<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>olocausto Archivi - Associazione Culturale Civiltà Laica</title>
	<atom:link href="https://www.civiltalaica.it/cms/tag/olocausto/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.civiltalaica.it/cms/tag/olocausto/</link>
	<description>Per un movimento culturale volto a difendere la Laicità dello Stato.</description>
	<lastBuildDate>Fri, 27 Jan 2023 11:23:50 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	
	<item>
		<title>27 gennaio: quale memoria?</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/27-gennaio-quale-memoria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Jan 2023 11:23:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[in evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[auschwitz]]></category>
		<category><![CDATA[campi di concentramento]]></category>
		<category><![CDATA[giornata della memoria]]></category>
		<category><![CDATA[memoria]]></category>
		<category><![CDATA[olocausto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.civiltalaica.it/cms/?p=25584</guid>

					<description><![CDATA[<p>27 gennaio 2023, ricerca della &#8220;Giornata della memoria&#8221; su google. Prima immagine: locandina di un evento con Auschwitz sullo sfondo nella nebbia. Seconda immagine: Fiore giallo su filo spinato Terza immagine: bambini con il pigiama a righe. Ben nutriti e quasi tutti sorridenti. Poi di seguito: Locandina con l&#8217;entrata di Auschwitz sfocata, locandina con Auschwitz [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/27-gennaio-quale-memoria/">27 gennaio: quale memoria?</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r x1vvkbs xdj266r x126k92a">
<div dir="auto">27 gennaio 2023, ricerca della &#8220;Giornata della memoria&#8221; su google.</p>
</div>
<div dir="auto">Prima immagine: locandina di un evento con Auschwitz sullo sfondo nella nebbia.</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">Seconda immagine: Fiore giallo su filo spinato</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">Terza immagine: bambini con il pigiama a righe. Ben nutriti e quasi tutti sorridenti.</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">Poi di seguito: Locandina con l&#8217;entrata di Auschwitz sfocata, locandina con Auschwitz in bianco e nero nitida, scritta del cancello di Auschwitz, nella nebbia, scritta del cancello di Auschwitz senza nebbia, foto artistica della recinzione di Auschwitz presa dalla recinzione più esterna in primo piano ma sfocata, fiore rosso su filo spinato in bianco e nero, entrata di Auschwitz, locandina di un evento, il fotogramma della bambina con il cappotto rosso di Spielberg (viva).</div>
<div dir="auto"></div>
</div>
<div class="x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r x1vvkbs xtlvy1s x126k92a">
<div dir="auto">Per arrivare alla foto di una fossa comune o di come era effettivamente messo un sopravvissuto ad un campo di concentramento bisogna arrivare oltre le prime due-trecento immagini o fare una ricerca specifica.</div>
<div dir="auto"></div>
</div>
<div class="x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r x1vvkbs xtlvy1s x126k92a">
<div dir="auto">Esattamente di cosa dovremmo ricordarci in questa giornata della memoria? Delle regole fotografiche per gli scatti in bianco e nero?</div>
<div dir="auto"></div>
</div>
<div class="x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r x1vvkbs xtlvy1s x126k92a">
<div dir="auto">Proponiamo, tanto per restare controcorrente, la foto di uno dei pochi sopravvissuti a &#8220;il campo della morte&#8221; di Arbe (Slovenia) gestito dalle camicie nere italiane, descritte dalle SS come &#8220;troppo crudeli&#8221; per come gestivano i campi di lavoro nei balcani.</p>
</div>
</div>
<div class="x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r x1vvkbs xtlvy1s x126k92a">
<div dir="auto">&#8220;.<em>&#8230;noi saremo soli, a portare la croce e la storia. Noi saremo soli, contro gente senza memoria&#8230;</em>&#8221; (Notte di San Severo, MCR/Casa del Vento)</div>
</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto"><a href="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2023/01/arbe.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-25585" src="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2023/01/arbe.jpg" alt="" width="817" height="538" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2023/01/arbe.jpg 817w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2023/01/arbe-300x198.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2023/01/arbe-768x506.jpg 768w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2023/01/arbe-243x160.jpg 243w" sizes="(max-width: 817px) 100vw, 817px" /></a></div>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/27-gennaio-quale-memoria/">27 gennaio: quale memoria?</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>27 gennaio 1945: la Memoria è ancora necessaria</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/27-gennaio-1945-la-memoria-e-ancora-necessaria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Jan 2013 10:05:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[alessandra maiorino]]></category>
		<category><![CDATA[giornata della memoria]]></category>
		<category><![CDATA[olocausto]]></category>
		<category><![CDATA[primo levi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.civiltalaica.it/cms/?p=11126</guid>

					<description><![CDATA[<p>Oggi dobbiamo ricordare. Ma cosa, e come? È sufficiente istituire una pur doverosa Giornata della Memoria per commemorare quel 27 gennaio del 1945, giorno in cui, ormai 68 anni fa, l&#8217;Armata Rossa abbatté i cancelli di Auschwitz e il mondo conobbe per la prima volta, fin nei più indicibili dettagli, l&#8217;orrore dei lager nazisti?  «La [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/27-gennaio-1945-la-memoria-e-ancora-necessaria/">27 gennaio 1945: la Memoria è ancora necessaria</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi dobbiamo ricordare. Ma cosa, e come? È sufficiente istituire una pur doverosa Giornata della Memoria per commemorare quel 27 gennaio del 1945, giorno in cui, ormai 68 anni fa, l&#8217;Armata Rossa abbatté i cancelli di Auschwitz e il mondo conobbe per la prima volta, fin nei più indicibili dettagli, l&#8217;orrore dei lager nazisti? <span id="more-11126"></span><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/index.php/27-gennaio-1945-la-memoria-e-ancora-necessaria.html/spianto" rel="attachment wp-att-11127"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-11127" alt="spianto" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2013/01/spianto-300x200.jpg" width="300" height="200" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2013/01/spianto-300x200.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2013/01/spianto.jpg 960w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
<p>«La memoria umana è uno strumento meraviglioso ma fallace. È questa una verità logora, nota non solo agli psicologi, ma anche a chiunque abbia posto attenzione al comportamento di chi lo circonda, o al suo stesso comportamento. I ricordi che giacciono in noi non sono incisi sulla pietra; non solo tendono a cancellarsi con gli anni, ma spesso si modificano, o addirittura si accrescono, incorporando lineamenti estranei [&#8230;]. Questa scarsa affidabilità dei nostri ricordi sarà spiegata in modo soddisfacente solo quando sapremo in quale linguaggio, in quale alfabeto essi sono scritti, su quale materiale, con quale penna: a tutt&#8217;oggi, è questa una meta da cui siamo lontani».</p>
<p>Così mette in guardia Primo Levi, al principio del primo capitolo &#8211; dal titolo <i>La memoria dell&#8217;offesa</i> -, nel suo libro <i>I sommersi e i salvati</i>, scritto nel 1986, a più di quaranta anni di distanza dalla sua esperienza nel lager di Auschwitz. Con toni pacati ma sguardo fermo, Levi ha scrutato i recessi più purulenti della «banalità del male», mostrandone il suo volto familiare, qualunque, camuffato da normalità e dovere. Timido testimone dell&#8217;orrore, egli ci ammonisce che no, commemorare istituzionalmente la Shoa non è sufficiente. «Anche in condizioni normali &#8211; infatti &#8211; è all&#8217;opera una lenta degradazione, un offuscamento dei contorni, un oblio per così dire fisiologico, a cui pochi ricordi resistono. È probabile che si possa riconoscere qui una delle grandi forze della natura, quella stessa che degrada l&#8217;ordine in disordine, la giovinezza in vecchiaia, e spegne la vita nella morte. È certo che l&#8217;esercizio (in questo caso, la frequente rievocazione) mantiene il ricordo fresco e vivo, allo stesso modo come mantiene efficiente un muscolo che viene spesso esercitato; ma è anche vero che un ricordo troppo spesso evocato, ed espresso in forma di racconto, tende a fissarsi in uno stereotipo, in una forma collaudata dall&#8217;esperienza, cristallizzata, perfezionata, adorna, che si installa al posto del ricordo greggio e cresce a sue spese».</p>
<p>È sempre in altri tempi e in altri luoghi che si verificano i fatti più atroci, mai qui, mai ora. La nostra sensibilità è dotata di una vista siffatta che non sempre riesce a mettere a fuoco quel che è troppo vicino. Tenendo gli occhi fissi su quel punto lontano, scrutandolo e indagandolo, e avvertendo i brividi dell&#8217;orrore che fu, perdiamo di vista i segni che l&#8217;oggi ci manda, e lo scricchiolio delle pareti di casa nostra. Eppure, è oggi, è in questo particolare frangente storico che ripercorrere le faticose pagine dei libri di Levi e ascoltare il suo monito appare indispensabile, forse salvifico. Solo così si può sperare di allontanare la iattura di una tragica profezia: «Si affaccia all&#8217;età adulta [ricordiamo che il testo riportato è del 1986, ndr] una generazione scettica, priva non di ideali ma di certezze, anzi, diffidente delle grandi verità rivelate; disposta invece ad accettare le verità piccole, mutevoli di mese in mese sull&#8217;onda convulsa delle mode culturali, pilotate o selvagge. Per noi, parlare con i giovani è sempre più difficile. Lo percepiamo come un dovere, ed insieme come un rischio: il rischio di apparire anacronistici, di non essere ascoltati. Dobbiamo essere ascoltati: al di sopra delle nostre esperienze individuali, siamo stati collettivamente testimoni di un evento fondamentale ed inaspettato, fondamentale appunto perché inaspettato, non previsto da nessuno. È avvenuto contro ogni previsione; è avvenuto in Europa; incredibilmente, è avvenuto che un intero popolo civile, appena uscito dalla fervida fioritura culturale di Weimar, seguisse un istrione la cui figura oggi muove al riso; eppure Adolf Hitler è stato obbedito ed osannato fino alla catastrofe. È avvenuto, quindi può accadere di nuovo: questo è il nocciolo di quanto abbiamo da dire.<br />
Può accadere, e dappertutto. Non intendo né posso dire che avverrà; come ho accennato più sopra, è poco probabile che si verifichino di nuovo, simultaneamente, tutti i fattori che hanno scatenato la follia nazista, ma si profilano alcuni segni precursori. La violenza, &#8220;utile&#8221; o &#8220;inutile&#8221;, è sotto i nostri occhi: serpeggia, in episodi saltuari e privati, o come illegalità di stato, in entrambi quelli che si sogliono chiamare il primo e il secondo mondo, vale a dire nelle democrazie parlamentari e nei paesi dell&#8217;area comunista. Nel terzo mondo è endemica od epidemica. Attende solo il nuovo istrione (non mancano i candidati) che la organizzi, la legalizzi, la dichiari necessaria e dovuta e infetti il mondo».</p>
<p>La commemorazione della Shoah e di tutti gli eccidi compiuti nel furore di una pretesa superiorità identitaria ha troppo spesso la parvenza scialba del dovere e il gusto insipido di un avvenimento lontano, cristallizzato in un&#8217;epoca remota e irripetibile. Sappiamo dov&#8217;è Auschwitz e cosa accadde dentro quei recinti di filo spinato: non può mai più ripetersi. Levi però capovolge completamente questo rassicurante teorema e afferma: è già accaduto, quindi può accadere ancora. Auschwitz infatti non è un luogo fisico o un capitolo su un libro di storia. Auschwitz è una categoria mentale: la categoria della sopraffazione, dell&#8217;illegalità accettata, sostenuta o elevata a sistema, della tolleranza della limitazione delle libertà personali per comodo, dell&#8217;indifferenza di fronte alla negazione dei diritti delle minoranze di qualunque genere, dell&#8217;insensibilità davanti al dolore di un altro che &#8220;non è dei nostri&#8221;.<br />
Tanto io non posso farci niente: ecco dove (ri)comincia Auschwitz. Ecco quel che dobbiamo ricordare.</p>
<p><b>Alessandra Maiorino &#8211; <a href="http://cronachelaiche.globalist.it/Detail_News_Display?ID=48886&amp;typeb=0&amp;27-gennaio-1945-la-Memoria-e-ancora-necessaria">Cronache Laiche</a></b></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/27-gennaio-1945-la-memoria-e-ancora-necessaria/">27 gennaio 1945: la Memoria è ancora necessaria</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
