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	<title>valdesi Archivi - Associazione Culturale Civiltà Laica</title>
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	<description>Per un movimento culturale volto a difendere la Laicità dello Stato.</description>
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		<title>Otto per mille, la posta in gioco</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/otto-per-mille-la-posta-in-gioco/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 Apr 2010 17:15:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[8 per 1000]]></category>
		<category><![CDATA[8 per mille]]></category>
		<category><![CDATA[8x1000]]></category>
		<category><![CDATA[cecilia calamani]]></category>
		<category><![CDATA[Chiesa Cattolica]]></category>
		<category><![CDATA[valdesi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ci avviciniamo alla scadenza per la dichiarazione annuale dei redditi e si ripropone quindi, per ogni contribuente, la scelta sulla destinazione dell&#8217;otto per mille dell&#8217;Irpef: a favore dello Stato, della Chiesa cattolica o delle altre confessioni religiose (Unione delle Chiese Metodiste e Valdesi, Chiesa Evangelica Luterana in Italia, Unione Comunit&#224; Ebraiche Italiane, Unione Chiese cristiane [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Ci avviciniamo alla scadenza per la dichiarazione annuale dei redditi e si ripropone quindi, per ogni contribuente, la scelta sulla destinazione dell&rsquo;<strong><a href="http://occhiopermille.it/come.html">otto per mille dell&rsquo;Irpef</a></strong>: a favore dello Stato, della Chiesa cattolica o delle altre confessioni religiose (Unione delle Chiese Metodiste e Valdesi, Chiesa Evangelica Luterana in Italia, Unione Comunit&agrave; Ebraiche Italiane, Unione Chiese cristiane avventiste del settimo giorno, Assemblee di Dio in Italia)?</font></p>
<p></p>
<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Intanto, &egrave; bene subito sfatare un luogo comune: il contribuente, con la sua firma, non &nbsp;sceglie a chi destinare una porzione del suo Irpef, ma vota per la ripartizione del gettito derivante dall&rsquo;otto per mille dell&rsquo;Irpef di tutti i contribuenti. In parole povere, la scelta di un contribuente con un reddito annuo di 20 mila euro pesa come quella di uno che ha un reddito dieci o 100 volte maggiore. <strong>Valgono, insomma, le persone, non i loro redditi</strong>.</font></p>
<p></p>
<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Il meccanismo di distribuzione dell&rsquo;otto per mille per&ograve; contiene un&rsquo;altra insidia, anch&rsquo;essa mai pubblicizzata dai media e dallo stesso Stato, che riguarda il modo in cui vengono considerate le <strong>scelte non espresse dai contribuenti</strong>. Attestandosi sul 60% circa del totale, le &lsquo;non scelte&rsquo; possono condizionare fortemente la distribuzione del gettito e, in effetti, &egrave; quello che succede.</font></p>
<p></p>
<p align="justify"><font size="2"><font face="Tahoma"><strong>La ripartizione delle scelte non espresse &egrave; proporzionale alle preferenze espresse</strong>. Per spiegare meglio il meccanismo, prendiamo come esempio i dati della dichiarazione dei redditi &nbsp;2001 (gli ultimi noti). Il <strong>60,4 %</strong> dei contribuenti non ha espresso alcuna preferenza, il <strong>34,56%</strong> ha firmato per la Chiesa cattolica, il <strong>4,07%</strong> per lo Stato, lo <strong>0,5%</strong> per i Valdesi e il rimanente <strong>0,46</strong>% per le altre confessioni.</font></font></p>
<p></p>
<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">A fronte di queste scelte, la distribuzione del gettito &egrave; stata la seguente: <strong>87,25%</strong> alla Chiesa Cattolica, &nbsp;<strong>10,28% </strong>allo Stato, <strong>1,27%</strong> ai Valdesi e il restante &nbsp;<strong>1,2%</strong> alle altre confessioni.</font></p>
<p></p>
<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">In sostanza,<strong> chi non firma per destinare quota parte dell&rsquo;Irpef si affida alle scelte degli altri</strong>, generando l&rsquo;assurdo che la Chiesa cattolica, indicata da circa il 35% dei contribuenti, riceva pi&ugrave; dell&rsquo;80% dell&rsquo;intera cifra, il cui valore annuo &egrave; stimabile intorno al <strong>miliardo di euro</strong>. Un cifra che potrebbe essere utilizzata per l&rsquo;istruzione, per finanziare la ricerca, o come sussidio al lavoro.</font></p>
<p></p>
<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">E&rsquo; interessante, a questo punto, capire il perch&eacute; lo Stato ha istituito il meccanismo dell&rsquo;otto per mille.</font></p>
<p></p>
<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Dalla entrata in vigore dei <strong>Patti lateranensi</strong> (1929) e fino alla revisione del Concordato ad opera del Governo Craxi (1984), i preti della Chiesa cattolica ricevevano dallo Stato italiano la cosiddetta &lsquo;<strong>congrua</strong>&rsquo;, uno stipendio mensile come risarcimento per i beni confiscati alla Chiesa con l&rsquo;annessione di Roma al Regno d&rsquo;Italia nel 1870 che segn&ograve; la fine del potere temporale dei papi. Con la revisione del Concordato, la congrua fu convertita in quota parte del gettito fiscale annuo, l&rsquo;otto per mille dell&rsquo;Irpef per l&rsquo;appunto, ed elargita dallo Stato alla Cei, alle varie confessioni religiose che ne facessero richiesta o allo Stato stesso per scopi sociali o assistenziali.</font></p>
<p></p>
<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Ogni tre anni una commissione potrebbe rivedere la percentuale di gettito Irpef da destinare, ma finora non &egrave; mai stato fatto, nonostante la crescita del reddito degli italiani abbia sempre pi&ugrave; ingrossato il paniere (dai 398 milioni di euro del 1990 siamo passati al miliardo di euro del 2008). Inoltre, le lungaggini parlamentari per l&rsquo;approvazione di nuovi beneficiari fanno s&igrave; che la Chiesa cattolica possa continuare ad usufruire in modo significativo della quota delle scelte non espresse che, come dicevamo, sono la maggioranza.</font></p>
<p></p>
<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Ma il contribuente, prima di firmare, dovrebbe anche sapere come viene impiegato questo denaro.</font></p>
<p></p>
<p align="justify"><strong><a href="http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/ottopermille_2010/" target="_blank"><span style="COLOR: #0000ff"><font face="Tahoma" size="2">Lo Stato</font></span></a></strong><font face="Tahoma" size="2">.&nbsp;&nbsp; Dichiara di destinare la sua quota di otto per mille a settori di intervento quali la fame nel mondo, le calamit&agrave; naturali, l&rsquo;assistenza ai rifugiati, la conservazione dei beni culturali. In realt&agrave; non &egrave; sempre cos&igrave;, sia perch&eacute; attinge dall&rsquo;otto per mille per voci di bilancio ordinarie, sia perch&eacute; parte della quota per la conservazione dei beni culturali viene comunque devoluta alla Chiesa per il restauro di luoghi di culto. Emblematico &egrave; ci&ograve; che &egrave; successo </font><a href="http://www.cronachelaiche.it/2009/11/8-per-mille-alla-chiesa-anche-la-quota-dello-stato/" target="_blank"><font face="Tahoma" size="2">lo scorso anno</font></a><font face="Tahoma" size="2">. Dei quasi 44 milioni di euro di gettito spettanti allo Stato, i <strong>10 milioni</strong> destinati ai Beni culturali sono stati devoluti al restauro di immobili ecclesiastici e analoga fine hanno fatto gran parte dei <strong>14 milioni</strong> destinati agli &ldquo;interventi per il sisma in Abruzzo&rdquo;. Tutte ristrutturazioni che avrebbero dovuto essere finanziate dal fondo &ldquo;edilizia di culto&rdquo; compreso&nbsp; nella quota di 8 per mille destinata alla Chiesa.</p>
<p>Insomma, scegliere lo Stato significa spesso scegliere la Chiesa cattolica, anche se la maggior parte dei contribuenti ne &egrave; all&rsquo;oscuro.</font></p>
<p></p>
<p align="justify"><strong><a href="http://www.8xmille.it/" target="_blank"><span style="COLOR: #0000ff"><font face="Tahoma" size="2">La Chiesa cattolica</font></span></a></strong><font face="Tahoma" size="2">.&nbsp; Beneficiaria di oltre l&rsquo;80% del gettito, &egrave; l&rsquo;unica ad avere i mezzi per una campagna pubblicitaria battente che punta l&rsquo;attenzione &ndash; prima della scadenza delle dichiarazioni &ndash; sulla solidariet&agrave; e gli aiuti al Terzo mondo. In realt&agrave;, la Chiesa spende circa il <strong>20% </strong>della cifra in beneficenza, circa il <strong>35%</strong> per gli stipendi del clero e il rimanente <strong>45%</strong> &egrave; destinato alla voce non meglio definita &lsquo;esigenze di culto&rsquo;. Chi crede quindi di fare una scelta di solidariet&agrave; casca, anche qui, male.</font></p>
<p></p>
<p align="justify"><strong><a href="http://www.ottopermillevaldese.org/opm/index.php" target="_blank"><span style="COLOR: #0000ff"><font face="Tahoma" size="2">L&rsquo;Unione delle Chiese metodiste e valdesi</font></span></a></strong><font face="Tahoma" size="2">.&nbsp; I Valdesi destinano tutto l&rsquo;ammontare della loro quota a progetti di natura sociale e assistenziale e forniscono un </font><a href="http://www.ottopermillevaldese.org/documenti/progetti_2007.pdf" target="_blank"><font face="Tahoma" size="2">resoconto dettagliato</font></a><font face="Tahoma" size="2"> dell&rsquo;impiego dei fondi. Merita menzione la campagna &lsquo;</font><a href="http://www.cronachelaiche.it/2010/02/8-per-mille-alla-chiesa-valdese-qualcosa-di-laico/" target="_blank"><strong><font face="Tahoma" size="2">Facciamo qualcosa di laico</font></strong></a><font face="Tahoma" size="2">&rsquo; effettuata con i proventi dell&rsquo;otto per mille del 2008 e dedicata allo sradicamento della discriminazione basata sulla diversit&agrave; (di razza, di genere). La rimanente cifra &egrave; stata impiegata per finanziare oltre 200 progetti, in Italia e all&rsquo;estero. Due di questi, in particolare, sono per la <strong>ricerca sulle cellule staminali</strong>.</p>
<p>Il Sinodo ha stabilito che i fondi ricevuti non siano utilizzati per fini di culto ma unicamente per progetti di natura assistenziale, sociale e culturale. Ha deliberato inoltre che una quota corrispondente al <strong>30% </strong>dell&rsquo;importo totale dei fondi ricevuti dal sistema dell&rsquo;otto per mille sia devoluta a sostegno di progetti nei Paesi in via di sviluppo &ldquo;<em>da realizzarsi in collaborazione con organismi internazionali sia religiosi che laici</em>&rdquo;.</font></p>
<p></p>
<p align="justify"><font size="2"><font face="Tahoma"><strong><span style="COLOR: #0000ff">Le altre confessioni</span></strong>. L&rsquo;</font></font><a href="http://moked.it/dossier/otto-per-mille/" target="_blank"><font face="Tahoma" size="2">Unione delle comunit&agrave; ebraiche italiane</font></a><font face="Tahoma" size="2"> utilizza i fondi per formazione culturale, tutela delle minoranze e attivit&agrave; sociali; l&rsquo;</font><a href="http://ottopermilleavventisti.it/" target="_blank"><font face="Tahoma" size="2">Unione Chiese cristiane avventiste del settimo giorno</font></a><font face="Tahoma" size="2"> per interventi sociali, umanitari e culturali sia in Italia che all&rsquo;estero; la </font><a href="http://www.chiesaluterana.it/it/index.php?mod=pagina&amp;id=95&amp;m=7" target="_blank"><font face="Tahoma" size="2">Chiesa Evangelica Luterana in Italia</font></a><font face="Tahoma" size="2"> alle spese di evangelizzazione, agli stipendi dei ministri di culto, ad opere sociali, alle missioni, a iniziative culturali e spese di amministrazione; le </font><a href="http://www.assembleedidio.org/nw0002.php" target="_blank"><font face="Tahoma" size="2">Assemblee di Dio in Italia</font></a><font face="Tahoma" size="2"> utilizzano l&rsquo;otto per mille esclusivamente per progetti culturali e di solidariet&agrave;, in Italia e all&rsquo;estero.</font></p>
<p></p>
<p align="justify"><font size="2"><font face="Tahoma"><strong><span style="COLOR: #0000ff">Cosa pu&ograve; fare il cittadino</span></strong>. Innanzitutto una scelta oculata e informata, cercando cos&igrave; di ridurre al minimo l&rsquo;ammontare delle scelte non espresse che condizionano tutto il meccanismo. Ognuno dei destinatari dell&rsquo;otto per mille pubblica su internet le sue &lsquo;intenzioni&rsquo;, anche se molto spesso poco chiare e, soprattutto, non documentate. <strong>In secondo luogo</strong>, pretendere che vengano pubblicati in dettaglio i resoconti di impiego della cifra spettante. <strong>In terzo luogo</strong>, cercare di partecipare attivamente alle numerose inziative che &ndash; ad oggi senza alcun seguito &ndash; hanno cercato negli anni di abbattere un meccanismo discriminatorio che vede come beneficiario principale un solo soggetto, o almeno di far pressione per inserire nell&rsquo;elenco delle destinazioni possibili voci di spesa fondamentali che lo Stato assottiglia sempre pi&ugrave;. Una fra tutte, <strong>la ricerca scientifica</strong>, vessata da anni di tagli e riduzioni. Come se la salute e il progresso scientifico meritassero molta meno attenzione economica di quella elargita a piene mani dallo Stato ai luoghi di culto, per altro di una sola religione.</font></font></p>
<p></p>
<p align="right"><strong><font face="Tahoma" size="2">Cecilia M. Calamani &#8211;&nbsp; </font><a target="_blank" href="http://www.cronachelaiche.it/2010/04/otto-per-mille-la-posta-in-gioco/"><font face="Tahoma" size="2">Cronache Laiche</font></a></strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/otto-per-mille-la-posta-in-gioco/">Otto per mille, la posta in gioco</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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