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	<title>mr mercedes Archivi - Associazione Culturale Civiltà Laica</title>
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	<description>Per un movimento culturale volto a difendere la Laicità dello Stato.</description>
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		<title>Stephen King contro tutti.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Sep 2025 15:32:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; &#8220;Steve-O, Steve-O&#8230; così rimarrai marchiato per sempre come scrittore di genere horror! Poi non dire che non ti avevo avvertito&#8221; L&#8217;aneddoto che Stephen King riporta nella nota conclusiva di Stagioni Diverse (1982) mostra come siano volatili i desideri degli uomini; quelle sopra sono infatti parole del suo primo manager e risalgono alla fine del [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/stephen-king-contro-tutti/">Stephen King contro tutti.</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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<p><a href="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2025/09/Stephen_King_at_the_2024_Toronto_International_Film_Festival_2_cropped.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-37771" src="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2025/09/Stephen_King_at_the_2024_Toronto_International_Film_Festival_2_cropped.jpg" alt="" width="800" height="991" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2025/09/Stephen_King_at_the_2024_Toronto_International_Film_Festival_2_cropped.jpg 800w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2025/09/Stephen_King_at_the_2024_Toronto_International_Film_Festival_2_cropped-242x300.jpg 242w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2025/09/Stephen_King_at_the_2024_Toronto_International_Film_Festival_2_cropped-768x951.jpg 768w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2025/09/Stephen_King_at_the_2024_Toronto_International_Film_Festival_2_cropped-129x160.jpg 129w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a>&#8220;Steve-O, Steve-O&#8230; così rimarrai marchiato per sempre come scrittore di genere horror! Poi non dire che non ti avevo avvertito&#8221;</p>
<p>L&#8217;aneddoto che Stephen King riporta nella nota conclusiva di <strong>Stagioni Diverse</strong> (1982) mostra come siano volatili i desideri degli uomini; quelle sopra sono infatti parole del suo primo manager e risalgono alla fine del 1976 quando, dopo il successo dei suoi primi due romanzi horror (<strong>Carrie </strong>e<strong> Salem&#8217;s Lot</strong>), cercava di convincere il suo assistito a cambiare genere per evitare il rischio di essere categorizzato con un&#8217;etichetta che si sarebbe portato dietro per il resto della vita. In sintesi, per proteggere la sua carriera non voleva proporre <strong>Shining</strong> agli editori (<em>sic!</em>).<br />
Steve-O (forma colloquiale usata dagli <em>yankee</em> per denigrare e sbeffeggiare amichevolmente l&#8217;interlocutore) decise, per sua fortuna, che non aveva problemi ad essere messo in compagnia di <strong>Lovecraft, Poe, Chambers e Stoker</strong>; quindi andò per la sua strada e Shining&#8230; vabbè non infieriamo oltre sul suo povero manager.</p>
<p>Anche perché le parole di cui sopra vengono riportate per far risaltare  il cambio di paradigma quando il nostro, nel 1981, presentò allo stesso manager il progetto di <strong>Stagioni Diverse,</strong> ovvero storie che con l&#8217;horror non c&#8217;entravano nulla. Dopo aver ascoltato le sinossi de <strong>Il corpo</strong>, <strong>Rita Hayworth e la redenzione di Shawshank </strong>e <strong>Un ragazzo sveglio</strong> il manager chiese al già indiscusso <strong>Re dell&#8217;horror</strong>: &#8220;&#8230; ma non potremmo inserire un&#8217;altra storia che riporti un po&#8217; al tuo horror classico? Una sorta di &#8216;stagione consueta&#8217;?&#8221;<br />
E lui sorridendo, visto che aveva già in mente  <strong>Il metodo di Respirazione</strong>, acconsentì.</p>
<p>Una lunga introduzione-aneddoto per dirvi che voi, amanti del thriller classico,  dovete assolutamente leggere la trilogia kinghiana <strong>Mr Mercedes,</strong> <strong>Chi perde paga</strong> e <strong>Fine turno.</strong> Con questi tre libri fantastici il Re (o &#8220;<strong>lo zio</strong>&#8221; per i fan) dà lezioni di thriller a destra e manca, e il fatto che l&#8217;ultimo capitolo è stato dedicato in apertura a <strong>Thomas Harris</strong> non sarà bastato di certo ai suoi colleghi per indolcire l&#8217;amara pillola.<br />
Del resto già con <strong>Misery, Il gioco di Gerald, e Dolores Claiborne</strong> aveva ben chiarito la sua capacità di tenere il lettore sul filo del rasoio senza dover ricorrere ad elementi paranormali&#8230;  e tralasciamo in questa sede la vecchia discussione sulla necessità che l&#8217;horror debba contenerli per forza per essere catalogato come tale o no.<br />
Aggiungiamoci poi che con <strong>The Dome</strong> e <strong>22/11/&#8217;63</strong> aveva già dato lezioni di Sci-Fi, se con la bellissima serie de<strong> La torre Nera</strong> aveva creato uno dei mondi Fantasy più originali della storia. Per non parlare poi di come con <strong>Il miglio verde</strong> abbia decisamente travalicato ogni confine della letteratura magica e semplicemente regalato emozioni a palate ai suoi lettori, per le sceneggiature c&#8217;è <strong>La tempesta del Secolo</strong>,  e i 360° della letteratura, romance a parte, sono praticamente coperti tutti!</p>
<p>Quando pensate a Stephen King non lasciatevi ingannare dall&#8217;innegabile successo commerciale (<strong>500 milioni di copie vendute</strong>) perché quelli per i suoi libri sono davvero soldi ben spesi; ormai lo ammette anche la maggior parte di coloro che per troppo tempo l&#8217;hanno considerato letteratura di serie B: ha il talento di scavare come nessun altro nel fondo dell&#8217;animo umano e quindi far comprendere davvero le <strong>emozioni</strong> dei suoi protagonisti. <strong>E quindi le tue, fedele lettore e fedele lettrice</strong>.</p>
<p>Questa sua capacità, applicata ad una storia thriller, semplicemente rende il libro impossibile da interrompere. Le tue mani si incollano alle pagine e a un certo punto semplicemente non puoi smettere di leggere.<br />
Se il tuo treno è arrivato a destinazione scendi e ti siedi sulla prima panchina per continuare la lettura, se dovevi andare al lavoro telefoni per dire che hai un gran mal di testa e non riesci a guidare la macchina, se dovevi accompagnare tua moglie all&#8217;Ikea beh&#8230; magari a malincuore ma ci vai all&#8217;Ikea, perché contro certe cose neanche la magia di King può far molto.</p>
<p>Il primo libro della trilogia di Mr Mercedes parte con <strong>un&#8217;idea tanto geniale quanto cattiva</strong>. Da una scena degna di <strong>Furore</strong> ma ambientata nel 2009 (appena dopo la crisi finanziaria che colpì al cuore il mondo finto del capitalismo infinito) con centinaia di persone in fila durante la notte a sfidare il freddo per aspettare l&#8217;apertura della fiera del lavoro (una delle vere kermesse americane dove le aziende offrivano ai primi disperati che arrivavano dei posti di lavoro, e gli schiavisti muti!), si passa all&#8217;incubo in cui le stesse persone vengono travolte alle prime luci dell&#8217;alba da un pazzo sadico omicida che ha appositamente rubato una Mercedes per compiere questa impresa. E una volta compiuta riesce anche a farla franca, ma per sua sfortuna il detective <strong>Bill Hodges</strong> e la sua aiutante <strong>Holly Gibney</strong> gli dedicheranno le loro attenzioni.</p>
<p>Nel secondo libro King intreccia una storia iniziata nel 1978 (dove torna su uno dei suoi vecchi temi, ovvero <strong>le paure di uno scrittore</strong>) con una che inizia nel 2009 (dalla strage del primo libro) e si concluderanno entrambe nel 2014. L&#8217;ennesima prova di bravura uno scritture che sa costruire trame complesse e risolverle come quasi nessun altro. Il tutto arricchito da un omaggio alla letteratura, ai lettori e ovviamente ai libri cioè a quelle storie che, come questa, non ti fanno staccare gli occhi dalle pagine.</p>
<p><strong>Fine turno</strong> conclude le avventure legate a quella maledetta Mercedes, ma non è tanto il ritorno a qualcosa di paranormale (psicocinesi, telepatia) che è da sottolineare (che è quasi un buffetto amichevole come a dire &#8220;Ehi, sono sempre Stephen King!&#8221;) ma un&#8217;altra idea cattiva. Cattivissima. <strong>L&#8217;istigazione al suicidio</strong>. King sceglie di affrontare uno dei temi tabù dell&#8217;informazione che vuole proteggere i benpensanti americani; <strong>parla di come sia facile per degli stronzi istigare al suicidio una persona fragile,</strong> e anche meno fragile.<br />
E in tempi degli  <strong>shit &#8211; <em>social</em> &#8211; storming</strong> che avvengono per i motivi più idioti non è possibile definire questa terribile idea come &#8220;qualcosa che fa pensare&#8221;. No.<br />
È letteralmente un pugno nello stomaco della nostra cecità e un calcio in culo agli stronzi di ogni età e nazione; ai leoni da tastiera che sanno ferire con due parole ben studiate, ai pennivendoli che poi si nascondono dietro &#8220;il diritto di cronaca&#8221;, a tutti quelli del &#8220;me ne frego&#8221; che siano nostalgici del ventennio o semplicemente merde.</p>
<p>Questo è Stephen King. Uno scrittore contemporaneo per cui un Nobel per la letteratura non basterebbe neanche più a far capire la sua grandezza. E se vi chiedete perché nel 2025 stiamo recensendo e parlando di libri usciti dieci anni beh, non possiamo che ammetterlo.<br />
Ogni tanto anche i grandi amori hanno bisogno delle pause e,<strong> lo confessiamo con un po&#8217; di vergogna</strong>, e intorno al 2008 le ultime produzioni del Re non ci erano piaciute. <strong>Duma Key, Cell, La storia di Lisey</strong> ci avevano dato l&#8217;idea di uno scrittore al tramonto e che, dopo aver concluso <strong>La torre nera</strong> in un modo che in confronto la serie tv de Il trono di spade è stata banale, stentava a ritrovare storie alla sua altezza.</p>
<p>Poi abbiamo recuperato <strong>Notte buia senza stelle.</strong><br />
Poi abbiamo recuperato<strong> 22/11/&#8217;63</strong>.<br />
Poi abbiamo recuperato <strong>Joyland</strong>.<br />
E con questa trilogia siamo ormai consapevoli di aver lasciato alle spalle un bel po&#8217; di roba buona, lo sappiamo, ma abbiamo quasi recuperato tutto.</p>
<p><strong>Lunga vita al King!</strong> (e vergogna perpetua sull&#8217;accademia di Stoccolma).</p>
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