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	<title>Papi Archivi - Associazione Culturale Civiltà Laica</title>
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	<description>Per un movimento culturale volto a difendere la Laicità dello Stato.</description>
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		<title>Chi ha rubato la Cathedra?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Sep 2016 17:02:08 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[filosofia e scienza]]></category>
		<category><![CDATA[dottrina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La straordinaria messe di notizie che ci investe quotidianamente e che impegna duramente le nostre celluline grigie (direbbe Poirot) finisce a volte per rendere irrilevanti, tra le tante, quelle pochissime veramente degne di riflessione e di attenzione. Mi riferisco alla formidabile novità contenuta nelle parole dell&#8217;attuale santo padre, il buon Bergoglio, alias Francesco, il quale [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/index.php/rubato-la-cathedra.html/satino-papafrancescio" rel="attachment wp-att-13821"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-13821" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2016/09/satino-papafrancescio.jpg" alt="satino-papafrancescio" width="300" height="300" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2016/09/satino-papafrancescio.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2016/09/satino-papafrancescio-150x150.jpg 150w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2016/09/satino-papafrancescio-160x160.jpg 160w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
<p><span style="font-size: medium;">La straordinaria messe di notizie che ci investe quotidianamente e che impegna duramente le nostre celluline grigie (direbbe Poirot) finisce a volte per rendere irrilevanti, tra le tante, quelle pochissime veramente degne di riflessione e di attenzione.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Mi riferisco alla formidabile novità contenuta nelle parole dell&#8217;attuale santo padre, il buon Bergoglio, alias Francesco, il quale ha più volte ribadito un rivoluzionario concetto di ispirazione cristiana secondo il quale coloro che affermano di uccidere in nome di Dio in realtà bestemmiano. Le sue parole esatte sono state: “ Uccidere in nome di Dio è satanico!”.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Lo ha gridato in faccia al mondo intero il 14 corrente mese in occasione della celebrazione, in santa Marta, di una messa a suffragio dell&#8217;anima del sacerdote francese Jacques Hamel sgozzato nella chiesa di Rouen da un fanatico islamista in nome di Hallah, che sarebbe stretto parente del dio cristiano ed ebreo. Non si tratta di una novità in senso assoluto in quanto papa Francesco un analogo concetto, quasi con le stesse parole, lo aveva già espresso nel novembre 2015 per commentare la strage di Parigi. Quella volta le sue parole furono: “Usare il nome di Dio per uccidere è una bestemmia!”.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Si tratta di una affermazione di principio in materia religiosa per cui il papa parla con competenza assoluta: chi potrebbe negarlo? Però questo fa sorgere in noi non credenti e scettici, nonché apostati, atei o agnostici, un dubbio non da poco: come la mettiamo con il famoso dogma, enunciato da papa Pio IX, dell&#8217;infallibiltà papale in materia di fede, quando il cosiddetto santo padre parla “ex cathedra”? In queste occasioni papa Francesco parlava “ex cathedra” rivelando quindi verità di fede oppure stava soltanto facendo delle battute di spirito? Nel primo caso il suo principio di fede farebbe rivoltare nelle tombe e nei sarcofagi tutte le anime dei papi che nei secoli hanno solennemente affermato, come principio assoluto di fede, esattamente l&#8217;opposto di quanto da lui altrettanto solennemente enunciato.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Occorrerebbero decine di risme di carta per descrivere in dettaglio tutte le occasioni in cui il Cristianesimo , nel corso di 1.700 anni, ha gridato “A morte !” in nome del suo dio dell&#8217;amore. Possiamo solo ricordarne alcune, inoppugnabili e storicamente indiscutibili. Chi non ha letto il discorso di Urbano II al Concilio di Clermont del 1095 nel quale lanciò la prima crociata : “Quando andrete all&#8217;assalto dei bellicosi nemici sia questo l&#8217;unanime grido di tutti i soldati di Dio: &#8216;Dio lo vuole!&#8217; ( Deus lo vult!)”?</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">E che dire di papa Innocenzo III che nel 1209 lanciò la crociata contro i catari assicurando le stesse indulgenze e gli stessi celesti premi di consolazione per tutti coloro che avessero perso la vita nella santa missione di uccidere in nome di Dio? Sappiamo tutti che i tribunali della santissima Inquisizione condannavano a morte in nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo e che davanti alla vittima lambita dalle fiamme del rogo veniva agitato un crocifisso. Quante volte nel corso dei secoli la Chiesa Cattolica ha ucciso, dopo opportuni trattamenti di tortura, uomini e donne, accusati di eresia o di stregoneria?</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Alla stregua di quanto solennemente affermato dal buon Francesco dovremmo considerare bestemmiatore incallito perfino il più santo e celebrato teologo di Santa Madre Chiesa, San Tommaso d&#8217;Aquino, che papa Leone XIII ha definito “Doctor Ecclesiae, che, simile al sole, ha inondato la terra con la luce della sua dottrina”. Ebbene questo abbagliante astro del Cattolicesimo così si esprime nella sua opera eccelsa <i>Summa Theologiae</i> : “Per quanto riguarda gli eretici essi si sono resi colpevoli di un peccato che giustifica che non solo siano espulsi dalla Chiesa con l&#8217;interdetto ma anche che vengano allontanati da questo mondo con la pena di morte. Gli eretici, immediatamente dopo la loro incriminazione per eresia, non soltanto devono essere cacciati dalla comunità ecclesiale ma anche a buon diritto giustiziati!”</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Qualcuno dovrà pure ricordare al buon Francesco che i suoi predecessori, dalla stessa cattedra, hanno emanato bolle di condanna a morte per i più svariati motivi: Paolo IV e Pio V (lo sterminatore dei valdesi di Calabria, oltretutto o forse proprio per questo, santo) facevano impiccare e squartare adulteri, omosessuali, bestemmiatori ed eretici per cui Pasquino non esitò a celebrare le loro gloriose imprese con le sue irridenti pasquinate.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Ricorderò quella per Paolo IV:</span></p>
<p>“ <span style="font-size: medium;"><i>Figli, meno giudizio</i></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><i>e più fede comanda il Santo Uffizio</i></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><i>e ragionate poco</i></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><i>ché contro la ragione esiste il fuoco</i></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><i>e la lingua a suo posto</i></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><i>ché a Paolo Quarto piace assai l&#8217;arrosto</i>”.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">E l&#8217;altra, celebre, dedicata al santo Pio V:</span></p>
<p>“ <span style="font-size: medium;"><i>Quasi che fosse inverno</i></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><i>brucia cristiani Pio, siccome legna,</i></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><i>per avvezzarsi al caldo dell&#8217;inferno</i>”.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Mi piacerebbe che qualche convinto credente commentasse la lettera che nel 1570 questo santo papa inviò al re di Spagna Filippo II per confortarlo e stimolarlo nella difesa della santa fede cattolica: “ Riconciliarsi mai, non mai pietà; sterminate chi si sottomette e sterminate chi resiste: perseguitate ad oltranza, uccidete, ardete, tutto vada a fuoco e sangue purché sia vendicato il Signore!”</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Poche sono le certezze nella vita di un buon credente cristiano: 1) la Chiesa è indifettibile ( tradotto: non sbaglia mai) 2) il papa è infallibile quando parla , stando in cattedra, di dottrina. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Conclusione: se due papi si contraddicono vuol dire che uno dei due non parlava “ex cathedra” ma diceva scemenze. Poiché papa Francesco nessuno al mondo potrà sostenere che dice scemenze (ed io meno che mai) vuol dire che i papi precedenti non parlavano “ex cathedra”. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">E allora mi chiedo e vi chiedo: chi ha rubato la “cathedra” dei santi padri?</span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><b>Eraldo Giulianelli</b></span></p>
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		<title>Infallibile?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Mar 2012 16:32:27 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[storia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’infallibilità del papa rientra nelle verità di fede, benché si tratti di una delle più recenti. Fu infatti  fermamente voluta da Pio IX e proclamata, dopo aspre discussioni e fra molte opposizioni, solo nel 1870, dal Concilio Vaticano I, ma con ovvio valore retroattivo. Esso decretò: «Insegniamo e definiamo essere dogma divinamente rivelato che il [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L’infallibilità del papa rientra nelle <em>verità di fede</em>, benché si tratti di una delle più recenti. Fu infatti  fermamente voluta da Pio IX e proclamata, dopo aspre discussioni e fra molte opposizioni, solo nel 1870, dal Concilio Vaticano I, ma con ovvio valore retroattivo. <span id="more-10440"></span><img decoding="async" class="alignnone" title="infallibile" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2012/02/PioIX-300x263.jpg" alt="" width="300" height="263" />Esso decretò: «<em>Insegniamo e definiamo essere dogma divinamente rivelato che il Romano pontefice, quando parla </em>ex cathedra<em>, cioè quando, adempiendo il suo ufficio di pastore e maestro di tutti i cristiani, definisce, in virtù della sua suprema autorità apostolica che una dottrina riguardante la fede o i costumi dev’essere ammessa da tutta la chiesa, gode, per quell’assistenza divina che gli è stata promessa nella persona del beato Pietro, di quella infallibilità, di cui il divino Redentore ha voluto fosse dotata la sua chiesa, allorché definisce la dottrina riguardante la fede o i costumi</em>”.</p>
<p><strong>L’elastico dell’infallibilità</strong> Il papa si ritiene dunque infallibile sia per quanto riguarda i <em>dogmi</em>, sia per quanto riguarda le <em>norme morali</em> anche se la formulazione è abbastanza elastica da permettere di far rientrare o uscire questa o quella affermazione dal novero di quelle infallibili restando ad esempio indeterminato quando il papa parli <em>ex cathedra</em> e quando no. A  rendere la formula ancor più elastica concorsero poi i successori di Pio IX, che in più occasioni liquidarono con fastidio le obiezioni sentenziando in modo perentorio, come Leone XIII:  «<em>quello che si deve credere e quello che si deve operare, appartiene per diritto divino… alla Chiesa e al Sommo Pontefice. Per tali motivi il Pontefice deve poter giudicare con la sua autorità quali siano le cose contenute nella parola di Dio, quali dottrine sono ad esse conformi, e quali no. Allo stesso modo deve indicare ciò che è onesto o turpe; ciò che si deve fare e cosa fuggire per raggiungere la salvezza; altrimenti non sarebbe più il sicuro interprete della parola di Dio, né guida sicura all’uomo nell’agire</em>» (<em>Sapientiae Christianae</em>, 1890). Ancora più arrogante e stizzito Pio X, per il quale «<em>quando si ama il Papa, non si fanno discussioni intorno a quello che esso dispone od esige, o fin dove debba giungere l’obbedienza ed in quali cose si debba obbedire… non si limita il campo in cui Egli possa e debba esercitare la sua autorità; non si antepone all’autorità del Papa quella di altre persone per quanto dotte </em><em>che dissentano dal Papa, le quali se sono dotte non sono sante, perché chi è santo non può dissentire dal Papa</em>» (<em>Discorso agli iscritti dell’unione cattolica</em>,1912). Ma, specie dopo il Concilio Vaticano II, l’elastico funzionò anche nel senso di limitare e ridurre i pronunciamenti sicuramente infallibili – specie nel tentativo di fronteggiare le smentite provenienti dalla storia, cioè i numerosi “errori” commessi dagli “infallibili”. I teologi cattolici in particolare, nota il teologo dissidente Hans Küng nel suo saggio su <em>L’infallibilità, </em>si sono industriati a «<em>arginare la messa in questione dell’infallibilità con una ricetta in fondo abbastanza semplice: o l’errore non sussisteva affatto, oppure – quando alla fine non si era più in grado di contestare, reinterpretare, minimizzare e sfumare – non c’era stata una decisione infallibile</em>».</p>
<p><strong>Anche la Chiesa è infallibile</strong> Va poi ricordato che se a far discutere è soprattutto l’infallibilità <em>personale</em> del papa, secondo la dottrina cattolica è infallibile anche la Chiesa nel suo insieme. Essa, come afferma il <em>Catechismo romano</em> del Concilio di Trento, «<em>appunto perché governata dallo Spirito Santo non può errare nell’insegnamento della fede e dei costumi</em>» (§ 115). E il <em>Catechismo della Chiesa cattolica</em> del 1992 ribadisce: «<em>Cristo, che è la verità, ha voluto rendere la sua Chiesa partecipe della propria infallibilità</em>» (§ 889). Oltre che nel Romano Pontefice «<em>L’infallibilità promessa alla Chiesa risiede pure nel Corpo episcopale, quando questo esercita il supremo Magistero col Successore di Pietro, soprattutto in un Concilio Ecumenico</em>» (§ 891).</p>
<p><strong>Le smentite della storia</strong> Ma i papi e la Chiesa si sono poi dimostrati davvero infallibili? In realtà non sembra, dato che la Chiesa ha cambiato molte dottrine importanti. Qualche esempio, in materia di norme morali: ieri legittimava la schiavitù e oggi la condanna; fino a Pio XII affermava che la donna deve essere subordinata all’uomo e oggi almeno verbalmente ammette la parità (fuorché nell’accesso al sacerdozio…); la libertà di coscienza, oggi difesa da Benedetto XVI, fu condannata in forma solenne come “delirio” da Gregorio XVI e Pio IX; uccidere in nome di Dio è ritenuto un grave peccato da Benedetto XVI mentre era un dovere, premiato con la remissione dei peccati, per Urbano II, Innocenzo III, Gregorio IX, Pio V e tanti altri papi. La Chiesa ha cambiato idea anche su questioni di fede: Pelagio fu condannato nel 391 per avere sostenuto che i bambini si salvano anche senza battesimo e il Concilio di Trento lanciò contro tale posizione l’anatema. Oggi una commissione approvata da Benedetto XVI afferma che si può sperare, con «solide basi teologiche», che vadano in Paradiso. Altri dogmi, come quelli sulla verginità e l’immacolata concezione, sono contestati da preti e laici cattolici. E la Chiesa tace su questo dissenso ma scomunica per gli stessi motivi teologi più famosi (come Tissa Balasurya). Per non dire di  papa Onorio che professò la dottrina monofisita (secondo cui in Cristo v’è una sola natura e non due) poi condannata dal  III Concilio ecumenico di Costantinopoli del 680-81, che lo dichiarò eretico. O “l’infallibile” Adriano VI che nel 1523 dichiarò che il papa può «<em>errare, persino in materia di fede</em>» e che «<em>molti pontefici romani …erano eretici</em>». E potremmo continuare.</p>
<div id="cercaAutore"><strong>Walter Peruzzi &#8211; <a href="http://www.cronachelaiche.it/">Cronache Laiche</a></strong></div>
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