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	<title>isis Archivi - Associazione Culturale Civiltà Laica</title>
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	<description>Per un movimento culturale volto a difendere la Laicità dello Stato.</description>
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		<title>Dio non c&#8217;entra</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/dio-non-centra/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Nov 2015 19:05:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[dagoberto frattaroli]]></category>
		<category><![CDATA[isis]]></category>
		<category><![CDATA[parigi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tra le tante considerazioni che si possono fare sulla terribile vicenda di Parigi, una merita qualche parola dal punto di vista della laicità e della non credenza. Mi riferisco all’opinione, che sui giornali e nei discorsi ufficiali sta prendendo sempre più forza, secondo la quale la religione sarebbe,contro ogni evidenza, estranea alla vicenda e agli [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY">Tra le tante considerazioni che si possono fare sulla terribile vicenda di Parigi, una merita qualche parola dal punto di vista della laicità e della non credenza.</p>
<p align="JUSTIFY">Mi riferisco all’opinione, che sui giornali e nei discorsi ufficiali sta prendendo sempre più forza, secondo la quale la religione sarebbe,contro ogni evidenza, estranea alla vicenda e agli episodi di terrorismo.<span id="more-13302"></span></p>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2013/03/600px-RELIGIONES.png"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft wp-image-11349" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2013/03/600px-RELIGIONES.png" alt="600px-RELIGIONES" width="377" height="377" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2013/03/600px-RELIGIONES.png 600w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2013/03/600px-RELIGIONES-150x150.png 150w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2013/03/600px-RELIGIONES-300x300.png 300w" sizes="(max-width: 377px) 100vw, 377px" /></a></p>
<p align="JUSTIFY">E’ presente in questo atteggiamento la preoccupazione di allontanare dalla religione qualunque sospetto o dubbio sull’l’idea stessa di religione, per scongiurare che si incrini l’opinione corrente secondo la quale la religione è una cosa positiva e rappresenta un’incommensurabile ricchezza per il genere umano.</p>
<p align="JUSTIFY">Perchè se a qualcuno è venuto il sospetto che la religione in sè, non quella cristiana, nè quella musulmana, nè quella ebraica, nè qualunque altra, non sia poi quel bene assoluto e quella ricchezza che riempe ed esaurisce lo spirito umano, come ci ripetono di continuo, beh, questo è un dubbio che fa subito cancellato e va fatta chiarezza, negando decisamente che le vicende di questi giorni possano essere ricondotte al pensiero religioso.</p>
<p align="JUSTIFY">“La religione non c’entra niente con i terroristi e con l’Isis – dicono &#8211; questi sono degli assassini.”</p>
<p align="JUSTIFY">Il messaggio è chiaro, così come il salto logico: se sono assassini non possono avere a che fare con la religione.</p>
<p align="JUSTIFY">Lo dice il Presidente turco Erdogan. &#8220;E&#8217; un insulto nei confronti dell&#8217;umanità collegare il terrorismo a una religione&#8221;. Gli fa eco l’Unione Europea che ci avverte che l’Isis non c’entra niente con la religione. Sulla stessa linea anche il premier Renzi che si è espresso in modo analogo.</p>
<p align="JUSTIFY">Accanto a chi rifiuta qualunque connessione &#8211; i negazionisti assoluti &#8211; ci sono poi coloro che assumono una posizione intermedia. Tra essi troviamo la Chiesa Cattolica che non nega la matrice religiosa degli attentati ma la addebita a correnti deviate dell’Islam, tentando con questa operazione di salvataggio dell’Islam di portare anche la stessa religione Cattolica fuori dall’area del sospetto, peraltro legittimata da una storia millenaria di persecuzioni, sopraffazione e violenza in cui il Cattolicesimo si è distinto.</p>
<p align="JUSTIFY">Se oggi la violenza trova spunto e pretesto nella religione islamica, non possiamo dimenticare che ben più ampia e la responsabilità della religione come fenomeno sociale e storico, perchè, nonostante i tentativi di discolparla, la religione è stata ed è causa di separazione tra gruppi e all’origine della gran parte dei conflitti sul pianeta. Anche i conflitti che non sembrano religiosi, spesso vedono contrapposti gruppi e popoli che si ispirano a religioni diverse. Non è vero che le religioni uniscono. Le religioni dividono.</p>
<p align="JUSTIFY">E non dimentichiamo che la discordia è sempre stata presente non solo tra religioni diverse ma anche tra correnti di pensiero all’interno della stessa religione. La storia degli scismi e delle eresie lo dimostra.</p>
<p align="JUSTIFY">L’affermazione e la difesa della laicità nelle nostre democrazie si persegue anche smascherando la realtà delle religioni, togliendo l’alone di sacralità che le rende intoccabili e le pone al di sopra di qualunque critica. Non è azzardato dire che la attuale situazione di commistione della religione nella vita civile è dovuta anche all’esagerato rispetto della religione e delle Chiese, che ha generato ovunque la subordinazione del pensiero culturale e politico a quello religioso.</p>
<p align="JUSTIFY">Nonostante alcuni credano che il mondo sarebbe migliore senza religioni, il diritto di pensiero e di opinione, qualunque sia il loro contenuto e da chiunque sia esercitato deve essere sempre tutelato anche verso coloro le cui idee non condividiamo. Ma la laicità impone che il pensiero religioso non sia oggetto di specifica e privilegiata tutela, ma riconosciuto come particolare espressione della libertà di pensiero e in questo ambito trovare protezione perchè “&#8230;.. un ordinamento costituzionale in cui fosse garantita semplicemente la libertà di coscienza non potrebbe che essere un ordinamento laico, in cui contemporaneamente viene riconosciuta anche e conseguentemente la libertà di religione” (1).</p>
<p align="JUSTIFY">Pertanto i diritti di chi crede e di chi non crede devono porsi su un piano di parità, senza privilegi, nè sudditanze culturali.</p>
<p align="JUSTIFY">E al di sopra di tutto, il principio che deve illuminare i nostri giudizi e ispirare le decisioni dei politici secondo il quale la difesa della democrazia e dei cittadini viene prima della difesa delle religioni.</p>
<p><em>Immagina non esista paradiso<br />
</em><em>nessun inferno sotto noi<br />
</em><em>immagina che tutta la gente<br />
</em><em>viva solo per l’oggi<br />
</em><em>niente per cui uccidere e morire<br />
</em><em>e nessuna religione<br />
</em><em>immagina tutta la gente<br />
</em><em>che vive in pace</em></p>
<p>Le prime ore dopo l’orrore. <span style="line-height: 1.5;">Le immagini surreali e poetiche di un pianista ignoto che suona in strada Imagine.<br />
</span>Poesia mai abbastanza celebrata, racconta un futuro visionario di pace tra gli uomini.<br />
<span style="line-height: 1.5;">Un mondo dove l’uomo non ha bisogno di inventarsi il paradiso e l’inferno per vivere, </span>un mondo dove non esiste niente per uccidere e morire, <span style="line-height: 1.5;">un mondo dove non c’è nessuna religione, </span>un mondo di pace.</p>
<p><strong>Dagoberto Frattaroli</strong></p>
<p>(1) &#8211; A. Spadaro, Libertà di coscienza e laicità nello stato costituzionale, 2008</p>
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		<title>Solidarité in nome della Laïcité</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/solidarite-in-nome-della-laicite/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Nov 2015 23:01:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro chiometti]]></category>
		<category><![CDATA[attacchi terroristici]]></category>
		<category><![CDATA[isis]]></category>
		<category><![CDATA[parigi 2015]]></category>
		<category><![CDATA[terrorismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Ma come! sul sito di Civiltà Laica non c&#8217;è la solidarietà alle vittime di Parigi?” E&#8217; ovvio, anzi è pleonastico che i fatti di Parigi ci hanno fatto male e che noi laici non possiamo non commentare che questa è solo l&#8217;ennesima puntata delle conseguenze dell&#8217;integralismo religioso che da tempo denunciamo sul nostro sito. Ma [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>“<em>Ma come! sul sito di Civiltà Laica non c&#8217;è la solidarietà alle vittime di Parigi</em>?”</p>
<p>E&#8217; ovvio, anzi è pleonastico che i fatti di Parigi ci hanno fatto male e che noi laici non possiamo non commentare che questa è solo l&#8217;ennesima puntata delle conseguenze dell&#8217;integralismo religioso che da tempo denunciamo sul nostro sito.<span id="more-13262"></span></p>
<p><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2015/11/Eiffel.jpg"><img decoding="async" class="alignleft  wp-image-13265" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2015/11/Eiffel-685x1024.jpg" alt="Eiffel" width="438" height="655" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2015/11/Eiffel-685x1024.jpg 685w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2015/11/Eiffel-201x300.jpg 201w" sizes="(max-width: 438px) 100vw, 438px" /></a>Ma si sa, oltre che laici noi di Civiltà Laica siamo anche un po&#8217; maliziosi, quindi ci cheidiamo perché la stessa osservazione non è arrivata quando ci sono stati gli attentati a Mumbai nel 2008 o perché non ci chiedano conto di non aver espresso solidarietà alle vittime di Beirut del 12 Novembre 2015 (il giorno prima di quelli di Parigi).</p>
<p>La verità è che se dovessimo esprimere solidarietà per ogni attacco islamista nel pianeta dovremmo stare ogni giorno ad esprimere solidarietà. Perché nonostante quello che prometteva il trittico BBB (Bush, Blair, Berlusconi) dopo l&#8217;attacco alle torri gemelle del 2001 il terrorismo islamico dopo quattordici anni è ben distante dall&#8217;essere sconfitto. Nonostante i giganti scesi in campo, verrebbe da dire.<br />
È vero, per Charlie Hebdo l&#8217;abbiamo fatto, abbiamo messo il lutto nel nostro sito. Ma spero che riconosciate la particolarità del caso.</p>
<p>Ora detto questo pubblicheremo ogni tipo di analisi che i nostri soci abbiano voglia di fare sulla vicenda, come del resto abbiamo sempre fatto. Ma non per questo passeremo dalla parte di quelli che, magari da atei, brandiscono i crocifissi come clava perché l&#8217;Islam è peggio del Cattolicesimo.</p>
<p>Analizzando un poco la situazione possiamo dire che non è cambiata molto dal 2001.</p>
<p>Ci sono i reazionari ultracristiani (sia cattolici che protestanti) che in queste cose ci sguazzano e starnazzano la demenziale retorica del “chi non è con me è contro di me” che non ha portato fortuna neanche a Skywalker nella nuova trilogia di Guerre Stellari, figuriamoci se può portarla a Salvini, Gasparri e alla Santanché.</p>
<p>Ci sono a loro fianco gli atei devoti, i seguaci della Fallaci, che contro la barbarie islamica che non ha mai portato niente all&#8217;uomo scelgono la civiltà occidentale fondata sulla Grecia, su Roma e sulla Santa Romana Chiesa. Peccato che come la Fallaci questa gente dimentichi che se non era per la cultura islamica non solo non avevamo neanche i numeri per la matematica ma avevamo anche dimenticato buona parte dei classici greci.</p>
<p>Ci sono poi i Cristiani che si ricordano che qualcosa Cristo sulla non violenza aveva detto, e in nome di questo sfociano in un pacifismo pseudo-gandhiano che a volte è veramente improponibile.</p>
<p>Poi ci sono i laici come noi, memori del fatto che la nostra libertà deriva dall&#8217;illuminismo e dall&#8217;uso della ragione e che quindi cercano di usarla. Quelli che dicono che fra “colpire l&#8217;avversario per primo” o “porgere l&#8217;altra guancia” c&#8217;è una terza via che nessuno ricorda mai, ovvero quella di fermare la mano che ti sta per dare un pugno.<br />
Al di là dei facili slogan, chi usa la ragione difficilmente si fa convincere che i bombardamenti a tappeto sui civili di qualunque paese possano non portare a una radicalizzazione mondiale dello scontro. Difficilmente si fa convincere che dichiarare guerra a un miliardo e mezzo di musulmani sia una buona idea e difficilmente si fa convincere che tutti questi siano indistintamente terroristi. Difficilmente si fa convincere della casualità del fatto che le forze Kurde vittoriose contro lo Stato Islamico a Kobane siano state lasciate sole alla mercé di Erdogan (che in quanto a integralismo islamico non deve apprendere niente).</p>
<p>Ecco, magari possiamo partire da qui, e ragionare laicamente, socraticamente e voltarianamente sulla questione. Se siamo convinti che ragionare sui fatti prima di far decollare i caccia sia utile.</p>
<p>Oppure possiamo partire e andare a dare una mano alle forze laiche del Kurdistan. Qualcuno di noi l&#8217;ha fatto.</p>
<p><b>Alessandro Chiometti</b></p>
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		<item>
		<title>GLI STRANI PRIMATI DELL’ISIS</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/gli-strani-primati-dellisis/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Nov 2014 18:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[francesco paoletti]]></category>
		<category><![CDATA[isis]]></category>
		<category><![CDATA[stato islamico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Come estensore di questo articolo non posso negare che quanto riporterò nello stesso sia frutto di interpretazioni personali squisitamente estetiche, tra l’altro già ampiamente dibattute in altri contesti prima di riportarle su carta (o su file) in questa circostanza.Farò un’ulteriore premessa: nell’analisi che farò menzionerò appena le responsabilità dell’occidente, che sicuramente ci sono ma non [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/gli-strani-primati-dellisis/">GLI STRANI PRIMATI DELL’ISIS</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Come estensore di questo articolo non posso negare che quanto riporterò nello stesso sia frutto di interpretazioni personali squisitamente estetiche, tra l’altro già ampiamente dibattute in altri contesti prima di riportarle su carta (o su file) in questa circostanza.<br />Farò un’ulteriore premessa: nell’analisi che farò menzionerò appena le responsabilità dell’occidente, che sicuramente ci sono ma non hanno alcun peso nelle successive decisioni autonome del “governo” jihadista e di coloro che lo compongono.<span id="more-12708"></span><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2014/11/Territorial_control_of_the_ISIS.svg_.png"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-12709" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2014/11/Territorial_control_of_the_ISIS.svg_-300x229.png" alt="Territorial_control_of_the_ISIS.svg" width="300" height="229" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2014/11/Territorial_control_of_the_ISIS.svg_-300x229.png 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2014/11/Territorial_control_of_the_ISIS.svg_-1024x782.png 1024w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2014/11/Territorial_control_of_the_ISIS.svg_.png 1280w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><br />Ho anche il dovere di aggiungere un ulteriore particolare non trascurabile: quanto riporterò si basa sull’ipotesi (tutt’altro che assurda) che le informazioni dalla stampa occidentale degli ultimi mesi siano vere o rispondano comunque alla verità entro un certo margine, anche se saranno sicuramente forzate in favore del “resto del mondo” nella partita che vede tale schieramento opposto al califfato di Abu Bakr al-Baghdadi.<br />Tutto ciò premesso, iniziamo l’analisi di quello che (in base a come viene descritto dalla stampa nostrana) appare come uno dei fenomeni più stupidi, imbecilli e politicamente maldestri tra tutti gli esempi di “stato totalitario” dell’era moderna, al punto da superare perfino gli eccessi della Croazia di Ante Pavelic o della Cambogia di Pol Pot.<br />Non voglio improvvisarmi come un esperto di strategie politiche né come il “Clausewitz” della situazione ma, da quel poco che so di storia, l’obiettivo immediato di una nazione all’atto della sua nascita sarebbe quello di ottenere più riconoscimenti possibili almeno dalle realtà che ne condividono le vedute (siano queste di carattere politico, religioso e culturale).<br />Orbene il neonato ed aggressivo staterello si è creato al momento della sua proclamazione un isolamento politico pressoché totale riuscendo a guadagnarsi l’avversione della stessa Al Quaeda (grande nemico islamista dell’Occidente che però probabilmente detesta la concorrenza) e addirittura dell’Iran i cui vertici si sono recentemente dichiarati disposti ascendere in campo contro lo stesso califfato.<br />Sicuramente le suddette realtà vanteranno numerosi elementi tra i rispettivi schieramenti che individualmente con “giovane ardore” si saranno lanciati a fare la fila per entrare nelle schiere dei combattenti del Califfato, ma i vertici di questi due grandi nemici dell’occidente che sono geograficamente, culturalmente, politicamente e religiosamente più vicini al neonato “Stato islamico dell’Iraq e della Grande Siria”, hanno comunque deciso di prendere le distanze dallo stesso.<br />Sembra che l’Isis abbia deciso di puntare solo ed esclusivamente sugli ardori frementi dei singoli musulmani che da tutto il mondo stanno facendo le valige per arruolarsi tra le falangi jihadiste del califfo e non abbia capito l’importanza delle relazioni politiche anche finte o di convenienza (le avevano capite perfino Molotov e Ribbentropp).<br />Ma non basta: qui in occidente almeno fino a questo momento, se si esclude la propaganda chiaramente filo-Isis e ad esso direttamente o indirettamente legata, non è apparsa (almeno al sottoscritto) una sola sillaba di rilevo in sostegno dello Stato Islamico dell’Iraq e del Levante.<br />All’epoca dell’11 settembre, superato lo sgomento iniziale dello storico attentato, in occidente ci fu una opposizione di fronti che tra l’altro si acuì con l’invasione dell’Iraq del 2003.<br />Per quanto non ben visto, Osama Bin Laden occupava un posto di riguardo nella mente dei cosiddetti “anti-imperialisti e/o anti-capitalisti”.<br />Personalità di spicco che si interrogavano per mettere l’accento sulle responsabilità di un certo occidente non mancarono e non mancano tutt’ora neppure di fronte alle efferatezze delle attuali milizie jihadiste, eppure adesso appaiono incredibilmente oscurate proprio da quelle stesse azioni perpetrate dai guerrieri del Corano.<br />L’opposizione all’aggressivo Califfato appare unanime e trasversale: destra e sinistra (e direi anche centro), atei e credenti di tutte le altre religioni (ma anche della stessa se consideriamo il pre-menzionato caso dell’Iran), liberisti e statalisti, non possono che dichiararsi contrari, chi per un motivo chi per un altro (politico, sociale, religioso o “contro-identitarista”), alla politica degli sgozzamenti , delle decapitazioni, delle esecuzioni sommarie di chi non é assoggettato ai dogmi del nuovo califfo del levante.<br />Del resto è anche normale che nel terzo millennio la politica di uno stato “stile di Mordor” che invade tutti i territori confinanti rendendone schiava la popolazione torturando o vendendo al mercato i prigionieri (soprattutto bambini) non sia molto ben vista da nessuno, neppure dai paesi meno (o per niente) democratici.<br />Per fare un esempio paradossale di casa nostra: era dall’epoca di Piazza Fontana che non vedevo fascisti in “sintonia di vedute occasionale” con gli anarchici !<br />Ed arriviamo così ad analizzare da vicino quella che appare come la grande vera e propria svolta politico-culturale generata in occidente dalle azioni dell’Isis: dagli anni 80 una certa opinione pubblica è stata abituata a pensare che il cosiddetto anti-occidentalismo affondasse le sue radici in un&#8217;empia alleanza tra islamismo e aree politiche di &#8220;derivazione di sinistra&#8221; dell&#8217;occidente.<br />Queste convinzioni sono maturate attraverso una serie di episodi sparsi per il mondo: a volte fondati, a volte montati ad arte (e spesso anche spinti dalla cinematografia).<br />In realtà tale dinamica è stata molto più complessa e variegata di quanto la si possa descrivere in poche righe, ma il messaggio manifesto o latente che arrivava in molti contesti sufficientemente superficiali dell&#8217;opinione pubblica occidentale era sostanzialmente questo.<br />A tutto ciò occorre aggiungere il radicale cambio di guardia politico che dagli anni 40 del secolo XX ha fatto registrare uno spostamento delle simpatie verso il popolo palestinese dell&#8217;estrema destra all&#8217;estrema sinistra, complementare a ciò che è accaduto alle simpatie politiche verso Israele (forse qualcuno ancora ricorda l’episodio non troppo recente della Sig.ra Santanchè che in diretta da Santoro arrivò a confondere la bandiera della Freedom Flottilla con quella di Hamas).<br />Non si può negare che lo stesso islamismo (antiamericano e antioccidentale) sia una creatura nata dalle sviste (o dalle volontà ?) politico-strategiche di un &#8220;certo occidente&#8221; ma che poi sia diventato un mostro che vive di vita propria che aggredisce i suoi creatori (volontari o involontari che siano).<br />Per quanto questa creatura abbia fini non condivisibili sia sul piano sociale che politico, le sue manifestazioni di crudeltà ed efferatezza (per quanto grette) hanno conservato fino all’epoca di Al Quaeda un fondo di &#8220;ideale eroico&#8221; o &#8220;anti-eroico pseudo-romantico&#8221; agli occhi dell&#8217;opinione pubblica più idiota e meno preparata a gestire un certo tipo di informazione (un kamikaze che si fa esplodere, così come una decapitazione davanti ad una telecamera hanno il loro effetto mediatico, indipendentemente da tutti gli ulteriori elementi che costituiscono un simile modo di fare notizia non facilmente intuibili al livello epidermico da una buona maggioranza di coloro che ascoltano i notiziari radio-televisivi).<br />Ora qualcosa è cambiato: davanti alle telecamere di tutto il mondo quel fondamentalismo islamista sta assediando un&#8217;enclave di cultura occidentale, perché il PKK (come il PYD e l’YPG) non possono non essere considerate espressioni di una cultura di estrazione socialista vicina all&#8217;occidente: un occidente tra l&#8217;altro non capitalista.<br />Infatti nei territori siriani, l’etnia curda ha dato vita ad una struttura sociale anarco-libertaria (diversa da quella adottata dalle altre fazioni curde presenti i Iraq e Turchia).<br />Come ha scritto l’antropologo e attivista americano David Graeber “ …<em> il PKK non assomiglia neppure lontanamente al vecchio, organizzato verticalmente, partito Leninista che era una volta. La sua evoluzione interna, e la conversione intellettuale del suo fondatore, Abdullah Ocalan, detenuto in un’isola-prigione turca dal 1999, lo hanno condotto a cambiare radicalmente i propri scopi e le proprie tattiche. Il PKK ha dichiarato che esso non cerca nemmeno più di creare uno Stato curdo. Invece, ispirato in parte dalla visione dell’ecologista sociale e anarchico Murray Bookchin, ha adottato una visione di “municipalismo libertario”, invitando i curdi a formare libere comunità basate sull’autogoverno, basate sui principi della democrazia diretta, che si federeranno tra loro aldilà dei confini nazionali – che si spera che col tempo diventino sempre più privi di significato. In questo modo, suggeriscono i curdi, la loro lotta potrebbe diventare un modello per un movimento globale verso una radicale e genuina democrazia, un’economia cooperativa e la graduale dissoluzione dello stato-nazione burocratico</em>.”<br />Insomma un modello sociale tanto caro all’estrema sinistra occidentale (soprattutto ai centri sociali) che tanto ricorda le comunità anarchiche della guerra civile spagnola.<br />Per la prima volta un modello culturale di estrazione decisamente occidentale (perché Bakunin e Malatesta sono figli dell’occidente esattamente come lo furono Marx e Lenin) generatore di quella sinistra che i repubblicani americani, gli esponenti del centro-destra italiano ed in generale i filo-atlantisti occidentali vedevano alleata dell’islamismo anti-capitalista, che la democraticissima polizia italiana ha manganellato allo storico G8 di Genova accusandoli di essere “comunisti”, si trova ora faccia a faccia in una lotta senza quartiere contro quella jihad islamista che la destra occidentale voleva vedere (a torto o a ragione) come sua “complice anti-capitalista”.<br />Sebbene il suddetto particolare non appaia immediato alla grande opinione pubblica, ne esiste un altro che non può affatto sfuggire all’attenzione generale: per la prima volta i miliziani dell&#8217;ISIS si trovano di fronte degli avversari/e forse più determinati/e di loro.<br />Si trovano di fronte delle donne emancipate che sono disposte a sacrificare la propria vita per difendere la loro esistenza, la loro emancipazione e la loro libertà !<br />I veri eroi di Kobane in questo momento sono proprio le donne che con la loro determinazione stanno mostrando al mondo intero che si può fermare il fondamentalismo con la stessa determinazione di quel fondamentalismo che fino ad oggi la cultura occidentale sembrava non essere in grado di eguagliare.<br />A questo va aggiunto il disonore (pari se non superiore a quello di Rodomonte nell’Orlando Furioso) che può provare un miliziano islamista maschilista e sessista ogni volta che un suo commilitone viene steso dai colpi di una combattente curda oppure ogni volta che una di loro si fa saltare in aria per non essere catturata viva trascinando qualche decina di jihadisti nell’affollatissimo cielo di Allah.<br />Nella sua offensiva centrifuga contro il mondo “con noi o contro di noi” l’Isis è riuscito ad ottenere un primato che nessuno poteva vantare negli ultimi trent’anni: ha fatto in modo che Kobane rappresentasse dal punto di vista politico-culturale una svolta storica nella visione occidentale degli schieramenti separando politicamente dall’islamismo quella sinistra che molti volevano vedere come sua alleata e perdendo parallelamente anche il primato della “determinazione fanatica” che contraddistingueva come un marchio di fabbrica i propri combattenti negli scontri militari.<br />Anche qui i vertici del califfato hanno trascurato uno dei teoremi fondamentali della strategia politica enunciato da Mao Tze Tung che consiste nel dividere e mantenere divisi gli schieramenti in casa degli avversari (cosa che aveva capito perfino Bin Laden).<br />Decisamente l’Isis, gretto nello stile quanto maldestro nelle strategie, fino a questo momento non ha mostrato di brillare in quanto ad acume politico: ci manca solo di assistere ad un attentato (da parte di qualche simpatizzante facinoroso filo-islamista) ad un club di tifosi della Juventus o della Roma e/o del Milan per veder mobilitata l’intera popolazione italiana in una “guerra santa di popolo” contro il neo-nato califfato del levante.</p>
<p><strong>Francesco Saverio Paoletti</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/gli-strani-primati-dellisis/">GLI STRANI PRIMATI DELL’ISIS</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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