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	<title>spesa pubblica Archivi - Associazione Culturale Civiltà Laica</title>
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	<description>Per un movimento culturale volto a difendere la Laicità dello Stato.</description>
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		<title>Il proibizionismo sulle droghe sta danneggiando la salute pubblica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 May 2018 14:38:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[filosofia e scienza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Non si scherza. Secondo un editoriale pubblicato sul British Medical Journal (Bmj) le dure leggi proibizionistiche sulle droghe (non solo sulla cannabis) stanno danneggiando la salute pubblica. E quando anche una delle riviste mediche più antiche e prestigiose del mondo arriva a schierarsi sostenendo la necessità di un cambiamento diretto verso la depenalizzazionee la regolamentazione di vendita e consumo per uso sia medicosia ricreativo di sostanze, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/15084/">Il proibizionismo sulle droghe sta danneggiando la salute pubblica</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/index.php/15084.html/berlino2014-048" rel="attachment wp-att-15085"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft  wp-image-15085" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2018/05/BERLINO2014-048.jpg" alt="" width="346" height="516" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2018/05/BERLINO2014-048.jpg 2592w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2018/05/BERLINO2014-048-201x300.jpg 201w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2018/05/BERLINO2014-048-768x1147.jpg 768w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2018/05/BERLINO2014-048-685x1024.jpg 685w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2018/05/BERLINO2014-048-107x160.jpg 107w" sizes="(max-width: 346px) 100vw, 346px" /></a></p>
<p>Non si scherza. Secondo un editoriale pubblicato sul <em><strong>British Medical Journal</strong> </em>(Bmj) le dure <strong>leggi proibizionistiche sulle droghe</strong> (non solo sulla <a href="https://www.wired.it/scienza/medicina/2018/04/03/cannabis-terapeutica-legale/" target="_blank" rel="noopener">cannabis</a>) stanno danneggiando la <strong>salute pubblica</strong>. E quando anche una delle riviste mediche più antiche e prestigiose del mondo arriva a schierarsi sostenendo la necessità di un cambiamento diretto verso la <strong>depenalizzazione</strong>e la <strong>regolamentazione</strong> di vendita e consumo per uso sia <a href="https://www.wired.it/scienza/medicina/2017/09/29/uso-terapeutico-droghe-punto-siamo/" target="_blank" rel="noopener">medico</a>sia ricreativo di sostanze, i <a href="https://www.wired.it/play/libri/2017/06/28/4-miliardi-ragioni-cambiare-le-politche-sulle-droghe/" target="_blank" rel="noopener">decisori politici</a> dovrebbero proprio ascoltare.</p>
<p>Non si tratta di una semplice presa di posizione ideologica, nel numero del <strong><em>Bmj</em></strong> dedicato all’analisi delle<strong> leggi sulle droghe</strong> si trovano dati ed esempi concreti che l’editore capo <strong>Fiona Godlee</strong>, nella sua <a href="https://www.bmj.com/content/bmj/361/bmj.k2057.full.pdf" target="_blank" rel="noopener">prefazione</a> all’<a href="https://www.bmj.com/content/361/bmj.k1999" target="_blank" rel="noopener">editoriale</a> principale di <strong>Jason Reed</strong> e <strong>Paul Whitehouse</strong>, definisce “<em>indiscutibili”</em>. Fatti che non lascerebbero “<em>nessuna giustificazione razionale perché si continuino a criminalizzare le droghe”</em>.</p>
<p>Nonostante le pesanti restrizioni e le sanzioni previste finora dalle leggi britanniche per lo spaccio, la detenzione e il consumo di sostanze, la <strong>Scozia</strong> è il Paese con il <strong>tasso di mortalità</strong> legato alle droghe <strong>più elevato</strong> nell’Unione europea, un numero che si è raddoppiato negli ultimi 10 anni.</p>
<p>Le stime dicono, inoltre, che ogni contribuente inglese versa all’anno <strong>400 sterline</strong> alla guerra alle droghe, ma i ricavi del commercio illecito continuano a crescere a livello mondiale alimentando <strong>crimine organizzato</strong> e <strong>miseria</strong> <strong>umana</strong>. Non per niente esistono studi che hanno dimostrato il legame tra l’ondata di criminalità armata nel Regno Unito e la maggiore diffusione di <a href="https://www.wired.it/scienza/medicina/2018/02/21/fentanili-nuova-droga-europa/" target="_blank" rel="noopener">fentanil</a> e crack nel mercato illecito: le controversie che nascono in questi contesti non possono essere risolte attraverso canali legali e la <strong>violenza</strong> dilaga. Ecco il principale <strong>danno alla salute pubblica</strong>, sostiene Godlee.</p>
<p>Secondo gli esperti del <em>Bmj</em> a nulla serviranno le misure previste dalla <strong><em>Serious Violence Strategy</em></strong> per combattere l’ondata di crimini violenti nel Regno Unito: impiegare altri <strong>40 milioni di sterline in politiche proibizioniste</strong>. Oltretutto la proposta arriva da un dipartimento governativo che appena quattro anni fa, riportano gli autori dell’editoriale, aveva diffuso un rapporto che sosteneva l’impossibilità di trovare una correlazione tra l’inasprimento delle leggi contro le droghe e la diminuzione dell’uso non medico delle sostanze.</p>
<p>Perché dunque, si chiedono i medici inglesi, non spendere quelle risorse in altro modo? Per esempio investendo in <strong>programmi di educazione</strong>, di protezione dei minori o di <strong>assistenza ai <a href="https://www.wired.it/scienza/lab/2018/03/22/cocaina-eroina-impronte-digitali/" target="_blank" rel="noopener">tossicodipendenti</a></strong>. Legalizzando le droghe, regolamentandole e tassandole (come si fa con l’alcol e il <a href="https://www.wired.it/scienza/lab/2017/12/06/nuova-mappa-cervello-fumo/" target="_blank" rel="noopener">tabacco</a>), inoltre, si potrebbero ottenere dei <strong>ricavi</strong> e contrastare il commercio illegale.</p>
<p>Prima del <em>Bmj</em> a esporsi contro il proibizionismo sulle droghe ci sono state la British Medical Association, la Faculty of Public Health e la Royal Society of Public Health. Più recentemente anche il Royal College of Physicians, che rappresenta 34mila medici in tutto il mondo, ha pubblicato un editoriale a favore della depenalizzazione delle sostanze. Data la sua reputazione e la sua influenza, il <em>Bmj</em> non si espone mai prematuramente, ma ora la rivista è fermamente convinta che siano necessari sforzi per <strong>legalizzare</strong>, <strong>regolamentare</strong> e <strong>tassare</strong> la vendita di droghe per uso ricreativo e medicinale: <em>“Questa è una questione su cui i medici possono e devono far sentire la propria voce”</em>.</p>
<p><a href="https://www.wired.it/scienza/medicina/2018/05/16/droghe-danno-salute/"><strong>Mara Magistroni &#8211; Wired</strong></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/15084/">Il proibizionismo sulle droghe sta danneggiando la salute pubblica</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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