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	<title>la verità sull&#039;aborto Archivi - Associazione Culturale Civiltà Laica</title>
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	<description>Per un movimento culturale volto a difendere la Laicità dello Stato.</description>
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		<title>Ci risiamo, sull&#8217;aborto qualcuno da i numeri</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/ci-risiamo-sullaborto-qualcuno-da-i-numeri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 May 2020 19:01:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[come è andata?]]></category>
		<category><![CDATA[comunicati stampa]]></category>
		<category><![CDATA[la verità sull'aborto]]></category>
		<category><![CDATA[pro-vita]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Che i sedicenti pro-vita o pro-famiglia abbiano le idee molto confuse è piuttosto evidente. Basta citare il loro odio verso la maternità surrogata; una pratica che dovrebbe far felice ogni sostenitore del motto &#8220;la vita ad ogni costo&#8221; contrapposto alle pratiche abortive! E invece no, quando si parla di surrogacy è meglio che quei bambini [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/ci-risiamo-sullaborto-qualcuno-da-i-numeri/">Ci risiamo, sull&#8217;aborto qualcuno da i numeri</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/index.php/ci-risiamo-sullaborto-qualcuno-da-i-numeri.html/donna-aborto" rel="attachment wp-att-17094"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-17094" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/05/donna-aborto.jpg" alt="" width="800" height="450" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/05/donna-aborto.jpg 800w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/05/donna-aborto-300x169.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/05/donna-aborto-768x432.jpg 768w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/05/donna-aborto-280x158.jpg 280w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a></p>
<p><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Che i sedicenti pro-vita o pro-famiglia abbiano le idee molto confuse è piuttosto evidente. Basta citare il loro odio verso la maternità surrogata; una pratica che dovrebbe far felice ogni sostenitore del motto &#8220;la vita ad ogni costo&#8221; contrapposto alle pratiche abortive! E invece no, quando si parla di <i>surrogacy</i> è meglio che quei bambini non nascano (vedi recenti polemiche sollevate sempre dai pro-vita sui &#8220;sofferenti&#8221; bambini bloccati a Kiev in attesa che le loro madri possano andarli a prendere appena finite le restrizioni dovute alla Covid19). </span></span></span></p>
<p><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Ad ogni modo, il loro esponente locale Alberto Virgolino, torna a cercare di terrorizzare le donne sull’abominevole aborto. (<a href="https://www.terninrete.it/notizie-di-terni-alberto-virgolino-movimento-per-la-vita-si-vuole-promuovere-laborto-chimico-donne-piu-vittime-delle-loro-dolorose-scelte/">https://www.terninrete.it/notizie-di-terni-alberto-virgolino-movimento-per-la-vita-si-vuole-promuovere-laborto-chimico-donne-piu-vittime-delle-loro-dolorose-scelte/</a> )prendendo di mira in particolare, la richiesta di alcune associazioni femministe sul facilitare l&#8217;accesso all&#8217;uso della RU486, visto che gli accessi negli ospedali sono limitati sempre a causa dell&#8217;emergenza Covid19.<br />
Per far questo il Virgolino cammina su un campo minato: per dire quanto è pericoloso l&#8217;aborto farmacologico deve dire che è più sicuro ricorrere all&#8217;aborto chirurgico. Ovviamente questo perché vuole dare un tono scientifico al suo discorso e non sembrare il solito vecchio trombone che parla del corpo delle donne come se fosse il suo. Per farlo però usa le solite argomentazioni trite e ritrite: dalla &#8220;logica disumana della legge 194&#8221;, ovvero quella che ha più che dimezzato il numero degli aborti in Italia (fonte Ministero della Salute 29/12/2017 oppure vedete: </span></span></span><a href="https://www.wired.it/scienza/medicina/2018/05/04/dati-aborto-italia/">https://www.wired.it/scienza/medicina/2018/05/04/dati-aborto-italia/</a> ), per poi ripropinare il dogma secondo cui ogni donna che abortisce deve poi per forza soffrire tutta la vita (su questa ipocrisia consigliamo semplicemente di leggere &#8220;La verità vi prego sull&#8217;aborto&#8221; di Chiara Lalli).</p>
<p><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Poi il Virgolino, &#8220;per il bene della donna&#8221; lascia la parola a chi oltre alle idee confonde anche i numeri, ovvero la &#8220;Associazione Italiana dei Ginecologi ed Ostetrici Cattolici&#8221;.<br />
Il comunicato dei suddetti già alla terza riga confonde in modo imbarazzante la pillola abortiva con quella per l’eutanasia distribuita in Olanda, che effettivamente qualche fanatico religioso anglosassone chiama &#8220;Kill pill&#8221;; poi parte il </span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>tourbillon</i></span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> di numeri presi da studi vecchi come quelli N.E. Journal of Medicine del 2005 i quali dovrebbero dimostrare che la RU486 sarebbe più pericolosa dell&#8217;aborto chirurgico. Una storia vecchia per l&#8217;appunto e smentita definitivamente nel 2009 quando AIFA e Governo Italiano autorizzarono l&#8217;uso della RU486 (vedi: <a href="http://www.associazionelucacoscioni.it/sites/default/files/documenti/RU486.pdf">http://www.associazionelucacoscioni.it/sites/default/files/documenti/RU486.pdf</a> )<br />
Dopodiché la suddetta associazione continua a far confusione anche su casi di donne morte in Italia apparentemente a causa della RU486 anche quando alcuni di questi casi sono già stati smentiti (<a href="https://www.wired.it/scienza/medicina/2014/05/05/morte-aborto-ru486/">https://www.wired.it/scienza/medicina/2014/05/05/morte-aborto-ru486/</a> ).<br />
La verità è che l&#8217;ampio uso dell&#8217;aborto farmacologico in tutto il mondo in questi anni ha confermato la mortalità bassissima e che gli effetti collaterali sono sempre pochi statisticamente parlando e gestibili. (Vedi: <a href="https://www.wired.it/scienza/medicina/2014/04/11/rischi-pillola-abortiva/">https://www.wired.it/scienza/medicina/2014/04/11/rischi-pillola-abortiva/</a> )<br />
Siamo abituati al fatto che i sedicenti pro-vita diano i numeri, del resto sono gli stessi che dicevano di aver portato due milioni di persone a Roma al Circo Massimo quando erano meno di centomila (vedi: <a href="https://www.ilpost.it/2016/01/30/family-day-due-milioni-persone-circo-massimo/">https://www.ilpost.it/2016/01/30/family-day-due-milioni-persone-circo-massimo/</a> ). </span></span></span></p>
<p><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Però dobbiamo dire che concordiamo pienamente con le ultime due righe del loro comunicato.<br />
</span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>La manipolazione mediatica e psicosociale invoca uno stato di necessità che non c’è. </i></span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Ovvero gli ingiustificati allarmi contro l&#8217;aborto definito da costoro: &#8220;strage degli innocenti&#8221;, &#8220;nuova shoah&#8221;, &#8220;la vera pandemia&#8221; a seconda della campagna pubblicitaria di turno.<br />
</span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Invoca i diritti delle donne senza tutelarne la salute fisica e/o psicologica. </i></span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Esatto perché per i sedicenti pro-vita il diritto della donna è solo uno: partorire. Magari in fretta perché poi c&#8217;è da cucinare e stirare. </span></span></span></p>
<p><b><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Alessandro Chiometti</span></span></span></b></p>
<p><b><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Presidente Ass. Cult. Civiltà Laica</span></span></span></b></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/ci-risiamo-sullaborto-qualcuno-da-i-numeri/">Ci risiamo, sull&#8217;aborto qualcuno da i numeri</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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		<title>A. la verità, vi prego, sull&#8217;aborto</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/a-la-verita-vi-prego-sullaborto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Apr 2013 15:48:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[aborto]]></category>
		<category><![CDATA[chiara lalli]]></category>
		<category><![CDATA[j mnemonic]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dell&#8217;aborto si sa, è meglio non parlare. Anche nei paesi dove è legale come il nostro la parola aborto è sufficiente a far calare il gelo e il silenzio su qualunque discussione. I laici che parlano del tema sono in genere sempre sulla difensiva, per aver una minima voce in capitolo devono prima ammettere che [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/a-la-verita-vi-prego-sullaborto/">A. la verità, vi prego, sull&#8217;aborto</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Dell&#8217;aborto si sa, è meglio non parlare. Anche nei paesi dove è legale come il nostro la parola aborto è sufficiente a far calare il gelo e il silenzio su qualunque discussione.</p>
<p>I laici che parlano del tema sono in genere sempre sulla difensiva, per aver una minima voce in capitolo devono prima ammettere che si sta parlando di una cosa “brutta” della quale si spera non doverne mai fare ricorso. <span id="more-11391"></span><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2013/04/lalli.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-11392" alt="lalli" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2013/04/lalli-204x300.jpg" width="204" height="300" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2013/04/lalli-204x300.jpg 204w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2013/04/lalli.jpg 340w" sizes="(max-width: 204px) 100vw, 204px" /></a>Solo così possono permettersi di difendere il diritto di scelta della donna su come gestire il proprio corpo, altrimenti non sarebbero mai presi in considerazione.</p>
<p>Come ricorda Chiara Lalli in questo libro (“A. La verità vi prego sull&#8217;aborto”, Ed. Fandango Libri €18.00) non è passato molto tempo da quando la donna che non voleva portare a termine la gravidanza era automaticamente considerata pazza, degenerata e indegna di vivere in una società civile.</p>
<p>La situazione è cambiata da allora?</p>
<p>Difficile dirlo, a livello legale ovviamente si, a livello di dramma sociale è mutata in modo sottile in un contesto in cui dalla incriminazione di stato si passa alla subdola instaurazione di sensi di colpa nella donna che ha scelto di abortire.</p>
<p>Non sarà un caso che di tutte le serie della televisione una sola ha avuto il coraggio di presentare la scelta della donna come un diritto a cui non seguono rimpianti (si parla di Grey&#8217;s anatomy) mentre in tutto il resto dei casi la questione innominabile viene affrontata solo per stigmatizzare un&#8217;eventuale non prosecuzione della gravidanza. A volte per sbrogliare la trama di questi telefilm irrompe la soluzione “aborto spontaneo” a semplificare le questioni e a lavare le coscienze.</p>
<p>Ma a parte la citata serie ideata da Shonda Rhimes nessun sceneggiatore ha gli attributi per far dire a un suo personaggio “si ho abortito, è stata la scelta giusta e lo rifarei”. O nel caso dovesse avere questi attributi intervengono le premurose censure televisive a non mandare in onda gli episodi incriminati.</p>
<p>Eppure stando agli studi recenti citati dalla brava e lucida Chiara Lalli, ben il 72% delle donne che ha abortito ha dichiarato che il beneficio è stato maggiore del danno, e solo il 20% di loro ha sofferto di depressione post-aborto.</p>
<p>La famigerata depressione post aborto, o meglio definita SPA (Sindrome Post Abortiva) che viene propagandata dagli attivisti medici prolife insieme ai rischi di tumore e sterilità causati dall&#8217;aborto nonostante che di evidenze mediche in proposito non ce ne siano. In alcuni stati Usa la legge obbliga che la la donna che vuole abortire deve essere adeguatamente informata di tutti questi presunti rischi, in altri stati si arriva all&#8217;obbligo di vedere il feto dall&#8217;ecografia transvaginale (siamo in Texas, baby).</p>
<p>Allora fa benissimo Chiara Lalli a riportare nel suo libro le parole di Italo Calvino che nel 1975 scriveva a Claudio Magris: “Mettere al mondo un figlio ha un senso solo se questo figlio è voluto, coscientemente e liberamente dai due genitori. Se no è un atto animalesco e criminoso. Un essere umano diventa tale non per il casula verificarsi di certe condizioni biologiche, ma per un atto di volontà e d&#8217;amore da parte degli altri. Se no l&#8217;umanità diventa- come in parte già è – una stalla di conigli.”</p>
<p>Un sincero plauso all&#8217;autrice per aver squarciato il velo di menzogne e di ipocrisia che artificiosamente si crea sempre quando si parla di questi argomenti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>J. Mnemonic</b></p>
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