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	<title>spending review Archivi - Associazione Culturale Civiltà Laica</title>
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	<description>Per un movimento culturale volto a difendere la Laicità dello Stato.</description>
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		<title>Spending review  alla maniera cattolica</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/spending-review-alla-maniera-cattolica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 Mar 2014 12:02:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[diocesi di terni]]></category>
		<category><![CDATA[eraldo giulianelli]]></category>
		<category><![CDATA[Ernesto vecchi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Noi non credenti, atei incalliti e bestemmiatori occasionali, abbiamo fatto della coerenza con le idee e della limpidezza dell’operare una regola fondamentale di vita. Per questo dobbiamo spezzare una lancia ( e volendo, anche una picca ed un’alabarda) a favore del facente funzione di vescovo in Terni, o amministratore apostolico o monsignore o come si [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Noi non credenti, atei incalliti e bestemmiatori occasionali, abbiamo fatto della coerenza con le idee e della limpidezza dell’operare una regola fondamentale di vita. Per questo dobbiamo spezzare una lancia ( e volendo, anche una picca ed un’alabarda) a favore del facente funzione di vescovo in Terni, <span id="more-12217"></span><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/01/250px-Euro_coins_and_banknotes.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-10351" alt="250px-Euro_coins_and_banknotes" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/01/250px-Euro_coins_and_banknotes.jpg" width="250" height="188" /></a>o amministratore apostolico o monsignore o come si fa chiamare questo signore di nome Vecchi che io , per comodità e per risparmiare inchiostro, chiamerò, d’ora in poi, “il Vecchi “. <br />Or dunque tutta la città di Terni in questi giorni è in tripudio per la visita che il seminuovo papa Francesco 1° ha concesso ai cittadini ternani in occasione del 130° anniversario della creazione delle famose acciaierie. Centinaia di pullman hanno scaricato migliaia di trepidanti credenti accorsi a sentire il quasi nuovo pontefice che non ha mancato di celebrare il lavoro e condannare gli effetti nefasti del capitalismo al punto di chiamare la cassa integrazione ed i licenziamenti come sciagura sociale e violenza inaccettabile inferta ai poveri cittadini indifesi.<br />A Roma pare che i trasteverini ed i borgatari siano stati talmente colpiti da queste parole che un boato ha percorso tutta la città fino ad arrivare in piazza San Pietro dove si è distintamente udito :“ e me cojoni! “ espressione tipica del dialetto romanesco che esprime al massimo livello incredulità e stupore.<br />Noi pochi , che siamo rimasti in città non avendo trovato posto sui pullman per Roma, siamo stati colpiti, invece, da un’altra notizia che è trapelata dagli ambienti diocesani: stando a delle voci dal sen fuggite sembrerebbe che il Vecchi abbia inaugurato una spending review alla maniera cattolica impegnandosi a ridurre drasticamente le spese per coprire quel famoso buco nero lasciato dal celebre cittadino onorario , il vescovo Paglia, prima che costui si rifugiasse in opportuna sede extraterritoriale di proprietà vaticana. E quale sarebbe, secondo queste malelingue, il sistema usato dal Vecchi? : non ci crederete ma , pare, e ripeto, pare, ridurre l’orario di lavoro e mettere in cassa integrazione alcuni poveracci che lavorano alle dipendenze della diocesi, facendo intendere che questo passaggio prelude al prossimo inevitabile licenziamento. Si comincia sempre così, non è vero? Risparmiare pochi stipendi da 650 euri al mese dei dipendenti più in basso nella scala gerarchica è il primo passo per coprire il buco nero di 20 milioni e passa: “ è sempre il sasso che scatena la valanga” pare che abbia sussurrato il Vecchi. <br />Queste voci le abbiamo raccolte sia da alcune mail pervenuteci a nome e per conto dei dipendenti stessi sia da articoli pubblicati su giornali online ( Tuttoggi del 21.3.2014) o stampati ( Il Femminile – Io donna &#8211; allegato al Corriere della Sera – del 15.2.2014)<br />Ma noi atei incalliti e bestemmiatori occasionali non crediamo alle malelingue e restiamo fedeli alla nostra limpida condotta per cui non accettiamo acriticamente queste infamanti accuse e restiamo in attesa che il Vecchi ci assicuri che solo di maligne cattiverie si tratta.<br />Vogliamo scommettere?</p>
<p><strong>Eraldo Giulianelli</strong></p>
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		<title>Suicide Review</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/suicide-review/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Jul 2012 15:32:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro chiometti]]></category>
		<category><![CDATA[goldman sachs]]></category>
		<category><![CDATA[italia]]></category>
		<category><![CDATA[liberismo]]></category>
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		<category><![CDATA[spending review]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quando ci troviamo a spiegare la situazione politica italiana a degli amici stranieri ci guardano con il sospetto che abbiamo alzato un po&#8217; il gomito e poi ci dicono “sure?”, alla risposta “yes, that&#8217;s what it is” alzano le sopracciglia e cambiano educatamente discorso, probabilmente ripromettendosi di verificare quanto gli abbiamo detto. Non è oggettivamente [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/suicide-review/">Suicide Review</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Quando ci troviamo a spiegare la situazione politica italiana a degli amici stranieri ci guardano con il sospetto che abbiamo alzato un po&#8217; il gomito e poi ci dicono “sure?”, alla risposta “yes, that&#8217;s what it is” alzano le sopracciglia e cambiano educatamente discorso, probabilmente ripromettendosi di verificare quanto gli abbiamo detto.<span id="more-10694"></span></p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone" title="monti" src="http://media.wired.it/uploads/599x337/201149/mario_monti_1368.jpg" alt="" width="359" height="202" />Non è oggettivamente facile far capire che dopo tre anni di disastroso governo Berlusconi (2008-2011) la sedicente sinistra italiana in parlamento, invece di andare a votare come si fa in ogni democrazia che si rispetti ha preferito appoggiare un governo tecnico estremamente liberista presieduto da un <em>advisor </em>della Goldman Sachs (e della Coca Cola Company) incaricato da un Presidente della Repubblica che pure anch&#8217;esso è di estrazione dell&#8217;area politica “sinistra”.</p>
<p>Il tutto per “senso di responsabilità” come continua a ripetere il disco rotto Bersani davanti a giornalisti televisivi sempre pronti a ripetere i diktat governativi a reti unificate.</p>
<p>Così in appena otto mesi di governo la sedicente sinistra può vantarsi di avere appoggiato riforme delle pensioni che faranno aggravare di molto la già gravissima situazione della disoccupazione giovanile, la cancellazione di alcuni diritti fondamentali dei lavoratori conquistate con il sangue negli anni &#8217;70 come l&#8217;articolo 18 e da oggi potrà vantarsi di aver appoggiato la più demenziale revisione della spesa statale che si ricordi a memoria d&#8217;uomo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L&#8217;ultima figura di grande spessore che la sinistra italiana ha prodotto in questo paese si chiamava Enrico Berlinguer. Egli amava ripetere che quando si chiedono sacrifici ai lavoratori questi possono essere approvati se sono rispettate tre condizioni: la prima che chi li chiede abbia il consenso, la seconda che abbia la credibilità e la terza che abbia prima eliminato i privilegi.</p>
<p>Sul consenso di chi sta operando in questo paese non se ne può neanche parlare, visto che come abbiamo già detto questo governo è stato imposto da un Presidente della Repubblica che ha preferito sottostare agli “amichevoli consigli” di oscure forze bancarie europee piuttosto che mandare il paese alle urne come costituzionalmente sarebbe stato suo dovere. Dato che il voto è l&#8217;unica forma di consenso democratica (non ci risulta che sia stato sostituito da improbabili sondaggi giornalistici) possiamo in tranquillità dire che Mario Monti e la sua banda di banchieri non ha nessun consenso misurabile.</p>
<p>Sulla credibilità stendiamo un velo pietoso, a parte le già citate collaborazioni imbarazzanti del Presidente del Consiglio con le banche e le multinazionali (ovvero coloro che hanno generato la crisi che stiamo vivendo), ci si potrebbe dilungare sui suoi ministri che dichiarano ai giornalisti “il lavoro non è un diritto” facendosi riprendere in materia costituzionale anche dalla Lega Nord, o sono iscritti nel registro degli indagati per reati finanziari.</p>
<p>Arrivando infine all&#8217;eliminazione dei privilegi possiamo tranquillamente dire che non sono stati toccati se non in modo molto marginale; i provvedimenti di Monti sono infatti l&#8217;equivalente di un padre di famiglia che per mantenersi il suv risparmia sulla salute e sull&#8217;istruzione dei suoi figli. Non vogliamo neanche parlare dei sei miliardi annui che costa la Chiesa Cattolica su cui tante volte ci siamo dilungati su queste pagine, a colpirli non poteva essere certo un governo di ferventi cattolici (che le malelingue laiche vogliono nato durante il forum delle associazioni cattoliche a Todi casualmente tenutesi un mese prima che cadesse Berlusconi). Ma neanche tutti gli altri privilegi legati alle caste politiche vengono messi in discussione da questo governo: parliamo di agenzie statali che hanno l&#8217;unico scopo di dare lauti stipendi ai loro direttori nominati politicamente, parliamo dell&#8217;acquisto di caccia bombardieri, parliamo del costante rifiuto a collaborare con i lavoratori pubblici per individuare realmente gli sprechi delle amministrazioni. Tanto per fare degli esempi.</p>
<p>Quando il Governo annuncia la diminuzione del 10% dei dipendenti pubblici l&#8217;italiano medio, sempre bravissimo a trovare il suo nemico in chi è un po&#8217; meno povero di lui, esulta perché da anni Striscia la Notizia gli fa vedere le immagini di assenteisti. Quello che gli sfugge, e quello che la tv non dice, è che con meno dipendenti pubblici ci saranno meno infermieri che lo cureranno quando starà male, meno impiegati che adempiranno le sue pratiche burocratiche e quindi più giorni per avere un qualunque documento, meno tecnici che controlleranno che l&#8217;acqua che beve e l&#8217;aria che respira non sono inquinate.</p>
<p>Anche il tanto atteso taglio delle province è inferiore alle attese e destinato a creare (altri) conflitti locali. Se le province sono inutili allora è giusto sopprimerle, tutte. Sopprimerne solo metà significa creare paradossi assurdi come regioni con una sola provincia. Inoltre tornare a dare alla province superstiti le competenze sull&#8217;ambiente quando hai le Arpa istituite a livello regionale significa per lo meno avere le idee poco chiare sulle tematiche che stai affrontando.</p>
<p>Il tutto lo ripetiamo con l&#8217;appoggio di un partito che continua, nonostante tutto, a pretendere di rappresentare le forze progressiste del paese.</p>
<p>Se dovessimo spiegare tutto questo a uno straniero questo si chiederebbe con che faccia il Pd si presenterebbe alle elezioni del 2013 dopo aver partecipato alla macelleria sociale montiana.</p>
<p>Facile a dirsi, con le solite facce che continuano a impestare la politica italiana da tre decenni a questa parte. Le solite facce che o faranno un alleanza con l&#8217;Udc per sostenere un governo Monti bis, o, per dare il contentino a quella parte di militanti che nonostante tutto continua a sostenerli, ripresenteranno la “solita” alleanza variopinta da Ichino ai comunisti per litigare dopo qualche mese di governo e ri-affidare il tutto a Monti.</p>
<p>In ogni caso siamo pronti a scommettere che questo non sarà l&#8217;ultimo governo marchiato Goldman Sachs della storia d&#8217;Italia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Alessandro Chiometti</strong></p>
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