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	<title>leonardo di caprio Archivi - Associazione Culturale Civiltà Laica</title>
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	<description>Per un movimento culturale volto a difendere la Laicità dello Stato.</description>
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		<title>Don&#8217;t look up! (Ma neanche in basso, e neanche di lato. Tenete gli occhi chiusi che è meglio)</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/dontlookup/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Jan 2022 15:31:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>A nostro parere ci sono film che inevitabilmente devono avere due giudizi separati, uno per la qualità artistica del film (recitazione, fotografia, montaggio, trama etc.) e uno per l&#8217;importanza socio-politica o storico-documentaristica del film stesso. E spesso i giudizi sui due aspetti del film possono essere molto discordanti. Ad esempio: se &#8220;Il nemico alle porte&#8221; [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/dontlookup/">Don&#8217;t look up! (Ma neanche in basso, e neanche di lato. Tenete gli occhi chiusi che è meglio)</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2022/01/dlup.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-22271" src="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2022/01/dlup.jpg" alt="" width="660" height="368" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2022/01/dlup.jpg 660w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2022/01/dlup-300x167.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2022/01/dlup-280x156.jpg 280w" sizes="(max-width: 660px) 100vw, 660px" /></a></p>
<p>A nostro parere ci sono film che inevitabilmente devono avere due giudizi separati, uno per la qualità artistica del film (recitazione, fotografia, montaggio, trama etc.) e uno per l&#8217;importanza socio-politica o storico-documentaristica del film stesso. E spesso i giudizi sui due aspetti del film possono essere molto discordanti.</p>
<p>Ad esempio: se &#8220;Il nemico alle porte&#8221; sulla battaglia di Stalingrado è senz&#8217;altro un film straordinario dal punto di vista artistico è comprensibile che il giudizio degli storici in genere sia abbastanza negativo. Viceversa se artisticamente è un completo disastro &#8220;I banchieri di Dio&#8221; di Giuseppe Ferrara, è sicuramente apprezzabile lo sforzo fatto per ricostruire la vicenda intricatissima del &#8220;Caso Calvi&#8221;.</p>
<p>&#8220;<b>Don&#8217;t look up</b>&#8221; di Adam McKey è senz&#8217;altro uno dei titoli in cui è necessario dare due giudizi distinti.</p>
<p><b>Per quel che riguarda il messaggio socio-politico il giudizio non può che essere 10/10 decimi.</b><br />
<b>Leonardo Di Caprio</b>, impegnatissimo nelle battaglie ambientali dai tempi di Al Gore (forse l&#8217;unico presidente degli stati uniti di cui rimpiangiamo la mancata elezione), dopo aver realizzato un ultimo disperato appello con il documentario &#8220;<b>Before The Flood</b>&#8221; nel 2016 sul disastro che stiamo combinando su questi pianeta e di cui l&#8217;epidemia della Covid-19 è solo uno dei tanti prezzi che pagheremo o che abbiamo già pagato, ha deciso evidentemente che il tempo per preoccuparsi è finito e che tanto vale prenderla a ridere vista la totale impermeabilità della politica ai dati scientifici sempre più concordanti e preoccupanti.<br />
Quindi, insieme al regista (già autore di film importanti come <b>Vice &#8211; l&#8217;uomo nell&#8217;ombra</b>) realizzano questo film usando come metafora il meteorite  che spazzerà via il genere umano (il classico <em>armageddon</em> così tanto amato ad Hollywood). Il resto, alla faccia di chi dice <b>&#8220;il film è troppo surreale e grottesco</b>&#8221; è invece fin troppo realistico. Dal presidente degli Stati Uniti impersonato da <b>Marylyn Streep</b> aka Janie Orlean che per quanto si sforzi non riesce ad essere ridicola e impresentabile come Donald Trump dal vero, a suo figlio Jason (interpretato da <b>Jonah Hill</b>) non certo sveglio ma comunque due passi avanti rispetto ai rampolli di casa Bush, alla divina <b>Cate Blanchett<br />
<a href="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2022/01/blanchett-up.jpg"><img decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-22269" src="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2022/01/blanchett-up-746x1024.jpg" alt="" width="746" height="1024" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2022/01/blanchett-up-746x1024.jpg 746w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2022/01/blanchett-up-219x300.jpg 219w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2022/01/blanchett-up-768x1054.jpg 768w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2022/01/blanchett-up-117x160.jpg 117w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2022/01/blanchett-up.jpg 993w" sizes="(max-width: 746px) 100vw, 746px" /></a><br />
</b>(qui di una bellezza che oscura la sua stessa Lady Galadriel) aka Brie Evantee giornalista della tv che ci ricorda tanto la &#8220;<strong>Donna Alfa</strong>&#8221; da noi creata per il racconto &#8220;Dimenticare Aureliano&#8221; contenuto in &#8220;<a href="https://www.amazon.it/Frequenti-improbabilit%C3%A0-Alessandro-Chiometti/dp/8885798071/">Frequenti Improbabilità</a>&#8221; (sì, questa è auto-promozione, tanto il mondo sta per finire quindi presto risponderemo di questo peccato &#8220;<em>a una giustizia più alta di quella dell&#8217;uomo</em>&#8221; cit.), fino al perfido viscido e cattivissimo lobbysta Peter Isherwell (<b>Mark Rylance</b>) che è la somma di tutti i <strong>PoteriForti<img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/2122.png" alt="™" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></strong> del mondo convinti che i loro algoritmi abbiano sempre e comunque le risposte esatte.</p>
<p>Poi ovviamente ci sono <b>Jennifer Lawrence</b> e <b>Leonardo Di Caprio</b> che sono i protagonisti principali, rispettivamente la Dr.ssa Kate Dibianski che scopre la cometa che sta cadendo dritta sulla terra e il suo responsabile del  centro di ricerca astronomico Dr. Randall Mindy. Insieme andranno in tv ad annunciare la catastrofe incombente ma la Dibianski non sopporterà le risatine e le battute dei giornalisti (tra cui Brie) e in una crisi di nervi urlerà: &#8220;stiamo per morire tutti lo avete capito oppure no?&#8221;. Per questo sarà estromessa dalla gestione della vicenda e &#8220;massacrata&#8221; sui social con decine e decine di <i>meme</i> offensivi. Il Dr Mindy, grazie alla sua pacatezza e diplomazia, diventerà dapprima il nuovo sex symbol della tv e poi il volto di cui fidarsi nell&#8217;emergenza. Ottenebrato e confuso dalla improvvisa fama e notorietà (nonché dalla relazione con la giornalista Brie Evantee) si troverà suo malgrado ad essere complice delle scelte insensate del governo che faranno fallire le poche possibilità residue dell&#8217;umanità.</p>
<p>Lo spaccato è quindi una denuncia fin troppo realista e verosimile della crisi ambientale contemporanea, e non ci riferiamo certo alla sciocchezza della Covid ma alla <a href="https://www.wired.it/scienza/ecologia/2019/02/02/sesta-estinzione-massa-perche-preoccuparci/">Sesta Estinzione di Massa</a> che il pianeta ormai sta vivendo da decenni. Si ride per non piangere quindi, ma solo gli sciocchi rideranno e basta vedendolo. I più sciocchi, quelli senza ironia e soprattutto auto-ironia invece diranno anche che il film non fa ridere.</p>
<p>E quindi veniamo al punto di vista artistico, ovvero &#8220;Don&#8217;t Look Up!&#8221; giudicato come film; beh, non possiamo che dire&#8230; <b>10/10 decimi con lode. </b>(Sì anche a noi piace essere ironici, o quanto meno ci proviamo!)</p>
<p>Il regista e gli attori compiono l&#8217;impresa di realizzare un film pressoché perfetto; personaggi, tempi di battuta, drammaticità, effetti speciali, interpretazioni&#8230; tutto miscelato perfettamente in un film che fa ridere (amaramente), sorridere dolcemente e commuoversi in un finale epico, inevitabilmente drammatico e significativo.</p>
<p>Due colpi di genio da non spoilerare ma che comunque segnaliamo sono: ciò che viene svelato dare il titolo al film e il finale dopo i titoli di coda (annunciato per chi sa cogliere i dettagli ma comunque fantastico).</p>
<p>Abbiamo invece letto per la maggior parte giudizi di vari opinionisti (più o meno presentabili), soprattutto sulla stampa americana e inglese, totalmente negativi. Che dire? Al di là del ribadire l&#8217;ovvietà sulla legittimità dei gusti personali, possiamo solo aggiungere che non c&#8217;era da aspettarsi molto di diverso da chi da decenni è complice, o semplicemente partecipe, di un sistema atto a disinformare sistematicamente su tutto ciò che riguarda il <b>riscaldamento globale a causa dell&#8217;attività umana</b>.</p>
<p>Del resto il motto di Upton Sinclair è sempre valido, oggi più che mai: &#8220;<i>non c&#8217;è niente di più difficile di far capire qualcosa a colui il cui stipendio dipende dal non capirla</i>&#8220;.</p>
<p><b>Alessandro Chiometti</b></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-scaled.jpg"><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-16678" src="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-277x300.jpg" alt="" width="277" height="300" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-277x300.jpg 277w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-945x1024.jpg 945w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-768x832.jpg 768w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-1418x1536.jpg 1418w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-1890x2048.jpg 1890w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-148x160.jpg 148w" sizes="(max-width: 277px) 100vw, 277px" /></a></p>
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		<title>C&#8217;era una volta Hollywood&#8230; e un futuro passato</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/ceraunavoltahollywood/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Sep 2019 13:23:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>[voto: 7.7/10] [attenzione spoiler] Quentin Tarantino ormai è una leggenda vivente. Dopo Stanley Kubrick non ci ricordiamo altri registi il cui nome poteva trascinare folle di persone nella sala cinematografica a prescindere dagli attori, dal genere di film e dalle recensioni. È &#8220;solo&#8221; il suo nono film, non considerando ovviamente l&#8217;episodio di Four Rooms da [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><b>[voto: 7.7/10]<br />
</b></p>
<p><b>[attenzione spoiler]</b></p>
<p><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/index.php/ceraunavoltahollywood.html/tarantino-holliwood1" rel="attachment wp-att-16342"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-16342" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2019/09/tarantino-holliwood1.jpg" alt="" width="400" height="598" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2019/09/tarantino-holliwood1.jpg 400w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2019/09/tarantino-holliwood1-201x300.jpg 201w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2019/09/tarantino-holliwood1-107x160.jpg 107w" sizes="auto, (max-width: 400px) 100vw, 400px" /></a></p>
<p>Quentin Tarantino ormai è una leggenda vivente. Dopo Stanley Kubrick non ci ricordiamo altri registi il cui nome poteva trascinare folle di persone nella sala cinematografica a prescindere dagli attori, dal genere di film e dalle recensioni.</p>
<p>È &#8220;solo&#8221; il suo nono film, non considerando ovviamente l&#8217;episodio di Four Rooms da lui diretto e considerando Kill Bill I e II come un unico film. Ecco, forse possiamo proprio mettere il doppio film girato con la sua musa più famosa, Uma Thurman, come uno spartiacque della sua carriera. Prima di allora era considerato un grandissimo regista di genere ma snobbato da chi va al cinema solo per &#8220;roba seria&#8221;, come si suol dire.</p>
<p>Dopo Kill Bill invece il nome del regista è un richiamo sufficiente per far correre in sala qualunque cinefilo del pianeta.</p>
<p>Bravissimo nel rilanciare attori considerati a fine corsa (John Travolta, Bruce Willis, Kurt Russel), eccezionale nel valorizzare attori emergenti (Tim Roth, Steve Buscemi, Cristoph Waltz), strepitoso quando ha attori all&#8217;apice della carriera (Brad Pitt, Jamie Foxx e Leonardo Di Caprio, ma anche De Niro, Keitel, Fassbender), capace di valorizzare le attrici donne in ruoli che resteranno fra i migliori della loro carriera (Uma Thurman per l&#8217;appunto, ma anche Pam Grier, Daryl Hannah, Jennifer Jason Leigh) e, infine, capace di creare un suo staff di attori feticcio che interpretano perfettamente qualunque ruolo gli venga richiesto (Samuel L. Jackson, Michael Madsen, Bruce Dern).</p>
<p>Insomma Quentin Tarantino con i suoi 56 anni e nove film è forse il regista che rappresenta meglio di chiunque altro la parola &#8220;cinema&#8221; nelle sue mille sfaccettature.</p>
<p>Che non ce ne vogliano i tanti maestri del genere; forse in termini &#8220;tecnici&#8221; sono più bravi di lui (pensiamo a Scorsese, De Palma, Inarritu, Darembont, Amenabar, Scott); è una nostra impressione. Forse, pensandoci sopra, l&#8217;unico che può competere con lui nel rappresentare il &#8220;cinema&#8221; è Steven Spielberg, ma consentiteci di dirlo: questo è troppo <i>american style</i> per rappresentare tutto il cinema.</p>
<p>Insomma l&#8217;avrete capito, siamo tarantiniani fino al midollo e abbiamo avuto la fortuna di vedere il suo evolversi fin dal <i>Le iene</i> che arrivò in sala in Italia solo nei cinema <i>d&#8217;essai</i> come un ufo; vietato e apprezzato solo da coloro che non disdegnavano la presenza di scene molto crude (era la versione in cui veniva ancora mostrato integralmente il taglio dell&#8217;orecchio del poliziotto ostaggio da parte di Michael Madsen aka Mister Blond al ritmo di <i>Stuck in the middle with you</i>).</p>
<p><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/index.php/ceraunavoltahollywood.html/mdesn-iene-orecchio" rel="attachment wp-att-16343"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft  wp-image-16343" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2019/09/mdesn-iene-orecchio.jpg" alt="" width="521" height="221" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2019/09/mdesn-iene-orecchio.jpg 1916w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2019/09/mdesn-iene-orecchio-300x127.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2019/09/mdesn-iene-orecchio-768x325.jpg 768w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2019/09/mdesn-iene-orecchio-1024x434.jpg 1024w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2019/09/mdesn-iene-orecchio-280x119.jpg 280w" sizes="auto, (max-width: 521px) 100vw, 521px" /></a></p>
<p>Degli otto film di Tarantino ne abbiamo adorati sei, a cui assegniamo voti non inferiori all&#8217;eccellente. Uno proprio non lo abbiamo digerito (<i>Grindhouse</i>) e di un altro proprio non riusciamo a trovare un significato che renda apprezzabile il film. Parliamo di <i>Bastardi senza gloria. </i></p>
<p>L&#8217;unico senso che riusciamo a darli è che sia solo uno sfogo si Tarantino che vorrebbe vendicarsi dei nazisti e di Hitler in particolare, cosa che non ha potuto fare dal vero perché troppo giovane. Inserire una <i>fake history</i> in un film che parla della seconda guerra mondiale non ci è mai piaciuto.</p>
<p>Tutta questa premessa per condividere un minimo dei nostri pensieri su Quentin Tarantino, perché che piaccia oppure no, una sua pellicola non è mai un film qualunque di cui si può parlare <i>en passant. </i></p>
<p><i>C&#8217;era una volta a&#8230; Hollywood </i>mette alla prova sia i fan sia i critici del regista. Quando sul finale abbiamo capito che il regista stava inserendo un altra fake history nella trama, il film che fino ad allora avevamo apprezzato ha cominciato a perdere punti. Siamo infine usciti interdetti dalla sala e ci abbiamo rimuginato sopra una settimana. Poi l&#8217;abbiamo rivisto e finalmente metabolizzato. A differenza di <i>Bastardi senza gloria </i>ii film ci piace ed è all&#8217;altezza del mito tarantiniano.</p>
<p>La trama del film, a differenza dello stile pulp che ci ha fatto scoprire ed amare il regista del Tennessee, non ha una trama complicata. Anzi, è molto semplice e lineare e, a parte alcuni flashback di pochi secondi, segue una linea temporale unica.</p>
<p>Loenardo Di Caprio aka Riff Dalton è un attore abbastanza famoso e Brad Pitt aka Cliff Booth è la sua controfigura. Ma Cliff è anche un amico fidato che lo segue facendogli sia da autista che da factotum. Cliff è un tipo molto tosto (se ne accorge anche un certo Bruce Lee), eroe di guerra ma con brutte voci sul suo passato.</p>
<p>Rick Dalton vive in Cielo Drive ed ha come vicini di casa Roman Polanski e sua moglie Sharon Tate, entrambi lanciatissimi verso una carriera eccezionale. Dalton invece dopo molti film è passato alla Tv e ormai si sta specializzando in ruoli <i>villain;</i> segno, gli dice Al Pacino aka Martin Scwarze di una carriera in discesa. &#8220;Ci manca solo che ti fai picchiare da Batman&#8221; gli dice, consigliandogli di andare in Italia a girare dei spaghetti western con Sergio Corbucci.</p>
<p>Quello che capita da qui in avanti è il mescolarsi dei personaggi &#8220;finti&#8221; creati da Tarantino con quelli veri. Margot Robbie aka Sharon Tate che passeggia per Hollywood entrando nei cinema a vedere le reazioni degli spettatori alla sua interpretazione, Cliff che entra a contatto con la comunità di Charles Manson dopo aver dato un passaggio ad una hippie seducente quanto minorenne e sprovveduta, Steve Mc Queen (interpretato da Damian Lewis) che commenta i pettegolezzi su Sharon e Roman uniti in un triangolo quasi equivoco con l&#8217;ex di lei Jay Sebring (aka Emile Hirsch).</p>
<p><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/index.php/ceraunavoltahollywood.html/tate-robbie" rel="attachment wp-att-16344"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft  wp-image-16344" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2019/09/tate-robbie.jpg" alt="" width="560" height="374" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2019/09/tate-robbie.jpg 1200w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2019/09/tate-robbie-300x200.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2019/09/tate-robbie-768x512.jpg 768w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2019/09/tate-robbie-1024x683.jpg 1024w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2019/09/tate-robbie-240x160.jpg 240w" sizes="auto, (max-width: 560px) 100vw, 560px" /></a></p>
<p>Il tutto è unito in un plot semplice e denso di suggestioni imperdibile per chiunque abbia solo sentito parlare della Hollywood di quegli anni. Era il 1969, a ridosso della Summer of love, il moneto in cui tutto sembrava possibile. Nell&#8217;accezione positiva del termine.</p>
<p>Evitiamo di parlare della bravura di Di Caprio, Brad Pitt e del resto del cast perché è pleonastico, evitiamo di sottolineare ogni omaggio del regista perché ci vorrebbe un enciclopedia per sviscerarli tutti; primo fra tutti quello del doppio esemplificato dal rapporto attore-controfigura (ma non solo da questo) come ha analizzato alla perfezione <a href="http://ternihorrorfest.it/cristiana-astori/">Cristiana Astori</a> nell&#8217;ultimo numero di Nocturno. Vi spieghiamo solo perché questo film, a differenza di Bastardi senza gloria ci è piaciuto.</p>
<p>Il film di Tarantino inserisce nel finale la fake history: la sera del 8 agosto 1969 gli allucinati seguaci di Manson stanno per entrare a casa Polanski (<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Eccidio_di_Cielo_Drive"> ci auguriamo che chiunque appassionato di cinema sappia cos&#8217;è successo nella realtà</a>) ma Rick Dalton attirato dal rumore della loro macchina, esce di casa ubriaco e con il suo cocktail in mano. Li insulta e li caccia minacciando di farli arrestare quindi, una volta allontanatesi gli allucinati membri della <i>family</i> decidono di cambiar casa e far visita all&#8217;attore appena rientrato a Cielo Drive dai suoi successi in Italia.</p>
<p>Purtroppo per loro, e per fortuna del mondo alternativo che lancia Tarantino, all&#8217;interno trovano anche un Cliff Both con la sua Brandy, una femmina di pit bull addestratissima che li accolgono massacrandoli e uccidendoli tutti e tre in un modo che inevitabilmente omaggia anche Profondo Rosso di Dario Argento. Nel finale del crescendo tarantiniano Dalton tira fuori addirittura un lanciafiamme (souvenir di un film di anni prima, ma perfettamente funzionante) per concludere il massacro dei tre.</p>
<p>Cliff viene portato via in ambulanza, è stato ferito e mentre Dalton lo saluta Sebring dal cancello di casa Polanski gli chiede che cosa sia successo. Mentre parlano Sharon Tate dal citofono invita Dalton a salire a casa sua; l&#8217;abbraccio dei due attori che interpretano i due attori (una realmente esistita l&#8217;altro inventato da Tarantino) chiude il film con Hollywood sullo sfondo.</p>
<p>Ci piace. Forse un po&#8217; infantile e un po&#8217; troppo nostalgico, ma inevitabilmente il senso di questo film non è soltanto lo sfogo di Tarantino che vorrebbe far a pezzi quei bastardi , ma un senso di rammarico per un tempo in cui sicuramente tutto aveva una dimensione più umana.</p>
<p>In cui si poteva camminare per L.A. incontrando star di Hollywood e in cui un attore poteva entrare in un cinema senza scorta.</p>
<p>E&#8217; stato l&#8217;assassinio della Tate a far cambiare tutto? Non lo sappiamo, ma inevitabilmente il confronto del futuro che era promesso (dal cinema e dalla società) nel 1969 con quello che ci viene proposto oggi è negativo.</p>
<p>Il film di Tarantino insomma è un&#8217;occasione per riflettere sul perché il futuro di macchine volanti, robot, e benessere globale che sognavamo allora si è trasformato in un incubo in cui, se va bene, dovremo sopravvivere alla sesta estinzione di massa che sta avvenendo sul pianeta Terra.</p>
<p>Forse è un caso ma val la pena sottolineare che C&#8217;era una volta a&#8230; Hollywood esce nei giorni in cui milioni di ragazzi scendono in piazza reclamando il diritto ad avere un futuro su questo pianeta. E allora, forse non il punto da analizzare del film di Tarantino non è tanto &#8220;<i>what if</i>&#8220;, cioè cosa sarebbe successo se qualcuno avesse fermato per tempo quei maledetti bastardi; ma &#8220;<i>why?&#8221;</i> il futuro non sia più quello di una volta.</p>
<p><b>J. Mnemonic</b></p>
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		<title>L’imprevedibilità alla fine della resilienza</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/limprevedibilita-alla-fine-della-resilienza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Apr 2018 12:36:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[filosofia e scienza]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro chiometti]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente. clima. cambiamento climatico]]></category>
		<category><![CDATA[before the flood]]></category>
		<category><![CDATA[leonardo di caprio]]></category>
		<category><![CDATA[punto di non ritorno]]></category>
		<category><![CDATA[sabbie bituminose]]></category>
		<category><![CDATA[soluzioni tampone]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Finalmente, dopo molto tempo siamo riusciti a vedere il documentario di Fisher Stevens “Before The flood” (Punto di non ritorno). Leonardo Di Caprio su incarico dell’Onu ha girato per due anni per il pianeta raccogliendo le prove per mostrare a tutti gli effetti già presenti del cambiamento climatico. Piccolo inciso: l’abbiamo visto su You Tube [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/index.php/limprevedibilita-alla-fine-della-resilienza.html/duplex-2" rel="attachment wp-att-15008"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-15008" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2018/04/duplex-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2018/04/duplex-300x200.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2018/04/duplex-241x160.jpg 241w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2018/04/duplex.jpg 720w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
<p>Finalmente, dopo molto tempo siamo riusciti a vedere il documentario di Fisher Stevens “<a href="https://www.youtube.com/watch?v=_C4Rd8g1Iwg&amp;t=18s">Before The flood” (<em>Punto di non ritorno)</em></a>. Leonardo Di Caprio su incarico dell’Onu ha girato per due anni per il pianeta raccogliendo le prove per mostrare a tutti gli effetti già presenti del cambiamento climatico.</p>
<p>Piccolo inciso: l’abbiamo visto su You Tube perché in Italia il film è introvabile attraverso i comuni canali (nonostante le ripetute richieste al National Geographic che nel 2016 l’ha mandato una sola volta sul suo canale Sky).  Non è in commercio nella versione italiana, non è stato distribuito al cinema e per di più in nessuna delle versione straniere reperibili on line ci sono sottotitoli in Italiano. Complotto? <em>Transeat.</em></p>
<p>Leonardo Di  Caprio mostra quello che sta succedendo al pianeta senza usare mezzi termini, la scomparsa  nel circolo polare artico di uno strato di ghiaccio misurabile in decine di metri; Miami Beach che ha dovuto alzare di due metri le strade perché ormai le inondazioni sono all’ordine del giorno anche quando non piove da settimane, con il sindaco disperato che deve fronteggiare anche il negazionismo climatico del governatore della Florida; i fiumi indiani che hanno divorato chilometri e chilometri di terre fertili; la già avvenuta scomparsa della barriera corallina a causa dell’acidificazione degli oceani.</p>
<p>Inoltre mostra senza pietà la connessione fra i negazionisti delle ragioni antropiche del cambiamento climatico (non c’è più quasi nessuno che si dichiara negazionista del cambiamento climatico <em>tout court</em>)  e le grandi compagnie petrolifere.</p>
<p>Basterà far vedere questo documentario per far capire al popolo la necessità dei drastici provvedimenti che dovranno essere presi a breve e che cambieranno le nostre vite? Probabilmente no, ma comunque questi dovranno pur essere presi. Parliamo del divieto di produzione di nuovi motori a scoppio, il divieto dell’uso dei mezzi privati se non per evidente necessità, l’aumento vertiginoso dei prezzi di aerei e traghetti.</p>
<p>Se le nostre vite non saranno modificate in tal senso, dovranno cambiare comunque e dovremo fare i conti con 400 milioni di profughi climatici dal sudest asiatico (le poche centinaia di migliaia dal Nord Africa di oggi vi mettono in difficoltà per caso?) e temperature del Mediterraneo come quelle del Sahara.</p>
<p>Ad ogni modo, perché molte persone occidentali non si riescono a convincere della necessità di cambiare stile di vita? Una delle cause a nostro avviso è da ricercare nel fatto che non siamo abituati a ragionare in base alla variabilità imprevedibile dei sistemi complessi, in cui è praticamente impossibile prevedere con precisione quali conseguenze avranno variazioni anche piccole al di fuori del campo di resilienza di un sistema.</p>
<p>Facciamo un esempio che magari riuscirà a penetrare l’indifferenza di qualche “incerto”.</p>
<p>Le Soluzioni Tampone sono dei sistemi non certo complessi come il pianeta Terra ma possono servire al nostro scopo.</p>
<p>Dando per scontato che chi legge sappia che il pH di una soluzione acquosa misura il suo grado di acidità (pH = 0 molto acido, pH = 14 molto basico) e che questo varia quando alla soluzione aggiungo acidi o basi,  sappiate che esistono in natura dei sistemi salini che possono contenere le variazioni di pH di fronte a queste aggiunte. Un classico esempio è il sistema tampone dell’acetato che può tamponare le variazioni di pH comprese fra i valori 3.75 e 5.75.</p>
<p><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/index.php/limprevedibilita-alla-fine-della-resilienza.html/tampone" rel="attachment wp-att-15007"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-15007" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2018/04/tampone-300x154.jpg" alt="" width="300" height="154" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2018/04/tampone-300x154.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2018/04/tampone-280x144.jpg 280w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2018/04/tampone.jpg 674w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
<p>Graficamente parlando quest’immagine mostra come varia di poco il pH di una soluzione acquosa di acetato di fronte all’aggiunta di una base forte come l’NaOH.</p>
<p>Quello che è interessante vedere è che quando finisce il potere tampone dell’acetato la variazione non segue più la pendenza avuta fino a quel momento ma ha una rapida impennata.</p>
<p>Ecco, noi dovremmo cominciare ad immaginare il nostro pianeta (e per inciso anche i nostri corpi e i biosistemi dove viviamo) un insieme molto complesso di sistemi “tamponi” volti a mantenere i valori delle varie componenti che influenzano la vita (temperatura, umidità, pH, radiazioni, concentrazioni inquinanti, etc)  in un certo range dove per l’appunto la vita è permessa.</p>
<p>In quel range le piccole variazioni sono riassorbite, smaltite e il sistema ripristinato. Ovvero per usare una parola di moda oggi, il sistema è resiliente. Al di fuori di quel range c’è la rottura del sistema.</p>
<p>Quando i valori di uno o più parametri andranno “fuori” di quel range è impossibile prevedere con esattezza cosa potrebbe succedere, si potrebbe arrivare anche a un punto dove il “<em>butterfly effect</em><sup>”[1]</sup> diventi una realtà.</p>
<p>Ovvero, in sintesi, il mancato rispetto degli accordi Cop21 di Parigi che vorrebbero mantenere l’anomalia termica entro i 2.0 °C mostra degli scenari già di per se abbastanza inquietanti. Ma non è detto che siano quelli realistici, perché le cose potrebbero anche andar peggio (“potrebbe piovere”, come direbbe il fido Igor assistente di Frankenstein Jr.)</p>
<p>E qualcuno, perennemente ottimista, dirà: “ma potrebbero anche andar meglio però!”.</p>
<p>Su questo punto, invece di fare una lunga serie noiosa di considerazioni sul perché è difficile che vadano meglio, vogliamo chiudere tonando a “Before the flood”.  Leonardo di Caprio sale sull’elicottero e comincia a sorvolare la foresta boreale al confine fra Usa e Canada. La bellezza degli abeti infiniti toglie il fiato per qualche secondo ma poi improvvisamente finisce, lasciando spazio ad un infinito panorama marrone con sfumature di nero petrolio, colonne di vapori acquei che si alzano, tir solitari che l’attraversano fino a dove l’occhio si perde.</p>
<p>“Siamo a Mordor?” chiede Di Caprio.  No, siamo nel punto dove qualcuna delle “grandi sorelle” ha deciso di distruggere la foresta boreale per pompare vari gas nel sottosuolo e far affiorare le cosiddette “sabbie bituminose” dalle quali con varie estrazioni e purificazioni si otterranno i vari combustibili per trasporti e riscaldamenti.</p>
<p>Questi nuovi e geniali processi (se su “geniali” non avete colto l’ironia avete qualche problema) hanno contribuito a tener basso il prezzo del barile e a non far avverare le previsioni di Rifkin che prevedeva la fine del petrolio in poco tempo.</p>
<p>Sintetizzando, per consentire ai proprietari di Suv (scusate se parliamo di voi ma continuiamo a ad essere convinti che fra le 127 dei nostri padri e i mostri che girano oggi dovevamo fermarci in un’opportuna via di mezzo) di non spendere troppo in benzina o diesel per parcheggiare sopra i marciapiedi del centro urbano, abbiamo deciso di cancellare una foresta boreale.</p>
<p>Di fronte a questo sperare nella botta di culo cosmica pur di arrivare in centro puntuali all’ora del campari non possiamo che chiederci: siamo deficienti o no?</p>
<p><strong>Alessandro Chiometti</strong></p>
<p>[1] <em>La nota teoria  per cui un battito d&#8217;ali di una farfalla crea un uragano a Singapore e viceversa. Teoria non plausibile proprio perché i &#8220;sistemi complessi&#8221; del pianeta annullano quasi tutte le piccole variazioni, fino per l&#8217;appunto alla fine del potere resiliente dei sistemi stessi. Al di là delle estrapolazioni usate per rendere l&#8217;idea, il concetto, anche piuttosto semplice da capire, è che dovremmo essere molto più coscienti ed informati su quello che sta succedendo al pianeta Terra.</em></p>
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		<title>The revenant</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/the-revenant/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Jan 2016 19:57:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[j mnemonic]]></category>
		<category><![CDATA[leonardo di caprio]]></category>
		<category><![CDATA[oscar]]></category>
		<category><![CDATA[the revenant]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; &#160; &#160; [attenzione: spoiler inside] Voto: 7.1/10 Cominciamo a rispondere alla domanda che questo film porta con se fin da prima della sua uscita. Sarà il film che farà vincere l’oscar a Leonardo Di Caprio? Sì. Secondo noi sì, non fosse altro per mantenere l’abitudine che i migliori del cinema vincono l’Oscar con [&#8230;]</p>
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<p><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/index.php/the-revenant.html/img_0143_new" rel="attachment wp-att-13417"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-13417" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2016/01/IMG_0143_NEW-1024x577.jpg" alt="IMG_0143_NEW" width="884" height="498" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2016/01/IMG_0143_NEW-1024x577.jpg 1024w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2016/01/IMG_0143_NEW-300x169.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2016/01/IMG_0143_NEW-768x433.jpg 768w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2016/01/IMG_0143_NEW-280x158.jpg 280w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2016/01/IMG_0143_NEW.jpg 1155w" sizes="auto, (max-width: 884px) 100vw, 884px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>[attenzione: spoiler inside]</p>
<p>Voto: 7.1/10</p>
<p>Cominciamo a rispondere alla domanda che questo film porta con se fin da prima della sua uscita. Sarà il film che farà vincere l’oscar a Leonardo Di Caprio?<br />
Sì. Secondo noi sì, non fosse altro per mantenere l’abitudine che i migliori del cinema vincono l’Oscar con il loro film peggiore.<br />
Come non è vero? Con che film hanno vinto l’oscar i fratelli Coen? “Non è un paese per vecchi”, appunto lo vogliamo paragonare a “Fargo” o a “Il grande Lebowski”? Non siete convinti? Allora, con che cosa ha vinto l’oscar Martin Scorsese? “The Departed” non paragonabile con i capolavori come: “Casinò”, “Quei bravi ragazzi” o “Toro Scatenato”. Ancora non vi basta? Quentin Tarantino con che cosa ha vinto l’oscar? Ah già&#8230; Tarantino non ha vinto l’oscar, ma la volta che c’è andato più vicino è stato con la sua unica boiata “Bastardi senza gloria”. Quindi tutto torna.<br />
Detto questo “The Revenant” non è un film brutto, tutt’altro. Il problema è che nel confronto con gli ultimi film di Leonardo Di Caprio (“Shutter island”, “Il grande Gatsby”, “The wolf of Wall Street” per i quali avrebbe dovuto ricevere un Oscar ciascuno come migliore attore) questo è senz&#8217;altro il classico vaso di coccio in mezzo a tanti vasi di ferro.<br />
I punti di forza del film sono, ovviamente, la fotografia e la regia. Ma anche le ottime interpretazioni (oltre a Di Caprio vogliamo sottolineare quella di Domhall Gleeson nei panni del capitano Henry) e il fatto di non cadere nella tentazione hollywoodiana di dividere i personaggi in buoni e cattivi.<br />
Il punto debole del film è uno solo, ma a nostro giudizio pesantissimo, ovvero la credibilità.<br />
Alejandro Gonzales Inarritu che è riuscito a rendere credibile anche la trama di “Birdman” stavolta si fa prendere un po’ troppo la mano, il risultato è che è inevitabile pensare a un certo punto del film al ritornello di una mitica canzone di Elio e le storie tese che dice “<em>mio cugino mi ha detto che una volta è morto</em>…”<br />
Insomma, la leggenda di Hugh Glass merita rispetto, l’esploratore fu abbandonato senza armi ne’ viveri dai suoi compagni dopo che aveva avuto un incontro ravvicinato con un grizzly e tutti i suoi commilitoni lo giudicarono senza speranza. Lui per tutta risposta si rimise in piedi e da solo percorse i 320 km che lo separavano dal forte. Ritrovati i compagni della spedizione che lo avevano abbandonato decise di non vendicarsi anche perché uccidere un soldato avrebbe comunque significato passare dei guai.<br />
Questa la storia riportata dalla wiki inglese molto più semplice di quella raccontata da Inarritu che semplicemente è incredibile. Ma non nel senso positivo dello stupore quanto in quello negativo del non credibile.<br />
Va bene romanzare la vicenda aggiungendo il fatto che il soldato Fitzgerald che avrebbe dovuto assistere Glass dopo l’incontro con il grizzly mentre il resto del plotone tornava al forte, oltre ad abbandonarlo e a rubargli le armi uccida anche un suo figlio mezzosangue indiano. Va bene colorire un po’ la vicenda con sciamani che praticano cure miracolose. Ma è onestamente difficile accettare il fatto che Glass (ovviamente interpretato da Leonardo Di Caprio) passi nel giro di poco tempo dallo strisciare per terra a saltare in sella ad un cavallo per rubarlo a dei contrabbandieri francesi. È onestamente impossibile pensare che sopravviva (dopo tutto quello che era successo prima) a un volo da cinquanta metri. Ed è francamente troppo il fatto che dopo essere arrivato allo stremo delle forze al forte il giorno dopo salga in sella per affrontare la caccia al traditore e che uccida questo in una lotta all’ultimo sangue.<br />
Ad ogni modo non si può negare che il film funzioni discretamente nel complesso ed è interessante da vedere, anche se è semplicemente la versione romantica ottocentesca di “Die Hard”.<br />
Secondo il nostro giudizio personale il film non è da premio Oscar in quanto sia “Il ponte delle spie” di Spielberg che “The Martian” di Scott gli sono superiori.<br />
Ritornando alla domanda iniziale, l’interpretazione di Di Caprio può vincere l’oscar? Forse! È sinceramente più impegnativa e artistica di quella di Matt Damon in “The Martian”, ma ha di fronte altri due fuoriclasse come Fassbender in “Steve Jobs” e Redmayne peraltro nel ruolo molto particolare del transgender di “The Danish Girl”. Ma sono film che ancora non abbiamo avuto l&#8217;opportunità di vedere.<br />
Ad ogni modo, Oscar o non Oscar, Leonardo Di Caprio rimane a nostro insindacabile giudizio, il miglior attore di Hollywood.</p>
<p><strong>J. Mnemonic</strong></p>
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