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	<title>nicoletta rocca Archivi - Associazione Culturale Civiltà Laica</title>
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	<description>Per un movimento culturale volto a difendere la Laicità dello Stato.</description>
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		<title>Il profumo del peccato e il tanfo della sacrestia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Dec 2010 17:02:00 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">	<span style="font-family: tahoma, geneva, sans-serif"><span style="font-size: 14px">In <strong>Val di Non</strong> alcuni giovani hanno chiesto un confronto con il loro <strong>arcivescovo</strong>, <strong>Luigi Bressan</strong>, per discutere dell&rsquo;atteggiamento della Chiesa nei confronti dell&rsquo;affettivit&agrave;. C&rsquo;&egrave; bisogno di meno rigidit&agrave; da parte della Sacra Istituzione, c&rsquo;&egrave; bisogno di comprensione e adattamento ai cambiamenti di costumi che inevitabilmente la Storia impone. E cos&igrave;, l&rsquo;arcivescovo Bressan, non si &egrave; sottratto. Si sa che quando i giovani chiamano &egrave; da sciocchi far finta di non sentire, sempre meglio farsi vedere disponibili al dialogo e pronti a mettersi in gioco: hai visto mai che qualche nuova pecorella entri a far parte dell&rsquo;ovile?</span></span></p>
<p></p>
<p style="text-align: justify">	<span style="font-family: tahoma, geneva, sans-serif"><span style="font-size: 14px">Fra un sol maggiore e qualche inno suonato con l&rsquo;immancabile chitarra, il lungimirante arcivescovo ha tenuto testa a un plotone di <strong>post-adolescenti</strong> che parlavano di amore, famiglia, profilattici e omosessualit&agrave; come se fossimo nel Duemiladieci-quasi-duemilaundici. Ma lui, l&rsquo;eroe trentino della tradizione, non si &egrave; scomposto &ndash; d&rsquo;altra parte non avrebbe potuto farlo visto che ha voluto sapere con larghissimo anticipo tutte le domande che gli avrebbero posto gli scalmanati &ndash; e senza fare una piega, senza mostrare il minimo cenno di un sorriso che potesse svelare l&rsquo;ironia del suo ardito racconto o la palese coscienza dell&rsquo;enorme <strong>castroneria</strong> che stava per sparare senza avviso, proprio come un nonno davanti al camino delle fiabe della sera, ha raccontato di quanto sia difficile per chi legge <strong>giornaletti spinti</strong> o si dedica alla visione di <strong>poco morigerati spettacoli</strong>, avere una vita sessuale normale e lontana dalle deviazioni. E dire che tutti noi siamo cresciuti con l&rsquo;idea che un giornaletto pornografico nascosto sotto al letto di un adolescente fosse un evidente sintomo di sanissima normalit&agrave;. Quanto ci sbagliavamo!</span></span></p>
<p></p>
<p style="text-align: justify">	<span style="font-family: tahoma, geneva, sans-serif"><span style="font-size: 14px">E quanto eravamo lontani anche dalla verit&agrave; sugli &ldquo;<strong>esseri omosessuali</strong>&rdquo;. Per anni ci siamo arrovellati cercando giustificazioni di matrice psicologica e ricercando, attraverso le testimonianze dirette, i punti in comune fra le diverse esperienze che potessero giustificare la &ldquo;malattia&rdquo;. Abbiamo pensato che fosse colpa della Madre, poi abbiamo dato la colpa al Padre e alla fine, risparmiando processi allo Spirito Santo, abbiamo creduto che fosse colpa della moda: come resistere a quei boa di struzzo? Ma eravamo in errore. Lo stesso <strong>Povia</strong> aveva pi&ugrave; ragione di noi: dalla <em>gaytudine</em> si pu&ograve; guarire. E se con Povia pensavamo di essere arrivati alla verit&agrave; assoluta, era solo perch&eacute; ancora non avevamo ascoltato le parole dell&rsquo;arcivescovo Luigi Bressan che davanti alla platea di ragazzi cresciuti con internet, con Lady Gaga e con Super Quark ha avuto l&rsquo;ardire di sfidare il ridicolo e i fischi e forse anche qualche blasfemia e raccontare la storia &ndash; che ha tenuto a precisare essere vera, trattandosi di una sua diretta conoscenza &ndash; di un ragazzo che &egrave; diventato gay dopo aver provato un profumo. Lui, questo ragazzo, ha vaporizzato sul suo corpo un <strong>profumo da donna</strong> e dopo &ldquo;<em>un percorso durato dodici mesi</em>&rdquo; &ndash; pare infatti che sia questo il tempo di incubazione del &ldquo;germe&rdquo; &ndash; &egrave; diventato omosessuale.</span></span></p>
<p></p>
<p style="text-align: justify">	<span style="font-family: tahoma, geneva, sans-serif"><span style="font-size: 14px">Dunque non si tratta di una malattia, ma di una scelta avventata o forse addirittura voluta. In attesa che qualche profumiere scovi l&rsquo;antidoto per rivendere sul mercato un prodotto che sconfigga gli effetti collaterali di Chanel, ci auguriamo che al dotto arcivescovo non venga in mente di andare ad annusare accidentalmente qualche <strong>uovo</strong> e ritrovarsi nei panni di una vecchia gallina starnazzante.</span></span></p>
<p></p>
<p style="text-align: justify">	<span style="font-family: tahoma, geneva, sans-serif"><span style="font-size: 14px"><strong><span style="color: #006699"><em>Nicoletta Rocca &#8211; <a href="http://www.cronachelaiche.it/2010/12/il-profumo-del-peccato-e-il-tanfo-della-sacrestia/" target="_blank">Cronache Laiche</a></em></span></strong></span></span></p>
<p></p>
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