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	<title>stephen king Archivi - Associazione Culturale Civiltà Laica</title>
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	<description>Per un movimento culturale volto a difendere la Laicità dello Stato.</description>
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		<title>Stephen King contro tutti.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Sep 2025 15:32:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; &#8220;Steve-O, Steve-O&#8230; così rimarrai marchiato per sempre come scrittore di genere horror! Poi non dire che non ti avevo avvertito&#8221; L&#8217;aneddoto che Stephen King riporta nella nota conclusiva di Stagioni Diverse (1982) mostra come siano volatili i desideri degli uomini; quelle sopra sono infatti parole del suo primo manager e risalgono alla fine del [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2025/09/Stephen_King_at_the_2024_Toronto_International_Film_Festival_2_cropped.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-37771" src="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2025/09/Stephen_King_at_the_2024_Toronto_International_Film_Festival_2_cropped.jpg" alt="" width="800" height="991" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2025/09/Stephen_King_at_the_2024_Toronto_International_Film_Festival_2_cropped.jpg 800w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2025/09/Stephen_King_at_the_2024_Toronto_International_Film_Festival_2_cropped-242x300.jpg 242w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2025/09/Stephen_King_at_the_2024_Toronto_International_Film_Festival_2_cropped-768x951.jpg 768w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2025/09/Stephen_King_at_the_2024_Toronto_International_Film_Festival_2_cropped-129x160.jpg 129w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a>&#8220;Steve-O, Steve-O&#8230; così rimarrai marchiato per sempre come scrittore di genere horror! Poi non dire che non ti avevo avvertito&#8221;</p>
<p>L&#8217;aneddoto che Stephen King riporta nella nota conclusiva di <strong>Stagioni Diverse</strong> (1982) mostra come siano volatili i desideri degli uomini; quelle sopra sono infatti parole del suo primo manager e risalgono alla fine del 1976 quando, dopo il successo dei suoi primi due romanzi horror (<strong>Carrie </strong>e<strong> Salem&#8217;s Lot</strong>), cercava di convincere il suo assistito a cambiare genere per evitare il rischio di essere categorizzato con un&#8217;etichetta che si sarebbe portato dietro per il resto della vita. In sintesi, per proteggere la sua carriera non voleva proporre <strong>Shining</strong> agli editori (<em>sic!</em>).<br />
Steve-O (forma colloquiale usata dagli <em>yankee</em> per denigrare e sbeffeggiare amichevolmente l&#8217;interlocutore) decise, per sua fortuna, che non aveva problemi ad essere messo in compagnia di <strong>Lovecraft, Poe, Chambers e Stoker</strong>; quindi andò per la sua strada e Shining&#8230; vabbè non infieriamo oltre sul suo povero manager.</p>
<p>Anche perché le parole di cui sopra vengono riportate per far risaltare  il cambio di paradigma quando il nostro, nel 1981, presentò allo stesso manager il progetto di <strong>Stagioni Diverse,</strong> ovvero storie che con l&#8217;horror non c&#8217;entravano nulla. Dopo aver ascoltato le sinossi de <strong>Il corpo</strong>, <strong>Rita Hayworth e la redenzione di Shawshank </strong>e <strong>Un ragazzo sveglio</strong> il manager chiese al già indiscusso <strong>Re dell&#8217;horror</strong>: &#8220;&#8230; ma non potremmo inserire un&#8217;altra storia che riporti un po&#8217; al tuo horror classico? Una sorta di &#8216;stagione consueta&#8217;?&#8221;<br />
E lui sorridendo, visto che aveva già in mente  <strong>Il metodo di Respirazione</strong>, acconsentì.</p>
<p>Una lunga introduzione-aneddoto per dirvi che voi, amanti del thriller classico,  dovete assolutamente leggere la trilogia kinghiana <strong>Mr Mercedes,</strong> <strong>Chi perde paga</strong> e <strong>Fine turno.</strong> Con questi tre libri fantastici il Re (o &#8220;<strong>lo zio</strong>&#8221; per i fan) dà lezioni di thriller a destra e manca, e il fatto che l&#8217;ultimo capitolo è stato dedicato in apertura a <strong>Thomas Harris</strong> non sarà bastato di certo ai suoi colleghi per indolcire l&#8217;amara pillola.<br />
Del resto già con <strong>Misery, Il gioco di Gerald, e Dolores Claiborne</strong> aveva ben chiarito la sua capacità di tenere il lettore sul filo del rasoio senza dover ricorrere ad elementi paranormali&#8230;  e tralasciamo in questa sede la vecchia discussione sulla necessità che l&#8217;horror debba contenerli per forza per essere catalogato come tale o no.<br />
Aggiungiamoci poi che con <strong>The Dome</strong> e <strong>22/11/&#8217;63</strong> aveva già dato lezioni di Sci-Fi, se con la bellissima serie de<strong> La torre Nera</strong> aveva creato uno dei mondi Fantasy più originali della storia. Per non parlare poi di come con <strong>Il miglio verde</strong> abbia decisamente travalicato ogni confine della letteratura magica e semplicemente regalato emozioni a palate ai suoi lettori, per le sceneggiature c&#8217;è <strong>La tempesta del Secolo</strong>,  e i 360° della letteratura, romance a parte, sono praticamente coperti tutti!</p>
<p>Quando pensate a Stephen King non lasciatevi ingannare dall&#8217;innegabile successo commerciale (<strong>500 milioni di copie vendute</strong>) perché quelli per i suoi libri sono davvero soldi ben spesi; ormai lo ammette anche la maggior parte di coloro che per troppo tempo l&#8217;hanno considerato letteratura di serie B: ha il talento di scavare come nessun altro nel fondo dell&#8217;animo umano e quindi far comprendere davvero le <strong>emozioni</strong> dei suoi protagonisti. <strong>E quindi le tue, fedele lettore e fedele lettrice</strong>.</p>
<p>Questa sua capacità, applicata ad una storia thriller, semplicemente rende il libro impossibile da interrompere. Le tue mani si incollano alle pagine e a un certo punto semplicemente non puoi smettere di leggere.<br />
Se il tuo treno è arrivato a destinazione scendi e ti siedi sulla prima panchina per continuare la lettura, se dovevi andare al lavoro telefoni per dire che hai un gran mal di testa e non riesci a guidare la macchina, se dovevi accompagnare tua moglie all&#8217;Ikea beh&#8230; magari a malincuore ma ci vai all&#8217;Ikea, perché contro certe cose neanche la magia di King può far molto.</p>
<p>Il primo libro della trilogia di Mr Mercedes parte con <strong>un&#8217;idea tanto geniale quanto cattiva</strong>. Da una scena degna di <strong>Furore</strong> ma ambientata nel 2009 (appena dopo la crisi finanziaria che colpì al cuore il mondo finto del capitalismo infinito) con centinaia di persone in fila durante la notte a sfidare il freddo per aspettare l&#8217;apertura della fiera del lavoro (una delle vere kermesse americane dove le aziende offrivano ai primi disperati che arrivavano dei posti di lavoro, e gli schiavisti muti!), si passa all&#8217;incubo in cui le stesse persone vengono travolte alle prime luci dell&#8217;alba da un pazzo sadico omicida che ha appositamente rubato una Mercedes per compiere questa impresa. E una volta compiuta riesce anche a farla franca, ma per sua sfortuna il detective <strong>Bill Hodges</strong> e la sua aiutante <strong>Holly Gibney</strong> gli dedicheranno le loro attenzioni.</p>
<p>Nel secondo libro King intreccia una storia iniziata nel 1978 (dove torna su uno dei suoi vecchi temi, ovvero <strong>le paure di uno scrittore</strong>) con una che inizia nel 2009 (dalla strage del primo libro) e si concluderanno entrambe nel 2014. L&#8217;ennesima prova di bravura uno scritture che sa costruire trame complesse e risolverle come quasi nessun altro. Il tutto arricchito da un omaggio alla letteratura, ai lettori e ovviamente ai libri cioè a quelle storie che, come questa, non ti fanno staccare gli occhi dalle pagine.</p>
<p><strong>Fine turno</strong> conclude le avventure legate a quella maledetta Mercedes, ma non è tanto il ritorno a qualcosa di paranormale (psicocinesi, telepatia) che è da sottolineare (che è quasi un buffetto amichevole come a dire &#8220;Ehi, sono sempre Stephen King!&#8221;) ma un&#8217;altra idea cattiva. Cattivissima. <strong>L&#8217;istigazione al suicidio</strong>. King sceglie di affrontare uno dei temi tabù dell&#8217;informazione che vuole proteggere i benpensanti americani; <strong>parla di come sia facile per degli stronzi istigare al suicidio una persona fragile,</strong> e anche meno fragile.<br />
E in tempi degli  <strong>shit &#8211; <em>social</em> &#8211; storming</strong> che avvengono per i motivi più idioti non è possibile definire questa terribile idea come &#8220;qualcosa che fa pensare&#8221;. No.<br />
È letteralmente un pugno nello stomaco della nostra cecità e un calcio in culo agli stronzi di ogni età e nazione; ai leoni da tastiera che sanno ferire con due parole ben studiate, ai pennivendoli che poi si nascondono dietro &#8220;il diritto di cronaca&#8221;, a tutti quelli del &#8220;me ne frego&#8221; che siano nostalgici del ventennio o semplicemente merde.</p>
<p>Questo è Stephen King. Uno scrittore contemporaneo per cui un Nobel per la letteratura non basterebbe neanche più a far capire la sua grandezza. E se vi chiedete perché nel 2025 stiamo recensendo e parlando di libri usciti dieci anni beh, non possiamo che ammetterlo.<br />
Ogni tanto anche i grandi amori hanno bisogno delle pause e,<strong> lo confessiamo con un po&#8217; di vergogna</strong>, e intorno al 2008 le ultime produzioni del Re non ci erano piaciute. <strong>Duma Key, Cell, La storia di Lisey</strong> ci avevano dato l&#8217;idea di uno scrittore al tramonto e che, dopo aver concluso <strong>La torre nera</strong> in un modo che in confronto la serie tv de Il trono di spade è stata banale, stentava a ritrovare storie alla sua altezza.</p>
<p>Poi abbiamo recuperato <strong>Notte buia senza stelle.</strong><br />
Poi abbiamo recuperato<strong> 22/11/&#8217;63</strong>.<br />
Poi abbiamo recuperato <strong>Joyland</strong>.<br />
E con questa trilogia siamo ormai consapevoli di aver lasciato alle spalle un bel po&#8217; di roba buona, lo sappiamo, ma abbiamo quasi recuperato tutto.</p>
<p><strong>Lunga vita al King!</strong> (e vergogna perpetua sull&#8217;accademia di Stoccolma).</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/stephen-king-contro-tutti/">Stephen King contro tutti.</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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		<title>22/11/63: di Nobel mancati, viaggi nel tempo e complotti</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/21-11-63-di-nobel-mancati-viaggi-nel-tempo-e-complotti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Dec 2019 15:08:54 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[22 novembre 1963]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Non vogliamo rimpolpare le polemiche ormai consuete che ad ogni assegnazione del premio Nobel per la letteratura puntualmente imperversano; però da tempo sosteniamo che continuare ad ignorare Stephen King faccia perdere di credibilità alla stessa accademia di Stoccolma. Di certo il premio non è una questione di copie vendute ma di qualità, ed è proprio [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/index.php/21-11-63-di-nobel-mancati-viaggi-nel-tempo-e-complotti.html/sk-22-11-63" rel="attachment wp-att-16464"><img decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-16464" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2019/12/sk-22.11.63.jpg" alt="" width="200" height="300" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2019/12/sk-22.11.63.jpg 200w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2019/12/sk-22.11.63-107x160.jpg 107w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" /></a></p>
<p>Non vogliamo rimpolpare le polemiche ormai consuete che ad ogni assegnazione del premio Nobel per la letteratura puntualmente imperversano; però da tempo sosteniamo che continuare ad ignorare Stephen King faccia perdere di credibilità alla stessa accademia di Stoccolma.</p>
<p>Di certo il premio non è una questione di copie vendute ma di qualità, ed è proprio per questo che il più grande riconoscimento del mondo letterario il settantaduenne scrittore del Maine se lo sarebbe meritato da tempo. Se nel 1982 eravate distratti quando uscì la pazzesca raccolta di racconti lunghi “Stagioni Diverse”, se nel 1986 avete considerato “It” un libro di moda per adolescenti, se nel 1992 mentre “Dolores Claiborne” rilevava la bravura di Stephen King anche ai critici più scettici voi stavate guardando gli europei di calcio che ospitavate in casa è almeno dal 1996, dall’uscita de “Il miglio verde” che non avete più scuse.</p>
<p>Va bene, lo sappiamo…  sono tanti a scrivere voi dovete leggervi tutto il mondo. Ok, Fate un po’ quel che volete, ma a nostro parere se King non riceverà questo premio (un premio che come noto non si può assegnare postumo) sarà una macchia grande almeno quanto quelle dei mancati premi assegnati in passato a Isaac Asimov e J.R.R. Tolkien. E se ancora considerate il “fantastico” nell’insieme dei suoi tre sottogeneri fantasy, fantascienza e horror letteratura di serie B, forse semplicemente non siete adatti a gestire un premio così importante.</p>
<p>Ad ogni modo, 22/11/63 è di certo uno dei migliori romanzi del Re. Probabilmente il migliore della produzione del nuovo millennio insieme alla chiusura del ciclo de “La torre nera” e a “Notte buia, niente stelle”. Ci limitiamo a dire questo, visto che non è umanamente possibile fare una classifica dei 61 romanzi (di cui sette come Richard Bachman) e delle undici raccolte di racconti pubblicate dal Re.</p>
<p>Possiamo dire che ciò che ci ha convinto di meno forse è proprio la parte in cui SK dovrebbe essere più forte, ovvero il fantastico e la metafisica. La “soluzione” dei viaggi temporali e l’uso improprio  del cosiddetto “effetto farfalla” ci ha lasciato molto perplessi. Ed è solo per questo motivo che non lo mettiamo in quei quattro capolavori già citati per cui, a nostro modesto parere, ognuno di essi giustificherebbe un premio Nobel.</p>
<p>La semplicità della trama è invece il punto di forza del romanzo. King non si perde a giustificare la presenza di un varco temporale con le equazioni di Einstein-Rosen la magia nera o quant’altro. Semplicemente c’è un varco temporale nel retro di una tavola calda nella cittadina di Lisbons Falls nel Maine. Il titolare lo usa per andar a comprare la carne a basso costo nel 1958; infatti quando l’attraversi ti ritrovi nella stessa cittadina alle ore 11.58 del 9 settembre 1958. Quando viene riattraversato per tornare nel proprio tempo sono passati sempre e soltanto due minuti anche se si è rimasti anni in quella linea temporale. Però questa ha subito tutte le modifiche conseguenti alla presenza di estranei e delle azioni di questi in quel 1958; attenzione quando il varco viene attraversato di nuovo quelle modifiche si “azzerano” e il nuovo ritorno nel 2011 vedrà solo le modifiche nuove, non quelle dei viaggi temporali precedenti.</p>
<p>Vi sentite confusi? Parliamo di viaggi nel tempo del resto, normale.</p>
<p>Dunque, cosa si può fare di buono per l’umanità tornando nel 1958? Le guerre mondiali sono passate, l’11 settembre 2001 è lontano ma un “momento spartiacque” della storia su cui intervenire c’è. “John Fitzgerald Kennedy può salvarsi” come esclama uno dei protagonisti.</p>
<p>Lasciamo la scoperta della deliziosa storia nel passato a voi che non avete i pregiudizi degli accademici di Stoccolma, vi diciamo solo che nel raccontare questa storia e l’umanità dei personaggi che la vivono il Re è ai suoi massimi livelli.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Quello che ci lascia perplessi invece è il fatto che SK sposi (al 95% come ricorda lui) la versione della famigerata Commissione Warren sull’omicidio di JFK, ovvero che Lee H. Oswald agì da solo.</p>
<p>Ora al di là del fatto che King è un genio a nascondere gli indizi sulle sue reali opinioni storiche e politiche nelle sue storie (ma ci sono un paio di spunti non male riguardo alla bontà del lavoro della commissione), nelle note ci dice una cosa fondamentale ovvero: basta guardare il fotogramma 313 del filmato di Zapruder per avere le idee chiare sulla vicenda.</p>
<p>Beh, non sappiamo cosa pensi SK di quel fotogramma ma per noi le cose sono apparse sempre abbastanza chiare, film di Oliver Stone o meno. La testa di JFK viene colpita nella sua parte anteriore destra e viene spinta indietro da destra verso sinistra. Segno evidente di una traiettoria di un proiettile che va quanto meno parallelo al terreno (o in leggera ascesa, quindi dal basso verso l’alto) e quindi sparato da una posizione davanti a Kennedy e sulla sua destra. Sicuramente non dalla posizione al quarto piano di un edificio a ottanta metri di distanza dietro l’auto presidenziale.</p>
<p><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/index.php/21-11-63-di-nobel-mancati-viaggi-nel-tempo-e-complotti.html/zapruder313" rel="attachment wp-att-16463"><img decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-16463" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2019/12/zapruder313.jpg" alt="" width="360" height="240" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2019/12/zapruder313.jpg 360w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2019/12/zapruder313-300x200.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2019/12/zapruder313-240x160.jpg 240w" sizes="(max-width: 360px) 100vw, 360px" /></a></p>
<p>E questo è quanto. Ogni tentativo di negare una realtà così evidente (vuoi per pallottole magiche, vuoi per eccesso di razionalità anticomplottista come fanno Attivisismo e Polidoro del Cicap) ci sembra veramente voler negare l’evidenza.</p>
<p>Poi c’è un’altra bazzecola di cui qualcuno sembra sempre dimenticarsi, ovvero che il PMAL di Terni (ex Fabbrica d’armi), dove è stato prodotto il fucile Carcano che secondo la commissione Warren Oswald ha usato per uccidere JFK e dove è tutt’ora esposto, ha prodotto una relazione per cui sia i danni causati sia i tempi di sparo non sono compatibili con quel fucile.</p>
<p>E se lo dicono anche i militari dovrebbe essere un discorso chiuso. O no?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“Complottista è chi il complotto fa” direbbe Forrest Gump, e al di là del fluoro nelle acque non è che possiamo berci proprio tutto. E poi via, un complotto contro Stephen King a Stoccolma c’è di sicuro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Alessandro Chiometti</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/21-11-63-di-nobel-mancati-viaggi-nel-tempo-e-complotti/">22/11/63: di Nobel mancati, viaggi nel tempo e complotti</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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			</item>
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		<title>Apologia di Stephen King (e in particolare di IT)</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/14385/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Oct 2017 19:29:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Ci hanno messo un po’ ma se ne stanno accorgendo. Stephen King è il più grande scrittore vivente. Uno scrittore di “horror” non può essere il più grande scrittore vivente, dirà qualcuno, perché è troppo di genere. Dimostrando così di conoscere solo una parte dell’immensa produzione kinghiana. Comincio da quest’aneddoto: un ventenne sapendo che faccio [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/14385/">Apologia di Stephen King (e in particolare di IT)</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/index.php/14385.html/stephen-kings-it-1990-cwarner-bros-televisioncourtesy-everett-collection" rel="attachment wp-att-14386"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-14386" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2017/10/IT-really-terrific-1024x576.jpg" alt="" width="610" height="343" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2017/10/IT-really-terrific-1024x576.jpg 1024w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2017/10/IT-really-terrific-300x169.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2017/10/IT-really-terrific-768x432.jpg 768w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2017/10/IT-really-terrific-280x158.jpg 280w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2017/10/IT-really-terrific.jpg 1025w" sizes="auto, (max-width: 610px) 100vw, 610px" /></a></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Ci hanno messo un po’ ma se ne stanno accorgendo. Stephen King è il più grande scrittore vivente.</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Uno scrittore di “horror” non può essere il più grande scrittore vivente, dirà qualcuno, perché è troppo di genere. Dimostrando così di conoscere solo una parte dell’immensa produzione kinghiana.</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Comincio da quest’aneddoto: un ventenne sapendo che faccio parte dell’organizzazione del Terni horror Fest comincia a parlarmi dei suoi film dell’orrore preferiti. Però poi mi dice: “la storia più terrificante che conosco però non è un film è una storia vera” e mi comincia a raccontare di un chirurgo americano che trafficava eroina dall’asia e si ritrova naufrago su di un isola, da solo con una valigia piena di eroina. All’inizio mangia i pesci e i granchi ma poi si rompe una gamba, se la taglia da solo e poi se la mangia perché non può più muoversi. Poi mano a mano si mangia da solo finché non muore. Mi guarda con gli occhi spiritati e mi fa: “terribile vero?” </span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">E io con la mia calma da ultraquarantenne: “È un racconto di Stephen King, si chiama ‘L’arte di sopravvivere’ ed è contenuto nella raccolta ‘Scheletri’… la stessa che contiene ‘The mist’.”</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Lui dice che è impossibile e mi fa vedere un video di youtube in cui qualcuno racconta questa storia simulando un “history channel horror” o qualcosa del genere. Io gli sorrido, e gli dico “Domani ti porto il libro”. Ma non ce ne sarà bisogno, nella notte avrà già fatto l’upload. </span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Personalmente reputo impossibile parlare oggi a 360° di Stephen King, sono decine i suoi lavori di cui ognuno meriterebbe almeno un mese di lezioni ad un corso avanzato sulla letteratura americana. Penso ovviamente alla “Torre Nera”, ma anche a “L’ombra dello scorpione” o al “Miglio verde”, a &#8220;Shining&#8221; e al suo seguito &#8220;Doctor Sleep&#8221;, a “Dolores Claiborne” al “Gioco di Gerald” a &#8220;22/11/’63&#8243;… senza poi dimenticare “Cose preziose” o “La zona morta” o “La metà oscura” e a tutti i suoi incubi sul suo mestiere di scrittore che trovano l’apice in un racconto meraviglioso che si chiama “La ballata della pallottola flessibile”. E neanche ho nominato &#8220;Carrie&#8221; e &#8220;Cujo&#8221;, lavori troppo acerbi quest&#8217;ultimi, dice qualcuno, ma che se lo hanno lanciato un motivo ci sarà pure . </span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Lo dico sempre, ci vorranno generazioni perché si valuti appieno l’impatto del Re sulla letteratura mondiale. Eppure no, qualcuno non se ne fa una ragione: uno scrittore horror è uno scrittore di serie B. Punto e basta. Con buona pace di Poe, Stoker, Shelley, Stevenson, Lovecraft e Walpole.</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Cosa vi devo dire, se non siete capaci di superare i vostri preconcetti non saranno le mie poche righe a farvi cambiare idea; magari potrebbe esservi più di aiuto in tal senso<a href="https://www.internazionale.it/opinione/nicola-lagioia/2016/04/23/stephen-king-it-trent-anni"> l’articolo su Internazionale di Nicola Lagioia </a>apparso nel penultimo numero della rivista. O forse il fatto che, <a href="http://www.pagina99.it/2017/10/18/film-it-stephen-king-film-mr-mercedes-serie/">come riporta l’ultimo numero di Pagina99</a> Andrea Bruni vorrebbe conferire al Re il premio Nobel per la letteratura.</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Nel mio piccolo provo a suggerirvi solo due lettere: IT.</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">It, pronome inglese che sta ad indicare cosa o animale (ma nessun inglese si riferirebbe ad un animale che conosce con “it” ma userebbe he o she a seconda del sesso dell’animale) racchiude tutto ciò per cui King è “Il Re”. </span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Uscito nel 1986, nel 1989 era già il libro più letto dai ragazzi sotto i vent’anni in tutto il mondo. E stiamo parlando di un romanzo di oltre mille pagine, che potrebbe includere al suo interno la trilogia del Signore degli Anelli di Tolkien. </span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Si parla spesso della complessità della struttura di questo libro e di come sia fantastico di come alla fine tutto torni perfettamente. Delle due linee temporali distanti fra loro 27 anni in cui i ragazzi prima affrontano il male (It, per l’appunto) a dodici anni di età la prima volta e poi devono tornare ad affrontarlo a quarant’anni con tutto ciò che questo comporta. (“</span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Le ossa sono fragili a quarant’anni Bill… non si aggiustano più come prima</i></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">”). </span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Qualcuno l’ha definito un romanzo di formazione al contrario, in cui i protagonisti non devono crescere per superare le paure, ma riscoprire il bambino dentro di loro per affrontarle. </span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Qualcuno ha lodato la genialità che ci vuole solo a pensarla una trama del genere. </span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Qualcuno fa notare che di film ce ne vorrebbero sei o sette per raccontare tutte le “storie nelle storie” presenti nel libro e solo accennate nei film… perché dovete tener presente che quando Mike o Ben nei film accennano alle storie terribili del passato di Derry nel libro queste vengono raccontate in modo dettagliato. E ce ne sono molte altre nel libro. </span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Ma nessuno, per lo meno qui n Italia ha mai posto l’accento su quello che è secondo me è il focus del libro. La <em>magia</em>. </span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">King lo dichiara fin dalle dediche di copertina, il libro è per i suoi figli e il messaggio di questo libro è solo uno e cioè che <em>la magia esiste</em>.</span></span></p>
<p>Ora mi chiederete, <em>ma non eri un razionalista tu? </em>Si lo confermo e vengo  a chiarire prima che qualcuno pensi male.</p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">La magia a cui fa riferimento King non è lo show di un prestigiatore, ma quella pagana che l’uomo ha dimenticato per molte ragioni. E se alcune vengono in mente perché abusate in tanti romanzi (argento, frassino, aglio, specchi etc.) la magia che aiuta i ragazzi ad uscir fuori dalle fogne del mostro è di un altro tipo. E’ la magia sessuale. </span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Nel finale della prima linea temporale Beverly, l’unica ragazza del gruppo dei <em>perdenti</em>, capisce che la tensione dopo aver affrontato un mostro terribile costringendolo a ritirarsi insieme alla consapevolezza di non averlo ucciso (per quanto si sforzino di crederlo) stanno dividendo il gruppo. </span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Lei deve fare qualcosa per riunire il gruppo e allora decide di perdere la sua verginità facendo sesso con tutti e sei i ragazzini del gruppo, facendo perdere anche a loro la verginità, uno alla volta.</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Magia sessuale pagana, sesso fra adolescenti, sesso di gruppo.</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Ecco su questo non c’è una sola riga scritta in trenta anni dopo l’uscita di IT, e non ne parla neanche la<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/It_(romanzo)"> pagina italiana di wikipedia </a>quando racconta la trama del romanzo. Occorre andare alla <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/It_(novel)">pagina inglese</a> per trovarla.</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Ci viene da pensare che la cosa sia troppo grossa per parlarne ma che gli introiti dei libri di King siano troppo grossi per evitare di pubblicarli. E allora che si pubblichino, ma che tutti parlino del fatto che It è solo in apparenza un pagliaccio assassino ma in realtà è un demone pandimensionale a forma di Ragno (omaggio evidente alla Shelob di Tolkien) che tiene sotto scacco mentale gli abitanti di Derry cibandosi di loro e soprattutto dei suoi bambini. Ma che nessuno parli del fatto che la banda dei </span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i>perdenti</i></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"> di Derry sconfigga It grazie alla magia sessuale. </span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Ma It, il romanzo, è magia. E’ quella magia, sesso incluso, che serve agli adolescenti. Quella magia che ti convince che puoi essere un eroe anche a quell’età difficile. Quella magia che provi quando condividi una cosa con i tuoi migliori amici che sai che vi unirà per sempre.</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Ragazzini adolescenti in fase di cambiamento tra l’infanzia e la maturità. Questo è il periodo che King tratta quasi in ogni sua storia; che sia quella portante (Il corpo, Carrie, Le notti di Salem, Ossessione, Cuori in Atlantide, La tempesta del secolo) o di sfondo o insieme ad altre (La zona morta, Cujo, Dolores Claiborne, La Torre Nera).</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">E quando King parla di questo periodo lo può fare in modo romantico e sognante come ne “Il corpo” o nel modo tragico de “Il poliziotto della biblioteca”, ma come sa bene un fan del Re niente viene risparmiato al lettore, nel bene e nel male.</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Venendo quindi al bellissimo film di Muschietti, il quale rende giustizia al romanzo rispetto al non eccelso It cinematografico che tutti noi quarantenni siamo abituati a conoscere, ovvero quello in cui Tim Curry interpreta Pennywise, posso dire che secondo me l’unico difetto (per cui su Imdb gli do un 9 e non un 10) è proprio legato alla mancanza di coraggio di andare fino in fondo. </span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Non c’è il coraggio di mostrare il sesso fra adolescenti. Paura della censura o del guadagno minore di un film vietato ai minori di 18 anni? E non c’era neanche un modo per accennarlo? Far intuire senza mostrare, del resto per un regista horror questo dovrebbe essere pane quotidiano.</span></span></p>
<p><a name="_GoBack"></a><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Invece no, è ancora presto per parlare serenamente di sesso fra adolescenti e di magia sessuale in questo mondo? Evidentemente sì. </span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Speriamo che le prossime generazioni siano più libere delle nostre, ma non della libertà di poter usare gli iphone in ogni punto del globo. La libertà che può permetterci di parlare di paganesimo, razionalità, sesso e magia senza vergognarci. </span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Alessandro Chiometti</b></span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/14385/">Apologia di Stephen King (e in particolare di IT)</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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		<title>About: La torre nera</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/about-la-torre-nera/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Aug 2017 20:59:46 +0000</pubDate>
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<p><b>[voto: ng]</b></p>
<p><b>[attenzione spoiler]</b></p>
<p>Alcune scelte cinematografiche non riusciamo proprio a capirle.</p>
<p>Considerato che “Il signore degli anelli” è un opera che consta di tre libri e millecinquecento pagine e “La torre nera” è un opera che consta di otto libri e quasi cinquemila pagine, la domanda è molto semplice. Se i tre film di Jackson di quasi due ore e mezza l&#8217;uno, non sono stati sufficienti a raccontare tutta la storia contenuta nei libri di Tolkien, come si può minimamente pensare di raccontare l&#8217;opera fantasy di Stephen King in un film di novanta minuti?</p>
<p>Ora se questo doveva essere solo un pilota, per una serie di film che sarebbe partita dopo, la cosa poteva avere anche un senso.</p>
<p>Ma così come è presentato, come una storia a se stante che “spoilera” molto di quello che, leggendo i libri, si sarebbe scoperto solo alla fine, da fan della saga sinceramente non riusciamo a capire come faranno a rimediare al pastrocchio combinato</p>
<p>Però chiariamo una cosa, per chi non ha letto una riga della saga il film può risultare molto più che piacevole, soprattutto per gli amanti della distopia e dei mondi paralleli. Elba e Mc Conaughey sono come sempre bravissimi e la trama regge. Quindi non fatevi traviare dalle recensioni catastrofiche.</p>
<p>Però se siete fan del pistolero, del suo Ka-tet, del Re Rosso e dei bimboli no. Non ci andate a vederlo. Vi risparmierete una cocente delusione o quanto meno un inevitabile senso di occasione sprecata.</p>
<p>Ma tanto per dire, cari geni del merchandising hollywoodiano, non era molto ma molto più sensato mettere in scena il primo volume della serie “L&#8217;ultimo cavaliere”? ( Per inciso: una delle peggiori traduzioni in italiano dei titoli, visto che il libro originale si chiama ovviamente “the gunslinger” ovvero “il pistolero” e che di pistoleri si parla continuamente per tutta la storia).</p>
<p>Oppure, volevate fare qualcosa di “strano”? Allora perché non iniziare raccontando Roland da giovane così come descritto nel bellissimo IV capitolo: “La sfera del buio”?</p>
<p>Misteri del cinema. Anzi delle case cinematografiche.</p>
<p>Ad ogni modo, grazie per aver inserito nel film uno dei migliori incipit della storia: “L&#8217;uomo nero fuggì nel deserto e i pistolero lo seguì”.</p>
<p><b>J. Mnemonic</b></p>
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		<title>Carrie (nel 2014 è ancora attuale)</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/carrie-nel-2013-e-ancora-attuale/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jan 2014 21:03:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>[spoiler inside] Ritorna nelle sale il primo personaggio che è uscito da una delle penne più prolifiche della storia della narrativa, ovvero quella di Stephen King. Carrie White figlia adolescente di una fanatica religiosa che nulla le aveva detto sul ciclo mestruale e di cosa significasse diventar donne nella speranza che questo la preservasse dal [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><b>[spoiler inside]</b></p>
<p>Ritorna nelle sale il primo personaggio che è uscito da una delle penne più prolifiche della storia della narrativa, ovvero quella di Stephen King.</p>
<p>Carrie White figlia adolescente di una fanatica religiosa che nulla le aveva detto sul ciclo mestruale e di cosa significasse diventar donne nella speranza che questo la preservasse dal peccato&#8230;<span id="more-12060"></span> è, ovviamente una ragazza problematica, presa in giro da tutti nella sua scuola e schivata come se avesse la peste.</p>
<p><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2014/01/Carrie-Spacek.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-12061" alt="Carrie Spacek" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2014/01/Carrie-Spacek-300x173.jpg" width="300" height="173" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2014/01/Carrie-Spacek-300x173.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2014/01/Carrie-Spacek.jpg 720w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>L&#8217;adolescenza, scoperta fra gli sfottò e gli scherzi delle compagne di scuola è accompagnata anche da un&#8217;altro arrivo inaspettato, potentissimi poteri paranormali di natura telecinetica che agli occhi della madre la rendono a tutti gli effetti una strega.</p>
<p>Ma qualcuno la vuole aiutare, Sue Snell che capisce che è sbagliato prenderla in giro chiede al suo ragazzo Tommy Ross di invitarla al gran ballo di fine anno al suo posto. Carrie accetta e per la prima volta pensa di essere riuscita ad emanciparsi dalla follia religiosa della madre e forse riuscirà ad avere una vita normale.</p>
<p>Purtroppo qualcuno ha il cattivo gusto di organizzarle un tremendo scherzo al ballo ricoprendola interamente di sangue suino con un apposito stratagemma. Questo scherzo significa la morte per quasi tutti i partecipanti del ballo, Carrie infatti da libero sfogo ai suoi poteri e uccide tutti o quasi. Tornata a casa cerca conforto nella madre, ma anche questa prova ad ucciderla essendo sempre convinta che Carrie sia una figlia del demonio arrivata come punizione per aver ceduto alla tentazione di fornicare con il suo ex marito. Carrie la uccide sempre grazie ai suoi poteri e poi fa crollare la casa su entrambe dando l&#8217;addio così un mondo troppo ostile per lei.</p>
<p>Questa la trama del film originale del 1976 diretto da sua maestà Brian De Palma che vedeva Sissy Spacek nel ruolo di Carrie, Nancy Allen in quelli della perfida compagna di scuola Chris che organizza il pesante scherzo del sangue suino e John Travolta come ragazzo di Chris.</p>
<p>La versione del 2013, uscita ora nelle sale italiane, ricalca perfettamente la storia originale, può annoverare Julian Moore nei panni della fanatica madre di Carrie e vede una Chloe Grace Moretz (già abituata, nonostante la giovanissima età, ad interpretare remake di classici horror come Lasciami entrare e Amytyville Horror) nei panni di Carrie.</p>
<p><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2014/01/Carrie-Moretz.png"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-12062" alt="Carrie Moretz" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2014/01/Carrie-Moretz-300x124.png" width="300" height="124" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2014/01/Carrie-Moretz-300x124.png 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2014/01/Carrie-Moretz.png 800w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Il remake è convincente, confessiamo di preferire lo sguardo allucinato di Sissy Spacek rispetto a quello della giovanissima Moretz, ma la sequenza dello scatenarsi dei poteri telecinetici è fatta molto bene anche nel film del 2013.</p>
<p>Carrie è un vero e proprio inno contro il fanatismo di ogni tipo, quello religioso della madre e quello degli adolescenti che tendono a deridere e ad isolare il diverso. E nonostante siano passati ben 40 anni dalla pubblicazione del libro di King è ancora perfettamente attuale.</p>
<p>La società, non solo quella americana, deve combattere ancora con fanatici religiosi di ogni tipo e fenomeni di bullismo scolastico sia maschile che femminile. E questo sinceramente ci lascia un senso di amarezza difficile da mandar via.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>J Mnemonic</b></p>
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		<title>The Mist &#8211; La nebbia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Oct 2008 10:42:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Ah quanti ricordi! Era il lontano 1988 quando lessi &#8220;Scheletri&#8221;, ovvero una raccolta di racconti del &#8220;Re&#8221;, al secolo Stephen King, indiscusso dominatore dell&#8217;allora piccola libreria della mia stanzetta. Il primo racconto di quella raccolta era proprio &#8220;La nebbia&#8221;, capolavoro di suspence che mescolava gli orrori in puro stile H.P. Lovecraft alle consuete analisi psicologiche [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/the-mist-la-nebbia/">The Mist &#8211; La nebbia</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><span style="FONT-FAMILY: Tahoma"><font size="2">Ah quanti ricordi! Era il lontano 1988 quando lessi &ldquo;<a target="_blank" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Scheletri">Scheletri</a>&rdquo;, ovvero una raccolta di racconti del &ldquo;Re&rdquo;, al secolo Stephen King, indiscusso dominatore dell&rsquo;allora piccola libreria della mia stanzetta.<o:p></o:p></font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><span style="FONT-FAMILY: Tahoma"><font size="2">Il primo racconto di quella raccolta era proprio &ldquo;La nebbia&rdquo;, capolavoro di suspence che mescolava gli orrori in puro stile <a target="_blank" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lovecraft">H.P. Lovecraft</a> alle consuete analisi psicologiche dei personaggi di King, gi&agrave; allora diventate un classico (&#8230;dopo Shining del resto come poteva essere altimenti?).<o:p></o:p></font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><span style="FONT-FAMILY: Tahoma"><font size="2">Il racconto metteva in luce come, anche di fronti ad indicibili &ldquo;orrori&rdquo; giunti da altre dimensioni (giganteschi ragni famelici, viscidi tentacoli appartenenti a non meglio descritti mostri, abnormi artropodi di cui non si riesce a cogliere neanche la fine) il vero pericolo per l&rsquo;uomo giungeva sempre e comunque dalla sua stessa natura.<o:p></o:p></font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><span style="FONT-FAMILY: Tahoma"><font size="2">In particolare, in quella situazione assurda, prendeva potere nella piccola comunit&agrave; di superstiti asserragliati in un supermercato (piccolo omaggio, non so quanto volontario, al film culto &ldquo;<a target="_blank" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Zombi_(film)">Zombi&rdquo; di George Romero del 1978</a>) una fanatica religiosa che vedeva in quanto stava succedendo l&rsquo;avverarsi delle profezie bibliche e mano a mano convinceva sempre pi&ugrave; persone che l&rsquo;unica soluzione per mettere fine all&rsquo;avvento dei mostri dell&rsquo;apocalisse era quella di offrire in sacrificio i bambini presenti.<o:p></o:p></font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><span style="FONT-FAMILY: Tahoma"><font size="2">In questi giorni &egrave; uscita la versione cinematografica di questo racconto una volta tanto, lasciata con il titolo originale &ldquo;The mist&rdquo; (di certo meglio cos&igrave; che tradurlo in modi ridicoli come spesso accade). Il regista &egrave; Frank Darabont gi&agrave; autore di due delle trasposizioni cinematografiche meglio riuscite dei libri del &ldquo;Re&rdquo; (ovviamente sto parlando dei due capolavori &ldquo;<a target="_blank" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Le_ali_della_libert%C3%A0">Le ali della libert&agrave;</a>&rdquo; e &ldquo;<a target="_blank" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Il_miglio_verde_(film)">Il miglio verde</a>&rdquo;), che conferma di avere un debole per i suoi racconti. Fra l&rsquo;altro il regista dedica un omaggio nel film alla saga letteraria pi&ugrave; importante dello scrittore del Maine, &ldquo;La torre nera&rdquo;, ciclo di sette romanzi che Darabont vorrebbe portare sullo schermo ma sembra proprio che King da quell&rsquo;orecchio non ci voglia sentire (per adesso). <o:p></o:p></font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><span style="FONT-FAMILY: Tahoma"><font size="2">Anche questa volta il regista americano riesce a comprendere appieno la filosofia del romanzo (a differenza di altri che le mistificano e le ribaltano completamente, vedi <a target="_blank" href="http://www.civiltalaica.it/documenti/rivista/5/CINQUE.pdf">quello che &egrave; successo con la trasposizione di &ldquo;Io sono leggenda&rdquo; di R. Matheson</a>), mettendo al centro delle vicende l&rsquo;assurdo fanatismo religioso di Mrs. Carmody e la &ldquo;resistenza&rdquo; verso di esso delle persone &ldquo;non impressionabili&rdquo;. <o:p></o:p></font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><span style="FONT-FAMILY: Tahoma"><font size="2">Purtroppo, come spesso accade con i mostri di King, la loro versione cinematografica non gli rende giustizia. Come non ricordare in tal senso l&rsquo;apparizione nel film &ldquo;<a target="_blank" href="http://it.wikipedia.org/wiki/It_(film_1990)">It</a>&rdquo; del ragno gigantesco che rovin&ograve; quasi quattro ore di suspence perfetta? Almeno allora c&rsquo;era la giustificazione che non erano ancora arrivati i tempi in cui gli effetti speciali hanno reso possibile la &ldquo;visualizzazione&rdquo; sullo schermo della terribile &ldquo;Shelob&rdquo; del &ldquo;Signore degli anelli&rdquo;. Oggi presentare i ragni giganti e gli altri improbabili mostri di &ldquo;The mist&rdquo; in un modo grafico cos&igrave; approssimativo fa solo sorridere; va molto meglio quando questi rimangono sfocati nella nebbia.<o:p></o:p></font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><span style="FONT-FAMILY: Tahoma"><font size="2">Ma il film vale comunque il prezzo del biglietto, il finale, diverso rispetto al racconto, &egrave; quanto di pi&ugrave; cattivo mente umana abbia mai concepito, evidentemente la lettura di Stephen King sta avendo una pessima influenza su Frank Darabont&#8230;<o:p></o:p></font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><span style="FONT-FAMILY: Tahoma"><o:p><font size="2">&nbsp;</font></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: right" align="justify"><strong style="mso-bidi-font-weight: normal"><span style="FONT-FAMILY: Tahoma"><font size="2">J. Mnemonic<o:p></o:p></font></span></strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/the-mist-la-nebbia/">The Mist &#8211; La nebbia</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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