{"id":11430,"date":"2013-05-01T15:07:26","date_gmt":"2013-05-01T15:07:26","guid":{"rendered":"http:\/\/www.civiltalaica.it\/cms\/?p=11430"},"modified":"2013-05-01T15:09:27","modified_gmt":"2013-05-01T15:09:27","slug":"la-balla-del-relativismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.civiltalaica.it\/cms\/la-balla-del-relativismo\/","title":{"rendered":"La balla del relativismo"},"content":{"rendered":"<p>Persino da qualche fervente cattolico ho talvolta udito esternare perplessit\u00e0 di fronte al modo di esprimersi, spesso involuto, tanto da apparire ingannevole, usato dal corpo sacerdotale. Potevo essere io da meno di questa sia pur sparuta pattuglia? Certo che no!<!--more-->Arrivo perci\u00f2 a dire che sarebbe bello, anche se difficilmente realizzabile, che ogni volta che ognuno di costoro, almeno da vescovo in su (il vizio diventa pi\u00f9 marcato man mano che si sale nella scala gerarchica) prende ufficialmente la parola, possa apparire o in sovraimpressione, o su apposito schermo, o dove non so, la traduzione in \u2018autentichese\u2019-come lo chiamo io- di quello che dice; tanto il loro linguaggio \u00e8 ambiguo, sfuggente, dissimulatore, allusivo, non-compromissorio (raramente si fanno nomi: li si lascia intendere), quasi-mafioso (quasi?!). E poi: quell\u2019uso spregiudicato e occhiutamente ingannevole dei termini, come ad es.: \u2018materialismo\u2019 al posto di \u2018edonismo\u2019, o \u2018credere\u2019(meno compromettente) nel senso di \u2018esser certi\u2019 (troppo compromettente).. e quanti altri!<\/p>\n<p>Ma per ora, scherzi-e schermi-a parte, la cosa pi\u00f9 ragionevole \u00e8 quella di fare opera di prevenzione ed informarsi su cosa i religiosi vogliano veramente dire quando dicono quello che dicono. Ottimo, sotto questo aspetto, \u00e8 il saggio del prof. Edoardo Lombardi Vallauri \u2018Capire la mente cattolica\u2019 Ed. Le Lettere.<\/p>\n<p>L\u2019aspetto pi\u00f9 straziante della questione \u00e8 per\u00f2, a mio modo di vedere, un altro. Questo modo di fare tende a condizionare drammaticamente anche lo schieramento laico. Prendiamo ad esempio quello strano oggetto che va sotto il nome di RELATIVISMO, che fu uno dei principali cavalli di battaglia di Joe Ratzinger (Papa Benedetto XVI). Cavallo passato senza colpo ferire nelle mani del neo-Papa Francesco, al secolo J. M. Bergoglio, il quale, pur proseguendo nel suo programma di creazione di un\u2019immagine amicale, serena ed accattivante, di \u2018Papa della porta accanto\u2019-qualcuno gi\u00e0 si azzarda audacemente a chiamarlo Bergy-tra un\u201dbuon giorno\u201d e un \u201cbuon pranzo\u201d, \u00e8 stato sentito inveire (amabilmente, s\u2019intende, com\u2019\u00e8 nel suo costume) contro \u201cla dittatura del relativismo\u201d. Espressione, del resto, gi\u00e0 usata dall\u2019Emerito. Questo spauracchio per vecchiette (il relativismo, appunto) sembra essere proprio una \u2018arma di confusione\u2019 micidiale. Vecchiette?! Allora, apro (aprii) il n. 10 (apr. 2011) de L\u2019Espresso a p. 99 e leggo (lessi): \u201cIl relativismo come fondamento della convivenza civile \u00e8 il filo conduttore delle Giornate della laicit\u00e0, che si svolgeranno a Reggio Emilia dal 15 al 17 aprile, prima edizione di una manifestazione promossa da \u2018Micro Mega\u2019, Iniziativa Laica e Arci Reggio Emilia \u00bb. Dunque, la laicit\u00e0 si fa paladina del relativismo perch\u00e9 il Papa lo condanna.. sembrerebbe. Ma soprattutto.. sembrerebbe, nessuno l\u00ec a chiedersi se \u2018sto relativismo non sia solo aria fuoriuscita dai locali della premiata friggitoria Ratzinger (ed eredi). E pare pure che tale convegno si tenne! Conosco qualcuno che c\u2019\u00e8 stato.<\/p>\n<p>Parrebbe ch\u2019io voglia affermare che il relativismo, concetto che mi accingo ad analizzare, altro non \u00e8 che una mera emissione vocale, a cui non corrisponde una realt\u00e0 oggettiva; come scrive il prof. Vallauri: \u201cPosso dire che Dio \u00e8 uno e trino, ma naturalmente non so che cosa voglia dire. (\u2026) \u00c8 facilissimo dirlo, cio\u00e8 \u00e8 facilissimo usare i polmoni, la bocca e la lingua per pronunciare i suoni: dio\u00e8unoetrino, ed \u00e8 impossibile sapere che cosa significhino. (\u2026) Il fatto che i meccanismi della lingua permettano di creare queste parole non deve trarci in inganno: non \u00e8 affatto detto che esse debbano avere un significato comprensibile. (\u2026) \u00c8 successo con flogisto, basilisco, Giunone, Sandokan, i marziani, le convergenze parallele, e innumerevoli altre\u201d(op. cit.). Purtroppo il titolo dell\u2019articolo lascia poco spazio all\u2019immaginazione: la risposta \u00e8 s\u00ec. Dico \u2018purtroppo\u2019 perch\u00e9 mi sarebbe piaciuto giuocare un po\u2019 sulla suspence, ma poi ho preferito quel titolo, secco e diretto, a sottolineare la polemica contro l\u2019esprimersi involuto della Casta pi\u00f9 Casta che si possa immaginare. La suspence aspetter\u00e0 un\u2019altra occasione. Il relativismo, dunque, ossia, per cos\u00ec dire, il trionfo del punto di vista. Per trattarlo adeguatamente mi appogger\u00f2, oltre che al mio mirabile sapere (sto scherzando!!), al filosofo statunitense Michael P. Lynch, docente all\u2019Universit\u00e0 del Connecticut ed affezionato frequentatore del nostro paese, e pi\u00f9 precisamente al suo saggio \u2018La verit\u00e0 e i suoi nemici\u2019(*) R.Cortina Ed.. Il capostipite, almeno nel pensiero occidentale, di questa concezione, viene usualmente individuato nel filosofo greco Protagora (V sec. a. C.), il quale afferm\u00f2: \u201cdi tutte le cose misura \u00e8 l\u2019uomo, di quelle che sono, per ci\u00f2 che sono, di quelle che non sono, per ci\u00f2 che non sono\u201d. Se ci\u00f2 \u00e8 vero, si pu\u00f2 arrivare ad affermare che non esiste una verit\u00e0 (e addirittura una realt\u00e0) oggettiva; essa verit\u00e0 sta soltanto negli occhi di chi guarda. Il relativismo (almeno nella sua concezione originale) proprio questo fa. Se quel principio di Protagora esprime il fondamento stesso della riflessione filosofica (la conoscenza del mondo \u00e8 opera dell\u2019uomo, essere senziente e pensante), a differenza che nel sano scetticismo, che ammette la reale difficolt\u00e0 di trovare la verit\u00e0 oggettiva su fatti, comportamenti, ecc., ma non la nega affatto (anzi, secondo me, la presuppone), nel relativismo si giunge a conseguenze estreme e un po\u2019.. \u2018strane\u2019: \u201cse la verit\u00e0 \u00e8 la verit\u00e0-per-me, e poich\u00e9 ogni cosa \u00e8 vera per me (altrimenti non la crederei), tutto ci\u00f2 che io credo, stando a questa teoria, \u00e8 vero. Non faccio mai errori. Che comodit\u00e0!\u201d(*). \u00c8 significativo il fatto che lo stesso Protagora, subdorando forse che qualcosa non funzionasse proprio a dovere, non tradusse mai quella sua elaborazione teorica in un relativismo pratico, che anzi, in qualche modo, sconsigli\u00f2. Ecco come smontare questo tipo di relativismo, diciamo cos\u00ec, \u2018delle origini\u2019, e che Lynch chiama \u2018semplice\u2019, o anche \u2018sempliciotto\u2019. Supponiamo che un signor Tizio si definisca relativista e affermi di conseguenza che non esistono verit\u00e0 oggettive ed ognuno di noi ha la sua verit\u00e0-per-s\u00e9. Basta chiedere a Tizio se questa affermazione da lui test\u00e8 pronunciata \u00e8 vera o solo vera-per-lui. Nel primo caso (il relativismo \u00e8 vero senza qualificazioni), egli si trova invischiato in una terribile contraddizione, \u201cInfatti, se il relativismo \u00e8 vero (per tutti, come sarebbe in tal caso), allora \u00e8 falso-non \u00e8 vero che ogni verit\u00e0 \u00e8 relativa\u201d(*). Nell\u2019altro caso invece, Tizio non cade in contraddizione; gli succede qualcosa di peggio! Egli diventa necessariamente.. infallibile! \u00c8 proprio la situazione che descrivo (per bocca di Lynch) qualche riga sopra. Una situazione orrenda, allucinante, da non augurare neanche a.. un Papa! Il relativismo \u2018semplice\u2019 \u00e8 perci\u00f2, o inevitabilmente contraddittorio, o del tutto folle.<\/p>\n<p>Il motivo per cui il relativismo raccoglie tanta simpatia in area.. \u2018liberal\u2019-per cos\u00ec dire- \u00e8 che esso, a prima vista, sembra promuovere, se non addirittura presupporre, la tolleranza ed il pluralismo; due cose che a noi laici stanno particolarmente a cuore. La parola stessa sembra suggerire ampiezza di vedute e clemenza nei giudizi. Abbiamo cominciato ad intravvedere che le cose potrebbero stare in modo alquanto diverso. Ma dov\u2019\u00e8 l\u2019imbroglio in tutta questa situazione? Il fatto \u00e8 che la causa dell\u2019intolleranza, e pi\u00f9 in generale dell\u2019incomprensione verso il prossimo, non \u00e8 il credere ad una verit\u00e0 oggettiva, bens\u00ec \u00e8 il dogmatismo, la deprecabile sensazione\/opinione di non poter avere torto. Ma chi sostiene l\u2019esistenza di una verit\u00e0 oggettiva-che perci\u00f2 non dipende da lui!-\u00e8 costretto a confrontarsi in continuazione con essa, e perci\u00f2 deve mettere in conto di potersi sbagliare in qualsiasi momento. Questo esclude radicalmente ogni possibile atteggiamento dogmatico, e non solo: \u201cil rispetto degli altri dovrebbe condurci ad essere estremamente cauti nella pretesa che conosciamo qualcosa con certezza; ma ci\u00f2 significa appunto credere che la verit\u00e0 sia qualcosa di pi\u00f9 che la verit\u00e0-per-me\u201d(*). Il relativista-a meno che non si contraddica!-\u00e8 semplicemente impossibilitato a fare tutto questo; egli rende superflua-come si \u00e8 visto-qualsiasi discussione su ci\u00f2 che \u00e8 vero e su ci\u00f2 che non lo \u00e8. La conclusione potr\u00e0 essere pure sorprendente, ma \u00e8 assolutamente giustificata: \u00e8 il relativismo il vero nemico di tolleranza e pluralismo.<\/p>\n<p>Un tipo di relativismo pi\u00f9 sofisticato che Lynch va poi a considerare, \u00e8 quello cosiddetto \u2018postmoderno\u2019. Lasciamo perdere la discussione sul significato del termine \u2018postmoderno\u2019, non del tutto chiaro, a giudizio dello stesso Lynch; basti qui dire, per i nostri scopi, che esso si caratterizza per la sua \u2018incredulit\u00e0 rispetto alle metanarrative\u2019. Fermi tutti!! Nessuno fugga o faccia gesti inconsulti. Mi rendo conto che molti, al cospetto di termini simili, siano tentati di mandare al diavolo me, Lynch, e magari anche qualcun altro, ma assicuro che le cose stanno molto pi\u00f9 semplicemente di quanto possa sembrare a prima vista. Una metanarrativa non \u00e8 altro che un criterio di validit\u00e0 e di valore, un \u2018metro di giudizio\u2019, insomma, universale ed immutabile. Ci\u00f2 non pu\u00f2 esistere, dicono i po.mod., perch\u00e9 non c\u2019\u00e8 criterio che non si sviluppi storicamente, non cambi al cambiare dei tempi, e non sia perci\u00f2 rivedibile, se non eliminabile.<\/p>\n<p>Un ordine di ragionamento, questo, che \u00e8 stato portato alle estreme conseguenze da un prestigioso intellettuale che viene usualmente associato al postmoderno-sebbene anche qui le perplessit\u00e0 non manchino, ma poco importa-lo storico e filosofo francese Michel Foucault (1926-1984). Secondo Foucault, la conoscenza del mondo-e di noi stessi-non \u00e8 tanto il prodotto di chi attivamente si adopera per costruirla, ma \u00e8 soprattutto il prodotto del sistema di POTERE in cui chi lavora a quello scopo, si trova immerso. Ma non si deve pensare necessariamente ad un potere tirannico che impone brutalmente la propria concezione-anche se, ovviamente, questo \u00e8 accaduto ed accade-ma ad un sistema di istituzioni e relazioni che modellano il nostro modo di pensare, e che opera \u2018dietro le quinte\u2019.Esso ci induce, senza che ce ne accorgiamo, ad avere opinioni che crediamo autonome ed invece sono da esso dettate. Come esempio per la comprensione di questo concetto, Lynch sceglie un argomento che costituisce ancora un nervo scoperto per un americano emancipato, quello riguardante la vergogna del razzismo nel suo paese. \u201cAncora in epoca moderna l\u2019establishment scientifico accettava l\u2019idea che gli appartenenti alla \u2018razza nera\u2019 fossero intellettualmente inferiori ai bianchi europei. Le misurazioni, del tutto inesatte, fatte da Samuel George Morton delle capacit\u00e0 craniche condussero parecchi membri della comunit\u00e0 scientifica del XIX secolo a credere che fosse \u201cprovato che i cervelli caucasici fossero pi\u00f9 grandi dei cervelli dei neri e che quindi i caucasici fossero pi\u00f9 intelligenti\u201d. Per esempio, Louis Agassiz, il paleontologo pi\u00f9 influente del suo tempo e uno degli scopritori dell\u2019era glaciale, annunci\u00f2 nel 1847 che era un fatto provato scientificamente che \u201cil cervello del negro \u00e8 il cervello imperfetto di un bambino di sette mesi nel grembo di una bianca\u201d. Soltanto una persona estremamente ingenua penserebbe che l\u2019accettazione di questa e di altre simili \u2018verit\u00e0\u2019 da parte di tanta gente potesse semplicemente essere imposta, come Agassiz e Morton sembravano credere, dai dati scientifici. Piuttosto, la spiegazione della sua accettazione pu\u00f2 essere individuata, tra le altre cose, nel fatto che Morton e Agassiz erano dei razzisti, nella circostanza che tutti gli scienziati coinvolti in quel tipo di lavoro erano maschi bianchi, nella schiavit\u00f9 degli americani di origine africana, nel bisogno di giustificare il trattamento di questi schiavi, nell\u2019esigenza di manodopera a buon mercato, ecc. Questi ed altri fattori sociali hanno aiutato a modellare le assunzioni di sfondo accettate dagli scienziati sociali del XIX secolo, che generarono le loro credenze sulla razza e contribuirono a fissarle come \u2018conoscenza\u2019 in quasi tutta la cultura dei bianchi. (\u2026) Tali assunzioni plasmano quello che voi ed io pensiamo su ci\u00f2 che ha o non ha senso, su quali criteri o standard debbano essere utilizzati per giudicare la verit\u00e0 e su cosa debba essere accettato senza argomentazione e cosa no\u201d (*). Ora, moltissimo di questo \u00e8 indubbiamente vero, anzi, \u00e8 qualcosa di dannatamente simile al \u2018materialismo storico\u2019(1), anche se Lynch, da buon americano, non riesce a pronunciare queste due parole (a conferma-ma guarda un po\u2019, proprio!-della potenza del \u2018dietro le quinte\u2019), ma quello che Foucault sembra voler affermare \u00e8 che la verit\u00e0 \u00e8 SOLTANTO potere. Anche in questo caso l\u2019idea dell\u2019esistenza di una verit\u00e0 oggettiva viene esclusa: \u201cLa verit\u00e0 (\u2026) \u00e8 ci\u00f2 che passa per vero. E ci\u00f2 che passa per vero \u00e8 determinato da un sistema egemonico di potere\u201d(*). Questa \u00e8 l\u2019essenza del \u2018relativismo postmoderno\u2019, che si differenzia da quello \u2018sempliciotto\u2019 perch\u00e9 ora la questione della verit\u00e0 non riguarda pi\u00f9 i singoli individui, ma modelli standard di evidenza creati, appunto, dai sistemi di potere.<\/p>\n<p>Inutile chiedersi-il motivo di ci\u00f2 \u00e8 stato gi\u00e0 spiegato-se il relativismo postmoderno sia pi\u00f9 attendibile di quello \u2018semplice\u2019. Ovviamente no. Intanto c\u2019\u00e8 da dire che, in base a questo principio, una verit\u00e0 pu\u00f2 mutare in base al mutare dei criteri di giudizio indotti dal \u2018sistema\u2019, perch\u00e9 questo pu\u00f2 a sua volta cambiare. Per tornare all\u2019esempio del razzismo \u2018made in USA\u2019, oggi non \u00e8 l\u00e0 pi\u00f9 ritenuto vero che i neri siano intellettualmente inferiori ai bianchi, ma (sempre in base al relativismo), lo era necessariamente fino a non molto tempo fa. \u201cMa tutto ci\u00f2 \u00e8 controintuitivo: sicuramente quella concezione razzista era falsa allora e ora\u201d(*). Ma l\u2019aspetto pi\u00f9 drammatico del relativismo postmoderno \u00e8 che rende inutile, superfluo, ogni tentativo di critica sociale. Se la critica che viene mossa \u00e8 ritenuta vera, questo pu\u00f2 accadere solo perch\u00e9 quello che afferma \u00e8 \u2018normalmente\u2019 vero all\u2019interno del sistema in cui viene pronunciata, e allora non sarebbe stato necessario neanche formularla. Si potrebbe al massimo rimproverare qualcuno di essere stato un po\u2019 \u2018distrattuccio\u2019 per non essersi accorto della presenza di qualcosa che gi\u00e0 c\u2019era, ma non \u00e8 che sarebbe un gran risultato. Non scoppierebbe certo la rivoluzione. Se invece la critica comporta il credere a qualcosa di estraneo ai modelli del potere, dato che non esiste verit\u00e0 al di fuori di quelli, chi la formula \u00e8 semplicemente in torto, e non c\u2019\u00e8 altro da aggiungere; e ora sospendo perch\u00e9 penso che ne abbiate abbastanza, ma lo strazio non finisce qui. L\u2019unico modo per evitare queste vere e proprie mostruosit\u00e0, \u00e8 ammettere che esistano delle verit\u00e0 oggettive, indipendenti dai sistemi di potere, e da condividere in pi\u00f9 che sia possibile. Azzardo: quella che, forse, nelle intenzioni di Foucault voleva essere una critica al potere, gli si \u00e8 magicamente trasformata tra le mani nella pi\u00f9 perfetta giustificazione dell\u2019oppressione e della manipolazione. Tirando le somme, insomma, sembra proprio che \u2018sto relativismo abbia la consistenza del flogisto (v. sopra), il misterioso gas che venne ipotizzato per spiegare il fenomeno della combustione, e che cadde nel dimenticatoio dopo la scoperta dei processi di ossidazione.<\/p>\n<p>Tento ora la doverosa traduzione in autentichese di quel che intendeva Joe Ratzinger (puntualmente ripreso da .. Bergy) quando \u2018ci riocava\u2019 con la sua condanna del relativismo, anche se non mi illudo di poter rendere appieno la complessit\u00e0 del suo pensiero. \u201cCari frateli, esiste una sola verit\u00e0 sull\u2019uomo e sul mondo, ed \u00e8 quella che dico IO! Fatevene una ragione. Da buon RELATIVISTA non mi curo della verit\u00e0 per quello che \u00e8 in s\u00e9 stessa. Quanto potr\u00e0 durare? Dio solo lo sa. Fino a quando ci sar\u00e0 quella gran massa di fresconi-voi-che mi viene appresso, potr\u00f2 continuare a sparare tutte le palle che voglio. Andate in pace, e alla prossima raffica!\u201d.<\/p>\n<p>Per concludere, amici laici, mi permetto di suggerirvi una strategia di disimpegno, non troppo arzigogolata-che a volte pu\u00f2 essere deteriore-per quando qualche devoto parlando con voi vi accuser\u00e0 di essere relativisti. Basta fare a lui (o a loro) la seguente precisazione: \u201cMa quale relativismo?! Fate schifo SEMPRE!\u201d. Meglio se riuscite a pronunciarla con accento partenopeo-se siete napoletani la questione, ovviamente, non si pone-risulter\u00e0 pi\u00f9 espressiva e tranchant.<\/p>\n<p>Alessandro Petrucci<\/p>\n<p>(1) Non si pensi per\u00f2 che il materialismo storico porti al relativismo. La questione \u00e8 complessa e non riguarda questo articolo. Qui basti dire che Karl Marx fu un rigoroso antirelativista.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Persino da qualche fervente cattolico ho talvolta udito esternare perplessit\u00e0 di fronte al modo di esprimersi, spesso involuto, tanto da apparire ingannevole, usato dal corpo sacerdotale. Potevo essere io da meno di questa sia pur sparuta pattuglia? 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