{"id":20133,"date":"2021-04-14T10:25:51","date_gmt":"2021-04-14T10:25:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.civiltalaica.it\/cms\/?p=20133"},"modified":"2021-04-14T10:25:52","modified_gmt":"2021-04-14T10:25:52","slug":"o-musa-se-non-ci-fossi-tu","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.civiltalaica.it\/cms\/o-musa-se-non-ci-fossi-tu\/","title":{"rendered":"O MUSA SE NON CI FOSSI TU!"},"content":{"rendered":"<p>Se parlando dei grandi maestri della storia dell\u2019arte vi nominassi\u00a0 Mnesarete, Lydia, Emile , Dagny, Simonetta, Monique\u2026 probabilmente mi guardereste e, con faccia interrogativa, mi direste ma che cosa stai dicendo? Chi sono queste donne ? \u00a0E un po\u2019 avreste ragione , ma se vi cominciassi a nominare Prassitele, Matisse, Klimt, Botticelli allora s\u00ec che mi guardereste con occhi\u00a0 affermativi esclamando \u201cS\u00ec, s\u00ec! Li conosco, ho visto le loro opere al museo.\u201d<\/p>\n<p>Ma la storia di queste donne, per lo pi\u00f9 sconosciute, \u00e8 intimamente legata alla nascita di alcune tra le pi\u00f9 significative opere della nostra storia dell\u2019arte. Se non si fossero trovate l\u00ec quel giorno e in quel momento, probabilmente Matisse, Klimt, Picasso, Botticelli non avrebbero dipinto molte delle loro opere.<\/p>\n<p>L\u2019arte non \u00e8 fatta solo di colori, di tele, di idee ma \u00e8 anche di colpi di fulmini, di incontri che si trasformano in turbamenti, tormenti ed ispirazione. \u00c8 un attimo che, donne \u201ccomuni\u201d accendano la scintilla della magia del \u201cgenio\u201d, diventando cos\u00ec muse , fonte di ispirazione per scrittori, poeti e artisti.<\/p>\n<p>Per anni <strong>Matisse<\/strong>, chiuso nel suo atelier, ritrasse donne nelle pi\u00f9 svariate posizioni e situazioni \u00a0attratto dalle linee che, incontrandosi, con altre \u00a0davano vita ai volumi, alle rotondit\u00e0, alla sensualit\u00e0 di per s\u00e9 donna. Il rapporto che Matisse instaur\u00f2 con le donne and\u00f2 al di l\u00e0 della mera sfera sessuale, visto che la maggior parte di esse ha sempre affermato di aver avuto solo un rapporto platonico con l\u2019artista. Non stentiamo a credere a ci\u00f2, visto che anche nel giorno del suo matrimonio\u00a0 dichiar\u00f2 alla moglie il suo amore con queste parole: \u201c<em>Ti amo teneramente, signorina, ma amer\u00f2 sempre di pi\u00f9 la pittura<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Nella vita artistica di Matisse ce ne furono tante di donne ma se nel 1932 non avesse conosciuto \u00a0<strong>Lydia Delectorskaya<\/strong> non sarebbero mai nate opere come \u201cRitratto di Lydia\u201d oppure \u201cSignora in blu\u201d o \u201cLa danza\u201d. Ma chi era questa \u201cprincipessa di ghiaccio\u201d, come la chiamava Matisse?<br \/>\nEra nata nel 1910 in Russia, rimase orfana all\u2019et\u00e0 di 12 anni e fu cresciuta dalla zia. Il suo sogno era quello di diventare medico ma non era facile in una Russia che si stava preparando alla Rivoluzione.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.civiltalaica.it\/cms\/index.php\/o-musa-se-non-ci-fossi-tu.html\/lydia\" rel=\"attachment wp-att-20134\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-large wp-image-20134\" src=\"https:\/\/www.civiltalaica.it\/cms\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/lydia-1024x576.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"576\" srcset=\"https:\/\/www.civiltalaica.it\/cms\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/lydia-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/www.civiltalaica.it\/cms\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/lydia-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.civiltalaica.it\/cms\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/lydia-768x432.jpg 768w, https:\/\/www.civiltalaica.it\/cms\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/lydia-280x158.jpg 280w, https:\/\/www.civiltalaica.it\/cms\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/lydia.jpg 1280w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Lydia riusc\u00ec a scappare dalla steppa poco prima che la situazione degenerasse e si rifugi\u00f2 a Parigi, dove venne accettata alla Sorbona per studiare medicina. La sua esperienza universitaria fu breve perch\u00e9, non riuscendo a pagare le tasse della retta, fu costretta a lasciare la Facolt\u00e0 e a trasferirsi \u00a0all\u2019interno della comunit\u00e0 russa parigina. In questo ambiente, sfruttando la propria bellezza, cominci\u00f2 a fare la modella e la ballerina.<br \/>\nUna sera come tante altre conobbe Matisse e le loro vite si intrecciarono per ben due decenni.\u00a0 Lydia inizialmente fu assunta per prendersi cura della moglie malata di Matisse ma ben presto l\u2019artista lasci\u00f2 questa per rimanere con Lydia.<br \/>\nMusa, amante, assistente, manager Lydia fu un po\u2019 tutto per Matisse e la loro collaborazione port\u00f2 l\u2019artista a produrre delle opere importanti.<br \/>\n\u201c<strong>Ritratto di Lydia<\/strong>\u201d\u00a0 e \u201c<strong>Signora in blu<\/strong>\u201d rappresentano una novit\u00e0 nel panorama artistico del pittore che fino a quel momento aveva sempre avuto modelle dalla bellezza mediterranea ; ora invece questa bellezza nordica, bionda e algida, cambiava le carte in tavola. Ecco che il biondo dei suoi capelli si sposa con i blu, i verdi e i rossi dando un impatto del tutto nuovo alle tele dell\u2019artista.\u00a0 Matisse afferm\u00f2: \u201c<em>Le mie modelle, figure umane, non sono mai delle figuranti in un interno. Sono il tema principale del mio lavoro<\/em>\u201d.<br \/>\nAnche \u201c<strong>La danza<\/strong>\u201d, una delle opere pi\u00f9 importanti di Matisse, nacque con l\u2019aiuto di Lydia. In questo caso la donna non \u00e8 rappresentata sulla tela ma fece \u201cda spalla\u201d all\u2019artista per tutti i sei mesi in cui egli la realizz\u00f2, occupandosi di tutte le sue necessit\u00e0.\u00a0 Rimasero insieme fino alla morte in un lungo ed empatico rapporto platonico.<\/p>\n<p>Nella storia dell\u2019arte ogni artista ha avuto\u00a0 pi\u00f9 muse. Donne che gli fecero \u201cgirare la testa\u201d in diversi modi, ognuna di esse fu determinante per l\u2019evoluzione del modo in cui l\u2019artista esprimeva se stesso. Ma attenzione a non confondere mai tra modella e musa, una differenza che gli stessi artisti conoscevano bene.<br \/>\nModelle possono essere tutte le donne. <strong>Muse solo poche<\/strong>.<br \/>\nCostoro sono quelle donne che ti entrano dentro, ti stimolano, non fa nulla quanto stiano nella tua vita; il loro arrivo ti sconvolge, ti cambia modo di vedere le cose, ti ispira sentimenti ed emozioni nuovi, diventano mezzi per esprimere te stesso.<\/p>\n<p>Se poi il tuo modo di vedere la vita, l\u2019amore, il sesso, la morte \u00e8 profondo e intenso allora il rapporto che si crea con la tua musa \u00e8 viscerale , quasi ossessivo, ma non sar\u00e0 mai superiore\u00a0 a quello che tu avrai con la pittura. Deve essere stato cos\u00ec anche per <strong>Edvard Munch<\/strong>, il pi\u00f9 grande esponente dell\u2019Espressionismo norvegese.<br \/>\nDa sempre persona tormentata e dai grandi interrogativi esistenziali, Munch cre\u00f2 un modo di esporre i sentimenti stilizzato e scarno che arriva dritto al cuore. La sua infanzia fu segnata dalla morte della mamma e della sorella\u00a0 e questo influ\u00ec molto sul suo modo di essere. Fu proprio una donna che lo introdusse nel mondo dell\u2019arte quando ancora era piccolissimo, una prima tenera musa che gli fece conoscere quella che sarebbe stata la sua pi\u00f9 grande passione: la pittura. Poco dopo l\u2019artista svilupper\u00e0 il suo primo progetto artistico incentrato sulla morte della madre e della sorella.\u00a0 Negli anni cerc\u00f2 sempre di scavare nell\u2019anima dei sentimenti umani, nell\u2019evoluzione dell\u2019io e sempre indag\u00f2 l\u2019universo femminile. Il suo rapporto con le donne fu sempre ambivalente: timido e distaccato da un lato, ossessivo e violento dall\u2019altro. Fu alla fine del 1800 che conobbe una delle sue pi\u00f9 grandi muse, <strong>Mathilde Larsen<\/strong> detta <strong>Tulla<\/strong>, una donna indomita e caparbia che lo cerc\u00f2 e lo volle con tutta se stessa, mentre lui al contrario la respingeva e ma allo stesso tempo la anelava. \u00a0Lei era benestante, bella, anticonvenzionale , frequentava i \u201csalotti buoni\u201d, ma sul matrimonio non cedeva, lei voleva essere sposata dall\u2019uomo che amava. Munch al contrario non credeva nel matrimonio, in quanto era convinto che l\u2019amore dovesse essere libero, proprio come l\u2019arte.<\/p>\n<p>Scrive Munch: \u201c<em>Un giorno ho detto a Fru [Tulla Larsen] [\u2026] il matrimonio \u00e8 d\u2019impedimento lungo la via dell\u2019arte\u201d<\/em>. Fu su questo punto che il rapporto tra l\u2019artista e Tulla entr\u00f2 in rotta.<\/p>\n<p>Il connubio tra due port\u00f2 alla realizzazione di \u201c<strong>Testa a testa<\/strong>\u201d (1905), \u00a0dove ritrae se stesso e Tulla. I volti dei due amanti non sono solo vicini ma sembrano fondersi in un\u2019unica persona, i tratti stilizzati degli occhi , della bocca e del collo rimarcano ancora di pi\u00f9 questa unione. Non c\u2019\u00e8 sfondo, solo le teste dei due amanti che con questo tratto ondulato sembrano abbracciarsi e diventare un&#8217;unica cosa. Era questo l\u2019amore per Munch? Era la fusione completa di segno, gesto e colore? In quest\u2019opera, che venne realizzata pi\u00f9 e pi\u00f9 volte, sembra di si. Ma non ci dimentichiamo che in alcune opere E. Munch ritrae la donna come un vampiro che ti cinge in un morbido abbraccio e allo stesso tempo di succhia energia vitale ( \u201c<strong>La donna Vampiro<\/strong>\u201d \u2013 1895 ), in altre come una Madonna sensuale, provocante e sessuale contornata da spermatozoi ( \u201c<strong>Madonna<\/strong>\u201d \u2013 1894-1902) e in altre ancora come una donna che distaccatamente abbandona la coppia (\u201c<strong>La separazione<\/strong>\u201d -1896). \u00a0Tutte queste opere delineano un uomo fortemente tormentato , angosciato, impaurito dall\u2019esclusione, dal distacco , un uomo che tramut\u00f2 le sue esperienza in opere che sembrano un pugno al cuore.<\/p>\n<p>Tulla tent\u00f2 anche il suicidio e questo turb\u00f2 profondamente Munch, in quanto si sent\u00ec di essere caduto nella morsa del ricatto affettivo, imprigionando l \u2018amore in una gabbia fatta di gelosia, ossessione e tormento. Il rapporto tra i due continu\u00f2 fino a quando, nella loro casa di \u00c5sg\u00e5rdstrand, avvenne un litigio molto violento, a tal punto che Tulla spar\u00f2 all\u2019artista\u00a0 ferendolo a una mano, da quell\u2019episodio in poi i due non si rividero pi\u00f9. L\u2019artista ricorda la fine della sua relazione con Tulla nel quadro \u201c<strong>La morte di Marat<\/strong>\u201d (1907), dove si vede un uomo disteso sul letto , nudo con le braccia distese (il braccio sinistro non si vede), e accanto a lui in piedi una donna, nuda anche lei , inespressiva, distaccata. Sulle lenzuola del sangue, un chiaro riferimento all\u2019incidente avvenuto ai due amanti.\u00a0 I due non si guardano, non si toccano; sembrano due estranei proprio come ormai \u00e8 nella realt\u00e0.<\/p>\n<p>Potrei continuare a raccontare tantissime storie di artisti e muse, di come senza di loro il mondo sarebbe stato pi\u00f9 povero. Di come il loro essere fonte di ispirazione abbia permesso alla bellezza, ai sentimenti , all\u2019arte di vivere e di arricchire le nostre menti. Quasi a confermare quello che i latini erano soliti dire , e cio\u00e8, \u00a0\u201c<strong>Dotata animi mulier virum regit<\/strong>\u201d, che in italiano suona pi\u00f9 o meno cos\u00ec una \u201cdonna provvista di spirito d\u2019animo sostiene il marito\u201d.<br \/>\nNel corso della storia questa frase \u00e8 ritornata pi\u00f9 e pi\u00f9 volte e si dice che sia stata proprio Virgina Wolf a reinterpretarla e a renderla definitivamente intramontabile: \u00a0\u201c Dietro un grande uomo c\u2019\u00e8 sempre una grande donna.\u201d<\/p>\n<p>Ci\u00f2 \u00e8 vero anche in arte, dietro un grande artista c\u2019\u00e8 sempre una donna forte. Principalmente perch\u00e9 alle donne per molto tempo \u00e8 stata preclusa l\u2019arte ma ci sono esempi in cui la donna ebbe come \u201cmusa\u201d un uomo.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.civiltalaica.it\/cms\/index.php\/o-musa-se-non-ci-fossi-tu.html\/frida_kahlo_by_guillermo_kahlo_3\" rel=\"attachment wp-att-20135\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-20135\" src=\"https:\/\/www.civiltalaica.it\/cms\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Frida_Kahlo_by_Guillermo_Kahlo_3.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"666\" srcset=\"https:\/\/www.civiltalaica.it\/cms\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Frida_Kahlo_by_Guillermo_Kahlo_3.jpg 500w, https:\/\/www.civiltalaica.it\/cms\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Frida_Kahlo_by_Guillermo_Kahlo_3-225x300.jpg 225w, https:\/\/www.civiltalaica.it\/cms\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Frida_Kahlo_by_Guillermo_Kahlo_3-120x160.jpg 120w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p>E\u2019 il caso di Frida Khalo e di Diego Rivera. Tralasciando per un momento che anche lui fu un grande artista , fu comunque l\u2019uomo che pi\u00f9 condizion\u00f2 ed ispir\u00f2 l\u2019arte della famosissima pittrice messicana. La sua vita ebbe diverse battute d\u2019arresto, una fra tutte il suo terribile incidente che la costrinse al letto per molti mesi e a portare un busto per tutta la vita. Ma non si butt\u00f2 mai gi\u00f9 e affront\u00f2 tutto con grande dignit\u00e0.<\/p>\n<p>Quando incontr\u00f2 per la prima volta Diego Rivera lei aveva solo quattordici anni e lui venti di pi\u00f9, lei era solo una studentessa, lui era gi\u00e0 famoso sposato e con dei figli. A Frida non import\u00f2 nulla della differenza di et\u00e0, del suo essere volubile nei sentimenti, delle sue mille amanti. Lei era profondamente attratta dal suo carisma e nel 1929, all\u2019et\u00e0 di 22 anni, lo spos\u00f2.<br \/>\nPoco dopo il matrimonio cominciarono a viaggiare e lei si rese conto dell\u2019enorme differenza tra il Messico e il resto delle metropoli e fu allora che decise di iniziare a dipingere la sua terra di origine e la sua cultura. Il suo rapporto con Diego, fatto di amore e dolore, fu sempre tormentato e passionale, non si vergogn\u00f2 mai di quello che provava, di quello che le capitava (amore, dolore, tradimenti, aborti..); con la stessa bellezza con cui aveva affrontato quello che la vita aveva avuto in serbo per lei, traspose il suo matrimonio sulle sue tele. Un esempio fra tutte \u00e8 l\u2019opera \u201c<strong>L\u2019amoroso abbraccio dell\u2019universo, la terra (Messico), io, Diego e il signor X\u00f3lot<\/strong>\u201d (1949),\u00a0 qui l\u2019amore per Diego viene inserito \u00a0in una dimensione onnicomprensiva e assolutista. Ma non mancano quadri in cui lei\u00a0 mette in mostra il dolore che Diego le provoca, come in \u201c<strong>Qualche piccolo colpo di pugnale<\/strong>\u201d (1935), dove una donna \u00e8 stesa sul letto dopo che il compagno l\u2019ha ripetutamente pugnalata.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 da dire che anche Diego Rivera ritrasse Frida, come ad esempio in \u201c<strong>Desnudos sentado con brazos levantados<\/strong>\u201do in \u201c<strong>Ritratto di Frida Kahlo<\/strong>\u201d e molte altre opere dove la moglie compare in tutta la sua bellezza delicata e forte al contempo. Il loro amore venne \u201cvisto\u201d da tutto il mondo , il loro fu un rapporto \u00a0\u00a0intellettualmente e artisticamente alla pari,\u00a0 l\u2019amore , la stima e la passione che li legava furono da stimolo a entrambi.<\/p>\n<p>Questo aneddoto \u00e8 la prova\u00a0 perfetta di come, in fin dei conti, anche una musa si pu\u00f2 trasformare in artista (Frida Khalo) e un artista (Diego Rivera) si pu\u00f2 trasformare in musa.<\/p>\n<p><strong>Paola Samaritani<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.civiltalaica.it\/cms\/index.php\/shirin-neshat.html\/paola-samaritani\" rel=\"attachment wp-att-16868\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft  wp-image-16868\" src=\"https:\/\/www.civiltalaica.it\/cms\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/paola-samaritani-1024x1024.jpeg\" alt=\"\" width=\"337\" height=\"337\" srcset=\"https:\/\/www.civiltalaica.it\/cms\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/paola-samaritani-1024x1024.jpeg 1024w, https:\/\/www.civiltalaica.it\/cms\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/paola-samaritani-300x300.jpeg 300w, https:\/\/www.civiltalaica.it\/cms\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/paola-samaritani-150x150.jpeg 150w, https:\/\/www.civiltalaica.it\/cms\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/paola-samaritani-768x768.jpeg 768w, https:\/\/www.civiltalaica.it\/cms\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/paola-samaritani-1536x1536.jpeg 1536w, https:\/\/www.civiltalaica.it\/cms\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/paola-samaritani-160x160.jpeg 160w, https:\/\/www.civiltalaica.it\/cms\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/paola-samaritani.jpeg 1600w\" sizes=\"auto, (max-width: 337px) 100vw, 337px\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se parlando dei grandi maestri della storia dell\u2019arte vi nominassi\u00a0 Mnesarete, Lydia, Emile , Dagny, Simonetta, Monique\u2026 probabilmente mi guardereste e, con faccia interrogativa, mi direste ma che cosa stai dicendo? 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