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	<title>parole Archivi - Associazione Culturale Civiltà Laica</title>
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	<description>Per un movimento culturale volto a difendere la Laicità dello Stato.</description>
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		<title>Riprendiamoci le parole</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/riprendiamoci-le-parole/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Apr 2019 11:08:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro chiometti]]></category>
		<category><![CDATA[importanza delle parole]]></category>
		<category><![CDATA[neolingua]]></category>
		<category><![CDATA[parole]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Versione clerico-fascista: Laicità buona, laicità corretta, sana laicità. Versione Corretta: Laicità Perché… La laicità non ha aggettivi, è una ed una sola. Anche se al suo concetto ci si può arrivare per diverse vie politiche e filosofiche e finanche religiose. Inserire un aggettivo presuppone che ve ne sia una buona (semplicemente quella che non dà fastidio alla [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/index.php/riprendiamoci-le-parole.html/cloud1" rel="attachment wp-att-16015"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-16015" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2019/04/cloud1.jpg" alt="" width="628" height="600" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2019/04/cloud1.jpg 628w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2019/04/cloud1-300x287.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2019/04/cloud1-167x160.jpg 167w" sizes="(max-width: 628px) 100vw, 628px" /></a></strong></p>
<p>Versione clerico-fascista: Laicità buona, laicità corretta, sana laicità.</p>
<p><strong>Versione Corretta:</strong> Laicità</p>
<p><strong>Perché… </strong>La laicità non ha aggettivi, è una ed una sola. Anche se al suo concetto ci si può arrivare per diverse vie politiche e filosofiche e finanche religiose. Inserire un aggettivo presuppone che ve ne sia una buona (semplicemente quella che non dà fastidio alla Chiesa, quindi non la laicità ma la sua assenza) e una cattiva (ovvero la laicità, per l&#8217;appunto).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Versione clerico-fascista: </strong>Laicista, laicismo</p>
<p><strong>Versione corretta: </strong>Laico, laicità</p>
<p><strong>Perché… </strong>La differenziazione fra i due termini fino a una decina di anni fa non era riportata da quasi nessun dizionario, poi la propaganda ecclesiastica ha compiuto il miracolo semantico. Ma in realtà il termine laico usato come sinonimo di “converso” ovvero “colui che lavora in chiesa pur non appartenendo a nessun ordine ecclesiastico” non si usa da secoli. Il fatto di pretendere indicare i fedeli della parrocchia e anche gli stessi collaboratori come “laici della Chiesa” è un uso molto discutibile. Non si capisce perché non si possano indicare questi semplicemente come “cattolici”, se poi un cattolico è anche parroco, seminarista, diacono o quant’altro la definizione dovrebbe andare associata: “prete cattolico”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Versione clerico-fascista: </strong>Utero in affitto</p>
<p><strong>Versione corretta: </strong>Maternità surrogata</p>
<p><strong>Perché…</strong> La terribile terminologia coniata ad hoc parla solo di una parte della questione <em>surrogacy</em> che “chissà perché” è invece automaticamente associata a tutta la pratica. Questa molto spesso avviene gratuitamente per semplice volontà di una donna di aiutarne un’altra che non può avere figli. (In Inghilterra ad esempio è ammessa solo questa forma).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Versione clerico-fascista: </strong>Omicidio (del feto o dell’embrione)</p>
<p><strong>Versione corretta: </strong>Aborto o Interruzione volontaria della Gravidanza.</p>
<p><strong>Perché…</strong> Non è necessario aggiungere altro, tutti coloro che distorcono la realtà dei fatti con l’uso del termine omicidio sono persone accecate dalla loro fanatica ideologia religiosa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Versione clerico-fascista: </strong>Teoria del Gender</p>
<p><strong>Versione corretta: </strong>Studi di genere</p>
<p><strong>Perché</strong><strong>…</strong> Non esiste nessuna “teoria del gender”. Esistono studi che spiegano come l’orientamento sessuale sia diverso dal sesso biologico. Se questo vi crea problemi, probabilmente avete qualche problema inconsciamente represso. Non c&#8217;è da vergognarsene, basta curarsi invece di rompere le scatole agli altri.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Versione clerico-fascista: </strong>Biologicamente o si è maschi o si è femmine.</p>
<p><strong>Versione corretta: </strong>Biologicamente o si è maschi o si è femmine o si è intersessuali.</p>
<p><strong>Perché…</strong> Ermafroditi o intersessuali, che sviluppano caratteri sessuali diversi da quelli che dovrebbero sviluppare stando al corredo cromosomico sono noti da secoli. Eppure i fanatici della bisessualità perfetta se ne scordano sempre. Poche persone? Sono 1/100 secondo la stima dell’Intersex Society Of North America: ovvero almeno settanta milioni di persone nel mondo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Versione clerico-fascista:</strong> Comprare un bambino</p>
<p><strong>Versione corretta:</strong> Adottare un bambino</p>
<p><strong>Perché…</strong> L’uso dispregiativo del termine “comprare” riferito alle adozioni non è nuovo.  Una volta era usato per tutte le coppie etero così anormali da non poter aver figli o così strane da voler prendere un bambino togliendolo alla povertà e alla miseria del suo paese (usato ovviamente quasi sempre parlando dietro le spalle dei diretti interessati). Poi sono arrivate le pretese delle coppie omosessuali e allora adesso sono loro che “comprano” i bambini mentre le coppie “normali” (tutti gli etero adesso per grazia del Signore) li adottano. E i single? Per adesso rimangono in una sorta di limbo, peggio degli etero ma meglio comunque degli omosessuali, secondo il codice di famiglia talebano. A meno che, ovviamente non siano single omosessuali&#8230; Satana, praticamente.</p>
<p><strong>Alessandro Chiometti</strong></p>
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		<title>Le parole che uccidono. Ma mica tutte</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/le-parole-che-uccidono-ma-mica-tutte/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Nov 2014 12:02:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[campagna stampa]]></category>
		<category><![CDATA[cecilia calamani]]></category>
		<category><![CDATA[parole]]></category>
		<category><![CDATA[violenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È meritevole la campagna &#8220;Anche le parole possono uccidere&#8221; lanciata da 190 testate della Federazione italiana settimanali cattolici, con in testa Avvenire e Famiglia cristiana, e patrocinata da Camera e Senato. Il fine è stigmatizzare l&#8217;uso discriminatorio del linguaggio: «Uomini e donne in fuga dalle guerre bollati come &#8220;clandestini&#8221; &#8211; scrive nel suo lancio Avvenire [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>È meritevole la campagna &#8220;Anche le parole possono uccidere&#8221; lanciata da 190 testate della Federazione italiana settimanali cattolici, con in testa <i>Avvenire </i>e <i>Famiglia cristiana</i>, e patrocinata da Camera e Senato. Il fine è stigmatizzare l&#8217;uso discriminatorio del linguaggio: «Uomini e donne in fuga dalle guerre bollati come &#8220;clandestini&#8221; &#8211; scrive nel suo lancio <i>Avvenire </i>&#8211; Onesti lavoratori guardati di traverso perché musulmani quindi &#8220;terroristi&#8221;. <span id="more-12694"></span><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/09/dialogo1.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-10793" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/09/dialogo1-300x248.jpg" alt="dialogo1" width="300" height="248" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/09/dialogo1-300x248.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/09/dialogo1.jpg 450w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>O più semplicemente &#8220;negri&#8221;. Etnìe emarginate da secoli come i rom, condannati in blocco come &#8220;ladri&#8221;. Adolescenti che non corrispondono ai cliché estetici televisivi sbeffeggiati come &#8220;ciccioni&#8221;. L&#8217;imbarbarimento della lingua comincia con la politica, rimbalza sui giornali, si diffonde come un virus tra la gente comune. E col sospetto crescono la paura, il disprezzo, la xenofobia». </p>
<p>La campagna ricorda una <a href="http://www.fedevangelica.it/arch_nev/articoli/NEV_FCEI_777000501.html" target="_blank">analoga iniziativa</a> del 2010 della Chiesa valdese, ma con qualche differenza di merito e di metodo. Il progetto valdese mirava a condannare ogni tipo di discriminazione. Nei cartelloni pubblicitari, confezionati e affissi utilizzando i fondi dell&#8217;otto per mille, campeggiavano diversi tipi di slogan: «Ci chiamate negri, zingari, clandestini. Siamo della stessa razza. Umana», «Siamo precari, poveri, disoccupati. Siamo tuoi fratelli. In Italia», «Ci chiamate schiave, prostitute, trans. Siamo come voi. Persone». Le differenze saltano agli occhi. Nella iniziativa cattolica i discriminati sono solo alcuni dei &#8220;diversi&#8221;, e precisamente quelli che per origine etnica, appartenenza religiosa, caratteristiche fisiche o posizione sociale non rispondono a presunti standard identitari. Silenzio invece su altri tipi di vittime ossia quelle, citate viceversa dalla Chiesa valdese, il cui orientamento sessuale non è compatibile con la dottrina. Eppure, nello slogan pubblicitario si legge «Anche le parole possono uccidere. L&#8217;altro è come me». Forse dipende da quale «altro»? Non sono «altro» gli omoaffettivi, non sono «altro» le donne. Ma subiscono lo stesso tipo di violenza. </p>
<p>Nessuno stupore per chi ancora considera l&#8217;omoaffettività una malattia e le donne indegne di accedere all&#8217;istituto sacerdotale. Stupisce invece che questa iniziativa sia sbarcata in parlamento come «campagna di civiltà», per usare le parole della presidente della Camera Boldrini. La civiltà non si misura scegliendo quali discriminazioni stigmatizzare e quali dimenticare. Qualcuno insegni ai cattolici, e ai plaudenti parlamentari, che gli «altri», tutti gli «altri», meritano lo stesso rispetto e la stessa tutela. E che tra le «parole che uccidono» non possono sceglierne solo alcune: &#8220;frocio&#8221;, &#8220;culattone&#8221; e &#8220;mignotta&#8221; hanno la stessa violenta matrice di &#8220;sporco negro&#8221;. Le cronache insegnano. </p>
<p><b>Cecilia M. Calamani &#8211; <a href="http://cronachelaiche.globalist.it/Detail_News_Display?ID=111875&amp;typeb=0&amp;Le-parole-che-uccidono-Ma-mica-tutte">Cronache Laiche</a></b></p>
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		<item>
		<title>Ridateci le parole</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/ridateci-le-parole/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Oct 2012 10:32:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[cecilia calamani]]></category>
		<category><![CDATA[parole]]></category>
		<category><![CDATA[significato delle parole]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Silvio Berlusconi lascia la vita politica per «amore». Lo stesso «amore» che 18 anni fa, a suo dire, lo aveva fatto &#8220;scendere in campo&#8221;. E il suo, secondo i colleghi di partito, è un gran gesto di «generosità». Per «amore» sono state ammazzate solo nel 2012 cento donne, una ogni due giorni. I pro life [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/ridateci-le-parole/">Ridateci le parole</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Silvio Berlusconi lascia la vita politica per «amore». Lo stesso «amore» che 18 anni fa, a suo dire, lo aveva fatto &#8220;scendere in campo&#8221;. E il suo, secondo i colleghi di partito, è un gran gesto di «generosità». Per «amore» sono state ammazzate solo nel 2012 cento donne, una ogni due giorni. I pro life sostengono la «vita», al contrario di chi difende i diritti delle donne ossia, seguendo questa logica, la morte.<span id="more-10924"></span><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/10/volo33.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-10925" title="volo33" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/10/volo33-300x184.jpg" alt="" width="300" height="184" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/10/volo33-300x184.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/10/volo33-1024x628.jpg 1024w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/10/volo33.jpg 1864w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a> L&#8217;aborto è l&#8217;«omicidio» di un «bambino», la fecondazione si chiama «procreazione» a sottolineare la volontà divina, gli embrioni in sovrannumero, quelli cioè crioconservati prima dell&#8217;entrata in vigore della legge 40 sulla fecondazione assistita, sono definiti «abbandonati» al punto che qualche parlamentare ha chiesto per loro la possibilità di «adozione». <br />I giovani d&#8217;oggi, plurilaureati e specializzati, sono «schizzinosi» o meglio «choosy» (vuoi mettere dirlo in inglese?) se ambiscono a un posto di lavoro adeguato alla loro formazione. I genitori cattolici reclamano «libertà di scelta» per poter mandare i loro figli nelle scuole private così come il papa rivendica la «libertà religiosa» per la Chiesa. Sembrerebbe che in Italia siano negate entrambe.</p>
<p>Se ciò non basta per descrivere i quotidiani abusi linguistici del Bel Paese, possiamo ripescare nel nostro passato prossimo &#8211; o l&#8217;abbiamo già dimenticato? &#8211; per trovarci di fronte altre appropriazioni indebite quali «papi», detto da una diciottenne a un settantenne che non è suo padre, «benefattore» sulla bocca di ragazze ben remunerate per partecipare ai festini presidenziali a luci rosse, «magistratura comunista» per indicare i giudici che fanno il loro lavoro, «perseguitato» per intendere un uomo condannato dopo regolare processo, «missione di pace» a significare un&#8217;occupazione militare. </p>
<p>Il linguaggio non si limita a descrivere la realtà, ma la forgia. Le parole creano i fatti, caratterizzano le relazioni e le classificano all&#8217;interno di un senso comune mai scritto ma ritenuto regola implicita e condivisa. Forse è il caso di fare un po&#8217; di pulizia. Perché le parole violentate da politici, giornalisti, affaristi e a ruota gente comune tornino ad avere il loro significato; per non vergognarci più di pronunciarle; perché ancora crediamo che l&#8217;<em>amore</em> non sia calcolo politico o patologia del possesso, che la <em>libertà </em>non coincida con una richiesta di finanziamento né con l&#8217;imposizione agli altri del proprio pensiero, che un embrione non sia un <em>bambino</em>, che l&#8217;aggettivo <em>schizzinoso</em>descriva qualcuno dai gusti particolarmente difficili e non un ragazzo che aspira a fare il lavoro per il quale ha studiato, che la <em>generosità</em>non sottenda un imbroglio, che la <em>pace</em> non si faccia con le armi. <br />E perché non ci sia più qualcuno che approfitti della mistificazione per spennellare di decenza l&#8217;indecente, soffocando <em>ab origine</em> ogni forma di sana indignazione. </p>
<p><strong>Cecilia Calamani &#8211;<a href="http://cronachelaiche.globalist.it/Detail_News_Display?ID=38823&amp;typeb=0&amp;Ridateci-le-parole">Cronache Laiche</a></strong></p>
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