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	<title>marco marzano Archivi - Associazione Culturale Civiltà Laica</title>
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	<description>Per un movimento culturale volto a difendere la Laicità dello Stato.</description>
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		<title>About: La chiesa immobile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Sep 2018 08:48:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Chiesa Cattolica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La chiesa immobile. Francesco e la rivoluzione mancata di Marco Marzano. Ed. Laterza 2018. L&#8217;autore presenterà il suo libro con Civiltà Laica Sabato 13 ottobre, ore 17.00 alla Libreria Feltrinelli Point di Terni, via C. Battisti 9.  La storia del Cristianesimo, si sa, è piena di miracoli fittizi, smentiti dalle stesse gerarchie cattoliche che per prime [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/about-la-chiesa-immobile/">About: La chiesa immobile</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY"><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/index.php/about-la-chiesa-immobile.html/marzano-immobile" rel="attachment wp-att-15377"><br />
<img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft wp-image-15377" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2018/09/marzano-immobile-670x1024.jpg" alt="" width="372" height="569" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2018/09/marzano-immobile-670x1024.jpg 670w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2018/09/marzano-immobile-196x300.jpg 196w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2018/09/marzano-immobile-768x1174.jpg 768w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2018/09/marzano-immobile-105x160.jpg 105w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2018/09/marzano-immobile.jpg 1000w" sizes="(max-width: 372px) 100vw, 372px" /></a></p>
<p align="JUSTIFY"><em>La chiesa immobile. Francesco e la rivoluzione mancata </em>di Marco Marzano. Ed. Laterza 2018.<br />
<strong>L&#8217;autore presenterà il suo libro con Civiltà Laica Sabato 13 ottobre, ore 17.00 alla Libreria Feltrinelli Point di Terni, via C. Battisti 9. </strong></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La storia del Cristianesimo, si sa, è piena di miracoli fittizi, smentiti dalle stesse gerarchie cattoliche che per prime invitano a non prenderli sul serio. È dunque fin troppo facile abituarsi a non dare peso al proliferare di questi eventi straordinari, con il rischio però di non accorgersi dei miracoli che accadono davvero. Come quando uno degli uomini più potenti del Pianeta, capo della più longeva e conservatrice istituzione del mondo, vertice dell’ultima monarchia assoluta su base teocratica ancora esistente in Europa, riesce ad essere scambiato per un rivoluzionario. Bisogna essere onesti e riconoscerlo: è un miracolo. Un fatto inspiegabile, almeno apparentemente, il cui protagonista del resto ha molto a che fare con fenomeni ultraterreni incomprensibili, poiché si tratta dell’attuale pontefice cattolico: papa Francesco 1°.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Tuttavia, se si cerca bene, una lucida spiegazione a tutto ciò si trova. A fornircela è l’ottimo </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>La Chiesa Immobile. Francesco e la rivoluzione mancata, </i></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">di Marco Marzano, studioso del mondo cattolico e professore di sociologia all’Università di Bergamo. Libro che, nell’ubriacatura generalizzata che vede chiunque stia a sinistra di Salvini (praticamente l’intero universo) confidare nel Papa come punto di riferimento per la rivoluzione proletaria mondiale, è da considerarsi una lettura strettamente necessaria per ristabilire un qualche principio di realtà.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Frutto di una «sistematica e scrupolosa rassegna di articoli a stampa su quotidiani e settimanali», questo volume scritto con bobbiana mitezza, accurato, ragionato e approfondito, ricostruisce nei tre capitoli in cui è strutturato il mancato avvio di un’azione riformatrice in capo alla Chiesa Cattolica, analizzandone con intelligenza alcune cause.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Quella che l’autore chiama la «grande riforma interna della Chiesa Cattolica che il Concilio aveva solo abbozzato e che nessuno dei successori di Giovanni XXIII aveva poi avuto il coraggio e soprattutto la volontà di rianimare», sembrava infatti essere destinata a farsi realtà grazie al Papa “arrivato dalla fine del mondo”. Eppure, nota Marzano, «A distanza di quasi cinque anni dalla sua elezione scopriamo, dalle parole di uno dei suoi più fidati e stretti collaboratori, che il papa non ha mai avuto nessuna vera intenzione di riformare la Curia romana». Nessuna riforma strutturale, nessuna novità morale sia nella dottrina sessuale che rispetto al sacerdozio femminile o al celibato dei preti, una struttura ecclesiastica lasciata essenzialmente intatta e una problematica politica dell’amicizia verso l’estrema destra tradizionalista dei lefebvriani (per capirci, quelli che hanno officiato il funerale del nazista Priebke, condannato per la strage delle Fosse Ardeatine). </span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Del resto, scrive l’autore, pensare che «l’opera di demolizione dell’impalcatura tradizionale della Chiesa possa venire dal suo massimo rappresentante è come immaginare che Luigi XVI avrebbe deciso, se avesse potuto, di fare la rivoluzione, deporsi e poi tagliarsi la testa da sé azionando la ghigliottina». </span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Dunque «Il mistero di un papa già santo», come titola l’introduzione del testo, non essendo in alcun modo riconducibile ai cambiamenti apportati in seno alla Chiesa, non avvenuti e destinati a non avvenire, deve evidentemente avere a che fare con qualcos’altro. Più precisamente, con quello che Marzano chiama «il populismo di Francesco». Pontefice la cui maggiore diversità rispetto a chi lo ha preceduto consiste essenzialmente nella capacità di «adottare uno stile di comportamento che appare più coerente con la tanto sbandierata opzione per i poveri», presentandosi come «un capo sobrio che ha rinunciato agli agi e ai privilegi del potere».</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il testo coglie infatti un punto centrale in quella che è la rappresentazione simbolica del Papa come di un sovrano «culturalmente e personalmente omogeneo alle componenti più deboli del mondo», capace di riuscire nel suo intento anche grazie a una comunicazione efficace e sapiente in grado di distogliere l’opinione pubblica interna ed esterna alla Chiesa dal tema delle riforme per indirizzarla verso altri aspetti, riservando ad esempio «grande attenzione ai temi dell’economia, dell’organizzazione sociale e della politica», senza tuttavia marcare nemmeno in questi ambiti sostanziali cambiamenti rispetto a quanto operato dai suoi ultimi predecessori.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Ecco dunque, con le parole dell’autore, il segreto del miracoloso prodigio di papa Francesco, rivoluzionario senza rivoluzione: «Un ecumenismo pragmatico e sentimentale, centrato sul carisma papale, sulla sua capacità di occupare la scena con successo, di ergersi a primattore indiscusso sul palcoscenico mediatico internazionale». Ovvero il miracolo di un grande e sagace comunicatore nell’era della comunicazione di massa. Strumento oggi strategico come in pochi altri frangenti della storia e determinante nel segnare successi e insuccessi di ogni grande organizzazione politica.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><strong>Marco Vulcano</strong></p>
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		<title>Quel che resta dei cattolici</title>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Nov 2012 17:35:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro chiometti]]></category>
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<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/quel-che-resta-dei-cattolici/">Quel che resta dei cattolici</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Si può dire che il saggio di Marco Marzano (Ed. Feltrinelli 2012), sociologo dell’università di Bergamo, apre il vaso di Pandora sulla situazione reale del cattolicesimo in Italia e lo fa nel modo meno confutabile, ovvero riportando dati raccolti sul campo e interviste ai diretti interessati.<span id="more-10936"></span></p>
<p><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/11/Quel-che-resta-dei-cattolici.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-10937" title="Quel-che-resta-dei-cattolici" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/11/Quel-che-resta-dei-cattolici-191x300.jpg" alt="" width="191" height="300" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/11/Quel-che-resta-dei-cattolici-191x300.jpg 191w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/11/Quel-che-resta-dei-cattolici.jpg 216w" sizes="(max-width: 191px) 100vw, 191px" /></a>Il libro illustra una condizione che dovrebbe rappresentare per le gerarchie vaticane, casomai ne prendessero atto, un brusco risveglio dai già poco confortanti dati dei censimenti Istat. I fatti parlano di un paese ben lontano dall’essere una roccaforte che resiste alla secolarizzazione europea come qualcuno continua a proporre, ma che sta seguendo l’inevitabile flusso di secolarizzazione del continente. Solo che, semplicemente, parte da un livello di partecipazione più alto ai rituali del cattolicesimo rispetto ai paesi “fratelli”.</p>
<p>Il lavoro di Marzano si compone di tre parti. La prima è un’analisi dettagliata di quanto sia effettivamente partecipato il cattolicesimo in Italia prendendo in esame tre punti fondamentali: la presenza alla messa domenicale, i rituali dei matrimoni e quelli dei funerali. La seconda è una disamina di quelle figure sacerdotali che riescono in qualche modo a tener duro alla inequivocabile crisi del cattolicesimo nel nostro paese. La terza è un’indagine sul movimento neocatecumenale che sta prendendo sempre più piede all’interno della Chiesa cattolica.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La prima parte è impietosa nel mostrare come, dati alla mano, la partecipazione alle messe domenicali si attesta su valori che non superano mai il 10% degli abitanti delle diocesi esaminate con età media dei partecipanti molto alta. A questo dato, che ridimensiona e ridefinisce molto il concetto di “cattolico praticante” nel nostro paese, si aggiungono i numeri su chi partecipa ai corsi prematrimoniali obbligatori (ma anche no) per sposarsi in chiesa. Anche qui i dati raccolti sul campo parlano di due tipi di partecipanti: quelli della serie “sbrighiamoci a toglierci questo dente”, che partecipano distratti e assenti alle “sedute” e anzi vanno a cercare le parrocchie che propongono il minor numero di incontri, e quelli fortemente critici verso ciò che viene raccontato durante gli incontri dal parroco e dai catechisti in particolar modo per quanto riguarda i temi della convivenza prematrimoniale e dei figli avuti al di fuori del matrimonio. I cattolici praticanti convinti della correttezza del catechismo della Chiesa cattolica sono un’esigua e trascurabile minoranza.</p>
<p>Per i funerali poi, nonostante la Chiesa mantenga il privilegio di una posizione ultradominante nel settore, ci sono da registrare le continue lamentale dei parroci verso l’atteggiamento dei loro fedeli che hanno pretese da “reality show” per la cerimonia di addio completamente aliene dalla cultura cattolica («Perché non se le vanno a fare al bar queste cerimonie?» commenta desolato un prete). Segno evidente che anche in questo campo le cose si fanno per una consuetudine che niente ha a che vedere con la fede; probabilmente, dice Marzano, se si consolideranno le figure di celebranti “alternativi” vedremo presto un crollo verticale della partecipazione a questi riti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La seconda parte del saggio illustra le due figure dei preti che resistono («in un fortino assediato» come metaforizza l’autore) a questo sfacelo e sono ancora in grado di mantenere comunità vive e coinvolgere i ragazzi: sono «il prete progressista» e il «prete carismatico». Mentre il primo riesce a coinvolgere la comunità delegando ai laici le funzioni organizzative, il secondo accentra sul suo carisma tutto il peso della comunità che si regge solamente sulla sua figura.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La terza e ultima parte del libro parla dei neocatecumeni di Kiko Argüello che hanno un peso sempre maggiore nella Chiesa. Senza entrare nei dettagli dei racconti dei fuoriusciti e dei riti propri del movimento, possiamo dire che questo rientra perfettamente nella definizione sociologica di “setta religiosa” come del resto altre indagini hanno dimostrato per l’Opus Dei e i Legionari di Cristo e chi più ne ha più ne metta. Quello che lascia l’autore al lettore alla fine di questa parte (e delle conclusioni del libro) è al tempo stesso una constatazione e una domanda. La Chiesa cattolica in grave e forse irreversibile crisi di vocazioni e di partecipazione cerca di riprendere fiato dando sempre più spazio a movimenti in crescita che però sono a tutti gli effetti sette religiose (l’unica differenza con quelle non cattoliche è che le prime prestano un giuramento di ubbidienza al papa e alle gerarchie). Ma la Chiesa che ha la pretesa di essere “universale” è per definizione antitetica a una setta religiosa, e quindi cosa succederà a causa di questa sua settarizzazione?</p>
<p>Per l’autore i benefici (per la Chiesa cattolica) sono superiori ai rischi; possiamo condividere il suo parere se limitato a una visione a breve termine; nel lungo, a nostro avviso, si aprono scenari davvero imprevedibili.</p>
<p><strong> Alessandro Chiometti</strong></p>
<p><em> il libro verrà presentato con l&#8217;autore Sabato 1 Dicembre a Terni presso la libreria Feltrinelli</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/quel-che-resta-dei-cattolici/">Quel che resta dei cattolici</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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