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	<title>Quotidiani Archivi - Associazione Culturale Civiltà Laica</title>
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	<description>Per un movimento culturale volto a difendere la Laicità dello Stato.</description>
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		<title>Il Vaticano fa i conti con Saramago [Il Fatto]</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/il-vaticano-fa-i-conti-con-saramago-il-fatto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[cladmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Jun 2010 10:35:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[in evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Quotidiani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Il Vaticano crocifigge Saramago&#8221; Paolo Flores D&#8217;Arcais su Il Fatto Quotidiano del 20 Giugno 2010 José Saramago ha lasciato l&#8217;isola di Lanzarote. La sua salma è stata trasferita in Portogallo, dove dopo la camera ardente verrà cremata. Una parte delle ceneri ritornerà nell&#8217;isola e sarà sepolta ai piedi di un ulivo. Mentre le agenzie battevano [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Il Vaticano crocifigge Saramago&#8221;<br />
Paolo Flores D&#8217;Arcais su Il Fatto Quotidiano del 20 Giugno 2010</p>
<p>José Saramago ha lasciato l&#8217;isola di Lanzarote. La sua salma è stata trasferita in Portogallo, dove dopo la camera ardente verrà cremata. Una parte delle ceneri ritornerà nell&#8217;isola e sarà sepolta ai piedi di un ulivo. Mentre le agenzie battevano queste notizie, ne aggiungevano un&#8217;altra: al grande scrittore scomparso arrivava uno straordinario riconoscimento, l&#8217;attacco forsennato del quotidiano della Santa Sede, l&#8217;Osservatore Romano, talmente invasato nella pulsione dell&#8217;anatema da dare spurgo a una prosa sgangherata e sbilenca. Ma la carità cristiana, si sa, messa in mano alla Chiesa gerarchica può fare miracoli.<span id="more-565"></span></p>
<p><strong>Gli uncini di Benedetto&#8230;</strong><br />
Evidentemente i suoi libri devono aver colto nel vivo, se il foglio del Papa sente il bisogno di sproloquiare che &#8220;uncinata com&#8217;è stata sempre la sua mente da una destabilizzante banalizzazione del sacro e da un materialismo libertario che quanto più avanzava negli anni tanto più si radicalizzava, Sara-mago non si fece mai mancare il sostegno di un semplicismo teologico sconfortante: se Dio è all&#8217;origine di tutto, Lui è la causa di ogni effetto e l&#8217;effetto di ogni causa&#8221;.   Prescindendo dalla struttura sintattica di conio prepotentemente tedesco, colpisce quella &#8220;sua mente&#8221; descritta come &#8220;uncinata&#8221;, per l&#8217;assonanza hitleriana che il lapsus evoca con gioventù assai diverse da quella del grande scrittore, a parte che in italiano &#8220;una mente uncinata da una banalizzazione&#8221; o lo scrive un genio del &#8220;pulp&#8221; o te la segnano in blu in qualsiasi ginnasio. L&#8217;autore, o traduttore, del cristiano necrologio, vuole dire che il cervello di Saramago era destabilizzato dalla banalizzazione del sacro (vulgo: che era un pazzo o un coglione) o che con tale banalizzazione, coniugata col suo materialismo libertario, destabilizzava la fede dei lettori? Perché in quest&#8217;ultimo caso sarebbe un elogio.</p>
<p><strong>La teologia&#8230;</strong><br />
Del resto &#8220;lo sconfortante semplicismo teologico&#8221; che gli viene imputato riassume solo nella splendida forma narrativa del Vangelo secondo Gesù e del più recente Caino le antinomie della teodicea delle quali, malgrado secoli di sottigliezze teologiche e alpinismo sugli specchi, i dottori della Chiesa non sono mai riusciti a venire a capo. L'&#8221;house organ&#8221; del presunto Vicario di Cristo in terra fulmina lo scrittore per essersela   presa con &#8220;un Dio in cui non aveva mai creduto, per via della Sua onnipotenza, della Sua onniscienza, della Sua onniveggenza&#8221; ma dimentica la infinita bontà e/o giustizia che è la caratteristica di Dio incompatibile con l&#8217;onnipotenza, visti gli orrori di cui è albergo il &#8220;Suo&#8221; creato, incompatibilità da cui non ci si libera con il solito richiamo al passpartout del &#8220;mistero&#8221;, anzi delle &#8220;(di Dio) prerogative per così dire, che ben avrebbero potuto nascondere un mistero&#8221;   . Segue il puro nonsense, razionalmente parlando, della conclusione: &#8220;Oltre che la divina infinità delle risposte per l&#8217;umana totalità delle domande&#8221;. Quanto al Vangelo secondo Gesù quello che manda fuori dai gangheri L&#8217;Osservatore è che sia costruito utilizzando tutti i dati che la critica storica delle origini del cristianesimo considera da decenni acquisiti, da un Gesù che non si considerò mai il Cristo (eventualmente, per alcuni, al momento della croce) a una Maria di cui nulla sappiamo, se non che giudicava suo figlio &#8220;fuori di sé&#8221; (Marco, 3,21). E valorizzando tutte le contraddizioni della favola teologica realizzata nei secoli successivi, fino a Nicea e Calcedonia.</p>
<p><strong>Anti-logica&#8230;</strong><br />
Ma la logica non è il forte del quotidiano vaticano e neppure il rispetto dei fatti, visto che come botta finale rimprovera al grande scrittore che &#8220;un populista estremistico come lui, che si era fatto carico del perchè del male nel mondo, avrebbe dovuto anzitutto investire del problema tutte le storte strutture umane, da storico-politiche a socio-economiche&#8221;: esattamente quello che Saramago ha fatto, con il suo impegno inesauribile &#8220;dalla parte degli ultimi&#8221;, dei poveri, degli emarginati, che a chi pretende di predicare il Vangelo tutte le domeniche qualcosa dovrebbe pur ricordare&#8230;</p>
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		<title>Gli uomini d’oro del Vaticano [Repubblica]</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/gli-uomini-doro-del-vaticano-repubblica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[cladmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Jun 2010 13:30:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Quotidiani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>FERRUCCIO PINOTTI e UDO GÜMPEL su Repubblica del 10/6/2010 Nelle segrete stanze della finanza vaticana più &#34;oscura&#34; non c&#39;è solo il caso di Angelo Balducci, figura chiave del sistema Anemone e degli affari sporchi con la politica: se si scava più a fondo si scopre che il club più esclusivo del mondo, quello dei Gentiluomini [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.repubblica.it/cronaca/2010/06/10/news/vaticano_uomini_d_oro-4711209/?ref=HRER2-1" target="_blank"><br />FERRUCCIO PINOTTI e UDO GÜMPEL su Repubblica del 10/6/2010</a></p>
<p>Nelle segrete stanze della finanza vaticana più &quot;oscura&quot; non c&#39;è solo<br />
il caso di Angelo Balducci, figura chiave del sistema Anemone e degli<br />
affari sporchi con la politica: se si scava più a fondo si scopre che<br />
il club più esclusivo del mondo, quello dei Gentiluomini di sua<br />
Santità, nasconde altre inquietanti verità, che portano a chiedersi<br />
come mai Ratzinger, a distanza ormai di cinque anni dall&#39;inizio del suo<br />
pontificato, non abbia fatto pulizia negli oscuri meandri della finanza<br />
off-shore che prospera all&#39;ombra dello Ior, dell&#39;Apsa (Amministrazione<br />
Patrimonio Sede Apostolica), di Propaganda Fide e di molte società<br />
partecipate dal Vaticano. Raztinger, infatti, ha portato alla guida<br />
dello Ior un banchiere dell&#39;Opus Dei, Ettore Gotti Tedeschi, inquisito<br />
(e poi prosciolto) per il caso Parmalat e molto legato a Gianmario<br />
Roveraro, centrale nella quotazione di Parmalat e ucciso poi da strani<br />
killer, e il Vaticano sta coprendo una serie di situazioni ancora più<br />
strane, che hanno radici lontane ma che presentano analogie col caso<br />
Balducci.</p>
<p><span id="more-564"></span><br />Per parlarne bisogna illuminare una figura molto legata con San Pietro, il &quot;re&quot; della finanza off-shore in Liechtenstein, Herbert Batliner, un anziano professionista, classe 1928, a sua a volta figlio d&#39;arte. Batliner è il massimo esperto di fiduciarie off-shore, ma anche l&#39;uomo nell&#39;ombra della finanza vaticana. Per avere una fotografia nitida da cui partire per raccontare questa strana storia bisogna fissare una data, il 9 settembre 2006.</p>
<p>Una giornata importante, per papa Ratzinger e per Herbert Batliner, presidente di una fondazione con sede in Liechtenstein, la Peter Kaiser Gedächtnisstiftung, che ha come scopo statutario la difesa dei valori cristiani in Europa. Quel giorno lo &quot;gnomo degli gnomi&quot; avrebbe incontrato papa Ratzinger, a Ratisbona, in Baviera, per regalargli un prezioso organo a canne del valore di 730mila euro destinato proprio alla chiesa di Ratisbona.<br />Era una giornata di gloria che l&#39;avvocato di Vaduz attendeva da tempo, dopo gli anni difficili e le intricate vicende che ne avevano infangato il nome. Per decenni Herbert Batliner, nominato gentiluomo di Sua Santità già da Giovanni Paolo II, aveva operato dietro le quinte, silenziosamente, per il bene dell&#39;Europa cristiana.</p>
<p>Ma poi era stato qualificato da un rapporto del Servizio segreto tedesco Bnd e da Der Spiegel come il &quot;re dei fiduciari&quot;, la &quot;centrale del lavaggio di denaro sporco&quot;, &quot;l&#39;amico di evasori e gangster&quot;. Eppure Herbert Batliner&#160; -&#160; pochi lo sanno&#160; -&#160; era e resta un autentico uomo di fiducia del Vaticano da oltre 30 anni. E per questo, quel 9 settembre 2006, era venuto a Ratisbona, per donare quel prezioso organo a Benedetto XVI. Mentre Batliner compiva questa buona azione, tuttavia, qualcuno si stava interessando a lui. Era il Dipartimento 35 della Procura di Bochum, fiore all&#39;occhiello dello stato tedesco nella lotta all&#39;evasione fiscale. Lì, a Bochum, il nome di Batliner era scritto a caratteri cubitali su più di 400 fascicoli aperti a partire dal 2000, ovvero l&#39;anno in cui un dipendente &quot;infedele&quot; del noto avvocato aveva consegnato al fisco tedesco un cd-rom pieno di dati segreti dello studio Batliner.</p>
<p>In quel momento si aprì un mondo fino a quel momento completamente sconosciuto, per gli 007 del fisco tedesco. Gli 007 arrivarono a definire il &quot;sistema Batliner&quot; come un meccanismo perfetto che per anni aveva sottratto al fisco tedesco almeno 250 milioni di euro di imponibile. Ed era certo una stima per difetto. Il ruolo di Batliner risultò subito centrale: creava di persona le società paravento, le Anstalt, le Stiftung; e poi le gestiva a nome di clienti di tutto il mondo che cercavano l&#39;anonimato assoluto in Liechtenstein. Il 9 settembre 2006, chi osservò Batliner muoversi nella &quot;Piccola Cappella&quot; di Ratisbona potè notare in lui un certo nervosismo. Ogni tanto il notissimo professionista girava la testa, come per accertarsi se qualcuno lo aspettasse fuori, per capire se la polizia in divisa e gli agenti in borghese si trovavano lì per proteggere il Papa, e non per occuparsi di lui. Le sue paure non erano infondate. Era infatti un vero miracolo che Herbert Batliner potesse incontrare papa Ratzinger: in quel momento, pur risiedendo in Lichtenstein, era formalmente ricercato in Germania.</p>
<p>Com&#39;era riuscito Batliner a ottenere di incontrare personalmente Papa Ratzinger? Dopo mesi di serrate trattative e grazie alla &quot;moral suasion&quot; degli ambienti vaticani, la Procura di Bochum aveva ceduto a forti pressioni, garantendo al gentiluomo del Papa un &quot;salvacondotto&quot; per quell&#39;incontro e consentendogli un percorso dal confine austriaco-tedesco fino a Ratisbona e ritorno. La motivazione ufficiale, che poi si è rivelata risibile, era che Batliner era gravemente malato. Solo grazie a questo artificio fu evitato lo scandalo dell&#39;arresto in chiesa di un gentiluomo del Papa: appena un anno dopo, nell&#39;estate del 2007, Batliner ammetteva le sue colpe e scendeva a patti con lo Stato tedesco, accettando il pagamento di una sanzione di due milioni di euro.</p>
<p>Il salvacondotto concesso a Batliner per l&#39;incontro con Benedetto XVI destò un vero scandalo in Germania. E ci fu chi ironizzò sulla vicenda accostandola alla storia del predicatore medioevale Tetzel che, durante il papato di Giulio II, vendeva lettere di indulgenza papale per la remissione dei peccati in cambio di denaro che serviva a finanziare la costruzione della basilica di San Pietro: una protesta che aveva segnato nel 1517 l&#39;inizio della Riforma, guidata da Martin Lutero. La cattiva fama di Batliner superò in seguito i confini della Germania e del Liechtenstein. E nel 1999 il Presidente della repubblica austriaca Thomas Klestil rifiutò un assegno di beneficenza di 56 mila franchi perché proveniente proprio da Batliner. Tre anni dopo, la Suprema Corte del Liechtenstein confermò, in una sentenza, che Batliner già nel 1990 era il fiduciario dell&#39;ecuadoriano Hugo Reyes Torres, indicato come boss della droga, nel frattempo condannato. Per conto del barone della droga, segnala The Independent, Batliner avrebbe riciclato 15 milioni di euro.</p>
<p>Il gentiluomo di sua santità, il &quot;più noto e discusso fiduciario del Liechtenstein&quot;, come lo definisce il settimanale svizzero Weltwoche, sponsor dell&#39;Hockey Club di Davos, forte di un patrimonio stimato in 200 milioni di euro, era diventato noto per la prima volta in Germania all&#39;inizio degli anni Novanta nell&#39;ambito dello scandalo delle casse nere della Democrazia Cristiana tedesca, la Cdu. Un ammanco di oltre 8 milioni di euro. &quot;Appropriazione indebita personale&quot;, si giustificò il capo della Cdu dell&#39;Assia Roland Koch, pesantemente coinvolto nella vicenda. Una vicenda che vide Batliner in un ruolo senz&#39;altro centrale, ma di cui le reali implicazioni restano ancora nebulose dato che il Lichtenstein non collabora con le amministrazioni giudiziarie degli altri Paesi, tranne nei casi di omicidio o traffico di droga. Batliner era l&#39;uomo giusto per queste operazioni. Chi cercava un rifugio sicuro per il proprio denaro si rivolgeva a lui, il decano dei fiduciari. Il commento che una volta l&#39;avvocato rilasciò in merito alle pesanti accuse rivoltegli resta lapidario: &quot;Non sono un padre confessore, che deve interrogare i suoi clienti per scoprire se questi rispettano o meno le leggi dei loro rispettivi Paesi d&#39;origine&quot;.</p>
<p>L&#39;incontro a Ratisbona fu per Herbert Batliner senz&#39;altro uno dei momenti più alti della sua vita. Le cronache dell&#39;incontro ci restituiscono l&#39;atmosfera. L&#39;organo comincia a suonare. L&#39;organista intona un brano di Bach. Herbert Batliner è raggiante e sembra abbia esclamato: &quot;Se gli angeli suonano per Dio, scelgono Bach. Se suonano per se stessi, scelgono Mozart&quot;. Ma quell&#39;organo non era il primo che il benefattore del Liechtenstein avrebbe regalato alla Chiesa cattolica: il 14 dicembre 2002 il Cardinale Angelo Sodano, Segretario di Stato e Vice Decano del Collegio Cardinalizio, presiedeva il rito di benedizione del nuovo organo della Cappella Sistina, regalato anche in questo caso dallo stesso Batliner. Il maestro delle celebrazioni liturgiche pontificie, monsignor Piero Marini, si rivolgeva direttamente al benefattore affermando solennemente: &quot;Il nostro ringraziamento va al Prof. Dott. Herbert Batliner, Presidente della Fondazione Gedächnisstiftung Peter Kaiser e Gentiluomo di Sua Santità&quot;.</p>
<p>L&#39;avvocato di Vaduz, questo è certo, godeva della massima fiducia dei Papi: già nel 1998 Giovanni Paolo II lo aveva nominato Gentiluomo di Sua Santità, il più alto rango che un laico può raggiungere in Vaticano. La prima onorificenza papale, la croce &quot;Komturkreuz des Päpstlichen Silberordens mit Stern&quot;, gli però era stata conferita già nel lontano 1970. Nel 1993 seguì il &quot;segno d&#39;oro&quot; della diocesi di Innsbruck, per meriti speciali. Alla nomina di Gentiluomo di Sua Santità si aggiungeva, nel 2001, anche la Gran Croce dell&#39;Ordine Papale di San Gregorio: Herbert Batliner era ed è uno dei laici più decorati in Vaticano.</p>
<p>Dal 1994, inoltre, Batliner è Presidente del Consiglio della Fondazione della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali. È curioso ciò che scriveva l&#39;1 gennaio 1994 papa Giovanni Paolo II nel documento di nomina: &quot;I membri dell&#39;Accademia sono scelti dal Pontefice in base alla loro competenza e alla loro integrità morale&quot;. A questo punto s&#39;impongono alcune domande: in base a quale competenza &quot;morale&quot; è stato scelto il re dei fiduciari vaticani nel Lichtenstein? Dal 1990 era noto il coinvolgimento di Batliner nello scandalo delle casse nere dei democristiani tedeschi; dal 2000 in poi il suo nome era associato al più grande scandalo di evasione fiscale in Germania. È difficile decifrare i motivi di un comportamento &quot;ad alto rischio di vergogna&quot; come il rapporto strettissimo e inspiegabile del Vaticano con Herbert Batliner, di vago sapore nibelunghiano.</p>
<p>Tra l&#39;altro, i suoi guai legali sono proseguiti anche in seguito. Nel gennaio 2009 il tribunale del Liechtenstein si è dovuto occupare del vecchio &quot;tesoro&quot; dei democristiani tedeschi dell&#39;Assia nella fondazione Alma Mater, gestita da Batliner. Oltre ai sei milioni di marchi spariti dai conti, restano ancora aperte alcune domande degli inquirenti: quanti soldi neri giacevano ancora sui conti dell&#39;Alma Mater e chi esattamente aveva versato i soldi? Ufficialmente, come intestataria della società, figurava una vedova di nome Christa Buwert. Ma nel processo davanti alla Corte del Lichtenstein si sono scoperti fatti sorprendenti: per esempio che Batliner, fiduciario della fondazione, nel 1998 avrebbe effettuato un versamento di 10 milioni di franchi svizzeri da questi fondi ai propri conti personali. Un anno dopo quel versamento Batliner riceveva dalla vedova (nel frattempo ammalatasi di demenza senile) 1,2 milioni di franchi per comperare un quadro. La Corte del Liechtenstein, su istanza dell&#39;avvocato d&#39;ufficio della vedova, ha però costretto Batliner a restituire quei soldi. Batliner si è lamentato di questa sentenza, perché il &quot;quadro aveva un alto valore emozionale, fatto di ricordi&quot;.</p>
<p>Batliner è l&#39;uomo chiave anche in una strana, piccola banca italiana: la Banca Rasini, l&#39;istituto di credito che finanziò gli inizi di Silvio Berlusconi e che era diretto dal padre Luigi. Batliner era infatti l&#39;uomo che gestiva e rappresentava tre misteriose società che erano azioniste forti della Rasini: si tratta della Wootz Anstalt di Eschen, della Brittener Anstalt di Mauren e della Manlands Financiere S. A. di Schaan, tutte situate del Liechtenstein. Batliner ne era rappresentante legale insieme a un altro &quot;gnomo&quot; della finanza vaticana, Alex Wiederkehr. Wiederkehr è anch&#39;egli membro dell&#39;inner circle della finanza vaticana e fa parte di una nota famiglia di gnomi svizzeri. Insieme a Wiederkehr, Batliner era una figura chiave nella Banca Rasini, coinvolta nel blitz di San Valentino del 14 febbraio 1983 che portò all&#39;arresto di molti mafiosi di stanza a Milano; una banca indicata dallo stesso Sindona come la banca della mafia a Milano. La riprova che Batliner fosse l&#39;uomo della finanza vaticana nella Rasini viene anche dal fatto che altri importanti azionisti della Rasini, gli Azzaretto, erano fiduciari della finanza vaticana sin dai tempi di Papa Pacelli, come recentemente ammesso da Dario Azzaretto in una intervista a chi scrive.</p>
<p>Un &quot;dettaglio&quot; altrettanto interessante e inquietante è che Batliner, gentiluomo del Papa e longa manus del Vaticano nella Banca Rasini, è anche coinvolto nella vicenda del tesoro nascosto della Fiat. Batliner è infatti il fondatore della Prokuration Anstalt, che a sua volta controlla il First Advisory Group, il quale ha materialmente costituito il Trust Alkyone, la principale cassaforte offshore destinata a raccogliere il patrimonio estero dell&#39;avvocato Agnelli. E nel consiglio di amministrazione di Alkyone compaiono la moglie dell&#39;avvocato Batliner, Angelica Moosleithner, Ivan Ackermann e Norbert Maxer della Prokuration Anstalt. Nel 2001 venivano inoltre nominati, accanto ai consiglieri di amministrazione, i protettori del Trust: Gianluigi Gabetti, Franzo Grande Stevens e, naturalmente, Gianni Agnelli.</p>
<p>Oggi Herbert Batliner si divide tra la sua clientela &quot;top&quot; e i campi da hockey di Davos. Nonostante sia stato accusato di essere l&#39;uomo del riciclaggio dei fondi neri della politica ed abbia riconosciuto di essere uno dei maggiori esperti di evasione fiscale, Ratzinger non fa nulla per rimuoverlo. Dopo l&#39;esplosione del caso Balducci-Anemone, il Vaticano ha dichiarato formalmente che i gentiluomini di sua santità sono &quot;professionisti di indubbia moralità e qualora si dimostri il contrario le dimissioni dall&#39;incarico sono doverose&quot;. Eppure, se si entra nella fornitissima libreria del Vaticano situata accanto a piazza San Pietro e si acquista il gigantesco Annuario Pontificio, si scopre, a pagina 1822, che Herbert Batliner è sempre lì, nel cuore dell&#39;organigramma del potere vaticano, come presidente del Consiglio della Fondazione per la Promozione delle Scienze Sociali. I vecchi amici non si abbandonano mai.</p>
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		<title>Mi illumino d’incenso [La Stampa]</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/mi-illumino-dincenso-la-stampa/</link>
		
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		<pubDate>Thu, 27 May 2010 10:40:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Quotidiani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Massimo Gramellini su La Stampa del 27/5/2010 La virtù cristiana dell&#39;umiltà è entrata improvvisamente in sciopero a Salerno, dove l&#39;arcivescovo ha inaugurato una statua che lo raffigura. Monsignor Pierro ha voluto pensare ai fedeli più miopi, adoperandosi affinché la scultura fosse alta almeno quattro metri. L&#39;opera che tramanda ai posteri le fattezze di questo servo [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a target="_blank" href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/hrubrica.asp?ID_blog=41"><br />Massimo Gramellini su La Stampa del 27/5/2010</a></p>
<p>La virtù cristiana dell&#39;umiltà è entrata improvvisamente in sciopero a<br />
Salerno, dove l&#39;arcivescovo ha inaugurato una statua che lo raffigura.<br />
Monsignor Pierro ha voluto pensare ai fedeli più miopi, adoperandosi<br />
affinché la scultura fosse alta almeno quattro metri. L&#39;opera che<br />
tramanda ai posteri le fattezze di questo servo del Signore è stata<br />
eretta nel Seminario metropolitano, là dove i sacerdoti sono soliti<br />
svolgere gli esercizi spirituali. Ne trarranno ispirazione per<br />
riflettere sulle miserie della natura umana, fra le quali l&#39;ego espanso<br />
è in fondo una delle più innocue. Anche delle più diffuse, però: un<br />
altro monsignore, a Vallo della Lucania, si è fatto ritrarre in un<br />
affresco alla destra di Gesù.</p>
<p><span id="more-563"></span><br />Siamo convinti che il vescovo di Salerno raccolga schiere di devoti che<br />
lo vorrebbero santo subito e immortalato nella Cappella Sistina accanto<br />
ad Adamo. Eppure nemmeno a loro dispiacerebbe sapere con quali denari<br />
Sua Eminenza ha commissionato il capolavoro che fissa i suoi nobili<br />
lineamenti nel marmo di Carrara. Non ricordo che la scultura venisse<br />
citata nella pubblicità dell&#39;otto per mille. Mentre mi pare di<br />
ricordare che il monsignore andrà presto a giudizio, con l&#39;accusa<br />
d&#39;aver attinto ai fondi pubblici per ristrutturare una colonia per<br />
bambini bisognosi che un miracolo ha successivamente trasformato in<br />
albergo a cinque stelle. Di sicuro sono storie come questa che inducono<br />
a credere nell&#39;origine divina della Chiesa: non si capirebbe,<br />
altrimenti, come possa sopravvivere da duemila anni a certi preti.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Quanto paghiamo l’ora di religione [manifesto]</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/quanto-paghiamo-l%e2%80%99ora-di-religione-manifesto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[cladmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 May 2010 16:08:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Quotidiani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Per un approfondimento della notizia * da il manifesto del 12/5/2010: Grazie a dio, anzi, grazie al Consiglio di stato, gli insegnanti di religionepotranno partecipare alla valutazione degli studenti delle scuole superiori. Avere frequentato l&#39;ora di religione garantirà crediti in più rispetto a tutti gli altri studenti. Il «voto» di religione farà media e costituirà [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/quanto-paghiamo-l%e2%80%99ora-di-religione-manifesto/">Quanto paghiamo l’ora di religione [manifesto]</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.uaar.it/news/2010/05/11/ora-religione-consiglio-stato-da-ragione-ministro-gelmini/" target="_blank">Per un approfondimento della notizia</a></p>
<p>*</p>
<p>da <a target="_blank" href="http://www.ilmanifesto.it/archivi/fuoripagina/anno/2010/mese/05/articolo/2747/">il manifesto del 12/5/2010</a>:</p>
<p>Grazie a dio, anzi, grazie al Consiglio di stato, gli insegnanti di religione<br />potranno<br />
partecipare alla valutazione degli studenti delle scuole superiori.<br />
Avere frequentato l&#39;ora di religione garantirà crediti in più rispetto<br />
a tutti gli altri studenti. Il «voto» di religione farà media e<br />
costituirà un vantaggio indiscusso già dai prossimi consigli di classe<br />
di fine anno. Il giudizio del Consiglio di stato ribalta una precedente<br />
sentenza del Tar del Lazio e dà ragione al ministro Gelmini e alla Cei.<br />
Si tratta solo dell&#39;ultimo di una lunga serie di favori di cui hanno<br />
usufruito gli insegnanti di religione, gli unici a vivere un periodo di<br />
vacche<br />grasse mentre tutti gli altri loro colleghi vengono<br />
massacrati dai tagli voluti da Tremonti. Oltre ai vantaggi per le<br />
scuole private cattoliche, lo Stato paga personale che accede al posto<br />
di lavoro grazie al benestare della curia. E con questa sentenza gli<br />
conferisce il diritto di promuovere o bocciare.</p>
<p><span id="more-562"></span><br />La sentenza del Consiglio di stato si basa<br />
sul seguente ragionamento: chi ha scelto l&#39;ora di religione «ha il<br />
diritto-dovere di essere valutato per l&#39;interesse e il profitto<br />
dimostrato». Chi non la fa, secondo i giudici, non verrebbe<br />
discriminato perché potrebbe frequentare dei corsi alternativi che il<br />
Consiglio di stato invita ad istituire in tutte le scuole. Peccato che<br />
proprio i tagli governativi facciano sì che questi corsi siano quasi<br />
del tutto assenti e che in ogni caso non siano<br />valutati. «Siamo di<br />
fronte ad una atto palesemente anticostituzionale &#8211; commenta Mimmo<br />
Pantaleo, segretario nazionale Flc Cgil &#8211; chi fa l&#39;ora di religione ha<br />
un giudizio in più che fa media, chi non la fa no. E questo sia nel<br />
caso in cui frequenti i corsi alternativi, sia nel caso in cui non li<br />
frequenti perché non vuole o perché, come avviene quasi ovunque, non<br />
esistono. Inoltre questo cambio delle regole di valutazione avviene in<br />
corso d&#39;opera, alla vigilia degli<br />scrutini di fine anno».<br />La<br />
crociata a favore dell&#39;ora di religione in questi anni è stata<br />
bipartisan. Fu infatti il ministro del centrosinistra Giuseppe Fioroni<br />
a volere che quell&#39;ora potesse dare crediti aggiuntivi agli studenti di<br />
buona fede. E fu proprio l&#39;ordinanza dell&#39;ex ministro del Pd a ricevere<br />
la bocciatura del Tar del Lazio.<br />Fioroni, scocciato, annunciò il<br />
ricorso che poi fu portato avanti dalla Gelmini e dal governo<br />
Berlusconi, in accordo con il Vaticano. E bipartisan è stato anche<br />
l&#39;atteggiamento genuflesso dei governi di entrambe le parti che hanno a<br />
più riprese aumentato le assunzioni dei docenti di religione mentre<br />
tagliavano tutti gli altri.<br />Gli insegnanti di religione in Italia<br />
sono circa 25 mila. Tutti insegnano grazie al benestare delle autorità<br />
ecclesiastiche. Tra questi 15 mila sono di ruolo. Hanno ottenuto il<br />
posto fisso tutti negli ultimi tre anni grazie a dei concorsi a dir<br />
poco speciali. Entrati dalla finestra, grazie a questa via<br />
preferenziale, godono però degli stessi diritti dei loro colleghi che<br />
da anni aspettano invano un concorso. Non solo. Qualora dovesse sparire<br />
il loro corso potrebbero comunque cambiare cattedra e insegnare altre<br />
materie superando in curva la lunga fila dei precari<br />che ne<br />
avrebbero diritto. Anche gli insegnanti di religione ancora precari<br />
sono avvantaggiati: ogni due anni, solo loro, hanno diritto ad uno<br />
scatto di anzianità.<br />Nelle scuole italiane il governo ha stabilito<br />
il taglio in tre anni di 140 mila posti di lavoro tra personale docente<br />
e non docente. La scuola è la più grande azienda in crisi del nostro<br />
paese e una delle prime emergenze occupazionali. Dal punto di vista di<br />
studenti e genitori salta tutto: compresenze, supplenti, materiale<br />
didattico. Eppure lo Stato, cioè noi, spende più di un miliardo di euro<br />
l&#39;anno per pagare lo stipendio agli insegnati di religione che hanno<br />
ricevuto il sigillo clericale. E non basterà la crisi di vocazione<br />
degli studenti a fare diminuire<br />l&#39;obolo che la Repubblica versa per<br />
l&#39;ora di religione. «Già oggi &#8211; racconta Pippo Frisone della Flc Cigl &#8211;<br />
a Milano (dove il 40% degli studenti delle superiori decide di non fare<br />
religione e dove Formigoni elargisce il buono scuola a chi vuole<br />
frequentare le scuole private, spesso confessionali) non solo non<br />
esistono corsi alternativi, ma anche dove gli studenti che hanno deciso<br />
di fare religione sono pochissimi, magari due o tre per classe, si<br />
mantiene comunque il corso e si paga lo stipendio all&#39;insegnante. In<br />
tutti gli altri casi le classi, invece, si accorpano, i posti di lavoro<br />
saltano e gli studenti arrivano ad essere anche 30 per classe. E&#39; uno<br />
scandalo. </p>
<div>
<div>Dare un vantaggio agli studenti che fanno religione servirà solo ad indurli a<br />frequentare<br />
religione per giustificare la spesa dello Stato a favore<br />
dell&#39;insegnamento del cattolicesimo nelle scuole pubbliche».</div>
</div>
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			</item>
		<item>
		<title>Vedremo il film su Ipazia? [La Stampa]</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/vedremo-il-film-su-ipazia-la-stampa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[cladmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Apr 2010 16:24:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Quotidiani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>PIERO BIANUCCI su La Stampa del 12/4/2010 Passi che in Italia si riesca ancora a litigare su questioni come l&#39;evoluzionismo di Darwin e il processo a Galileo, ma che persino Ipazia, matematica e astronoma vissuta nel quarto secolo dopo Cristo, possa suscitare polemiche e incontrare ostilità da parte &#8211; forse &#8211; non tanto della Chiesa [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/vedremo-il-film-su-ipazia-la-stampa/">Vedremo il film su Ipazia? [La Stampa]</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a target="_blank" href="http://www3.lastampa.it/scienza/sezioni/il-cielo/articolo/lstp/185302/">PIERO BIANUCCI su La Stampa del 12/4/2010</a></p>
<p>Passi<br />
che in Italia si riesca ancora a litigare su questioni come<br />
l&#39;evoluzionismo di Darwin e il processo a Galileo, ma che persino<br />
Ipazia, matematica e astronoma vissuta nel quarto secolo dopo Cristo,<br />
possa suscitare polemiche e incontrare ostilità da parte &#8211; forse &#8211; non<br />
tanto della Chiesa quanto degli &quot;atei devoti&quot; che dall&#39;atteggiarsi a<br />
paladini del Vaticano traggono vantaggi politici, dovrebbe sembrare<br />
eccessivo. Invece è successo. </p>
<p> C&#39;è voluta una mobilitazione<br />
del popolo di Internet con diecimila firme sotto una petizione per<br />
ottenere che un film dedicato alla vita di questa scienziata venisse<br />
proiettato nel nostro paese. Dopo opposizioni, ostruzionismi e<br />
balbettamenti, ci sarà finalmente concesso di vederlo dal 23 aprile,<br />
non so in quante sale (probabilmente poche)<br />&#160; </p>
<p><span id="more-561"></span><br />Il film è<br />
intitolato &quot;Agora&quot; ed è opera di Alejandro Amenabàr, il regista di &quot;The<br />
Others&quot; e &quot;Il mare dentro&quot;, interprete di Ipazia è l&#39;attrice inglese<br />
Rachel Weisz (nella foto). Al Festival di Cannes e al Toronto Film<br />
Festival ha ottenuto molti consensi dalla critica, confermati dal<br />
pubblico che ha potuto vederlo negli Stati Uniti, in Francia, in<br />
Grecia, Spagna e Thailandia. In Spagna &quot;Agora&quot; ha ricevuto addirittura<br />
sette premi Goya. </p>
<p> Perché Ipazia fa ancora paura? Perché fu<br />
donna e intellettuale, libera pensatrice, di religione pagana,<br />
intelligente, colta, si oppose alla distruzione della Biblioteca di<br />
Alessandria. Ma soprattutto perché morì lapidata da fondamentalisti<br />
cristiani su istigazione del vescovo Cirillo. Non dimentichiamo che nel<br />
391 un editto di Teodosio aveva proclamato il cristianesimo religione<br />
di stato dell&#39;impero romano. Le commistioni tra fede e governo sono<br />
sempre pericolose. </p>
<p> Vissuta ad Alessandria d&#39;Egitto dal 370 al<br />
414 dopo Cristo, Ipazia fu seguace della filosofia neoplatonica,<br />
brillante matematica, grande conoscitrice del cielo e anche<br />
appassionata divulgatrice del suo sapere. Secondo Sinesio, l&#39;allievo<br />
prediletto, mise in discussione la cosmologia tolemaica che poneva la<br />
Terra al centro dell&#39;universo. Pare anche che abbia intuito la<br />
relatività dei moti poi descritta da Galileo e la ellitticità delle<br />
orbite dei pianeti annunciata nel 1609 da Keplero. In realtà poco si sa<br />
di Ipazia con certezza perché di lei non ci è giunto nessuno scritto. </p>
<p>La sua fama ha attraversato i secoli ed è stata rilanciata durante il<br />
Rinascimento. Raffaello Sanzio raffigura Ipazia nell&#39;affresco della<br />
&quot;Scuola di Atene&quot; (1509-1511, Palazzi Vaticani). Nell&#39;affollamento del<br />
dipinto, è l&#39;unico personaggio che guardi verso lo spettatore, quasi un<br />
atto di sfida. Il Planetario di Torino Infini.To ha scelto lei &#8211; non<br />
Aristarco, Ipparco o Tolomeo &#8211; come rappresentante dell&#39;astronomia<br />
antica: è Ipazia ad accogliere i visitatori e a raccontare la<br />
cosmologia delle sfere di cristallo in armoniosa rotazione intorno alla<br />
Terra immobile (cosa che sarebbe discutibile, se è vero che Ipazia<br />
criticò quella teoria suscitando l&#39;ira dei cristiani). </p>
<p> Dopo<br />
Ipazia, nella storia della scienza c&#39;è un vuoto di mille anni. Superati<br />
i secoli bui del medioevo, le donne tornano a occuparsi di astronomia<br />
soltanto nel tardo Rinascimento e poi incominciano ad avere un ruolo<br />
rilevante con l&#39;Illuminismo, quando la condizione femminile fa un passo<br />
avanti. Ma almeno nei primi tempi le donne astronomo sono ancora, più<br />
che professioniste della scienza del cielo, sorelle volenterose, mogli<br />
devote, e magari piacevoli compagne. In questa casistica si collocano<br />
Sofia Brahe (1559-1643) assistente del fratello Tycho a lui<br />
sopravvissuta per ben 43 anni, tanto da poter vedere l&#39;intera<br />
rivoluzione scientifica di Keplero e Galileo; Caterina Hevel<br />
(1646-1693), moglie del birraio-astronomo Johannes Hevel; e Maria Kirch<br />
(1670-1720), già autonomamente astronoma e poi moglie del collega<br />
Gottfried Kirch. </p>
<p> Chi volesse, potrà saperne di più sulla<br />
vicenda della tentata censura al film su Ipazia partecipando<br />
all&#39;incontro organizzato a Roma in collaborazione con l&#39;Istituto<br />
Treccani dal distributore della pellicola Mikado. Si svolgerà il 14<br />
aprile a Palazzo Mattei, ore 18,30. Parteciperanno Giulio Giorello,<br />
Luciano Canfora, Silvia Ronchey e Carlo Ossola. Il 20 aprile, altro<br />
dibattito a Milano, con Umberto Eco, Eva Cantarella, Vito Mancuso,<br />
Mariateresa Fumagalli Beonio Brocchieri, Giancarlo Bosetti e il regista<br />
del film Alejandro Amenabàr.</p>
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		<item>
		<title>Corruzione e devozione [Repubblica]</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/corruzione-e-devozione-repubblica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[cladmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Mar 2010 11:15:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Quotidiani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dal sito iniziativalaica.it: Un fondo di Francesco Merlo su Repubblica che cerca di &#34;far riflettere sull&#39;incontestabile rapporto che c&#39;è in Italia tra Cristo e Barabba e sulla coscienza del ‘gentiluomo di Sua Santità&#39; a capo di una associazione a delinquere, abituato a commettere delitti di ogni genere e a invocare il divino perdono nei vestiboli, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/corruzione-e-devozione-repubblica/">Corruzione e devozione [Repubblica]</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dal sito <a target="_blank" href="http://www.iniziativalaica.it"><em>iniziativalaica.it</em></a>:</p>
<p>Un fondo di Francesco Merlo su Repubblica che cerca di &quot;far riflettere sull&#39;incontestabile rapporto che c&#39;è in Italia tra Cristo e Barabba e sulla coscienza del ‘gentiluomo di Sua Santità&#39; a capo di una associazione a delinquere, abituato a commettere delitti di ogni genere e a invocare il divino perdono nei vestiboli, nei sacrari, nei refettori, nei sentieri tra le celle di un Paese dove la rispettabilità cattolica è garantita dall&#39;&#39;ipocrisia&quot;.</p>
<p><a target="_blank" href="../../../documenti/Corruzione-e-devozione.pdf">PDF articolo completo</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/corruzione-e-devozione-repubblica/">Corruzione e devozione [Repubblica]</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Fuga dall&#8217;ora di religione? [Repubblica]</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/fuga-dallora-di-religione-repubblica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[cladmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Mar 2010 11:09:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Quotidiani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>[Progetto OraAlternativa dell&#39;Uaar] Fuga dall&#39;ora di religione in 700mila fuori dall&#39;aula di SALVO INTRAVAIA su La Repubblica del 5/3/2010 Fuga dall&#39;ora di religione in 700mila fuori dall&#39;aula ROMA &#8211; Lenta, ma inesorabile, prosegue la fuga degli alunni dalle aule italiane durante l&#39;ora di religione. La conferma arriva dalla più autorevole fonte in materia: la Conferenza [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/fuga-dallora-di-religione-repubblica/">Fuga dall&#8217;ora di religione? [Repubblica]</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>[<a href="http://www.uaar.it/uaar/campagne/progetto-ora-alternativa/" target="_blank">Progetto OraAlternativa dell&#39;Uaar</a>]</p>
<p>Fuga dall&#39;ora di religione<br />
in 700mila fuori dall&#39;aula<br />
di SALVO INTRAVAIA su La Repubblica del 5/3/2010</p>
<p>Fuga dall&#39;ora di religione in 700mila fuori dall&#39;aula<br />
ROMA &#8211; Lenta, ma inesorabile, prosegue la fuga degli alunni dalle aule<br />
italiane durante l&#39;ora di religione. La conferma arriva dalla più<br />
autorevole fonte in materia: la Conferenza episcopale italiana. Nel<br />
corso del 2008/2009, ultimo anno di rilevazione disponibile al momento,<br />
9 alunni italiani su 100 preferiscono uscire dall&#39;aula quando entra<br />
l&#39;insegnante di religione. E i primi dati dell&#39;anno in corso mostrano<br />
un ulteriore incremento. E mentre il governo, per tagliare il maggior<br />
numero di cattedre possibile, si appresta a riempire ulteriormente le<br />
classi, quando c&#39;è l&#39;ora di insegnamento confessionale le stesse si<br />
spopolano.</p>
<p><span id="more-559"></span><br />Un fenomeno che preoccupa non poco le gerarchie vaticane, specialmente al Nord. &quot;Il dato, valutato nella sua dinamica temporale, indica &#8211; si legge nell&#39;Annuario 2009 &#8211; una lieve ma progressiva flessione nella quota degli studenti avvalentisi che ha totalizzato nell&#39;arco dei 16 anni di rilevazione, una perdita complessiva di poco più di due punti percentuali: 93,5% nell&#39;anno scolastico 1993/94 contro 91% del 2008/09&quot;. E quando si prendono in considerazione i dati relativi al Nord le defezioni assumo la dimensione di una vera e propria fuga.</p>
<p>&quot;La percentuale attuale dei non avvalentisi (14,9%) segnala ancora una volta una sensibile tendenza all&#39;aumento crescendo, nel breve volgere di un triennio, di quasi un punto percentuale&quot;. E passando ai singoli ordini di scuola si scopre che &quot;La disaggregazione per tipo di scuola conferma &#8211; continuano i vescovi &#8211; che la preoccupante ascesa è ascrivibile, in larga misura, alla scuola dell&#39;infanzia mentre più contenuta appare la crescita sia nella primaria che nella secondaria di primo grado&quot;. Mentre nelle classi della scuola superiore, dove il dato è comunque record (25,5%) si profila una lieve contrazione rispetto all&#39;anno precedente.</p>
<p>Se le percentuali, ancora provvisorie della Cei, saranno confermate sono oltre 700 mila gli alunni che, mentre i compagni studiano la Bibbia o discutono di tematiche religiose, si dedicano ad altro. Alla scuola materna si sfiora il 7% (quasi un punto in più in 12 mesi), mentre alla primaria l&#39;incremento è di quasi mezzo punto: 5,8%. Nelle classi della scuola media la percentuale è stabile: 7,3%. E al superiore sarebbe addirittura in leggero calo: 14,7% nel 2008/2009 e 15,5% l&#39;anno precedente. Ma il dato è da confermare, spiegano dal Servizio nazionale per l&#39;insegnamento della religione cattolica.</p>
<p>Nelle regioni settentrionali, anche per la massiccia presenza di alunni stranieri, i dati si impennano e superano di gran lunga le medie nazionali. Nella scuola dell&#39;infanzia si sfiora quota 13% (12,7, per la precisione), alla primaria siamo oltre il 9% e alla media quasi al 12. Percentuale che raddoppia al superiore: 25,5%. E&#39; la Toscana la regione meno affezionata alla Religione, almeno a scuola. Al momento siamo al 18,3%, ma di questo passo la soglia del 20% non è lontana.</p>
<p>Intanto, col nuovo Regolamento sul dimensionamento scolastico, da settembre le classi si riempiranno. Il governo ha infatti innalzato di 0,4 il numero medio di alunni per aula, incrementando anche i tetti massimi che in alcuni casi possono toccare quota 30 alunni. Al superiore, sono oltre 22 in media gli studenti per classe, ma quando entra il prof di Religione si respira: si scende a 18 e al Nord addirittura a 16. </p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Il sano ateismo? [La Stampa]</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/il-sano-ateismo-la-stampa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[cladmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Mar 2010 10:40:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Quotidiani]]></category>
		<guid isPermaLink="false"></guid>

					<description><![CDATA[<p>&#34;No alla patente di ateismo&#34;Gli atei organizzati in un&#39;Unione chiudono la porta al confronto con l&#39;arcivescovo e grande teologo Gianfranco Ravasi che ha annunciato una innovativa fondazione per dialogare con chi non crede in DioGIACOMO GALEAZZI su La Stampa del 27/2/2010 «Non possiamo fare a meno di notare l&#39;evoluzione della Chiesa cattolica: prima dava patenti [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/il-sano-ateismo-la-stampa/">Il sano ateismo? [La Stampa]</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&quot;No alla patente di ateismo&quot;<br />Gli atei organizzati in un&#39;Unione<br />
chiudono la porta al confronto con l&#39;arcivescovo e grande teologo<br />
Gianfranco Ravasi che ha annunciato una innovativa fondazione per<br />
dialogare con chi non crede in Dio<br /><a href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=242&#038;ID_articolo=1623&#038;ID_sezione=524&#038;sezione=" target="_blank">GIACOMO GALEAZZI su La Stampa del 27/2/2010</a></p>
<p>«Non possiamo<br />
fare a meno di notare l&#39;evoluzione della Chiesa cattolica: prima dava<br />
patenti di cristianità, poi è passata a dare quelle di laicità e ora<br />
addirittura quelle di ateismo». Così Raffaele Carcano, segretario<br />
nazionale dell&#39;Uaar (Unione atei e agnostici razionalisti), replica<br />
alle affermazioni di monsignor Gianfranco Ravasi, presidente del<br />
Pontificio Consiglio per la Cultura, che, annunciando la creazione di<br />
una fondazione aperta agli atei nel suo dicastero, a cui la Uaar non è<br />
stata invitata, ha definito quest&#39;ultima un&#39;associazione<br />
«folcloristica». «Evidentemente l&#39;incredulità è un fenomeno che sta<br />
crescendo davvero tanto &#8211; commenta Carcano &#8211; mentre è meno evidente in<br />
che cosa la Uaar sarebbe folcloristica, viste le decine di iniziative<br />
culturali che organizziamo in tutto il paese, a partire dal Darwin<br />
day».</p>
<p><span id="more-558"></span><br />La Uaar liquida il Cortile dei Gentili (questo il nome della fondazione) come «un tentativo di creare una rete di persone agnostiche e atee che accettino il dialogo alle condizioni imposte dalla Chiesa cattolica». «Non troverà nessuna associazione atea che pensa che la teologia debba avere dignità scientifica», ha commentato il presidente della Federazione umanista europea, David Pollock. Il progetto di monsignor Ravasi è una Fondazione per far dialogare Chiesa e non credenti, alla quale hanno già assicurato la loro adesione intellettuali come la psicoanalista Julia Kristeva, e che raccoglie, sulle pagine di Avvenire, anche il plauso dell&#39;ex presidente del Consiglio Giuliano Amato. Dell&#39;iniziativa, incoraggiata dal Papa che nel discorso alla Curia romana dello scorso dicembre aveva auspicato l&#39;istituzione di una sorta di «cortile dei gentili», si è fatto promotore il Pontificio consiglio della Cultura, e in particolare il suo presidente, mons. Gianfranco Ravasi, che sulle colonne di Agorà, lo spazio culturale di Avvenire diretto da Roberto Righetto, ne ha annunciato la nascita. Scopo della Fondazione &#8211; ha spiegato Ravasi &#8211; sarà quello di «creare una rete di persone agnostiche o atee che accettino il dialogo ed entrino come membri nella Fondazione». «Inoltre &#8211; ha aggiunto &#8211; vogliamo avviare contatti con organizzazioni atee per avviare un confronto», anche se &#8211; ha puntualizzato «non certo con l&#39;Uaar (Unione atei agnostici razionalisti) italiana, che è folcloristica».&#160; Infine, riprendere le riflessioni del card.Martini sullo «spazio della spiritualità dei senza Dio», e «sviluppare i temi del rapporto tra religione, società, pace e natura». Un primo incontro &#8211; ha anticipato mons.Ravasi ad Agorà &#8211; dovrebbe tenersi nella seconda metà di quest&#39;anno a Parigi. L&#39;intento &#8211; ha detto ancora &#8211; è quello di ricostruire un dialogo spezzato da un ateismo mutato nel tempo, non più «una spiegazione della realtà alternativa a quella credente ma con una sua etica», come era per Marx e Nietzsche, ma una indifferenza sarcastica, che fa dire a Charles Taylor che se Dio venisse in una città del 2010 «l&#39;unica cosa che succederebbe è che gli chiederebbero i documenti». Un atteggiamento che, anche secondo Giuliano Amato, oggi a capo dell&#39;Istituto dell&#39;Enciclopedia italiana, finisce per nuocere all&#39;intera società che, «senza l&#39;elemento religioso smarrisce inesorabilmente l&#39;attenzione verso l&#39;altro». E nuoce ai credenti, indotti a chiudersi «in una minoranza condannata alla minorità»</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/il-sano-ateismo-la-stampa/">Il sano ateismo? [La Stampa]</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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