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	<title>luther blisset Archivi - Associazione Culturale Civiltà Laica</title>
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	<description>Per un movimento culturale volto a difendere la Laicità dello Stato.</description>
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		<title>Q</title>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Nov 2011 16:33:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>«Ieri ho domandato a un pargolo di cinque anni chi fosse Gesù. Sapete cosa ha risposto? Una statua». “Q” è un romanzo storico solidissimo ambientato fra il 1517  e il 1555, prende in esame attraverso le vite di due personaggi inventati (ma sono gli unici del romanzo a non essere realmente esistiti) i movimenti “anabattisti” [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>«<em>Ieri ho domandato a un pargolo di cinque anni chi fosse Gesù. Sapete cosa ha risposto? Una statua». “<strong>Q”</strong></em> è un romanzo storico solidissimo ambientato fra il 1517  e il 1555, prende in esame attraverso le vite di due personaggi inventati (ma sono gli unici del romanzo a non essere realmente esistiti) i movimenti “<strong>anabattisti</strong>” che consideravano Lutero un traditore delle rivolte da lui ispirate.<span id="more-10259"></span><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft" title="q" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/08/917a-203x300.jpg" alt="" width="203" height="300" /> Da <strong>Thomas Munzter</strong> e il massacro dei suoi contadini a Frankhausen, passando per la rivolta di Munster guidata da <strong>Jan</strong> <strong>Matthys</strong> e <strong>Jan Bockelson</strong>, fino alla fine della comunità <strong>Loista</strong> di Anversa, il protagonista (senza nome), membro attivo di tutte le rivolte anabattiste, si sfida a distanza con <strong>Q</strong>, spia del cardinal Carafa infiltrato nei pericolosi movimenti rivoluzionari.</p>
<p>Il ritmo mozzafiato del romanzo, che alterna il racconto del protagonista alle lettere che Q manda come resoconto al cardinale di cui è servo obbediente, ci fa apprezzare tutta <strong>l’ostinazione </strong>necessaria per continuare a partecipare a battaglie perse forse fin dal principio, ma a cui si deve partecipare comunque perché quel grido “<em>omnia sunt communia</em>” non può e non deve essere ignorato.</p>
<p>Stretti fra l’<strong>Inquisizione cattolica</strong> da un lato e il <strong>traditore </strong>Martin Lutero schierato con i principi tedeschi dall’altro, gli anabattisti non possono non attirare tutta la simpatia del lettore. Simpatia che però svanisce quando gli autori non esitano a mettere in luce come questi abbiano degenerato appena giunti, anche se per breve tempo, al potere. La <strong>follia </strong>del governo anabattista di Munster viene presentata come la vera causa del fallimento del sogno di un mondo più giusto.</p>
<p>La sfida finale fra Q e il protagonista del libro avviene in Italia, a Venezia, terra di <strong>finta tolleranza</strong> che in pochissimo tempo riesce a passare sotto il controllo dell’inquisizione del potentissimo cardinal Carafa; cardinale spietato e potente che coronerà il suo successo sull’ala tollerante della Chiesa cattolica con la sua elezione a papa.</p>
<p>“Q” è l’opera che ha lanciato il gruppo di scrittori conosciuti poi con il nome di <strong>Wu Ming</strong>; edito nel 1999, anno in cui con le guerriglie di <strong>Seattle </strong>il movimento <strong>No Global</strong> si lanciava sulla scena mondiale, movimento di cui i Wu Ming erano parte attiva. Si ricorda infatti il loro impegno nel convincere la gente a recarsi a Genova a protestare contro il <strong>G8</strong> nel luglio del 2001.</p>
<p>Ripensando ai tragici eventi di quei giorni non si può fare a meno di considerare Genova una moderna <strong>Frankhausen</strong>: da una parte schiere di gente che chiedono un mondo migliore, più equo e più umano, dall’altra invincibili truppe corazzate che ricordano a bastonate quale sia la corretta interpretazione dei vangeli.</p>
<p>Se il romanzo abbia portato jella al movimento non è affare di chi è razionalista, ma al di là di questo va comunque ricordata l’onestà intellettuale degli autori che consentono la riproduzione, parziale o totale, di tutte le loro opere per fini non commerciali, tutte scaricabili dal loro sito.<br />Come a ricordare che le uniche battaglie perse sono quelle non combattute…</p>
<p><strong>J. Mnemonic</strong></p>
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