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	<title>paganesimo Archivi - Associazione Culturale Civiltà Laica</title>
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	<description>Per un movimento culturale volto a difendere la Laicità dello Stato.</description>
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		<title>A PASQUA TUTTI CELEBRIAMO LA RESURREZIONE… DELLA TERRA</title>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Apr 2021 11:44:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Anche questa Pasqua è passata. Abbiamo avuto modo di leggere qualche articolo sulle origini di questa festa. Abbiamo letto di riti ebraici e cristiani, ma lasciate che vi diciamo la verità: gli autori non sono andati abbastanza indietro. Come la maggior parte delle nostre feste, anche la Pasqua è legata al ciclo solare e alle [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/a-pasqua-tutti-celebriamo-la-resurrezione-della-terra/">A PASQUA TUTTI CELEBRIAMO LA RESURREZIONE… DELLA TERRA</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY">Anche questa Pasqua è passata. Abbiamo avuto modo di leggere qualche articolo sulle origini di questa festa. Abbiamo letto di riti ebraici e cristiani, ma lasciate che vi diciamo la verità: gli autori non sono andati abbastanza indietro.</p>
<p align="JUSTIFY">Come la maggior parte delle nostre feste, anche la Pasqua è legata al ciclo solare e alle stagioni: quello che è pervenuto sino a noi è soltanto uno dei moltissimi modi per festeggiare la Primavera. Quando infatti noi festeggiamo la resurrezione di Cristo, in realtà festeggiamo la rinascita dei campi e della natura che, dopo un lungo e arido inverno, inizia un nuovo ciclo vitale. Di questi riti abbiamo ancora indizi sia nella cultura popolare che di massa. Ma andiamo con ordine: di quale festa pagana si è appropriato il Cristianesimo stavolta?</p>
<p align="JUSTIFY"><a href="https://www.civiltalaica.it/cms/index.php/a-pasqua-tutti-celebriamo-la-resurrezione-della-terra.html/gesu-compagnone" rel="attachment wp-att-20067"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-20067" src="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2021/04/gesu-compagnone.jpg" alt="" width="600" height="475" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2021/04/gesu-compagnone.jpg 600w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2021/04/gesu-compagnone-300x238.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2021/04/gesu-compagnone-202x160.jpg 202w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a></p>
<p class="western"><strong>MISTERI ELEUSINI E ALTRI RITUALI NEL MONDO</strong></p>
<p align="JUSTIFY">Se restiamo “in casa”, non serve andare troppo lontano: nell’antica Roma, infatti, si celebravano i <b>Misteri Eleusini</b>, culto ereditato dall’antica Grecia. I Misteri Eleusini sono probabilmente il più famoso culto religioso pagano dal rito segreto di tutta la civiltà greca. Sono legati al mito di Persefone: si narra che la dea, figlia della dea della fertilità Demetra, fosse stata rapita da Ade, il re degli Inferi. Demetra fece di tutto per recuperare sua figlia, tanto che chiese alla regina di Eleusi di innalzarle un tempio, dove si rifugiò. Da lì provocò un’aridità tale che tutta la Terra ne fu colpita. Zeus tentò di far ragionare Demetra e farla tornare sull’Olimpo, ma invano: la dea non si sarebbe mossa dal tempio (né avrebbe fatto tornare la vegetazione sulla Terra) finché sua figlia non fosse tornata dall’Ade. Così, Zeus consentì a Persefone di passare sei mesi con la madre e sei mesi con lo sposo. Ogni volta che Persefone torna sulla Terra e ride, Demetra fa <b>rifiorire</b> la natura.</p>
<p align="JUSTIFY">Si dice che il rito misterico di Eleusi, che trova origine nel 1600 a.C., avesse a che fare con delle visioni dall’aldilà, per questo erano coinvolte anche sostanze psichedeliche; è stato anche ipotizzato che fosse una prosecuzione di un rito minoico. Anche il mito di Persefone è il mito di una <b>resurrezione</b>: c’è infatti una <i>descensus ad Inferos</i>, letteralmente (anche se per <i>Inferos</i> dobbiamo intendere, come i latini, semplicemente il regno dei morti e non il nostro inferno), una ricerca (Demetra che cerca la figlia perduta), e un’ascensione (il ritorno di Persefone nel mondo dei vivi, da cui nessuno può tornare). Nonostante i rituali fossero segreti, oggi noi sappiamo che gli iniziati erano convinti dell’esistenza di una <b>vita dopo la morte</b>. I Misteri Eleusini furono celebrati sino al 392 a. C., quando l’imperatore cristiano Teodosio li chiuse per decreto.</p>
<p align="JUSTIFY">Ma andiamo ancora un po’ più indietro e un po’ più lontano: nello stesso periodo in cui noi festeggiamo la Pasqua, i Babilonesi festeggiavano e onoravano la <b>resurrezione</b> del dio Tammuz, riportato in vita dagli inferi da quella che in alcuni miti è sua moglie, in altri sua madre: <b>Ishtar</b>, la cui pronuncia è <i>Easter</i>.</p>
<p align="JUSTIFY">Più a nord, invece, si celebrava la dea <b>Ostara</b>, dea della fertilità, che dava il nome al mese di aprile (<i>Eostre-monath</i>), associata spesso anche alla <b>lepre</b>, animale particolarmente prolifico. Tutti questi miti, quindi, hanno a che fare con l’equinozio di Primavera. Non vi sembra tutto molto familiare?</p>
<p class="western"><strong>I SIMBOLI</strong></p>
<p align="JUSTIFY">Perché i conigli e le uova? Come già anticipato, il coniglio, o la lepre, è un animale che rappresenta la <b>fertilità</b> (pensiamo ai modi di dire, alcuni poco eleganti, di uso comune anche oggi); questo è abbastanza semplice.</p>
<p align="JUSTIFY">Sull’<b>uovo</b>, invece, ci sono diversi aspetti da considerare: il primo è quello mitologico. In moltissime religioni di tempi e luoghi diversi, l’uovo è un simbolo <b>cosmogonico</b>, cioè rappresentante l’origine dell’universo: dalla Polinesia all’India, dalla Cina alla Grecia, dalla Finlandia all’America centrale. Molte statue di Dioniso spesso lo rappresentano con un uovo in mano e sappiamo che i culti orfici prevedevano il consumo di uova per rappresentare una volontà di fuga dal ciclo infinito delle <b>reincarnazioni</b>.</p>
<p align="JUSTIFY">I romani, così come i babilonesi o i russi, o i greci, avevano già l’abitudine di <b>nascondere uova</b> nel terreno dopo averle dipinte. I Persiani si <b>scambiavano</b> uova di gallina come dono in onore della Primavera.</p>
<p align="JUSTIFY">Ma c’è anche un motivo pratico: non molti ormai sanno che <b>le galline non depongono uova</b> durante la stagione invernale a causa della mancanza di luce: l’esposizione ad essa è una parte fondamentale per la stimolazione ormonale e una gallina necessita di almeno 14 ore al giorno per poter deporre un uovo. Ecco perché l’uovo è simbolo della Primavera prima di tutto nel mondo agrario.</p>
<p align="JUSTIFY">In moltissime tradizioni paesane e folkloriche c’è anche l’infiorata per il Corpus Domini. Anche se i quadri floreali hanno una tradizione più recente di quelle citate finora, c’è da dire che nel Medioevo era usanza per la notte dell’equinozio di Primavera che i ragazzi piantassero <b>alberi in fiore</b> davanti alle case delle loro innamorate, per buon auspicio. Queste tradizioni sono rimaste non solo nelle infiorate di carattere religioso, ma anche in alcuni eventi locali, come il <b>Cantamaggio</b> o la corsa dei Ceri di Gubbio (che si ritiene derivi da un culto pagano in onore della dea romana Cerere e della primavera).</p>
<p align="JUSTIFY">Come sempre, l’umanità trova modi per festeggiare gli eventi solari. È sorprendente quanto i rituali siano simili in tutto il mondo e a distanza di secoli: ennesima dimostrazione che ciò che ci accomuna in quanto esseri umani è più di quanto ci divide come individui.</p>
<p align="JUSTIFY"><strong>Ilaria Alleva</strong></p>
<p align="JUSTIFY"><a href="https://www.civiltalaica.it/cms/index.php/a-pasqua-tutti-celebriamo-la-resurrezione-della-terra.html/ilaria" rel="attachment wp-att-20066"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-20066" src="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2021/04/ilaria-243x300.jpg" alt="" width="243" height="300" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2021/04/ilaria-243x300.jpg 243w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2021/04/ilaria-830x1024.jpg 830w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2021/04/ilaria-768x948.jpg 768w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2021/04/ilaria-1244x1536.jpg 1244w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2021/04/ilaria-1659x2048.jpg 1659w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2021/04/ilaria-130x160.jpg 130w" sizes="(max-width: 243px) 100vw, 243px" /></a></p>
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		<title>Merry Saturnalia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Dec 2018 12:23:25 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/index.php/merry-saturnalia.html/regalo-natale-2" rel="attachment wp-att-15583"><img decoding="async" class="alignleft  wp-image-15583" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2018/12/regalo-natale-2-300x152.jpg" alt="" width="497" height="252" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2018/12/regalo-natale-2-300x152.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2018/12/regalo-natale-2-768x389.jpg 768w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2018/12/regalo-natale-2-280x142.jpg 280w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2018/12/regalo-natale-2.jpg 1000w" sizes="(max-width: 497px) 100vw, 497px" /></a></p>
<p>Quante volte, durante le feste, vi scervellate cercando di trovare una frase carina per un biglietto da corredare ai regali dei vostri cari, cercando di non scadere in banalissimi “Tanti Auguri” o “Buon Natale“? Consolatevi: non siete né i primi né gli ultimi. E dobbiamo andare molto indietro per trovare i primi! Addirittura all’antica Roma. Già, perché il Natale, checché se ne dica, al giorno d’oggi miscuglio di credenze e feste religiose di ogni tipo, trova origine negli antichi Saturnalia, feste dell’antica Roma durante le quali ci si scambiava dei doni. Ovviamente, anche i doni dei nostri avi erano accompagnati da dei bigliettini, alcuni più originali di altri, tanto da divenire storia letteraria: è il caso di Marziale, famoso letterato romano del primo secolo dopo Cristo. Notoriamente, Marziale scriveva epigrammi, una forma letteraria che veniva dall’antica Grecia, prevalentemente associata ai riti funebri (si trattava perlopiù di incisioni sulle lapidi), di carattere dedicatorio-celebrativo, e che poi con lo scorrere dei secoli si è sempre più avvicinata alla poesia. Tuttavia, la caratteristica principale dell’epigramma sta nel suo essere breve e incisivo.</p>
<p>Tra l’84 d.C. e l’85 d.C., il poeta latino pubblica due raccolte di epigrammi corrispondenti al tredicesimo e al quattordicesimo “Liber de Spectaculis“, chiamate rispettivamente “Xenia” (ξενία) e “Apophoreta” (ἀπο-ϕόρητα), parole di origine greca che designano il concetto di ospitalità e dunque i “doni per gli ospiti” per estensione, e i “doni da portar via” alla fine di un convivio (vi ricorda, per caso, il Cenone della Vigilia?). Con queste denominazioni, Marziale intendeva dare lustro e letterarietà ai suoi componimenti, che in realtà altro non erano che biglietti di auguri accompagnati ai regali. Ma cosa avevano di particolare questi bigloettini per diventare letterari? Semplice: l’inventiva e l’originalità messa in versi! Marziale utilizzava i regali e le persone cui erano assegnati come fonte di ispirazione, scrivendo dunque sull’oggetto e magari creando qualche battuta giocosa o goliardica sulla relazione che suddetto oggetto avrebbe avuto con il destinatario.</p>
<p>Un’altra usanza legata, invece, agli Apophoreta era il fatto che si pescassero in maniera del tutto casuale, cosicché si venissero a creare anche situazioni divertenti e improbabili di cui ridere, come l’assegnazione di un pettine a un calvo. Anche noi oggi (moda in voga soprattutto tra i più giovani) facciamo una cosa simile, ma rovesciata: il Babbo Natale segreto (oggetto anche di una puntata della serie televisiva New Girl), in cui si fa il regalo alla persona di cui si è pescato il nome senza che questa lo sappia. Tuttavia, Marziale era anche famoso per la sua poca sensibilità: i suoi componimenti avevano sempre la battuta finale, ma fin troppo spesso questa risultava cinica, in alcuni casi anche cattiva, rivelando la sua visione disincantata della società. Infatti, il poeta era un satirico, e criticava aspramente la società, deridendone i modi tramite l’impietoso giudizio su vizi e difetti degli uomini che la popolavano.</p>
<p>Se i vostri biglietti d’auguri vi sembrano sempre banali, tenete presente che potreste usare lo stile di Marziale e accompagnare ogni regalo a un breve componimento con una battuta di spirito finale, ma fate attenzione a ció che scrivete: magari tra mille anni sarà letteratura, ma qualche convitato permaloso potrebbe offendersi, e voi attualmente non disponete di licenze poetiche che vi giustifichino! E non lesinate:</p>
<p>“I regali fatti agli amici non sono preda del fato: avrai soltanto le ricchezze che hai donato”.</p>
<p>Buone feste!</p>
<p><strong>Ilaria Alleva</strong></p>
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		<title>Natale, la festa del Sole (e delle luci)</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/natale-la-festa-del-sole-e-delle-luci/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Dec 2009 11:21:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[cecilia calamani]]></category>
		<category><![CDATA[natale]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Accade che a Cremona, nella scuola primaria Manzoni, da 15 anni il Natale venga festeggiato in chiave&nbsp; multiculturale come &lsquo;</font><a href="http://www.tecnicadellascuola.it/index.php?id=27531&amp;action=view" target="_blank"><strong><font face="Tahoma" size="2">Festa delle luci</font></strong></a><font face="Tahoma" size="2">&rsquo;. Accade che quest&rsquo;anno, in un clima di regressione medioevale che non registravamo da secoli, la &lsquo;Festa delle luci&rsquo; divenga oggetto di una interrogazione parlamentare di Isabella Bertolini (Pdl), la quale vuole &ldquo;<em>fermare l&rsquo;ennesimo attacco ad uno dei simboli della nostra tradizione</em>&rdquo;. Accade che la sostenga Luca Zaia, ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali, che ha definito la festa cremonese &ldquo;<em>un harakiri culturale perpetrato da un finto educatore sulla pelle dei nostri bambini</em>&ldquo;.</font></p>
<p></p>
<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Forse &egrave; il caso di rinfrescare, per chi ha memoria corta, le <strong>origini del Natale</strong>. Adottato a forza dalla cristianit&agrave; come tutte le festivit&agrave; pagane, l&rsquo;attuale Natale altro non era, per le popolazioni precristiane, che la celebrazione del <strong>solstizio d&rsquo;inverno</strong> (oggi convenzionalmente fissato il 21 dicembre), il momento dell&rsquo;anno a cui corrisponde, a causa della posizione che il sole assume rispetto al piano equatoriale, la notte pi&ugrave; lunga e il giorno pi&ugrave; corto.</font></p>
<p></p>
<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Questo fenomeno veniva anticamente interpretato in chiave religiosa: il sole, giunto al minimo della sua forza e della sua potenza, sembrava improvvisamente rinascere, riconquistava le tenebre e diventava invincibile. Ed ecco che nei giorni a ridosso del 25 dicembre i Romani festeggiavano il <em>Sol invictus</em> (sole invincibile), gli Egiziani la nascita di Horus, gli Indopersiani quella di Mitra, i Siriani quella di El&nbsp; Gabal, i Greci quella di Helios.</font></p>
<p></p>
<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">L&rsquo;elenco delle divinit&agrave; festeggiate nel mondo durante il solstizio d&rsquo;inverno &egrave; lunghissimo, ad indicare come il culto del dio Sole fosse radicato in tutte le civilt&agrave; antiche.</font></p>
<p></p>
<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Fu Aureliano il primo imperatore romano a istituire ufficialmente il 25 dicembre la <strong>festa del Sol invictus</strong>, nel 274. Costantino poi, nel 330, trasform&ograve; la ricorrenza in festa cristiana facendovi coincidere la nascita di Cristo, fino ad allora festeggiata in date diverse a seconda del luogo (ma pi&ugrave; diffusamente il 6 gennaio, giorno in cui poi venne celebrata l&rsquo;Epifania).</font></p>
<p></p>
<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Ricordiamo anche che fu sempre Costantino a cambiare nome all&rsquo;ultimo giorno della settimana, che da <strong><em>dies solis</em></strong> (giorno del sole, significato che ancora rimane nell&rsquo;inglese <em>sunday </em>e nel tedesco <em>sonntag</em>) divent&ograve; <em><strong>dies domini</strong></em> (giorno del Signore).</font></p>
<p></p>
<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Nonostante l&rsquo;ufficializzazione della data di nascita di Cristo, il culto del dio Sole rimase ben radicato persino nelle popolazioni cristiane, come scriveva nel 460 Papa Leone Magno: &rdquo;<em>E&rsquo; cos&igrave; tanto stimata questa religione del Sole che alcuni cristiani, prima di entrare nella basilica di San Pietro, dopo aver salito la scalinata, si volgono verso il Sole e piegando la testa si inchinano in onore dell&rsquo;astro fulgente. Siamo angosciati e ci addoloriamo molto per questo fatto che viene ripetuto per mentalit&agrave; pagana</em>&rdquo;.</font></p>
<p></p>
<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Ci vollero la soppressione del culto di Mitra, le persecuzioni dei riti politeisti dovute a&nbsp; Teodosio e i decreti di Giustiniano sulla chiusura dei tempi pagani per far s&igrave; che il Natale si affermasse lentamente &ndash; e per editto &ndash; come&nbsp; festa cristiana in tutto l&rsquo;Impero.</font></p>
<p></p>
<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Oggi, a distanza di tanti secoli, la Chiesa cattolica &ndash; appoggiata da una politica governativa di convenienza &ndash; si trova di fronte allo stesso problema: sradicare interpretazioni diverse e sancire (ancora!) che il Natale &egrave; solo e unicamente il simbolo della cristianit&agrave;.</p>
<p>Forse a definirla regressione medioevale siamo stati fin troppo indulgenti. Sta di fatto che nel 2009 una interrogazione parlamentare al ministro dell&rsquo;Istruzione attende risposta.</font></p>
<p></p>
<p align="right"><font face="Tahoma" size="2"><strong>Cecilia M. Calamani &#8211; <em><a target="_blank" href="http://www.cronachelaiche.it/2009/12/natale-la-festa-del-sole-e-delle-luci/">Cronache Laiche</a></em></strong></font></p>
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