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	<title>terni horror fest Archivi - Associazione Culturale Civiltà Laica</title>
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	<description>Per un movimento culturale volto a difendere la Laicità dello Stato.</description>
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		<title>Tutti, ma proprio tutti, i fanatismi contro il corpo e l&#8217;autodeterminazione della donna</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/tutti-ma-proprio-tutti-i-fanatismi-contro-il-corpo-e-lautodeterminazione-della-donna/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 Nov 2018 15:37:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro chiometti]]></category>
		<category><![CDATA[annamaria arlotta]]></category>
		<category><![CDATA[corpo delle donne]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Della follia islamica misogina nei paesi dove vige la sharja si parla regolarmente ovunque, inutile continuare a sottolinearlo. Non si parla invece dell&#8217;islam illuminato dei Kurdi dove le combattenti che combattono l&#8217;Isis si definiscono islamiche, ma non affrontiamo qui il discorso. Così come non sono una novità le idee omofobe, misogine e sessuofobe degli integralisti [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/tutti-ma-proprio-tutti-i-fanatismi-contro-il-corpo-e-lautodeterminazione-della-donna/">Tutti, ma proprio tutti, i fanatismi contro il corpo e l&#8217;autodeterminazione della donna</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/index.php/tutti-ma-proprio-tutti-i-fanatismi-contro-il-corpo-e-lautodeterminazione-della-donna.html/thf-2" rel="attachment wp-att-15432"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft wp-image-15432" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2018/11/thf-2-724x1024.jpg" alt="" width="464" height="656" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2018/11/thf-2-724x1024.jpg 724w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2018/11/thf-2-212x300.jpg 212w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2018/11/thf-2-768x1086.jpg 768w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2018/11/thf-2-113x160.jpg 113w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2018/11/thf-2.jpg 1200w" sizes="(max-width: 464px) 100vw, 464px" /></a></p>
<p>Della follia islamica misogina nei paesi dove vige la sharja si parla regolarmente ovunque, inutile continuare a sottolinearlo. Non si parla invece dell&#8217;islam illuminato dei Kurdi dove le combattenti che combattono l&#8217;Isis si definiscono islamiche, ma non affrontiamo qui il discorso.</p>
<p>Così come non sono una novità le idee omofobe, misogine e sessuofobe degli integralisti cattolici in Italia, paese in cui i loro peggiori esponenti (come Pillon o Fontana tanto per non far nomi ma solo i cognomi) vorrebbero riportare le lancette del nostro paese molto indietro.</p>
<p>Cerchiamo di evidenziare questa comunità d&#8217;intenti da anni, da quando all&#8217;inizio degli anni 2000 i talebani de noantri si rivolgevano con disprezzo alle iniziative laiche invitandoci ad andare a farle a Teheran o a Kabul. Dicevamo, evidentemente a ragione, che la loro altro non era che l&#8217;espressione di un invidia verso il potere dell&#8217;islam in quegli Stati.</p>
<p>Del resto, semmai a qualcuno servissero ulteriori prove per questa correlazione, arriva puntuale la notizia che a Novara (amministrazione a guida leghista) il nuovo regolamento della Polizia Urbana recita testualmente al punto 11: “<i>è vietato mostrarsi in pubblico in abiti che offendano il comune senso del pudore</i>”. Il fatto che questo implica <i>de facto</i> il ritorno della “buoncostume”, nonostante le penose giustificazioni dei politici locali, è evidente. <i>“Che roba, Contessa!” </i>ci verrebbe ironicamente da aggiungere, ma soprassediamo perché negli ultimi tempi abbiamo visto qualcosa di più curioso.</p>
<p>Impegnati come siamo a cercare di contrastare il fenomeno della “violenza maschilista” e le persistenti discriminazioni contro le donne dobbiamo prender atto che qualche attivista femminista si è perso o si è persa qualche pezzo per strada.</p>
<p>Arrivare ad attaccare, come ha fatto qualche giorno fa la <i>pasionaria</i> Annamaria Arlotta, il Terni Horror Fest perché una delle immagini scelte per la grafica di quest&#8217;anno ha il gravissimo torto di mostrare una bocca sensuale di donna da cui “esce” o “finisce” una strada e quindi pecca di “pubblicità sessista”, significa davvero aver perso il lume della ragione.</p>
<p>La <i>pasionaria</i> e i suoi seguaci che al suo richiamo si sono scatenati in commenti al vetriolo e insulti gratuiti contro il festival (ovviamente sulle pagine del festival in oggetto, altrimenti come farsi pubblicità gratuita?), in un&#8217;azione squadrista degna della migliore falange fascio-informatica, sostengono che non c&#8217;è differenza fra la pubblicità di un noto profumo che mostrava una donna a terra in balia di cinque uomini dall&#8217;aria minacciosa e mostrare una bocca sensuale che trascende la realtà. Perché dicono loro “<i>è comunque un&#8217;allusione sessuale</i>”.</p>
<p>A parte la vigliaccheria generale del loro comportamento ( ad esempio ignorare i messaggi privati che invitavano alla ragione e al confronto pacato ma poi riprenderli per attaccarli senza contraddittorio sulla loro pagina, slogan buoni per la pancia profusi a pioggia etc.) bisognerebbe che questi puritani di ritorno si mettano in mente dei punti fissi su cui una democrazia davvero laica da non può prescindere:</p>
<ul>
<li>Una foto o un&#8217;immagine, pubblicitaria, artistica o quel che sia non deve per forza piacere a tutti. Si può criticare, si può dire che è di pessimo gusto, si può dire che non si parteciperà mai a un festival che ha scelto un&#8217;immagine del genere come promozione. Ma a meno che non sia un messaggio di odio, o di diffamazione personale, non si può chiederne la rimozione. Altrimenti si innesca un vortice di richieste di censura in cui la laicità e la democrazia finiscono.</li>
<li>L&#8217;immagine che per la Arlotta e i suoi seguaci ha un così chiaro significato sessualmente invitante (evidentemente pensano solo a quello) per tutta la redazione del Terni Horror Fest era solo un omaggio a Twin Peaks (come tutta la grafica di quest&#8217;anno) e semmai un richiamo alla potenza delle dee pagane così potenti da distruggere o trascendere la realtà.</li>
<li>Anche ammesso che ci possa essere un richiamo sessuale accennato dalle labbra sensuali della modella che commettono il grave peccato di essere carnose e non esangui secondo la Arlotta (che gentilmente ci ha mandato in privato tutta una serie di “bocche aperte” che secondo il suo dotto parere di esperta si possono mostrare, poi alla semplice constatazione che quelle immagini da lei portate come esempio sarebbero comunque bastate a qualche uomo per masturbarsi ha troncato la discussione) la semplice domanda che ci poniamo è: e allora? Cosa vogliamo fare, vogliamo vietare qualunque “allusione sessuale”? Del sesso non si può più parlare? O per non avere “allusioni sessuali” le donne debbono essere mostrate solo in burqa? Ce lo spieghi la pasionaria, perché è facile volare altissimi&#8230; ma poi nel concreto uno deve anche spiegare cosa fare. Forse vuole essere nominata censore unico delle immagini pubblicitarie con donne? O forse non solo delle immagini pubblicitarie?</li>
<li>Infine ciò che manca nel discorso della Arlotta è la contestualizzazione del fatto. E&#8217; ovvio ed evidente che c&#8217;è un problema culturale (e sottolineiamo culturale) quando il sedere o il seno di una donna vengono mostrati per vendere una pasta abrasiva per auto, un gel isolante per la doccia o il nuovo insetticida. Ma se si è in un contesto in cui, in positivo o in negativo, “la donna” c&#8217;entra qual&#8217;è il problema? Ogni immagine con una donna è sessista? Allora ogni immagine con i neri è razzista? Ogni immagine con gli animali è specista? Davvero, di cosa stiamo parlando?</li>
</ul>
<p>Bisognerebbe davvero fare un <i>reload</i> degli insegnamenti della liberazione sessuale degli anni &#8217;60 e regolare definitivamente i conti con le fobie sessuofobiche, sia omofobe che misogine, ma anche con questi puritanesimi di ritorno ridicoli.</p>
<p>Ricominciamo magari con un concetto semplicissimo: il corpo della donna è della donna. Ma non di tutte le donne, il corpo della donna è di <u><b>quella</b></u> donna. Le altre donne non è che possono metterci bocca in quanto donne, altrimenti quella donna cambia solo padrone. Dal <u>suo uomo</u> padrone alla sua <i>pasionaria</i> di riferimento.</p>
<p>Quindi che all&#8217;Arlotta piaccia o non piaccia, se una donna decide di mostrare le sue foto anche con allusioni sessuali più o meno esplicite, che il resto del mondo Arlotta compresa, si faccia i cavoli propri, grazie. A meno che, <u>lo ribadiamo per i duri e le dure di comprendonio</u>, non si stia prestando a un messaggio di odio o di prevaricazione razziale.<br />
Ma altrimenti dove sta scritto che una donna in minigonna è una una donna oggetto? Ricominciamo con i centimetri della gonna? Con il sopra e sotto il ginocchio? O torniamo direttamente a sopra e sotto la caviglia? Ricominciamo con i funzionari Rai a scannarsi se 60 denari erano sufficienti per mostrare le gambe delle Kessler oppure no?<br />
Insomma, la liberazione sessuale che il 1968 ha insegnato, la vogliamo accettare o vogliamo fare come i <i>talebani de noantri </i>che dividono ancora il mondo in rosa e celeste?<br />
Non saremo andati avanti di molto se a decidere i denari delle calze o il rossetto che devono usare le modelle è l&#8217;Arlotta invece che Bernabei.</p>
<p><b>Alessandro Chiometti</b></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/tutti-ma-proprio-tutti-i-fanatismi-contro-il-corpo-e-lautodeterminazione-della-donna/">Tutti, ma proprio tutti, i fanatismi contro il corpo e l&#8217;autodeterminazione della donna</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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		<title>Paola Barbato al Terni Horror Fest #3</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/paola-barbato-al-terni-horror-fest-3/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Nov 2017 09:09:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
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		<category><![CDATA[Ilaria Alleva]]></category>
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<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/paola-barbato-al-terni-horror-fest-3/">Paola Barbato al Terni Horror Fest #3</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/index.php/paola-barbato-al-terni-horror-fest-3.html/dsc_0105" rel="attachment wp-att-14444"><img decoding="async" class="alignleft wp-image-14444" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2017/11/DSC_0105-1024x687.jpg" alt="" width="403" height="270" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2017/11/DSC_0105-1024x687.jpg 1024w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2017/11/DSC_0105-300x201.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2017/11/DSC_0105-768x516.jpg 768w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2017/11/DSC_0105-238x160.jpg 238w" sizes="(max-width: 403px) 100vw, 403px" /></a></p>
<p>Durante la terza edizione del <em>Terni Horror Fest</em>, festival dedicato all’orrore (e che infatti si tiene nei giorni intorno ad Halloween, dal 28 ottobre al 1 novembre) tra le varie iniziative c’è stata la possibilità di parlare con l’autrice Paola Barbato del suo ultimo romanzo, già recensito in un precedente articolo su questo sito, e della sua esperienza con la Bonelli. L’intervista è stata gestita da me e dallo scrittore e Presidente dell’<em>Associazione Civiltà Laica </em>che cura la direzione artistica del festival, Alessandro Chiometti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>A.</strong>: “‘<em>Non Ti Faccio Niente</em>’ è il quarto romanzo di Paola, che inizia come sceneggiatrice di <em>Dylan Dog</em>, e l’ho conosciuta come autrice del fumetto. Poi ho scoperto che pubblicava anche dei bellissimi libri, ed io ho iniziato a leggerla con ‘<em>Il Filo Rosso</em>’, anche se questo mi è piaciuto di più e credo che sia, senza piaggeria, il miglior thriller italiano degli ultimi dieci anni. La struttura di questo romanzo è molto complessa, dato che si sviluppa su due linee temporali distanziate da vent’anni, e questo ricorda un altro classico dell’horror, ‘<em>It</em>’ di Stephen King. La cosa particolare è nell’idea di partenza, ovvero: c’è una persona negli anni ’80 che rapisce i bambini in modo seriale, ma non è una persona cattiva. Li rapisce per dargli la possibilità di vedere che c’è un mondo migliore rispetto a quello che hanno conosciuto. […] Come è venuta questa idea, Paola?”</p>
<p><strong>P.</strong>: “Ho iniziato questo libro nel 2013: lo avevo proposto, in dodici pagine, ma lo avevano rifiutato perché poco interessante, mi avevano addirittura detto che era banale e già sentito. Dunque non ricordo bene come sia nata l’idea. So che allora sono partita in quarta ma sono stata raffreddata dalla reazione degli editor e sono passata ad altro fino all’anno scorso, quando mi sono ricapitate per caso queste dodici pagine cristallizzate e ho deciso di riprenderlo in mano. È un libro che parla delle buone intenzioni, a cui non sempre corrisponde un risultato positivo: moltissime delle buone intenzioni del romanzo portano ad eventi negativi, e tutti i personaggi, positivi e non, hanno delle motivazioni di cui sono profondamente convinti, quindi in un certo senso tutti sono spinti da buone intenzioni. Dunque c’è molto da valutare su quali siano le ombre dei personaggi. Il protagonista è un criminale. È un rapitore seriale di bambini, non importa se è un criminale bianco che non fa del male. C’è da chiedersi cosa significa essere una brava persona e cosa essere una persona deprecabile. I bambini rapiti sono 32, una cifra enorme, tanto che alla fine del romanzo ho aggiunto una lista con le indicazioni dei nomi, dei luoghi, delle date e della durata dei rapimenti. Sono così tanti per due ragioni: la prima è che mi sono documentata, e le sparizioni negli anni ‘80 erano veramente <strong>moltissime</strong>, e spesso non venivano denunciate, poiché si imputavano le cause a situazioni di disagio in famiglia, a piccole fughe. Quando venivano fatte le denunce, passavano 3 giorni prima di completare l’iter burocratico. Una follia! In quei 3 giorni, il rapitore non sarebbe stato cercato, e dunque non ci sarebbero state conseguenze. E poi all’epoca c’era una concezione completamente diversa dell’infanzia: oggi i genitori sono sempre angosciati e iperprotettivi; all’epoca, ero una bambina anch’io, alle 3 e mezza il bambino usciva di casa e non rientrava prima dell’orario di cena, e basta. Dove andava? Era con gli amici? In bici, a piedi? Bo! ‘<strong><em>Qualcuno l’avrebbe guardato</em></strong>’, era questo il concetto della società. In realtà non era così automatico come si sperava. Il fatto è che gli anni ’80 erano seguiti agli anni ’70, anni pesanti, che avevano richiesto sempre un enorme impegno, in tutte le cose. Negli anni 80 si è cercata un po’ di leggerezza. Forse un po’ <strong>troppa</strong>. E infatti i quarantenni di oggi raccontano il mare magno di molestie subite in quegli anni nei quali anche solo la parola pedofilia era tabù e non se ne parlava, c’era solo ‘Il Maniaco’, ‘<em>stai attento al maniaco che viene da fuori arriva ti prende e ti porta via!</em>’ si diceva. Poi si è iniziato a capire che forse il maniaco invece vive nella casa affianco e sono cambiati i parametri.”</p>
<p><strong>I.</strong>: “Leggendo il libro ho notato tantissimi personaggi messi più o meno tutti sullo stesso piano, e mi chiedevo come fosse possibile riuscire a gestirne così tanto senza sminuirne nessuno.”</p>
<p><strong>P.</strong>: “Eh, non lo so! Io non sono una scrittrice che riesce a lavorare in maniera schematica, scrivo <em>in progress.</em> Fondamentalmente non scrivo di un personaggio se non mi interessa, non lo creo proprio se non mi incuriosisce, lo seguo solo nel caso contrario. Va sottolineato che mi incuriosiscono anche dei personaggi che non mi piacciono [&#8230;]. Mi incuriosiscono molto <strong>i deboli</strong>, gli ignavi, quelli che non sanno mai prendere posizione, come Mariangela o Daniele […]. E siccome queste persone <strong>esistono</strong> e sono la maggioranza (non esistono il bianco e il nero, il grande eroe e il super cattivo, sono tutti grigi, sfumati). I grigi sono molto interessanti; anche se non condivido quello che fanno e spesso non capisco quello che fanno, queste non sono buone ragioni per non metterli in scena per quello che sono. È troppo facile mettere in scena un poveraccio e dopo o bastonarlo o fargli venire il moto di eroismo. Uno può essere poveraccio dall’inizio alla fine e avere comunque la sua dignità di personaggio, ed è una cosa per cui mi batto tantissimo, perché gli stereotipi mi hanno stancata. Preferisco avere dei personaggi di cui posso dire ‘<em>Ehi! Guarda quello come somiglia al moroso della Francesca!</em>’. Quelli sono i personaggi che <strong>ci sono</strong> nella vita di tutti, sempre.”</p>
<p><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/index.php/paola-barbato-al-terni-horror-fest-3.html/dsc_0055" rel="attachment wp-att-14442"><img decoding="async" class="alignleft wp-image-14442" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2017/11/DSC_0055-1024x687.jpg" alt="" width="506" height="339" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2017/11/DSC_0055-1024x687.jpg 1024w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2017/11/DSC_0055-300x201.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2017/11/DSC_0055-768x516.jpg 768w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2017/11/DSC_0055-238x160.jpg 238w" sizes="(max-width: 506px) 100vw, 506px" /></a></p>
<p><strong>I.</strong>: “Il protagonista invece è molto atipico; questo fatto del rapitore buono è venuto da indagini psicologiche oppure è venuto proprio da una tua idea?”</p>
<p><strong>P.</strong>: “Sì, probabilmente è una delle mie teorie. Quando dico che negli anni ’80 i bambini venivano guardati troppo poco lo dico a ragion veduta. […] Il fatto è che […] l’essere umano ha perso quasi completamente la sua parte animale e istintiva che tanto ci faceva bene. […] Una delle nostre capacità rimaste è la <strong>paura</strong>, l’istinto di autoconservazione. […] La paura è uno dei nostri ultimi istinti, ed è salvifica in piccole dosi, ci consente di essere prudenti e tutelarci. Quel po’ di paura che il rapitore mette addosso ai genitori dei bambini, avrebbe fatto bene a tanti genitori degli anni ’80.”</p>
<p><strong>I.</strong>: “Sei un’autrice già affermata, eppure hai scelto di scrivere su <em>Wattpad</em>. Queste piattaforme ormai sono moltissime, non riusciamo più nemmeno a contarle. Come mai proprio <em>Wattpad</em>?”</p>
<p><strong>P.</strong>: “Mi è capitata quella: l’anno scorso, a luglio, mi scrisse un’amica dicendomi che aveva ritrovato delle poesie di sua mamma e che voleva pubblicarle, e mi chiese un consiglio ‘<em>Wattpad o WordPress?</em>’ e io ho risposto ‘<em>eh!?</em>’. Non avevo idea di cosa fosse <em>Wattpadd</em>,<em> WordPress</em> vagamente. Poi ho scoperto che su <em>Wattpad</em> ognuno può pubblicare ciò che vuole. Io non avevo più un editore, avevo scritto tanta roba mi sono detta ‘<em>perché no?</em>’. Considero <em>Wattpad</em> <strong>l’approdo</strong> <strong>degli incipit perduti</strong>. Io avevo cinque romanzi che non erano andati avanti, ho aperto la mia pagina e ho deciso di pubblicarli lì. Mi è ricapitato questo incipit, il più bello, e ho pensato che era un peccato non andare avanti. […] In 67 giorni ho scritto tutto. Erano molti anni che non mi dedicavo così esclusivamente a un romanzo e ne avevo proprio bisogno, è stato disintossicante, mi sono trovata così bene (anche nel rapporto coi lettori) che ne sto scrivendo un altro, sempre su <em>Wattpad</em>.”</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dopo aver letto i due incipit del romanzo, si riparte con le domande.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>A.</strong>: “La <strong>paperella</strong> è una cosa particolare: uno potrebbe pensare che sia il segno del rapitore che vuole farsi ritrovare. Ma in questo libro delle paperelle <strong>non importa niente a nessuno</strong>, c’è solo un poliziotto che ha preso un vago appunto. Il rapitore sa che è il proprio simbolo e capisce che c’è qualcosa che non va quando lo rivede nella seconda linea temporale, ma gli investigatori non ne tengono conto. A me è sembrata una presa in giro di quei gialli secondo cui basta guardare in giro e gli investigatori trovano le firme sempre più particolari.”</p>
<p><strong>P.</strong>: “Sì, è un po’ una presa in giro, ma in realtà deriva da una cosa che lessi moltissimi anni fa: quando venne liberato, Cesare Casella scrisse, insieme a un giornalista, un libro in cui raccontava del suo rapimento. E quando i rapitori lo costrinsero a scrivere una lettera ai genitori dettandogli cosa doveva scrivere, Casella, siccome aveva visto un sacchetto della spesa con il nome di un paese che secondo lui era vicino ma in realtà era lontanissimo, scrisse alcune parole maiuscole, componendo il nome di questo paese. E alla fine dei saluti aggiunse ‘<em>maiu</em>’. Su questo <em>maiu</em>, che per lui era la contrazione di ‘<em>maiuscolo</em>’, gli investigatori si interrogarono tantissimo, arrivando alla conclusione che probabilmente era una ragazza che lui aveva frequentato e che chiamava così, ma che non conosceva nessuno. Tutto questo sforzo titanico che lui ha fatto per cercare di far capire il nome di questo paese quindi, non è servito a niente. Non perché gli investigatori siano stupidi, è che <strong>queste cose funzionano nei romanzi</strong>. Non è automatico nemmeno nel mio romanzo, perché le paperelle vengono lasciate dal rapitore per una sua motivazione personale. […] Lascia la prima paperella per sbaglio, perché la voleva usare per attirare un bambino, poi trova un uccellino che funziona meglio allo scopo e quando se ne va vede la paperella nello specchietto retrovisore. Nella sua mente si crea una sovrapposizione: la papera è in pericolo, il bambino è salvo, e gli pare cosa buona e giusta. Dato che è un ossessivo, comincia a farlo tutte le volte, con la speranza che qualcuno lo noti. <strong>Non se ne accorge nessuno</strong>, solo in due si fanno qualche domanda. Alla fine diventa un simbolo molto forte per i lettori e per il protagonista. C’è ma è come se non ci fosse, come effettivamente credo che capiti in molti casi, suscitando anche la frustrazione del criminale in questione.”</p>
<p><strong>A.</strong>: “Prima mi dicevi che hai una specie di staff che ti aiuta a mantenere la credibilità e la verosimiglianza della trama, mi dicevi del gps, che non rimanda un segnale, lo acquisisce e basta. La gente ormai è convinta che da una macchia di sangue si possano avere milioni di informazioni, quando non è vero. Invece in ‘<em>Non ti faccio niente</em>’ si trova una costruzione fantastica, i thriller più belli sono quelli credibili. Le cose che ci sono, sono <strong>verosimili</strong>. Quanto questi tuoi amici ti aiutano?”</p>
<p><strong>P.</strong>: “Moltissimo. Ci sono due anatomopatologhe, uno che lavora coi RIS, e un becchino (cosa da non sottovalutare, perché i corpi si decompongono in maniera diversa a seconda dei posti, del tempo, e di tanti altri fattori, e se scrivi di queste cose non puoi ignorarlo. Il tufo può cambiare un intero romanzo!)”</p>
<p><strong>A</strong>.: “Quante ricerche ci vogliono per un romanzo così?”</p>
<p><strong>P.</strong>: “Quelle che servono, anche quelle banali. Le due anatomopatologhe mi hanno svelato, ad esempio, l’esistenza del tecnico di obitorio, un ruolo di cui ignoravo completamente la presenza e la funzione. Ma anche solo se un personaggio va da Genova a Pordenone, io devo sapere quanto ci mette, e se ci vogliono due ore e un quarto ma il personaggio è in stato di shock, ci metterà di più. Non devo farmi fare l’obiezione né da un anatomopatologo né da un camionista che mi legge. […] Sono banalità, ma ti può leggere chiunque e dunque devi essere preciso per tutti i tuoi possibili lettori.”</p>
<p>Anche il pubblico, durante la presentazione, si è dimostrato molto coinvolto e partecipativo, tanto che sono state fatte importantissime domande sul finale e sulla struttura dei personaggi. La Barbato ha risposto dicendo che spesso la prima cosa che scrive è proprio il finale (è il caso di “Mani Nude”, di cui l’ultima frase corrisponde alla prima scritta dall’autrice), e per quanto riguarda i personaggi afferma che, sebbene non faccia schemi, riesce a tenere ben presente il personaggio in testa e a gestirlo in maniera coerente. Poi sono state fatte delle domande inerenti al lavoro come sceneggiatrice per Dylan Dog.</p>
<p><strong>A.</strong>: “Io ti conosco per la <em>Sergio Bonelli</em>. In particolare, per il numero 200, che raccontava del passato di Dylan Dog, quando era un alcolista, e per il ventennale, una delle storie doppie, ‘<em>Xabaras</em>’ e ‘<em>Il nome del padre</em>’, dove riprendi due personaggi che stanno molto a cuore ai lettori, tra cui il gatto nero Cagliostro. Mi ha colpito molto, per quanto riguarda il ventennale, il fatto che tu sia entrata in una storia già esistente (di Sclavi), ma hai svelato dei lati oscuri di Xabaras senza modificare la storia precedente e riuscendo a far tornare tutto. È stato molto difficile o sbaglio?”</p>
<p><strong>P.</strong>: “Sì, e poi queste cose le chiedono sempre a me! Mi è stato chiesto anche di riscrivere ‘<em>Il Lungo Addio</em>’. Non ho toccato la storia originale, ma ho cercato di inserirmi nelle anse lasciate tra un pezzo e l’altro. È difficile, sì, ma non puoi imbrogliare, devi poterti muovere negli spazi vuoti. È la grande lezione che Stephen King ci ha dato con ‘<em>Misery</em>’, dove l’antagonista spiegava allo scrittore che se in una storia lui aveva fatto morire la protagonista, non poteva imbrogliare, doveva farla morire e poi riportarla in vita. Il lettore non è un imbecille, bisogna essere molto liquidi e sapersi incastrare.”</p>
<p><strong>A.</strong>: “Secondo te che impatto ha avuto ‘<em>Dylan Dog</em>’ sulla letteratura in generale?”</p>
<p><strong>P.</strong>: “Al di là del ribaltamento del punto di vista di Sclavi (che si mette dalla parte dei mostri, che spesso hanno dignità maggiore rispetto a chi dovrebbe rappresentare la nostra umanità), ha creato <strong>l’eroe debole</strong>. Perché Dylan non fa altro che sbagliare, avere deduzioni non realistiche, fare il contrario di ciò che dice e questo ha consentito un avvicinamento enorme tra lettore e personaggio. Dylan non si mette sul piedistallo, ma dice ‘<em>sono a terra tanto quanto te, se allunghi la mano mi tocchi</em>’. Prima i personaggi a fumetti e non venivano messi in una posizione per cui il lettore doveva limitarsi ad osservarli. Il paradosso è che lo stesso effetto l’ha avuto Tex, che è l’esatta antitesi. I lettori si sono divisi in due posizioni: chi vuole qualcuno da ammirare e chi vuole qualcuno con cui identificarsi.”</p>
<p><strong>Ilaria Alleva</strong></p>
<p><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/index.php/paola-barbato-al-terni-horror-fest-3.html/dsc_0065" rel="attachment wp-att-14443"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-14443" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2017/11/DSC_0065-1024x687.jpg" alt="" width="501" height="337" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2017/11/DSC_0065-1024x687.jpg 1024w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2017/11/DSC_0065-300x201.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2017/11/DSC_0065-768x516.jpg 768w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2017/11/DSC_0065-238x160.jpg 238w" sizes="auto, (max-width: 501px) 100vw, 501px" /></a></p>
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		<title>CONCORSO LETTERARIO &#8220;TERNI HORROR&#8221;</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/concorso-letterario-terni-horror-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Jun 2017 17:42:03 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[concorso letterario]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Manca un mese o poco più alla scadenza del concorso letterario legato al Terni Horror Fest di quest&#8217;anno! Affrettatevi a mandare i racconti!!! CONCORSO LETTERARIO &#8220;TERNI HORROR&#8221; 2017 Allora tenete a mente le regole base e iniziate a far scorrere le dita sulle vostre tastiere. 1) solo una categoria: racconti compresi tra 5mila e le [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/index.php/concorso-letterario-terni-horror-2.html/tuscia-051" rel="attachment wp-att-14216"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft  wp-image-14216" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2017/06/tuscia-051-1024x685.jpg" alt="" width="771" height="516" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2017/06/tuscia-051-1024x685.jpg 1024w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2017/06/tuscia-051-300x201.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2017/06/tuscia-051-768x514.jpg 768w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2017/06/tuscia-051-239x160.jpg 239w" sizes="auto, (max-width: 771px) 100vw, 771px" /></a><br />
Manca un mese o poco più alla scadenza del concorso letterario legato al Terni Horror Fest di quest&#8217;anno!<br />
Affrettatevi a mandare i racconti!!!</p>
<p>CONCORSO LETTERARIO &#8220;TERNI HORROR&#8221; 2017<br />
Allora tenete a mente le regole base e iniziate a far scorrere le dita sulle vostre tastiere.<br />
1) solo una categoria: racconti compresi tra 5mila e le 25mila battute, un solo racconto a partecipante, quota di iscrizione 10 euro.<br />
2) Il presidente della giuria sarà ancora Tullio Dobner traduttore storico di Stephen King<br />
3) il termine ultimo per l&#8217;invio dei racconti è: Domenica 30 Luglio 2017 ore 23.59<br />
<span class="text_exposed_show"><br />
<strong>Per tutti gli ulteriori dettagli scaricate il bando dall&#8217;apposito sito: <a href="https://l.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fwww.ternihorrorfest.it%2F&amp;h=ATNbCj8tZytQd1aJi98djCk2O6rY6orr_HmQD3A9escT6Tyn-U3s5yJ6HT-XFPsdcQehVKVND52cXCkydQULxa0IdNYz9-AHCECUEMv62up1elR9ucf6Iko4awHpfQLXLclEq2rcF6X7XjtLePfZHg&amp;enc=AZOcZZ3B03_0yGx83a6dFPdddUX6NacCPZuTHemGWypJxjoKlOGD2PTswaj-2XSAvR2oWvMw-bLWZneeOKltnpS90dz7T3kVKqNBizjopSF8ZtJsdUG2kjIWNEL_HiZhtVzCppYLg-SpwjJR-peOh6edpMmfnezHLyUqfKOV3E9h7kNxtkhe39Oczz9Cz3GzvJ6MhYUyZ-ovrtdGJMWeMqHV&amp;s=1" target="_blank" rel="nofollow noopener">www.ternihorrorfest.it</a></strong></span></p>
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		<title>Terni Horror Fest, appuntamento al 2017</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/terni-horror-fest-appuntamento-al-2017/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Nov 2016 17:15:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[come è andata?]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Come ideatori del festival e come curatori dell&#8217;aspetto &#8220;artistico&#8221; siamo soddisfatti della riuscita del festival e ringraziamo Dalia Edizioni e i ragazzi del CAOS &#8211; Centro arti opificio siri per aver vissuto questo secondo anno di avventure insieme. Un immenso grazie anche a tutti gli ospiti: a Gabriele Orsini, Alessandro Panbianco, e Cristiano Gazzarrini giovani registi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/index.php/terni-horror-fest-appuntamento-al-2017.html/p1010605" rel="attachment wp-att-13874"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-13874" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2016/11/P1010605-1024x768.jpg" alt="p1010605" width="616" height="462" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2016/11/P1010605-1024x768.jpg 1024w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2016/11/P1010605-300x225.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2016/11/P1010605-768x576.jpg 768w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2016/11/P1010605-213x160.jpg 213w" sizes="auto, (max-width: 616px) 100vw, 616px" /></a>Come ideatori del festival e come curatori dell&#8217;aspetto &#8220;artistico&#8221; <span class="text_exposed_show">siamo soddisfatti della riuscita del festival e ringraziamo Dalia Edizioni e i ragazzi del CAOS &#8211; Centro arti opificio siri per aver vissuto questo secondo anno di avventure insieme. </span></p>
<p><span class="text_exposed_show">Un immenso grazie anche a tutti gli ospiti: a Gabriele Orsini, Alessandro Panbianco, e Cristiano Gazzarrini giovani registi che hanno proiettato e presentato i loro cortometraggi.<br />
Ai Lettori ad Alta Voce di Terni che per l&#8217;occasione sono diventati &#8220;quasi&#8221; attori teatrali per l&#8217;interpretazione dei racconti, ovvero:  Maurizio Sborgia, Loredana Strinati, Sophia Loesch Onofri, Federico Piccirillo, Giovanni Tasca, Adelaide Nascetti e Roberta Argenti.<br />
Ad Annalisa Basili che ha presentato il suo romanzo &#8220;Le ombre di Narnja&#8221;.</span><span class="text_exposed_show"><br />
</span><span class="text_exposed_show">Agli ospiti d&#8217;onore Fabrizio Accatino per l&#8217;incontro su Dylan Dog e a Tullio Dobner a cui aggiungiamo al grazie i migliori auguri di guarigione e un invito &#8220;open&#8221; a venirci a trovare quando vuole.<br />
Infine anche un grazie ai giornalisti che hanno garantito un&#8217;ottima copertura mediatica dell&#8217;evento. </span></p>
<p><span class="text_exposed_show">Ovviamente ci sono molto aspetti da valutare e anche diverse cose in cui aggiustare il tiro, ma è ovvio che le prime edizioni di un festival servano anche a questo. Ma che la cosa desti interesse in una città in cui la cultura è un aspetto profondamente trascurato negli ultimi anni dalle amministrazioni locali e regionali (dispiace dirlo ma è così, è un dato di fatto) è fuori di dubbio. </span></p>
<p><span class="text_exposed_show">Possiamo già dire che sicuramente ci sarà il Terni Horror Fest 2017 ma è ancora assolutamente presto per anticipare qualunque cosa. </span></p>
<p><span class="text_exposed_show">Grazie a tutti i partecipanti, per i vostri apprezzamenti e la vostra collaborazione e come diciamo sempre ai nostri amici&#8230; STAY TUNED FOR MORE ROCK&#8217;N ROLL. </span></p>
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		<title>TERNI HORROR FEST</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/terni-horror-fest/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Sep 2016 13:02:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
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		<category><![CDATA[festival horror]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; Siete pronti? Presto sarà tutto rivelato!</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/index.php/terni-horror-fest.html/konka-horror-wallpaper" rel="attachment wp-att-13788"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-13788" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2016/09/KONKA-HORROR-WALLPAPER.jpg" alt="KONKA HORROR WALLPAPER" width="604" height="401" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2016/09/KONKA-HORROR-WALLPAPER.jpg 604w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2016/09/KONKA-HORROR-WALLPAPER-300x199.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2016/09/KONKA-HORROR-WALLPAPER-241x160.jpg 241w" sizes="auto, (max-width: 604px) 100vw, 604px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Siete pronti? Presto sarà tutto rivelato!</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/terni-horror-fest/">TERNI HORROR FEST</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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		<title>Terni Horror Fest, siamo già al lavoro</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/terni-horror-fest-siamo-gia-al-lavoro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Mar 2016 21:09:00 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[ternihorror]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo la bellissima esperienza dello scorso anno, lo staff di Civiltà Laica che ha realizzato l&#8217;edizione &#8220;ZERO&#8221; del Festival horror di Terni nel 2015 è già al lavoro per la nuova edizione del 2016. L&#8217;appuntamento è sempre per il fine settimana di Halloween, ma gli appuntamenti saranno maggiori sia in termini numerici che di varietà. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/terni-horror-fest-siamo-gia-al-lavoro/">Terni Horror Fest, siamo già al lavoro</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/index.php/terni-horror-fest-siamo-gia-al-lavoro.html/terni-horror_sfondo-bianco" rel="attachment wp-att-13552"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-13552" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2016/03/TERNI-HORROR_sfondo-bianco.jpg" alt="TERNI-HORROR_sfondo-bianco" width="463" height="258" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2016/03/TERNI-HORROR_sfondo-bianco.jpg 463w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2016/03/TERNI-HORROR_sfondo-bianco-300x167.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2016/03/TERNI-HORROR_sfondo-bianco-280x156.jpg 280w" sizes="auto, (max-width: 463px) 100vw, 463px" /></a>Dopo la bellissima esperienza dello scorso anno, lo staff di Civiltà Laica che ha realizzato l&#8217;edizione &#8220;ZERO&#8221; del Festival horror di Terni nel 2015 è già al lavoro per la nuova edizione del 2016.</p>
<p>L&#8217;appuntamento è sempre per il fine settimana di Halloween, ma gli appuntamenti saranno maggiori sia in termini numerici che di varietà. Quest&#8217;anno oltre agli spazi concessi gentilmente dal <a href="http://www.caos.museum/en/">Caos Museum </a>un apporto fondamentale per la realizzazione del progetto viene da <a href="http://www.daliaedizioni.it/">Dalia Edizion</a>i che è rimasta entusiasta del progetto lo scorso anno e quest&#8217;anno entra a pieno titolo nell&#8217;organizzazione.</p>
<p>La prima novità già certa è che quest&#8217;anno all&#8217;Horror Fest è collegato un Concorso Letterario il cui presidente della giuria è niente di meno che <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Tullio_Dobner">Tullio Dobner</a>, traduttore storico di Stephen King e di decine di altri autori americani. Dobner sarà presente l&#8217;ultimo giorno del festival il 1 Novembre per la premiazione del concorso e per un&#8217;incontro su King e il genere horror.</p>
<p>E poi, libri, film, cortometraggi, e una quantità di sorprese che aumenta di giorno in giorno!</p>
<p><em>Stay tuned for more rock &#8216;n roll</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/terni-horror-fest-siamo-gia-al-lavoro/">Terni Horror Fest, siamo già al lavoro</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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