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	<title>pietro greco Archivi - Associazione Culturale Civiltà Laica</title>
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	<description>Per un movimento culturale volto a difendere la Laicità dello Stato.</description>
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		<title>Darwin crocefisso (anche) in Corea</title>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Jun 2012 18:21:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[filosofia e scienza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Succede anche nel “nuovo mondo”. Anche in Corea del Sud i creazionisti sono riusciti a“crocifiggere Darwin” e a cacciarlo, di fatto, dalla scuola. E sì che la “tigre asiatica” vanta la maggiore percentuale di giovani laureati al mondo: nella fascia di età compresa tra 25 e 34 anni, infatti, il 63% dei coreani ha conseguito [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Succede anche nel “nuovo mondo”. Anche in <strong>Corea del Sud</strong> i creazionisti sono riusciti a“crocifiggere Darwin” e a cacciarlo, di fatto, dalla scuola.</p>
<p>E sì che la “tigre asiatica” vanta la maggiore percentuale di giovani laureati al mondo: nella fascia di età compresa tra 25 e 34 anni, infatti, il 63% dei coreani ha conseguito un titolo di studio nel terzo livello di educazione. <span id="more-10641"></span><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone" title="corea" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/0/08/Feb_2011_Heavy_Snow_on_the_Korean_Peninsula.jpg" alt="" width="214" height="243" />Pur essendo una nazione di dimensioni demografiche ed economiche medie, occupa la quinta posizione al mondo – dopo Usa, Cina, Giappone e Germania – per spesa assoluta in R&amp;S, ricerca scientifica e sviluppo tecnologico. Da molti anni, è nel novero dei quattro o cinque paesi al mondo (con Israele, Svezia, Finlandia e Giappone) che hanno centrato quello che in Europa è noto come“obiettivo di Barcellona”: un’intensità di investimenti in R&amp;S pari ad almeno il 3% del Prodotto interno lordo (Pil): di cui almeno l’1% di investimenti statali e oltre il 2% di investimenti privati. Grazie a questa scommessa sull’educazione, sulla ricerca scientifica e sull’innovazione tecnologica la Corea del Sud ha segnato performance economiche di valore assoluto. Dopo la Cina è il paese che negli ultimi 30 anni ha fatto registrare la maggiore crescita del Pil al mondo. Il reddito medio pro-capite, che nel 1980 era un quarto rispetto a quello italiano, da un paio di anni ha superato il nostro. L’indice di Gini, che misura la disuguaglianza sociale, è diminuito: oggi la distribuzione del reddito è di gran lunga più equa in Corea che in Italia. Inoltre il paese asiatico è leader al mondo della cosiddetta “green economy”.</p>
<p>Ebbene in questo paese, che è considerato a giusta ragione l’<strong>avanguardia assoluta dell’”economia della conoscenza”</strong>, una minoranza organizzata – la “Società per la revisione dei testi scolastici”, legata all’Associazione coreana per la ricerca sul creazionismo – ha lanciato una campagna per espungere dai libri di testo i riferimenti all’evoluzione biologica: no a ogni richiamo all’evoluzione biologica dell’uomo, via persino ogni riferimento all’evoluzione del cavallo, che nessuno provi a indicare nell’<em>Archaeopteryx</em> una linea evolutiva che lega i dinosauri agli uccelli.</p>
<p>Dunque, neppure i paesi emergenti – che qualcuno ha definito il “nuovo mondo” – sono immuni da <strong>forme di irrazionalismo</strong>di massa con marcati caratteri antiscientifici che si condensano quasi sempre in una “crocefissione di Darwin”. Proprio come succede negli Stati Uniti, il paese tradizionalmente leader della società della conoscenza.</p>
<p>Proprio come negli Stati Uniti, in Corea il creazionismo ha una diffusione di massa: uno su tre degli abitanti del paese asiatico non crede nell’evoluzione biologica e, tantomeno, nell’evoluzione biologica dell’uomo. E proprio come negli Stati Uniti questo sentimento trova espressione in movimenti organizzati che conseguono successi concreti: la gran parte degli editori di testi scolastici coreani, come riporta la rivista <em>Nature</em> in un recente reportage da Seul, ha aderito alla richiesta della “Società per la revisione dei testi scolastici” e ha espunto ogni riferimento all’evoluzione nei libri destinati agli studenti delle scuole medie. Il problema è che in Corea la gran parte degli insegnanti – anche degli insegnanti di biologia – non crede nell’evoluzionismo. E che persino l’Istituto Coreano di Studi Avanzati di Scienza e Tecnologia, il più importante del paese, ha display creazionisti nel suo campus e un’Associazione di professori e studenti creazionisti piuttosto numerosa e agguerrita.</p>
<p>Come mai questa contraddizione? Come mai nei paesi scientificamente e tecnologicamente all’avanguardia – dagli Stati Uniti alla Corea, appunto – c’è una <strong>cultura antidarwiniana</strong> così diffusa? A differenza che in America, gli antidarwiniani della Corea non hanno una forte connotazione religiosa. Dunque, occorre cercare spiegazioni più profonde. Una prima ipotesi è che la cultura scientifica abbia avuto occasione di produrre risultati pratici, ma non è stata ancora metabolizzata né in Corea né negli Stati Uniti (dove il 40% della popolazione non crede nell’evoluzione biologica). Un’ipotesi di spiegazione, forse più profonda, fornita anni fa dall’antropologo americano Christopher P. Toumey è che le manifestazioni di irrazionalismo si affermano e gli «scienziati di Dio»scendono in campo quando in una società tecnologicamente avanzata quando diventa egemone un preciso modello di cultura scientifica: il modello banale della scienza. Un approccio culturale, intrinsecamente «pragmatista», che guarda all’impresa scientifica solo come a una fonte di prodotti di consumo. Questo modello non ha bisogno di un’epistemologia forte, ma solo di una collezione di fatti. Non ha bisogno di senso critico e di scelte. Delega agli esperti la soluzione dei problemi, pratici, metodologici e soprattutto teorici, mentre, scrive Toumey, «invita a rispettare i simboli della scienza, piuttosto che a comprenderne i contenuti».</p>
<p>Forse è questo modello culturale di interpretazione della scienza che si sta affermando anche in Corea. E rischia di minare alla base la società globale della conoscenza. Converrebbe discuterne. E non far finta di niente.</p>
<p><strong>Pietro Greco &#8211; <a title="sir" href="http://www.scienzainrete.it/contenuto/articolo/darwin-crocefisso-anche-corea">Scienza in Rete</a></strong></p>
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