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	<title>ru 486 Archivi - Associazione Culturale Civiltà Laica</title>
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	<description>Per un movimento culturale volto a difendere la Laicità dello Stato.</description>
	<lastBuildDate>Sun, 22 Apr 2012 10:50:28 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Politica e temi laici, qualcuno batta un colpo</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/politica-e-temi-laici-qualcuno-batta-un-colpo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Apr 2012 10:47:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro chiometti]]></category>
		<category><![CDATA[coppie di fatto]]></category>
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		<category><![CDATA[testamento biologico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dall&#8217;agenda locale a quella nazionale da qualche tempo a questa parte i “temi laici” sono semplicemente stati depennati da chi amministra il limbo “Italia”. Tanti i fronti aperti e nessuno che batta un colpo per farci sapere “a che punto è la notte”. La Corte di Cassazione aveva smosso le acque chiedendo il riconoscimento delle [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Dall&#8217;agenda locale a quella nazionale da qualche tempo a questa parte i “temi laici” sono semplicemente stati depennati da chi amministra il limbo “Italia”. Tanti i fronti aperti e nessuno che batta un colpo per farci sapere “a che punto è la notte”. La Corte di Cassazione aveva smosso le acque chiedendo il riconoscimento delle Coppie di Fatto, ma dal governo Monti non una sillaba è stata pronunciata, in un senso o nell&#8217;altro.<span id="more-10541"></span> <a href="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/04/nebbia.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-10544" title="nebbia" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/04/nebbia-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/04/nebbia-225x300.jpg 225w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/04/nebbia.jpg 540w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /></a>Nel frattempo la vedova fantasma di Nassirya, <strong>Adele Parrillo</strong>, continua a scrivere lettere ai giornali per veder riconosciuta almeno la sua esistenza, visto che dei diritti che un paese che ha la pretesa di definirsi civile dovrebbe riconoscergli non se ne parla.</p>
<p> Adele Parrillo, vale la pena di ricordarlo, era la compagna di <strong>Stefano Rolla</strong>, civile morto a Nassirya nell&#8217;attentato del 12/11/2003 mentre girava un documentario sulla vita dei militari italiani in Iraq, e per la sua abominevole (dobbiamo pensare che sia tale per il nostro Stato) di “convivente” e quindi non unita nel sacro vincolo del matrimonio, è stata esclusa da tutti i programmi di assistenza psicologica riservati ai familiari delle vittime, non gli è stato riconosciuto nessun diritto sul lungometraggio che Rolla stava girando e per di più è stata allontanata dalla “forza pubblica” ogni qualvolta ha provato ad avvicinarsi ad una cerimonia ufficiale di commemorazione delle vittime della strage. E qualcuno si domanda ancora perché non riteniamo l&#8217;Italia un paese civile.</p>
<p> Niente si muove neanche sul fronte della tremenda legge <strong>Calabrò</strong> che vuole azzerare le possibilità di lasciare il testamento biologico nel nostro paese. L&#8217;unica notizia legata a questo fatto è la formazione di un intergruppo parlamentare cattolico che dovrebbe mandarla avanti contro la costituzione, contro il parere dei medici e contro ogni buon senso che dovrebbe avere chi ricopre incarichi di rappresentante dei cittadini italiani che a larghissima maggioranza vorrebbero un Testamento Biologico vincolante nel nostro paese.</p>
<p>Figuriamoci se può arrivare quindi qualche notizia di miglioramento della penosa e retrograda legge 40 sulla Fecondazione Assistita che pure è stata smontata quasi del tutto dalle sentenze giuridiche.</p>
<p> Nel locale le cose non vanno di certo meglio, almeno in Umbria dove la presidentessa <strong>Catiuscia Marini</strong>e il suo staff ancora non hanno risposto ad un&#8217;interrogazione presentata dalla loro stessa maggioranza sull&#8217;aborto farmacologico da effettuarsi tramite RU-486. Le donne umbre ancora devono sapere se possono prendere la famigerata pillola in day hospital o devono ricoverarsi in modo coatto per qualche giorno. L&#8217;ASL dice che la Regione Umbria deve rispondere, la Regione Umbria dice che ha già fatto l&#8217;indirizzo, l&#8217;ASL dice che questo è incompleto e rimanda alla Regione, la Regione si barrica in un no-comment.</p>
<p>Viene da chiedersi se questa situazione così kafkiana sia il risultato degli sforzi delle sedicenti associazioni pro-vita ultracattoliche che hanno avuto molti incontri sul tema con i rappresentanti politici umbri.</p>
<p>Insomma dal locale a nazionale un silenzio di tomba sui temi laici che non fa presagire nulla di buono per il prossimo futuro. È sempre più urgente ricordare alle lucidi mente dei partiti politici che un voto laico vale quanto un voto cattolico e che le elezioni incombono.</p>
<div><strong>Alessandro Chiometti</strong></div>
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		<title>Incontro informativo e corteo sulla RU486 a Terni</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/incontro-informativo-e-corteo-sulla-ru486-a-terni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[civiltalaica]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Apr 2011 13:29:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[pillola abortiva]]></category>
		<category><![CDATA[ru 486]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/incontro-informativo-e-corteo-sulla-ru486-a-terni/">Incontro informativo e corteo sulla RU486 a Terni</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p></p>
<p style="text-align: center;">
	<a href="http://www.valeriobruschini.info/documenti/img/VOLANTINO INCONTRO E CORTEO.JPG" target="_blank"><img decoding="async" alt="Locandina iniziativa 16 Aprile 2011" src="http://www.valeriobruschini.info/documenti/img/VOLANTINO INCONTRO E CORTEO - small.JPG" /></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/incontro-informativo-e-corteo-sulla-ru486-a-terni/">Incontro informativo e corteo sulla RU486 a Terni</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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		<title>Comunicato sull&#8217;Open Space 2011 organizzato da Terni Donne</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/comunicato-sullopen-space-2011-organizzato-da-terni-donne/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[civiltalaica]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Apr 2011 10:06:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[blog]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sabato 2 aprile 2011 come Assemblea autorganizzata De&#8217;Genere di Terni abbiamo partecipato al secondo Open Space organizzato dalla Rete Terni Donne. La partecipazione &#232; stata ampia; tante le associazioni sul territorio e molte le esigenze espresse dalle singole donne su tematiche di genere e non. Un momento importante di confronto e per ritrovarci tutte insieme. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/comunicato-sullopen-space-2011-organizzato-da-terni-donne/">Comunicato sull&#8217;Open Space 2011 organizzato da Terni Donne</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>
Sabato 2 aprile 2011 come Assemblea autorganizzata De&rsquo;Genere di Terni abbiamo partecipato al secondo Open Space organizzato dalla Rete Terni Donne. La partecipazione &egrave; stata ampia; tante le associazioni sul territorio e molte le esigenze espresse dalle singole donne su tematiche di genere e non. Un momento importante di confronto e per ritrovarci tutte insieme.<br />
Abbiamo partecipato alla discussione presentando il nostro attuale percorso di lotta che ci ha viste l&rsquo;8 marzo 2011 assieme all&rsquo;Assemblea Femminista Umbra (<strong>L&#39;Albero di Antonia</strong> di Orvieto, le <strong>Sommosse</strong> e la <strong>Rete delle donne Anti-Violenza</strong> di Perugia, <strong>Civilt&agrave; laica</strong> e <strong>Assemblea De&#39;Genere</strong> di Terni), occupare la Regione e riaffermare alla presidente Marini il diritto all&rsquo;aborto farmacologico e al day Hospital, contro ogni interferenza di matrice religiosa e politica sulla libera scelta della donna. Percorso che certamente non si fermer&agrave; al tavolo aperto dalla Regione, a cui parteciperemo, ma che ci vedr&agrave; a breve in piazza assieme ad altre donne. Infatti &egrave; stata generale l&rsquo;adesione all&rsquo;incontro informativo del 16 aprile prossimo, iniziativa a cui far&agrave; seguito un corteo per le vie della citt&agrave; di Terni che arriver&agrave; sotto gli uffici della Regione.<br />
Questa &egrave; la dimostrazione del fatto che quanto pi&ugrave; noi donne ci riappropriamo del nostro agire comune, tanto pi&ugrave; riusciremo a bloccare i continui attacchi alla nostra autodeterminazione.<br />
Invitiamo tutte all&rsquo;incontro del <u>16 aprile 2011</u>, alle 16.00 presso la sala Laura della Siviera, Via Carrara 2 a Terni, e al corteo che seguir&agrave;.</p>
<p>Le <em><strong>DE&rsquo;GENERE</strong></em></p>
<p>Per contatti ed info: <em>degenere.tr@gmail.com</em><br />
Blog: <a href="http://de-genere.blogspot.com" target="_blank">http://de-genere.blogspot.com</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/comunicato-sullopen-space-2011-organizzato-da-terni-donne/">Comunicato sull&#8217;Open Space 2011 organizzato da Terni Donne</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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		<title>Pillola abortiva Ru486, storie di ordinaria italianità</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/pillola-abortiva-ru486-storie-di-ordinaria-italianita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ceciliacalamani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Mar 2010 17:22:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[aborto]]></category>
		<category><![CDATA[cecilia calamani]]></category>
		<category><![CDATA[consiglio superiore di sanità]]></category>
		<category><![CDATA[day hospital]]></category>
		<category><![CDATA[ricovero]]></category>
		<category><![CDATA[ru 486]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo una battaglia tutta politica e poco scientifica da parte dei fedelissimi del verbo divino, &#232; arrivato il parere del Consiglio Superiore di Sanit&#224; sulla somministrazione della pillola abortiva Ru486. Nonostante il via libera dato negli scorsi mesi dall&#8217;Aifa, l&#8217;Agenzia italiana per il farmaco, la pillola dovr&#224; essere utilizzata solo in regime di ricovero ospedaliero. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/pillola-abortiva-ru486-storie-di-ordinaria-italianita/">Pillola abortiva Ru486, storie di ordinaria italianità</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p></p>
<div class="entry">
<p><img decoding="async" height="297" width="220" align="cssLeft" style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left;" class="alignleft size-full wp-image-4097" title="vignetta ru486" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/03/vignetta-ru486.jpg" alt="vignetta ru486" />Dopo una battaglia tutta politica e poco scientifica da parte dei fedelissimi del verbo divino, &egrave; arrivato il <a href="http://espresso.repubblica.it/dettaglio/lultima-beffa-della-pillola-ru486/2123406/12" target="_blank">parere del Consiglio Superiore di Sanit&agrave;</a> sulla somministrazione della pillola abortiva Ru486. Nonostante il via libera dato negli scorsi mesi dall&rsquo;Aifa, l&rsquo;Agenzia italiana per il farmaco, <strong>la pillola dovr&agrave; essere utilizzata solo in regime di ricovero ospedaliero</strong>. Le Regioni che ne avevano autonomamente prevista la somministrazione in day hospital &ndash; come avviene in tutti i Paesi europei (in Francia da&nbsp;venti anni!) ad eccezione di Irlanda e Portogallo &ndash; devono tornare sui loro passi.</p>
<p>
</p>
<p>Eppure, la pillola abortiva poteva costituire una vera svolta per il sistema sanitario nazionale, comportando un risparmio economico e di posti letto non indifferente. Dall&rsquo;altra parte, il suo utilizzo pu&ograve; alleviare il dolore fisico delle donne e liberarle dall&rsquo;incubo di gestire in ospedale, piuttosto che in casa, la loro tragedia personale. <strong>In poche parole, soffrire di meno.</strong></p>
<p>Che la donna possa abortire con meno sofferenza (fisica) &egrave; qualcosa che non piace a molti; quei molti che scambiano sovente il peccato per reato e che sono intrisi dalla mentalit&agrave; bigotta, tutta italiana e nella fattispecie cattolica, dell&rsquo;<strong>espiazione della colpa</strong>. Abortire &egrave;, dunque, una colpa. Perch&eacute; dovrebbe bastare una semplice pillola?</p>
<p><small><br />
</small></p>
<p>Quelli che si appellano alla tutela della salute delle donne per giustificare il ricovero &ndash; gli stessi che, guarda caso, di opponevano alla&nbsp; commercializzazione della Ru486 &ndash; mentono sapendo di mentire. Non esiste, in Italia, un organismo pi&ugrave; accreditato dell&rsquo;Aifa per garantire la sicurezza farmacologica.</p>
<p><small><br />
</small></p>
<p>Ora, al di l&agrave; dei bigottismi nostrani, che ci fanno mantenere ad honorem uno degli ultimi posti in civilt&agrave; tra i paesi europei, diverse sono le considerazioni da fare.</p>
<p><small><small><br />
</small></small></p>
<p><strong>La prima</strong>. La RU486 &egrave; disponibile su internet. Non ci vuole grande abilit&agrave; per procurasela e abortire in casa. Basta un computer, una connessione a internet (ma l&rsquo;internet point dietro l&rsquo;angolo va benissimo), una carta di credito e un centinaio di euro. In massimo tredici giorni dal momento dell&rsquo;acquisto la pillola arriva direttamente a domicilio. Cos&igrave; hanno fatto le donne italiane in questi mesi di limbo amministrativo, cos&igrave; faranno anche in futuro per evitare un ricovero.</p>
<p><small><small><br />
</small></small></p>
<p><strong>La seconda</strong>. Sono pi&ugrave; che frequenti i casi di donne che abortiscono chirurgicamente in day hospital. Arriviamo quindi al paradosso che l&rsquo;aborto chirurgico, a maggior margine di rischio, pu&ograve; avvenire in day hospital, mentre per quello farmacologico &egrave; previsto un ricovero di tre giorni.</p>
<p><small><br />
</small></p>
<p><strong>La terza</strong>. Nessuno pu&ograve; obbligare un paziente alla permanenza in ospedale. Presumibilmente, le donne che preferiscono la pillola al bisturi firmeranno dopo averla inghiottita e torneranno a casa.</p>
<p><small><small><br />
</small></small></p>
<p>Insomma, la puzza di ipocrisia &egrave; forte e, nonostante ci siamo abituati, veramente fastidiosa.</p>
<p><small><small><br />
</small></small></p>
<p>Come non andare con il pensiero agli anatemi della Chiesa sugli omosessuali mentre in tutto il mondo dilaga lo scandalo dei preti pedofili? Come non ricordare Berlusconi, Casini &amp; Co, divorziati, con figli sparsi al di fuori del matrimonio (e, nel caso del primo, con frequentazioni tutt&rsquo;altro che caste con il gentil sesso) battersi il petto in prima fila a fianco di illustri porporati al Family Day di Roma? Come dimenticare le &lsquo;vacanze riproduttive&rsquo; fuori confine di una quantit&agrave; impressionante di italiani ai quali le inumane restrizioni della legge 40 sulla procreazione assistita impedivano di diventare genitori?</p>
<p><small><small><br />
</small></small></p>
<p>Bene, questi siamo noi. Il mondo civile va avanti e noi indietro, arroccati a pregiudizi religiosi e antiscientifici che si rivelano dannosi per la salute, dispendiosi, obsoleti, ridicoli e, infine, ipocriti. &ldquo;<em>Mamma! Ciccio mi tocca! Toccami Ciccio, che mamma non guarda</em>&rdquo;.</p>
<p><small><small>&nbsp;</small></small></p>
<p align="right"><em><strong>Cecilia M. Calamani &#8211; <a target="_blank" href="http://www.cronachelaiche.it">Cronache laiche</a></strong></em>
</p>
</div>
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		<title>Prove tecniche di politica locale</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/prove-tecniche-di-politica-locale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[cladmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Oct 2007 22:44:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[aborto]]></category>
		<category><![CDATA[disinformazione]]></category>
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		<category><![CDATA[mauro valocchi]]></category>
		<category><![CDATA[ru 486]]></category>
		<category><![CDATA[spoleto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In consiglio comunale in data di ieri, a Spoleto, &#232; stata presentata una mozione da due consiglieri fascisti, Panifili e Militoni, che proponeva di non accogliere la proposta di sperimentare il farmaco RU 486 per l&#8217;interruzione volontaria di gravidanza, invece della consueta procedura chirurgica. La mozione &#232; stata approvata con i vori favorevoli di A.N., [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/prove-tecniche-di-politica-locale/">Prove tecniche di politica locale</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In consiglio comunale in data di ieri, a Spoleto, &egrave; stata presentata una mozione da due consiglieri fascisti, Panifili e Militoni, che proponeva di non accogliere la proposta di sperimentare il farmaco RU 486 per l&#8217;interruzione volontaria di gravidanza, invece della consueta procedura chirurgica. <br />
La mozione &egrave; stata approvata con i vori favorevoli di A.N., U.D.C., S.D.I. e Margherita. Della Margherita, l&#8217;unico a votare contro &egrave; stato il prof. Castellana, presidente del consiglio comunale. Oltre allo stesso, hanno votato contro D.S., il gruppo misto e il consigliere Aurelio Fabiani, (ex R.C.). <br />
La capogruppo UDC, Pina Silvestri, senza la minima competenza in materia, ha dichiarato che il farmaco &quot;Fa male e favorisce gli interessi delle case farmaceutiche&quot;. </p>
<p align="right"><strong>Mauro Valocchi</strong></p>
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