{"id":490,"date":"2008-01-03T14:46:36","date_gmt":"2008-01-03T14:46:36","guid":{"rendered":""},"modified":"2011-01-26T09:44:54","modified_gmt":"2011-01-26T09:44:54","slug":"gli-ho-detto-%c2%absono-gay%c2%bb-liberazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.civiltalaica.it\/cms\/gli-ho-detto-%c2%absono-gay%c2%bb-liberazione\/","title":{"rendered":"Gli ho detto: \u00abSono gay\u00bb [Liberazione]"},"content":{"rendered":"<p>Davide Var\u00ec su <a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.liberazione.it\/\">Liberazione<\/a> del 23\/12\/2007<\/p>\n<p>Il racconto di un cronista che ha frequentato per mesi un corso<br \/>organizzato da un gruppo ultracattolico<\/p>\n<p>Gli ho detto: \u00abSono gay\u00bb. Mi hanno risposto:<br \/>\u00abLa sua \u00e8 una malattia leggera, possiamo curarla bene&#8230;\u00bb\u00bb<\/p>\n<p><!--more--><br \/>L&#39;appuntamento \u00e8 con Don Giacomo nella sede delle edizioni Paoline<br \/>poco lontano dalla Garbatella, ex quartiere popolare di Roma. Un<br \/>incontro per definire tempi e modi del mio ingresso in un gruppo<br \/>terapeutico per guarire dall&#39;omosessualit\u00e0. Un appuntamento sudato: i<br \/>sedicenti guaritori di gay, almeno in Italia, non vogliono troppa<br \/>pubblicit\u00e0. Per rintracciare quello italiano ho dovuto chiamare un<br \/>gruppo omologo svizzero che mi ha girato la sede milanese di<br \/>&quot;Obiettivo Chaire&quot;, un&#39;associazione ultracattolica che organizza, s\u00ec,<br \/>incontri terapeutici, ma soltanto a Milano. Alla fine mi indicano Don<br \/>Giacomo qui a Roma, un giovane prelato che, dicono loro, pu\u00f2 aiutarmi.<br \/>E ora, dopo quel lungo peregrinare, ci sono: finalmente sono di fronte<br \/>allo studio di Don Giacomo. La prima tappa del mio percorso di<br \/>&quot;guarigione&quot;. Un percorso durato circa sei mesi nei quali mi sono<br \/>ritrovato immerso in un mondo parallelo fatto di reticenze, mezze<br \/>verit\u00e0, ambiguit\u00e0 e strane alleanze tra ambienti del Vaticano e alcuni<br \/>gruppi di psicologi guidati dal Professor Tonino Cantelmi, presidente<br \/>e fondatore dell&#39;Associazione Italiana Psicologi e Psichiatri<br \/>Cattolici e docente di psicologia all&#39;Universit\u00e0 Gregoriana.<br \/>Ma prima c&#39;\u00e8 don Giacomo, il primo livello di valutazione della<br \/>&quot;gravit\u00e0 del paziente&quot; spetta infatti a lui, a un rappresentante della<br \/>Chiesa cattolica. Don Giacomo \u00e8 gentile. Dopo vari colloqui telefonici<br \/>nei quali, con molta discrezione e molto tatto, mi chiede i motivi che<br \/>mi spingono verso questa terapia, arriva il momento dell&#39;incontro.<br \/>Dopo una breve presentazione, inizia il colloquio vero e proprio.<br \/>Le domande fondamentali sono due o tre: quanti rapporti omosessuali ho<br \/>consumato, con quale frequenza e le sensazioni che ho provato. Gli<br \/>racconto quasi tutta la verit\u00e0, tutta tranne il fatto che sono un<br \/>giornalista e che non sono omosessuale. Gli dico che sono sposato, che<br \/>ho un bambina e butto l\u00ec un paio di esperienze omosessuali legate alla<br \/>mia adolescenza e la preoccupazione che quelle esperienze possano<br \/>tornare a galla e rovinare il mio matrimonio. Don Giacomo ascolta con<br \/>partecipazione. Poi inizia il lavoro d&#39;indagine per capire le ragioni<br \/>della mia omosessualit\u00e0. Mi chiede dei miei genitori, del rapporto con<br \/>mia madre &#8211; rispetto alla quale tiro fuori un bel conflitto. Fa sempre<br \/>bene, penso: ai preti e agli psicologi piace &#8211; gli racconto del ruolo<br \/>marginale di mio padre, dei rapporti sessuali con mia moglie, le<br \/>relazioni interpersonali e cos\u00ec via. Una scannerizzazione superficiale<br \/>ma completa del mio vissuto.<br \/>Poi la domanda: \u00abQuando \u00e8 stata la prima volta, Davide\u00bb, mi chiede Don<br \/>Giacomo. Gli racconto di un mio compagno di liceo, di tale Luca, col<br \/>quale ero molto amico e di come quell&#39;amicizia, col tempo e in modo<br \/>del tutto inaspettato, si fosse trasformata in relazione sessuale. Don<br \/>Giacomo ascolta con attenzione e partecipazione. Mi vede provato e<br \/>cambia discorso: \u00abCredi in Dio?\u00bb mi chiede. Io rispondo che provengo<br \/>da una famiglia molto religiosa ma che no, non ho mai praticato. Ma<br \/>ultimamente, aggiungo, sento rinascere in me qualcosa di diverso. \u00c8 il<br \/>momento pi\u00f9 delicato, il momento in cui bisogna scegliere se andare<br \/>fino in fondo passando sopra le sincere convinzioni religiose di Don<br \/>Giacomo, oppure finirla l\u00ec e andarsene.<br \/>E&#39; come se mi prendessi gioco della sua fede, e forse nessuno mi da il<br \/>diritto di arrivare fino a quel punto. Poi mi convinco che nella<br \/>realt\u00e0 quotidiana questi &quot;guaritori di omosessuali&quot; fanno solo danni:<br \/>prendono una persona, nella gran parte dei casi spinta dalla famiglia,<br \/>gli raccontano che la propria omosessualit\u00e0 \u00e8 una deviazione dalla<br \/>norma e la invitano a intraprendere, con loro, un percorso di<br \/>guarigione, anzi, di &quot;riparazione&quot;. Ed allora decido di andare avanti<br \/>e raccolgo l&#39;appello di Don Giacomo: \u00abPreghiamo insieme?\u00bb.<br \/>Mi forzo, e da ateo convinto prego con lui. Finito il momento di<br \/>raccoglimento Don Giacomo, con la stessa delicatezza, mi invita a<br \/>continuare il mio racconto. \u00abLa tua relazione con Luca &#8211; mi dice &#8211; \u00e8<br \/>stata passiva o solo attiva?\u00bb. Don Giacomo vuol sapere se ho &#160;\u00absubito\u00bb<br \/>oppure no una penetrazione. Deve essere solo quello il discrimine<br \/>fondamentale per capire se davanti a s\u00e9 c&#39;\u00e8 un vero omosessuale.<br \/>\u00abAttivo e passivo\u00bb, dico di botto. \u00abE mi \u00e8 anche piaciuto\u00bb, rispondo<br \/>quasi in senso di sfida, di fronte a quella domanda cos\u00ec volgare.<br \/>Volgare non per la cosa in s\u00e9, quanto, piuttosto perch\u00e8 per la prima<br \/>volta inizio a intravedere, o almeno cos\u00ec mi sembra, i veri pensieri<br \/>di quel prete cos\u00ec giovane e cordiale. Uno squarcio che smaschera il<br \/>giudizio che ha di me, anzi, di &quot;quelli come me&quot;.<br \/>Don Giacomo annuisce in modo austero e poi mi chiede di parlargli<br \/>degli altri rapporti. A quel punto tiro fuori una relazione fugace con<br \/>un altro ragazzo &#160;&quot;consumata&quot; dopo il matrimonio. Don Giacomo mi<br \/>invita a raccontare le sensazioni che avevo provato. Io mi invento un<br \/>\u00absenso di sporcizia morale\u00bb che vivo &#160;e mi porto dentro tuttora. Il<br \/>giovane prete \u00e8 silenzioso. Mi benedice e mi tranquillizza. \u00abLa tua<br \/>omosessualit\u00e0 &#8211; dice &#8211; \u00e8 molto superficiale. Io credo che tu sia<br \/>pronto per iniziare il percorso di guarigione\u00bb.<br \/>A quel punto sono io che faccio qualche domanda e chiedo lumi su<br \/>quello che lui chiama &quot;percorso&quot;. Don Giacomo, grosso modo, mi spiega<br \/>che quasi tutti gli omosessuali hanno subito un trauma o qualcosa del<br \/>genere che ha interrotto la &quot;naturale&quot; costruzione della vera identit\u00e0<br \/>sessuale. \u00abPer questo &#8211; dice &#8211; servono terapie riparative. Per<br \/>riprendere in mano quel vissuto, trovare la frattura e ridefinire la<br \/>propria identit\u00e0 di genere. Tu sei in uno stato di confusione<br \/>sessuale, devi farti aiutare per ridefinire la tua sessualit\u00e0 in modo<br \/>corretto\u00bb. Perfetto, sono pronto per iniziare il &quot;percorso&quot;. Don<br \/>Giacomo prende un pezzo di carta e scrive telefono e indirizzo del<br \/>Professor Tonino Cantelmi, \u00abchiamalo tra una settimana, digli che ti<br \/>mando io, lui sapr\u00e0 gi\u00e0 tutto\u00bb. Mi benedice e mi congeda.<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p>Il primo incontro con il professor Cantelmi<\/p>\n<p>Lo studio del professor Tonino Cantelmi &#8211; Presidente dell&#39;Istituto di<br \/>Terapia Cognitivo interpersonale, c&#39;\u00e8 scritto nella targhetta &#8211; \u00e8 un<br \/>porto di mare nel quale transitano e approdano le preoccupazioni e le<br \/>angosce di varia umanit\u00e0: ragazzini, adolescenti, mamme, nonne. C&#39;\u00e8 di<br \/>tutto in quello studio. Io mi accomodo e attendo di essere chiamato.<br \/>Lui, il professore, ogni tanto esce e saluta il paziente di turno. Con<br \/>tutti ha un rapporto molto confidenziale, tutti lo chiamano Tonino.<br \/>Finalmente arriva il mio momento. Raccolgo le idee per evitare di<br \/>contraddirmi rispetto alla storia che ho raccontato a Don Giacomo<br \/>qualche settimana prima. Ripasso lo schema, i nomi inventati dei miei<br \/>falsi amanti e mi infilo nello studio del Professore. Lui mi squadra,<br \/>mi sorride e mi fa accomodare. \u00abSono Davide, gli<br \/>dico, mi manda Don Giacomo\u00bb. Lui annuisce &#8211; \u00abcon quel nome mi ha<br \/>inserito nella categoria omosessuale pentito\u00bb, penso tra me &#8211; e mi<br \/>invita a raccontare la mia storia. A quel punto riparto con la vicenda<br \/>del Liceo, della mia relazione col mio compagno di banco e dei timori<br \/>rispetto al mio matrimonio dopo un&#39;altra relazione avuta con un<br \/>ragazzo un paio d&#39;anni fa.<br \/>\u00abChe tipo di rapporti hai avuto?\u00bb, mi chiede Cantelmi.<br \/>Io faccio finta di non capire.<br \/>\u00abVoglio dire &#8211; continua il Professore &#8211; hai avuto rapporti completi?\u00bb.<br \/>Annuisco, ma aspetto che il professore esca dalla sua tana e mi ponga<br \/>la domanda, la domanda con la D maiuscola, in modo diretto. E lui non<br \/>mi delude: \u00abInsomma Davide &#8211; mi &#160;dice schietto &#8211; sei stato anche<br \/>passivo nei tuoi rapporti?\u00bb.<br \/>Ci risiamo, penso tra me. \u00abS\u00ec\u00bb, rispondo. Decido di fare la parte del<br \/>laconico. Da un lato perch\u00e8 ho paura di contraddirmi, dall&#39;altro<br \/>perch\u00e8 voglio vedere le abilit\u00e0 del professore in azione. Son curioso<br \/>di capire in che modo si muove. Come lavora. Ma lui mi sorprende e<br \/>dopo quell&#39;unica risposta, pronto a sbarazzarsi di me, prende carta e<br \/>penna e scrive il nome di una collega: \u00abLei \u00e8 la dottoressa Cacace &#8211;<br \/>mi dice mentre mi porge il bigliettino &#8211; \u00e8 una mia assistente,<br \/>contattala a mio nome. Lei sapr\u00e0 gi\u00e0 tutto\u00bb. Mi sembra di rivedere un<br \/>film gi\u00e0 visto. Comunque io non voglio perdere l&#39;occasione di<br \/>ritrovarmi di fronte al &quot;guru&quot; italiano dei guaritori di gay e allora<br \/>rilancio prima che lui mi liquidi. \u00abSenta &#160;dottore &#8211; gli dico con il<br \/>massimo di gentilezza &#8211; io vorrei capire di &#160;preciso cosa mi aspetta\u00bb.<br \/>\u00abNulla di particolare &#8211; fa lui &#8211; la dottoressa ti far\u00e0 un test..\u00bb<br \/>\u00abUn test?\u00bb, faccio eco io<br \/>\u00abS\u00ec, un test\u00bb<br \/>\u00abUn test per misurare il mio grado di omosessualit\u00e0?\u00bb, incalzo.<br \/>\u00abBeh! In un certo senso s\u00ec\u00bb, fa lui.<br \/>\u00abScusi &#8211; gli chiedo &#8211; ma cos&#39;\u00e8 di preciso l&#39;omosessualit\u00e0?\u00bb<br \/>A quel punto Cantelmi si accomoda, allunga le braccia sul tavolo e<br \/>comincia: \u00abIo &#8211; esordisce &#8211; parlerei della tua omosessualit\u00e0, non di<br \/>omosessualit\u00e0 in genere. Diciamo che noi siamo un gruppo di psicologi<br \/>che cercano di aiutare persone in difficolt\u00e0. La nostra \u00e8 una terapia<br \/>riparativa\u00bb<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p>La terapia riparativa: l&#39;omosessualit\u00e0 come il comunismo<\/p>\n<p>Si sentiva parlare da tempo di questi taumaturghi del sesso deviato.<br \/>Una moda che spopola nel Nord America grazie al lavoro di molti<br \/>gruppi legati alla Chiesa, e che segue l&#39;insegnamento e la pratica di<br \/>Joseph Nicolosi, presidente della Narth, National Association for<br \/>Research and Therapy of Homosexuality. Uno psicologo clinico, questo<br \/>Joseph Nicolosi, un &quot;santone&quot; che vanta ben 500 casi di \u00abgay trattati\u00bb<br \/>e curati &#8211; proprio cos\u00ec, \u00abgay trattati\u00bb &#8211; e che ha tirato fuori dal<br \/>cilindro della propria stregoneria psichiatrica la cosiddetta &quot;terapia<br \/>riparativa&quot; il cui scopo dichiarato \u00e8 quello di \u00abricondurre<br \/>all&#39;orientamento eterosessuale le persone omosessuali\u00bb. Un messaggio<br \/>che in Italia \u00e8 stato ripreso e rilanciato dal Professor Tonino<br \/>Cantelmi, presidente e fondatore dell&#39;Associazione Italiana Psicologi<br \/>e Psichiatri Cattolici e docente di psicologia all&#39;Universit\u00e0<br \/>Gregoriana. Insomma, il guru italiano della terapia &#160;riparativa, una<br \/>persona legata a doppio nodo al Vaticano e intorno al quale \u00e8 nato un<br \/>gruppo di lavoro formato da cinque, sei giovani psicologi che seguono<br \/>le terapie individuali dei futuri e &quot;riparati&quot; &#160;eterosessuali.<br \/>Questa della terapia riparativa \u00e8 storia antica. Gi\u00e0 nel 2005, la<br \/>rivista Gay Pride pubblic\u00f2 un lungo articolo nel quale ne metteva in<br \/>dubbio ogni validit\u00e0 e attendibilit\u00e0 scientifica. Franco Grillini,<br \/>presidente onorario dell&#39;Arcigay, present\u00f2 anche un&#39;interrogazione<br \/>parlamentare per bloccare, tramite gli ordini professionali, la<br \/>terapia riparativa. Anche per questo uno come J.M. van den Aardweg, lo<br \/>psicoterapeuta americano che ha scritto &quot;Omosessualit\u00e0 &amp; speranza&quot;,<br \/>parla di lobby gay all&#39;assalto della scientificit\u00e0. Tanto per capire<br \/>cosa si muove dietro questa presunta terapia riparativa, lo stesso van<br \/>den Aardweg sostiene &#8211; lo ha fatto in una recente intervista per<br \/>&quot;Acquaviva2000, cultura cattolica in rete&quot; &#8211; che molti omosessuali<br \/>\u00abpresentano seri disturbi mentali, o hanno sviluppato un comportamento<br \/>omosessuale di proporzioni tali che non sarebbe tanto sbagliato<br \/>chiamarli &quot;malati&quot;\u00bb. Non solo, van den Aardweg \u00e8 convinto che per<br \/>colpa del movimento gay, \u00able masse non assimileranno mai completamente<br \/>la concezione antinaturale che viene loro imposta. Andr\u00e0 come con il<br \/>comunismo. Molti, probabilmente i pi\u00f9, presteranno all&#39;innaturale<br \/>&quot;religione&quot; omosessuale un culto formale, dettatogli dalla paura, ma<br \/>si finir\u00e0 col crederci sempre di meno\u00bb.<br \/>Questi sono gli illustri scienziati che sponsorizzano la terapia<br \/>riparativa. Ancora pi\u00f9 esplicite le parole d&#39;ordine del gi\u00e0 citato<br \/>gruppo ultracattolico &quot;Obiettivo Chaire&quot;: \u00abAccompagnamento spirituale,<br \/>psicologico e medico; attenzione rivolta a genitori, insegnanti ed<br \/>educatori al fine di prevenire l&#39;insorgere di tendenze omosessuali nei<br \/>ragazzi, negli adolescenti e nei giovani; ricerca delle<br \/>cause(spirituali, psicologiche, culturali, storiche) che<br \/>contribuiscono alla diffusione di atteggiamenti contrari alla legge<br \/>naturale, riconoscibile dalla ragione rettamente formata\u00bb.<br \/>Poi l&#39;immancabile Joseph Nicolosi, lo psicologo-clinico americano che<br \/>ha inventato la terapia riparativa. A giorni sar\u00e0 in Italia per<br \/>aggiornare i suoi seguaci e illustrare loro, verosimilmente, le ultime<br \/>novit\u00e0 &#160; della sua terapia. Queste le idee di fondo: primo, alla luce<br \/>delle scienze sociali la forma di famiglia ideale per favorire un sano<br \/>sviluppo del bambino \u00e8 il modello tradizionale di matrimonio<br \/>eterosessuale; secondo, l&#39;identit\u00e0 sessuale si forma in un&#39;et\u00e0 precoce<br \/>sulla base di &quot; fattori biologici, psicologici e sociali&quot;; terzo,<br \/>esistono numerosi esempi di persone che sono riuscite a cambiare il<br \/>loro comportamento, identit\u00e0, stimoli o fantasie sessuali.<br \/>A sostegno di queste tesi sono nati i movimenti &quot;ex-gay&quot;, persone<br \/>&quot;riparate&quot; e spesso convertite al cattolicesimo che hanno lo scopo<br \/>dichiarato di dimostrare che dall&#39;omosessualit\u00e0 &#160;\u00e8 possibile<br \/>&quot;guarire&quot;. Il bello della faccenda \u00e8 che sempre pi\u00f9 gruppi di &quot;ex gay&quot;<br \/>vengono sciolti per il fatto che molti associati hanno ri-trovato un<br \/>partner dello stesso sesso proprio in quell&#39;organizzazione.<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p>La terapia riparativa di Cantelmi<\/p>\n<p>Cantelmi cerca di adattare su di me, sul mio caso, le ragioni di<br \/>quella terapia. Parla di traumi infantili che generano confusione in<br \/>un mondo gi\u00e0 pieno di contraddizioni e di liquidit\u00e0 nei rapporti<br \/>interpersonali. Il &#160;tutto per spiegare che in un certo senso<br \/>i comportamenti della persona omosessualit\u00e0 sono indotti da questa<br \/>schizofrenia &#160;esterna. Non solo omosessuali per\u00f2. Il professor<br \/>Cantelmi \u00e8 infatti convinto, e me lo spiega, che la nostra epoca \u00e8<br \/>caratterizzata da una grossa compulsivit\u00e0 sessuale: una dipendenza che<br \/>colpisce migliaia di &#160;persone e tra questi tanti, tantissimi giovani.<br \/>Mi parla di \u00abrelazioni malate con il sesso\u00bb, di \u00abperdita di controllo\u00bb<br \/>e cos\u00ec via.<br \/>\u00abE in tutto questo, l&#39;omosessualit\u00e0?\u00bb, chiedo io.<br \/>\u00abBeh, il mio studio \u00e8 pieno. Abbiamo la fila. Ci sono centinaia di<br \/>ragazzi che chiedono aiuto\u00bb.<br \/>\u00abVede &#8211; dico cercando di stanarlo &#8211; io non so bene se sono<br \/>omosessuale. Non capisco se sono vittima di una sorta di disagio<br \/>psichico o se devo assecondare queste mie pulsioni\u00bb.<br \/>\u00abNon preoccuparti Davide &#8211; mi dice sereno e sorridente &#8211; dal tuo<br \/>profilo mi sembra di poter parlare di una ansia generalizzata e di una<br \/>leggera nevrosi che in qualche modo condiziona e devia le tue scelte<br \/>sessuali. Ora faremo il test e avremo pi\u00f9 elementi per poter scegliere<br \/>la terapia migliore\u00bb.<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p>Il Test ed i discepoli del professore e la cura<\/p>\n<p>La dottoressa Cristina Cacace dell&#39;Istituto di terapia cognitivo<br \/>interpersonale diretto da Cantelmi mi accoglie sorridente nel suo<br \/>studio. Mi osserva, anzi mi scruta con insistenza. \u00abOra mi becca &#8211;<br \/>penso io &#8211; scopre che sono un infiltrato e mi caccia\u00bb. E invece no.<br \/>Evidentemente la diagnosi del Professor Cantelmi deve avermi<br \/>suggestionato. Un po&#39; nevrotico, perseguitato, mi ci sento davvero.<br \/>Fatto sta che lei mi invita con gentilezza nel suo studio targato<br \/>Ikea, mi fa accomodare e mi interroga: nome, cognome, et\u00e0, indirizzo,<br \/>telefono e stato civile. Io rispondo senza esitare e attendo, anche<br \/>qui, &quot;la&quot; domanda . Ma la dottoressa Cacace gi\u00e0 sa e non c&#39;\u00e8 bisogno<br \/>di alcuna premessa.<br \/>Saltiamo direttamente ai particolari pi\u00f9 intimi: quante volte, e fino<br \/>a che punto. \u00abFino a che punto in che senso?\u00bb, chiedo io. Lei sorride.<br \/>Mi chiedo se lei, giovane psicologa, crede davvero alle follie e alla<br \/>violenza di questa benedetta &quot;terapia riparativa&quot; oppure se \u00e8 li, in<br \/>quel &#160;piccolo studio solo perch\u00e8 non trova nulla di meglio. Ma i miei<br \/>pensieri vengono interrotti dalla domanda della dottoressa:<br \/>\u00abDavide, i tuoi rapporti omosessuali sono stati solo attivi o anche<br \/>passivi\u00bb? Sento un forte disagio di fronte a quella domanda<br \/>ricorrente, ossessiva. Mi viene in mente il lato pruriginoso e<br \/>voyeuristico di chi la pone. Alla fine rispondo come ho gi\u00e0 risposto a<br \/>Don Giacomo e al professor Cantelmi: \u00abS\u00ec, attivo e passivo\u00bb. Poi<br \/>racconto anche a lei del mio rapporto conflittuale con mia madre,<br \/>delle assenze di mio padre e aggiungo che ogni tanto, da<br \/>piccolo,venivo scambiato per bambina. La giovane assistente di<br \/>Cantelmi annuisce gravemente e mi fissa l&#39;appuntamento per il test di<br \/>personalit\u00e0. \u00abDopo il test &#8211; mi dice prima di accompagnarmi alla porta<br \/>&#8211; sapremo meglio come trattare la tua situazione\u00bb.<br \/>Pochi giorni dopo sono di nuovo l\u00ec e scopro che il Test dura circa<br \/>quattro ore ed \u00e8 nient&#39;altro che il cosiddetto &quot;Test Minnesota&quot; quello<br \/>che utilizzano le forze armate di mezzo mondo per selezionare il<br \/>proprio personale. Seicento domande circa che dovrebbero dare risposte<br \/>su eventuali deviazioni del candidato: ipocondria, depressione,<br \/>isteria, deviazione psicopatica, mascolinit\u00e0 o femminilit\u00e0, paranoia,<br \/>psicastenia, schizofrenia, ipomania e introversione sociale. Un<br \/>pout-pourri che, tra le altre cose, dovrebbe mettere in luce le mie<br \/>tendenze omosessuali. Comunque la dottoressa mi d\u00e0 i fogli, un penna e<br \/>mi piazza in corridoio. Inizio a scorrere le domande: \u00abHai avuto<br \/>esperienze molto strane?\u00bb; oppure, \u00abTi piacerebbe essere un fioraio?\u00bb.<br \/>A quest&#39;ultima &#160;rispondo di s\u00ec spinto dalla banalit\u00e0 della<br \/>considerazione; Forse chi sceglie di fare il fioraio, secondo loro, ha<br \/>una predisposizione ha diventare un po&#39;checca.<br \/>D&#39;un tratto vengo colpito e distratto dalla presenza silenziosa di una<br \/>signora e di un giovane adolescente. Sono madre e figlio. Lui mi<br \/>sembra particolarmente timido, a disagio. Non posso saperlo, ma<br \/>potrebbe benissimo trattarsi di un ragazzino forzato dalla madre per<br \/>arginare, almeno finch\u00e9 \u00e8 in tempo, la \u00abpropria devianza omosessuale\u00bb.<br \/>Di nuovo penso a quanto sia angusta questa pratica e a quanta violenza<br \/>abbia in s\u00e9. Penso alla pressione che pu\u00f2 subire un ragazzino di 15-16<br \/>anni che sta scoprendo la propria sessualit\u00e0. La preoccupazione,<br \/>spesso in buona fede, dei genitori e la scelta di far qualcosa per<br \/>fermare quella &quot;scoperta&quot; piuttosto che accoglierla e sostenerla. Poi<br \/>la signora e il ragazzino si infilano in una delle tante stanze dello<br \/>studio degli allievi di Cantelmi e io torno al mio test infinito: \u00abHai<br \/>mai compiuto pratiche sessuali insolite?\u00bb; \u00abTi piaceva giocare con le<br \/>bambole?\u00bb; \u00abQualcuno controlla la tua mente?\u00bb; \u00abHai spesso il<br \/>desiderio di essere di sesso opposto al tuo?\u00bb; \u00abL&#39;uomo dovrebbe essere<br \/>il capo famiglia?\u00bb&#8230;<br \/>Finite le domande, torno in stanza dalla dottoressa.<br \/>Lei ripone le mie scartoffie che gi\u00e0 contengono il risultato del mio<br \/>&quot;grado di omosessualit\u00e0&quot; e tira fuori una decina di cartoncini<br \/>colorati da figure bizzarre. Sono le macchie del test di Rorschach.<br \/>Spruzzi indefiniti di colore, che agiscono in modo inconscio attivando<br \/>reazioni proiettive. Insomma, di &#160;fronte a quelle macchie sono<br \/>invitato a rintracciare e comunicare figure sensate. Io mi lancio<br \/>sforzandomi di vedere peni, vagine, ani e cos\u00ec via. Individuo anche un<br \/>paio di feti appesi per il cordone ombelicale. D\u00f2 il peggio di me,<br \/>cercando di convincere la dottoressa Cacace che la mia sessualit\u00e0 \u00e8<br \/>particolarmente deviata, talmente corrotta e omosessuale da meritare<br \/>le sue cure. Ma lei, di fronte al mio sproloquio genitale non fa una<br \/>piega: sfila uno dopo l&#39;altro i cartoncini del test e prende<br \/>diligentemente appunti.<br \/>Nel frattempo si accosta a me ed io non trattengo un&#39;occhiata fugace<br \/>alla scollatura. Lei, sorpresa, si ritrae, si copre e mi guarda con<br \/>imbarazzo. Insomma, dopo tutto quel parlare della mia omosessualit\u00e0<br \/>probabilmente sono caduto nella banalit\u00e0 di voler riaffermare la mia<br \/>&quot;mascolinit\u00e0&quot; di fronte a una donna. Per la prima volta, in un certo<br \/>senso, vivo sulla mia pelle la forza e la violenza del condizionamento<br \/>sociale e culturale che vivono i gay. Poi, riprendo con le mie<br \/>figure&#8230;<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p>I risultati del test, quanto sono omosessuale?<\/p>\n<p>\u00abNon molto, la tua omosessualit\u00e0 \u00e8 davvero sfumata\u00bb, mi dice la<br \/>dottoressa Cacace mostrandomi una ventina di pagine che contengono la<br \/>mia &quot;diagnosi&quot;. \u00abOmosessualit\u00e0 sfumata\u00bb, proprio cos\u00ec. A quel punto<br \/>chiedo maggiori spiegazioni. \u00abAllora, io direi che siamo di fronte ad<br \/>una nevrosi che ha indotto una deviazione sessuale &#8211; continua lei &#8211;<br \/>sar\u00e0 il professor Cantelmi a spiegarti meglio.<br \/>Dopo qualche giorno sono di nuovo nella sala d&#39;attesa del professore.<br \/>La sensazione \u00e8 la stessa: un porto di mare aperto a tutti i &quot;casi<br \/>umani&quot;. Cantelmi, cortese e accogliente come sempre, sfoglia i<br \/>risultati del mio test e mi parla di &quot;leggera nevrosi e depressione&quot;<br \/>che avrebbe indotto la mia deviazione sessuale, l&#39;uscita dai binari di<br \/>una &#160;sessualit\u00e0 sana e consapevole. \u00abTu non sei propriamente un<br \/>omosessuale\u00bb, mi dice. \u00abLa tua mi sembra pi\u00f9 una preoccupazione<br \/>determinata da alcuni episodi legati all&#39;infanzia\u00bb. Poi attacca con il<br \/>conflitto con mia madre e l&#39;assenza di mio padre, da me del tutto<br \/>inventata, che mi avrebbe privato di una figura maschile forte, una<br \/>figura di riferimento su cui avrei dovuto modellare la mia sessualit\u00e0<br \/>e definire il mio genere. Dunque non sono del tutto omosessuale.<br \/>Forse la terapia \u00e8 gi\u00e0 iniziata. Negare la mia omosessualit\u00e0 \u00e8 il<br \/>primo passo verso la &quot;guarigione&quot;. Probabilmente \u00e8 una modalit\u00e0 per<br \/>iniziare a smontare la convinzione del &quot;paziente&quot;. Sentirsi dire, \u00abnon<br \/>sei propriamente omosessuale\u00bb, forse, significa iniziare a<br \/>destrutturare la personalit\u00e0 dell&#39;individuo, le sue convinzioni e<br \/>metterlo di fronte al fatto &#8211; un fatto certificato da uno psicologo &#8211;<br \/>che la sua omosessualit\u00e0 non \u00e8 mai esistita. Anzi, che l&#39;omosessualit\u00e0<br \/>in s\u00e9 non &#160;esiste se non nei termini di una deviazione dalla norma,<br \/>dall&#39;unica norma reale: l&#39;eterosessualit\u00e0.<br \/>\u00abA questo punto &#8211; continua poi il professore &#8211; si tratta di andare a<br \/>ripescare quelle fratture e superarle attraverso una terapia<br \/>adeguata\u00bb.<br \/>\u00abChe tipo di terapia?\u00bb chiedo io. \u00abUna terapia individuale. Ti seguir\u00e0<br \/>un mio assistente, ma io &#8211; mi tranquillizza &#8211; sar\u00f2 costantemente<br \/>informato dei tuoi progressi\u00bb. \u00abMa io sapevo di gruppi di mutuo-aiuto,<br \/>pensavo che mi inserisse l\u00ec\u00bb. \u00abI gruppi ci sono &#8211; mi dice lui &#8211; ma<br \/>sono gruppi con persone che hanno una forte devianza sessuale. Non<br \/>credo che sia la terapia migliore per il tuo stato. Non so, vedremo\u00bb.<br \/>Io non mollo la presa e cerco di scoprire cosa accade dentro quei<br \/>gruppi. \u00abSono gruppi di persone guidate da psicoterapeuti che<br \/>condividono le propria esperienza verso un percorso riparativo\u00bb,<br \/>aggiunge frettolosamente Cantelmi. Poi si alza, mi d\u00e0 il numero di<br \/>telefono dell&#39;ennesimo psicologo, ovviamente un altro assistente, e<br \/>mi regala un libro: &quot;Oltre l&#39;omosessualit\u00e0&quot; di Joseph Nicolosi.<br \/>Nicolosi, proprio lui, il guru dei guaritori, il creatore della<br \/>terapia &#160;riparativa, quello che vanta ben 500 casi di \u00abgay trattati\u00bb,<br \/>anzi, riparati. \u00abLeggilo &#8211; mi dice &#8211; troverai situazioni simili alla<br \/>tua. Persone come te che ce l&#39;hanno fatta\u00bb.<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p>Il libro di Nicolosi<\/p>\n<p>Oltre l&#39;omosessualit\u00e0&quot; di Joseph Nicolosi \u00e8 una raccolta di storie di<br \/>vita. Otto storie di omosessuali corretti, riparati, e un&#39;appendice<br \/>finale sulle modalit\u00e0 della terapia. Tra loro Albert, un trentenne che<br \/>\u00abparla con tono leggermente effeminato e la nostalgia &#8211; sottolinea<br \/>Nicolosi &#8211; di un bambino perduto\u00bb. E in effetti il problema di Albert,<br \/>racconta Nicolosi nel suo libro, \u00e8 proprio il suo attaccamento al<br \/>mondo perduto dell&#39;infanzia. Di qui un&#39;illustrazione delle<br \/>caratteristiche ricorrenti nelle persone omosessuali: attrazione<br \/>distaccata per il proprio corpo, prime esperienze sessuali con altri<br \/>bambini, ipermasturbazione, &#8211; \u00abgli omosessuali &#8211; spiega Nicolosi &#8211; si<br \/>masturbano pi\u00f9 spesso degli eterosessuali: \u00e8 un tentativo di stabilire<br \/>un contatto rituale con il pene\u00bb &#8211; e una figura materna opprimente. A<br \/>quel punto l&#39;obiettivo del dottor Nicolosi \u00e8 quello di \u00absviluppare un<br \/>senso pi\u00f9 solido della mascolinit\u00e0\u00bb di Albert. Come? Innanzi tutto<br \/>affrancandosi dall&#39;opprimente legame materno, coltivando amicizie<br \/>maschili non sessuali e facendo lunghi giri in bicicletta. Lunghi giri<br \/>in bicicletta, proprio cos\u00ec. Finalmente arrivano i primi progressi:<br \/>Albert riesce a controllare la masturbazione, si distacca dalla madre,<br \/>non salta addosso al suo amico e continua a girare in bici per il<br \/>quartiere. \u00abLe stanno succedendo proprio delle belle cose\u00bb, confida il<br \/>dottore ad Albert. Tre anni dopo Albert ha una voce sicura, ogni<br \/>inflessione femminile \u00e8 sparita, si \u00e8 \u00abstaccato emotivamente dagli<br \/>altri maschi e dalla mascolinit\u00e0\u00bb, e si \u00e8 affrancato dal controllo<br \/>materno: la colpa originaria, la causa della sua omosessualit\u00e0; Albert<br \/>si \u00e8 anche fidanzato con una ragazza. Insomma \u00e8 riparato. Ed \u00e8<br \/>riparato perch\u00e8 \u00abha afferrato &#8211; commenta Nicolosi &#8211; il concetto del<br \/>falso s\u00e9\u00bb: la falsa identit\u00e0 gay che l&#39;esterno ti impone. \u00abNo, non<br \/>sono gay\u00bb, \u00e8 l&#39;ultimo commento di Albert prima di iniziare la sua<br \/>nuova vita da eterosessuale.<br \/>Altra vicenda interessante raccontata da Nicolosi \u00e8 quella di Tom: \u00abUn<br \/>uomo straordinariamente bello, alto circa 1m e 80, occhi azzurri e ben<br \/>vestito\u00bb. (chiss\u00e0 che anche Nicolosi non tradisca una tendenza<br \/>omosessuale: il guaritore dei gay che scopre di essere gay, un grande<br \/>classico gi\u00e0 visto mille volte). Tom \u00e8 sposato, ma separato a causa di<br \/>una relazione con un altro ragazzo: \u00abAndy, un ventiquattrenne<br \/>irresistibile\u00bb. Nicolosi \u00e8 chiaro con Tom: \u00abSe lei vuole divorziare da<br \/>sua moglie e iniziare la sua nuova vita con il suo amante gay io non<br \/>la seguo\u00bb. Il fatto \u00e8 che Tom si sente vuoto senza la moglie e i figli<br \/>e non sa come presentarsi in societ\u00e0, come tirare fuori la sua<br \/>omosessualit\u00e0.<br \/>Un paio di buone ragioni per iniziare la terapia riparativa. Il fatto<br \/>\u00e8 che, almeno per Nicolosi, Tom \u00e8 un omosessuale anomalo: \u00abNon ha<br \/>problemi di affermazione nei confronti degli altri uomini, in affari \u00e8<br \/>deciso e risoluto ed \u00e8 estroverso. Ma sotto sotto &#8211; svela Nicolosi &#8211;<br \/>ha la fragilit\u00e0 emotiva tipica degli omosessuali\u00bb. A farla breve, Tom<br \/>ha una paura nera di perdere la moglie e i figli e ritrovarsi solo<br \/>perch\u00e9 \u00able relazioni omosessuali sono senza futuro\u00bb. A quel punto<br \/>Nicolosi incontra la moglie di Tom che ha tutta l&#39;intenzione di<br \/>collaborare per riportare il marito sulla retta via. Un lavoro che<br \/>riesce, ma i segni dell&#39;omosessualit\u00e0 hanno lasciato la loro traccia<br \/>indelebile: Tom \u00e8 Hiv positivo e di l\u00ec a poco muore. Il messaggio,<br \/>meglio, l&#39;avvertimento di Nicolosi \u00e8 fin troppo chiaro: attenzione, di<br \/>omosessualit\u00e0 si pu\u00f2 guarire ma anche morire.<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p>Prove di guarigione<\/p>\n<p>Quando torno nello studio del professor Cantelmi scopro che la mia<br \/>guarigione \u00e8 nelle mani di un suo giovanissimo assistente. Anche lui<br \/>sfoglia i risultati del mio test, e inizia a parlare del percorso che<br \/>abbiamo davanti. \u00abRipercorreremo il conflitto con tua madre, l&#39;assenza<br \/>di tuo padre, cercando di ricomporre le fratture che hanno generato la<br \/>confusione\u00bb.<br \/>\u00abConfusione?\u00bb<br \/>\u00abSi, certo, confusione di genere. Ma prima Davide &#8211; continua il<br \/>giovane dottore &#8211; parlami della tue esperienze omosessuali\u00bb. Per la<br \/>quarta volta mi ritrovo a parlare del mio compagno di Liceo e racconto<br \/>delle paure del mio matrimonio. Ma la Domanda arriva: \u00abDavide, i tuoi<br \/>rapporti sono stati completi?\u00bb. \u00abVuol sapere se l&#39;ho preso nel di<br \/>dietro dottore? S\u00ec, due volte\u00bb, rispondo seccato. Lui sorride<br \/>imbarazzato. Ma in effetti \u00e8 proprio quello che voleva sapere. Poi si<br \/>riprende e attacca. \u00abVorrei anche sapere le sensazioni che hai<br \/>provato\u00bb. Sull&#39;orlo dell&#39;esaurimento per quelle domande cos\u00ec<br \/>ripetitive e di basso livello, attacco un pilotto infinito. Gli<br \/>racconto, invento, ogni particolare. Gli parlo dell&#39;eccitazione del<br \/>rapporto omosessuale maschile, del senso di trasgressione e richiamo<br \/>alla mente alcuni passaggi particolarmente suggestivi e &quot;scabrosi&quot;<br \/>descritti da uno dei pazienti del libro di Nicolosi. Lui si beve tutto<br \/>e prende diligentemente appunti. Finalmente gli ho offerto il &quot;malato&quot;<br \/>che \u00e8 in me e mi sembra visibilmente soddisfatto.<br \/>Io inizio a provare un senso di nausea. Nausea per Don Giacomo, per il<br \/>professor Cantelmi e per i suoi giovani assistenti. Sono passati sei<br \/>mesi dal mio primo incontro e a questo punto mi sembra di non riuscire<br \/>a sopportare oltre. Mi rendo conto che in questo lungo periodo abbiamo<br \/>solo parlato del mio didietro. Per la prima volta realizzo che nessuno<br \/>di loro mi ha mai chiesto se mi era capitato di innamorarmi di qualche<br \/>uomo. Nessuno ha mai voluto sapere le mie emozioni di fronte ai<br \/>rapporti omosessuali. Possibile che non gli interessi altro che il<br \/>numero di penetrazioni &quot;subite&quot;? Il giovane psicologo mi fissa un<br \/>nuovo appuntamento. Io lo saluto e sparisco. Non metter\u00f2 mai pi\u00f9 piede<br \/>in quello studio. Ormai ne so abbastanza.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Davide Var\u00ec su Liberazione del 23\/12\/2007 Il racconto di un cronista che ha frequentato per mesi un corsoorganizzato da un gruppo ultracattolico Gli ho detto: \u00abSono gay\u00bb. 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