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	<title>onu Archivi - Associazione Culturale Civiltà Laica</title>
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	<description>Per un movimento culturale volto a difendere la Laicità dello Stato.</description>
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		<title>Risposte aperte a Giovanni De Mauro (Internazionale)</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/risposteagiovannidemauro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Apr 2024 12:51:23 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[alessandro chiometti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Questa settimana Giovanni De Mauro ha posto su Internazionale delle domande sia a chi pensa che sia meglio smettere di sostenere militarmente l&#8217;Ucraina che a chi pensa che sia meglio continuare a sostenerla militarmente. Rispondo per quel che mi riguarda, cioè perché sarebbe meglio smettere (e sarebbe stato meglio non aver mai iniziato) sostenere militarmente [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Questa settimana <a href="https://www.internazionale.it/magazine/giovanni-de-mauro/2024/04/04/domande-2">Giovanni De Mauro ha posto su Internazionale </a>delle domande sia a chi pensa che sia meglio smettere di sostenere militarmente l&#8217;Ucraina che a chi pensa che sia meglio continuare a sostenerla militarmente.<br />
Rispondo per quel che mi riguarda, cioè perché sarebbe meglio smettere (e <strong>sarebbe stato meglio non aver mai iniziato</strong>) sostenere militarmente l&#8217;Ucraina.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2024/04/onu.jpeg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-29132" src="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2024/04/onu.jpeg" alt="" width="750" height="422" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2024/04/onu.jpeg 750w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2024/04/onu-300x169.jpeg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2024/04/onu-280x158.jpeg 280w" sizes="(max-width: 750px) 100vw, 750px" /></a></p>
<p><strong>Se fossimo al posto degli ucraini non cercheremmo anche noi di difendere la nostra libertà, combattendo contro chi vuole occuparci e invocando l’aiuto del resto del mondo?<br />
</strong>Probabilmente sì, soprattutto se siamo dei sostenitori di Zelenski e abbiamo appoggiato e condiviso la sua politica sul Donbass. Probabilmente ne saremmo molto meno entusiasti se facessimo parte delle  comunità russe in Ucraina.<br />
Questa tuttavia è una domanda retorica ed inutile perché è ovvio che chi combatte una guerra chieda aiuto al &#8220;resto del mondo&#8221;, ovvero a &#8220;Stati amici&#8221; che possano aiutarlo; le domande dovrebbero riguardare l&#8217;opportunità e la giustezza che questi stati lo aiutino effettivamente .</p>
<p><strong>Abbiamo il diritto di chiedere a un paese di arrendersi pur di fermare una guerra?<br />
</strong>Abbiamo il dritto di dare consigli agli altri? Abbiamo diritto di dire ai russi, ai cinesi, ai cubani  che non vivono in democrazia e che sarebbe meglio che cambiassero le loro forme di governo? (Come se la nostra lo fosse realmente una democrazia rappresentativa,  ma vabbè&#8230;). Abbiamo diritto di dire ai palestinesi che non seguano Hamas per evitare le rappresaglie genocide di Israele? Quando c&#8217;è una situazione di conflitto internazionale uno può legittimamente dare dei consigli a chi la sta gestendo, che questi poi siano quelli giusti è un altro paio di maniche, ma anche in questo caso la domanda sembra davvero malposta.</p>
<p><strong>È accettabile che i confini di uno stato sovrano siano modificati con la violenza?<br />
</strong>Nel mondo utopico? No. Nel mondo reale avviene tutti i giorni feriali e due volte la domenica.  Balcani, Cipro, Irlanda, Afghanistan, Paesi Baschi, Congo, Palestina, Siria, Iraq, Rojava, Kurdistan&#8230;</p>
<p><strong>Una sconfitta dell’Ucraina non rischierebbe di suggerire a Vladimir Putin che sia possibile invadere anche altri paesi?</strong><br />
Qui entriamo nella schizofrenia occidentale di vedere IL male assoluto al di fuori dei confini della Nato. Putin ha fatto quello che noi (nel senso della Nato) abbiamo fatto in decine di occasioni negli ultime venti anni, le abbiamo chiamate &#8220;operazioni di polizia internazionale&#8221; e peraltro lui stesso aveva già fatto la medesima cosa in Cecenia, con il nostro appoggio neanche troppo silente fra l&#8217;altro (vedi il famoso  lettone di Arcore). Putin ha così dimostrato, fra l&#8217;altro, di non essere migliore dei fanatici bushisti della Cia smentendo i fessacchiotti che lo vedevano come saggio.<br />
Avrebbe potuto dare uno smacco internazionale a tutti e porre le sue truppe a difesa delle comunità russe come avrebbe dovuto fare l&#8217;Onu (e lo faceva prima della follia balcanica, per inciso) ma ha preferito mostrare che è in grado di fare quello che la Nato ha fatto altrove.<br />
Quindi no, non si corre questo rischio perché Putin se ha deciso di invadere altri paesi per ricostruire la Grande Russia lo farà a prescindere.</p>
<p><strong>E cedendo a Putin non c’è il pericolo che altri dittatori seguano il suo esempio?<br />
</strong>Altri dittatori chi? Chi stabilisce chi è un dittatore? I giornalisti? Il parlamento italiano fatto di oligarchi scelti dai partiti, con la fedina penale spesso compromessa, e non eletti da nessuno ma nominati in base ai voti che prende il loro partito? Macròn che si fa fotografare da boxer per spaventare Putin? Il parlamento Europeo che ha deciso che possiamo morire tutti di inquinamento e di cambiamenti climatici purché le banche di Bruxelles non perdano i loro soldi?  Biden o presto probabilmente Trump, veri fari della democrazia Made in Usa esportata con aiuti ai Talebani, Al Qaeda, Isis, Nazisti sudamericani (ed anche peggio) in nome del motto &#8220;il nemico del mio nemico è mio amico&#8221;? O lo dovrebbe stabilire l&#8217;Onu? Ecco, allora se lo deve stabilire l&#8217;Onu, che sarebbe l&#8217;unica istituzione deputata a farlo, ripartiamo da lì. E ricominciamo a parlare di disarmo. Non di interventi militari a supporto di una delle due fazioni in guerra.</p>
<p><strong>In Ucraina non sono in gioco anche il futuro dell’Europa e i suoi valori democratici?<br />
</strong>Per l&#8217;appunto, cambiare subito rotta e ricominciare a parlare di pacifismo (non quello cristiano del &#8220;porgi l&#8217;altra guancia&#8221;), di disarmo, di Forze di Interposizione Internazionali (leggi: Caschi Blu), di divieti di proliferazione delle armi e del divieto assoluto delle armi di distruzione di massa. Ma non quelle che attribuiamo ad introvabili depositi di presunti dittatori, bensì quelle che l&#8217;élite dell&#8217;ingegneria europea e occidentale progetta, realizza e poi vende ai paesi in guerra o guerrafondai.<br />
Questo se vogliamo avere un futuro pacifico, altrimenti diciamolo chiaramente: 80 anni senza guerre in Europa sono troppi, bisogna tornare a combattere perché la politica, e il dialogo con &#8220;dittatori folli&#8221; ci ha stufato. E allora che appoggio alla guerra sia e mandiamo il nostro esercito, senza nascondersi dietro gli &#8220;eroi&#8221; ucraini per fermare il &#8220;dittatore folle&#8221; Putin.<br />
Sarebbe forse peggio, ma almeno non ipocrita e comunque vada porterebbe a una risoluzione (anche se magari non ci piacerà come andrà a finire).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Alessandro Chiometti</strong></p>
<p><a href="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2024/02/ALEX-FOTO-FIRMA.jpg"><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-28323" src="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2024/02/ALEX-FOTO-FIRMA-277x300.jpg" alt="" width="277" height="300" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2024/02/ALEX-FOTO-FIRMA-277x300.jpg 277w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2024/02/ALEX-FOTO-FIRMA-945x1024.jpg 945w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2024/02/ALEX-FOTO-FIRMA-768x832.jpg 768w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2024/02/ALEX-FOTO-FIRMA-1418x1536.jpg 1418w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2024/02/ALEX-FOTO-FIRMA-1890x2048.jpg 1890w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2024/02/ALEX-FOTO-FIRMA-148x160.jpg 148w" sizes="(max-width: 277px) 100vw, 277px" /></a></p>
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		<title>Chiesa cattolica e diritti umani: inconciliabili</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/chiesa-cattolica-e-diritti-umani-inconciliabili/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Feb 2014 18:14:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[cecilia calamani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>C&#8217;è un aspetto importante della replica della Santa Sede al Rapporto Onu sulle numerose violazioni della Convenzione sui diritti del fanciullo da parte della Chiesa. Mentre da un lato il Vaticano ribadisce il suo impegno nella protezione dell&#8217;infanzia, facendo ovvio riferimento alle migliaia di casi di pedofilia clericale su cui l&#8217;Onu chiede conto, dall&#8217;altro mostra stupore [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;è un aspetto importante della replica della Santa Sede al Rapporto Onu sulle numerose violazioni della Convenzione sui diritti del fanciullo da parte della Chiesa. Mentre da un lato il Vaticano ribadisce il suo impegno nella protezione dell&#8217;infanzia, facendo ovvio riferimento alle migliaia di casi di pedofilia clericale <a href="http://cronachelaiche.globalist.it/Detail_News_Display?ID=96996&amp;typeb=0&amp;Pedofilia-la-morale-perversa-della-Chiesa-cattolica" target="_blank">su cui l&#8217;Onu chiede conto</a>, <span id="more-12111"></span><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2013/07/faith-reason1.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-11633" alt="faith-reason" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2013/07/faith-reason1-300x235.jpg" width="300" height="235" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2013/07/faith-reason1-300x235.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2013/07/faith-reason1.jpg 594w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>dall&#8217;altro mostra stupore e addirittura rincrescimento perché in alcuni punti del Rapporto si intravede «un tentativo di interferire nell&#8217;insegnamento della Chiesa Cattolica sulla dignità della persona umana e nell&#8217;esercizio della libertà religiosa».</p>
<p>Leggendo il Rapporto, non è difficile capire quali siano questi punti: l&#8217;Onu chiede una revisione del diritto canonico e dell&#8217;insegnamento morale della Chiesa riguardo alla pedofilia, alla confessione (il cui inviolabile segreto, pena la scomunica <i>latae sententiae</i>, ha permesso il proliferare indisturbato degli abusi), alla contraccezione, all&#8217;aborto, e alle discriminazioni verso l&#8217;omosessualità. Ciò che fa infuriare Oltretevere, in sostanza, non è tanto la richiesta di rimuovere immediatamente e consegnare alla giustizia i responsabili delle violenze o chi li ha coperti, né di adottare misure più restrittive per individuare i colpevoli. Al Vaticano non va giù la richiesta di modificare la legislazione interna e la dottrina, e giustifica l&#8217;irritazione denunciando un presunto tentativo di ingerenza e di violazione della libertà religiosa da parte delle Nazioni Unite. </p>
<p>Il che porta a farsi un paio di domande. La prima: è possibile che la libertà religiosa di alcuni, un aspetto fondamentale della libertà personale, possa comportare la violazione dei diritti di altri? La risposta è facile: sì. Non serve guardare all&#8217;Islam perché, come l&#8217;Onu ci fa notare, anche il cattolicesimo non rispetta alcuni diritti umani. La seconda domanda invece è insidiosa: si può istituzionalmente tollerare una religione che promulga la condanna della libera scelta su sessualità e maternità e la discriminazione di intere categorie di persone &#8211; i gay ma anche le donne, che non possono accedere agli ordini sacerdotali &#8211; contro la legislazione nazionale e tutte le convenzioni internazionali sui diritti umani? <br />Qualsiasi risposta è un autogoal per la democrazia. Se si risponde sì si sta creando una zona franca del diritto, una sfera protetta, quella religiosa appunto, in cui sono lecite la discriminazione e la violazione delle libertà fondamentali. Se si risponde no, invece, si infrange il principio di libertà religiosa, come ci ricorda la replica all&#8217;Onu del Vaticano. L&#8217;argomento, insomma, è spinoso, perché nell&#8217;alveo &#8220;religione&#8221; può essere compreso tutto e il suo contrario. </p>
<p>In Italia in particolare siamo in un vicolo cieco, perché riconosciamo l&#8217;ordinamento giuridico e morale della Chiesa addirittura nella nostra Carta costituzionale e le permettiamo, in virtù del Concordato, di insegnare ai ragazzi delle scuole pubbliche che l&#8217;omosessualità è un inaccettabile «disordine morale», che l&#8217;aborto è un peccato tale da portare alla scomunica immediata &#8211; anch&#8217;essa <i>latae sententiae</i> &#8211; della donna e, invece, che l&#8217;abuso su un minore è solo un &#8220;delitto contro la morale&#8221;, come lo definisce il diritto canonico, e non un orrendo crimine su un bambino. E questo per restare nell&#8217;ambito delle osservazioni dell&#8217;Onu, perché potremmo anche parlare della demonizzazione di altre libertà personali e persino delle distorsioni scientifiche che compromettono la conoscenza e quindi la capacità di scelta, ma lasciamo perdere. <br />Ora, che la religione cattolica promuova la discriminazione è un fatto. Perché condanna chiunque scelga in libertà, e contro gli insegnamenti della Chiesa, sulla sua vita. Perché crea un discrimine tra chi è &#8220;giusto&#8221; e chi non lo è. Perché instilla nelle menti che gli appartenenti alla seconda categoria non possono avere gli stessi diritti degli altri. Perché mischia la morale privata con l&#8217;etica pubblica. E a poco valgono esternazioni quali «Chi sono io per giudicare un gay?» di papa Francesco quando a giudicare i gay ci pensano proprio il Catechismo e i documenti della Congregazione della dottrina per la fede. </p>
<p>Ma torniamo alla seconda domanda, e proviamo a superare l&#8217;impasse della risposta con una formulazione diversa: uno Stato democratico che sancisce, giustamente, l&#8217;irrinunciabile diritto alla libertà religiosa, può accettare che questa libertà sia lesiva di altri diritti?<br />Nel mondo dei sogni una strada per salvare la libertà degli uni e i diritti degli altri c&#8217;è. La fede è personale, e come tale rientra nella libertà di opinione garantita da ogni democrazia. L&#8217;istituzionalizzazione della fede, invece, se va contro i principi di autodeterminazione e non discriminazione che uno Stato garantisce tramite le sue leggi e la ratifica di convenzioni internazionali, non può essere in alcun modo riconosciuta. <br />Ma siamo nel mondo dei sogni, appunto. Al solo immaginare che il parlamento italiano depenni l&#8217;articolo 7 della Costituzione e rescinda il Concordato, ci si sveglia. </p>
<p><b>Cecilia M. Calamani</b> &#8211; <a href="http://cronachelaiche.globalist.it/Detail_News_Display?ID=97212&amp;typeb=0&amp;Chiesa-cattolica-e-diritti-umani-inconciliabili"> Cronache Laiche</a></p>
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		<title>L&#8217;Onu al Vaticano: dovete dirci perché avete sempre taciuto sulla pedofilia</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/lonu-al-vaticano-dovete-dirci-perche-avete-sempre-taciuto-sulla-pedofilia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jul 2013 16:22:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
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		<category><![CDATA[federico tulli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Vaticano dovrà spiegare all&#8217;Onu perché ha adottato un silenzio sistematico nei casi di abuso sui minori da parte del clero cattolico. La richiesta formale è stata recapitata dalla commissione ONU per i Diritti del Fanciullo alla Santa Sede, dopo l&#8217;annuncio avvenuto la scorsa settimana nell&#8217;ambito del congresso annuale della stessa commissione che si sono [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Vaticano dovrà spiegare all&#8217;Onu perché ha adottato un silenzio sistematico nei casi di abuso sui minori da parte del clero cattolico.</p>
<p>La richiesta formale è stata recapitata dalla commissione ONU per i Diritti del Fanciullo alla Santa Sede, dopo l&#8217;annuncio avvenuto la scorsa settimana nell&#8217;ambito del congresso annuale della stessa commissione che si sono svolti a Ginevra.<span id="more-11650"></span><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-11651" alt="pedofilia" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2013/07/pedofilia-300x202.jpg" width="300" height="202" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2013/07/pedofilia-300x202.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2013/07/pedofilia.jpg 490w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>«Chiediamo spiegazioni e informazioni dettagliate su ogni singolo caso di stupro «alla luce del riconoscimento da parte della Santa Sede delle violenze contro i minori commesse da esponenti del suo clero, preti e suore in numerosi paesi del mondo, e data l&#8217;entità degli abusi»» si legge sul documento che è stato sollecitato da diverse organizzazioni internazionali che si battono contro la piaga della pedofilia clericale. In particolare gli attivisti si sono rivolti a papa Francesco, eletto a marzo, affinché affronti con decisione la questione dei preti stupratori ponendola in cima alle priorità del suo papato. Segnando un effettiva rottura con tutti i suoi illustri predecessori.</p>
<p>Allo Stato vaticano è stato richiesto di dimostrare di aver implementato misure «per assicurare che nessun esponente del clero accusato di abusi sessuali fosse stato lasciato in contatto con minori», in seguito ad altre denunce da tutto il mondo che i vescovi spesso spostavano i preti stupratori da una parrocchia ad un&#8217;altra. La commissione ONU ha quindi chiesto di essere informata circa i casi specifici in cui vescovi o altri prelati cattolici abbiano omesso di denunciare alla polizia i casi di abusi sospetti. Il Vaticano è stato inoltre sollecitato a rivelare i dettagli delle sue indagini su sospetti abusi sessuali e i risultati di quelle indagini, e inoltre a riferire su ogni risarcimento finanziario o assistenza psicologica per le vittime. La commissione vuole sapere quali misure la Santa Sede abbia adottato «per impedire che ulteriori casi di violenza sessuale accadessero nelle istituzioni condotte dalla Chiesa Cattolica».</p>
<p>Il Vaticano ha tempo fino a gennaio 2014 per mettere insieme tutte le informazioni sollecitate. Affinché possano essere valutate al prossimo convegno della commissione ONU per i diritti del fanciullo che si terrà a Ginevra, nel quale saranno chiamati a rispondere alti esponenti della Santa Sede. In un&#8217;intervista al <i>Daily Telegraph</i>. Keith Porteous Wood, il dg della National Secular Society, ha ricordato che «il Vaticano ha lungamente ignorato ogni richiesta di informazione, sebbene sia firmatario della UN Convention on the Rights of the Child». «In Vaticano &#8211; aggiunge Porteous Wood &#8211; hanno permesso abusi sessuali su vasta scala e non è ancora venuto tutto alla luce. Riteniamo che molti, molti casi ancora emergeranno nei Paesi in via di sviluppo». L&#8217;esponente della National Secular Society ha quindi sottolineato che uno degli obblighi per i firmatari della Convenzione per i Diritti del Fanciullo del 1989 «consiste nella compilazione di un rapporto quinquennale in ottemperanza &#8211; o non ottemperanza nel caso del Vaticano &#8211; alla convenzione. La Santa Sede ha gravemente mancato all&#8217;impegno per almeno 12 anni».</p>
<p>La determinazione di papa Francesco, almeno a parole, a intervenire pesantemente sulle accuse di corruzione e riciclaggio di denaro all&#8217;interno della banca vaticana, secondo Porteous Wood, fa sperare che il nuovo papa adotterà la linea dura sui preti responsabili di abusi. «Penso sia un buon segno» ha aggiunto. «La violenza sui minori è nodo centrale, insieme alla corruzione, che il papa deve risolvere. Il suo senso di giustizia sarà giudicato, io penso, in base alla sua capacità di affrontare questi problemi estremamente complicati». Dal canto suo Geoffrey Robertson &#8211; noto avvocato australiano che da anni è attivo nella tutela dei diritti umani &#8211; ha affermato: «Le indagini della commissione porteranno inevitabilmente a concludere che il Vaticano ha infranto molti articoli della Convenzione su vasta scala in molti Paesi. Il risultato in sofferenza umana è incalcolabile. Il papato di Francesco &#8211; conclude Robertson che ha criticato duramente il silenzio della Chiesa cattolica sullo scandalo planetario anche nel libro-inchiesta &#8220;The Case of the Pope: Vatican Accountability for Human Rights Abuse&#8221; &#8211; sarà giudicato dal mondo in base alla sua risposta. Nuove scuse sulla falsa riga di Ratzinger, ancorché preoccupate o inviti a tirare una linea sul passato non basteranno più. Bergoglio fallirà se non darà il via a coraggiosi atti concreti, per esempio togliere il velo della segretezza che ha protetto così tanti preti stupratori, coinvolgendo le autorità laiche ed offrendo piuttosto che negando un adeguato risarcimento».</p>
<p><b>Federico Tulli</b> &#8211; <a href="http://cronachelaiche.globalist.it/Detail_News_Display?ID=81257&amp;typeb=0&amp;L-Onu-al-Vaticano-dovete-dirci-perche-avete-sempre-taciuto-sulla-pedofilia">Cronache Laiche</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/lonu-al-vaticano-dovete-dirci-perche-avete-sempre-taciuto-sulla-pedofilia/">L&#8217;Onu al Vaticano: dovete dirci perché avete sempre taciuto sulla pedofilia</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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