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	<title>religiosi Archivi - Associazione Culturale Civiltà Laica</title>
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	<description>Per un movimento culturale volto a difendere la Laicità dello Stato.</description>
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		<title>I barlumi di luce sono contagiosi</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/i-barlumi-di-luce-sono-contagiosi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Nov 2008 17:47:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[Chiesa Cattolica]]></category>
		<category><![CDATA[eluana englaro]]></category>
		<category><![CDATA[redazione]]></category>
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		<category><![CDATA[suore]]></category>
		<category><![CDATA[testamento biologico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>come da titolo&#8230; sempre dal corriere della sera Il convento vuole il testamento biologico &#171;Non si pu&#242; vivere come vegetali&#187; Suor Ildefonsa: ho visto tanta sofferenza, aspetto il permesso insieme con tre sorelle GENOVA &#8211; Suor Ildefonsa ha settantaquattro anni, ha preso il velo a diciassette e da allora non ha mai smesso di dedicarsi [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1><font size="2"><em>come da titolo&#8230; sempre dal </em><a target="_blank" href="http://www.corriere.it/cronache/08_novembre_18/suore_testamento_biologico_a3a753ea-b537-11dd-9405-00144f02aabc.shtml"><em>corriere della sera</em></a></font></h1>
<h1><font size="3">Il convento vuole il testamento biologico &laquo;Non si pu&ograve; vivere come vegetali&raquo;</font></h1>
<h2><font size="3">Suor Ildefonsa: ho visto tanta sofferenza, aspetto il permesso insieme con tre sorelle</font></h2>
<p><span style="FONT-WEIGHT: bold"><strong></strong>GENOVA</span> &#8211; <span style="FONT-WEIGHT: bold">Suor Ildefonsa ha settantaquattro anni, ha preso il velo a diciassette</span> e da allora non ha mai smesso di dedicarsi agli altri, ai pi&ugrave; sfortunati: per venticinque anni si &egrave; presa cura dei ricoverati del Don Orione, &egrave; vissuta a contatto della sofferenza pi&ugrave; profonda. Ieri suor Ildefonsa, per tutti suor Ilda, ha ricevuto a Genova un premio come &laquo;donna fuori dal coro&raquo;, e ha mantenuto fede al suo carattere. &laquo;Ho chiesto ai miei superiori &mdash; rivela &mdash; di poter fare il testamento biologico. &Egrave; stata una richiesta verbale, non l&#8217;ho messo per scritto, sono in attesa&raquo;. Rispetta l&#8217;obbedienza suor Ilda, e con serenit&agrave; ripete &laquo;sono dentro alla Chiesa&raquo;, ma con umilt&agrave; ha posto un problema: &laquo;Non voglio essere ridotta come un vegetale. Se questo fosse il mio destino vorrei che mi lasciassero andare via in pace, ho letto che anche Papa Giovanni Paolo II avrebbe detto, arrivato il suo momento, &quot;lasciatemi andare&quot;&raquo;. &laquo;Questa richiesta non mi risulta &raquo;, ha detto brevemente ieri sera il cardinale di Genova Angelo Bagnasco, &laquo;in ogni caso &mdash; ha aggiunto riferendosi al testamento biologico e al caso di Eluana Englaro di cui aveva appena parlato per ribadire le posizioni della Chiesa &mdash; non credo che si tratterebbe di una richiesta in questa prospettiva&raquo;. Suor Ilda non &egrave; la sola, nel suo ordine, ad aver riflettuto sulla fine della vita e a voler mettere per scritto le proprie volont&agrave;: &laquo;Siamo in quattro sorelle. Chiediamo se possiamo fare il testamento biologico per respingere ogni accanimento terapeutico&raquo;. La decisione, come ha raccontato ieri Il Secolo XIX, &egrave; di poco tempo fa: &laquo;&Egrave; successo questo &mdash; racconta suor Ilda &mdash;. Una sorella &egrave; stata male e si &egrave; accasciata a terra nel cortile, aveva avuto un ictus. &Egrave; arrivata l&#8217;ambulanza ed &egrave; stata intubata subito, sul posto, e poi ricoverata al Galliera&raquo;.</p>
<p><span style="FONT-WEIGHT: bold">L&#8217;ospedale Galliera di Genova &egrave; di una Fondazione presieduta per statuto dal vescovo della citt&agrave;, oggi monsignor Bagnasco.</span> &laquo;La sorella &egrave; rimasta intubata, attaccata alle macchine quasi tre mesi&raquo;, continua suor Ilda, &laquo;e io ho sofferto tanto vedendola in quello stato. Poi una notte mi hanno chiamato, aveva un febbrone ed &egrave; finita. Io ho pensato: non voglio essere attaccata alle macchine, non voglio che la fine sia cos&igrave;. Perch&eacute; prolungare la sofferenza per s&eacute; e per gli altri?&raquo;. Ha visto tante sofferenze, suor Ilda, ha accompagnato molte persone nell&#8217;ultimo viaggio, e parla con grande sincerit&agrave;: &laquo;Ho perso da poco il mio unico fratello. L&#8217;ho assistito in ospedale e insieme abbiamo detto tante volte il rosario. Soffriva e mi confidava: sono stanco, basta. Ho pregato perch&eacute; il Signore aprisse le sue braccia e lo accogliesse a s&eacute;. Si dice che gli ultimi giorni di sofferenza possono avvicinare a Dio ed essere una benedizione, ma io non so se portano veramente alla salvezza o alla dannazione. Anche la scienza, la medicina, possono sbagliare. &Egrave; meglio che la Provvidenza faccia il suo corso &raquo;. Questa piccola suora dal carattere intrepido ha fiducia nella Chiesa: &laquo;&Egrave; in cammino, come tutti noi, nel buio e con sprazzi di luce: ma la luce arriva sempre. C&#8217;&egrave; bisogno di tempo. Sono stata fra le prime a fare atto notarile per poter donare gli organi, ora, per il testamento biologico aspetter&ograve; &raquo;. Suor Ildefonsa, vuole chiarire il suo pensiero: &laquo;Io credo fermamente nella vita. Fin dal primo istante del concepimento. Ho accudito al Don Orione bambini senza alcuna facolt&agrave; mentale, senza arti, a volte qualche visitatore diceva: ma a chi serve una vita cos&igrave;? Io rispondevo: serve a te, perch&eacute; tu ti possa chiedere che cosa sai fare per loro&raquo;.</p>
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<div class="right"></div>
<div class="right" align="right"><strong>redazione[at]civiltalaica.it</strong></div>
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		<title>Com&#8217;era quella storia&#8230;</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/comera-quella-storia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Aug 2008 15:15:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[cristianesimo]]></category>
		<category><![CDATA[cristiani copti]]></category>
		<category><![CDATA[fanatismo religioso]]></category>
		<category><![CDATA[islam]]></category>
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		<category><![CDATA[religiosi]]></category>
		<category><![CDATA[repubblica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8230; che le religioni favoribbero i processi di dialogo, di progresso, di civilizzazione delle societ&#224;? Illuminante l&#8217;articolo su repubblica.it IL CAIRO &#8211; Una legge che vieti il trapianto di organi tra cristiani e musulmani. E&#8217; la proposta di legge favorita dal Sindacato dei medici del paese nordafricano, che di fatto limita la possibilt&#224; di donare [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/comera-quella-storia/">Com&#8217;era quella storia&#8230;</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>&#8230; che le religioni favoribbero i processi di dialogo, di progresso, di civilizzazione delle societ&agrave;?</em></p>
<p><a target="_blank" href="http://www.repubblica.it/2008/08/sezioni/esteri/egitto-trapianti/egitto-trapianti/egitto-trapianti.html"><em>Illuminante l&#8217;articolo su repubblica.it</em></a></p>
<p><strong>IL CAIRO &#8211;</strong> Una legge che vieti il trapianto di organi tra cristiani e musulmani. E&#8217; la proposta di legge favorita dal Sindacato dei medici del paese nordafricano, che di fatto limita la possibilt&agrave; di donare organi alla ristretta cerchia familiare, fino al quarto grado, e vieta anche il trapianto da o a individui stranieri. </p>
<p>La proposta di legge &#8211; in un Paese che a tutt&#8217;oggi non ha una normativa in materia, ha suscitato polemiche e tensioni tra la comunit&agrave; islamica e i cristiani di religone cristiano copta. Secondo il direttore del sindacato, Hamdi El Sayed, la misura dovrebbe servire a contrastare il fenomeno del traffico d&#8217;organi e i medici dovranno rispettarla, se non vorranno incorrere in sanzioni. </p>
<p>&quot;Il legislatore &egrave; stato scavalcato dalla confraternita dei Fratelli Musulmani che controlla il Sindacato dei Medici e che ha imposto una norma fortemente discriminatoria, violando i diritti umani e la Costituzione e minando l&#8217;unit&agrave; nazionale&quot;, accusa invece l&#8217;avvocato Naguib Gibrael, direttore dell&#8217;Unione egiziana per i diritti umani (Uedh), annunciando che &egrave; gi&agrave; stato presentato un esposto al tribunale del Cairo perch&egrave; la norma venga annullata. </p>
<p>&quot;La nostra ordinanza non discrimina nessuno&quot;, ribatte il direttore del sindacato Hamdi El Sayed, &quot;perch&eacute; la tutela delle persone indipendentemente dalla loro fede nei confronti del fenomeno del traffico d&#8217;organi impedisce che si creino tensioni ulteriori tra le due comunit&agrave;&quot;. &quot;Non &egrave; una questione di promuovere differenze tra le comunit&agrave; religiose, ma di minimizzare il fenomeno del commercio di organi per quanto possibile &#8211; continua El Sayed, che aggiunge che lo scambio di organi tra un copto e un musulmano sar&agrave; impossibile semplicemente perch&eacute; la possibilit&agrave; di scambio &egrave; limitata ai parenti fino al quarto grado. </p>
<p>Contrari all&#8217;ordinanza sono per&ograve; gli ulema dell&#8217;Universit&agrave; di Al-Azhar, il pi&ugrave; importante centro di studi islamici del mondo arabo. &quot;Questo divieto non far&agrave; altro che peggiorare il fragile equilibrio tra le due comunit&agrave;&quot;, osserva uno degli ulema, Abel Moti Bayumi. D&#8217;accordo con lui anche il vescovo Marcos, portavoce della comunit&agrave; copta: &quot;La norma non ha senso perch&eacute; il traffico d&#8217;organi pu&ograve; interessare anche fedeli della stessa religione. Di questo passo avremo ospedali distinti per cristiani e musulmani o il divieto di donare sangue tra persone che professano un diverso credo religioso, per non parlare dell&#8217;impossibilit&agrave; per un medico di visitare un paziente di religione diversa dalla propria&quot;. </p>
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