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	<title>primo levi Archivi - Associazione Culturale Civiltà Laica</title>
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	<description>Per un movimento culturale volto a difendere la Laicità dello Stato.</description>
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		<title>27 gennaio 1945: la Memoria è ancora necessaria</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/27-gennaio-1945-la-memoria-e-ancora-necessaria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Jan 2013 10:05:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[alessandra maiorino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Oggi dobbiamo ricordare. Ma cosa, e come? È sufficiente istituire una pur doverosa Giornata della Memoria per commemorare quel 27 gennaio del 1945, giorno in cui, ormai 68 anni fa, l&#8217;Armata Rossa abbatté i cancelli di Auschwitz e il mondo conobbe per la prima volta, fin nei più indicibili dettagli, l&#8217;orrore dei lager nazisti?  «La [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/27-gennaio-1945-la-memoria-e-ancora-necessaria/">27 gennaio 1945: la Memoria è ancora necessaria</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi dobbiamo ricordare. Ma cosa, e come? È sufficiente istituire una pur doverosa Giornata della Memoria per commemorare quel 27 gennaio del 1945, giorno in cui, ormai 68 anni fa, l&#8217;Armata Rossa abbatté i cancelli di Auschwitz e il mondo conobbe per la prima volta, fin nei più indicibili dettagli, l&#8217;orrore dei lager nazisti? <span id="more-11126"></span><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/index.php/27-gennaio-1945-la-memoria-e-ancora-necessaria.html/spianto" rel="attachment wp-att-11127"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-11127" alt="spianto" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2013/01/spianto-300x200.jpg" width="300" height="200" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2013/01/spianto-300x200.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2013/01/spianto.jpg 960w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
<p>«La memoria umana è uno strumento meraviglioso ma fallace. È questa una verità logora, nota non solo agli psicologi, ma anche a chiunque abbia posto attenzione al comportamento di chi lo circonda, o al suo stesso comportamento. I ricordi che giacciono in noi non sono incisi sulla pietra; non solo tendono a cancellarsi con gli anni, ma spesso si modificano, o addirittura si accrescono, incorporando lineamenti estranei [&#8230;]. Questa scarsa affidabilità dei nostri ricordi sarà spiegata in modo soddisfacente solo quando sapremo in quale linguaggio, in quale alfabeto essi sono scritti, su quale materiale, con quale penna: a tutt&#8217;oggi, è questa una meta da cui siamo lontani».</p>
<p>Così mette in guardia Primo Levi, al principio del primo capitolo &#8211; dal titolo <i>La memoria dell&#8217;offesa</i> -, nel suo libro <i>I sommersi e i salvati</i>, scritto nel 1986, a più di quaranta anni di distanza dalla sua esperienza nel lager di Auschwitz. Con toni pacati ma sguardo fermo, Levi ha scrutato i recessi più purulenti della «banalità del male», mostrandone il suo volto familiare, qualunque, camuffato da normalità e dovere. Timido testimone dell&#8217;orrore, egli ci ammonisce che no, commemorare istituzionalmente la Shoa non è sufficiente. «Anche in condizioni normali &#8211; infatti &#8211; è all&#8217;opera una lenta degradazione, un offuscamento dei contorni, un oblio per così dire fisiologico, a cui pochi ricordi resistono. È probabile che si possa riconoscere qui una delle grandi forze della natura, quella stessa che degrada l&#8217;ordine in disordine, la giovinezza in vecchiaia, e spegne la vita nella morte. È certo che l&#8217;esercizio (in questo caso, la frequente rievocazione) mantiene il ricordo fresco e vivo, allo stesso modo come mantiene efficiente un muscolo che viene spesso esercitato; ma è anche vero che un ricordo troppo spesso evocato, ed espresso in forma di racconto, tende a fissarsi in uno stereotipo, in una forma collaudata dall&#8217;esperienza, cristallizzata, perfezionata, adorna, che si installa al posto del ricordo greggio e cresce a sue spese».</p>
<p>È sempre in altri tempi e in altri luoghi che si verificano i fatti più atroci, mai qui, mai ora. La nostra sensibilità è dotata di una vista siffatta che non sempre riesce a mettere a fuoco quel che è troppo vicino. Tenendo gli occhi fissi su quel punto lontano, scrutandolo e indagandolo, e avvertendo i brividi dell&#8217;orrore che fu, perdiamo di vista i segni che l&#8217;oggi ci manda, e lo scricchiolio delle pareti di casa nostra. Eppure, è oggi, è in questo particolare frangente storico che ripercorrere le faticose pagine dei libri di Levi e ascoltare il suo monito appare indispensabile, forse salvifico. Solo così si può sperare di allontanare la iattura di una tragica profezia: «Si affaccia all&#8217;età adulta [ricordiamo che il testo riportato è del 1986, ndr] una generazione scettica, priva non di ideali ma di certezze, anzi, diffidente delle grandi verità rivelate; disposta invece ad accettare le verità piccole, mutevoli di mese in mese sull&#8217;onda convulsa delle mode culturali, pilotate o selvagge. Per noi, parlare con i giovani è sempre più difficile. Lo percepiamo come un dovere, ed insieme come un rischio: il rischio di apparire anacronistici, di non essere ascoltati. Dobbiamo essere ascoltati: al di sopra delle nostre esperienze individuali, siamo stati collettivamente testimoni di un evento fondamentale ed inaspettato, fondamentale appunto perché inaspettato, non previsto da nessuno. È avvenuto contro ogni previsione; è avvenuto in Europa; incredibilmente, è avvenuto che un intero popolo civile, appena uscito dalla fervida fioritura culturale di Weimar, seguisse un istrione la cui figura oggi muove al riso; eppure Adolf Hitler è stato obbedito ed osannato fino alla catastrofe. È avvenuto, quindi può accadere di nuovo: questo è il nocciolo di quanto abbiamo da dire.<br />
Può accadere, e dappertutto. Non intendo né posso dire che avverrà; come ho accennato più sopra, è poco probabile che si verifichino di nuovo, simultaneamente, tutti i fattori che hanno scatenato la follia nazista, ma si profilano alcuni segni precursori. La violenza, &#8220;utile&#8221; o &#8220;inutile&#8221;, è sotto i nostri occhi: serpeggia, in episodi saltuari e privati, o come illegalità di stato, in entrambi quelli che si sogliono chiamare il primo e il secondo mondo, vale a dire nelle democrazie parlamentari e nei paesi dell&#8217;area comunista. Nel terzo mondo è endemica od epidemica. Attende solo il nuovo istrione (non mancano i candidati) che la organizzi, la legalizzi, la dichiari necessaria e dovuta e infetti il mondo».</p>
<p>La commemorazione della Shoah e di tutti gli eccidi compiuti nel furore di una pretesa superiorità identitaria ha troppo spesso la parvenza scialba del dovere e il gusto insipido di un avvenimento lontano, cristallizzato in un&#8217;epoca remota e irripetibile. Sappiamo dov&#8217;è Auschwitz e cosa accadde dentro quei recinti di filo spinato: non può mai più ripetersi. Levi però capovolge completamente questo rassicurante teorema e afferma: è già accaduto, quindi può accadere ancora. Auschwitz infatti non è un luogo fisico o un capitolo su un libro di storia. Auschwitz è una categoria mentale: la categoria della sopraffazione, dell&#8217;illegalità accettata, sostenuta o elevata a sistema, della tolleranza della limitazione delle libertà personali per comodo, dell&#8217;indifferenza di fronte alla negazione dei diritti delle minoranze di qualunque genere, dell&#8217;insensibilità davanti al dolore di un altro che &#8220;non è dei nostri&#8221;.<br />
Tanto io non posso farci niente: ecco dove (ri)comincia Auschwitz. Ecco quel che dobbiamo ricordare.</p>
<p><b>Alessandra Maiorino &#8211; <a href="http://cronachelaiche.globalist.it/Detail_News_Display?ID=48886&amp;typeb=0&amp;27-gennaio-1945-la-Memoria-e-ancora-necessaria">Cronache Laiche</a></b></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/27-gennaio-1945-la-memoria-e-ancora-necessaria/">27 gennaio 1945: la Memoria è ancora necessaria</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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