<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>paolo sorrentino Archivi - Associazione Culturale Civiltà Laica</title>
	<atom:link href="https://www.civiltalaica.it/cms/tag/paolo-sorrentino/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.civiltalaica.it/cms/tag/paolo-sorrentino/</link>
	<description>Per un movimento culturale volto a difendere la Laicità dello Stato.</description>
	<lastBuildDate>Wed, 05 Feb 2020 15:54:13 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	
	<item>
		<title>The New Pope e il solito Sorrentino</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/the-new-pope-e-il-solito-sorrentino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Feb 2020 15:48:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro chiometti]]></category>
		<category><![CDATA[john malkovich]]></category>
		<category><![CDATA[jude law]]></category>
		<category><![CDATA[paolo sorrentino]]></category>
		<category><![CDATA[serie tv]]></category>
		<category><![CDATA[silvio orlando]]></category>
		<category><![CDATA[the new pope]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.civiltalaica.it/cms/?p=16676</guid>

					<description><![CDATA[<p>Polemiche, scandali e perfino “scomuniche” dal patriarca di Venezia per la nuova fatica di Paolo Sorrentino che continua la storia della precedente serie “The Young Pope”. Questa ci aveva lasciato un comatoso (nel senso letterale del termine) Papa Pio XIII aka Lenny Belardo ovvero Jude Law che in toga bianca (e non) aveva scatenato, risvegliandole, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/the-new-pope-e-il-solito-sorrentino/">The New Pope e il solito Sorrentino</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/index.php/the-new-pope-e-il-solito-sorrentino.html/law-malkovich-2" rel="attachment wp-att-16682"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-16682" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/law-malkovich-1.png" alt="" width="1024" height="512" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/law-malkovich-1.png 1024w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/law-malkovich-1-300x150.png 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/law-malkovich-1-768x384.png 768w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/law-malkovich-1-280x140.png 280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a><br />
Polemiche, scandali e perfino “scomuniche” dal patriarca di Venezia per la nuova fatica di Paolo Sorrentino che continua la storia della precedente serie “The Young Pope”. Questa ci aveva lasciato un comatoso (nel senso letterale del termine) Papa Pio XIII aka Lenny Belardo ovvero <strong>Jude Law</strong> che in toga bianca (e non) aveva scatenato, risvegliandole, le fantasie erotiche di molte cattoliche e cattolici. Aveva superato e aggirato tutti i tiri gobbi della curia avversa il “papa giovane”, ma non quello del destino sotto forma di un infarto.</p>
<p>Insieme alle suddette richieste di censura, anche se non siamo certo arrivati al livello di ciò che recentemente è successo per il Gesù gay proposto da Netflix nella serie brasiliana “La prima tentazione di Cristo”, è aumentata, come è ovvio, la curiosità e l’attesa per questa nuova serie.</p>
<p>In realtà lo “scandalo”, come ampiamente prevedibile trattandosi di un film di Sorrentino, è  molto più nelle apparenze che nei contenuti, ed è stato per noi fin troppo facile prevedere che alla fine della serie, così come alla fine dei suoi (ultimi) film i protagonisti sarebbero stati tutti moralmente assolti dal regista.</p>
<p>Regista che comunque, gli va di certo riconosciuto, rimane uno dei migliori nella tecnica cinematografica.</p>
<p>Così al di là delle al di là delle suore sexy che ballano come cubiste sotto una croce psichedelica nella sigla iniziale delle prime puntate; sigla che invece, nelle ultime due puntate, mostra il redivivo papa Pio XIII in costume da bagno inguinale bianco che ammicca in telecamera, dei “soliti” scandali vaticani, del “solito” cardinale cattivo Voiello (un bravissimo <strong>Silvio Orlando</strong>), nella sostanza dice ben poco di scandaloso al di là di un papa di transizione scomodo (Francesco II) ucciso per eccesso di pauperismo.</p>
<p><strong>John Malkovich </strong>(ogni aggettivo per descrivere quest’attore è riduttivo, lo sappiamo)  interpreta John Brannox cardinale inglese, fautore di una terza via <em>soft</em> per il cambiamento della Chiesa Cattolica, che sale al soglio (come Giovanni Paolo III) per togliere le castagne dal fuoco dopo “l’assassinio di Papa Francesco II” come ricorda a Voiello che gli propone la carica; questo quasi offeso prontamente ribatte: “Si è trattato di una morte per cause naturali!” “Ah come per Giovanni Paolo I” replica Brannox, e Voiello “Esattamente!”. Ecco, forse questo scambio di battute basta a giustificare la visione dell’intera serie.</p>
<p>Una serie però che rispetta nel bene e nel male i ritmi di Sorrentino, quindi può capitare di addormentarsi per un tre quarti della puntata e non essersi persi assolutamente nulla della trama: il respiro di Pio XIII mandato in onda 24 ore su 24 dalla radio vaticana, qualche inquadratura kubrikiana e qualche dialogo fra Brannox e Marilyn Manson o Sharon Stone (nei panni di se stessi) che “<em>stanno a parla’ de tutto e de niente!</em>” (scusateci, ma il Padre Pizzarro di Corrado Guzzanti resta di un livello superiore), costringono davvero a un overdose di caffeina per proseguire la visione. Poi negli ultimi minuti della puntata… assassini, sequestri, scandali, incesti, complotti, sesso, miracoli e chi più ne ha più ne metta. Fino all’apoteosi finale dove mancherebbe solo dio che scenda in campo, ma evidentemente era impegnato e neanche Sorrentino è riuscito a convincerlo.</p>
<p>Insomma alla fine della serie resta il retrogusto che abbiamo dopo la visione delle recenti opere del regista (Youth, La grande bellezza) che alla fine, dopo aver mostrato le peggiori porcate riesce a “salvare” o meglio a giustificare e a comprendere quasi con paternalismo, tutti i suoi personaggi. In questo caso anche i killer mafiosi al soldo di Voiello.</p>
<p>Secondo qualcuno questo è un grande merito del regista, secondo il nostro modesto parere invece  no. Il regista sembra sempre volerci convincere che tutto alla fine si debba risolvere perché dio non può permettere il male assoluto; peccato che chi vede queste cose da ateo o agnostico non può che avere l’impressione che le storie narrate da Sorrentino per quanto sporche, scandalose, sexy o cattive alla fine siano davvero molto infantili.</p>
<p><strong>Alessandro Chiometti</strong></p>
<p><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/index.php/the-new-pope-e-il-solito-sorrentino.html/alessandro" rel="attachment wp-att-16678"><img decoding="async" class="alignleft wp-image-16678" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-945x1024.jpg" alt="" width="211" height="228" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-945x1024.jpg 945w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-277x300.jpg 277w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-768x832.jpg 768w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-1418x1536.jpg 1418w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-1890x2048.jpg 1890w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-148x160.jpg 148w" sizes="(max-width: 211px) 100vw, 211px" /></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/the-new-pope-e-il-solito-sorrentino/">The New Pope e il solito Sorrentino</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>About: Youth &#8211; la giovinezza</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/about-youth-la-giovinezza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 May 2016 21:07:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Film]]></category>
		<category><![CDATA[harvey keitel]]></category>
		<category><![CDATA[j mnemonic]]></category>
		<category><![CDATA[michael caine]]></category>
		<category><![CDATA[paolo sorrentino]]></category>
		<category><![CDATA[youth]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.civiltalaica.it/cms/?p=13616</guid>

					<description><![CDATA[<p>[voto: 4.8/10] Se volessimo essere tranchant e non andare troppo per le lunghe potremmo semplicemente dire che Paolo Sorrentino in questo film conferma la sua svolta mistica e la sua attitudine a voler esprimere giudizi non richiesti sulla vita e sul modo di vivere degli altri. Questo forse fa vincere gli oscar ma a noi [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/about-youth-la-giovinezza/">About: Youth &#8211; la giovinezza</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/index.php/about-youth-la-giovinezza.html/jam-youth-rece" rel="attachment wp-att-13617"><img decoding="async" class="alignleft wp-image-13617" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2016/05/jam-youth-rece.jpg" alt="jam-youth-rece" width="693" height="390" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2016/05/jam-youth-rece.jpg 960w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2016/05/jam-youth-rece-300x169.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2016/05/jam-youth-rece-768x432.jpg 768w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2016/05/jam-youth-rece-280x158.jpg 280w" sizes="(max-width: 693px) 100vw, 693px" /></a></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><b>[voto: 4.8/10]</b></span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Se volessimo essere <i>tranchant</i> e non andare troppo per le lunghe potremmo semplicemente dire che Paolo Sorrentino in questo film conferma la sua svolta mistica e la sua attitudine a voler esprimere giudizi non richiesti sulla vita e sul modo di vivere degli altri. Questo forse fa vincere gli oscar ma a noi ce lo fa stare sinceramente antipatico.</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Volendo analizzare nel dettaglio questa opera seconda del nuovo corso sorrentiniano (il primo che si è chiuso con “This must be the place” si vedeva ancora Sorrentino usare la camera da presa senza renderla un prolungamento del suo ego) facciamo una doverosa premessa.</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Non è in discussione l’abilità alla regia di Sorrentino che è indubbiamente all’altezza dei migliori maestri del genere, bensì come detto il messaggio pesante e invadente che passa nei suoi ultimi film. Del quale, come si sarà capito, non condividiamo pressoché nulla.</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Il film inizia con il direttore di orchestra, nonché compositore, Fred Ballinger (Michael Caine), ormai in pensione, rifiutare l’invito di andare a dirigere le sue “Canzoni Semplici” per la regina d’Inghilterra. Preferisce restare sulle Alpi Svizzere a godersi la vacanza insieme a sua figlia e ai suoi amici. </span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Il più importante di questi amici è Mick Boyle (Harvey Keitel), ottuagenario regista che invece sfrutta queste vacanze per scrivere insieme ad uno staff di giovani collaboratori quello che sarà il suo “film testamento”.</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">La figlia di Fred, Lena (Rachel Weisz) è sposata con il figlio di Mick, ma questo la lascia per un’avvenente quanto pacchiana cantante pop. Da qui si scatena il confronto padre-figlia con lei che gli rinfaccia l’assenza perenne e il fatto che lui non porti mai dei fiori alla madre che pure si trova relativamente vicino, a Venezia.</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Un altro amico presente nel lussuosissimo hotel/spa alpino è l’attore giovane Jimmy Tree (Paul Dano) che non riesce ad accettare di aver fatto successo con un blockbuster in cui indossava una maschera da robot e per questo rimedia anche una figuraccia con una miss Universo che si rivela probabilmente più intelligente di lui.</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Personaggi di contorno, buttati a casaccio nella storia tanto per far volume alla sceneggiatura e minutaggio al film, la massaggiatrice adolescente che provoca istinti pedofili a Ballinger, la prostituta che esercita nella hall che risulterebbe brutta anche per la periferia pugliese figuriamoci per un hotel di lusso svizzero, lo pseudo-Maradona con moglie schiava che gli massaggia i piedi e trasporta la sua bombola di ossigeno, il monaco zen che da luogo all’inevitabile miracolo sorrentiniano con la sua lievitazione in solitaria (l’equivalente new age dell’insopportabile suora mangiaradici/ammaestrafenicotteri de “la grande bellezza”).</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Evoluzione del film: con il secondo tentativo del messo regale si scopre che Ballinger non vuole più dirigere le sue canzoni semplici perché erano per la moglie che non può più cantarle (forse la scena migliore del film), la figlia Lena si innamora di un improbabile montanaro, si scopre che il giovane attore Jimmy Tree deve interpretare Hitler e per questo è così teso, e Mick Boyle dopo aver finito la sceneggiatura del film incassa il rifiuto della sua star preferita Brenda Morel (Jane Fonda) la cui presenza era necessaria per farlo produrre. Lei però preferisce andare a far televisione e soldi in Messico. </span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Finale del film. Boyle si suicida davanti all’amico Fred, la figlia Lena si fa sospendere in aria dallo scalatore e Fred Ballinger si scuote dall’apatia, va a portare i fiori alla moglie che non è morta ma in preda a una malattia devastante che la farà assomigliare per sempre all’urlo di Munch, poi va a dirigere le sue “Canzoni Semplici” per la regina d’Inghilterra rovinando così l’unica cosa che ci era piaciuta del film.</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Detto questo, che messaggio ricavare dal film? </span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Ipotesi 1: “Godetevi la gioventù perché la vecchiaia è uno schifo”</i></span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Come avrebbe detto mio nonno “Sorrentì, e te c’avemo pure fatto studia’?” </span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Ipotesi 2: “Non fatevi prendere dall’apatia, mantenetevi giovani”</i></span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Grazie, troppo buono, e li sordi per anna’ a fa’ la Spa sulle montagne svizzere ce li dai tu o parli con l’Asl?</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Ipotesi 3: “Ogni cosa è illuminata”</i></span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">La sala del cinema no, per fortuna, quando capitano ‘ste mattonate se po’ anche dormì.</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Aridatece “L’uomo in più” e anche “Le conseguenze dell’amore”.</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><b>J. Mnemonic</b></span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/about-youth-la-giovinezza/">About: Youth &#8211; la giovinezza</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La grande bellezza</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/11500/</link>
					<comments>https://www.civiltalaica.it/cms/11500/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 May 2013 16:31:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Film]]></category>
		<category><![CDATA[j mnemonic]]></category>
		<category><![CDATA[la grande bellezza]]></category>
		<category><![CDATA[paolo sorrentino]]></category>
		<category><![CDATA[toni servillo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.civiltalaica.it/cms/?p=11500</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il nuovo film di Paolo Sorrentino è difficilmente catalogabile, sul programma del cinema presso il quale siamo andati a vederlo sotto la voce “genere” c’era scritto “dramma”. Ma l’impressione che si ha usciti dalla sala non è certo quella di aver visto una storia drammatica. La vita di Jep Gambardella, scrittore e giornalista all’apice della [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/11500/">La grande bellezza</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il nuovo film di Paolo Sorrentino è difficilmente catalogabile, sul programma del cinema presso il quale siamo andati a vederlo sotto la voce “genere” c’era scritto “dramma”.</p>
<p>Ma l’impressione che si ha usciti dalla sala non è certo quella di aver visto una storia drammatica.<span id="more-11500"></span></p>
<p><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2013/05/grande-bellezza.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-11501" alt="grande bellezza" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2013/05/grande-bellezza-209x300.jpg" width="209" height="300" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2013/05/grande-bellezza-209x300.jpg 209w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2013/05/grande-bellezza.jpg 649w" sizes="auto, (max-width: 209px) 100vw, 209px" /></a>La vita di Jep Gambardella, scrittore e giornalista all’apice della mondanità di una Roma che è difficile immaginare più decadente, non è certo un dramma.</p>
<p>Quella dei personaggi che ruotano attorno a lui può essere considerata drammatica solo nel senso in cui è un dramma la vita di chi vive di effimeri sogni, ma che comunque ha le spalle sufficientemente coperte (per fortuna o per bravura) per poter vivere fra le terrazze e i salotti romani.</p>
<p>La società decadente di Roma è rappresentata con un taglio amaro e onirico allo stesso tempo, fra discoteche, spettacoli di avanguardia, nobili a noleggio e cardinali che sono sempre presenti quando c’è un&#8217;occasione mondana. Il tutto è riportato a modeste dimensioni morali dall’arrivo della “Santa vivente”, suora che non può non far venire in mente Madre Teresa, che per non ben identificati motivi si ritrova a cena nella terrazza di Jep.</p>
<p>Difficile cogliere il messaggio che il regista vuole lanciare, speriamo che non sia quello banale lanciato da questa “Santa”.</p>
<p>In realtà queste scene finali sono forse le più convenzionali di tutto il film e sinceramente stonano con il resto della pellicola, sembra quasi che il regista aveva un’idea chiara che percorre tre quarti del film e poi si confonda.</p>
<p>Se il “messaggio” deve essere quello di abbandonare sesso droga e rock’n roll, o per meglio dire l’house music in questo caso, per riscoprire le proprie radici e i valori veri della vita Paolo Sorrentino ce lo poteva dire prima ed evitavamo due ore di decadenza romana per andarci a vedere Papa Francesco in televisione.</p>
<p>Dal regista napoletano questa svolta pseudo-moralistica e pseudo-mistica non ce l’aspettavamo, nei suoi film precedenti come “This must be the place”, “L’uomo in più” o “ Le conseguenze dell’amore” (questi ultimi due peraltro sempre interpretati dal bravissimo Toni Servillo) il regista si era sempre astenuto dal dar giudizi raccontando semplicemente storie. Cosa che poi è quello che ci piace del cinema, quando qualcuno vuole usare la cinepresa per far sermoni rischia sempre di risultare stucchevole.</p>
<p>Insomma ci sembra che il film di Sorrentino è troppo pretenzioso e probabilmente anche troppo attaccato a cliché anacronistici.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>J. Mnemonic</b></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/11500/">La grande bellezza</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.civiltalaica.it/cms/11500/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>4</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
