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	<title>remo cacitti Archivi - Associazione Culturale Civiltà Laica</title>
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	<description>Per un movimento culturale volto a difendere la Laicità dello Stato.</description>
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		<title>Il perchè di un libro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Nov 2008 14:59:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#160;Se, alla fine, ho comunque accettato l&#8217;invito (di sottoporsi alla lunga intervista di Corrado Augias che costituisce &#8220;Inchiesta sul Cristianesimo&#8221; ndr), l&#8217;ho fatto per una sola fondamentale ragione. Chiunque svolga in universit&#224; il mestiere di insegnante di storia religiosa credo concordi nel giudizio sulla pressoch&#233; totale impreparazione con cui arrivano nelle nostre aule gli studenti. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><font face="Tahoma" size="2">&nbsp;Se, alla fine, ho comunque accettato l&rsquo;invito (<em>di sottoporsi alla lunga intervista di Corrado Augias che costituisce &ldquo;Inchiesta sul Cristianesimo&rdquo; ndr</em>), l&rsquo;ho fatto per una sola fondamentale ragione. Chiunque svolga in universit&agrave; il mestiere di insegnante di storia religiosa credo concordi nel giudizio sulla pressoch&eacute; totale impreparazione con cui arrivano nelle nostre aule gli studenti. [&#8230;]nessuno infatti, nell&rsquo;anteriore formazione di questi studenti, ha loro insegnato, pur soltanto in una delle sue manifestazioni, la storia religiosa. [&#8230;] Questo accade per una grave e non pi&ugrave; tollerabile anomalia del nostro sistema scolastico, in cui &ndash; in virt&ugrave; degli accordi che regolano i rapporti fra Repubblica Italiana e Santa Sede &ndash; l&rsquo;insegnamento della religione, denominato &ldquo;insegnamento della religione cattolica&rdquo;, viene dismesso dallo Stato e appaltato alla Chiesa Cattolica Romana in tutte le scuole di ordine e grado, a eccezione dell&rsquo;universit&agrave;. </font></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><font face="Tahoma" size="2">[&#8230;] l&rsquo;insegnamento della religione cattolica si configura come l&rsquo;estensione in ambito scolastico della catechesi di quella Chiesa, garantita, al pari di ogni altra forma di fede religiosa, dall&rsquo;art.19 della Costituzione stessa.</font></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Qui sta il punto: ovviamente, se nessuno contesta questo diritto costituzionale, ci&ograve; che appare del tutto indebito &egrave; che la catechesi confessionale si sostituisca all&rsquo;insegnamento pubblico, poich&eacute; la prima deve conformarsi a un sistema teologico (il dogma), l&rsquo;altro &egrave;, come sancito dalla Carta fondamentale, assolutamente libero. Che non si tratti di sottigliezze lessicali possiamo constatarlo con un esempio: di fronte alle attestazioni evangeliche secondo cui Ges&ugrave; aveva quattro fratelli e alcune sorelle (Marco 6,3, Matteo 12,46, Giovanni 7,3, Atti 1,14), il docente di religione pu&ograve;, in buona e formata coscienza, farsi persuaso che si tratti di veri e propri fratelli e sorelle, ma non potr&agrave; mai insegnarlo, pena la revoca dell&rsquo;incarico per difformit&agrave; dalla dottrina ufficiale della chiesa.</font></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><font face="Tahoma" size="2">[&#8230;] C&rsquo;&egrave; in quest&rsquo;abnorme situazione, un ulteriore elemento di contraddizione. In quasi tutte le universit&agrave; italiane sono attivate le discipline dell&rsquo;area storico-religiosa, ambito che proprio in Italia ha conosciuto una fioritura di prestigio assoluto, [&#8230;]. Eppure, questo prezioso patrimonio di conoscenze, trasmesso ad intere generazioni di allievi, rimane, recluso nelle aule universitarie, sterile e infecondo, poich&eacute; nessun laureato in tali materie pu&ograve; andare liberamente a insegnare ci&ograve; per cui &egrave; stato formato, con uno spreco inammissibile di risorse umane, culturali, scientifiche ed economiche.</font></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><font face="Tahoma" size="2">[&#8230;] &ldquo;Presto o tardi&rdquo; scriveva agli inizi del Novecento Salomon Reinach a Salvatore Minocchi &ldquo;la storia delle religioni si insegner&agrave; nelle scuole secondarie, accanto alla storia, alla filosofia, alle scienze. Non vi si insegneranno n&eacute; la fede n&eacute; lo scetticismo, ma fatti certi; vi si insegner&agrave; soprattutto agli scolari a riflettere sopra cos&igrave; gravi questioni, e a concedere a esse tutta l&rsquo;attenzione, dir&ograve; meglio, tutto il rispetto che meritano. Invece di dire &lsquo;io credo&rsquo;, oppure &lsquo;non credo&rsquo;, essi potranno dire in certo modo &lsquo;io so&rsquo;&rdquo;. </font></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"><font size="2"><br />
<font face="Tahoma"></font></font></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="right"><font face="Tahoma" size="2"><strong>Remo Cacitti </strong></font></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="right"><font size="2"><font face="Tahoma"><strong>(&ldquo;Inchiesta sul Cristianesimo &ndash; come si costruisce una religione&rdquo; </strong><strong>Ed. Mondadori 2008)</strong></font></font></p>
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		<title>celibato non castità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Oct 2008 14:33:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Ma i sacerdoti cattolici non sono tenuti a fare voto di povert&#224;, castit&#224; e obbedienza? No quelli sono i monaci. I tre voti solenni, che si possono ricavare dal Vangelo di Matteo , si identificano con i tre requisiti che Ges&#249; chiede per seguirlo: povert&#224;, castit&#224; e obbedienza, essere come fanciulli. Un normale prete non [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em><font face="Georgia">Ma i sacerdoti cattolici non sono tenuti a fare voto di povert&agrave;, castit&agrave; e obbedienza? </font></em></p>
<p><font face="Georgia">No quelli sono i monaci. I tre voti solenni, che si possono ricavare dal Vangelo di Matteo , si identificano con i tre requisiti che Ges&ugrave; chiede per seguirlo: povert&agrave;, castit&agrave; e obbedienza, essere come fanciulli. Un normale prete non &egrave; per&ograve; tenuto a questi tre voti. Ha solo l&#8217;obbligo del celibato, il che vuol dire che il suo matrimonio non sarebbe legittimo ed &egrave; inconciliabile con la sua condizione . Per quanto concerne la sessualit&agrave;, la norma a cui deve attenersi &egrave; quella prescritta per tutti i credenti, riassumibile nella formula <em>sexus semper gravis, </em>i peccati sessuali costituiscono sempre materia di gravit&agrave;.</font></p>
<p><font face="Georgia"><em>Scusi la rozzezza, ma vorrei capire bene: un prete cattolico pu&ograve; avere una relazione amorosa e sessuale con una donna o no?</em></font></p>
<p><font face="Georgia">Anche con gli uomini volendo. Infatti succede. Certo in tal modo il prete commette peccato, e peccato grave, ma questo non &egrave; causa di impedimento all&#8217;esercizio del suo ministero, da cui pu&ograve; eventualmente essere sospeso per motivi di opportunit&agrave; o di scandalo. [&#8230;]</font></p>
<p><font face="Georgia"><em>Si ma la scoperta di questi rapporti viene comunque vissuta come uno scandalo dall&#8217;opinione comune.</em></font></p>
<p><font face="Georgia">Fino al concilio di Trento nessuno li vedeva come scandalo, anzi, i preti <em>uxorati, </em>cio&egrave; sposati, erano la norma. [&#8230;] La norma del celibato si diffonde solo nel Novecento, quando lo stipendio, e quindi il controllo economico sui preti, passa dai benefici, spesso erogati dalle comunit&agrave; parrocchiali, direttamente nelle mani delle curie. [&#8230;]</font></p>
<p><strong><font face="Georgia">Corrado Augias (domande) Remo Cacitti (risposte) &#8211; INCHIESTA SUL CRISTIANESIMO (ed. Mondadori 2008)</font></strong></p>
<p align="right"><strong><font face="Georgia">redazione[at]civiltalaica.it</font></strong></p>
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