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	<title>napolitano Archivi - Associazione Culturale Civiltà Laica</title>
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	<description>Per un movimento culturale volto a difendere la Laicità dello Stato.</description>
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		<title>Elezioni al Colle: da Giorgio II al tramonto dei diritti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Apr 2013 23:47:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Ora che con la rielezione di Giorgio Napolitano al Quirinale siamo usciti dall&#8217;imbarazzante terno al lotto politico che ha portato al suicidio il più grande partito di centrosinistra italiano, possiamo ragionare su quella formidabile occasione &#8211; per la democrazia, i diritti e la stessa politica &#8211; persa con la bocciatura della candidatura di Stefano Rodotà.Giurista [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ora che con la rielezione di Giorgio Napolitano al Quirinale siamo usciti dall&#8217;imbarazzante terno al lotto politico che ha portato al suicidio il più grande partito di centrosinistra italiano, possiamo ragionare su quella formidabile occasione &#8211; per la democrazia, i diritti e la stessa politica &#8211; persa con la bocciatura della candidatura di Stefano Rodotà.<span id="more-11416"></span><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2013/04/NEWS_129196.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-11417" alt="NEWS_129196" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2013/04/NEWS_129196-300x197.jpg" width="300" height="197" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2013/04/NEWS_129196-300x197.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2013/04/NEWS_129196.jpg 490w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><br />Giurista insigne, costituzionalista raffinato, persona di rara caratura etica e istituzionale, Rodotà sarebbe stato, nella rosa dei nomi più o meno presentabili proposti dalle varie coalizioni, il candidato naturale per un centrosinistra teso al rinnovamento e all&#8217;abbandono di una vecchia politica &#8220;di palazzo&#8221; &#8211; per altro già bocciata dai cittadini nelle elezioni del 24 e 25 febbraio &#8211; piuttosto che &#8220;di popolo&#8221;. </p>
<p>E invece no. E&#8217; naturale cercare di capire come mai quella sinistra garante, almeno a parole, dei diritti di tutti, gli abbia preferito personaggi più o meno nominabili ma certamente così lontani dai valori che essa stessa dice di rappresentare e da quella «fase nuova» che lo stesso Bersani ha millantato fino alla sconfitta finale che gli è costata la testa. E ancora, è lecito chiedersi perché, dopo aver visto cadere i suoi candidati ufficiali uno a uno, il Pd non abbia tentato la convergenza su quello proposto dai Cinque stelle &#8211; tanto ormai non c&#8217;era più nulla da perdere &#8211; piuttosto che tornare con la coda tra le gambe da Napolitano a chiedere di salvargli, in extremis, una faccia già irrimediabilmente persa. </p>
<p>Nessuno del Pd, in questi due giorni di indecente balletto per le elezioni presidenziali, ha spiegato con chiarezza perché Rodotà non fosse adatto. Bisbigli, frasette di circostanza del tipo «non rappresenta tutto il partito» (come se invece Marini o Prodi lo rappresentassero) ma nulla di più concreto. Non una motivazione. Che invece c&#8217;è, ed è lampante. Rodotà è un laico, anzi, un <i>vero </i>laico. Il che non significa, come da sempre certa politica vorrebbe far passare, mangiapreti e antireligioso. Rodotà è semplicemente un garante del diritto e dei diritti, individuali e collettivi, secondo quanto stabilito dalla nostra carta costituzionale. Come tutti i laici <i>veri</i>, Rodotà crede in un ordinamento legislativo in cui siano tutelati le idee e i diritti di tutti senza preferenze e prevaricazioni ideologiche o religiose. Sostiene la scuola pubblica e si batte contro i finanziamenti che lo Stato, incostituzionalmente, elargisce a quella paritaria (e infatti è uno dei primi firmatari del <a href="http://cronachelaiche.globalist.it/Detail_News_Display?ID=71384&amp;typeb=0&amp;Bologna-il-Pd-alla-prova-della-democrazia-diretta" target="_blank">referendum bolognese</a> che si terrà a maggio proprio su questo tema); difende l&#8217;autodeterminazione della persona sulle scelte affettive, riproduttive e di salute; è promotore dell&#8217;uguaglianza dei diritti di tutti i cittadini a prescindere dal loro orientamento sessuale. </p>
<p>Chi guardasse da fuori le aberranti vicende di casa nostra potrebbe pensare che questi, in fondo, sono valori da sempre difesi dalle sinistre europee: giustizia e uguaglianza sociale contro ogni discriminazione. Invece non da noi, dove una deriva ideologica di stampo confessionale ha permeato talmente il tessuto politico, da destra a sinistra, da esserne parte inscindibile. Tra i paesi civili solo in Italia il parlamento &#8211; da qualsiasi compagine politica composto &#8211; antepone una visione di parte alla stretta normazione dei comportamenti che emergono dalla società. Solo da noi, in base a una presunta &#8220;morale superiore&#8221;, si decreta che gli omosessuali non abbiano gli stessi diritti degli eterosessuali, si stabiliscono le regole ideologiche (e non scientifiche) su contraccezione, aborto e fecondazione assistita e, peggio ancora, si scatena tra un embrione (una persona che <i>ancora non è</i>) e una donna (una persona che <i>è</i>) una &#8220;guerra di diritti&#8221; con lo scopo di affermare che quelli del primo sono paritetici, e anzi superiori, a quelli della seconda (si pensi alla legge 40 sulla fecondazione assistita). Solo in Italia legislature di centrodestra e centrosinistra hanno chiuso entrambi gli occhi di fronte agli articoli 32 («Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana») e 33 («Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato») della Costituzione, boicottando a priori l&#8217;applicazione delle volontà di fine vita espresse dai cittadini e continuando a conferire finanziamenti a pioggia alle scuole paritarie a scapito di quelle pubbliche. Triste conseguenza di ciò è la sperequazione sociale indotta dal &#8220;turismo dei diritti&#8221;, riservato a chi può permettersi di realizzare all&#8217;estero quel che in patria gli viene negato, si tratti di un matrimonio omosex, di una fecondazione eterologa o di una morte dignitosa. </p>
<p>In questo abbattimento sistematico dei diritti di tutti per salvare l&#8217;ideologia di alcuni, il Pd non è innocente. Non lo è stato quando era al governo (anni di liti su Pacs, Cus e Dico concluse col nulla di fatto dovrebbero ricordarci qualcosa) e neanche quando era all&#8217;opposizione, avallando scelte scriteriate sul diritto al lavoro e alla salute. Ecco perché &#8220;Rodotà no&#8221;. Ecco perché questo centrosinistra nato dalla fusione di due anime contrapposte non ha voluto alla presidenza della Repubblica chi gli avrebbe ricordato in ogni momento che la Costituzione non si tira in ballo solo quando fa comodo, che il rispetto vale per i diritti di tutti, che il compito del parlamento non è quello di legiferare secondo &#8220;morale&#8221;, ma di disciplinare i fenomeni sociali garantendo a tutti i cittadini la stessa libertà di espressione, scelta e coscienza. </p>
<p>Ma il problema sollevato dalla bocciatura di Rodotà da parte di chi avrebbe dovuto sostenerlo non si limita al Pd, non riguarda solo il centrosinistra o quel che oggi ne rimane. E&#8217; molto più ampio e insidioso, subdolo e drammatico. Se anche i naturali sostenitori politici dei diritti costituzionali si sono tirati indietro al punto di ricorrere a vecchi rappresentanti di nomenclature dubbie e stantie, significa non solo che non siamo un paese laico nella sua accezione più ampia e antica del termine, quella che riguarda libertà e diritti della persona contro ogni sopraffazione di tipo ideologico, ma che la strada per la civiltà è ancora lunga e tutta in salita. Non siamo pronti, e a questo punto chissà quando lo saremo mai. La speranza di laicità, che è morta con il tramonto dell&#8217;ipotesi Rodotà al Quirinale, ammazza di conseguenza quella di democrazia. Perché nessuna democrazia può prescindere dalla piena attuazione dei diritti dell&#8217;individuo e dall&#8217;indipendenza istituzionale da qualsiasi ideologia. Religioni incluse. </p>
<p><b>Cecilia M. Calamani &#8211;<a href="http://cronachelaiche.globalist.it/Detail_News_Display?ID=72002&amp;typeb=0&amp;Elezioni-al-Colle-da-Giorgio-II-al-tramonto-dei-diritti">Cronache Laiche</a></b></p>
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		<title>Napolitano e Ravasi: vaneggiamenti ad Assisi</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/napolitano-e-ravasi-vaneggiamenti-ad-assisi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Oct 2012 20:50:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro baoli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Preceduto da un falso allarme bomba, venerdì il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha fatto visita ad Assisi, dove si è inaugurato (e sabato si è concluso) l&#8217;appuntamento umbro col Cortile dei gentili. Un&#8217;edizione, secondo il cardinal Gianfranco Ravasi che la presiede, destinata a restare nella storia «per la molteplicità degli interventi» e «per la partecipazione [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Preceduto da un falso allarme bomba, venerdì il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha fatto visita ad Assisi, dove si è inaugurato (e sabato si è concluso) l&#8217;appuntamento umbro col <a href="http://cronachelaiche.globalist.it/Detail_News_Display?ID=36204&amp;typeb=0&amp;Il-Cortile-dei-gentili-sbarca-ad-Assisi" target="_blank">Cortile dei gentili</a>. Un&#8217;edizione, secondo il cardinal Gianfranco Ravasi che la presiede, destinata a restare nella storia «per la molteplicità degli interventi» e «per la partecipazione e la ricchezza delle relazioni». <span id="more-10882"></span><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/10/duplex.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-10883" title="duplex" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/10/duplex-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/10/duplex-300x199.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/10/duplex.jpg 960w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>La stampa riporta dell&#8217;incontro iniziale tenuto da Napolitano con monsignor Ravasi (moderato da Ferruccio de Bortoli), nel quale entrambi hanno esibito il consueto eloquio fumoso e vuoto di contenuti che caratterizza la vasta platea degli &#8216;atei devoti&#8217; e dei loro leader ecclesiali.</p>
<p>Affermando che «abbiamo bisogno in tutti campi di apertura, di reciproco ascolto e comprensione, di dialogo, di avvicinamento e unità nella diversità. Abbiamo bisogno cioè dello spirito di Assisi» (dimenticando quanto sia stato guardato con sospetto Francesco dalla Chiesa stessa, avendo smascherato la sua ipocrisia e incoerenza), il presidente ha detto no alle «contrapposizioni sterili e delegittimazioni reciproche che soffocano il nostro Paese e la nostra società», no al muro contro muro tra chi rappresenta in questo paese i credenti e i non credenti (e chi li rappresenta, ci chiediamo noi?), soprattutto in tema di famiglia e valori morali. L&#8217;Italia deve ritrovare il valore essenziale del bene comune e dell&#8217;interesse generale «che dovrebbe spingere a una larghissima assunzione di responsabilità, ad ogni livello della società, in funzione dei cambiamenti divenuti indispensabili». Il presidente nel suo esordio ha anche affermato di rappresentare in quella sede tutti gli italiani, credenti e non credenti.</p>
<p>Da parte sua, il cardinale Ravasi ha espresso una forte consonanza sul concetto di &#8216;antropologia di base&#8217;, che sarebbe luogo d&#8217;incontro fra laici e cattolici: «Le identità vanno affermate ma c&#8217;è sempre una base comune che chiamiamo umanità». Bisogna «ritrovare le grandi domande sul senso della vita e della morte, sul dolore, sull&#8217;amore». Sono queste, dice Ravasi, «le domande che debbono svegliare coscienze assopite» dal torpore delle coscienze. Facendo intendere che lui, ovviamente, ha tutte le risposte. Questo è stato il controcanto di monsignor Ravasi, a sottolineare che questa è l&#8217;unica cosa che gli interessa: parlare di aria fritta a chi vuole farsi abbindolare, mentre la sua Chiesa continua a opprimere chi non si adegua all&#8217;etica cattolica.</p>
<p>Tutto questo ad evidenziare una volta di più quanto sia davvero poca cosa il Cortile dei gentili, solo uno specchietto per le allodole messo in piedi da gente che puntualmente si rifiuta di osservare la realtà. In vista della tappa svedese della tournee del Cortile, a Stoccolma, Ravasi aveva messo in evidenza la «dilagante secolarizzazione che ha investito un po&#8217; tutte le nazioni scandinave, ove la frequenza al culto è ridotta a percentuali irrisorie e lo standard di vita e le concezioni dominanti sono del tutto spoglie di rimandi religiosi o trascendenti». La &#8216;terra degli atei&#8217;, l&#8217;aveva definita: si è chiesto per caso come mai proprio nelle nazioni più secolarizzate del mondo lo stato sociale è più vicino alle esigenze reali della cittadinanza, a cominciare dalla tanto mitizzata famiglia eterosessuale? Come mai solo dove i cattolici hanno scarso peso nella politica e nella società i diritti civili sono garantiti?</p>
<p>Per quanto riguarda Napolitano: a parte il fatto che il presidente della Repubblica rappresenta gli italiani in quanto cittadini titolari di diritti (e doveri), non in quanto credenti o non credenti, ci chiediamo di quale paese parli, perché se parla dell&#8217;Italia ha sbagliato. Infatti, qui non c&#8217;è contrapposizione reale, concreta, a parità di condizioni tra credenti e non credenti, ci sono solo i primi che &#8211; attraverso i loro rappresentanti nelle istituzioni &#8211; opprimono i secondi, negando loro diritti civili e libertà individuali attraverso il potere legislativo ed esecutivo. Fa specie che la figura istituzionale del garante della Costituzione non si renda conto di come questa venga calpestata ogni giorno. Che ne è stato, signor presidente, dell&#8217;articolo 3, quello che recita: «Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l&#8217;eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l&#8217;effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all&#8217;organizzazione politica, economica e sociale del Paese»?</p>
<p>Intende fare qualcosa, il presidente della Repubblica, per mettere un freno alla deriva politico-ecclesiale che sta tentando con tutte le sue forze di trasformare una democrazia laica in uno stato etico?</p>
<p><strong>Alessandro Baoli &#8211; <a href="http://cronachelaiche.globalist.it/Detail_News_Display?ID=36822&amp;typeb=0&amp;Napolitano-e-Ravasi-vaneggiamenti-ad-Assisi-">Cronache Laiche</a></strong></p>
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		<title>PROTESTATE!!!</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/protestate/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Sep 2008 08:45:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il precedente articolo &#232; stato inviato alla posta elettronica del Presidente della Repubblica per spingerlo a rompere il silenzio sulla vergognoso insulto alla nazione rivolto dal Generale Torre durante le celebrazioni del XX Settembre a Roma. Vi invitiamo ad inviare le vostre proteste al Presidente Napolitano usando il mezzo di contatto presente sul sito del [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il precedente articolo &egrave; stato inviato alla posta elettronica del Presidente della Repubblica per spingerlo a rompere il silenzio sulla vergognoso insulto alla nazione rivolto dal Generale Torre durante le celebrazioni del XX Settembre a Roma.</p>
<p>Vi invitiamo ad inviare le vostre proteste al Presidente Napolitano usando il mezzo di contatto presente sul sito del quirinale. <a target="_blank" href="https://servizi.quirinale.it/webmail/">RAGGIUNGIBILE DA QUESTO LINK!</a></p>
<p>Fate sentire la vostra voce.</p>
<p align="right"><strong>redazione[at]civiltalaica.it</strong></p>
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		<title>Gli Antitaliani</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/gli-antitaliani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Sep 2008 10:54:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Cosa sarebbe successo se, tanto per fare un esempio recente, in una commemorazione dell&#8217;eccidio di Nassirya un rappresentante delle istituzioni italiane&#160;invece di ricordare i nomi dei militari italiani uccisi&#160;avesse ricordato i&#160;nomi dei kamikaze islamici che hanno causato il massacro dei nostri compatrioti? Facile a immaginarsi: ci sarebbe stata una sommossa istituzionale che in brevissimo tempo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><span style="FONT-SIZE: 9pt; FONT-FAMILY: Arial"><font size="2"><font face="Tahoma">Cosa sarebbe successo se, tanto per fare un esempio recente, in una commemorazione dell&#8217;eccidio di Nassirya un rappresentante delle istituzioni italiane&nbsp;invece di ricordare i nomi dei militari italiani uccisi&nbsp;avesse ricordato i&nbsp;nomi dei kamikaze islamici che hanno causato il massacro dei nostri compatrioti?<o:p></o:p></font></font></span></p>
<p align="justify"><span style="FONT-SIZE: 9pt; FONT-FAMILY: Arial"><font size="2"><font face="Tahoma">Facile a immaginarsi: ci sarebbe stata una sommossa istituzionale che in brevissimo tempo avrebbe portato alla immediata destituzione e allontanamento dello sconsiderato rappresentante, nonch&egrave; presumibilmente alla sua incriminazione per vilipendio alla bandiera, nonch&eacute; al suo isolamento politico.<o:p></o:p></font></font></span></p>
<p align="justify"><span style="FONT-SIZE: 9pt; FONT-FAMILY: Arial"><font size="2"><font face="Tahoma">Sarebbe ovvio, in un paese normale,&nbsp;aspettarsi una reazione simile per chi offende la memoria di quei militari italiani che il XX Settembre 1870 realizzarono il compimento dei sogni risorgimentali mettendo fine al potere temporale del Papa (il pi&ugrave; aguerrito nemico dell&#8217;unit&agrave; d&#8217;Italia) e consegnando alla nazione la sua capitale naturale, cio&egrave; Roma.<o:p></o:p></font></font></span></p>
<p align="justify"><span style="FONT-SIZE: 9pt; FONT-FAMILY: Arial"><font size="2"><font face="Tahoma">Ma questo, come ormai ampiamente appurato, non &egrave; un paese normale.<o:p></o:p></font></font></span></p>
<p align="justify"><span style="FONT-SIZE: 9pt; FONT-FAMILY: Arial"><font size="2"><font face="Tahoma">E&#8217; anzi un paese in cui l&#8217;offensiva revisionista clericalista sta raggiungendo il suo apice in tutti i campi; che si parli di storia, di scienza, di cultura &egrave; ormai una continua propaganda cattointegralista volta a far tornare il nostro paese indietro di (almeno) cent&rsquo;anni, in termini di diritti civili, laicit&agrave;, libert&agrave; di espressione e quant&rsquo;altro possa dar fastidio ai palazzi vaticani.<o:p></o:p></font></font></span></p>
<p align="justify"><span style="FONT-SIZE: 9pt; FONT-FAMILY: Arial"><font size="2"><font face="Tahoma">E&rsquo; cosi che un incaricato del sindaco (oramai internazionalmente considerato neofascista) Alemanno, in sua degna rappresentanza, pu&ograve; permettersi di insultare impunemente i Bersaglieri che nel 1870 fecero la &ldquo;Breccia di porta pia&rdquo; ricordando e onorando i loro nemici Zouavi, durante la commemorazione italiana (e voglio sottolineare ITALIANA) del XX Settembre.</font></font></span></p>
<p align="justify"><span style="FONT-SIZE: 9pt; FONT-FAMILY: Arial"><font size="2"><font face="Tahoma">Imbarazzante per non dire altro, l&rsquo;assordante silenzio del Presidente della Repubblica Italiana, Giorgio Napolitano. Un perdurare di questo silenzio non potr&agrave; che essere inteso come complicit&agrave; e assenso a questo vergognoso insulto alla nostra bandiera, ai nostri militari e alla nostra memoria.<o:p></o:p></font></font></span></p>
<p align="justify"><span style="FONT-SIZE: 9pt; FONT-FAMILY: Arial"><font size="2"><font face="Tahoma">Cosa occorrer&agrave; ancora per dare una scossa a quei &ldquo;laici ma non laicisti&rdquo; o &ldquo;laici ma non anticlericali&rdquo; o pi&ugrave; semplicemente &ldquo;laici ma troppo attaccati al potere per dar fastidio alle gerarchie vaticane&rdquo; per smuoverli dal loro torpore e farli rendere conto che siamo su una china antilibertaria pericolosissima, in cui il neofascismo sta pericolosamente prendendo sottobraccio il fanatismo religioso pi&ugrave; becero per riportare indietro il nostro paese di decenni? Un mio amico, rivolgendosi ai cosiddetti riformisti che vogliono dialogare con tutti sempre e comunque, una volta disse &ldquo;<em>ma &egrave; possibile che riconoscete un fascista solo dopo che vi ha tirato una manganellata in faccia</em>?&rdquo; parafrasandolo dico, ma &egrave; mai possibile che dovete riconoscere un fondamentalista religioso solo dopo che vi ha bruciato sul rogo? Svegliatevi!<o:p></o:p></font></font></span></p>
<p align="right"><strong>Alessandro Chiometti</strong></p>
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