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	<title>la repubblica Archivi - Associazione Culturale Civiltà Laica</title>
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	<description>Per un movimento culturale volto a difendere la Laicità dello Stato.</description>
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		<title>È così difficile parlare di scienza?</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/e-cosi-difficile-parlare-di-scienza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Oct 2014 17:56:39 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[piergiorgio odifreddi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ci risiamo, sono passati pochi giorni da quando lamentavamo dei pessimi articoli scientifici che appaiono sul sito repubblica.it (in quel caso si parlava di esperienze pre-morte) ed ecco che un sito ad esso strettamente correlato, l’Huffington post, titola a piena pagina “Il Papa riappacifica Dio e Darwin”. Queste parole nel titolo non le trovate più, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Ci risiamo, sono passati pochi giorni da quando lamentavamo dei pessimi articoli scientifici che appaiono sul sito repubblica.it (in quel caso si parlava di esperienze pre-morte) ed ecco che un sito ad esso strettamente correlato, l’Huffington post, titola a piena pagina “<strong>Il Papa riappacifica Dio e Darwin</strong>”. </span></span><span id="more-12678"></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2013/05/hsapiens.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-11448" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2013/05/hsapiens.jpg" alt="hsapiens" width="275" height="183" /></a>Queste parole nel titolo non le trovate più, immaginiamo siano state rimosse dopo che <strong>Odifreddi</strong> ha pubblicato il suo pezzo nel suo blog (anch’esso correlato a repubblica.it) definendo “ignaro e ignorante giornale” chi titolava in quel modo. Ma come si può vedere da una breve ricerca su google il titolo appare ancora nelle pieghe dell’Huffington. </span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Il problema però persiste e occorre dire al caro Odifreddi che l’ignaro e ignorante giornale è lo stesso per il quale scrive lui, con il quale ha avuto già molte discussioni in passato. Ma immaginiamo che lo sappia, e allora se anche l’esimio professore è “costretto” a stare nella casa de “la Repubblica”, viene da chiedersi: possibile che non ci siano speranze di avere un giornale popolare (e non populista) che parli in termini corretti di scienza?</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Esaminando l’articolo in questione, e rilevando ancora una volta che continua a persistere la <strong>pessima abitudine</strong> di non indicare l’autore, vediamo che l’evoluzione biologica (e quindi il richiamo a Darwin del titolo originale) c’entrano poco con le parole del Papa che in realtà parla del <strong>big bang</strong> come opera del creatore (in maiuscolo nell’articolo, in minuscolo utilizzando un poco di razionalità) e di come poi l’evoluzione della vita abbia seguito le leggi imposte da esso stesso.</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Quindi niente di nuovo ne’ di originale, sappiamo che il quotidiano dell’ateo neo-devoto Scalfari pompa qualunque affermazione di Papa Francesco I che neanche la <strong>Pravda</strong> quando parlava Stalin ma a volerla dire tutta è solo una riproposizione di quanto già espresso dal conservatore Giovanni Paolo II: studiate pure l’evoluzione di Darwin ma ricordate sempre che anche se le cose fossero andate in quella maniera è perché l’ha voluto Dio.</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">In realtà è proprio qui il nocciolo della questione e della diatriba odierna su Darwin e l’evoluzione Biologica: la Chiesa Cattolica e molti credenti non accettano ciò che per ogni biologo evoluzionista è evidente e cioè che <strong>non c’è nessun finalismo e nessuna “direzione verticistica” nell’evoluzione biologica.</strong></span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Siamo quel che siamo solo per una serie di contingenze che, se fossero state leggermente diverse, avrebbero potuto portare specie completamente diverse ad essere quelle dominanti del pianeta.</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Le dimostrazioni sono tante: i colli di bottiglia che hanno quasi estinto la vita sul pianeta, gli altri abitanti del pianeta appartenenti anch’essi al genere Homo che fino a ventimila anni fa lo hanno condiviso, il fatto che ci siamo ibridati con loro solo per fare degli esempi.</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Invece Papa Francesco I è rimasto all’<strong>interpretazione teleologica</strong> dell’evoluzione, quella legata a quella famosa immagine che ha fatto più danni della grandine, ovvero “il cammino dell’uomo” che suggerisce una direzione e finanche un fine dell’evoluzione.</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Del resto, come qualcuno ci ha fatto notare anche la parola stessa “evoluzione” suggerisce quello che in realtà non è. Un miglioramento, una direzione verso un progresso che invece è solo un frutto di contingenze e che è assolutamente reversibile. Come uscirne fuori? Provando a ripetere con forza quello che è evidente dallo studio scientifico: non sopravvive il più bravo, non sopravvive il più forte, non sopravvive il più buono e neanche il più cattivo. Sopravvive colui che ha la <i>fitness</i> migliore. E’ un concetto difficile? Forse, ma non pensate di poter sostituire lo studio della biologia con i video di you tube.</span></span></p>
<p><strong>Alessandro Chiometti</strong></p>
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		<title>La puntualità della disinformazione</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/la-puntualita-della-disinformazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Oct 2014 17:51:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Al mondo di sicuro ci sono solo la morte e le tasse” La frase attribuita erroneamente a Benjamin Franklin mentre in realtà fu pronunciata da Cristopher Bullock è molto riduttiva perché in realtà, a seconda del paese in cui si vive, ci sono altre cose di cui possiamo essere certi. In Italia ad esempio è [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/la-puntualita-della-disinformazione/">La puntualità della disinformazione</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“<span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Al mondo di sicuro ci sono solo la morte e le tasse</i>”</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">La frase attribuita erroneamente a Benjamin Franklin mentre in realtà fu pronunciata da Cristopher Bullock è molto riduttiva perché in realtà, a seconda del paese in cui si vive, ci sono altre cose di cui possiamo essere certi.</span></span><span id="more-12660"></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/10/e-virale-mutismo-e-rassegnazione-L-1.jpeg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-10874" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/10/e-virale-mutismo-e-rassegnazione-L-1-241x300.jpeg" alt="e-virale-mutismo-e-rassegnazione-L-1" width="241" height="300" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/10/e-virale-mutismo-e-rassegnazione-L-1-241x300.jpeg 241w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/10/e-virale-mutismo-e-rassegnazione-L-1.jpeg 304w" sizes="(max-width: 241px) 100vw, 241px" /></a>In Italia ad esempio è certo che ogni qualvolta arrivi al grande pubblico il tema del fine vita, ad esempio con la Presidente della Camera Laura Boldrini che si impegna a calendarizzare la proposta di legge che vuole istituire i registri dei testamenti biologici e depenalizzare l’eutanasia per i malati terminali, più o meno contemporaneamente arriva sui mass media il solito articolo pseudoscientifico che racconta di presunte esperienze pre-morte, di anime fotografate con tecniche misteriose, di presunta consapevolezza del cervello dopo la morte.</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Questa volta tocca al sito de “la Repubblica” che non è nuovo a castronerie scientifiche memorabili.</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">In un articolo del <a href="http://www.repubblica.it/scienze/2014/10/07/news/consapevolezza_dopo_morte-97572231/?ref=HRLV-17">7 Ottobre 2014</a> pubblicato con enfasi (ma senza indicare il nome dell’autore, pessima abitudine sempre più in voga nei grandi giornali) in home page si titola che “c’è una forma di consapevolezza dopo la morte” senza neanche il buon gusto di mettere almeno un punto interrogativo.</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Già nelle tre righe di catenaccio dell’articolo la cosa è in realtà ridimensionata, per due motivi: il primo che si capisce che si sta parlando delle “solite” esperienze pre-morte, il secondo è che come si può leggere solo il 40% dei pazienti indagati ha avuto queste esperienze, il che significa (dato che la matematica a differenza del giornalismo non è un opinione) che il 60% e quindi la maggioranza non ne ha avute.</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Nelle 42 righe di banalità varie che seguono il “giornalista” si guarda bene da dare informazioni che possono essere scientificamente rilevanti, non una parola ad esempio sul come abbiano fatto gli scienziati a distinguere il fatto che i “ricordi” dei ri-animati appartengano a quei minuti in cui l’encefalogramma era piatto e non ai minuti immediatamente precedenti o successivi. </span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Non una parola sul fatto che tutto quello che si vede, o per meglio dire si sogna, in quei momenti dipenda dai condizionamenti avuti nella vita e quindi è assolutamente normale che un occidentale abbia ricordi occidentali e che un indiano abbia ricordi indiani e così via. Quanto poi alla “solita” luce alla fine del tunnel stenderemmo un velo pietoso visto che è stata così pluridescritta che ormai scientificamente non fa testo visto che è entrata di diritto nel nostro background culturale.</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Unica cosa positiva nell’articolo, in un bagliore di decenza che è evidentemente sfuggito all’articolista e alla redazione del sito, l&#8217;indicazione del link all’università di Southampton che riporta poi all’articolo originale dove chiunque può leggere che non c’è niente di nuovo a quanto già sapevamo sulle presunte esperienze pre-morte dei ri-animati.</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Resta un mistero sul perché questa sia una notizia da prima pagina del sito del quotidiano più importante d’Italia. </span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Scherziamo ovviamente. </span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Sul fatto che sia un mistero altrettanto ovviamente.</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Alessandro Chiometti</b></span></span></p>
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		<title>La questua</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/la-questua/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Aug 2008 15:14:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Anche i pi&#249; disattenti avranno di certo avuto notizia delle polemiche suscitate dall&#8217;inchiesta di Curzio Maltese (con la collaborazione di Maurizio Turco), pubblicata nel corso dell&#8217;ultimo anno a puntate dal quotidiano &#8220;La Repubblica&#8221;, sullo scottante tema di quanto costa la Chiesa Cattolica agli italiani. L&#8217;inchiesta &#232; ora diventata il libro &#8220;La questua&#8221; (Ed. Feltrinelli) che [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/la-questua/">La questua</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><font face="Tahoma" size="2"><img decoding="async" alt="" src="http://img2.libreriauniversitaria.it/BIT/149/9788807171499g.jpg" /></font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Anche i pi&ugrave; disattenti avranno di certo avuto notizia delle polemiche suscitate dall&rsquo;inchiesta di Curzio Maltese (con la collaborazione di Maurizio Turco), pubblicata nel corso dell&rsquo;ultimo anno a puntate dal quotidiano &ldquo;La Repubblica&rdquo;, sullo scottante tema di quanto costa la Chiesa Cattolica agli italiani.</font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><font face="Tahoma" size="2">L&rsquo;inchiesta &egrave; ora diventata il libro &ldquo;La questua&rdquo; (Ed. Feltrinelli) che non pu&ograve; mancare nella biblioteca di ogni laicista che si rispetti.</font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Qualcuno (perfino qualche laicista) potrebbe pensare che &egrave; un mero esercizio di contabilit&agrave;, che non &egrave; elegante criticare la Chiesa che si occupa (in linea puramente teorica) di questioni &ldquo;alte&rdquo; su fatti cos&igrave; veniali come i finanziamenti che ogni anno percepisce dallo stato italiano.</font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Ma in realt&agrave; la finanza e le finanze sono gli argomenti che pi&ugrave; stanno a cuore alle gerarchie della Chiesa Cattolica Apostolica Romana, e sono proprio queste le inchieste che danno pi&ugrave; fastidio agli alti palazzi vaticani.</font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Curzio Maltese questo lo spiega benissimo nell&rsquo;introduzione citando Ernesto Rossi. Il pi&ugrave; famoso anticlericale italiano sosteneva che quando aveva pubblicato i suoi lavori che testimoniavano come nei fatti il pontefice Pio XII fosse stato uno dei massimi responsabili dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale, i palazzi vaticani si erano limitati a commenti ufficiosi, in trafiletti sui quotidiani papalini; quando invece pubblic&ograve; i suoi studi sulle finanze vaticane e i benefici che traeva dallo stato italiano vi fu una reazione idrofoba da parte di tutti gli alti prelati che reagivano sdegnati all&rsquo;accusa di interessarsi alla &ldquo;roba&rdquo; e non alle anime.</font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Del resto, come sa chiunque abbia provato ad interessarsi di finanze ecclesiastiche, magari in piccolo semplicemente cercando di verificare quanti soldi il proprio comune destina ogni anno alle parrocchie e al proprio vescovo nelle varie delibere comunali, &egrave; quanto mai improbo riuscire ad avere cifre precise. Di fronte a richieste precise si hanno risposte vaghissime, rimandi a delibere che non si trovano, inviti a parlare con gli assessori competenti.</font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><font face="Tahoma" size="2">&Egrave; per questo che l&rsquo;ottimo e documentatissimo lavoro di Curzio Maltese va ancor pi&ugrave; apprezzato, perch&eacute; finalmente mette un punto fermo che non pu&ograve; essere contestato, a meno di ricorrere a figure patetiche da parte del clericalista di turno che si vede costretto a richiamare in ballo presunti &ldquo;risarcimenti di guerra&rdquo; per &ldquo;l&rsquo;aggressione subita dal Vaticano nell&rsquo;unificazione d&rsquo;Italia&rdquo; di fronte ai numeri innegabili di Curzio Maltese.</font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><font face="Tahoma" size="2">E che siano innegabili lo dimostrano anche le miserrime figure fatte dal quotidiano &ldquo;Avvenire&rdquo; che ha provato in maniera goffa e ridicola e confutare l&rsquo;inchiesta de &ldquo;La Repubblica&rdquo; dopo poco la sua pubblicazione.</font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><font face="Tahoma" size="2">&ldquo;La questua&rdquo; &egrave; un libro impressionante perch&eacute; va tenuto conto che nel suo lavoro Maltese si &egrave; mosso facendo i conti con prudenza e operando quasi sempre per difetto. Come racconta lo stesso giornalista, Piergiorgio Odifreddi facendo calcoli analoghi nel suo &ldquo;Perch&eacute; non possiamo essere cristiani&rdquo; arriva a stimare un costo annuo della Chiesa per lo Stato Italiano di 9 miliardi di euro. Curzio Maltese non dice che questo calcolo &egrave; sbagliato, anche perch&eacute; come ripete spesso nel libro stimare tutto il patrimonio immobiliare della Chiesa in Italia &egrave; operazione impossibile (soprattutto se chi lo dovrebbe fare per suo interesse, ovvero lo Stato, non usa i mezzi che ha a disposizione per farlo), tuttavia dice di aver seguito un criterio pi&ugrave; prudente che lo fa giungere ad una conclusione che &egrave; l&rsquo;esatta met&agrave;. Ovvero, secondo Curzio Maltese la Chiesa costa 4,5 miliardi di Euro ogni anno allo Stato Italiano.</font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Letta questa cifra impressionante (che corrisponde pi&ugrave; o meno a una mezza manovra finanziaria), bisogna tener conto di un altro fatto. Il libro che &egrave; stato il &ldquo;caso&rdquo; del 2007 e che tanto ha indignato l&rsquo;italico popolo che si &egrave; scagliato veementemente contro la casta politica rea di sperperare il patrimonio italiano (sto ovviamente parlando di &ldquo;La Casta&rdquo; di Stella e Rizzo), arriva con una stima tutt&rsquo;altro che prudente a calcolare un costo della casta politica di 4 miliardi di euro annui per lo Stato Italiano.</font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Si avete letto bene, pur con stime diversamente prudenti (diciamo cos&igrave;) di cui certamente quella usata per misurare il costo della casta ecclesiastica &egrave; la pi&ugrave; prudente, si arriva allo sconcertante risultato che la Chiesa costa agli italiani pi&ugrave; della tanto vituperata casta politica.</font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Un dato sconvolgente, ma gli Italiani in quanti l&rsquo;avranno capito? </font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Obbligatorio citare il pezzo in cui Curzio Maltese descrive ed elenca tutti gli immobili di propriet&agrave; della Chiesa (escludendo chiese ed ospedali) lungo tutto il percorso che in bicicletta compie per arrivare alla sede del quotidiano in cui lavora, un elenco interminabile che dura pi&ugrave; di due pagine e alla fine riporta il commento di un &ldquo;suo amico prete&rdquo; che gli dice che lungo quel percorso la Chiesa non ha grosse propriet&agrave; e ce ne sono altri molto pi&ugrave; &ldquo;sconvolgenti&rdquo; da fare a Roma.</font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Insomma un libro assolutamente da leggere e da far leggere a chi ancora si ostina a chiederci ragione del nostro attualissimo anticlericalismo.</font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><o:p><font face="Tahoma" size="2">&nbsp;</font></o:p></p>
<p align="right"><strong style="mso-bidi-font-weight: normal"><span style="FONT-SIZE: 12pt; FONT-FAMILY: &quot;Times New Roman&quot;; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA"><font face="Tahoma" size="2">J. Mnemonic</font></span></strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/la-questua/">La questua</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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		<title>Ecco il nocciolo della questione&#8230;</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/ecco-il-nocciolo-della-questione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Jan 2008 12:23:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>A forza di far parlare tutti i componenti delle gerarchie vaticane il nocciolo della questione salta fuori, ecco le dichiarazioni di Angelo Scelzo, sottosegretario vaticano alle comunicazioni sociali riportate da &#34;la repubblica&#34;: &#160;&#34;Il Governo italiano ha ritenuto di sottolineare il suo impegno, ma e&#8217; chiaro che non poteva arrivare al punto di poter assicurare una [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>A forza di far parlare tutti i componenti delle gerarchie vaticane il nocciolo della questione salta fuori, ecco le dichiarazioni di Angelo Scelzo, sottosegretario vaticano alle comunicazioni sociali riportate da <a target="_blank" href="http://www.repubblica.it/news/ired/ultimora/2006/rep_nazionale_n_2856908.html?ref=hpsbdx2">&quot;la repubblica&quot;:</a></p>
<p>&nbsp;&quot;<em>Il Governo italiano ha ritenuto di sottolineare il suo impegno, ma e&#8217; chiaro che non poteva arrivare al punto di poter assicurare una gestione di tutto l&#8217;incontro non dico pacifica ma serena&quot;. Il sottosegretario vaticano alle comunicazioni sociali, Angelo Scelzo, ha risposto cosi&#8217; ai giornalisti che gli chiedevano di commentare la precisazione fatta lunedi&#8217; scorso da Palazzo Chigi dopo la prolusione del card. Angelo Bagnasco, presidente della Cei. &quot;<strong>C&#8217;e una distinzione</strong> &#8211; ha scanditto &#8211; <strong>tra l&#8217;incolumita&#8217; del Papa e del seguito, che certamente era salvaguardata, e la possibilita&#8217; che avvenissero delle manifestazioni</strong></em>&quot;.</p>
<p>Il significato &egrave; chiaro, il vaticano non tollera che ci siano voci contrarie in sua presenza. Questo &egrave; il loro concetto di &quot;democrazia&quot;.</p>
<p align="right"><strong>redazione[at]civiltalaica.it</p>
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