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	<title>piero calamandrei Archivi - Associazione Culturale Civiltà Laica</title>
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	<description>Per un movimento culturale volto a difendere la Laicità dello Stato.</description>
	<lastBuildDate>Mon, 14 Sep 2009 18:52:00 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Sulla Distruzione della Scuola Pubblica</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/sulla-distruzione-della-scuola-pubblica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Sep 2009 18:52:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[piero calamandrei]]></category>
		<category><![CDATA[redazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ci sembra quanto mai appropriato in concomitanza con la ripresa della scuola, e con la distruzione della vita di decine di migliaia di insegnanti precari, ripubblicare quanto detto a suo tempo da uno dei padri fondatori della nostra Repubblica (se ancora si pu&#242; chiamar cos&#236;&#8230;) &#8220;Ci siano pure scuole di partito o scuole di chiesa. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/sulla-distruzione-della-scuola-pubblica/">Sulla Distruzione della Scuola Pubblica</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Ci sembra quanto mai appropriato in concomitanza con la ripresa della scuola, e con la distruzione della vita di decine di migliaia di insegnanti precari, ripubblicare quanto detto a suo tempo da uno dei padri fondatori della nostra Repubblica (se ancora si pu&ograve; chiamar cos&igrave;&#8230;)</em></p>
<p></p>
<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">&ldquo;Ci siano pure scuole di partito o scuole di chiesa. Ma lo Stato le deve sorvegliare, le deve regolare; le deve tenere nei loro limiti e deve riuscire a far meglio di loro. La scuola di Stato, insomma, deve essere una garanzia, perch&eacute; non si scivoli in quello che sarebbe la fine della scuola e forse la fine della democrazia e della libert&agrave;, cio&egrave; nella scuola di partito. Come si fa a istituire in un paese la scuola di partito? Si pu&ograve; fare in due modi. Uno &egrave; quello del totalitarismo aperto, confessato. Lo abbiamo esperimentato, ahim&egrave;. Credo che tutti qui ve ne ricordiate, quantunque molta gente non se ne ricordi pi&ugrave;. Lo abbiamo sperimentato sotto il fascismo. Tutte le scuole diventano scuole di Stato: la scuola privata non &egrave; pi&ugrave; permessa, ma lo Stato diventa un partito e quindi tutte le scuole sono scuole di Stato, ma per questo sono anche scuole di partito. Ma c&#8217;&egrave; un&#8217;altra forma per arrivare a trasformare la scuola di Stato in scuola di partito o di setta. Il totalitarismo subdolo, indiretto, torpido, come certe polmoniti torpide che vengono senza febbre, ma che sono pericolosissime..Facciamo l&rsquo;ipotesi, cos&igrave; astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale per&ograve; formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l&rsquo;aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato hanno il difetto di essere imparziali. C&rsquo;&egrave; una certa resistenza; in quelle scuole c&rsquo;&egrave; sempre, perfino sotto il fascismo c&rsquo;&egrave; stata. Allora, il partito dominante segue un&rsquo;altra strada (&egrave; tutta un&rsquo;ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perch&eacute; in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. E magari si danno dei premi, come ora vi dir&ograve;, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A &ldquo;quelle&rdquo; scuole private. Gli esami sono pi&ugrave; facili, si studia meno e si riesce meglio. Cos&igrave; la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare la prevalenza alle sue scuole private. Attenzione, amici, in questo convegno questo &egrave; il punto che bisogna discutere. Attenzione, questa &egrave; la ricetta. Bisogna tener d&rsquo;occhio i cuochi di questa bassa cucina. L&rsquo;operazione si fa in tre modi: ve l&rsquo;ho gi&agrave; detto: rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la seriet&agrave;. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo &egrave; il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico&rdquo;</p>
<p></font><font face="Tahoma" size="2"></font></p>
<p></p>
<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2"><strong>Piero Calamandrei &#8211; discorso pronunciato al III Congresso in difesa della Scuola nazionale a Roma l&#8217;11 febbraio 1950</strong></font></p>
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		<title>In difesa della scuola pubblica</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/in-difesa-della-scuola-pubblica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Jul 2008 12:19:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[piero calamandrei]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Anche se le scuole sono chiuse ci sono sindacati che stanno combattendo una dura&#160;battaglia per difendere ci&#242; che resta della scuola pubblica. In loro onore e per quel che &#232; possibile in loro supporto non dimentichiamo le parole di uno dei padri fondatori della nostra repubblica. &#8220;Ci siano pure scuole di partito o scuole di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/in-difesa-della-scuola-pubblica/">In difesa della scuola pubblica</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Anche se le scuole sono chiuse ci sono sindacati che stanno combattendo una dura&nbsp;battaglia per difendere ci&ograve; che resta della scuola pubblica. In loro onore e per quel che &egrave; possibile in loro supporto non dimentichiamo le parole di uno dei padri fondatori della nostra repubblica.</p>
<p align="justify"><em><font face="Tahoma">&ldquo;Ci siano pure scuole di partito o scuole di chiesa. Ma lo Stato le deve sorvegliare, le deve regolare; le deve tenere nei loro limiti e deve riuscire a far meglio di loro. La scuola di Stato, insomma, deve essere una garanzia, perch&eacute; non si scivoli in quello che sarebbe la fine della scuola e forse la fine della democrazia e della libert&agrave;, cio&egrave; nella scuola di partito. Come si fa a istituire in un paese la scuola di partito? Si pu&ograve; fare in due modi. Uno &egrave; quello del totalitarismo aperto, confessato. Lo abbiamo esperimentato, ahim&egrave;. Credo che tutti qui ve ne ricordiate, quantunque molta gente non se ne ricordi pi&ugrave;. Lo abbiamo sperimentato sotto il fascismo. Tutte le scuole diventano scuole di Stato: la scuola privata non &egrave; pi&ugrave; permessa, ma lo Stato diventa un partito e quindi tutte le scuole sono scuole di Stato, ma per questo sono anche scuole di partito. Ma c&#8217;&egrave; un&#8217;altra forma per arrivare a trasformare la scuola di Stato in scuola di partito o di setta. Il totalitarismo subdolo, indiretto, torpido, come certe polmoniti torpide che vengono senza febbre, ma che sono pericolosissime..Facciamo l&rsquo;ipotesi, cos&igrave; astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale per&ograve; formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l&rsquo;aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato hanno il difetto di essere imparziali. C&rsquo;&egrave; una certa resistenza; in quelle scuole c&rsquo;&egrave; sempre, perfino sotto il fascismo c&rsquo;&egrave; stata. Allora, il partito dominante segue un&rsquo;altra strada (&egrave; tutta un&rsquo;ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perch&eacute; in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. E magari si danno dei premi, come ora vi dir&ograve;, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A &ldquo;quelle&rdquo; scuole private. Gli esami sono pi&ugrave; facili, si studia meno e si riesce meglio. Cos&igrave; la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare la prevalenza alle sue scuole private. Attenzione, amici, in questo convegno questo &egrave; il punto che bisogna discutere. Attenzione, questa &egrave; la ricetta. Bisogna tener d&rsquo;occhio i cuochi di questa bassa cucina. L&rsquo;operazione si fa in tre modi: ve l&rsquo;ho gi&agrave; detto: rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la seriet&agrave;. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo &egrave; il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico&rdquo; </font></em></p>
<p align="justify"><font face="Tahoma"><strong>Piero Calamandrei &#8211; discorso pronunciato al III Congresso in difesa della Scuola nazionale a Roma l&#8217;11 febbraio 1950</strong></font></p>
<p align="right"><strong><font face="Tahoma"><em>redazione[at]civiltalaica.it</em></font></strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/in-difesa-della-scuola-pubblica/">In difesa della scuola pubblica</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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