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	<title>sindone Archivi - Associazione Culturale Civiltà Laica</title>
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	<description>Per un movimento culturale volto a difendere la Laicità dello Stato.</description>
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		<title>Perché la Sindone di Torino non é il lenzuolo funerario di Cristo</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/perche-la-sindone-di-torino-non-e-il-lenzuolo-funerario-di-cristo-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Apr 2015 22:42:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[in evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[maurizio magnani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In occasione della nuova &#8220;ostentazione&#8221; riteniamo utile riproporre lo studio di Maurizio Magnani. Stante che sei miliardi di persone nel mondo non s’importano nulla della Sindone, oltre cinque miliardi nemmeno di Gesù Cristo e che una parte dei cristiani detesti il “paganesimo” dei cattolici, con le centinaia dei loro santi e la primordiale venerazione di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/perche-la-sindone-di-torino-non-e-il-lenzuolo-funerario-di-cristo-2/">Perché la Sindone di Torino non é il lenzuolo funerario di Cristo</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2014/02/sindone_enrie.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft  wp-image-12131" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2014/02/sindone_enrie-188x300.jpg" alt="sindone_enrie" width="267" height="426" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2014/02/sindone_enrie-188x300.jpg 188w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2014/02/sindone_enrie.jpg 314w" sizes="(max-width: 267px) 100vw, 267px" /></a></p>
<p><em>In occasione della nuova &#8220;ostentazione&#8221; riteniamo utile riproporre lo studio di Maurizio Magnani.</em></p>
<p align="JUSTIFY">Stante che sei miliardi di persone nel mondo non s’importano nulla della Sindone, oltre cinque miliardi nemmeno di Gesù Cristo e che una parte dei cristiani detesti il “paganesimo” dei cattolici, con le centinaia dei loro santi e la primordiale venerazione di reliquie (ebrei e musulmani considerano politeisti i cristiani, non avendo il Dio unico generato alcun figlio, secondo loro, ovvero Dio non si è fatto carne), la questione della Sindone va affrontata con la competenza e la serietà di chi desidera conoscere le cose del mondo, non trascurando neanche quello che altri giudicano inezia o superstizione. Quattro secoli or sono, Galileo (e altri scienziati e filosofi a seguire) ci ha fornito un prezioso suggerimento sul modo d’indagare la realtà, in maniera da avvicinarci il più possibile a una sua interpretazione affidabile, alla sintesi di una “mappa” attendibile del “territorio”. Egli ci parlò di “sensate esperienze e necessarie dimostrazioni” ammonendoci sulla modalità di raccolta, misurazione e registrazione delle esperienze, sia osservative che sperimentali, sia sensoriali che strumentali, ma anche di come la loro interpretazione dovesse seguire le regole indicate dal buon ragionare, dalla logica (le necessarie dimostrazioni) che è logica formalizzata, onde pervenire a una teoria, un quadro complessivo e integrato dei dati che sia coerente, ma anche che converga e concordi con altri dati e teorie esterne. In altre parole, non è sufficiente che una teoria o una tesi possieda una coerenza propria, ossia che al suo interno i dati trovino inquadramento e spiegazioni collimanti, non contraddittorie, resistenti a tutti i tentativi di confutazione e critica (la falsificazione di Karl Popper) ma è importante che essa converga con altre teorie e dati esterni, per esempio chimico-fisici, archeologici, antropologici, in una collettiva concordanza priva di dubbiosità, crepe, antinomie. Nel caso della fisica della materia, tanto per rifarci a una scienza esatta, la Teoria standard delle particelle mostra una ragguardevole coerenza interna, e così pure l’Astrofisica della sintesi stellare e dell’evoluzione degli oggetti astronomici, eppure siamo ancora lontani dall’affermare che le due teorie siano incontrovertibilmente compiute, anzi, esse si confrontano di continuo, alla ricerca di quella convergenza, di quel reciproco sostegno che dia a entrambe la concordanza sufficiente per corroborarsi vicendevolmente.<span id="more-13002"></span></p>
<p align="JUSTIFY">Veniamo alla Sindone, quella di Torino, una delle almeno quaranta sindoni (= lenzuolo, in greco) replicate nei secoli, insieme a una infinità di altre reliquie, incluse le piume dell’arcangelo Gabriele, da artisti e falsari di ogni genere ad uso e consumo dei pellegrini. I sindonologi cattolici reputano la reliquia torinese il sudario in cui Giuseppe di Arimatea avvolse la salma del Cristo, deposto dalla croce due o tre giorni dopo la morte. Chiunque abbia una minima pratica negli accertamenti giudiziari, nelle indagini di polizia forense, chiuderebbe la faccenda della Sindone con un “non luogo a procedere” poiché non abbiamo prove certe, scientifiche, né le avremo probabilmente mai, dato che nessuno raccolse reperti autenticati e precisamente identificativi di Gesù Cristo, come sangue e tessuti col Dna, impronte digitali o retiniche, o anche solo ritratti e calchi facciali vidimati da un notaio dell’epoca. Al massimo possiamo confrontare il Dna raccolto sul telo torinese con quello estratto da una qualche altra reliquia attribuita al Cristo (prepuzio circonciso, chiodi della croce, tuniche, spugna col fiele, punta della lancia che lacerò il costato, ecc): già, ma quali delle migliaia di copie sparse sul pianeta, ciascuna rivendicata originale, tanto che in passato si combatterono perfino guerre tra vescovadi contrapposti possessori di reliquie identiche? Ci tocca, allora, lasciare tutto nel mistero, facendo felici chi dal mistero trae conforto per le proprie credenze e tesi? oppure procediamo per via indiziaria accontentandoci di avvicinarci, per approssimazione, a una ricostruzione verosimile delle vicende della Sindone, giungendo a un verdetto probabilistico? I sindonologi hanno abbandonato ogni titubanza e si sono indaffarati nel far luce sul loro oggetto di culto con indefessa dedizione, pervenendo a un risultato che, secondo loro, chiarisce la vera origine del telo sindonico, autentico sudario di Gesù di Nazareth. Chi invece si oppone a quel risultato non rimprovera ai cattolici la fede religiosa ma il procedimento d’indagine, viziato in ogni fase proprio dal desiderio di pervenire alle conclusioni sperate e auspicate dalla fede. Vediamo.</p>
<p align="JUSTIFY">Il procedimento di accertamento sulla Sindone, dovrebbe seguire tra fasi successive e conseguenti:</p>
<p align="JUSTIFY">1) Accertamenti scientifici e storici sul lenzuolo e l’immagine impressavi sopra, ovvero datazione del telo, sua origine, natura dei materiali, modalità di formazione dell’immagine, e così via; in tal modo, potremmo sapere se la Sindone risale all’epoca presunta in cui visse Gesù, se in essa vi fu avvolto effettivamente il corpo di un uomo morto per crocifissione, se i fluidi corporei e non pitture o altri mezzi fisici o chimici hanno determinato la comparsa della figura sul telo, e altro ancora;</p>
<p align="JUSTIFY">2)Identificazione delle caratteristiche del soggetto la cui effige è sul lino, in maniera da esser sicuri che l’uomo della Sindone fosse un uomo vissuto nel primo secolo, con determinate caratteristiche somatiche, una data età, un volto con date fattezze, eccetera; non avremmo comunque il nome di costui, la sua identità anagrafica</p>
<p align="JUSTIFY">3)Fase del raffronto tra l’uomo della Sindone e Gesù Cristo; essa ci avvicinerebbe al riscontro d’identità tra i due soltanto se potessimo comparare i tratti fisici, i dati antropometrici (altezza, peso, punti di repere cranici e ossei), particolari anatomici, oltre che le modalità di morte e peri-morte (segni di tortura, ecc). Per un confronto ineccepibile, dovremmo avere certezze intorno al Cristo, escludendo sosia o persone rassomiglianti oppure altri errori concernenti la persona fisica, ricorrendo a documenti certi d’archivio o testimonianze certificate.</p>
<p align="JUSTIFY">La questione se Gesù sia Iddio fattosi uomo e, dunque, l’uomo della Sindone sia il Cristo figlio di Dio e Dio medesimo incarnato, è questione di fede, che non discutiamo in questa sede.</p>
<p align="JUSTIFY">Sviluppiamo le tre fasi descritte, in modo sintetico, dacché codesto è un articolo e non un libro, traendo il materiale d’indagine da alcuni autori, quelli che si sono segnalati per una particolare ricorrenza dei loro studi nella oceanica bibliografia sul lino di Torino.</p>
<p align="JUSTIFY"><u>Fase 1</u> -Non possediamo notizie sicure sulla Sindone fino a metà del 14° secolo, allorquando comparve in Francia, a Lirey, ma subito dopo (1390) il vescovo di Troyes (nella cui diocesi si trovava Lirey) denunciò a papa Clemente VII la reliquia come imbroglio architettato dalla famiglia De Charny, nelle cui mani apparve il telo, per sfruttare la credulità popolare a proprio vantaggio. Sebbene per qualche storico la Sindone fossa custodita a Edessa, in Turchia, dalle origini paleocristiane fino al 944 d.C. (per poi passare a Costantinopoli, Atene, e in Francia) e per qualcun altro sia lo stesso oggetto nominato Mandylion (un grosso fazzoletto col volto, o forse un corpo intero, ma di uomo non morto), in verità siamo in presenza di testimonianze frammentarie, confuse, perfino contraddittorie. Anche il rimando alla “Dottrina di Adda” e altri vangeli apocrifi, per confortare la tesi di un antico lenzuolo, è di comodo, giacché poi vengono ignorate tutte le altre tesi di quei vangeli definiti appunto “apocrifi”. Non si dolgano gli storici cattolici se non accettiamo come essi piegano la storia e le testimonianze a loro convenienza, ma le verità storiche vanno accertate collettivamente e con approccio confutativo e critico a quello di chi è partigiano.</p>
<p align="JUSTIFY">&#8211; Il 14° secolo era fucina di reliquie, che avevano un mercato florido, particolarmente in Francia dove divenne ricorrente, nella settimana di Pasqua, recitare scene della flagellazione e crocifissione di Cristo, utilizzando statue in legno o in gesso cosparse di sangue o di pigmenti e poi avvolte in teli e deposte in un sepolcro: si sviluppò così la tradizione delle sindoni, costruite a decine in quel periodo, insieme a migliaia di altre reliquie: anche gli storici cattolici lo confermano. Non è da escludere che i cristiani francesi (e non solo) fossero a conoscenza dell’antico culto di Frigia (Turchia!) del Dio Atti o Attis, un Salvatore messianico nato da una vergine e che per teocrasia (fusione dei culti degli dei) confluì nel Dio salvifico Mitra, il Redentore “sole invitto” festeggiato il 25 dicembre, anche a Roma, e che per molti versi è assimilabile a Gesù Cristo. Ebbene, Atti era appellato “il Soter del sepolcro vuoto”, il Salvatore della “Sindone”, perché i suoi fedeli veneravano, parecchi secoli prima dei cristiani, il sudario con impressa l’effige del loro Dio avvolto in esso dopo la morte.<u> </u></p>
<p align="JUSTIFY">&#8211; I vangeli canonici si contraddicono sulla deposizione di Cristo, e comunque mai si soffermano sui dettagli, tanto meno descrivendo un telo non molto largo ma lungo diversi metri, piegato in due a formare un fronte e un retro: i tre sinottici parlano di un lenzuolo, mentre Giovanni parla di bendaggi applicati dopo unzione corporea con abbondanti oli appositi, come in effetti era in uso fare tra gli ebrei. I vangeli non hanno attendibilità storica inappuntabile, come tutti gli esegeti e storici del mondo attestano, tranne i cristiani integralisti, pertanto non è possibile tentare confronti affidabili tra reperti concreti e le narrazioni evangeliche, anche perché artisti e falsari si sono proprio ispirati ai vangeli nel fabbricare i loro oggetti, spacciati per reliquie, ciascuno aggiungendo del proprio, mentre molti, troppi scienziati cristiani hanno diretto o adeguato le loro ricerche ai vangeli. E così avviene ancora oggi tra i sindonologi. Pur ammettendo, ma non concedendo, che i vangeli canonici ci raccontino la cronaca fedele della morte e deposizione di Gesù, avremmo comunque contraddizioni interne nei testi e con la reliquia, dato che secondo Giovanni dovremmo trovare untuosità e oli sul telo, mentre per i sinottici avremmo un lenzuolo applicato su di un corpo non lavato e sanguinolento, ma il sangue coagulato e rappreso di due o tre giorni non lascerebbe mai le tracce e i segni osservabili sulla Sindone. E vi sono altre discordanze tra i vangeli e il lenzuolo di Torino, come il lato della ferita al costato, le dita lunghissime della mano destra (non della sinistra), soprattutto l’indice più lungo del medio, a configurare un’anomalia anatomica rilevante eppure mai segnalata da alcuno scritto neotestamentario (la quale ci avrebbe dato un segno di riconoscimento non da poco) e spiegabile molto meglio con una disattenzione di un falsario. Appartengono poi all’immaginario cristiano, non alle usanze romane di crocifissione né a quelle giudee di sepoltura, un solo chiodo per unire i due piedi oppure incrociare le braccia con le mani a coprire i genitali, atto di pudicizia di un artista più che pratica funeraria ebraica su di un corpo flagellato e martoriato. A tal proposito, tra i giudei era considerata seria impurità, perciò peccato grave sanzionabile anche con la morte, manipolare più del necessario un cadavere, nonché trafficare con bende o altri oggetti sporchi di sangue di un morto ( non si dica che Giuseppe di Arimatea non seguiva la legge della Torah, dato che per i vangeli costui era membro autorevole del Sinedrio).</p>
<p align="JUSTIFY">-La stoffa della Sindone è un lino con tessitura a lisca di pesce, considerata dagli archeologi troppo complessa per i telai in auge nel 1°secolo, non per quelli del tredicesimo. Riguardo i pollini ritrovati sul telo, datati in laboratorio e che confermerebbero la sua origine medio-orientale del primo secolo, essi non sono invece mai stati datati (lo ha denunciato lo stesso scienziato che ha studiato i pollini), inoltre, sono stati rinvenuti su di esso anche pollini di piante già estinte prima dell’anno zero (i pollini resistono a lungo); ancora oggi si rinvengono in fibre vegetali dei pollini di piante di cinquantamila anni fa o più. Dunque, l’esame dei pollini è inconcludente.</p>
<p align="JUSTIFY">-Secondo alcuni sindonologi, si vedrebbero sul telo di Torino delle tracce spiraliformi riferibili a una moneta applicata su di un occhio, coniata al tempo di Ponzio Pilato; per altri, addirittura, si leggerebbe una scritta, in tre lingue (latino, greco e aramaico) lasciata da un cartiglio, che reciterebbe “Gesù Nazareno deposto sul far della sera, condannato a morte perché colpevole”. Oltre a costituire gravissima violazione della legge ebraica il porre oggetti su di una salma, con pena fino alla lapidazione, e oltre a non garantirci nulla sulla identità del sepolto (ma qui bisognerebbe aprire la discussione sulla inesistenza di Nazareth nel primo secolo e sul significato di nazareno-nazireo), quelle tracce e quelle scritte sulla Sindone non sono state riscontrate dagli specialisti non cattolici, i quali hanno evidenziato, invece, sporco e strinature sulle fibre di lino in quei punti. Comprendiamo la insistenza di probi fedeli come la sindonologa Barbara Frale, che insistono nel leggere ciò che altri non leggono (e non lo hanno mai letto per decenni prima di lei), ma psicologi e poeti sanno bene che il cervello interpreta ciò che l’occhio gli invia, talché in una stessa nuvola o in uno schizzo di fango su di un muro, il cristiano vede il profilo di Cristo e l’indù quello di Krishna. E quand’anche la scritta derivasse dal cartiglio e il segno spiraliforme dalla moneta, non avremmo prova che il telo è del primo secolo, non più che ritrovare un oggetto etrusco in una capanna e sostenere che essa fu eretta al tempo degli etruschi; anzi, semmai sostiene la tesi del falsario, che per spacciare il suo manufatto per originale ci avrebbe piazzato un oggetto del tempo, magari falsificando anche quello. La tesi, poi, che moneta o cartiglio furono collocati sul corpo di Gesù dai discepoli, per riconoscerlo successivamente, è pretestuoso, ancor più considerata l’anomalia delle dita lunghe di una sola mano che sarebbe stato segno più che distintivo; oltretutto, i vangeli ne uscirebbero male, dato che raccontano di un sepolcro appositamente preparato per il Cristo e del suo ritrovamento immediato (vuoto) dopo tre giorni.</p>
<p align="JUSTIFY">-L’immagine della Sindone non è certamente un dipinto tradizionale, né sono accreditabili varie teorie come quelle di un manufatto Leonardesco, ma l’insistenza dei fedeli sulla natura sovrannaturale dell’impressione della effige è irritante: l’impronta in negativo si è sviluppata per ingiallimento ossidativo delle fibre di cellulosa. Il sangue ritrovato sul lino è solo in tracce, e un esame ha riscontrato essere appartenente a una donna, segno evidente d’inquinamento del telo, passato per molte mani. Gli esami effettuati sul sangue non sono stati dirimenti, in alcun modo. E il sangue è un fluido altamente disponibile e usato da artisti e falsari di ogni epoca.</p>
<p align="JUSTIFY">-La datazione col radiocarbonio, effettuata nel 1988 in tre laboratori indipendenti, ha decretato che la Sindone è del 14° secolo (e ciò convergerebbe con i dati storici e altre prove scientifiche sul telo), collocabile in particolare tra 1260 e 1390. Questa datazione è stata contestata con diverse argomentazioni, a partire da quelle di un imbroglione russo a cui è stato dato credito oltre il dovuto, poiché quel tal Dmitri Kuznetsov garantì d’aver svolto indagini in istituti e biblioteche russi e uzbeki che poi si è scoperto neanche esistere. Secondo il russo e altri dopo di lui, i fumi di un incendio, quello di Chambery, avrebbe “ringiovanito” il lino, con rapporto di Carbonio14/12 inferiore, confondendo i risultati della datazione. Un secondo ordine di contestazione è di tipo statistico, come quella di Giulio Fanti di Padova, secondo il quale, l’intervallo di date fornito dalla indagine col radiocarbonio, eseguito su piccolo pezzo di stoffa, è troppo ampio per essere attendibile, e proverebbe l’inquinamento ambientale del tessuto, facendolo apparire assai più recente. Le due argomentazioni sono accettabili ma sono molto tirate. Vediamo perché. Il fumo dell’incendio di Chambery o di altri incendi, nonché inquinanti ambientali chimici, biologici e perfino fisici, non sono esclusivo problema della Sindone ma di qualsiasi reperto archeologico o paleologico o storico. I chimici e fisici specialisti in radiodatazione lo sanno da decenni e preparano i campioni da repertare con appositi lavaggi e trattamenti che allontanino gli inquinanti, i quali sono per lo più sugli oggetti e non incorporati negli oggetti (nelle fibre di cellulosa del lino). I tre laboratori hanno seguito tecniche diverse di preparazione (questo può spiegare in parte le divergenze di date tra di essi, divergenze accettabili in termini percentuali), ovvero hanno dilavato in gran parte la fuliggine dell’incendio e altre sostanze cosicché, sebbene la datazione possa essere risultata non precisissima, essa potrebbe aver errato di 100 o forse anche 300 anni, ma non certamente di 1200 anni. I tre laboratori hanno indicato in media la data del 1325 d.C circa, con indice di dispersione (errore standard), in più o in meno, di 70-75 anni, e intervallo fiduciale o di confidenza del 95%. Lo scostamento di 70-75 anni, rispetto a 1325 corrisponde a poco più del 5%, ma rispetto ai 5770 anni del tempo di dimezzamento radioattivo del C14, corrisponde allo 1,3% , valori non precisissimi, ma che pongono al riparo da qualsiasi presunto grossolano errore. Una nuova datazione non si discosterebbe molto da quella ottenuta: il telo è e resta del medioevo, secondo la fisica dei radionuclidi. Non discuto, invece la contestazione concernente il pezzo di stoffa studiato, che sarebbe stato prelevato da un rammendo medioevale della Sindone, ma mi domando dov’erano i sindonologi custodi della reliquia quando fu autorizzato il prelievo. A questa obiezione si può porre subito rimedio prelevando altro pezzo, ma in 22 anni non si è dato seguito a nuovo prelievo. O i sindonologi non credono nella loro stessa obiezione? Resta il fatto che il povero vescovo torinese che acconsentì al primo esame del telo è stato aspramente criticato e subissato di lettere anonime minacciose. Nel nome della verità.</p>
<p align="JUSTIFY"><u>Fase 2</u> – Osservando l’immagine sulla Sindone, non si può fare a meno di notare che l’uomo ritratto ha fattezze più caucasiche, germaniche o medie-europee, che fattezza semitiche, sia per il volto che per la corporatura e gli arti, pertanto è legittimo dubitare che non si sia in presenza del vestigio di un giudeo. D’altra parte, non v’è un solo scritto neotestamentario che sostenga che Gesù era diverso dagli altri ebrei del suo tempo, più alto, con viso allungato, dolicocefalo, ecc.</p>
<p align="JUSTIFY">-Alcuni anni fa, il Prof. Richard Neave, anatomo-patologo dell’università di Manchester, Inghilterra, ha coordinato un progetto, costato due milioni e mezzo di euro, basato sulle tecniche di ricostruzione del volto (usato dalle polizie scientifiche all’avanguardia) a partire da dati craniometrici, ossei facciali e antropometrici ottenuti da scheletri di palestinesi di duemila anni fa. Integrando il suo lavoro con quello di altri specialisti, inclusi esperti anatomisti e artisti che hanno studiato affreschi siriani del VI° secolo, Neave ha elaborato una immagine computerizzata di un ebreo palestinese del primo secolo: con tutte le varianti possibili, il ritratto ottenuto differisce moltissimo dall’uomo della Sindone, con tratti assai più brevilinei, viso tondeggiante, naso con radice ampia e altri tratti tipicamente medio-orientali.</p>
<p align="JUSTIFY">&#8211; Lo studiosi cattolico Carlo Papini, con grande onestà, sottolinea come l’uomo della Sindone non appare essere stato vittima di crocifissione alla maniera romana: la scoperta dello scheletro di un ebreo di nome Jehohanan (Giovanni), crocifisso a Gerusalemme nel primo secolo, mostra che la prassi della crocifissione romana era diversa da quella presupposta nella Sindone (Micromega, n° 4, 2000)</p>
<p align="JUSTIFY"><u>Fase 3</u> – Non è possibile sviluppare questa fase rispettando adeguatamente principi logici e scientifici d’accertamento della realtà, a cominciare dal fatto che i dati della fase due suggeriscono che l’uomo della sindone non sia rassomigliante ad un semita del primo secolo, ma a un europeo, e che i segni della sua crocifissione siano discordanti con quelli della crocifissione romana e dei racconti evangelici, almeno in parte. Ma la fase tre non è sviluppabile soprattutto perché i vangeli nulla dicono delle sembianze del Cristo, se non in maniera generica e grossolana, pertanto non è possibile alcun raffronto. Riguardo, poi, archivi storici o documenti attendibili non evangelici, non v’è nulla su Gesù, neppure in Giuseppe Flavio e altri storici contemporanei al Cristo, tanto che le ipotesi su chi costui fosse veramente sono numerose e perfino tra di esse contraddittorie, figuriamoci il suo aspetto esteriore!</p>
<p align="JUSTIFY">In definitiva, decenni di studi sulla Sindone Torinese non sono riusciti a confutare l’idea che si sia in presenza di un artefatto, ben architettato ma pur sempre un artefatto, databile intorno alla metà del 14° secolo, e che non esista alcuna possibilità di sostenere, se non per fede, non certo scientificamente, l’identità tra l’immagine dell’uomo sindonico e il Cristo evangelico, di cui si sa pochissimo o quasi nulla. Tutto il resto sono illazioni pretestuose di chi ha confidato nel telo torinese per aver conferma storica e oggettiva del Dio fattosi uomo. Riguardo la impossibilità di riprodurre l’effige della Sindone, a riprova della origine sovrannaturale di chi vi fu avvolto, ebbene, il Prof. Luigi Garlaschelli di Pavia ha riprodotto in laboratorio, con mezzi semplici e accessibili a un falsario del medioevo, un telo uguale preciso a quello venerato dai fedeli cattolici a Torino, facendosi tessere un lino con trama identica, a spina di pesce, disteso su un bassorilievo e tamponandolo con un pigmento acido color ocra: il risultato è sorprendente, tanto che perfino il volto, elaborato al computer, mostra le stesse caratteristiche tridimensionali della Sindone, una delle reliquie più amate dai “pagani” cattolici</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Contrordine pecorelle! La Sindone è una reliquia</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/contrordine-pecorelle-la-sindone-e-una-reliquia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Mar 2011 16:57:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro chiometti]]></category>
		<category><![CDATA[ratzinger]]></category>
		<category><![CDATA[sindone]]></category>
		<category><![CDATA[sindonologi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ci sarebbe da ridere come matti, e probabilmente altrove lo fanno, se questi individui non influenzassero direttamente la preparazione culturale di larghe fasce della societ&#224;. Il fine teologo e indiscusso capo del cattolicesimo corregge e smentisce se stesso nel giro di neanche un anno su un tema che solo ad un occhio disattento pu&#242; sembrare [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">	<img decoding="async" alt="" src="http://risodegliangeli.corriere.it/20080602_sindone_2.gif" style="width: 390px; height: 376px" /></p>
<p>	<span style="font-family: tahoma, geneva, sans-serif"><span style="font-size: 14px">Ci sarebbe da ridere come matti, e probabilmente altrove lo fanno, se questi individui non influenzassero direttamente la preparazione culturale di larghe fasce della societ&agrave;.</span></span></p>
<p>	<span style="font-family: tahoma, geneva, sans-serif"><span style="font-size: 14px">Il fine teologo e indiscusso capo del cattolicesimo corregge e smentisce se stesso nel giro di neanche un anno su un tema che solo ad un occhio disattento pu&ograve; sembrare marginale, cio&egrave; quello della Sindone di Torino.</span></span></p>
<p>	<span style="font-family: tahoma, geneva, sans-serif"><span style="font-size: 14px">Se nel corso del 2010, anno della sua ostensione (o forse sarebbe pi&ugrave; corretto dire ostentazione) aveva provato a smorzare le polemiche tra scettici e sindonologi (ricordiamo che l&#39;anno scorso &egrave; stato anche quello della presentazione della &ldquo;seconda sindone&rdquo; realizzata dal prof. Garlaschelli) definendola pi&ugrave; volte un icona, nell&#39;anticipazione del suo nuovo libro di (dis)informazione sulla figura del Cristo, la definisce a chiare lettere una reliquia compatibile con le descrizioni dei vangeli.</span></span></p>
<p>	<span style="font-family: tahoma, geneva, sans-serif"><span style="font-size: 14px">Delle due l&#39;una.</span></span></p>
<p>	<span style="font-family: tahoma, geneva, sans-serif"><span style="font-size: 14px">O il vecchio Joseph &egrave; convinto di stare ancora nel medioevo quando solo i clerici sapevano leggere e potevano raccontare tutte le fesserie che volevano tanto nessuno li avrebbe potuti smentire; oppure il pontefice usa parole a casaccio ignorandone il loro significato. Se questa seconda possibilit&agrave; vi sembra remota basta che pensiate che<a href="http:// http://www.americaoggi.info/2010/11/24/21734-il-libro-intervista-luce-del-mondo-ratzinger-al-microfono-senza-filtri" target="_blank"> recentemente </a>il sommo ha ammesso che non si era reso conto che le sue parole a Ratisbona potevano sollevare il vespaio che hanno invece sollevato.</span></span></p>
<p>	<span style="font-family: tahoma, geneva, sans-serif"><span style="font-size: 14px">Ad ogni modo quello che &egrave; evidente &egrave; di come questa sia l&#39;ennesima prova di forza fatta da chi quotidianamente vede la propria organizzazione perdere potere e autorevolezza, un ennesimo disperato tentativo di ribadire la supremazia delle ragioni della fede su quelle della ragione.</span></span></p>
<p>	<span style="font-family: tahoma, geneva, sans-serif"><span style="font-size: 14px">Peccato non si renda conto che continuando su questa strada, ovvero diventando una brutta copia del suo predecessore, rende alla sua religione il peggiore dei servizi. Quello di ridurla ad una ridicolaggine per creduloni, basata su miracoli, feticci e simbologie infantili.</span></span></p>
<p>	<span style="font-family: tahoma, geneva, sans-serif"><span style="font-size: 14px">Di questo passo ci manca solo che tolga il veto su Medjugorje e si schieri apertamente dalla parte dei veggenti che millantano apparizioni mariane da una ventina di anni a questa parte. </span></span></p>
<p>	<span style="font-family: tahoma, geneva, sans-serif"><span style="font-size: 14px">Onde evitare sterili ripetizioni dell&#39;enorme mole di prove che condannano la Sindone di Torino alla sua natura di falso medievale (se parliamo di reliquia, allora &egrave; un falso), invito solamente a reperire il numero 4/2010 di MicroMega, uno dei pochi mezzi di informazione che non gridano &ldquo;osanna&rdquo; ogni qualvolta che un vecchio vestito con una ridicola tonaca bianca apre bocca.</span></span></p>
<p></p>
<p style="text-align: justify; margin-bottom: 0cm">	<span style="font-family: tahoma, geneva, sans-serif"><span style="font-size: 14px"><b>Alessandro Chiometti</b></span></span></p>
<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/contrordine-pecorelle-la-sindone-e-una-reliquia/">Contrordine pecorelle! La Sindone è una reliquia</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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		<title>L&#8217;uomo che replicò la Sindone.</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/luomo-che-replico-la-sindone/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Jan 2011 19:41:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro chiometti]]></category>
		<category><![CDATA[luigi garlaschelli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Luigi Garlaschelli&#160; &#232; un chimico; ricercatore presso il Dipartimento di chimica organica dell&#8217;Universit&#224; di Pavia, si occupa di ricerca e di&#160; didattica. Prima&#160; che all&#8217;Universit&#224;, ha lavorato presso il Politecnico di Milano, negli Stati Uniti e&#160; per la Societ&#224; Montedison. E&#8217; autore di diverse decine di lavori scientifici e brevetti. Dal 2001 al 2004 &#232; [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" alt="" src="http://www.cicap.org/new/images/a/c/garlaschelli.jpg" style="width: 170px; height: 198px" /></p>
<p><span style="font-family: tahoma, geneva, sans-serif"><span style="font-size: 14px">Luigi Garlaschelli&nbsp; &egrave; un chimico; ricercatore presso il Dipartimento di chimica organica dell&rsquo;Universit&agrave; di Pavia, si occupa di ricerca e di&nbsp; didattica.</p>
<p>Prima&nbsp; che all&rsquo;Universit&agrave;, ha lavorato presso il Politecnico di Milano, negli Stati Uniti e&nbsp; per la Societ&agrave; Montedison.</p>
<p>E&rsquo; autore di diverse decine di lavori scientifici e brevetti.</p>
<p>Dal 2001 al 2004 &egrave; stato&nbsp; professore a contratto per l&rsquo;insegnamento di Chimica Organica per&nbsp; il corso di laurea in Biotecnologie presso l&rsquo;Universit&agrave; Vita-Salute San Raffaele di Milano.</p>
<p>Dal 2007 &egrave; professore aggregato presso l&#39;Universit&agrave; di Pavia.</p>
<p>A fianco delle sue occupazioni ufficiali, si interessa da diversi anni di, anomalie, pseudoscienze e fenomeni paranormali e misteriosi.</p>
<p>Nel 2010 ha fatto conoscere al mondo il suo lavoro di replicazione della Sindone di Torino con mezzi disponibili nel 1300, demolendo uno dei &quot;dogmi&quot; dei sindonologi secondo cui la sindone era inspiegabile&nbsp;e irriproducibile.</p>
<p>Il 12 Febbraio 2011 sar&agrave; a Terni per una conferenza dal titolo &quot; La Seconda Sindone e il paranormale religioso&quot; (Palazzo Primavera, via G. Bruno, ore 16,30) organizzata da Civilt&agrave; Laica con la collaborazione dell&#39;UAAR.</p>
<p>Abbiamo l&#39;opportunit&agrave; di rivolgergli qualche domanda.</span></span></p>
<p style="text-align: justify">	<span style="font-family: tahoma, geneva, sans-serif"><span style="font-size: 14px"><strong>Professor Garlaschelli, lei nei primi anni &#39;90 ha spiegato il &quot;miracolo&quot; del sangue di San Gennaro, poi quello delle madonnine piangenti sangue e ora ha definitivamente confutato uno degli assiomi dei sindonologi, ovvero quello che la Sindone di Torino non sarebbe stata umanamente realizzabile nel 1300. La domanda che qualcuno si pone &egrave;: ma lei ce l&#39;ha con i miracoli, con la religione cattolica, o pi&ugrave; semplicemente con i creduloni?</strong></p>
<p>	A dire il vero, essendo un chimico curioso&nbsp; e scettico, mi sono interessato a questi argomenti in primo luogo perch&eacute; sono &quot;misteri&quot; che in qualche modo sono analizzabili con la chimica. Mi sono anche interessato di pietrificazioni di cadaveri (eh, s&igrave;), della natura dei fuochi fatui, di omeopatia, eccetera.</p>
<p>	Detto questo, &egrave; anche vero che se vivessi, che so, in Scozia, forse mi sarei interessato di castelli con fantasmi, o del mostro di Loch Ness.</p>
<p>	Invece qua in Italia, mi ritrovo reliquie miracolose, Sindoni, stigmate, statue che piangono, eccetera. Se poi&nbsp;&nbsp; volessi spingermi a fare qualche ragionamento psicologico o antropologico o sociologico, forse potrei cavarmela con una battuta. Infatti tutte queste reliquie e questi miracoli suggeriscono due ipotesi: o Dio esiste e vuole dimostrare che il cattolicesimo &egrave; la vera religione, oppure&hellip; essere cattolici induce a essere creduloni.</span></span></p>
<p>	<span style="font-family: tahoma, geneva, sans-serif"><span style="font-size: 14px"><strong>Quali sono state le reazioni dei sindonologi e della comunit&agrave; scientifica a questa sua realizzazione?</strong></p>
<p>	I</span></span><span style="font-family: tahoma, geneva, sans-serif"><span style="font-size: 14px"> sindonologi &quot;autenticisti&quot; (e diciamo che il 90 per cento di chi studia la Sindone lo &egrave; ) hanno riconosciuto che la mia riproduzione &egrave; la migliore mai eseguita&#8230; ma ovviamente non &egrave; abbastanza bella, non &egrave; abbastanza perfetta a livello microscopico, eccetera. Dunque si ritengono soddisfatti di questo, senza comprendere &#8211; cosa che ho detto io per primo &#8211; che una identit&agrave; assoluta non &egrave; mai ottenibile, qualunque riproduzione di qualunque oggetto si voglia considerare.</p>
<p>	Speravo che il metodo e l&#39;ipotesi che vi sta dietro, che spiega in un colpo solo tutte le carattersitiche della Sindone di Torino fino a ieri dichiarate inspiegabili e irriproducibili, avrebbero innescato qualche dibattito sui suoi meriti e su possibili miglioramenti. Ma evidentemente non &egrave; quello che &egrave; successo.</p>
<p>	Circa le reazioni della comunit&agrave; scientifica, &egrave; difficile dare un parere. Spesso gli &quot;autenticisti&quot; sono anche seri accademici, e d&#39;altro canto molti accademici non si occupano della Sindone perch&eacute; la ritengono gi&agrave; un evidente falso. Il risultato &egrave; che si sente principalmente la voce di chi &egrave; a favore dell&#39;autenticit&agrave;.</span></span></p>
<p>	<span style="font-family: tahoma, geneva, sans-serif"><span style="font-size: 14px"><strong>Prima Kuznetzov e il ringiovanimento da esposizione a monossido di carbonio, poi i pollini, le monetine, le scritte&#8230; secondo lei perch&egrave; c&#39;&egrave; un rumoroso gruppo di cattolici che non riesce ad accettare il parere stesso della Curia che classifica la Sindone di Torino come icona?</strong></span></span></p>
<p>	<span style="font-family: tahoma, geneva, sans-serif"><span style="font-size: 14px">La Chiesa ha ufficialmente considerato la Sindone una icona (immagine fatta da un artista) per alcuni secoli. Poi, grazie alla crescente devozione, il ricordo delle poco nobili origini della Sindone nel Trecento si &egrave; perso, e alla fine dell&#39;Ottocento &egrave; nata la moderna sindonologia, che spera di autenticare la Sindone &quot;con gli strumenti della scienza&quot;.</p>
<p>	Ora la Chiesa ufficialmente non prende posizione circa l&#39;autenticit&agrave; e in teoria lascia che siano gli scienziati a discuterne, bench&egrave; la sua posizione sia per lo meno equivoca, visto che la sostiene nei fatti e dando voce solo agli autenticisti. Perch&eacute; poi si difenda ci&ograve; che (per me) &egrave; indifendibile, &egrave; un altro problema. Evidentemente per un cattolico, l&#39;idea che la Sindone possa davvero essere il telo funebre di Cristo, &egrave; irresistibile.</p>
<p>	Bisognerebbe chiedersi perch&eacute; non &egrave; cos&igrave; per i protestanti, i Valdesi, e altri Cristiani.</span></span></p>
<p>	<span style="font-family: tahoma, geneva, sans-serif"><span style="font-size: 14px"><strong>La sua &quot;seconda sindone&quot; &egrave; stata realizzata grazie al contributo dell&#39;UAAR &#8211; Unione Atei e Agnostici Razionalisti, lei si riconosce nella posizione degli atei, in quella degli agnostici o in nessuna delle due?</strong></p>
<p>	Posso dire di non essere credente. Su cosa differenzi un ateo da un agnostico, mi pare che ci siano discussioni anche tra gli stessi atei/agnostici !!&nbsp; Ah, aggiungerei che ci sono stati anche altri contributi (CICAP e diversi privati)</span></span></p>
<p>	<span style="font-family: tahoma, geneva, sans-serif"><span style="font-size: 14px"><strong>Perdoni la voglia di scoop, ma ha altri miracoli nel mirino?</strong></p>
<p>	In effetti, ho curato un libro nel quale vengono esaminati minuziosamente molti miracoli di Lourdes. Si dice che questi, passando per tre gradi di giudizio (Ufficio medico di Lourdes, Commissione internazionale e Commissione ecclesiastica) siano i pi&ugrave; &quot;certificati&quot;, insomma il meglio del meglio.</p>
<p>	Ebbene, come sempre accade con i fenomeni misteriosi, se si esaminano bene i fatti si scopre che non &egrave; cosi&#39;. Ci sono sempre dubbi, incertezze, ingenuit&agrave;, diagnosi discutibili, sottili distorcimenti, che rendono legittimo il dubbio.</p>
<p>	Purtroppo il libro &egrave; fermo da un anno e pi&ugrave;, perch&eacute; l&#39;editore &egrave; stato rilevato da un&#39;altra casa editrice&#8230; ma io spero che prima o poi accada un miracolo e la situazione si sblocchi !</span></span></p>
<p>	<span style="font-family: tahoma, geneva, sans-serif"><span style="font-size: 14px"><strong>Intervista a cura di Alessandro Chiometti</strong></span></span></p>
<p>	&nbsp;</p>
<p></p>
<p style="text-align: center">	<span style="font-size: 16px"><span style="font-family: tahoma, geneva, sans-serif"><u><strong>Luigi Garlaschelli sar&agrave; a Terni il 12 Febbraio 2011 per la conferenza &quot;La seconda Sindone e il paranormale religioso&quot; che si terr&agrave; presso l&#39;auditorium di Palazzo Primavera in Via Giordano Bruno.</strong></u></span></span></p>
<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/luomo-che-replico-la-sindone/">L&#8217;uomo che replicò la Sindone.</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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		<title>Sindone, il dibattito è &#8220;on air&#8221;</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/sindone-il-dibattito-e-on-air/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 May 2010 22:42:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[blog]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Stamani &#232; andata in onda la prima parte del dibattito radiofonico organizzato come una staffetta tra la trasmissione di Radio TNA &#34;Adesso in Onda&#34; (A cura dell&#8217;associazione Adesso) e quella di Radio Galileo &#34;La befana non esiste&#34; (a cura di Civilt&#224; Laica). A QUESTO LINK trovate la prima parte del dibattito, che consta nella messa [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Stamani &egrave; andata in onda la prima parte del dibattito radiofonico organizzato come una staffetta tra la trasmissione di Radio TNA &quot;Adesso in Onda&quot; (A cura dell&#8217;associazione Adesso) e quella di Radio Galileo &quot;La befana non esiste&quot; (a cura di Civilt&agrave; Laica).</font></p>
<p></p>
<p align="justify"><strong><u><a target="_blank" href="http://adessoinonda.splinder.com/post/22707041/puntata-271"><font face="Tahoma" size="3">A QUESTO LINK</font></a></u></strong><font face="Tahoma" size="2"> trovate la prima parte del dibattito, che consta nella messa in onda di&nbsp;in una&nbsp;mia intervista (che in realt&agrave; poi &egrave; quasi&nbsp;un dialogo) condotta da Arnaldo Casali a cui mi sono sottoposto&nbsp;negli studi della Curia.&nbsp;</font></p>
<p></p>
<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Venerdi su Radio Galileo, (ascoltabile in streaming&nbsp;e poi anche on line)&nbsp;la seconda parte in cui sar&agrave; il nostro amico Arnaldo a venirci a trovare nella tana del lupo.</font></p>
<p></p>
<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Buon ascolto</font></p>
<p></p>
<p align="right"><font face="Tahoma" size="2"><strong>Alessandro Chiometti</strong></font></p>
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		<title>La Sindone è un falso</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/la-sindone-e-un-falso/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Apr 2010 18:23:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[j mnemonic]]></category>
		<category><![CDATA[sindone]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;La Sindone esposta in questi giorni a Torino &#232; un falso&#8221;. Con queste chiare ed inequivocabili parole si apre il n. 4/2010 di MicroMega, monotematico sul lenzuolo di lino che attira a frotte credenti e creduloni per la sua ostensione. Verrebbe da pensare che qualcuno della redazione della prestigiosa rivista di filosofia e politica si [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/la-sindone-e-un-falso/">La Sindone è un falso</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">&ldquo;<em>La Sindone esposta in questi giorni a Torino &egrave; un falso</em>&rdquo;.</p>
<p>Con queste chiare ed inequivocabili parole si apre il n. 4/2010 di MicroMega, monotematico sul lenzuolo di lino che attira a frotte credenti e creduloni per la sua ostensione.</p>
<p>Verrebbe da pensare che qualcuno della redazione della prestigiosa rivista di filosofia e politica si sia giocato il cervello a fare un affermazione del genere su un tema tanto dibattuto. Al contrario, il gruppo redaionale di Paolo Flores D&rsquo;Arcais &egrave; probabilmente rimasto uno degli ultimi che il cervello lo fa funzionare.</p>
<p>Difatti, per chi usa la ragione, non c&rsquo;&egrave; pi&ugrave; niente da discutere sulla &ldquo;autenticit&agrave;&rdquo; del lenzuolo. Troppe, veramente troppe, le evidenze che ne testimoniano come sia uno dei tanti prodotti dell&rsquo;industria delle reliquie religiose medioevale.</p>
<p>La lettura attenta dei vangeli, le informazioni sulle sepolture ebraiche, l&rsquo;analisi del tessuto e della sua lavorazione, il fatto che l&rsquo;impronta del viso di un uomo su un lenzuolo che lo avvolge deve avere una larghezza doppia di quella della sindone (effetto della maschera di Agamennone) e dulcis in fundo, la regina delle prove: la datazione con il radiocarbonio che attesta inequivocabilmente il lenzuolo come risalente al periodo medioevale tra la met&agrave; del Duecento e la met&agrave; del Trecento.</p>
<p>Prova scientifica di cui ogni tentativo di confutazione &egrave; stato pateticamente smentito (memorabile il caso Kouznetzov).</p>
<p>Tutte queste prove sono raccolte nel volume in edicola e in libreria in questi giorni, segno evidente che erano a disposizione di tutti coloro che volevano informarsi. </p>
<p>Eppure non c&rsquo;&egrave; programma televisivo che non si accodi alla disinformazione pro-autenticit&agrave; della Sindone e non proponga agli sventurati telespettatori un esercito di sindonologi, che avendo evidentemente fallito sul piano scientifico la loro missione, provano a ribaltare l&rsquo;esito della partita con i mezzi di distrazione di massa.</p>
<p>Ma quello che &egrave; pi&ugrave; sconfortante &egrave; la constatazione di come il cattolicesimo, dopo due millenni di storia, non riesca ad elevarsi dal rango di superstizione feticista e rimanga legato a usanze ridicole e feticci lugubri.</p>
<p>&egrave; ovvio che la battaglia di MicroMega per difendere il lume della ragione contro le impetuose bufere della superstizione &egrave; impari. Tuttavia, &egrave; bene ricordare che &ldquo;le uniche battaglie perse sono quelle non combattute&rdquo;&nbsp; e speriamo che prima o poi qualcuno si stanchi di essere un credulone e diventi un credente adulto.</font></p>
<p></p>
<p align="right"><strong><font face="Tahoma" size="2">J. Mnemonic</font></strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/la-sindone-e-un-falso/">La Sindone è un falso</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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		<title>L’ostensione della sindone, tra i corposi dubbi una sola certezza: il lucro</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/l%e2%80%99ostensione-della-sindone-tra-i-corposi-dubbi-una-sola-certezza-il-lucro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[cladmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 Apr 2010 16:26:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[ostensione]]></category>
		<category><![CDATA[sindone]]></category>
		<category><![CDATA[sindonologi]]></category>
		<category><![CDATA[stefano faraoni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Uno dei massimi storici del cristianesimo, Giovanni Filoramo, nel suo &#8220;Storia del cristianesimo&#8221; (vol I cap. II par. 10), scrive: &#8220;Le fonti antiche che parlano di Ges&#249; sono numerose, comprendendo in qualche modo tutto il Nuovo testamento e un paio di passi di Giuseppe Flavio, ancorch&#233; sull&#8217;autenticit&#224; di questi ultimi vi possano essere dei dubbi. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/l%e2%80%99ostensione-della-sindone-tra-i-corposi-dubbi-una-sola-certezza-il-lucro/">L’ostensione della sindone, tra i corposi dubbi una sola certezza: il lucro</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Uno dei massimi storici del cristianesimo, Giovanni Filoramo, nel suo &ldquo;<em>Storia del cristianesimo</em>&rdquo; (vol I cap. II par. 10), scrive: &ldquo;<em>Le fonti antiche che parlano di Ges&ugrave; sono numerose, comprendendo in qualche modo tutto il Nuovo testamento e un paio di passi di Giuseppe Flavio, ancorch&eacute; sull&rsquo;autenticit&agrave; di questi ultimi vi possano essere dei dubbi. Tuttavia i dati biografici che lo riguardano sono davvero scarsi, la quasi totalit&agrave; dei quali essendo ricavabile dai quattro vangeli</em>&ldquo;.</font></p>
<p></p>
<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Ora, come noto, <strong>gli scritti a carattere religioso, sebbene autorevoli o venerabili, non sono fonti storiche</strong>, n&egrave; hanno mai avuto la pretesa di esserlo. Rimangono quindi un paio di passi (pi&ugrave; probabilmente uno &ndash; n.d.a.) di Giuseppe Flavio, scrittore e storico romano vissuto dal 37 al 100 d.c., da molti considerati una quasi certa interpolazione di autori cristiani postumi.</font></p>
<p></p>
<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Lo stesso storico Giovanni Filoramo, in un breve carteggio che con lui avemmo un paio d&rsquo;anni fa, correggendo evidentemente in senso restrittivo la sua affermazione sopra riportata, ammetteva che il passo (il cosiddetto <em>testimonium flavianum</em>) era uno solo e che <strong>con tutta probabilit&agrave; </strong><strong>era frutto di un&rsquo;interpolazione</strong>. La sterminata storiografia coeva ma anche dei&nbsp; periodi immediatamente successivi, non fa cenno della figura di Cristo. Le fonti sono esclusivamente di natura religiosa, cio&egrave; di parte, e come tali non possono essere prese in considerazione dalla scienza, in questo caso dalla scienza storica.</font></p>
<p></p>
<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Ci&ograve; detto, veniamo al secondo punto, quello che attualmente pi&ugrave; ci interessa: <strong>la cosiddetta sacra sindone.</strong> Non sfuggir&agrave; a nessuno, anche qui, il dibattito infinito sulla&nbsp; vera natura della sindone, se essa sia stata veramente stesa sul corpo inerte di Cristo post mortem, o se sia semplicemente un tessuto risalente al medioevo posto sul cadavere di una persona qualunque.</font></p>
<p></p>
<p align="justify"><font size="2"><font face="Tahoma">Senza scendere in dettagli che potrebbero apparire noiosi, n&eacute; ripercorrere l&rsquo;infinit&agrave; di prove addotte contro o a favore dell&rsquo;autenticit&agrave; di questo lenzuolo di lino, a noi sembra che un dato sia molto singolare: l&rsquo;evidenza storica dell&rsquo;esistenza di questo lenzuolo, comincia con le cronache della met&agrave; del XIV secolo. Guarda caso, lo stesso periodo cui l&rsquo;esame (peraltro anch&rsquo;esso contestato) condotto tramite datazione radiometrica con la tecnica del&nbsp; carbonio 14, eseguito contemporaneamente e indipendentemente nel 1988 dai laboratori di Oxford, Tucson e Zurigo, ha&nbsp; fatto risalire il lenzuolo, per l&rsquo;appunto l&rsquo;intervallo di tempo compreso tra il 1260e il 1390.<strong> La coincidenza &egrave; quanto meno molto singolare.</strong></font></font></p>
<p></p>
<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Orbene argomentando col criterio della ragione, ma anche solo della ragionevolezza, assommando alle scarse probabilit&agrave; (storicamente e scientificamente fondate) dell&rsquo;esistenza della figura di Cristo, le parimenti scarse probabilit&agrave; che la sindone risalga a duemila anni or sono, ci sembra di poter dire che <strong>la &ldquo;veridicit&agrave;&rdquo; di questo lenzuolo di lino sia ridotta davvero al lumicino</strong>. Tuttavia, in ossequio al metodo scientifico, al quale siamo anche affettivamente legati, tenendo conto che la scienza non &egrave; come la fede e di certezze assolute non ne ha, ci limiteremo a dire che le probabilit&agrave; che questo lenzuolo sia stato effettivamente steso sul corpo di Cristo, sono veramente molto scarse.</font></p>
<p></p>
<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Tra l&rsquo;altro la Chiesa protestante, diversamente da quella cattolica, considera la venerazione della sindone, e delle reliquie in genere, una manifestazione di religiosit&agrave; popolare di origine pagana, estranea al messaggio evangelico. Non ci sentiamo di discostarci troppo da quest&rsquo;interpretazione di carattere etno-antropologico. In effetti l&rsquo;adorazione dei feticci nelle religioni primitive (animismo e feticismo) era oltremodo diffusa; ma certi residui di credulit&agrave; popolare, sovente legati anche alla magia, trovano tuttora una loro continuit&agrave; in una serie di manifestazione che culminano, per l&rsquo;appunto, nell&rsquo;adorazione di una reliquia, nella credenza nel miracolo, nell&rsquo;infatuazione mistica per figure portatrici di una qualche forma di sacralit&agrave; (un santo o un mistico).</font></p>
<p></p>
<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Tuttavia, finora abbiamo parlato di &ldquo;corposi dubbi&rdquo; sull&rsquo;autenticit&agrave; di una figura umana e di un oggetto della venerazione umana. Ci concediamo invece una certezza, almeno per una volta e una volta sola, in controtendenza col nostro approccio scientifico alle questioni della vita. Ci concediamo una certezza assoluta: <strong>l&rsquo;ingente lucro che un fenomeno come l&rsquo;ostensione della Sindone assicurer&agrave; alla Chiesa</strong>, alle organizzazioni collaterali, e probabilmente anche a molti devoti che orbitano nel circuito mediatico e commerciale di questa grande manifestazione collettiva.</font></p>
<p></p>
<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Per le prossime settimane si stimano due milioni di presenze in Torino per assistere all&rsquo;ostensione. E, come se non bastasse, ai soldi lucrati alla credulit&agrave; popolare nell&rsquo;anno del signore 2010, vanno aggiunti anche quelli nostri personali, quelli di noi tutti che ci troviamo a finanziare questa credulit&agrave; per quello che, con tutta probabilit&agrave;, &egrave;: un gigantesco, incommensurabile bluff.</font></p>
<p></p>
<p align="justify"><font size="2"><font face="Tahoma"><strong>La Provincia di Torino ha gi&agrave; deliberato l&rsquo;erogazione di 750.000 euro, mentre il Comune ne stanzier&agrave; un milione</strong>. Certamente anche la Regione far&agrave; la sua parte. Solo l&rsquo;altro ieri gli enti locali hanno protestato animatamente contro i tagli ai loro bilanci da parte del governo centrale. Ma se questo &egrave; il modo di utilizzare i fondi pubblici, allora fa bene il Governo a tenersi ben stretti i soldi; otto per mille a parte, forse c&rsquo;&egrave; la possibilit&agrave; che vengano impiegati molto meglio, specialmente in un periodo di profonda crisi come questo.</font></font></p>
<p></p>
<p align="right"><font face="Tahoma" size="2"><strong>Stefano Faraoni &#8211; <a target="_blank" href="http://www.cronachelaiche.it/2010/04/lostensione-della-sindone-tra-i-corposi-dubbi-una-sola-certezza-il-lucro/">Cronache Laiche</a></strong></font></p>
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		<title>Scienza e antiscienza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Oct 2009 17:13:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro chiometti]]></category>
		<category><![CDATA[creazionismo]]></category>
		<category><![CDATA[scienza - articoli]]></category>
		<category><![CDATA[sindone]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span class="Apple-style-span" style="WORD-SPACING: 0px; FONT: medium 'Times New Roman'; TEXT-TRANSFORM: none; COLOR: rgb(0,0,0); TEXT-INDENT: 0px; WHITE-SPACE: normal; LETTER-SPACING: normal; BORDER-COLLAPSE: separate; orphans: 2; widows: 2; -webkit-border-horizontal-spacing: 0px; -webkit-border-vertical-spacing: 0px; -webkit-text-decorations-in-effect: none; -webkit-text-size-adjust: auto; -webkit-text-stroke-width: 0px"><span class="Apple-style-span" style="FONT-SIZE: 13px; FONT-FAMILY: arial, sans-serif; BORDER-COLLAPSE: collapse"></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><span style="FONT-FAMILY: Tahoma"><font size="2">&Egrave; notizia di queste ore che il chimico Garlaschelli del CICAP ha finalmente svelato il segreto di Pulcinella, ovvero che non c&rsquo;&egrave; nessun mistero attorno alla Sacra Sindone. Come si legge nelle anticipazioni dei suoi studi che saranno resi completamente pubblici in occasione del congresso della sua associazione, non c&rsquo;&egrave; niente di misterioso nel famigerato lenzuolo torinese. L&rsquo;immagine, tridimensionali compresi, era perfettamente realizzabile con i mezzi di un artigiano del 1300, e con tali mezzi Garlaschelli ne ha fatto una copia pressoch&eacute; identica. Questo conferma&nbsp;l&rsquo;ormai celeberrimo esame del C14 che la datava per l&#8217;appunto attorno al 1300.</font></span></p>
<p></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><span style="FONT-FAMILY: Tahoma"><font size="2">La notizia non meraviglier&agrave; tutti quelli che non credevano alla befana (leggi alle assurde voci che pretendevano che gli esami fossero stati fatti su rammendi medievali successivi alla vera et&agrave; del lenzuolo), e non smuover&agrave; di un centimetro tutti quelli che ci credono tutt&#8217;ora, ovvero coloro che continueranno a sostenere che l&rsquo;esame del C14 non &egrave; attendibile, che non si pu&ograve; spiegare l&rsquo;estasi subita di fronte al lenzuolo eccetera eccetera eccetera.</font></span></p>
<p></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><span style="FONT-FAMILY: Tahoma"><font size="2">Viene davvero da chiedersi, ma chi glie lo fa fare a Garlaschelli e ai suoi colleghi del CICAP? Prima se la prendono con il sangue di San Gennaro, poi con la Sindone&#8230;<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span><span>&nbsp;</span>verrebbe da sospettare che siano schiavi di un livore anticlericale che non li fa dormire la notte.</font></span></p>
<p></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><span style="FONT-FAMILY: Tahoma"><font size="2">Ovviamente non &egrave; cos&igrave;, e lo sa bene chiunque cerchi accendere delle luci scientifiche nel buio delle superstizioni secolari.</font></span></p>
<p></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><span style="FONT-FAMILY: Tahoma"><font size="2">Se la sindone &egrave; un falso medievale non &egrave; colpa di Garlaschelli, semmai la colpa &egrave; di chi la espone nei suoi sacri edifici dando luogo a culti e a speranze popolari e adesso, di fronte all&rsquo;evidenza gi&agrave; mette le mani avanti. &ldquo;La chiesa non ha mai espresso un parere vincolante sull&rsquo;autenticit&agrave; della sindone&rdquo; si sente gi&agrave; ricordare dai sacri palazzi&#8230; no certo&#8230; si &egrave; limitata ad esporla in un duomo e a raccogliere le offerte in suo nome.</font></span></p>
<p></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><span style="FONT-FAMILY: Tahoma"><font size="2">Combattere i falsi miti e le superstizioni da sempre &egrave; un compito della scienza, se c&rsquo;&egrave; chi di queste superstizioni ne ha fatto una religione la colpa non &egrave; degli scienziati.</font></span></p>
<p></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><span style="FONT-FAMILY: Tahoma"><font size="2">La scienza cerca di spiegare i fatti della vita, non spiega tutto come ci ricordano continuamente i porporati, ma almeno ci prova e nel frattempo non richiede genuflessioni e &ldquo;misteri della fede&rdquo;. Se c&rsquo;&egrave; qualcosa che non si pu&ograve; ancora spiegare, semplicemente la scienza lavora per spiegarla, un giorno forse ci riuscir&agrave;. Se nel frattempo qualcuno ci fonda una religione attorno a&nbsp;quella cosa che non si riesce a spiegare, la colpa non &egrave; della scienza.</font></span></p>
<p></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><span style="FONT-FAMILY: Tahoma"><font size="2">Ma del resto non c&#8217;&egrave; nulla di cui meravigliarsi, la cultura antiscientifica &egrave; cosi forte nel nostro incolto paese che perfino&nbsp;nelle sedi universitarie abbiano luogo dei convegni antiscientifici. Sto parlando ovviamente del &ldquo;primo congresso creazionista&rdquo; incredibilmente ospitato dall&rsquo;universit&agrave; di Brescia.</font></span></p>
<p></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><span style="FONT-FAMILY: Tahoma"><font size="2">E pensare che quando ammonivamo sul fatto che il sedicente disegno intelligente era solo il cavallo di troia del creazionismo qualcuno ci rideva dietro&#8230; &ldquo;il creazionismo &egrave; morto&rdquo;, dicevano, &ldquo;nessuno oggi pu&ograve; credere seriamente che la terra abbia 6000 anni&rdquo;. Infatti eccoli la: AISO, ovvero Associazione Italiana Studi sulle Origini, che edita &ldquo;l&rsquo;eco creazionista&rdquo; e organizza il I congresso antievoluzionista per giunta ospitato da un&rsquo;universit&agrave;.</font></span></p>
<p></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><span style="FONT-FAMILY: Tahoma"><font size="2">Come sempre chi era ritenuto un pessimista in questo paese in realt&agrave; si rivela essere un cauto e ponderato realista.</font></span></p>
<p></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><span style="FONT-FAMILY: Tahoma"><font size="2"></font></span></p>
<p></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="right"><span style="FONT-FAMILY: Tahoma"><font size="2"><strong>Alessandro Chiometti</strong></font></span></p>
<p></span></span></p>
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