica.it\/cms\/i-duecento-anni-di-darwin-repubblica\/","title":{"rendered":"I duecento anni di Darwin [Repubblica]"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.repubblica.it\/2009\/02\/sezioni\/spettacoli_e_cultura\/darwin-anniversario\/darwin-anniversario\/darwin-anniversario.html\" target=\"_blank\">LUIGI LUCA CAVALLI SFORZA su Repubblica del 11\/02\/2009<\/a><\/p>\n<p>Sono passati duecento anni dalla nascita di Darwin, centocinquanta<br \/>\ndalla pubblicazione del suo libro sull&#39;origine delle specie. L&#39;idea<br \/>\ndell&#39;evoluzione non era completamente nuova. Lamarck l&#39;aveva avanzata<br \/>\npi\u00f9 di cinquant&#39;anni prima, ma non aveva dato una spiegazione<br \/>\nconvincente della causa. Invece, Darwin l&#39;aveva trovata, e la biologia<br \/>\nha potuto crescere, anche e soprattutto grazie a questo riconoscimento<br \/>\nfondamentale, che era per\u00f2 in urto con millenni di pregiudizi.<\/p>\n<p><!--more--><br \/>In questo secolo abbiamo raggiunto lo stadio in cui la biologia \u00e8 diventata una scienza esatta, in due modi diversi. Il primo \u00e8 chimico, perch\u00e9 la chimica degli organismi viventi non \u00e8 pi\u00f9 limitata allo studio di poche, piccole molecole biologiche di secondaria importanza, come era la chimica biologica di cinquant&#39;anni fa. Oggi conosciamo le vere molecole della vita, che sono grandi e complicate. La struttura fondamentale delle specie viventi \u00e8 contenuta in lunghissimi &quot;libri&quot; che formano il patrimonio ereditario o genoma: una descrizione chimica, scritta in un alfabeto a quattro lettere, i nucleotidi, le unit\u00e0 che attaccate l&#39;una all&#39;altra in lunghissimi filamenti formano il Dna.<\/p>\n<p>In questo secolo conosceremo il Dna di moltissime dei due milioni di specie di piante ed animali che hanno ricevuto un nome dai tassonomi che le studiano, e potremo ricostruirne l&#39;albero evolutivo in forma di una genealogia molto complicata, ma esatta. La tassonomia zoologica e botanica e dei microrganismi diventeranno librerie enormi, ogni specie un libro molto lungo, fatto di tanti capitoli quanti sono i cromosomi (in numero caratteristico di ogni specie: uno nei batteri, 23 nell&#39;uomo). Ogni capitolo \u00e8 fatto di sezioni, i geni, tanti quante sono le proteine diverse poich\u00e9 ogni gene contiene le istruzioni per fare una proteina specifica, ognuna con costituzione chimica, forma e funzione speciale. Queste istruzioni dipendono dall&#39;ordine in cui i nucleotidi sono entro il cromosoma, in media una migliaia di nucleotidi per gene, e vi sono decine di migliaia di geni nel nostro genoma. Vi sono anche lunghi tratti di Dna fra i singoli geni di cui sappiamo meno, ma vi \u00e8 molta attivit\u00e0 per imparare se e quale funzione hanno. Tutto insieme il Dna determina la forma e funzione del corpo di ogni organismo vivente e delle sue parti.<\/p>\n<p>Il secondo progresso sar\u00e0 nello studio delle forze e leggi che producono l&#39;evoluzione, cio\u00e8 la trasformazione di ogni specie, la loro differenziazione, l&#39;origine di nuove e l&#39;estinzione di vecchie. Questi studi sono cominciati all&#39;inizio del secolo scorso con teorie matematiche che sono paragonabili a quelle della fisica nello studio della materia non vivente. Abbiamo applicato cos\u00ec la raccomandazione di Galileo di ricordare che &quot;la materia \u00e8 scritta in termini matematici&quot; &#8211; ma aggiunge subito, quasi per tranquillizzarci, esempi che ci parlano di forme geometriche che ci sono famigliari. Forse gi\u00e0 ai suoi tempi era diffusa una certa paura dei numeri e delle formule.<\/p>\n<p>Quel che Darwin trov\u00f2 \u00e8 una spiegazione semplice e universale che ci permette di capire come sono fatti gli organismi viventi e perch\u00e9 devono cambiare, adattandosi sempre meglio al loro ambiente. Noi, come tutti gli altri organismi viventi, abbiamo una certa complessit\u00e0, e siamo capaci di riprodurre altri individui estremamente simili a noi stessi: la propriet\u00e0 fondamentale della vita, che la rende possibile, \u00e8 l&#39;auto-riproduzione. Al tempo di Darwin si pensava che ogni essere vivente fosse stato creato da un Ente soprannaturale e non cambiasse mai. Ne era convinto anche il nostro eroe quando ha cominciato le sue esplorazioni attraverso il mondo: tutte le specie furono create circa 6000 anni fa, secondo la interpretazione letterale della Bibbia, che riassume in sei &quot;giorni&quot; i quasi sei miliardi di anni di vita della Terra. Parlare di &quot;epoche&quot; sarebbe stato un po&#39; meno erroneo; molte volte una parola ci tradisce &#8211; un errore di traduzione della parola &quot;giorni&quot;? Darwin \u00e8 stato aiutato da varie osservazioni a capire quel che succede, anche se la storia della nostra specie \u00e8 molto corta ed eravamo poco interessati a scoprirla. Solo recentemente gli archeologi e i paleontologi hanno cominciato a studiare cadaveri molto antichi, pietrificati. Avevano cominciato ai tempi di Darwin ma non vi era accordo sulla loro interpretazione: un grande medico tedesco, Rudolf Virchow, fondatore dell&#39;anatomia patologica, alla cui analisi furono sottoposti i primi scheletri di Neanderthal dichiar\u00f2 che le anomalie ossee riscontrate erano dovute a fatti patologici. Ma sotto l&#39;influenza dell&#39;addomesticazione, gli animali hanno avuto una profonda evoluzione.<br \/>I duecento anni di Darwin, sfid\u00f2 millenni di pregiudizi<\/p>\n<p>Ieri guardavo i complimenti che si scambiavano due cani, un pechinese e un gran San Bernardo. Sono cos\u00ec diversi, che sarebbe assai difficile a noi riconoscere che sono la stessa specie se non lo sapessimo dalla storia di pochi secoli. Perch\u00e9 la loro apparenza \u00e8 cos\u00ec differente? Sono i loro padroni che li hanno cambiati come hanno voluto, continuando a scegliere per la riproduzione certi individui strani e diversi. Hanno potuto farlo per molte generazioni, dato che i cani si riproducono assai pi\u00f9 rapidamente di noi. Questo processo di scelta volontaria dei riproduttori non ha per\u00f2 modificato la loro capacit\u00e0 di riprodursi fra loro: ha avuto il nome di &quot;selezione artificiale&quot;, e le molte osservazioni mostrano che pu\u00f2 provocare una rapida evoluzione.<\/p>\n<p>Altro aiuto alle elucubrazioni di Darwin venne dalle osservazioni demografiche dell&#39;economista inglese Thomas Robert Malthus, circa l&#39;insufficienza delle risorse di vita rispetto alla rapida riproduzione degli organismi viventi, che crea situazioni di competizione per cui solo una frazione piccola dei nati riesce a riprodursi. Il titolo della prima opera di Malthus sembra preannunziare la selezione naturale: Un saggio su un principio demografico che influenza il miglioramento futuro della societ\u00e0; in realt\u00e0 l&#39;economista Malthus si riferiva all&#39;aumento di ricchezza, non di adattamento biologico della popolazione al proprio ambiente di vita. Difatti la selezione naturale \u00e8 un fenomeno strettamente demografico che agisce automaticamente selezionando i &quot;migliori&quot;, che sono coloro che si riproducono di pi\u00f9 nell&#39;ambiente di vita. Ma il processo pu\u00f2 funzionare solo per i caratteri ereditarii, cio\u00e8 che si ripresentano sufficientemente immutati nei figli. Sappiamo che un certo tipo ereditario (per esempio, la pelle scura) d\u00e0 pi\u00f9 probabilit\u00e0 di sopravvivere ed avere figli, a confronto con un tipo ereditario diverso (la pelle chiara) in un ambiente tropicale in cui il sole batte forte, perch\u00e9 i raggi ultravioletti solari provocano tumori cutanei, potenzialmente mortali, molto meno frequentemente negli individui di pelle scura. Infatti, il pigmento cutaneo scuro impedisce agli ultravioletti di traversare la pelle e giungere alle cellule capaci di produrre il tumore. \u00c8 chiaro che in questo modo la popolazione tender\u00e0 a diventare pi\u00f9 nera di pelle ai tropici, tanto pi\u00f9 rapidamente quanto pi\u00f9 alta \u00e8 la mortalit\u00e0 da tumore negli individui di pelle chiara rispetto a quella di pelle scura, limitatamente ai tropici. \u00c8 necessario, naturalmente, che il colore della pelle sia ereditato, e lo \u00e8 largamente. L&#39;intensit\u00e0 della selezione naturale dipende dalla differenza di probabilit\u00e0 di sopravvivere fino a riprodursi, e dalla fecondit\u00e0 tra i due tipi ereditarii nell&#39;ambiente comune ai due tipi. Il &quot;teorema fondamentale della selezione naturale&quot; di R. A. Fisher (1930) che prevede la velocit\u00e0 di cambiamento di un carattere ereditario sotto selezione naturale usa appunto le curve di sopravvivenza e di fecondit\u00e0 in funzione dell&#39;et\u00e0 per i diversi tipi ereditarii.<\/p>\n<p>Darwin sapeva che in qualche modo si producono differenze ereditarie per caratteri specifici fra individui, ma non sapeva come. Oggi sappiamo che la riproduzione implica il passaggio dai due genitori a ogni figlio di una copia completa del genoma del padre e di quello della madre. Ma la produzione di una copia del Dna comporta una certa frequenza di &quot;errori di copia&quot;, di cui i pi\u00f9 semplici e comuni sono l&#39;errore di trascrizione di un singolo nucleotide in un singolo punto di un particolare cromosoma: in pratica, la sostituzione di uno dei quattro tipo di nucleotidi con uno degli altri tre. Questo cambiamento del Dna detto una mutazione \u00e8 trasmissibile ai figli e tutti i discendenti, poich\u00e9 la copia con l&#39;errore passata ai figli viene a sua volta copiata per la trasmissione dai figli ai loro figli.<\/p>\n<p>La mutazione \u00e8 un fenomeno spontaneo, raro, e viene considerato come un fatto &quot;casuale&quot;, cio\u00e8 normalmente non prevedibile se non per la frequenza con cui avviene, e che pu\u00f2 essere modificata da condizioni ambientali o anche genetiche, ma non \u00e8 una risposta adattativa all&#39;ambiente specifico. L&#39;unica forza che aumenta sistematicamente ed automaticamente l&#39;adattamemto di una popolazione al suo ambiente di vita \u00e8 la selezione naturale. Vi sono altre forze evolutive che influenzano la velocit\u00e0 di evoluzione, e sono anch&#39;esse di natura demografica come la deriva genetica (drift, in inglese) che dipende dal numero di individui che formano la popolazione (o, pi\u00f9 esattamente dal numero di riproduttori che formano la generazione successiva), e la migrazione fra popolazioni diverse. La specie umana \u00e8 pi\u00f9 facile da studiare sotto questo profilo di quasi qualunque altra poich\u00e9 \u00e8 pi\u00f9 facile ottenere informazioni demografiche anche storiche; ed \u00e8 la specie che ci interessa di pi\u00f9. Per\u00f2 la specie umana ha aggiunto una nuova evoluzione a quella strettamente biologica in modo pi\u00f9 importante di qualunque altro organismo: l&#39;evoluzione culturale, intendendo per cultura tutto quanto apprendiamo dalla famiglia e dalla societ\u00e0 in cui viviamo. Essa pu\u00f2 essere molto pi\u00f9 rapida di quella biologica perch\u00e9 ha altri metodi di trasmissione, assai pi\u00f9 potenti. Quel che viene trasmesso sono le invenzioni , cio\u00e8 le idee e la loro applicazione alla vita di ogni giorno.<\/p>\n<p>In pratica oggi l&#39;evoluzione culturale cambia sistematicamente la selezione naturale cui siamo sottoposti. La selezione naturale resta per\u00f2 sotto controllo, dato che la nostra evoluzione culturale influenza probabilit\u00e0 di sopravvivenza e fecondit\u00e0. Basta pensare agli effetti che una guerra nucleare potrebbe avere &#8211; non si pu\u00f2 neanche escludere la scomparsa della nostra specie.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LUIGI LUCA CAVALLI SFORZA su Repubblica del 11\/02\/2009 Sono passati duecento anni dalla nascita di Darwin, centocinquanta dalla pubblicazione del suo libro sull&#39;origine delle specie. L&#39;idea dell&#39;evoluzione non era completamente nuova. Lamarck l&#39;aveva avanzata pi\u00f9 di cinquant&#39;anni prima, ma non aveva dato una spiegazione convincente della causa. 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