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	<title>Lettere Archivi - Associazione Culturale Civiltà Laica</title>
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	<description>Per un movimento culturale volto a difendere la Laicità dello Stato.</description>
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		<title>Lettera a La Repubblica</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/lettera-a-la-repubblica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[cladmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Aug 2009 13:30:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Lettere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Spiace notare come persino un teologo avveduto come Vito Mancuso, rispondendo venerdì scorso ad alcune annotazioni di Adriano Sofri relative all&#39;accostamento, fatto da Joseph Ratzinger, tra nazismo e nichilismo, sia caduto nell&#39;equivoco di interpretare genericamente il laicismo come espressione di una concezione della vita antitetica alla religiosità. Si tratta di un gravissimo fraintendimento che dimostra, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Spiace notare come persino un teologo avveduto come Vito Mancuso, rispondendo venerdì scorso ad alcune annotazioni di Adriano Sofri relative all&#39;accostamento, fatto da Joseph Ratzinger, tra nazismo e nichilismo, sia caduto nell&#39;equivoco di interpretare genericamente il laicismo come espressione di una concezione della vita antitetica alla religiosità.</p>
<p>Si tratta di un gravissimo fraintendimento che dimostra, se mai ce ne fosse bisogno, come anche studiosi particolarmente attenti possano risultare vittime di preconcetti di matrice cattolica. Sfugge, infatti, al Mancuso la grande ricchezza religiosa insita nel termine &quot;laico&quot; qualora lo si sottragga alla superficiale, banale, riduzione, artatamente indotta, ad un razionalismo totalizzante.</p>
<p>Purtroppo, l&#39;impostazione cattolica dominante ha consentito che si accreditasse nell&#39;uso comune&#160; la falsa, impropria, sinonimia di laicismo, razionalismo e ateismo assommando in un unico calderone, e bollandole ipocritamente come non religiose, visioni profondamente spiritualistiche sorte in ambito aconfessionale o anticonfessionale.</p>
<p>In altri termini, è ora che si finisca una buona volta con l&#39;interpretazione secondo cui il &quot;laicismo&quot; sarebbe &quot;non religioso&quot; perché è vero proprio il contrario.&#160; Non solo.</p>
<p>Anche alla luce di esperienze religiose millenarie maturate come estranee all&#39;assolutismo monoteistico, e ci riferiamo alla straordinarietà delle elaborazioni buddhista e jainista, è venuto il momento di sottrarre la religiosità all&#39;esclusiva e indebita prerogativa delle cosiddette &quot;religioni positive&quot; o &quot;rivelate&quot;.<br />Duole, tra l&#39;altro, constatare, quando si discute di laicismo, il completo misconoscimento di fecondi pensatori invisi alle gerarchie ecclesiastiche come Piero Martinetti, Aldo Capitini, Ferdinando Tartaglia, talmente intimamente religiosi da essere costretti, in opposizione al confessionalismo, a professarsi laici. Quando si comincerà, dunque, ad intendere il laicismo in un&#39;accezione altra e più pertinente?<br />&#160;<br />Francesco Pullia<br />Narni (Terni)</p>
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		<title>Lettera di Mina Welby</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/lettera-di-mina-welby/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[cladmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Feb 2008 10:31:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Lettere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cari amici, non vedo l&#39;ora che arrivi il 15 febbraio giorno di inizio del Congresso di Salerno. Spero di incontrarvi numerosi. Questo mi darebbe un grande entusiasmo, nonostante vi sia una situazione politica incerta, data peraltro da porte chiuse nei palazzi, sordità dei benpensanti e veti di gerarchi di ogni parte. &#34;A volte non siamo [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Cari amici,<br />
non vedo l&#39;ora che arrivi il <a href="http://www.lucacoscioni.it/vi_congresso_associazione_coscioni_salerno_15_17_gennaio_2008" target="_blank">15 febbraio</a> giorno di inizio del Congresso<br />
di Salerno. Spero di incontrarvi numerosi. Questo mi darebbe un grande<br />
entusiasmo, nonostante vi sia una situazione politica incerta, data<br />
peraltro da porte chiuse nei palazzi, sordità dei benpensanti e veti di<br />
gerarchi di ogni parte.</p>
<p><span id="more-594"></span><br />&quot;A volte non siamo noi a decidere di quali problemi occuparci, ci sono nodi gordiani che troviamo sulla nostra strada e non possiamo evitare di tentare di sciogliere.&quot; Queste sono alcune parole di Piero Welby che scrisse nel lontano 2002. Credo che tutti noi abbiamo la percezione dei tempi difficili che stiamo percorrendo, anzi che viviamo sulla nostra pelle. Non possiamo demordere nelle battaglie iniziate da Luca e seguite poi da Piero: libertà di ricerca scientifica, adeguata assistenza per una vita dignitosa, autodeterminazione nelle scelte delle terapie e rispetto delle nostre ultime volontà di vita e di morte. Spero ci sarete in tanti, ché con la vostra presenza, la vostra iscrizione potrete rendere forte l&#39;Associazione Luca Coscioni e le nostre comuni battaglie. Portate i vostri corpi, le vostre menti, le vostre proposte. Per molti di voi sarà un grande sforzo sostenere il viaggio. Sicuramente vi sentirete ripagati nel turbine intrigante dei lavori. Altri impediti da altro seguiranno attivamente i lavori da casa e per questo hanno già registrato dei brevi messaggi. Fanno parte di noi e do loro un benvenuto speciale. Nessuno sarà solo, saremo una squadra forte nelle battaglie e seria nella trasparenza di quello che vogliamo. Infine ricordo quelli che oggi non ci sono più. Il sacrificio nella vita e nella morte di tutti quelli di noi che ci hanno lasciati in questi anni non deve rimanere vano. La nostra presenza a Salerno ne sarà viva testimonianza.</p>
<p>Vi aspetto e intanto vi saluto con affetto,</p>
<p>Mina Welby</p>
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		<title>Lettera aperta al Presidente Napolitano</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/lettera-aperta-al-presidente-napolitano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[cladmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Jan 2008 12:26:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Lettere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lettera aperta al Presidente Napolitano di Paolo Flores d&#39;Arcais, sulle scuse incomprensibili rivolte a Papa Benedetto XVI Caro Presidente,tempo fa, dovendo scriverti per invitarti ad una iniziativa diMicroMega, chiesi tramite il tuo addetto stampa se dovevo continuaread usare il &#34;tu&#34; della consuetudine precedente la tua elezione, o seera più consono che usassi il &#34;lei&#34;, per [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lettera aperta al Presidente Napolitano di Paolo Flores d&#39;Arcais,<br />
sulle scuse incomprensibili rivolte a Papa Benedetto XVI</p>
<p><span id="more-593"></span><br />Caro Presidente,<br />tempo fa, dovendo scriverti per invitarti ad una iniziativa di<br />MicroMega, chiesi tramite il tuo addetto stampa se dovevo continuare<br />ad usare il &quot;tu&quot; della consuetudine precedente la tua elezione, o se<br />era più consono che usassi il &quot;lei&quot;, per rispetto alla carica<br />istituzionale. Poiché, tramite il tuo addetto stampa, mi facesti<br />sapere che preferivi che continuassi a scriverti con il &quot;tu&quot;, è in<br />questo modo che mi rivolgo a te in questa lettera aperta, tanto più<br />che, essendo una lettera critica, mi sembrerebbe ipocrisia<br />inzuccherare la critica con la deferenza del &quot;lei&quot;.</p>
<p>Il mio dissenso, ma si tratta piuttosto di stupore e di amarezza,<br />riguarda la lettera di scuse che in qualità di Presidente, dunque di<br />rappresentante dell&#39;unità della nazione, hai inviato al Sommo<br />Pontefice per l&#39;intolleranza di cui sarebbe stato vittima. E&#39;<br />verissimo che di tale intolleranza, di una azione che avrebbe<br />addirittura impedito al Papa di parlare nell&#39;aula magna della<br />Sapienza, anzi perfino di muoversi liberamente nella sua città, hanno<br />vociato e scritto tutti i media, spesso con toni parossistici.</p>
<p>Ma è altrettanto vero che di tali azioni non c&#39;è traccia alcuna nei<br />fatti. La modesta verità dei fatti è che il magnifico rettore (senza<br />consultare preventivamente il senato accademico, ma mettendolo di<br />fronte al fatto compiuto, come riconosciuto dallo stesso ex-portavoce<br />della Santa Sede Navarro-Vals in un articolo su Re-pubblica) ha<br />invitato il Papa come ospite unico in occasione dell&#39;inaugurazione<br />dell&#39;anno accademico (a cui partecipano in nome della Repubblica<br />italiana il ministro dell&#39;università e il sindaco di Roma), e che,<br />avutane notizia dalla agenzia Apcom il professor Marcello Cini (già<br />dallo scorso novembre) e alcune decine di suoi colleghi (più di<br />recente) hanno espresso per lettera al rettore un loro civilissimo<br />dissenso.</p>
<p>Quanto agli studenti, nell&#39;approssimarsi della visita alcuni di loro<br />hanno espresso l&#39;intenzione di manifestare in modo assolutamente<br />pacifico un analogo dissenso, nella forma di ironici happening.</p>
<p>Il rettore Guarini ha comunque rinnovato al Papa l&#39;invito, e tanto il<br />Presidente del Consiglio Romano Prodi quanto il ministro degli Interni<br />Giuliano Amato hanno esplicitamente escluso che si profilasse il<br />benché minimo problema di ordine pubblico (malgrado la campagna<br />allarmistica montata dal quotidiano dei vescovi italiani,<br />&quot;L&#39;Avvenire&quot;, rispetto a cui le dichiarazioni di Prodi e Amato<br />suonavano esplicita smentita). Nulla, insomma, impediva a Joseph<br />Ratzinger di recarsi alla Sapienza e pronunciare nell&#39;aula magna la<br />sua allocuzione.</p>
<p>Di pronunciare, sia detto en passant e per amore di verità, il suo<br />monologo, visto che nessun altro ospite contraddittore o &quot;discussant&quot;<br />era previsto, e un monolo-go resta a tutt&#39;oggi nella lingua italiana<br />l&#39;opposto di un dialogo, checchè ne abbia mentito l&#39;unanime coro<br />mediatico-politico (che di rifiuto laicista del dialogo continua a<br />parlare), a meno di non ritenere che tale opposizione, presente ancora<br />in tutti i dizionari in uso nelle scuole, sia il frutto avvelenato del<br />già stigmatizzato complotto laicista.</p>
<p>Tutto dunque lasciava prevedere che la giornata si sarebbe svolta<br />così: mentre Benedetto XVI pronunciava il suo monologo nell&#39;aula<br />magna, tra il plauso deferente dei presenti (e in primo luogo del<br />ministro Mussi e del sindaco Veltroni), ad alcune centinaia di metri<br />di distanza alcuni professori di fisica avrebbero tenuto un dibattito<br />sui rapporti tra scienza e fede esprimendo opinioni decisamen-te<br />diverse da quelle del regnante Pontefice, e ad altrettanta debita<br />distanza qualche centinaio di studenti avrebbe innalzato cartelli di<br />protesta e maschere ironiche. Ironia che può piacere o infastidire,<br />esattamente come le vignette contro il profeta Maometto, ma che<br />costituisce irrinunciabile conquista liberale.</p>
<p>Dove sta, in tutto ciò, l&#39;intolleranza? E addirittura la<br />prevaricazione con cui si sarebbe messo al Papa la mordacchia (secondo<br />l&#39;happening inscenato in aula magna dagli studenti di Comunione e<br />liberazione)?</p>
<p>A me sembra che intolleranza &#8211; vera e anzi inaudita &#8211; sarebbe stato<br />vietare ad un gruppo di docenti di discutere in termini sgraditi ai<br />dogmi di Santa Romana Chiesa, e ad un gruppo di studenti di<br />manifestare pacificamente le loro opinioni, ancorché in forme<br />satiricamente irridenti. Se anzi di tali divieti si fosse solo fatto<br />accenno da parte di qualche autorità, credo che un numero altissimo di<br />cittadini si sarebbe sentito in dovere di rivolgersi a te quale<br />custode della Costituzione, con toni di angosciata preoccupazione per<br />libertà fondamentali messe così platealmente a repentaglio. Ma, per<br />fortuna (della nostra democrazia), nessun ac-cenno del genere è stato<br />fatto.</p>
<p>Il Sommo Pontefice non era di fronte ad alcun impedimento, dunque. Ha<br />scelto di non partecipare perché evidentemente non tollerava che, pur<br />avendo garanzia di poter pronunciare quale ospite unico il suo<br />monologo in aula magna, nel resto della città universitaria fossero<br />consentite voci di dissenso, anziché risuo-nare un plauso unanime.</p>
<p>Non è, questa, una mia malevola interpretazione, visto che sono<br />proprio gli am-bienti vaticani ad aver riferito che il Papa preferiva<br />rinunciare a recarsi in visita presso una &quot;famiglia divisa&quot; (cioè il<br />mondo accademico e studentesco della Universitas studiorum, la cui<br />quintessenza istituzionale è però proprio il pluralismo delle<br />opinioni). Ma pretendere quale conditio sine qua non per la propria<br />partecipazione un plauso unanime non mi sembra indice di propensione<br />al dialogo bensì, piuttosto, di vocazione totalitaria.</p>
<p>Non vedo dunque per quale ragione tu abbia ritenuto indispensabile, a<br />nome di tutta la nazione di cui rappresenti l&#39;unità, porgere al Papa<br />quelle solenni scuse. Che ovviamente, data la tua autorità, hanno<br />fatto il giro del mondo. Se c&#39;è qualcuno che aveva diritto a delle<br />scuse, semmai, è il gruppo di illustri docenti, tutti nomi di<br />riconosciuta statura internazionale nel mondo scientifico, e che<br />tengono alto il prestigio italiano nel mondo, a contrappeso<br />dell&#39;immagine di &quot;mondezza&quot; e politica corrotta ormai prevalente<br />all&#39;estero per quanto riguarda il nostro paese. Questi studiosi sono<br />stati infatti accusati di fatti mai avvenuti, e insolentiti con tutte<br />le ingiurie possibili (&quot;cretini&quot; è stato il termine più gentile usato<br />dai maestri di tolleranza [Cacciari, ndD] che si sono scagliati contro<br />il diritto di critica di questi studiosi).</p>
<p>Né si può passare sotto silenzio il contesto in cui il monologo di<br />Benedetto XVI si sarebbe svolto, contesto caratterizzato da due<br />aggressive campagne scatenate dalle sue gerarchie cattoliche.<br />Trascuriamo pure la prima, cioè i rinnovati e sistematici attacchi al<br />cuore della scienza contemporanea, l&#39;evoluzionismo darwiniano (bollato<br />di &quot;scientificità non provata&quot; da un recente volume ratzingeriano<br />uscito in Germania), benché il rifiuto della scienza non sia cosa<br />irrilevante per chi dovrebbe aprire l&#39;anno accademico della più<br />importante università del paese.</p>
<p>Infinitamente più grave mi sembra la seconda, la qualifica di<br />assassine scagliata dal Papa e dalle sue gerarchie, in un crescendo di<br />veemenza e fanatismo, contro le donne che dolorosamente abbiano scelto<br />di abortire. Questo sì dovrebbe risultare intollerabile. Se un gruppo<br />di scienziati accusasse Papa Ratzinger, o solo an-che il cardinal<br />Ruini, il cardinal Bertone, il cardinal Bagnasco, di essere degli<br />as-sassini, altro che lettere di scuse!</p>
<p>E perché mai, invece, ciascuno di loro può consentirsi di calunniare<br />come assas-sina, nel silenzio complice dei media e delle istituzioni,<br />ogni donna che abbia deciso di utilizzare una legge dello Stato<br />confermata da un referendum popolare?</p>
<p>Se vogliono rivolgersi alle donne del loro gregge ricordando che<br />l&#39;aborto, anche un giorno dopo il concepimento, è un peccato mortale,<br />e che quindi andranno all&#39;inferno, facciano pure, proprio in base a<br />quel &quot;libera Chiesa in libero Stato&quot; che il Risorgimento liberale e<br />moderato di Cavour ci ha lasciato in eredità. Ma diffamare come<br />assassine cittadine italiane che nessun reato hanno commesso è una<br />enormità che non può essere passata sotto silenzio, e non sono certo<br />il solo ad essermi domandato con amarezza perché, in quanto custode<br />dell&#39;unità della nazione e dunque anche delle sue radici<br />risorgimentali, tu non abbia fatto risuonare la protesta dello Stato<br />repubblicano.</p>
<p>La canea di accuse e di menzogne di questi giorni mi ha portato<br />irresistibilmente alla memoria una piccola esperienza di oltre<br />quarant&#39;anni fa, nel 1966, quando &#8211; giovane universitario iscritto al<br />Partito comunista da meno di tre anni &#8211; vissi incredulo l&#39;esperienza<br />di un congresso (l&#39;XI, se non ricordo male) di un Partito che si<br />vantava di essere sostanzialmente più libero e democratico degli altri<br />(per questo, del resto, vi ero entrato, come milioni di italiani), in<br />cui Pietro Ingrao, per aver moderatissimamente avanzato l&#39;idea di un<br />&quot;diritto al dissenso&quot; fu investito da una esondazione di critiche e<br />vituperi, compresa l&#39;accusa di essere proprio lui un intollerante!</p>
<p>Con una differenza sostanziale e preoccupante: che allora tale<br />capovolgimento della realtà, versione soft ma non indolore dell&#39;incubo<br />orwelliano, riguardava solo un partito. Oggi investe l&#39;intero paese,<br />la sua intera classe politica, la quasi totalità dei suoi mass-media.</p>
<p>Ecco perché spero che tu voglia prestare attenzione anche<br />all&#39;angosciata preoc-cupazione di quei segmenti laici (o laicisti,<br />come preferisce la polemica corrente) del paese, non so se<br />maggioritari o minoritari (ma la democrazia liberale, a cui ci hai più<br />volte richiamato, è garanzia di parola e ascolto anche per il dissenso<br />più sparuto, fino al singolo dissidente), che ormai vengono emarginati<br />o addirittura cancellati dalla televisione, cioè dallo strumento<br />dominante dell&#39;informazione, e il cui diritto alla libertà d&#39;opinione<br />viene di conseguenza vanificato, mentre ogni tesi oscurantista può<br />dilagare e spadroneggiare.<br />Con stima, con speranza, con affetto, credimi,<br />tuo Paolo Flores d&#39;Arcais.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Picconate continue alla laicità</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/picconate-continue-alla-laicita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[cladmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jan 2007 22:00:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Lettere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>* di Vera Pegna dal manifesto La dichiarazione ufficiale rilasciata dalla sala stampa del Vaticano in occasione dell&#39;esecuzione di Saddam è stata: «Una esecuzione capitale è sempre una notizia tragica, motivo di tristezza, anche quando si tratta di una persona che si è resa colpevole di gravi delitti. La posizione della Chiesa cattolica &#8211; contraria [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>* di Vera Pegna dal manifesto</p>
<p>La dichiarazione ufficiale rilasciata dalla sala stampa del Vaticano in occasione dell&#39;esecuzione di Saddam è stata: «Una esecuzione capitale è sempre una notizia tragica, motivo di tristezza, anche quando si tratta di una persona che si è resa colpevole di gravi delitti. La posizione della Chiesa cattolica &#8211; contraria alla pena di morte &#8211; è stata più volte ribadita». Viene spontaneo chiedersi come la Chiesa cattolica, o meglio, il Papa e le gerarchie ecclesiastiche, concilino una condanna così netta della pena di morte con la canonizzazione di criminali patentati come Escrivà de Balaguer e Stepinac, responsabili della morte di decine di migliaia di persone, o con la celebrazione di fastose esequie religiose per il dittatore Pinochet, esequie &#8211; ricordardiamolo &#8211; negate al mite Piergiorgio Welby.</p>
<p><a href="http://www.ilmanifesto.it/Quotidiano-archivio/06-Gennaio-2007/art17.html" target="_blank">Leggi tutto</p>
<p></a></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Da un &#8220;Cittadino comune di Padova&#8221;</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/da-un-cittadino-comune-di-padova/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[cladmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Dec 2006 21:21:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Lettere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gentile direttore del MATTINO di Padova, leggo con sconcerto e scandalo le dichiarazioni dl signor vescovo Mattiazzo sul fatto che l&#39;iscrizione all&#39;anagrafe delle coppie di fatto e la presenza dei gay mettono in crisi la &#34;cristianità&#34; di padovani e veneti.&#160;Non ho parole.Credo sia uno dei punti più bassi toccati dalla comunicazione politicaitaliana degli ultimi anni. [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><br />Gentile direttore del MATTINO di Padova,<br />
leggo con sconcerto e scandalo le dichiarazioni dl signor vescovo Mattiazzo<br />
sul fatto che l&#39;iscrizione all&#39;anagrafe delle coppie di fatto e la presenza<br />
dei gay mettono in crisi la &quot;cristianità&quot; di padovani e veneti.<br />&#160;<br /></em><br /><span id="more-591"></span><br />Non ho parole.<br />Credo sia uno dei punti più bassi toccati dalla comunicazione politica<br />italiana degli ultimi anni. Solo la Lega in campagna elettorale è capace di<br />peggio.<br />Forse il signor Mattiazzo non si è accorto che ciò che mette in crisi al<br />sua &quot;cristianità&quot; in Veneto è il giro degli affari e dell&#39;affarismo, i mercanti diventati parte integrante del &quot;tempio&quot;, la tristezza allucinante<br />della politica istituzionale dei &quot;cattolici&quot;, il sistema degli appalti, il<br />modo in cui si cerca e si trova lavoro, la precarieta&#39;, i ricatti e i<br />silenzi, l&#39;ordine pubblico imposto con la violenza solo ai poveracci e ai<br />pesci piccoli, le esportazioni di tecnologia legata alle armi, il partito del<br />cemento e delle costruzioni, eccetera.<br />Guardi in altre direzioni, signor Mattiazzo, se cerca &quot;crisi&quot;,<br />che due ragazzi gay (o meno) che si vogliono bene e desiderano regolarizzarsi.<br />La sua incivile omofobia è la peggior politica che si possa fare in questo<br />Veneto venduto al far soldi sopra tutto e tutti, e a tutti i costi.<br />Mi vergogno delle sua dichiazioni retrive e bieche, signor Mattiazzo.<br />Spero che la politica delle persone serie smetta di prenderla in<br />considerazione (come sembra, curiosamente, obbligata a fare) in una<br />comunicazione politica come la sua, questa sì autenticamente e<br />vergognosamente estremistica e terroristica.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>È un imperativo di decenza</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/e-un-imperativo-di-decenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[cladmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Mar 2006 21:20:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Lettere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#34;Sua Santità rimandi gli incontri non si presti a questi giochi&#34; Di seguito pubblichiamo il testo integrale della lettera aperta scritta dal sacerdote di Genova don Paolo Farinella a papa Benedetto XVI. L&#39;appello è stato sottoscritto da oltre cinquemila firme.&#160; APPRENDIAMO che a ridosso delle elezioni politiche italiane del 9 e 10 aprile 2006, Lei [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/e-un-imperativo-di-decenza/">È un imperativo di decenza</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&quot;<strong>Sua Santità rimandi gli incontri non si presti a questi giochi</strong>&quot;</p>
<p>Di seguito pubblichiamo il testo integrale della lettera aperta scritta dal sacerdote di Genova don Paolo Farinella a papa Benedetto XVI. L&#39;appello è stato sottoscritto da oltre cinquemila firme.<br />&#160;</p>
<p><span id="more-590"></span></p>
<p>APPRENDIAMO che a ridosso delle elezioni politiche italiane del 9 e 10 aprile 2006, Lei riceverà in visita ufficiale il presidente del consiglio italiano, Silvio Berlusconi, nell&#39; ambito di una visita del Partito Popolare Europeo (Ppe). Molti dicono che questo incontro sia stato pensato e programmato dallo stesso interessato che vuole questa visita come una sorta di &quot;consacratio ad limina&quot;, a ridosso delle imminenti elezioni politiche e dopo mesi di estenuante campagna elettorale mediatica senza esclusioni di colpi. L&#39;ospite che giunge in Vaticano, dopo essersi paragonato a Napoleone, il 12 febbraio 2006 ad Ancona in un infinito comizio ai suoi sostenitori ha superato il segno della normalità psicologica e della decenza morale, afferman-do testualmente: &quot;Io, il Gesù della politica, una vittima paziente, mi sacrifico per tutti&quot;. Nelle precedenti politiche del 1993 ebbe a presentarsi come il &quot;Messia&quot;, inviando i suoi sostenitori come &quot;missionari e apostoli&quot;. Mai uomo politico intelligente o sprovveduto era mai arrivato a tanto.<br />Nulla da eccepire se l&#39;udienza avvenisse in tempi normali o non sospetti. In queste circostanze e condizioni, la visita è programmata con fini strumentali: serve al capo del governo per potersi accreditare come &quot;consono&quot; alla Chiesa cattolica a differenza del suo rivale, Romano Prodi, che da cattolico &quot;adulto&quot; non usa la religione come strumento populista di infima propaganda. Egli, infatti, si è incontrato con il card. Vicario, Camillo Ruini nel più assoluto riserbo.<br />Se Lei dovesse ricevere Berlusconi in udienza, di fatto, anche senza volerlo, darebbe l&#39;impressione di appoggiare il programma del visitatore e il gesto, più eloquente di ogni parola, apparirebbe a molti credenti in contraddizione con quanto Lei afferma nella sua prima enciclica: &quot;La Chiesa non può e non deve prendere nelle sue mani la battaglia politica per realizzare la società più giusta possibile&quot; (28/a).<br />Con questa visita, anche contro la Sua volontà, il Papa rischia di accreditare un uomo che ha diviso la nazione invece di unirla, come richiedeva la sua funzione. Il presidente del consiglio italiano si definisce cattolico, ma non esita a distruggere lo stato sociale, impoverendo ancora di più i poveri e favorendo i ricchi. Al contrario, egli ha triplicato il suo patrimonio facendosi approvare leggi su misura contro ogni legittimità giuridica e morale. Interi settori della popolazione che fino a ieri vivevano una vita dignitosa, oggi vengono nelle parrocchie a chiedere aiuto per arrivare alla fine del mese. Questo stato di cose incide e condiziona non solo la qualità, ma anche l&#39;esistenza stessa della famiglia che Berlusconi ben conosce, giacché, da &quot;buon cattolico&quot; usufruendo del divorzio, ha fatto una duplice esperienza familiare. Ci risulta, a proposito, che da alcuni giornali specializzati in &quot;gossip&quot; si è fatto fotografare mentre fa la Comunione, contravvenendo così ad una chiara norma della Chiesa sull&#39;accesso dei divorziati ai sacramenti e lasciando nello sconcerto la massa di cattolici, spesso divorziati senza colpa, che sono indotti a pensare che il Sig. Berlusconi abbia avuto uno sconto dalla Chiesa in quanto ricco e potente. Fa impressione vedere la massa di parlamentari divorziati e conviventi che urlano &quot;in difesa della famiglia&quot;!<br />Il presidente del consiglio dei ministri dovrebbe essere un modello per l&#39;intera nazione e invece assistiamo ad una sistematica denigrazione di tutte le categorie che gli danno ragione. Assalta lo stato di diritto pur di salvarsi dai processi per accuse gravissime come la corruzione di giudici, divulgando tra la popolazione non solo il senso dell&#39;illegalità, ma anche la convinzione che le leggi siano lacci per i polli che i furbi sanno evitare. Invita apertamente alla illegalità, quando afferma che c&#39;è una certa moralità nel frodare il fisco. Come mai un uomo prudente e saggio come il Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, ha rifiutato di firmare in prima istanza, a norma della Costituzione, quasi tutte le leggi qualificanti l&#39;azione di questo governo, dichiarate &quot;palesemente incostituzionali&quot;?</p>
<p>La vittoria delle elezioni si giocherà sul filo del rasoio perché il capo del governo ha voluto e ha fatto approvare una legge elettorale che ha tolto al cittadino il criterio morale per una scelta dei singoli candidati. Gli elettori non possono più scegliere uomini e donne integri, moralmente ineccepibili perché la riforma dell&#39;ultima ora, impone solo la scelta &quot;di campo&quot;, imponendo anche persone moralmente impresentabili e inquisite penalmente. Il Sig. Berlusconi, proprietario di tre reti tv e con la disponibilità delle altre tre pubbliche, ha diffuso a piene mani su tutta la nazione attraverso programmi spazzatura, un pervasivo relativismo etico e sociale per risucchiare l&#39;anima stessa del nostro popolo al fine di dominarlo senza fatica.<br />In un momento così grave e delicato per l&#39;Italia, molti cattolici chiedono al Papa di non prestarsi anche involontariamente a questo gioco che a molti appare demagogico, populista e dissacratore, perché basato sul principio machiavelliano, immorale per l&#39;etica cattolica, che il fine giustifichi i mezzi. Chiediamo al Papa che &quot;almeno&quot; per opportunità politica non riceva il capo di una fazione politica, a dieci giorni dalle elezioni. Chiediamo che l&#39;incontro con il Partito Popolare Europeo sia rimandato a dopo le elezioni del 9 e 10 aprile. In subordine chiediamo che riceva insieme i due capi dei poli opposti richiamando entrambi al bene supremo di un popolo e di una società: l&#39;unità pur nella diversità delle convinzioni e delle ragioni del proprio impegno politico e civile, richiamando loro i principi fondamentali della &quot;Dottrina sociale della Chiesa&quot; che ha come fulcro e fine primario il &quot;bene comune&quot; dell&#39;intera Nazione.<br />Desideriamo informare il Papa che molti, moltissimi fedeli sono impressionati per il silenzio della gerarchia cattolica italiana di fronte scelte governative che gridano vendetta al cospetto di Dio. Molti credenti e non credenti ritengono che essere cristiani sia incompatibile con il modello di governo che questi cinque anni ci hanno riservato. Una &quot;contradditio in terminis&quot;. Partiti d&#39;ispirazione cristiana sono alleati succubi di questo esorbitante e folcloristico potere che ha tenuto in scacco tutte le Istituzioni, a cominciare dalla Suprema Carta costituzionale di cui è stato fatto scempio pur di saziare gli appetiti delle singole fazioni che compongono la maggioranza attuale. Essi hanno votato leggi che la morale (laica e cattolica) definiscono semplicemente come immorali, come le leggi a beneficio d&#39;esclusivo del presidente del consiglio e dei suoi cari.<br />I partiti che fanno riferimento ai principi etici del cattolicesimo hanno firmato una legge sull&#39;immigrazione che nega i principi fondamentali della ragione e della fede cristiana, per sua natura universale e quindi aperta, con le necessarie regole, all&#39;accoglienza di disperati e affamati che bussano alla porta dell&#39;occidente opulento che pure legge ogni domenica Mt 25, 31-46, là dove il Signore si identifica con gli affamati, gli assetati, i carcerati, i forestieri. L&#39;ospite che arriva in Vaticano ha appena approvato e fatta varare dal parlamento una legge immorale che concede a tutti i cittadini la licenza di uccidere e di essere uccisi in nome di una malin-tesa sicurezza la cui custodia è affidata alle pistole di una pericolosa giustizia &quot;fai da te&quot;.<br />Al Papa chiediamo che non presti il fianco a dividere ancora di più i cattolici che già sono frammentati in partiti e porzioni di partiti, non interferendo nel momento supremo e sovrano di un popolo che con scienza e coscienza è chiamato a scegliere i propri rappresentanti al parlamento. Nella sua prima enciclica Deus Caritas est citando Sant&#39;Agostino il papa ha scritto: &quot;Il giusto ordine della società e dello Stato è compito centrale della politica. Uno Stato che non fosse retto secondo giustizia si ridurrebbe ad una grande banda di ladri, come disse una volta Agostino: &quot;Remota itaque iustitia quid sunt regna nisi magna latrocinia?&quot; (De Civitate Dei, IV,4). Alla struttura fondamentale del cristianesimo appartiene la distinzione tra ciò che è di Cesare e ciò che è di Dio (cfr Mt 22, 21), cioè la distinzione tra Stato e Chiesa o, come dice il Concilio Vaticano II, l&#39;autonomia delle realtà temporali (Gaudium et Spes, 36)&quot;.<br />Dio non voglia che il Papa permetta con questa visita una commistione diabolica indebita e preservi la Sede di Pietro da ogni calcolo di interesse e da basse strategie di strumentalizzazione partitica e faziosa. E&#39; una questione etica. E&#39; un imperativo di decenza.</p>
<p>01 Marzo 2006</p>
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		<title>Non c&#8217;è ingerenza? (risposta a Lucia Annunziata)</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/non-ce-ingerenza-risposta-a-lucia-annunziata/</link>
		
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		<pubDate>Thu, 29 Sep 2005 11:42:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gentile Sig.ra Lucia Annunziata,mi permetta alcune critiche ed osservazioni sul suo articoloapparso sulla prima pagina de &#34;La Stampa&#34;di lunedì 26 settembre. Comincio dalla fine del suo articolo, lei dice: &#34;Nello stato delle cose &#8211; tanto per continuare a dubitare &#8211; viene da pensare che se il presidente della Cei cardinal Ruini si espone tanto, la [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/non-ce-ingerenza-risposta-a-lucia-annunziata/">Non c&#8217;è ingerenza? (risposta a Lucia Annunziata)</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Gentile Sig.ra Lucia Annunziata,<br />mi permetta alcune critiche ed osservazioni sul suo <a href="index.php?option=com_content&#038;task=view&#038;id=133&#038;Itemid=105" target="_self">articolo</a><br />apparso sulla prima pagina de &quot;La Stampa&quot;<br />di lunedì 26 settembre.</p>
<p><span id="more-589"></span><br />Comincio dalla fine del suo articolo, lei dice: &quot;Nello stato delle cose &#8211; tanto per continuare a dubitare &#8211; viene da pensare che se il presidente della Cei cardinal Ruini si espone tanto, la sua scelta è forse più un segno di debolezza che di forza&quot;.</p>
<p>Su questo punto potremmo in qualche misura essere d&#39;accordo; a patto però di sostituire la parola &quot;debolezza&quot; con &quot;paura&quot;. Questo perchè la chiesa cattolica può essere aggettivata in ogni modo tranne che con la parola &quot;debole&quot;.</p>
<p>Paura di cosa? Ovviamente di perdere il capillare controllo nell&#39;intimo delle famiglie e quindi dei cittadini, in quanto i poveri cardinali sono costretti a constatare che nonostante i loro sforzi, gli italiani continuano ad essere sempre più laici (nella sostanza più che nell&#39;apparenza), ignorando sistematicamente quanto viene loro propinato dalle gerarchie vaticane in tema di sesso, famiglia e abitudini; somigliando così sempre più ai loro contemporanei europei.</p>
<p>Questo, però, non vuol dire che ciò non potrebbe avvenire se ci fosse ingerenza; ragionamento che invece è alla base del suo articolo.</p>
<p>L&#39;emancipazione dei popoli è sempre avvenuta NONOSTANTE il tentativo di repressione, altrimenti sarebbe come dire che la Rivoluzione Francese del 1792 non sarebbe potuta avvenire se Luigi XVI&#160;fosse stato&#160;un tiranno e che, quindi, dovrebbe essere riabilitato proprio perchè c&#39;è stata la Rivoluzione Francese sotto il suo regno.</p>
<p>L&#39;ingerenza è l&#39;eventualità, come da lei scritto, &quot;che uno Stato straniero non solo ha la «volontà» ma anche la «possibilità» di modificare il corso degli eventi delle nazioni nella cui vita politica si inserisce&quot;. Poi, però, ci riflette sopra giungendo alla conclusione che no, non c&#39;è ingerenza.</p>
<p>Mi dispiace ma sono costretto a dissentire profondamente.</p>
<p>Non è forse vero che recentemente il referendum sulla PMA è stato fatto fallire dalla chiesa cattolica chiamando i fedeli all&#39;astensione? E questo facendosi tranquillamente beffa delle leggi italiane che prevedono per un ministro di culto che commette questo REATO (e mi permetta di evidenziare la parola reato) niente&#160;di meno che il carcere?</p>
<p>E questo, secondo lei, rappresenterebbe solo il diritto di esprimere le proprie opinioni, anzi ci dice che rappresenta il suo diritto di aver &quot;voglia di far politica direttamente, se vuole &quot;&#8230; be&#39; devo proprio aver capito male&#8230; la voglia della chiesa cattolica di fare politica direttamente sarebbe lecita? E il nostro Stato costituzionalmente laico, dove c&#39;è libera chiesa in libero stato, dove è andato a finire? Non ci sono più gli accordi fra Italia e Stato del Vaticano che definiscono le competenze di ognuno?</p>
<p>Allora, se tanto mi dà tanto, sarebbe lecito che (ad esempio) il sindaco Veltroni sconsigli ai romani di andare a messa in una certa&#160;parrocchia, perché lì c&#39;è un prete con simpatie per il centrodestra, che ogni tanto critica il suo operato. Sarebbe ingerenza, questa secondo lei?</p>
<p>Se la chiesa ha voglia di fare politica scenda dal suo piedistallo morale, fondi un bel partito (&quot;Democrazia Cattolica&quot; sarebbe un bel nome) e operi alla luce del giorno, sporcandosi le mani, facendo dibattiti e proponendo programmi economici. La politica non è fare monologhi assolutistici, teletrasmessi in pompa magna ventiquattr&#39;ore su ventiquattro, in cui si ha la pretesa di far parlare il rappresentante di dio in terra.</p>
<p>E qui siamo al punto più doloroso, perché, francamente, nonostante sia qui a scriverle, non mi meraviglia per nulla il fatto che lei non veda questa enorme ingerenza. Non mi meraviglia perchè basta pensare alla sua gestione della RAI negli anni passati; quegli anni in cui è continuata indisturbata la bruttissima abitudine di assecondare ogni voglia delle gerarchie vaticane di apparire in TV. Praticamente in tutti i programmi c&#39;è stata (come c&#39;è stata sempre, prima e dopo la sua gestione) la presenza assidua di prelati, che hanno riportato il punto di vista del Vaticano su ogni argomento di cui si sia parlato nel piccolo schermo. Si è mai chiesta quante volte è stata data la stessa possibilità ai rappresentanti laici di altre associazioni come l&#39;ARCI, o l&#39;UAAR di controbattere l&#39;opinione porporata?</p>
<p>In quanto al presunto &quot;discinto trend&quot; della tv pubblica,devo purtroppo farle notare che non bastano un paio di programmi in cui si vedono le grazie delle veline, per testimoniare che la TV è laica, quando, nel frattempo, programmi &quot;scientifici&quot; e &quot;storici&quot; hanno l&#39;impudenza di affermare che a Beziers nel XIII secolo non c&#39;è stato nessun crimine dell&#39;Inquisizione.</p>
<p>Concludo dicendo che nessuno vuole impedire alla chiesa (che dorma sonni tranquilli&#8230;) di esprimere la sua opinione su certi temi&#8230; ma questo va fatto rispettando le leggi!</p>
<p>Così come non si può insultare il presidente del consiglio per strada (pena delle multe salate), allo stesso modo non dovrebbe essere possibile chiamare assassina una madre che sceglie, per gravissimi motivi, di rinunciare ad un figlio; oppure di paragonare i medici abortisti ai gerachi nazisti. Invece questo è proprio quello che accade quotidianamente nella tv pubblica, che a suo giudizio è senza ingerenze.</p>
<p>Distinti saluti</p>
<p>Alessandro Chiometti<br />Presidente dell&#39;Associazione Culturale Civiltà Laica<br /><a href="../../../../">www.civiltalaica.it</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/non-ce-ingerenza-risposta-a-lucia-annunziata/">Non c&#8217;è ingerenza? (risposta a Lucia Annunziata)</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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