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	<title>pagani Archivi - Associazione Culturale Civiltà Laica</title>
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	<description>Per un movimento culturale volto a difendere la Laicità dello Stato.</description>
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		<title>Merry Saturnalia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Dec 2018 12:23:25 +0000</pubDate>
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<p>Quante volte, durante le feste, vi scervellate cercando di trovare una frase carina per un biglietto da corredare ai regali dei vostri cari, cercando di non scadere in banalissimi “Tanti Auguri” o “Buon Natale“? Consolatevi: non siete né i primi né gli ultimi. E dobbiamo andare molto indietro per trovare i primi! Addirittura all’antica Roma. Già, perché il Natale, checché se ne dica, al giorno d’oggi miscuglio di credenze e feste religiose di ogni tipo, trova origine negli antichi Saturnalia, feste dell’antica Roma durante le quali ci si scambiava dei doni. Ovviamente, anche i doni dei nostri avi erano accompagnati da dei bigliettini, alcuni più originali di altri, tanto da divenire storia letteraria: è il caso di Marziale, famoso letterato romano del primo secolo dopo Cristo. Notoriamente, Marziale scriveva epigrammi, una forma letteraria che veniva dall’antica Grecia, prevalentemente associata ai riti funebri (si trattava perlopiù di incisioni sulle lapidi), di carattere dedicatorio-celebrativo, e che poi con lo scorrere dei secoli si è sempre più avvicinata alla poesia. Tuttavia, la caratteristica principale dell’epigramma sta nel suo essere breve e incisivo.</p>
<p>Tra l’84 d.C. e l’85 d.C., il poeta latino pubblica due raccolte di epigrammi corrispondenti al tredicesimo e al quattordicesimo “Liber de Spectaculis“, chiamate rispettivamente “Xenia” (ξενία) e “Apophoreta” (ἀπο-ϕόρητα), parole di origine greca che designano il concetto di ospitalità e dunque i “doni per gli ospiti” per estensione, e i “doni da portar via” alla fine di un convivio (vi ricorda, per caso, il Cenone della Vigilia?). Con queste denominazioni, Marziale intendeva dare lustro e letterarietà ai suoi componimenti, che in realtà altro non erano che biglietti di auguri accompagnati ai regali. Ma cosa avevano di particolare questi bigloettini per diventare letterari? Semplice: l’inventiva e l’originalità messa in versi! Marziale utilizzava i regali e le persone cui erano assegnati come fonte di ispirazione, scrivendo dunque sull’oggetto e magari creando qualche battuta giocosa o goliardica sulla relazione che suddetto oggetto avrebbe avuto con il destinatario.</p>
<p>Un’altra usanza legata, invece, agli Apophoreta era il fatto che si pescassero in maniera del tutto casuale, cosicché si venissero a creare anche situazioni divertenti e improbabili di cui ridere, come l’assegnazione di un pettine a un calvo. Anche noi oggi (moda in voga soprattutto tra i più giovani) facciamo una cosa simile, ma rovesciata: il Babbo Natale segreto (oggetto anche di una puntata della serie televisiva New Girl), in cui si fa il regalo alla persona di cui si è pescato il nome senza che questa lo sappia. Tuttavia, Marziale era anche famoso per la sua poca sensibilità: i suoi componimenti avevano sempre la battuta finale, ma fin troppo spesso questa risultava cinica, in alcuni casi anche cattiva, rivelando la sua visione disincantata della società. Infatti, il poeta era un satirico, e criticava aspramente la società, deridendone i modi tramite l’impietoso giudizio su vizi e difetti degli uomini che la popolavano.</p>
<p>Se i vostri biglietti d’auguri vi sembrano sempre banali, tenete presente che potreste usare lo stile di Marziale e accompagnare ogni regalo a un breve componimento con una battuta di spirito finale, ma fate attenzione a ció che scrivete: magari tra mille anni sarà letteratura, ma qualche convitato permaloso potrebbe offendersi, e voi attualmente non disponete di licenze poetiche che vi giustifichino! E non lesinate:</p>
<p>“I regali fatti agli amici non sono preda del fato: avrai soltanto le ricchezze che hai donato”.</p>
<p>Buone feste!</p>
<p><strong>Ilaria Alleva</strong></p>
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		<title>Natale, la festa del Sole (e delle luci)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Dec 2009 11:21:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[cecilia calamani]]></category>
		<category><![CDATA[natale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Accade che a Cremona, nella scuola primaria Manzoni, da 15 anni il Natale venga festeggiato in chiave&#160; multiculturale come &#8216;Festa delle luci&#8217;. Accade che quest&#8217;anno, in un clima di regressione medioevale che non registravamo da secoli, la &#8216;Festa delle luci&#8217; divenga oggetto di una interrogazione parlamentare di Isabella Bertolini (Pdl), la quale vuole &#8220;fermare l&#8217;ennesimo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Accade che a Cremona, nella scuola primaria Manzoni, da 15 anni il Natale venga festeggiato in chiave&nbsp; multiculturale come &lsquo;</font><a href="http://www.tecnicadellascuola.it/index.php?id=27531&amp;action=view" target="_blank"><strong><font face="Tahoma" size="2">Festa delle luci</font></strong></a><font face="Tahoma" size="2">&rsquo;. Accade che quest&rsquo;anno, in un clima di regressione medioevale che non registravamo da secoli, la &lsquo;Festa delle luci&rsquo; divenga oggetto di una interrogazione parlamentare di Isabella Bertolini (Pdl), la quale vuole &ldquo;<em>fermare l&rsquo;ennesimo attacco ad uno dei simboli della nostra tradizione</em>&rdquo;. Accade che la sostenga Luca Zaia, ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali, che ha definito la festa cremonese &ldquo;<em>un harakiri culturale perpetrato da un finto educatore sulla pelle dei nostri bambini</em>&ldquo;.</font></p>
<p></p>
<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Forse &egrave; il caso di rinfrescare, per chi ha memoria corta, le <strong>origini del Natale</strong>. Adottato a forza dalla cristianit&agrave; come tutte le festivit&agrave; pagane, l&rsquo;attuale Natale altro non era, per le popolazioni precristiane, che la celebrazione del <strong>solstizio d&rsquo;inverno</strong> (oggi convenzionalmente fissato il 21 dicembre), il momento dell&rsquo;anno a cui corrisponde, a causa della posizione che il sole assume rispetto al piano equatoriale, la notte pi&ugrave; lunga e il giorno pi&ugrave; corto.</font></p>
<p></p>
<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Questo fenomeno veniva anticamente interpretato in chiave religiosa: il sole, giunto al minimo della sua forza e della sua potenza, sembrava improvvisamente rinascere, riconquistava le tenebre e diventava invincibile. Ed ecco che nei giorni a ridosso del 25 dicembre i Romani festeggiavano il <em>Sol invictus</em> (sole invincibile), gli Egiziani la nascita di Horus, gli Indopersiani quella di Mitra, i Siriani quella di El&nbsp; Gabal, i Greci quella di Helios.</font></p>
<p></p>
<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">L&rsquo;elenco delle divinit&agrave; festeggiate nel mondo durante il solstizio d&rsquo;inverno &egrave; lunghissimo, ad indicare come il culto del dio Sole fosse radicato in tutte le civilt&agrave; antiche.</font></p>
<p></p>
<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Fu Aureliano il primo imperatore romano a istituire ufficialmente il 25 dicembre la <strong>festa del Sol invictus</strong>, nel 274. Costantino poi, nel 330, trasform&ograve; la ricorrenza in festa cristiana facendovi coincidere la nascita di Cristo, fino ad allora festeggiata in date diverse a seconda del luogo (ma pi&ugrave; diffusamente il 6 gennaio, giorno in cui poi venne celebrata l&rsquo;Epifania).</font></p>
<p></p>
<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Ricordiamo anche che fu sempre Costantino a cambiare nome all&rsquo;ultimo giorno della settimana, che da <strong><em>dies solis</em></strong> (giorno del sole, significato che ancora rimane nell&rsquo;inglese <em>sunday </em>e nel tedesco <em>sonntag</em>) divent&ograve; <em><strong>dies domini</strong></em> (giorno del Signore).</font></p>
<p></p>
<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Nonostante l&rsquo;ufficializzazione della data di nascita di Cristo, il culto del dio Sole rimase ben radicato persino nelle popolazioni cristiane, come scriveva nel 460 Papa Leone Magno: &rdquo;<em>E&rsquo; cos&igrave; tanto stimata questa religione del Sole che alcuni cristiani, prima di entrare nella basilica di San Pietro, dopo aver salito la scalinata, si volgono verso il Sole e piegando la testa si inchinano in onore dell&rsquo;astro fulgente. Siamo angosciati e ci addoloriamo molto per questo fatto che viene ripetuto per mentalit&agrave; pagana</em>&rdquo;.</font></p>
<p></p>
<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Ci vollero la soppressione del culto di Mitra, le persecuzioni dei riti politeisti dovute a&nbsp; Teodosio e i decreti di Giustiniano sulla chiusura dei tempi pagani per far s&igrave; che il Natale si affermasse lentamente &ndash; e per editto &ndash; come&nbsp; festa cristiana in tutto l&rsquo;Impero.</font></p>
<p></p>
<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Oggi, a distanza di tanti secoli, la Chiesa cattolica &ndash; appoggiata da una politica governativa di convenienza &ndash; si trova di fronte allo stesso problema: sradicare interpretazioni diverse e sancire (ancora!) che il Natale &egrave; solo e unicamente il simbolo della cristianit&agrave;.</p>
<p>Forse a definirla regressione medioevale siamo stati fin troppo indulgenti. Sta di fatto che nel 2009 una interrogazione parlamentare al ministro dell&rsquo;Istruzione attende risposta.</font></p>
<p></p>
<p align="right"><font face="Tahoma" size="2"><strong>Cecilia M. Calamani &#8211; <em><a target="_blank" href="http://www.cronachelaiche.it/2009/12/natale-la-festa-del-sole-e-delle-luci/">Cronache Laiche</a></em></strong></font></p>
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