{"id":11488,"date":"2013-05-26T12:08:05","date_gmt":"2013-05-26T12:08:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.civiltalaica.it\/cms\/?p=11488"},"modified":"2013-05-26T12:08:05","modified_gmt":"2013-05-26T12:08:05","slug":"discussione-sulla-filosofia-giordano-bruno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.civiltalaica.it\/cms\/discussione-sulla-filosofia-giordano-bruno\/","title":{"rendered":"Discussione sulla filosofia \u2013 Giordano Bruno"},"content":{"rendered":"<p align=\"LEFT\"><b>Se con Agostino ho corso il rischio di peccare di irriverenza in quanto laico, con Giordano Bruno corro il rischio opposto, ovvero quello di essere troppo deferente. Del resto siamo di fronte ad uno dei martiri del libero pensiero verso cui, oggi, tutti i laici guardano con rispetto e ammirazione se non per il contenuto della sua filosofia per il simbolo che il suo rogo \u00e8 diventato.<!--more--> <\/b><\/p>\n<p align=\"LEFT\"><b><a href=\"http:\/\/www.civiltalaica.it\/cms\/wp-content\/uploads\/2013\/02\/giordano-bruno.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-11232\" alt=\"giordano-bruno\" src=\"http:\/\/www.civiltalaica.it\/cms\/wp-content\/uploads\/2013\/02\/giordano-bruno.jpg\" width=\"381\" height=\"500\" srcset=\"https:\/\/www.civiltalaica.it\/cms\/wp-content\/uploads\/2013\/02\/giordano-bruno.jpg 381w, https:\/\/www.civiltalaica.it\/cms\/wp-content\/uploads\/2013\/02\/giordano-bruno-228x300.jpg 228w\" sizes=\"auto, (max-width: 381px) 100vw, 381px\" \/><\/a>Vorrei mantenermi distaccato ed esaminare solo il contenuto dell\u2019opera filosofica di Bruno, purtroppo come scrive Michele Ciliberto, Bruno \u00e8 uno di quei casi in cui la filosofia \u00e8 intimamente collegata alla biografia del filosofo ed \u00e8 quindi quasi impossibile separare l\u2019una dall\u2019altra.<\/b><\/p>\n<p align=\"LEFT\"><b>Quello che colpisce subito dei contenuti della filosofia bruniana \u00e8 l\u2019aver anticipato scoperte scientifiche che saranno fatte solo molti secoli pi\u00f9 tardi. Il titolo della sua opera \u201cDe l\u2019infinito universo et mondi\u201d \u00e8 gi\u00e0 quasi una summa di scoperte che dovranno avvenire solo con lo sviluppo di potenti telescopi. Viene quasi da dire che gi\u00e0 dal titolo di quell\u2019opera si pu\u00f2 cogliere la grandezza di Bruno. <\/b><\/p>\n<p align=\"LEFT\">\u00a0<\/p>\n<p align=\"LEFT\">Riprendendo Lucrezio (il cui manoscritto <i>De rerum natura<\/i>, scoperto nel 1417, aveva contribuito a diffondere le idee dell&#8217;atomismo democriteo ed epicureo), Giordano Bruno giunge ad una nuova visione dell&#8217;universo, che non deriva per\u00f2 da osservazioni astronomiche e calcoli matematici, in cui il filosofo nolano fu poco versato e tecnicamente poco competente, ma bens\u00ec da un&#8217;intuizione di natura filosofica, vale a dire quella della natura <i>infinita <\/i>dell&#8217;universo, di certo alimentata dal copernicanesimo. L&#8217;argomentazione di Copernico sostiene che se la Terra \u00e8 un pianeta che gira attorno al sole, le stelle che si vedono nelle notti serene e che gli antichi immaginavano attaccate all&#8217;ultima parete del mondo, potrebbero essere tutte, o almeno in gran parte, immobili soli circondati dai rispettivi pianeti. Ci\u00f2 significa che l&#8217;universo non sarebbe composto da un sistema unico, ma potrebbe ospitare in s\u00e9 un numero illimitato di stelle-soli, disseminate nel vasto spazio celeste in qualit\u00e0 di centri di rispettivi mondi. Sappiamo bene che la tesi copernicane furono soltanto delle intuizioni di natura logico-matematica, e che per la conferma sperimentale di alcune delle stesse (l&#8217;eliocentrismo ad esempio), bisogner\u00e0 attendere Galileo. Bruno trae un&#8217; idea infinita dell&#8217;universo dal copernicanesimo, ma allo stesso tempo la trasferisce dal piano strettamente astronomico a quello metafisico-teologico. Infatti, la conclusione dell&#8217;infinit\u00e0 dell&#8217;universo, viene dedotta dal principio teologico, gi\u00e0 presente nell&#8217;ultima scolastica, secondo cui il mondo avendo la sua causa in un essere infinito, deve necessariamente essere infinito. In conclusione, Bruno accoglie le tesi dell&#8217;astronomia rivoluzionaria di Copernico, giustificandole in base a presupposti filosofici, come se la nascente scienza moderna costituisse una sorta di conferma di quei principi metafisici che costituiscono lo scheletro epistemologico del suo orizzonte di senso. <\/p>\n<p><b>Bruno un grande della filosofia quindi, eppure quest\u2019uomo ha girato per tutta l\u2019Europa senza trovare nessuno che lo apprezzasse; i cattolici in Italia, gli anglicani in Inghilterra, i luterani in Germania con tutti ha avuto scontri feroci. A questo proposito si fanno ipotesi contrastanti, da parte laica si sostiene che il suo pensiero cos\u00ec radicalmente anticristiano (Bruno criticava anche Cristo accusandolo di essere stato un cattivo mago) lo rendeva incompatibile con qualunque forma di religione europea. Da parte clericale si sostengono invece le tesi che fosse una spia politica (la pi\u00f9 in voga \u00e8 che fosse a servizio degli Inglesi) che doveva cambiar aria ogni qualvolta veniva scoperto. Un personaggio che ancora divide gli storici quindi.<br \/><\/b><\/p>\n<p align=\"LEFT\">C&#8217;\u00e8 un periodo della vita del filosofo nolano piuttosto oscuro. Tale periodo \u00e8 quello del soggiorno londinese, durante il quale Bruno fu ospite alla corte della regina Elisabetta I. E&#8217; in questo periodo che Bruno compone capolavori come \u201c<i>La Cena delle Ceneri<\/i>\u201d e \u201c<i>Degli eroici furori<\/i>\u201d<i>. <\/i>Siamo nel 1583. Uno storico dell&#8217;Universit\u00e0 di York, John Bossy, ha tentato di colmare questo buco storico, con una ricerca che si \u00e8 concretizzata nella scrittura dell&#8217;opera \u201c<i>Giordano Bruno e il mistero dell&#8217;ambasciata<\/i>\u201d (Garzanti) . La tesi di Bossy \u00e8 molto semplice. Giordano Bruno, il 7 Aprile 1583. viene accolto nella casa dell&#8217;ambasciatore francese De Castelnau a Parigi, su raccomandazione personale di re Enrico III di Valois. Il 20 Aprile successivo Sir Francis Walshingam, capo della polizia segreta elisabettiana, riceve il primo di una serie di rapporti provenienti proprio dalla casa di De Castelnau. L&#8217;autore \u00e8 un certo Fagot, uno spiritoso pseudonimo che significa \u201cchiacchierone\u201d . Dalla corrispondenza, conservata negli archivi britannici, ed esibita da Bossy, si evincerebbe che Fagot \u00e8 italiano, che conosce il francese parlato (un po&#8217; meno quello scritto), comprende l&#8217;inglese, anche se fa finta di non capirlo, \u00e8 un sacerdote ed \u00e8 ferocemente antipapista. Fagot denuncia i contatti di De Castelnau con i cattolici che cercano di introdurre testi religiosi in Inghilterra; arruola il segretario dell&#8217;ambasciatore perch\u00e9 intercetti la posta del suo padrone; contribuisce all&#8217;arresto del cattolico Francis Trockmorton che verr\u00e0 torturato e condannata a morte; denuncia anche uno spagnolo che, in confessione, gli aveva rivelato di voler assassinare Elisabetta I. Questo Fagot non parla mai di Giordano Bruno italiano, poliglotta, sacerdote e fortemente anticattolico. Bossy attraverso un confronto delle diverse calligrafie di Bruno e di Fagot, e tramite una serie di deduzioni, arriva a stabilire che Fagot e Bruno sono la stessa persona. E&#8217; in virt\u00f9 di tale tesi che anche un laico come Luigi Firpo afferma in \u201c<i>Il processo di Giordano Bruno<\/i>\u201d che il processo al filosofo fu sostanzialmente corretto sia nella forma che nel contenuto. Il libro di Bossy non ha avuto una calda accoglienza da parte del pubblico italiano. Questo pu\u00f2 incoraggiarci a credere che il lavoro dello storico non sia stato poi cos\u00ec rigoroso. Di certo la Chiesa traeva vantaggio, ed era pi\u00f9 che interessata a inventare false accuse nei confronti di Giordano Bruno, come sono interessati, tuttora oggi, i cattolici integralisti a credere e ad avvalorare teorie che possano mettere in cattiva luce un ancestrale nemico dell&#8217;ortodossia romana. Tuttavia, \u00e8 anche possibile, secondo alcuni che in nome del suo feroce antipapismo si sia prestato a fare la spia degli inglesi. L&#8217;idea che Bruno fosse una spia degli inglesi rimane nell&#8217;ambito delle ipotesi, in quanto non si hanno elementi sufficienti per poter affermare n\u00e9 che sia vera n\u00e9 che sia falsa. <\/p>\n<p><b>Bruno aveva un altissimo senso di se, si considerava un angelo venuto a riportare la luce dopo secoli di tenebre, da questo si pu\u00f2 capire forse che peccava un po\u2019 di presunzione, ma sbaglio o non era il solo lato oscuro della sua persona?<\/p>\n<p><\/b>Non si deve credere che Giordano Bruno volesse distruggere tramite l&#8217;uso critico della ragione le credenze dogmatiche del cristianesimo, per poi mettere le sue riflessioni a disposizione di tutta l&#8217;umanit\u00e0, auspicandone una liberazione globale. Bruno rivendicava s\u00ec la libert\u00e0 di critica e di coscienza nei confronti delle religioni tradizionali, ma solo per s\u00e9 stesso, e per quell&#8217;elit\u00e9 di intelletti superiori all&#8217;interno della quale si collocava. Secondo il nolano, infatti, la maggioranza dell&#8217;umanit\u00e0 aveva un animo rozzo ed era incapace si sapersi educare e governare, ragion per cui sarebbe stata necessaria l&#8217;esistenza di chiese gerarchicamente organizzate e dotate di un apparato teologico-dogmatico. Non era quindi un programma di Bruno, quello di abbattere le chiese confessionali. Le incomprensioni che egli ebbe con esse vanno limitate al solo piano personale, come del resto va collocato sul piano personale anche il suo forte astio per il cattolicesimo ed il papato. Bruno non sopportava l&#8217;idea che una chiesa gerarchica dovesse intromettersi nella sua coscienza, e nella coscienza di altri che condividevano con lui l&#8217;appartenere alla comunit\u00e0 di intelletti superiori. Siamo ben lontani dalla concezione socratica del sapere e a quella teoria dell&#8217;<i>uso pubblico<\/i> della propria ragione tanto propagandato da Kant e dagli illuministi. Socrate intendeva la filosofia come ricerca comune della verit\u00e0, fondata sul dialogo e rivolta a tutti. Per gli illuministi era fondamentale mettere a disposizione di tutti le proprie riflessioni e conoscenze. La filosofia di Bruno ha dei connotati profondamente aristocratici ed elitari. Questa sua concezione della necessit\u00e0 dell&#8217;esistenza delle chiese confessionali, in qualit\u00e0 di strumento di governo delle masse degli uomini rozzi ed inferiori (si noti che secondo Bruno essi costituiscono la maggioranza dell&#8217;umanit\u00e0), sar\u00e0 una costante del movimento del <i>libertinage <\/i>francese del XVI-XVII secolo. I libertini come Pierre Charron e Savinien de Cyrano, infatti, rifacendosi al concetto di <i>doppia verit\u00e0 <\/i>sostenevano che vi fosse una verit\u00e0 per i dotti e liberi pensatori (quella stabilita dalla ragione e dal suo uso critico, che rifiutava i dogmi e le superstizioni), e una verit\u00e0 per il popolo incapace di autogovernarsi (la verit\u00e0 stabilita dalla fede). Siamo di fronte alla concezione della religione come <i>instrumentum regni <\/i>tanto cara a Niccol\u00f2 Machiavelli. Per ci\u00f2 che concerne altri lati oscuri della personalit\u00e0 di Bruno, basta pensare alla sua misoginia (egli considerava le donne esseri inferiori, idioti e ripugnanti), a al suo antisemitismo. Pare abbia definito gli ebrei \u201c<i>escrementi dell&#8217;Egitto<\/i>\u201d.<\/p>\n<p><b>Altro elemento fondante della sua filosofia il concetto della metempsicosi. Quali sono le differenze, e quali le similitudini, fra la reincarnazione dell\u2019anima in Bruno e quella delle filosofie orientali?<\/p>\n<p><\/b> La dottrina della trasmigrazione delle anime pu\u00f2 essere chiamata <i>metempsicosi.<\/i> La teoria della metempsicosi \u00e8 di matrice orfico-pitagorica. L&#8217;orfismo, sviluppatosi in Grecia nel VI secolo a.C. , consisteva in una serie di culti misterici dedicati a Dioniso, che poneva in una rivelazione l&#8217;origine dell&#8217;autorit\u00e0 religiosa, ed era organizzato in comunit\u00e0. La rivelazione era attribuita al trace Orfeo che, secondo il mito, era disceso nell&#8217;Ade, per riprendersi la sua amata Euridice. Lo scopo dei riti nelle comunit\u00e0 orfiche era quello di purificare l&#8217;anima dell&#8217;iniziato per sottrarla alla <i>ruota delle nascite<\/i>, ovvero alla trasmigrazione nel corpo di altri esseri viventi. L&#8217;insegnamento fondamentale dell&#8217;orfismo \u00e8 che la scienza, e in generale l&#8217;attivit\u00e0 del pensiero, conducono l&#8217;uomo alla sua vera vita, una vita teoretica e intellettuale dell&#8217;anima completamente separata dal corpo. Questo motivo viene ripreso anche dalle comunit\u00e0 pitagoriche, fiorite in tutte le citt\u00e0 greche dell&#8217;Italia meridionale, nel V secolo a.C. Secondo i pitagorici, la vita corporea \u00e8 una punizione, l&#8217;anima \u00e8 imprigionata nel corpo, e l&#8217;unica via per liberarla da tale carcere \u00e8 la coltivazione del sapere, in altri termini, la filosofia. Platone (V-IV secolo a.C.), nel <i>Fedone<\/i>, recupera la dottrina della metempsicosi per giustificare le sue concezioni epistemologiche quali l&#8217;<i>anamnesi<\/i>. Secondo il filosofo ateniese conoscere \u00e8 ricordare, e ogni volta che l&#8217;intelletto umano effettua una valutazione fa riferimento a dei parametri universali (le <i>idee<\/i>) non conoscibili nel nostro mondo, ragion per cui \u00e8 necessario che l&#8217;anima li abbia appresi in un mondo iperuranico, ci\u00f2 postula che essa sia una sostanza separata, ingenerata, immortale e preesistente al corpo. L&#8217;anima platonica si reincarna a seconda della condotta assunta dagli uomini in vita, e dalla scelta da essi fatta dopo la morte. Se l&#8217;uomo sar\u00e0 in grado di coltivare al massimo grado la filosofia, distaccandosi dalle cose materiali, e quindi scegliendo di reincarnarsi per tre volte di seguito nel corpo di un filosofo, la sua anima riuscir\u00e0 a liberarsi dalla ruota delle nascite e bearsi eternamente della contemplazione dei modelli iperuranici, ormai non pi\u00f9 prigioniera del corpo. C&#8217;\u00e8 nella teoria della metempsicosi l&#8217;elemento del <i>merito<\/i>. Infatti, l&#8217;anima raggiunger\u00e0 la salvezza e la liberazione, solo se durante la sua vita terrena, unita al corpo, coltiver\u00e0 costantemente il sapere. Bruno riprende la teoria della reincarnazione dell&#8217;anima, anche se in maniera differente rispetto ai pitagorici e a Platone. Innanzitutto, il filosofo nolano valorizza molto l&#8217;elemento corporeo dell&#8217;essere umano in dispregio a qualsivoglia forma di ascetismo. Sia gli uomini che gli altri esseri viventi specificazioni dell&#8217;unica sostanza esistente, composta da principio attivo (forma) e principio passivo (materia), quindi sono su un piano di totale parit\u00e0 ontologica. Ci\u00f2 significa che l&#8217;uomo \u00e8 come l&#8217;animale, e come tale la sua anima pu\u00f2 reincarnarsi in quella di un animale. Bruno, come gi\u00e0 Montaigne, mette fortemente in discussione l&#8217;antropocentrismo e quindi il primato dell&#8217;uomo sulla natura, diversamente rispetto a quello che era stato il tratto tipico dell&#8217;Umanesimo e del Rinascimento. Basti ricordare, a tal proposito, l&#8217;aneddoto del ragnetto. C&#8217;\u00e8 una testimonianza che racconta come un compagno di carcere di Bruno sia stato da quest&#8217;ultimo rimproverato, proprio per il fatto che in quel ragnetto sarebbe potuta esserci un&#8217;anima che un tempo era appartenuta ad un uomo. Anche in Bruno \u00e8 presente l&#8217;elemento del merito. Infatti, se l&#8217;uomo vuole reincarnarsi di nuovo in un corpo umane, deve esercitare al meglio le sue doti, lavorando e producendo per la societ\u00e0 e il bene civile. La peculiarit\u00e0 dell&#8217;uomo \u00e8 infatti, secondo il filosofo, la capacit\u00e0 lavorativa e produttiva e non soltanto quella teoretico-speculativa (Bruno anticipatore di Marx?). Da questo punto di vista, il nolano entra in contraddizione con la sua critica all&#8217;antropocentrismo, riconoscendo all&#8217;uomo il primato del lavoro, assente in altri esseri viventi. Inoltre, sostenendo che il lavoro \u00e8 ci\u00f2 che distingue l&#8217;umo dalla bestia, Bruno si colloca totalmente nella mentalit\u00e0 mercantilistica, tipicamente rinascimentale. Non \u00e8 da dimenticare che \u00e8 in questo secolo che si assiste all&#8217;ascesa di una nuova classe di borghesi e commercianti. Per quanto concerne le concezione relative alla trasmigrazione dell&#8217;anima nelle filosofie orientali, vanno subito evidenziati i punti di contatto con la prospettiva bruniana: l&#8217;idea dell&#8217;immortalit\u00e0 dell&#8217;anima, la possibilit\u00e0 che l&#8217;anima umana si reincarni in un corpo animale e viceversa, il merito. Tuttavia, nelle filosofie e religioni orientali (Induismo,buddhismo, ecc., ecc.) il merito consiste nel sapersi totalmente distaccare dalle passioni terrene e mondane per raggiungere la liberazione (<i>nirvana<\/i>), non certo nel lavoro. Inoltre, in alcune religioni orientali come il buddhismo, non si parla di anima ma di <i>karma<\/i> che costituisce il tessuto caratteriale di ognuno di noi. Nel buddhismo si parla di non-anima (<i>anatta<\/i>). Infatti, per i buddhisti , l&#8217;anima non \u00e8 sostanza, ma solo fasci di impressioni e attivit\u00e0 psicologiche che non poggiano su di un&#8217;entit\u00e0 soggiacente, mentre in Bruno le anime umane sono tutte determinazioni dell&#8217;Anima del mondo.<\/p>\n<p><b><a href=\"http:\/\/www.civiltalaica.it\/cms\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/Galileo_Galilei.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-11489\" alt=\"Galileo_Galilei\" src=\"http:\/\/www.civiltalaica.it\/cms\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/Galileo_Galilei.jpg\" width=\"210\" height=\"236\" \/><\/a>Bruno, lo sappiamo finisce sul rogo. Messo alle strette fra la scelta di rinnegare il nucleo portante della sua filosofia e la morte sceglie la morte, per di pi\u00f9 atroce. Uno dei suoi inquisitori si chiama Roberto Bellarmino, lo stesso che trent\u2019anni dopo costringer\u00e0 all\u2019abiura Galileo Galilei, un curriculum niente male verrebbe da dire. Lo confesso, sono spesso combattuto fra la figura di Bruno e quella di Galileo. Il primo non rinuncia alla sua filosofia e sceglie la morte consegnando alla Chiesa Cattolica una colpa che le rimane addosso fino ad oggi e le rimarr\u00e0 per sempre. Il secondo sceglie l\u2019abiura, si salva la vita e negli ultimi anni di vita pubblicher\u00e0 opere che saranno fondamentali per la scienza e il progresso. Qual \u00e8 la vera vittoria? Quella di Bruno o quella di Galileo? <\/p>\n<p><\/b>Innanzitutto, bisogna tener ben presente il fatto che Bruno, nel processo di Venezia, si era rivelato ben disposto ad abiurare. Questo perch\u00e9 egli contava di scappare da Venezia, di liberarsi dagli inquisitori per poi riprendere a girare per l&#8217;Europa e salvaguardare la sua filosofia. Il nolano era quindi pronto ad abbracciare la <i>dissimulatio<\/i>. Dissimulando, ovvero nascondendo le sue posizioni, per salvare la verit\u00e0, invece che <i>simulare <\/i>ovvero ingannare, mistificare ed imbrogliare. Infatti, egli durante il processo veneziano neg\u00f2 tutta una serie di dottrine e affermazioni da lui fatte nelle sue opere. In questo modo, il filosofo credeva di tutelare la verit\u00e0 del suo pensiero. Inoltre, gli inquisitori veneziani diedero a Bruno la possibilit\u00e0 di poter abiurare in privato e il filosofo ne approfitt\u00f2 per avere salva la vita. A Roma, per\u00f2, messo totalmente alle strette dal cardinale Bellarmino, decide, dando prova di enorme coraggio, di morire sul rogo, piuttosto che abiurare. Dovendo rinunciare persino al nucleo costitutivo della sua filosofia, e non potendo pi\u00f9 dissimulare, il filosofo decide di difendere la sua verit\u00e0 morendo. Per quanto concerne eventuali paragoni con Galileo, credo sia opportuno mettere in chiaro che la vittoria \u00e8 stata, a mio parere, di entrambi. Bruno \u00e8 riuscito ad imporsi come esempio di uomo disposto a morire per la libert\u00e0 di pensiero, Galileo \u00e8 riuscito a continuare a vivere e a far evolvere il pensiero scientifico. Forse tutti e due hanno realizzato il loro obbiettivo. Molto probabilmente, per Bruno era pi\u00f9 importante dare un esempio socratico di coerenza morale, mentre per Galilei era prioritario che la scienza progredisse con lui. Indubbiamente, la scelta di Bruno rimane estremamente ammirevole e rispettabile e fa di lui, nonostante gli aspetti negativi di cui si \u00e8 parlato prima (dovuti anche al fatto che Bruno fu comunque figlio del suo tempo), un enorme punto di riferimento morale per ogni laico che rivendichi la propria libert\u00e0 di coscienza.\u00a0<\/p>\n<p align=\"LEFT\"><strong>Alessandro Chiometti<\/strong> (domande) <strong>Federico Piccirillo<\/strong> (risposte)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se con Agostino ho corso il rischio di peccare di irriverenza in quanto laico, con Giordano Bruno corro il rischio opposto, ovvero quello di essere troppo deferente. 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