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	<title>paradossi Archivi - Associazione Culturale Civiltà Laica</title>
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	<description>Per un movimento culturale volto a difendere la Laicità dello Stato.</description>
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		<title>Il paradosso dello zucchero e dell&#8217;informazione</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/il-paradosso-dello-zucchero-e-dellinformazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Mar 2021 08:15:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[filosofia e scienza]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro chiometti]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[osmosi]]></category>
		<category><![CDATA[paradossi]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ciò che siamo abituati a chiamare commercialmente &#8220;zucchero&#8221; è in realtà il saccarosio, uno dei tanti &#8220;zuccheri&#8221; esistenti e indicati in chimica organica come carboidrati. Questi possono essere formati da una molecola di un qualunque zucchero (monosaccaridi) o da più molecole di questi (polisaccaridi). Il saccarosio è un disaccaride formato dall&#8217;unione dei due monosaccaridi  glucosio [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/il-paradosso-dello-zucchero-e-dellinformazione/">Il paradosso dello zucchero e dell&#8217;informazione</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ciò che siamo abituati a chiamare commercialmente &#8220;zucchero&#8221; è in realtà il saccarosio, uno dei tanti &#8220;zuccheri&#8221; esistenti e indicati in chimica organica come carboidrati. Questi possono essere formati da una molecola di un qualunque zucchero (monosaccaridi) o da più molecole di questi (polisaccaridi).<br />
Il saccarosio è un disaccaride formato dall&#8217;unione dei due monosaccaridi  <strong>glucosio</strong> e  fruttosio.</p>
<p>Se pur le molecole di questi due hanno la stessa formula bruta (C6H12O6) in realtà sono molto diverse, tanto per dire il glucosio forma un anello a sei elementi mentre il fruttosio lo forma a cinque, ma soprattutto è il glucosio che è la fonte primaria di ogni richiesta di energia di ogni essere vivente.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone wp-image-2171" src="https://www.scrittorisopravvissuti.it/wp-content/uploads/2021/03/glucosio.png" alt="" width="591" height="640" /></p>
<p>Il suo ruolo nei vari cicli aerobiotici o anaerobiotici è fondamentale per la produzione di ATP e quindi per il funzionamento di ogni motore cellulare che richiede energia.</p>
<p>Tutti nutrienti che assumiamo nel corso della vita sono trasformati dal corpo in glucosio o immagazzinati come precursori di questo in varie forme (ad es. glicogeno) pronte per l&#8217;uso.</p>
<p>Insomma si può dire che il glucosio (e quindi suoi vari precursori  presenti in natura) <strong>è ciò che consente la &#8220;vita&#8221; così come la conosciamo, nel senso di di mobilità, spostamento, attività, sforzo fisico ed intellettuale, crescita.</strong><br />
Non è certo un caso che quando si vuole coltivare una coltura batterica con un apposito terreno di crescita l&#8217;apporto zuccherino deve essere sempre garantito. Anche i batteri e gli altri microrganismi crescono, e si moltiplicano, grazie al glucosio e quindi allo zucchero ovviamente.</p>
<p>Tuttavia,<strong> avete mai fatto caso che il saccarosio lo conserviamo per decenni a temperatura ambiente e non gli succede nulla?</strong></p>
<p>Non va a male, non ci crescono le muffe e, se non ci mettono le mani i figli golosi o le formiche in campeggio, anche dopo anni lo troviamo esattamente dove l&#8217;abbiamo lasciato e possiamo consumarlo tranquillamente senza paura che ci sia cresciuto qualche batterio.</p>
<p>E questo, vale anche per ogni soluzione di zucchero in cui la percentuale di questo sia maggiore del 70% (ad esempio il miele).</p>
<p>Questo perché i microrganismi sono molto sensibili all&#8217;azione di ciò che chiamiamo <strong>pressione osmotica</strong> e per loro depositarsi su cristalli di sali (o di zuccheri) puri, o in soluzioni troppo concentrate di questi, significa morte istantanea.</p>
<p>La cellula del microrganismo è tenuta insieme dalla membrana cellulare che in chimica fisica è ciò che si definisce &#8220;<strong>membrana semipermeabile</strong>&#8220;, ovvero una barriera che applicata ad una fase liquida lascia passare il solvente ma non i soluti in esso disciolti. In una soluzione acquosa di cloruro di sodio (il sale da cucina)  attraverso questa membrana passerebbe l&#8217;acqua ma non il sale disciolto in essa.<br />
Ma cosa succede quando una membrana semipermeabile separa due soluzioni a diversa concentrazione di soluto? Succede che il solvente (acqua in genere) passi attraverso di questa dalla parte più diluita alla parte più concentrata (grazie alla forza della pressione osmotica per l&#8217;appunto)  per DILUIRE la stessa fino a quando quelle due concentrazioni non saranno identiche.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-2172" src="https://www.scrittorisopravvissuti.it/wp-content/uploads/2021/03/Pres_osm_3.svg_-1024x682.png" alt="" width="751" height="500" /><br />
Ma se stiamo parlando di un sistema chiuso come una cellula è ovvio che questa più di tanta acqua non la può contenere e finirà per esplodere o, viceversa, se ciò che è all&#8217;esterno è più concentrato di quel che è all&#8217;interno, il batterio esaurirà la sua acqua per il tentativo di diluire la concentrazione esterna.<br />
Quindi, riassumendo il batterio se si trova a contatto con una soluzione di acqua distillata muore perché l&#8217;acqua entrerà al suo interno fino a farlo scoppiare, se si trova in presenza di soluzioni molto concentrate (o dei cristalli di sali e zuccheri puri) muore perché l&#8217;acqua che è al suo interno fuoriesce per tentare un impossibile diluizione dell&#8217;ambiente esterno.</p>
<p>Lo so, ho fatto una premessa lunghissima ma era necessaria per tentare l&#8217;azzardato ragionamento speculativo su quel che sta succedendo nella nostra società sulla possibilità di accesso alle informazioni.</p>
<p>Più passa il tempo e più mi sembra evidente che l&#8217;enorme mole di sapere che abbiamo a nostra disposizione o,  per meglio dire,  a cui abbiamo possibilità di accesso, non ha aumentato in nessun modo la <strong>conoscenza</strong> delle persone o la loro capacità di elaborare conclusioni. Anzi.</p>
<p>Al netto di fake news e di disinformazione orchestrata, <strong>tutti noi oggi abbiamo accesso a una quantità di dati e di informazioni impensabile fino a qualche decennio fa</strong>. Possiamo accedere al sito della Nasa per sapere come va lo scioglimento del permafrost in tempo reale, possiamo accedere alla John Hopkins University per sapere ogni morto e ogni contagio a causa della Covid sul pianeta terra, possiamo metter e in relazione i provvedimenti presi da ogni paese e capire chi ha indovinato o meno la gestione della pandemia, possiamo accedere ai siti di biologia evoluzionistica e conoscere l&#8217;andamento della <strong>sesta estinzione di massa.</strong><br />
Eppure c&#8217;è qualche meccanismo che si intoppa. <strong>L&#8217;analfabetismo funzionale è alle stelle</strong>, non sappiamo distinguere fra un sito di astronomia e uno di astrologia, di fronte a un grafico a tre variabili abbiamo lo stesso atteggiamento degli scimmioni di kubrikiana memoria di fronte al monolite nero.</p>
<p>Molte persone hanno sempre più difficoltà a completare la lettura di un articolo che rientra in una pagina A4 a carattere 12. (A proposito, <strong>state ancora leggendo?</strong>)</p>
<p>E molte di esse anche se lo leggono, poi restano convinte che l&#8217;articolo gli dia ragione anche se ci fosse l&#8217;esatto opposto di quello che loro sostengono.</p>
<p><a href="https://www.civiltalaica.it/cms/index.php/il-paradosso-dello-zucchero-e-dellinformazione.html/matrix" rel="attachment wp-att-20017"><img decoding="async" class="alignleft size-large wp-image-20017" src="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2021/03/matrix-1024x724.jpg" alt="" width="1024" height="724" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2021/03/matrix-1024x724.jpg 1024w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2021/03/matrix-300x212.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2021/03/matrix-768x543.jpg 768w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2021/03/matrix-1536x1086.jpg 1536w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2021/03/matrix-226x160.jpg 226w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2021/03/matrix.jpg 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dov&#8217;è l&#8217;intoppo? Dov&#8217;è il<strong> fenomeno correlato </strong>che possa giustificare ciò?</p>
<p>A voler trovare una correlazione (avviso:<strong> speculazione sul ragionamento già speculativo di per se</strong>)  con il &#8220;paradosso&#8221; dello zucchero sembra che più la quantità di informazione disponibile arriva a contatto con le le nostre menti e più il <strong>buon senso holbachiano</strong> esca dalle stesse. Quel buon senso che non si apprende sui libri forse, ma che pure una volta sembrava essere sufficiente per distinguere un ciarlatano da uno scienziato.</p>
<p>Lo dichiariamo a scanso di equivoci: sappiamo benissimo che non c&#8217;è mai stata nessun età dell&#8217;oro e che gli approfittatori della buona fede ci sono sempre stati (lo &#8220;schema Ponzi&#8221; nasce nel 1918 mica l&#8217;altro ieri); però, forse peccavamo di <strong>ottimismo positivista</strong> e lo riconosciamo senza vergona, speravamo davvero che avendo la possibilità dell&#8217;accesso a tutte queste informazioni le persone sarebbero state se non migliori almeno più consapevoli.</p>
<p><em>E invece no</em>, direbbe Brunori Sas.<br />
Pazienza, sarà per la prossima specie dominante.</p>
<p><strong>Alessandro Chiometti</strong></p>
<p><a href="https://www.civiltalaica.it/cms/index.php/the-new-pope-e-il-solito-sorrentino.html/alessandro" rel="attachment wp-att-16678"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft  wp-image-16678" src="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-scaled.jpg" alt="" width="299" height="324" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-scaled.jpg 2363w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-277x300.jpg 277w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-945x1024.jpg 945w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-768x832.jpg 768w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-1418x1536.jpg 1418w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-1890x2048.jpg 1890w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-148x160.jpg 148w" sizes="auto, (max-width: 299px) 100vw, 299px" /></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/il-paradosso-dello-zucchero-e-dellinformazione/">Il paradosso dello zucchero e dell&#8217;informazione</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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