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	<title>significato delle parole Archivi - Associazione Culturale Civiltà Laica</title>
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	<description>Per un movimento culturale volto a difendere la Laicità dello Stato.</description>
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		<title>Ridateci le parole</title>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Oct 2012 10:32:51 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[cecilia calamani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Silvio Berlusconi lascia la vita politica per «amore». Lo stesso «amore» che 18 anni fa, a suo dire, lo aveva fatto &#8220;scendere in campo&#8221;. E il suo, secondo i colleghi di partito, è un gran gesto di «generosità». Per «amore» sono state ammazzate solo nel 2012 cento donne, una ogni due giorni. I pro life [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Silvio Berlusconi lascia la vita politica per «amore». Lo stesso «amore» che 18 anni fa, a suo dire, lo aveva fatto &#8220;scendere in campo&#8221;. E il suo, secondo i colleghi di partito, è un gran gesto di «generosità». Per «amore» sono state ammazzate solo nel 2012 cento donne, una ogni due giorni. I pro life sostengono la «vita», al contrario di chi difende i diritti delle donne ossia, seguendo questa logica, la morte.<span id="more-10924"></span><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/10/volo33.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-10925" title="volo33" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/10/volo33-300x184.jpg" alt="" width="300" height="184" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/10/volo33-300x184.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/10/volo33-1024x628.jpg 1024w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/10/volo33.jpg 1864w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a> L&#8217;aborto è l&#8217;«omicidio» di un «bambino», la fecondazione si chiama «procreazione» a sottolineare la volontà divina, gli embrioni in sovrannumero, quelli cioè crioconservati prima dell&#8217;entrata in vigore della legge 40 sulla fecondazione assistita, sono definiti «abbandonati» al punto che qualche parlamentare ha chiesto per loro la possibilità di «adozione». <br />I giovani d&#8217;oggi, plurilaureati e specializzati, sono «schizzinosi» o meglio «choosy» (vuoi mettere dirlo in inglese?) se ambiscono a un posto di lavoro adeguato alla loro formazione. I genitori cattolici reclamano «libertà di scelta» per poter mandare i loro figli nelle scuole private così come il papa rivendica la «libertà religiosa» per la Chiesa. Sembrerebbe che in Italia siano negate entrambe.</p>
<p>Se ciò non basta per descrivere i quotidiani abusi linguistici del Bel Paese, possiamo ripescare nel nostro passato prossimo &#8211; o l&#8217;abbiamo già dimenticato? &#8211; per trovarci di fronte altre appropriazioni indebite quali «papi», detto da una diciottenne a un settantenne che non è suo padre, «benefattore» sulla bocca di ragazze ben remunerate per partecipare ai festini presidenziali a luci rosse, «magistratura comunista» per indicare i giudici che fanno il loro lavoro, «perseguitato» per intendere un uomo condannato dopo regolare processo, «missione di pace» a significare un&#8217;occupazione militare. </p>
<p>Il linguaggio non si limita a descrivere la realtà, ma la forgia. Le parole creano i fatti, caratterizzano le relazioni e le classificano all&#8217;interno di un senso comune mai scritto ma ritenuto regola implicita e condivisa. Forse è il caso di fare un po&#8217; di pulizia. Perché le parole violentate da politici, giornalisti, affaristi e a ruota gente comune tornino ad avere il loro significato; per non vergognarci più di pronunciarle; perché ancora crediamo che l&#8217;<em>amore</em> non sia calcolo politico o patologia del possesso, che la <em>libertà </em>non coincida con una richiesta di finanziamento né con l&#8217;imposizione agli altri del proprio pensiero, che un embrione non sia un <em>bambino</em>, che l&#8217;aggettivo <em>schizzinoso</em>descriva qualcuno dai gusti particolarmente difficili e non un ragazzo che aspira a fare il lavoro per il quale ha studiato, che la <em>generosità</em>non sottenda un imbroglio, che la <em>pace</em> non si faccia con le armi. <br />E perché non ci sia più qualcuno che approfitti della mistificazione per spennellare di decenza l&#8217;indecente, soffocando <em>ab origine</em> ogni forma di sana indignazione. </p>
<p><strong>Cecilia Calamani &#8211;<a href="http://cronachelaiche.globalist.it/Detail_News_Display?ID=38823&amp;typeb=0&amp;Ridateci-le-parole">Cronache Laiche</a></strong></p>
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