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	<title>parabolani Archivi - Associazione Culturale Civiltà Laica</title>
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	<description>Per un movimento culturale volto a difendere la Laicità dello Stato.</description>
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		<title>Ipazia talebana?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[civiltalaica]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 May 2010 18:19:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[cristianesimo]]></category>
		<category><![CDATA[integralisti]]></category>
		<category><![CDATA[ipazia]]></category>
		<category><![CDATA[parabolani]]></category>
		<category><![CDATA[valerio bruschini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>1) Scrive Federico Bernardini sul sito &#34;Il barbiere della sera&#34;: &#8220;Agor&#224; &#232; un film velenoso, disonesto, orchestrato ad arte per ingannare lo spettatore e proporgli una visione storica fraudolenta, con lo scopo di seminare avversione nei confronti del Cristianesimo&#8221; [1]. Per completare il quadro, io aggiungerei: film mirante alla circonvenzione di incapace, nonch&#233;&#160; al plagio, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/ipazia-talebana/">Ipazia talebana?</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2"><br />
1) Scrive Federico Bernardini sul sito &quot;Il barbiere della sera&quot;:<br />
&ldquo;Agor&agrave; &egrave; un film velenoso, disonesto, orchestrato ad arte per ingannare lo spettatore e proporgli una visione storica fraudolenta, con lo scopo di seminare avversione nei confronti del Cristianesimo&rdquo; [1].<br />
Per completare il quadro, io aggiungerei: film mirante alla circonvenzione di incapace, nonch&eacute;&nbsp; al plagio, soprattutto nei confronti dei giovani, notoriamente incolti, per un verso, inclini all&#8217;entusiasmo, nel senso letterale del termine[2], fors&#8217;anche al fanatismo, dall&#8217;altro. <br />
Cos&igrave;, il pernicioso/nocivo film conseguirebbe, per lo meno, la pi&ugrave; che meritata &ldquo;Palma dell&#8217;infamia&rdquo;.</p>
<p>2) Della suddetta visione storica fraudolenta, suppongo essere un cardine quanto segue:<br />
&ldquo;Amen&agrave;bar &hellip; vuol farci credere che dopo Costantino, e soprattutto dopo Teodosio, essi (i Cristiani; NdA) si trasformino in persecutori&rdquo; [3].<br />
Comunque la pensi il Signor Bernardini, Amen&agrave;bar, in questo caso, gode della buona compagnia degli Storici e, soprattutto, dell&#8217;ottima compagnia dei fatti.<br />
I Cristiani furono senza dubbio perseguitati&nbsp; fino agli inizi del IV secolo, sia pur non in maniera costante, bens&igrave; periodica, e non perch&eacute; gli Imperatori volessero distruggere la nuova religione, ma perch&eacute; questa era in contrasto sia con i doveri verso lo Stato: sacrificare all&#8217;Imperatore, prestare servizio militare, (per citare quelli principali), sia con il caposaldo economico della societ&agrave; dell&#8217;epoca: la schiavizzazione di moltitudini di esseri umani, considerati &ldquo;esseri inferiori&rdquo;; di fronte a questa situazione, i Cristiani, giustamente, reclamavano la libert&agrave; di culto e la cessazione delle persecuzioni.<br />
Nel 311, ottennero dall&#8217;Imperatore Galerio l&#8217;Editto, poi confermato da Costantino [4], che concesse al Cristianesimo lo statuto di &ldquo;Religio licita&rdquo; e comportava anche la restituzione dei beni confiscati durante le persecuzioni; in questo modo, il Cristianesimo si vide riconosciuto ufficialmente il diritto di esistere e di possedere beni.<br />
Diversamente, per&ograve;, da quello che accade nelle favole, non tutti vissero felici e contenti; anzi, per coloro che noi definiamo Pagani, cominciarono i problemi, che divennero una vera questione di vita o di morte a partire dalla promulgazione, nel 380, dell&#8217;Editto di Teodosio, che dichiar&ograve; il Cattolicesimo unica religione ammessa entro i confini dell&#8217;Impero, cosicch&eacute; il culto pagano fu proibito e combattuto;&nbsp; perfino i Cristiani non Cattolici, ad esempio gli Ariani, furono considerati &ldquo;gente folle e insensata&rdquo;.&nbsp; <br />
Iniziarono, pertanto, le persecuzioni (oppure, in questo caso, il termine non va usato?) contro i Pagani, ai quali, comunque, molto democraticamente, era lasciata una scelta: convertirsi o morire, come &egrave; illustrato anche dal &ldquo;film velenoso, disonesto &#8230;&rdquo;.<br />
Pu&ograve; piacere o non piacere, ma se alle parole, soprattutto quando sono corroborate dai fatti, vogliamo ancora dare un senso, i Cristiani, o, pi&ugrave; precisamente, i Cattolici, da perseguitati divennero persecutori.</p>
<p>3) Altro difetto del film.<br />
&ldquo;&#8230; non ci aiuta a capire la reale portata delle questioni politiche, sociali, ideologiche, filosofiche e religiose che si agitano in un mondo in dissoluzione ma nel quale sono gi&agrave; presenti i germi di quella che sar&agrave; la grandiosa civilt&agrave; medievale&rdquo; [5].<br />
Io aggiungerei che Amen&agrave;bar, molto colpevolmente, non ci permette di comprendere&nbsp; neppure il significato profondo e gli innumeri riflessi delle rivalit&agrave; esistenti tra le due fazioni, gli Azzurri ed i Verdi, in cui si dividevano gli spettatori dell&#8217;ippodromo di Bisanzio.<br />
Scherzi a parte: se si vuole manifestare il proprio, peraltro legittimo, dissenso rispetto ad un film, bisognerebbe trovare motivazioni pi&ugrave; stringenti, poich&eacute; le argomentazioni di cui sopra mi sembrerebbero pretestuose persino riguardo ad un libro, visto che si potrebbero impiegare anche nei confronti di testi&nbsp; dalla mole non indifferente, come &ldquo;Guerra e pace&rdquo; di Tolstoj e &ldquo;Giuseppe ed i suoi fratelli&rdquo; di Thomas Mann; a maggior ragione, mi sembrano delle pretese eccessive nei confronti di un film.<br />
Per quanto concerne &ldquo; la grandiosa civilt&agrave; medievale&rdquo;, essendo stati gi&agrave; scritti testi capaci di riempire intere biblioteche, sia favorevoli che contrari a questo giudizio, mi limiter&ograve; ad una considerazione decisamente prosaica:<br />
&ldquo;Tutti i gusti sono gusti&rdquo;, come sosteneva quel signore, che si soffiava il naso con due mattoni.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </p>
<p>4) Pur essendo vero che il Cristianesimo si propose, come Bernardini afferma, anche come autorit&agrave; politica e militare (e consegu&igrave; questo obiettivo), trovo, e non da oggi, per lo meno singolare che una religione, per di pi&ugrave; sorta come fede degli ultimi e degli umili, sia divenuta un&#8217;istituzione pressoch&eacute; indistinguibile da quelle profane all&#8217;epoca esistenti o successivamente sorte.<br />
Resterebbe, poi, da dimostrare, ma il compito mi appare ineseguibile, che abbia evitato: &ldquo;&#8230; che la societ&agrave; cadesse nell&#8217;anarchia&rdquo; [6], tenuto conto del caos, che si produsse in Italia e nel resto d&#8217;Europa dopo la caduta dell&#8217;Impero Romano d&#8217;Occidente.<br />
Se mai, pur in mezzo a convulsioni non indifferenti, fu l&#8217;Impero d&#8217;Oriente a resistere ancora per, circa, mille anni alle forze disgregatrici interne ed esterne.<br />
L&igrave;, per&ograve;, come &egrave; noto, la Chiesa ortodossa fu rigidamente sottomessa al potere politico (a scanso di equivoci: per quanto mi riguarda, neppure questa &egrave; la giusta impostazione dei rapporti tra Stato e Chiese, poich&eacute; le due sfere dovrebbero essere rigorosamente distinte e separate).</p>
<p>5) &ldquo;E tutto ci&ograve; in un contesto magmatico e violento nel quale, per non essere sopraffatti, occorreva anche ricorrere alla forza, non solo contro il nemico esterno ma anche contro le eresie che minavano la chiesa dall&#8217;interno&rdquo; [7].<br />
Questo criterio, proposto peraltro da molti Storici della Chiesa, mi &egrave; sempre sembrato piuttosto debole, soprattutto perch&eacute; cerca di giustificare l&#8217;operato non di un qualsiasi potere secolare, bens&igrave; quello di un&#8217;istituzione che si presenta come squisitamente spirituale.</p>
<p>6) &ldquo;E&#8217; in questa luce che dobbiamo considerare la figura di san Cirillo d&#8217;Alessandria, che Amen&agrave;bar ci presenta come un boia.<br />
Non vi &egrave; alcuna fonte attendibile che ci autorizzi a pensare che egli sia stato il mandante dell&#8217;assassinio di Ipazia&#8230;&rdquo; [8].<br />
A mio avviso, le cose non stanno propriamente in questi termini:<br />
&ldquo;Il patriarca Cirillo si guadagn&ograve; la nomina di &ldquo;ideatore spirituale del crimine&rdquo; (Guldenppening ).<br />
Persino il volume Riformatori della Chiesa, con tanto di imprimatur ecclesiastico (1970), scrive di costui, uno dei pi&ugrave; grandi santi cattolici: &ldquo;Almeno per la morte della nobile pagana Ipazia, egli &egrave; responsabile&rdquo;.<br />
Anche uno dei pi&ugrave; obiettivi storici storici cristiani, Socrate ritiene che i seguaci di Cirillo e la chiesa alessandrina furono accusati del fatto&rdquo; [9].<br />
Inoltre, per inquadrare meglio quest&#8217;uomo, non &egrave; male ricordare che, subito dopo la sua elezione a Vescovo di Alessandria (17 Ottobre 412), perseguit&ograve; non solo i Pagani, ma anche i Cristiani giudicati eretici: i Novaziani, di cui fece chiudere con la forza tutte le chiese e di cui confisc&ograve; tutti i beni, ed i Messalliani o Euchiti.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <br />
Agli Ebrei, nel 414, Cirillo tolse tutte le sinagoghe, che avevano in Egitto; bisogna, invero, riconoscerGli una certa tolleranza: non le distrusse, ma si limit&ograve; a trasformarle in chiese cristiane; infine, come mostra pure il film, cacci&ograve; da Alessandria la pi&ugrave; numerosa comunit&agrave; ebraica della Diaspora, cio&egrave; pi&ugrave; di 100. 000 persone.</p>
<p>7) &ldquo;Non parliamo del modo in cui vengono descritti i &ldquo;Parabolani&rdquo;, il cui compito istituzionale era quello di assistere gli appestati e seppellire i morti.<br />
E&#8217; pur vero che essi svolgevano anche il ruolo di milizia al servizio del Vescovo e che, all&#8217;occorrenza, ricorrevano alle maniere forti, ma tutto ci&ograve; va considerato nel contesto storico.<br />
Amen&agrave;bar ne fa delle bestie, dei perfetti &ldquo;Talebani&rdquo;.<br />
Guardando la scena in cui essi abbattono gli idoli pagani non si pu&ograve; non pensare ai Buddha di Bamiyan &#8230;&rdquo; [10].<br />
Dal mio punto di vista, per descrivere nel modo Loro dovuto i Parabolani, non c&#8217;&egrave; bisogno di aggiungere altro a quello che fecero e che Bernardini stesso, in altra parte del testo, riconosce: <br />
in gruppo, assalirono una donna, che aveva il &ldquo;torto&rdquo; di studiare e di continuare a difendere ed a diffondere concezioni scientifiche, filosofiche e religiose inaccettabili, dal profondo della Sua tolleranza, per il&nbsp; Cristianesimo;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <br />
La&nbsp; trascinarono nella chiesa del Kaisarion, dove Le cavarono gli occhi, mentre era ancora in vita e La uccisero con conchiglie o cocci taglienti; <br />
infine, ne bruciarono&nbsp; pubblicamente la salma.<br />
In sostanza, fu un sacrificio umano al Loro Dio.<br />
Infine: le scene di un film&nbsp; producono negli spettatori le pi&ugrave; varie reazioni e suscitano in loro le pi&ugrave; diverse reminiscenze; a me, per esempio, &egrave; tornata in mente, pi&ugrave; volte, la frase di Heinrich Heine:<br />
&ldquo;L&agrave; dove si bruciano i libri, si finisce col bruciare anche esseri umani&rdquo;.</p>
<p>8) Apprendo con vero piacere che, all&#8217;epoca in cui avvenne il martirio di Ipazia, si era in presenza di un &ldquo;Impero ormai cristianizzato&rdquo; [11], poich&eacute; a me risultava che, per convertire gli abitanti delle campagne, costituenti l&#8217;80%, come minimo, della popolazione, la Chiesa abbia impiegato oltre un millennio.</p>
<p>9) Non essendo mia abitudine sparare sulla Croce Rossa, non mi soffermo su quanto da Bernardini affermato riguardo all&#8217;Illuminismo:<br />
&ldquo; &hellip; un&#8217;opera (il film di Amen&agrave;bar; NdA) che si inquadra in un pi&ugrave; ampio filone culturale che, dall&#8217;Illuminismo in poi, attraverso una sistematica opera di disinformazione e falsificazione storica, persegue lo scopo di gettare discredito sulla fede cristiana e, soprattutto, sull&#8217;operato dell&#8217;istituzione che ad essa fa riferimento&rdquo; [12].</p>
<p>10) Pur non essendo stato un allievo del &ldquo;&#8230; grande (concordo) Raoul Manselli&rdquo;, fu grazie ad un esame dato con Lui, nell&#8217;ormai lontano Luglio 1975, che conobbi in maniera non manualistica i &ldquo;poveri Catari&rdquo; su cui Bernardini invita a non spargere lacrime, poich&eacute; &ldquo;&#8230;erano un pericolo mortale non solo per il Cristianesimo, ma per l&#8217;intero genere umano&rdquo; [13].<br />
A prescindere sia dalla simpatia, che provai, e che perdura, per queste persone coerenti e determinate, sia dal fatto che non possedevano, comunque, la bomba atomica, sia dalla constatazione che il Loro feroce sterminio ad opera dei Cattolici non sarebbe giustificabile neppure se la affermazione di Bernardini fosse vera, vorrei richiamare l&#8217;attenzione sulla discriminante fondamentale: Loro convertivano non con la spada, ma con la predicazione.</p>
<p>11) Riguardo a quella che, nella mia indegnit&agrave; tardo- (nel doppio senso del termine) illuministica, considero una gradevole boutade:<br />
&ldquo;&#8230; se c&#8217;&egrave; una religione che abbia tentato di conciliare Fede e ragione questa &egrave; il Cristianesimo&rdquo; [14], mi permetto di rimandare a: &ldquo;Benedetto XVI apologeta del Logos?&rdquo; [15].<br />
Non posso, comunque, esimermi dall&#8217;esprimere questo ragionevole dubbio: Raoul Manselli avrebbe&nbsp; definito l&#8217;Islam come:<br />
&ldquo;&hellip;&nbsp; le fandonie di una religione per Beduini&rdquo;? [16].</p>
<p>Confessione finale.<br />
In verit&agrave;, in verit&agrave;, dopo aver letto il sicuramente ampio dibattito, sviluppatosi sul &ldquo;Barbiere della Sera&rdquo;, ho pure un altro dubbio.<br />
La frase pi&ugrave; bella, che Petta e Colavito fanno pronunciare ad Ipazia, &egrave;:<br />
&ldquo;Se ci facciamo comprare, non siamo pi&ugrave; liberi.<br />
E non potremo pi&ugrave; studiare.<br />
Capisci, prefetto?<br />
E&#8217; cos&igrave; che funziona una mente libera.<br />
Anch&#8217;essa ha le sue regole.<br />
Per questo, Evagrio, non ci provare pi&ugrave;, con nessuno di noi&rdquo; [17].<br />
Tuttavia, assumendo questa posizione radicale, Ipazia non &egrave;, forse, diventata una fondamentalista del Paganesimo?</p>
<p>Che sia stata Lei la vera Talebana? </font></p>
<div align="right"><a href="http://www.valeriobruschini.info" target="_blank"><strong><font face="Tahoma" size="2">Valerio Bruschini</font></strong></a>
</div>
<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">NOTE<br />
[1] Bernardini Federico, </font><a href="http://www.ilbarbieredellasera.com/article.php?sid=17469" target="_blank"><font face="Tahoma" size="2">L&#8217;equazione di Ipazia: &ldquo;Cristiano=Talebano&rdquo;, in Barbiere della sera, 26 Aprile 2010</font></a><font face="Tahoma" size="2">.<br />
La/il lettrice/lettore &egrave; invitata/o a prendere visione per intero del testo suddetto, nonch&eacute; dei successivi commenti, in modo da formarsi un&#8217;idea personale, anche perch&eacute; le citazioni da me fatte, necessariamente parziali, potrebbero non rendere sempre giustizia all&#8217;autore.<br />
[2] In base all&#8217;etimologia, possiamo considerare l&#8217;entusiasmo come l&#8217;essere posseduti dalla divinit&agrave;.<br />
[3] Bernardini, cit..<br />
[4] Per un&#8217;illustrazione sintetica della questione, si pu&ograve; vedere anche: </font><a href="http://www.valeriobruschini.info/?p=27" target="_blank"><font face="Tahoma" size="2">Costantino: l&#8217;Editto che non c&#8217;&egrave;</font></a><font face="Tahoma" size="2">.<br />
[5] Bernardini, cit..<br />
[6] <em>Ibidem</em>.<br />
[7] <em>Ibidem</em>.<br />
[8] <em>Ibidem</em>.<br />
[9] </font><a href="http://www.ibs.it/libri/deschner+karlheinz/libri+di+karlheinz+deschner.html" target="_blank"><font face="Tahoma" size="2">Deschner Karlheinz</font></a><font face="Tahoma" size="2">, Storia criminale del Cristianesimo, tomo II, Il tardo antico, p.136,&nbsp; Edizioni Ariele, Milano, 2001.<br />
[10] Bernardini, cit.. <br />
[11] <em>Ibidem</em>.<br />
[12] <em>Ibidem</em>.<br />
[13] <em>Ibidem</em>.<br />
[14] <em>Ibidem</em>.<br />
[15] Bruschini Valerio, </font><a href="http://www.valeriobruschini.info/?p=26" target="_blank"><font face="Tahoma" size="2">Benedetto XVI apologeta del Logos?</font></a><font face="Tahoma" size="2">.<br />
[16] Bernardini, cit..<br />
[17] Petta Adriano &#8211; Colavito Antonino, Ipazia, scienziata alessandrina 8 marzo 415 d.C., p.140, Lampi di stampa, Milano, 2004.</p>
<p></font></p>
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